| Patrick Sercu | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Nazionalità | ||||||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 180 cm | |||||||||||||||||||||||||||
| Ciclismo | ||||||||||||||||||||||||||||
| Specialità | Strada, pista | |||||||||||||||||||||||||||
| Termine carriera | 1983 | |||||||||||||||||||||||||||
| Carriera | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Palmarès | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Statistiche aggiornate al 22 agosto 2020 | ||||||||||||||||||||||||||||
Patrick Sercu (Roeselare, 27 giugno 1944 – Roeselare, 19 aprile 2019) è stato un pistard e ciclista su strada belga, tra i più polivalenti corridori su pista di sempre: fu l'unico a vincere gare in cinque specialità diverse, ovvero velocità, omnium, americana, chilometro da fermo e cronometro.
Tra i dilettanti fu campione mondiale nella velocità nel 1963 e campione olimpico a Tokyo 1964 nel chilometro da fermo. Professionista dal 1965 al 1983, vinse due titoli mondiali di velocità, nel 1967 e 1969, e soprattutto 88 Sei giorni, un record assoluto, venendo per questo soprannominato "Il Re delle Sei Giorni". Attivo anche su strada, si aggiudicò tredici tappe al Giro d'Italia e sei al Tour de France, corsa in cui vinse anche una classifica a punti nel 1974.
Figlio di Albert Sercu, anch'egli ciclista professionista, medaglia d'argento ai campionati del mondo 1947, ottenne la prima vittoria l'11 ottobre 1959 a Vlamertinge. Tra i dilettanti su pista si aggiudicò il titolo mondiale di velocità nel 1963 e la medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Tokyo 1964 nel chilometro da fermo.
Professionista su pista dal 1965 al febbraio 1983, vanta all'attivo la partecipazione a 223 Sei giorni, con 88 vittorie (record, da cui il suo soprannome di "Re delle Sei Giorni"): tra queste, undici affermazioni a Gand, otto a Dortmund e Londra, sette a Berlino, sei a Rotterdam e Anversa. Da professionista vinse anche due titoli mondiali nella velocità, nel 1967 su Giuseppe Beghetto e nel 1969 su Robert Van Lancker, oltre a due medaglie d'argento di specialità, nel 1965 e 1968. Vinse anche diciotto titoli europei, undici nell'omnium, sei nell'americana e uno nel derny, e trenta titoli nazionali.
Su strada vestì la divisa di formazioni come Solo-Superia (che lo lanciò al professionismo nel 1965), Flandria, Faema, Dreher/Brooklyn e Fiat France. Fu uno specialista degli arrivi in volata, vincendo più di sessanta corse, fra le quali tredici tappe al Giro d'Italia e sei al Tour de France, corsa in cui si aggiudicò anche la classifica a punti dei velocisti nel 1974. Ottenne piazzamenti di rilievo anche nelle classiche monumento, con sette piazzamenti complessivi fra i primi dieci, tre alla Milano-Sanremo, con un quinto posto nell'edizione 1973, tre al Giro delle Fiandre e uno alla Parigi-Roubaix, e si aggiudicò alcune corse di un giorno come la Sassari-Cagliari e la Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Nel 1974 partecipò anche ai campionati del mondo di Montréal. Concluse la carriera da stradista nel 1980.
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