Lonato del Garda

Lonato del Garda
comune
Lonato del Garda – Stemma
Lonato del Garda – Bandiera
Lonato del Garda – Veduta
Lonato del Garda – Veduta
Veduta del centro storico
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Brescia
Amministrazione
SindacoNicola Bianchi (centro-destra) dal 25-5-2026
Territorio
Coordinate45°27′56.52″N 10°28′29.64″E
Altitudine188 m s.l.m.
Superficie68,2 km²
Abitanti17 255 (31-5-2026)
Densità253,01 ab./km²
Comuni confinantiBedizzole, Calcinato, Calvagese della Riviera, Castiglione delle Stiviere (MN), Cavriana (MN), Desenzano del Garda, Padenghe sul Garda, Pozzolengo, Solferino (MN)
Altre informazioni
Cod. postale25017
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017092
Cod. catastaleM312 (E667 fino al 2-8-2009)
TargaBS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 399 GG
Nome abitantilonatesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lonato del Garda
Lonato del Garda
Lonato del Garda – Mappa
Lonato del Garda – Mappa
Posizione del comune di Lonato del Garda nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Lonato del Garda (Lonato fino al 2007, Lunà in dialetto gardesano, Lonàt in dialetto bresciano) è un comune italiano di 17 255 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia, nella zona del basso lago di Garda.

Geografia fisica

Territorio

Il comune di Lonato del Garda è il decimo paese per estensione della Provincia di Brescia, si estende su una superficie di 68,2 km², con un'altezza sul livello del mare che va dai 65 ai 283 metri. Il territorio, per gran parte, si estende sulle colline moreniche del Basso Garda. Nelle zone limitrofe a Calcinato e Bedizzole invece il territorio è prevalentemente pianeggiante. Per un breve tratto di circa 350 metri esso si affaccia sul lago di Garda.

Tratto della Roggia Lonata

Il territorio comunale è percorso dalla Roggia Lonata e dal canale Arnò da essa derivato.

Clima

Origini del nome

Esistono diverse ipotesi riguardo l'origine del nome Lonato. Per alcuni il nome Lonato deriverebbe dal termine celtico lona che significa pozza o acquitrino, forse per la quantità di bacini inframorenici presenti nel territorio; il primo nucleo del paese si sviluppò infatti nei pressi della zona chiamata oggi "Pozze". Tale ipotesi è la stessa anche per i comuni di Lonate Pozzolo e Lonate Ceppino. Secondo altri l'origine proverrebbe dal nome etrusco Leuna. Per altri ancora deriverebbe dal termine latino lunatus ovvero volto ad arco o a mezza luna, questo per la forma dell'antico abitato. Un'altra ipotesi sostiene che il nome del paese deriverebbe da Lug, dio celtico. Lo storico lonatese ottocentesco Giacomo Attilio Cenedella scrive che per alcuni potrebbe derivare dal nome romano Publio Emilio Lunato, nome presente su una lapide, in realtà mai documentata, che forse venne scoperta nei pressi della villa romana di Monte Mario.

In un diploma di Carlo Magno del 16 luglio 774, con il quale diverse terre bresciane tra cui Lonato vengono donate al monastero di San Martino di Tours, il paese viene chiamato Lionam e così anche in un diploma del 16 giugno 887 di Carlo il Grosso. Non tutti gli studi affermano però che anche Lonato facesse parte delle terre donate e che quindi in entrambi i documenti ci si riferisca al borgo.

Nel 909, in una concessione con la quale Berengario permette ai lonatesi di fortificare il paese, questo è chiamato Lonado. Il documento è considerato però un falso, tuttavia si ritiene sia una falsificazione tarda di un documento autentico.

Molte altre sono le varianti, nel 977 è chiamato Leonado, è questa la prima vera attestazione, il nome compare in un'epistola tra la badessa Berta di San Salvatore e Santa Giulia a Brescia e un certo Riccardo di Lonato. Nel 1109 compare poi come Lonatus, nel 1167 Lunatus, nel 1884 Papa Lucio III lo chiama Lunadus e Leonadus. Neppure lo stemma può fornire un'idea precisa sull'origine.

Il 3 ottobre 2007 il comune assume la denominazione di Lonato del Garda, vista la vicinanza al lago e per una valorizzazione del territorio.

Storia

Le prime tracce, sebbene molto scarse, di insediamenti umani nel territorio lonatese sono state rinvenute in località Recciago e sono ascrivibili al Paleolitico superiore. Nello stesso luogo sono stati ritrovati reperti appartenenti anche al Paleolitico inferiore, ritrovati anche nelle località di Polecra, Case Vecchie e Colombare delle Pozze. I primi abitati in queste zone si svilupparono soprattutto nei pressi dei numerosi laghetti morenici presenti un tempo nel territorio, ora scomparsi o notevolmente ridotti come il bacino ancora presente in località Polecra.

Nelle località di Fornasetta, Monte Gabbione e di nuovo Polecra, sono state fatte scoperte risalenti al Mesolitico; sempre in località Fornasetta, Prè e Lavagnone sono stati rinvenuti oggetti appartenenti all'età neolitica.

Località Polada

È tuttavia il lasso di tempo che va dall'età del bronzo alla prima età del ferro il periodo preistorico più significativo per la storia lonatese. Molti sono i reperti ritrovati risalenti a questa fase; scoperte sono state fatte in diverse zone, ancora Case Vecchie, poi Fenil Vecchio, Fenil Novo, Palude Lunga, Cattaragna (dove è stata ritrovata una palafitta), Maguzzano, viale Roma, Monte Rova, più precisamente dove oggi sorge la rocca, e i più importanti, la già citata località di Lavagnone, condivisa con Desenzano e oggi patrimonio Unesco, e la località di Polada. Tra gli anni '70 e '80 del XIX il desenzanese Giovanni Rambotti iniziò a raccogliere e collezionare i numerosi reperti ritrovati in quest'ultima località che diede il nome a una delle più importanti culture dell'Età del Bronzo nell'Italia settentrionale. Oggi molti reperti del territorio lonatese sono conservati in vari musei come quello di Santa Giulia a Brescia e il museo civico archeologico "Giovanni Rambotti" a Desenzano; il famoso aratro e la piroga del Lavagnone custoditi in questo museo potrebbero essere stati rinvenuti proprio in territorio lonatese.

