| Licomede | |
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| Saga | Ciclo Troiano |
| Nome orig. | Λυκομήδης |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Sciro |
| Professione | Re di Sciro |
Licomede (in greco antico Λυκομήδης?, Lukomḗdēs) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Sciro.
Il nome Licomede è un composto dei termini λύκος (lúkos, "lupo") e μήδομαι (mḗdomai, "pensare", "escogitare") ed il significato complessivo può essere interpretato come "colui che ha l'astuzia di un lupo" o "che medita come un lupo".
Non è nota la sua ascendenza.
Fu il padre di numerose figlie tra cui l'unico nome noto è quello di Deidamia.
Licomede accolse la richiesta di Teti di nascondere nella sua corte il giovane Achille per evitargli di partecipare alla guerra di Troia e lo fece vivere tra le sue figlie travestito da donna. In seguito negò agli Achei (i guerrieri greci alleatisi contro Troia) che Achille si trovasse nel suo regno ma diede a loro il permesso di perquisire il palazzo.

Licomede divenne il nonno di Pirro, nato dalla relazione tra sua figlia Deidamia e lo stesso Achille.
Plutarco racconta che quando Teseo si recò presso di lui chiedendo la restituzione delle sue terre (e forse anche per chiedere aiuto contro gli Ateniesi) Licomede, temendolo, oppure intento a favorire Menesteo (l'allora re di Atene che aveva spodestato Teseo), ordì la sua morte e gli disse che per vedere queste terre avrebbero dovuto salire su delle alture e dopo che furono giunti sulle cime lo gettò di sotto uccidendolo. Plutarco scrive anche che alcuni sostengono che Teseo precipitò da solo ed accidentalmente.
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