Tra il V e il IV sec. a.C., tarda Età del ferro, il Nord Italia vede l'espansione in gran parte del suo territorio di una popolazione celtica proveniente dall'odierna Francia, i Cenomani. Questo popolo lasciò un'impronta indelebile nell'odierna provincia bresciana, anche a Lonato. I più importanti ritrovamenti sono la quasi intatta tomba di un guerriero a Brodena (300-250 a.C.), tra i vari oggetti figurano una spada in ferro posta sul torace, un pugnale fibule e bracciali in bronzo, e i vari ritrovamenti di viale Roma tra cui un'altra tomba (300-100 a.C.); parte di questi reperti sono conservati oggi a Sirmione.

Oltre alle scoperte archeologiche il segno dei Celti è ben visibile nella parlata locale e nella toponomastica. I nomi di numerose località e frazioni lonatesi hanno una probabile origine celtica; ad esempio Maguzzano, in dialetto Magüza, significherebbe "insediamento non situato su un corso d'acqua, Brodena invece, "villaggio vicino all'acqua", da "bru" (palude) e "dunos" (località abitata), e altri nomi ancora potrebbero derivare dalla lingua celtica, Venzago, Recciago e lo stesso nome Lonato.

Le pietre miliari ritrovate a Maguzzano e oggi conservate presso il Museo di Santa Giulia di Brescia.

La romanizzazione effettiva del territorio bresciano e gardesano iniziò tra il II e I sec. a.C. Molto significativo fu però il I sec. d.C., quando fu realizzata la Via Gallica, una delle principali vie di comunicazione del Nord Italia, che andava dal Friuli-Venezia Giulia a Torino. Lonato fu in epoca romana un importante centro del Basso Garda, soprattutto per la sua posizione strategica. Il territorio lonatese era infatti attraversato dalla Via Gallica, il percorso esatto è però sconosciuto e frutto di ipotesi. A seguito del ritrovamento di due cippi miliari a Maguzzano, si pensava che la strada romana, che arrivava da Desenzano, passasse in quella zona per poi continuare verso Sedena, arrivando così a Lonato e continuando infine verso l'odierna zona della Bettola e Pontenove di Bedizzole. Oggi questa ipotesi è stata quasi completamente scartata; a causa della conformazione collinare del territorio, la strada avrebbe incontrato un grande dislivello tra la costa sul lago e Sedena, questo avrebbe reso molto arduo il percorso. Sono state quindi avanzate nuove ipotesi, una farebbe passare la strada da Castel Venzago, in particolare nella vicina località di Fornaci dei Gorghi, per poi risalire verso Lonato dal territorio di Brodena. Un'altra, sorta a seguito di alcuni ritrovamenti di presunti tratti di strada nelle località di Folzone e Bariselli, farebbe arrivare la strada da Desenzano a Lonato passando appunto per queste località.

Lonato in epoca romana non sorgeva nel luogo odierno ma circa un chilometro e mezzo più a nord, nella zona di Colombare delle Pozze, dove venne eretto un esteso complesso abitativo databile tra il I e il IV sec. d.C. servito da un acquedotto proveniente dalla località Bagnole. Questo insediamento, chiamato dai più villa delle Pozze, viene da alcuni considerato la mansio presente nel Basso Garda. Questa mansio era situata nei pressi di una curva, prendendo così il nome di mansio Ad Flexum; tuttavia gli storici considerano altri posti oltre alla villa delle Pozze che potrebbero coincidere con questa mansio, Pontenove di Bedizzole, Rivoltella (Desenzano), Colombare di Sirmione e Sedena di Lonato. Si pensa tuttavia che a Sedena sorgesse una mutatio, corrispondente con i resti di un edificio ritrovato sotto il sagrato della chiesa; a seguito dell'abbandono di questa mutatio sarebbe sorta la mansio alle Pozze. La villa delle Pozze venne scoperta negli anni '60 del XX sec., nonostante vennero estratti diversi reperti come mosaici, statue e monete, l'edificio non è mai stato portato alla luce.

L'epigrafe funeraria del Corlo

Molte sono le altre tracce legate all'epoca romana trovate nel territorio lonatese. Nella zona di Fornaci dei Gorghi furono scoperte tra il 1985 e il 1988 sei fornaci utilizzate tra il I e il II sec. d.C. per la produzione di laterizi e mattoni, abbandonate probabilmente in seguito all'impaludamento dell'area in cui sorgevano quasi tutte le fornaci. Nel 2002 furono scoperte altre due fornaci risalenti al XIV sec. Oggi è visibile solo una fornace per intero. Nella località di Monte Mario, nome di probabile origine romana, venne invece scoperto nel XIX sec. un altro grande insediamento abitativo sorto nei pressi di due pozzi. Il Cenedella scrive che questo luogo veniva utilizzato da alcune famiglie bresciane come luogo di villeggiatura. Sempre Cenedella riporta anche le testimonianze di alcuni ritrovamenti archeologici, come un mosaico scoperto nel 1814, un pozzo, muri e pilastri. Tombe di epoca romana furono ritrovate tra Brodena ed Esenta. Nel muro a destra (per chi osserva) della facciata della chiesa del Corlo è infissa un'epigrafe funeraria di epoca romana.

La pieve di San Zeno.

Con l'avvento del cristianesimo, le ville romane vennero progressivamente abbandonate e soppiantate dalle pievi che non fungevano solo da centro della vita religiosa ma anche di quella sociale. La pieve lonatese, dedicata a San Zeno, sorse in una prima forma nel V sec. sulla sommità di un piccolo colle vicino al luogo in cui si trovava la villa delle Pozze. Questo edificio sopravvisse fino agli inizi del X sec. quando il primo nucleo di Lonato, sviluppatosi intorno alla pieve, venne distrutto dagli ungari che distrussero anche la prima abbazia di Maguzzano fondata nel IX sec. Tra il X e il XII secolo la chiesa venne riedificata in forme romaniche e dimensioni molto maggiori; probabilmente fu danneggiata dai terremoti del 1117 e 1222.

Cartolina che rappresenta il castello di Drugolo e la chiesa di San Michele.

Tra il X e l'XI sec. il Sacro Romano Impero passò sotto la guida degli Ottoni. Nel X sec. Ottone I donò agli Averoldi il territorio di Drugolo con il suo castello, forse di origine longobarda, e alcune proprietà nei territori di Padenghe e Maguzzano. In questo periodo esercitavano il proprio potere su Lonato i vescovi di Verona e i conti Longhi di Montichiari. Nel 1106 la contessa Matilde di Desenzano dona alcuni suoi possedimenti in Lonato al monastero di San Tommaso di Acquanegra sul Chiese. Nel 1210 Ottone IV cede Lonato ai conti di Casaloldo.

Il primo borgo di Lonato era munito di un castello; per molto tempo si è creduto che la fortificazione venne concessa da re Berengario nel X sec. attraverso un diploma oggi confermato essere falso, forse redatto in un'epoca non lontana basandosi su uno scritto reale. Nonostante nel 774 e nel 887 Lonato venga probabilmente citato in due documenti, uno di Carlo Magno e uno di Carlo il Grosso, con i quali le terre del borgo vengono donate al monastero di San Martino di Tours, è nel 977 che compare con certezza il nome di Lonato (Leonado), in un atto di permuta tra la badessa Berta II del monastero di Santa Giulia e un certo Riccardo da Lonato. Nel 1145 papa Eugenio III cita la pieve e il castello, riconoscendo al vescovo Tebaldo la possessione su di essi, nel 1154 papa Anastasio IV riconferma le possessioni. In un documento del 1167 è scritto che l'arciprete Ecardo partecipò alla consacrazione della chiesa di San Michele di Drugolo.

La chiesa dei Santi Cipriano e Giustina

Lo scritto più significativo riguardante l'antico borgo lonatese è però una bolla di papa Lucio III del 1184. Con questo documento vengono elencati i beni appartenenti alla pieve di San Zeno, ovvero, Drugolo, Sedena, la chiesa di San Quirico (oggi Sant'Anna nella frazione Barcuzzi), Campagnola, Curlo (oggi Corlo), i Prada (tra la località Fenil Nuovo e la frazione Bettola), Sognone, i possedimenti nelle località delle Decime, di Montesello e Sedumina, l'antica cappella di San Martino, la chiesa di San Cipriano, alcune possessioni nel pievato di Maderno e Salò, le proprietà nel sobborgo di Lonato e in generale tutto ciò che si trova nei confini. La bolla cita anche il castello della pieve, chiamato castrum vetus, ovvero castello vecchio, l'attributo vetus fa presuppore l'esistenza di un altro castello, probabilmente l'attuale rocca, seppure in forme molto minori, che infatti risalirebbe al X sec. La rocca fungeva da difesa per il borgo della Cittadella, con molte probabilità il sobborgo citato nella bolla del 1184, che oggi costituisce la parte più antica dell'attuale centro storico.

Il 1155 vide l'elezione ad imperatore di Federico Barbarossa. Lonato, comune ghibellino, appoggiava l'impero e nel 1184 i consoli lonatesi Boniolo Tonso e Giovanni Bonso si recarono a Verona per ottenere la protezione imperiale sul loro territorio, chiedendo inoltre la possibilità di continuare ad amministrarlo.

I resti della Porta Milanesa

Dopo un periodo di dominazioni alterne tra Scaligeri, Casaloldo e Gonzaga, Lonato nella prima metà del XIV sec. passò definitivamente sotto i Visconti. Il primo ad esercitare il proprio potere sulla borgata fu Azzone Visconti, diventato signore di Brescia nel 1337. Azzone si trovava in lotta con gli Scaligeri sostenuti anche da suo cugino, Lodrisio Visconti il quale era a capo di una compagnia di ventura, la Compagnia di San Giorgio, che nel 1339 attaccò Lonato radendo al suolo quasi totalmente l'abitato. La parrocchiale di San Zeno fu subito ricostruita inglobando l'abside, unica parte sopravvissuta. Gli abitanti rimasti decisero di spostarsi nel borgo della Cittadella che divenne così il centro principale. Il borgo, oltre che della rocca, era dotato anche di una cinta muraria munita di due porte, una, chiamata "Porta Milanesa", ancora visibile, e una nella zona in cui successivamente verrà edificata la torre civica; i livelli del terreno erano alquanto differenti rispetto a quelli odierni. Nell'abitato, nel confinante borgo Corlo, era inoltre probabilmente già presente la chiesa della Beata Vergine del Corlo, nelle sue originali forme trecentesche. In Cittadella si pensa invece fosse già stata edificata la chiesa di San Pietro, oggi scomparsa. Si decise tuttavia di edificare subito dopo la distruzione, una nuova parrocchiale fuori dalle mura, estendendo di molto anche il borgo. Il nuovo duomo, di cui non si conoscono le forme, venne dedicato a San Giovanni Battista, già titolare del fonte battesimale.

Alla morte di Azzone Visconti nel 1339 gli succedettero il fratello Luchino, poi Giovanni e in seguito Matteo, Galeazzo e Bernabò, quest'ultimo ottenne il potere sul territorio bresciano. Nel 1376 Regina Della Scala, moglie di Bernabò, fece estendere e fortificare le mura civiche e la rocca, coinvolgendo nei lavori anche gli abitanti di Calcinato. Nel 1384 Beatrice conferma a Lonato l'indipendenza da Brescia, già concessa da Azzone nel 1339 e da Giovanni e Luchino nel 1349. Nel 1370 Bernabò fece scavare la Roggia Lonata.

Nel 1378 con la morte di Galeazzo II, gli succedette il figlio Gian Galeazzo che nel 1385, dopo aver imprigionato Bernabò, riuscì ad ottenere il dominio su tutto il territorio della signoria. Gian Galeazzo morì improvvisamente di peste nel 1402; in seguito alla sua morte mantenne temporaneamente il potere la moglie Caterina, in quanto i figli non avevano ancora raggiunto la maggiore età. Caterina dovette far fronte a diversi problemi, molte città si ribellarono, Pandolfo Malatesta riuscì nel 1404 a diventare signore di Brescia. Oltre a ciò la morte di Gian Galeazzo aveva lasciato in carico a Caterina diversi debiti da risanare, tra questi un debito di 63.650 lire imperiali con Francesco I Gonzaga che la duchessa reggente risolse cedendo al Gonzaga i paesi di Lonato, Castiglione delle Stiviere, Castel Goffredo e Solferino.

Nel 1406 Francesco I nominò un proprio podestà a Lonato, la giurisdizione del podestà si estendeva anche ai comuni di Medole, Castel Goffredo, Castiglione, Solferino e Guidizzolo. La giustizia veniva amministrata tramite gli Statuti lonatesi approvati il 1 gennaio 1412.

Con due contratti, uno nel 1408 e uno nel 1416, il Comune di Lonato acquistò il territorio del Venzago, comprendente le odierne frazioni di Castel Venzago, Centenaro e Madonna della Scoperta, fino a quel tempo comune autonomo di proprietà della famiglia Boccacci, e facente parte della Magnifica Patria di Salò. Tuttavia la questione riguardo al passaggio del Venzago si risolse pienamente solo nel XVIII secolo.

L'edificio un tempo ospitante il provveditore veneto, oggi sede di istituto paritario

I Gonzaga, precedentemente filo-veneti, alleatisi in seguito con i Visconti, mantennero il controllo su Lonato fino al 1440 anno in cui il potere passò alla Serenissima Repubblica di Venezia che, grazie alla guerra con il Ducato di Milano, aveva già ottenuto il dominio su Brescia e sulla Riviera di Salò. Nel 1440 il doge Francesco Foscari confermò ai lonatesi il privilegio di possesso e utilizzo dell'acqua della Roggia Lonata. Nello stesso anno il paese diventò una "terra separata" della repubblica veneta grazie alla propria posizione strategica, era quindi considerato un territorio privilegiato godente di diversi privilegi. Nel 1441 la cessione alla Serenissima viene confermata con un atto ufficiale. Nel 1452 il Piccinino, che stava conducendo una campagna militare contro Milano, saccheggia il borgo. Nel 1486 Lonato venne dichiarata "fortezza" e per questo nel paese era presente un provveditore, solitamente un nobile veneziano rappresentante del governo veneto, il quale doveva organizzare gli affari politici e diverse mansioni come l'amministrazione del personale militare. Il provveditore aveva sede in uno dei palazzi della piazza principale, nel luogo in cui oggi ha sede l'Istituto Paritario "Paola di Rosa". Oltre al provveditore in un palazzo della Cittadella, oggi sede della Fondazione Ugo Da Como, aveva sede il podestà; Lonato nel 1442 divenne infatti "podesteria minore". Il podestà, normalmente un nobile bresciano, aveva il compito di amministrare la giustizia, non poteva condannare a morte.

Nel 1508 Luigi XII di Francia, nel 1499 diventato duca di Milano, preoccupato per l'espansione di Venezia, formò la Lega di Cambrai, alla quale aderirono, insieme a diversi stati, anche i Gonzaga. Nel 1509, dopo la sconfitta di Venezia ad Agnadello, Lonato passò sotto il controllo del governo francese e successivamente. Fu in questa occasione che al comune fu concesso di inserire nel proprio stemma tre gigli di Francia concessi da Luigi XII. La cittadina soffrì il governo francese, anche a causa della violenza dei soldati.

Nel 1512 l'imperatore tedesco cede Lonato, dopo averla tolta ai francesi, ai Gonzaga suoi alleati; in questo periodo soggiornò nella rocca Isabella d'Este. Nel 1515 il paese torna in mano alla Serenissima, stavolta alleata della Francia nella Battaglia di Marignano. Le truppe imperiali se ne andarono definitivamente da Brescia e da Lonato nel 1516, nel 1527 quest'ultimo venne saccheggiato dai Lanzichenecchi.

Nonostante nel 1441 fosse stato confermato il possesso di Lonato su Venzago, importante risorsa economica, i conflitti con la famiglia Boccacci, sostenuta dalla Magnifica Patria di Salò, non erano, nella prima metà del XVI secolo, ancora terminati. Nel 1539 i Boccacci si rivolsero addirittura alla Curia romana che, nel caso Lonato non avesse restituito tutti i beni appartenuti precedentemente ai Boccacci, avrebbe comminato una scomunica sul comune. Il Comune non accettò; l'arciprete lonatese Virgilio (o Vigilio) Cigno si rifiutò tuttavia di pubblicare la pena. Nel 1550 si giunse ad un compromesso, la giurisdizione civile fu attribuita al podestà lonatese, quella penale al capitano della Riviera, anche l'economia veniva amministrata da Salò, poiché dal Venzago transitavano i prodotti venduti al mercato delle biade di Desenzano di proprietà della Riviera.

Tra i secoli XV e XVI Lonato vide un grande sviluppo sia economico che sociale. Il Comune poté istituire una farmacia pubblica, un ospedale e nominare un medico per gli indigenti; il canale della Roggia Lonata (o Seriola) fu migliorato, furono acquistate nuove macine per mulini, le mura e la rocca furono fortificate e nel 1555 si edificò la torre civica. Nello stesso periodo furono inoltre costruiti ex-novo oppure riedificati diversi edifici religiosi, tra cui il duomo, la chiesa di Sant'Antonio, la chiesa del Corlo e l'importante convento francescano dell'Annunciata. Questi interventi furono eseguiti soprattutto per via della grande crescita economica e demografica che il comune ebbe in questo tempo.

Durante la Seconda Guerra del Monferrato, Lonato, a causa della sua posizione strategica, fu per Venezia un importante presidio militare e dovette sopportare un'ingente numero di soldati. I soldati non furono collocati solamente nella rocca ma anche nelle case del sottostante borgo della Cittadella, dal quale furono sfrattate le famiglie ivi abitanti. Nel 1630, terminata la guerra, Lonato, come gran parte del Settentrione, fu interessato da un nuovo grave problema, la peste. La massiccia presenza di soldati presenti a Lonato durante la guerra facilitò il dilagare del morbo. Il censimento del 1610 registrò a Lonato una popolazione di 6000 abitanti, circa il doppio della vicina Desenzano; nonostante nel 1634 il presidio militare venne tolto, nel 1634 la popolazione era di 4318 unità.

Nel 1702, in occasione dello scoppio della Guerra di successione spagnola, Venezia non si schierò. Il Comune di Lonato dovette quindi provvedere a proprie spese alla fortificazione dei sistemi difensivi. Nel territorio lonatese ci fu uno scontro tra le truppe gallo-ispane e gli imperiali, il paese riuscì a non essere espugnato, le campagne invece furono interessate da diversi danni.

Nel 1738 iniziarono i lavori per la terza ed ultima riedificazione del duomo su progetto del lonatese Paolo Soratini.

Verso la fine del XVIII secolo i sentimenti rivoluzionari provenienti dalla Francia iniziarono a diffondersi anche oltre i confini. Anche i lonatesi si divisero in giacobini (rivoluzionari) e "goghi", modo in cui venivano chiamati i conservatori, sostenitori del governo veneto.

Napoleone nella piazza principale di Lonato. Al centro della piazza era ancora presente la fontana spostata successivamente in località Lonatino dove è ancora presente oggi.

Il 28 maggio 1796, durante la Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, tra le località Molini, Corlo e San Martino di Lonato, ci fu uno scontro tra truppe austriache e francesi, ormai entrate nel territorio della Serenissima. I francesi riuscirono a prendere il controllo del comune collocandovi in seguito la sede del Comando generale francese. Venuto infatti Napoleone a sapere, verso la fine di luglio, di un'avanzata austriaca verso il lago di Garda, posizionò la maggior parte delle forze tra Lonato e Montichiari. Il 31 luglio iniziarono i primi scontri che sfociarono tra il 3 e il 4 luglio in una battaglia vera e propria ricordata come "battaglia di Lonato" oppure "la Campagne des cinq jours". L'armata napoleonica, costituita da circa 20000 uomini, guidata da Bonaparte e dal generale Massena riuscì a sconfiggere i circa 15000 austriaci guidati dal feldmaresciallo Quosdanovich. Il 5 agosto i francesi sconfissero definitivamente gli austriaci nella battaglia di Castiglione, che Napoleone aveva studiato mentre dimorava a palazzo Resini in Lonato.

Nel 1797 nacquero nei territori presi da Napoleone le repubbliche giacobine, Cispadana, Transpadana e Romana. Il 18 marzo 1797 a Brescia nacque la Repubblica Bresciana. Il 20 marzo duecento uomini della milizia bresciana erano a Lonato e puntarono due cannoni verso il palazzo comunale, questo perché la comunità era ritenuta controrivoluzionaria. Il 21 venne tolto il leone alato dalla colonna di San Marco in piazza, simbolo di Venezia; la statua venne fatta a pezzi. Accanto alla colonna, ormai senza leone, venne innalzato l'albero della libertà. In seguito si formò a Lonato un gruppo di controrivoluzionari che il primo d'aprile abbatterono l'albero della libertà e distrussero il tricolore. Successivamente i circa trecento insorti lonatesi si riunirono a Ponte San Marco con altri settecento e si scontrarono con un corpo militare di tremila uomini del Governo Bresciano. I controrivoluzionari furono sconfitti e la milizia bresciana entrò in Lonato. Il 21 aprile arrivò a Lonato un Commissario del Governo Bresciano, il giorno seguente venne nuovamente innalzato l'albero della libertà e in piazza vennero bruciati, dopo essere stati gettati dalle finestre del palazzo municipale, i ritratti dei governanti veneti, insieme a diversi libri e documenti.

Il XIX secolo fu per Lonato ricco di novità e cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda i diversi interventi edilizi realizzati. Già nel VIII venne riedificato il duomo nelle forme attuali; nonostante la consacrazione nel 1780, i lavori finirono a inizio '800 con l'ultimazione della cupola. Sempre alla fine del '700 venne anche ampliato l'ospedale. Nel 1826 venne disposto l'abbattimento di gran parte delle mura civiche, in realtà con la scusa di ristrutturarle. I pretesti avanzati furono diversi e controversi e la popolazione era divisa tra favorevoli e contrari. Nonostante ciò non tutte le mura vennero distrutte, oggi ne sopravvivono alcuni tratti; ai tempi dell'abbattimento le vecchie porte con ponte levatoio furono sostituite da dei cancelli che rimasero fino alla fine del secolo; le uniche tracce delle antiche porte sono visibili nei resti della "Porta Cremonesa". Sempre nel '800 venne aperto l'attuale corso Garibaldi per permettere un attraversamento del paese più comodo senza dover percorrere la strada che da "Porta Clio" andava a "Porta Corlo". Molte altre furono le iniziative, tra queste l'apertura nel 1854 della stazione ferroviaria, la realizzazione di viale Roma, l'inaugurazione di un asilo nel 1882 e nel 1888 Lonato fu tra i primi comuni della provincia a godere di un impianto di illuminazione pubblica.

Nel 1816 venne istituito il distretto V di Lonato, con una riforma nel 1853 divenne distretto VIII di Lonato.

Nel 1859 l'esercito sabaudo e quello francese si scontrarono con gli austriaci nella Battaglia di San Martino e Solferino. Vittorio Emanuele II pose la sede dell'esercito presso palazzo Zambelli a Lonato. Durante gli avvenimenti ci fu uno scontro presso Madonna della Scoperta, territorio lonatese; nella chiesa venne allestito un ospedale da campo.

Sempre nel 1859 viene istituito il circondario di Brescia suddiviso in dieci mandamenti tra cui il mandamento VIII di Lonato che comprendeva oltre che lo stesso Lonato anche i comuni di Bedizzole, Calvagese, Carzago, Desenzano sul Lago, Moniga, Padenghe, Pozzolengo, Sirmione e Rivoltella. L'anno successivo proseguì il collegio elettorale di Lonato, non più legato al Regno di Sardegna ma a quello d'Italia. Il collegio con capoluogo a Lonato era formato dai comuni di Bedizzole, Calvagese, Desenzano sul Lago, Sirmione, Pozzolengo, Padenghe, Rivoltella, Carzago, Rezzato, Botticino Mattina, Botticino Sera, Caionvico, Castenedolo, Ciliverghe, Mazzano, Nuvolera, Nuvolento, Serle, Virle Treponti, Montichiari, Calcinato, Carpenedolo, Goglione Sopra, Goglione Sotto e Sant'Eufemia della Fonte.

Nel 1866 Giuseppe Garibaldi, dopo la sconfitta italiana a Custoza, pose la sede del suo quartiere generale a Lonato, al centro del triangolo Salò-Desenzano-Brescia.

Il 14 maggio 1886 un intenso tornado originatosi tra Esenta e Castiglione delle Stiviere, ha attraversato la parte orientale di Lonato causando ingenti danni alle abitazioni e purtroppo causando la morte di 5 persone. Il fenomeno è poi proseguito fino a Padenghe dove poi è entrato nel Lago di Garda dissipandosi.

Nel 1906 il politico bresciano Ugo Da Como acquistò dal comune l'antico edificio che ospitava il podestà veneto provvedendo ad avviare un intenso restauro dell'edificio portandolo alle forme odierne. Successivamente Da Como acquistò anche la rocca e parte della Cittadella.

Nel periodo della prima guerra mondiale il Basso Garda fu interessato da una massiccia presenza di soldati sul territorio. Questo per la presenza delle stazioni ferroviarie da cui partivano le truppe per andare sul fronte. La conformazione collinare di Lonato favorì l'allestimento di diversi campi d'addestramento per i soldati, vennero realizzate diverse strutture dedite all'esercizio, tra cui delle trincee ancora visibili sui monti lonatesi. Nell'aprile del 1918 soggiornò a Lonato, nella villa De Riva-Sabelli, il generale Alberico Albricci, a capo del II Corpo d'armata italiano in Francia che partì per il fronte occidentale proprio dalle stazioni di Lonato, Desenzano, Brescia, Calvisano e Rezzato. A Lonato il generale ricevette la visita di Vittorio Emanuele III.

Durante la seconda guerra mondiale Lonato ebbe un ruolo rilevante soprattutto nel periodo legato alla Repubblica Sociale Italiana. Come molti comuni gardesani, anche Lonato fu sede di uffici ministeriali. Ad esempio, le ville "Scalvini", nella frazione San Polo, e "Carpani", in centro, furono requisite dalla Marina Repubblicana per porvi i suoi uffici. Il Ministero della Difesa requisì invece il palazzo "Porro-Savoldi" e gli alberghi "Stella", "Gallina" e "Tre Mori"; gli edifici si trovavano tutti nel centro storico. Il piano terra del palazzo comunale fu occupato da alcune truppe tedesche che allestirono alcuni magazzini nelle scuole elementari, oggi sede dell'istituto tecnico industriale. Nel '44 venne occupata la Casa del Podestà dalle truppe della Xª MAS, comandate dal generale Junio Valerio Borghese; Ugo Da Como, che aveva restaurato l'edificio, era morto nel 1941, la moglie nel 1944, tutte le opere presenti nell'edificio furono salvate dai primi componenti della fondazione già istituita dal Da Como. Molti furono anche i bunker anti-aerei realizzati nel territorio lonatese. Nella frazione Bettola fu allestito un piccolo aeroporto, forse già presente, utilizzato anche da Mussolini.

Il duce passò più volte per Lonato, sfruttando anche la stazione ferroviaria. Domenica 11 marzo 1945 mentre Mussolini si stava recando, scortato, a Cavriana in automobile per assistere ad una parata, fu intercettato all'altezza di Castel Venzago da una pattuglia aerea della RAF; insieme al duce vi era anche il generale Karl Wolff. Gli aerei mitragliarono il piccolo convoglio, ci furono feriti e morti, Wolff si gettò in un fosso, Mussolini invece scappò e si rifugiò in una stalla vicina; in seguito i sopravvissuti ripresero la loro marcia.

Nel corso del secondo conflitto mondiale Lonato fu più volte vittima di bombardamenti, in particolare a causa della presenza della stazione e della galleria più lunga sulla tratta Milano-Verona, utile rifugio per i convogli. Tra i bombardamenti più noti vi sono quello del 14 dicembre 1944 che colpì l'istituto delle suore Canossiane, il tentativo era in realtà quello di colpire le vicine scuole dove si trovava il comando tedesco. Un altro bombardamento fu quello del 23 aprile 1945, poco prima della liberazione, durante il quale venne bombardata la zona di Borgo Clio e persero la vita quattro persone tra cui il segretario comunale Giovanni Rovida, a Lonato dal 1935. Rovida redasse un diario in cui si impegnò ad illustrare l'intero periodo della RSI a Lonato.

Stemma

Lo stemma è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 14 maggio 1952.

«D'azzurro, al leone d'argento, linguato di rosso, sostenente con la zampa anteriore destra due chiavi d'oro, poste in croce di S. Andrea, con gli ingegni all'insù, e accompagnato in capo da tre gigli di Francia, pure d'oro, ordinati in fascia. Ornamenti esteriori da Città.»

Lo stemma di Lonato raffigura un leone rampante in campo azzurro con due chiavi incrociate nella zampa anteriore destra, in alto tre gigli concessi da Luigi XII nel 1509; lo scudo è sormontato dalla corona civica. Non è noto il motivo per il quale furono concessi i gigli, secondo alcuni Luigi XII soggiornò temporaneamente a Lonato prima di raggiungere l'imperatore Massimiliano a Peschiera, si dice che in quell'occasione concesse i gigli alla cittadina per ringraziamento dell'ospitalità o per qualche servigio ricevuto. Per altri i gigli sarebbero stati donati a seguito di un episodio verificatosi nel borgo. Lo storico Cenedella scrive infatti che alcuni giovani lonatesi avrebbero preso le difese di una ragazza importunata da dei soldati francesi, la vicenda sarebbe poi generata in uno scontro armato conclusosi con l'incendio di alcune case di borgo Corlo e di diverse vittime. Luigi XII su richiesta dei consoli lonatesi avrebbe in seguito risarcito il comune per i danni e concesso i tre gigli per chiedere perdono.

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 25 giugno 1953, è un drappo partito di bianco e d'azzurro.

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
Titolo di Città
«Decreto del presidente della Repubblica»
— 21 novembre 1996

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Facciata della basilica
Nel settembre del 1980 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore.
Chiesa della Beata Vergine del Corlo.
Santuario della Madonna di San Martino

Altre chiese

In centro:

Nel territorio restante:

Edifici religiosi non più adibiti al culto

Nel territorio lonatese sono presenti diversi edifici religiosi oggi sconsacrati. Alcuni di questi, nonostante oggi siano quasi dimenticati, hanno avuto un'importanza rilevante nella storia di Lonato

Chiese scomparse

Oltre alle chiese sopra elencate, nella storia lonatese si ha notizia di chiese o complessi conventuali oggi non più esistenti o di cui rimane solo qualche traccia.

Architetture civili

"Fine della Peste" nella sala consiliare del Municipio di Andrea Celesti Fine della Peste
"Fine della Peste" nella sala consiliare del Municipio di Andrea Celesti.

Architetture militari

La rocca

Siti archeologici

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Religione

Le parrocchie del territorio di Lonato fanno parte della diocesi di Verona. Questo perché, la tradizione suggerisce che il cristianesimo fu introdotto da san Zeno e da missionari provenienti dalla sua diocesi.

La frazione di Esenta fa invece parte della diocesi di Brescia.

Cultura

Biblioteca

La biblioteca comunale ha sede presso il secentesco Palazzo Zambelli.

Scuole

A Lonato oltre ai vari asili, scuole elementari e medie, è presente l'Istituto Tecnico Tecnologico "Luigi Cerebotani", l'Istituto Agrario "Vincenzo Dandolo" e l'Istituto paritario "Paola di Rosa".[senza fonte]

Musei

Musica

Da un'epistola risalente al 1563, firmata dal medico Giuseppe Pallavicino, si suppone che a Lonato già nel Cinquecento fosse attivo un gruppo di suonatori. Di una banda cittadina più simile a quella moderna si ha invece notizia all'inizio del XIX° secolo. Lo storico Orazio Tessadri, vissuto nell'Ottocento, riporta infatti che nel 1805 Napoleone diretto a Verona, fu accolto a Lonato dalle autorità locali e dalla banda. Tessadri riportò la presenza del corpo musicale cittadino anche nei moti rivoluzionari del 1848. Tuttavia il corpo musicale di Lonato fu ufficialmente rifondato nel 1880. La sede della banda è Palazzo Zambelli, come per la biblioteca comunale, che tuttavia si trova in un'ala differente.

A Lonato inoltre nacque il musicista e compositore Paolo Chimeri attivo tra Ottocento e Novecento.

Cucina

Il territorio lonatese presenta una forte vocazione vitivinicola grazie alla quale nel 2023, è entrato a far parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino.

Sul territorio infatti si producono vini DOC come il Lugana, il Groppello e il vino da dessert San Martino della Battaglia Gefide.

Tipico prodotto gastronomico di Lonato, è l'insaccato "Os de stomech" che significa osso dello stomaco, per la presenza nell'impasto dell'osso dello sterno del maiale che viene messo a marinare, "en visiù", per un giorno nel vino rosso al quale si aggiungono sale, pepe, aglio, noce moscata e cannella. Questo insaccato è considerato uno dei migliori salumi della tradizione bresciana e, insieme allo zafferano e al raperonzolo, fa parte dei prodotti "De.C.O". di Lonato.

La cucina tipica è quella bresciana. Ci sono però anche influenze mantovane e altre dovute alla presenza del lago. Nel periodo invernale, in particolare in occasione di sant'Antonio Abate e della fiera dedicata al santo, è tradizione preparare il chisöl, un dolce semplice a forma di ciambella. Il già menzionato "Os de stomech" viene invece servito in diversi modi, più comunemente accompagnato con la polenta oppure nel risotto.[senza fonte]

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

Lido di Lonato del Garda (BS)
Panorama di Lonato
Castello di Drugolo

Il territorio comunale è suddiviso in dodici comitati di quartiere, alcuni dei quali racchiudono al loro interno diverse località:

  1. centro storico;
  2. san Martino;
  3. viale Roma;
  4. via Filatoio;
  5. Campagna
    • Campagna di sotto;
    • Fossa;
    • Salera;
  6. Barcuzzi - Maguzzano
  7. San Cipriano;
  8. Sedena-Bettola
  9. San Polo - San Tomaso - Brodena
    • Brodena;
    • San Polo di Lonato;
    • San Tomaso;
  10. Esenta
    • Cominello;
    • Esenta di Lonato;
    • Malocco;
  11. Centenaro;
  12. Castel Venzago - Scoperta.

Economia

L'economia di Lonato del Garda si basa sull'agricoltura, l'industria ferriera, l'artigianato, il terziario.

Lonato è attraversato dalla Strada dei vini e dei sapori del Garda.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Lonato del Garda è attraversato dall'autostrada A4 Milano-Venezia, nel territorio comunale non sono presenti caselli..

La Padana Superiore attraversa il territorio attraverso una moderna variante, in qualità di strada provinciale BS 11, passa a nord del centro abitato principale, sottopassando il colle di San Zeno grazie all'omonima galleria. Il percorso originale, divenuto strada comunale, percorre invece il centro storico. A Lonato terminano la strada provinciale 78 Calvagese - Mocasina - Lonato e la strada provinciale BS 668 Orzinuovi - Lonato. Le frazioni di Esenta e San Tomaso sono servite dalla provinciale BS 567 del Benaco; a Esenta, inoltre, termina la provinciale 25 proveniente da Cunettone di Salò.

Ferrovie e tranvie

La stazione di Lonato è posta sulla ferrovia Milano-Venezia a meridione del centro storico.

Tra il 1911 e il 1935, Lonato venne servita anche dalla tranvia a vapore Castiglione-Desenzano, diramazione della Brescia-Mantova-Ostiglia. L'ex-stazione del paese è situata lungo via Monte Grappa poco a nord del cavalcaferrovia.

Mobilità urbana

Nel sistema di trasporto pubblico su gomma della provincia di Brescia, il comune di Lonato appartiene sia al lotto nord, esercito dal consorzio Trasporti Brescia Nord, sia a quello sud, di competenza di Trasporti Brescia Sud..

Amministrazione

Il municipio di Lonato

Di seguito l'elenco dei sindaci di Lonato del Garda:

Sindaco Partito Coalizione Mandato Elezione Note
Inizio Fine
1 Roberto Tardani PSI DC-PSI 23 settembre 1988 30 marzo 1990 1988
2 Ugo Lavagnini DC 30 marzo 1990 10 aprile 1993
3 Eraldo Cavagnini PDS PDS-PSI 10 aprile 1993 7 giugno 1993
Elezione diretta (dal 1993)
4 Manlio Mantovani LN Lega Nord 7 giugno 1993 28 aprile 1997 1993
28 aprile 1997 1º dicembre 1999 1997
- Rinaldo Argentieri, commissario prefettizio 1º dicembre 1999 18 aprile 2000 –
5 Morando Perini lista civica centro-sinistra 18 aprile 2000 5 aprile 2005 2000
6 Mario Bocchio FI
PdL
FI–AN–LN 5 aprile 2005 30 marzo 2010 2005
PdL–LN 30 marzo 2010 15 giugno 2015 2010
7 Roberto Tardani FI FI–LN 15 giugno 2015 22 settembre 2020 2015
Lega–FI–FdI 22 settembre 2020 25 maggio 2026 2020
8 Nicola Bianchi Lega Lega–FI–FdI–Noi con Lonato-Noi moderati 25 maggio 2026 In carica 2026

Gemellaggi

Germania (bandiera) Riesa

Sport

Ha sede nel comune la società di atletica Atletica Lonato, iscritta alla FIDAL.

A Lonato è presente una squadra di calcio fin dal 1924. Nel 2009 l'A.C. Feralpi Lonato, nata nel 1963 con il nome di Pejo Lonato, e l'A.C. Salò Valsabbia, nata nel 1985 come A.C. Salò Benaco, si uniscono dando vita alla squadra Feralpisalò. La squadra rappresentava sia il comune di Lonato che quello di Salò. Lonato non era dotato di uno stadio adatto per disputare la massima categoria dilettantistica, perciò si scelse lo Stadio Lino Turina di Salò. La squadra portava i colori verde e blu, il primo derivato dal bianco-verde lonatese, il secondo dal bianco-blu salodiano. Nel 2025, a seguito del fallimento del Brescia Calcio, la squadra trasloca a Brescia per creare una nuova società, l'Union Brescia.

Dopo la fusione del 2009, Lonato fu dotata di nuovo di una squadra propria, la Virtus Feralpi Lonato, la quale ha richiamato a sé gran parte della sua tifoseria lonatese.[senza fonte]

A Lonato è presente uno dei campi di tiro a volo più importanti a livello nazionale ed europeo. Il campo è nato nel 1982 e nel corso degli anni ha acquisito sempre più importanza, tanto da ospitare oggi competizioni internazionali.

Nel comune è inoltre presente la pista da karting South Garda Karting. Realizzata nel 1988, sorge a pochi chilometri da un'importante fabbrica specializzata nella realizzazione di kart, la CRG, nata nel 1986 derivata dalla Kalì-Kart, fondata da Calogero Vanaria, considerato uno dei padri del karting moderno. Nella pista hanno corso diversi campioni di formula 1 come Max Verstappen, Michael Schumacher, Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 360, ISBN 88-11-30500-4.
  5. 1 2 Toponimi in dialetto bresciano, su brescialeonessa.it.
  6. ↑ Comuni in provincia di Brescia per superficie, su tuttitalia.it.
  7. ↑ Essendo questa piccola zona litoranea a nord di Desenzano, moltissimi la scambiano per questo comune gardesano quando invece è territorio di Lonato.
  8. 1 2 Rete idrica della provincia di Mantova (PDF), su provincia.mantova.it. URL consultato l'8 maggio 2021.
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  11. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Aspetti storici e sapori antichi nella Lonato del XIX secolo.
  12. ↑ Cattaragna, 092/003 (insediamento insediamento palafitticolo), su catalogo.beniculturali.it.
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  18. 1 2 3 4 5 6 7 Lino Lucchini e Giuseppe Gandini, Lonato, gli statuti criminali del secolo XV.
  19. 1 2 Le chiese scomparse nel territorio di Lonato (PDF), su lonato-fra-storia-e-arte.it.
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  26. ↑ 11 marzo 1945: quando Mussolini rischiò di essere ucciso a Lonato, in BRESCIA TODAY.
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  28. ↑ La notte in cui il centro di Lonato si rischiarò a giorno, in GARDA NOTIZIE.
  29. 1 2 Lonato, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 16 ottobre 2022.
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  59. ↑ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  60. ↑ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  61. ↑ Dimissionario.
  62. ↑ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  63. ↑ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
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  67. ↑ Atletica Lonato, su atleticalonato.org.
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  69. ↑ Chi siamo, su racing.southgardakarting.it.
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  71. ↑ Verstappen «nato» a Lonato: «Sui kart era già il più forte», in Bresciaoggi.
  72. ↑ https://tkart.it/en/news/events/michael-schumacher-in-kart-at-the-track-in-lonato, su tkart.it.
  73. ↑ https://www.automotornews.it/automobilismo/karting/karting-i-piloti-di-f1-lewis-hamilton-e-nico-rosberg-che-corsero-nel-2000-e-2001-con-la-crg-e-dino-chiesa-hanno-trascorso-una-giornata-in-kart-come-ai-vecchi-tempi-sul-circuito-south-garda-di-lonato-h/, su automotornews.it.
  74. ↑ https://www.kartcom.com/en/news/2020/06/10/charles-leclerc-trains-in-karting-at-lonato/, su kartcom.com.

Bibliografia

Approfondimenti

Voci correlate

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