| Pavonite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JA.05a |
| Formula chimica | AgBi3S5 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino |
| Classe di simmetria | prismatica |
| Parametri di cella | a = 13,35 Å, b = 4,03 Å, c = 16,34 Å, β = 94,5°, V = 876,39 ų, Z = 4 |
| Gruppo puntuale | 2/m |
| Gruppo spaziale | B2/m |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 6,8 g/cm³ |
| Densità calcolata | 6,80 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 2 |
| Sfaldatura | indistinta |
| Colore | dal grigio acciaio al grigio stagno |
| Lucentezza | metallica |
| Opacità | opaco |
| Striscio | grigio piombo |
| Diffusione | non comune |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La pavonite (simbolo IMA: Pav) è un minerale non comune della serie degli omologhi alla pavonite; appartiene alla famiglia dei "solfuri e solfosali" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica AgBi3S5.
La pavonite si chiama in questo modo dal latino pavo ('pavone'), nome scelto nel 1953 da Edward Wilfrid Nuffield in onore del mineralogista e cristallografo canadese Martin Alfred Peacock (1898-1950), professore di mineralogia presso l'Università di Toronto (Canada); in inglese Peacock significa appunto pavone.
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la pavonite nella classe "2. Solfuri e solfosali" e nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla composizione del minerale, in modo tale che la pavonite possa essere trovata nella sezione "2.JA Derivati dalla galena con poco o senza Pb" dove forma il sistema nº 2.JA.05a insieme a cupromakopavonite (al tempo conosciuta col nome provvisorio IMA 2005-036), dantopaite (al tempo conosciuta col nome provvisorio IMA 2008-058), kitaibelite e cupropavonite.
Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema nº 2.JA.05a è formato da cupropavonite e cupromakopavonite, oltre che dalla pavonite.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la pavonite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali" e da lì nella sottoclasse dei "solfosali (S : As,Sb,Bi = x)"; qui occupa un posto nella sezione dei "solfosali con predominanza di argento (x=6,0 - 1,6) - serie della pavonite" dove forma il sistema nº II/E.09 insieme a borodaevite, mummeite, dantopaite, cupropavonite, benjaminite, makovickyite, cupromakopavonite e cupromakovickyite.
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la pavonite nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "solfosali" e nella sottoclasse dei minerali con "1 < ø < 2" dove forma il sistema 03.08.10 insieme a cupropavonite, makovickyite, mummeite, borodaevite, benjaminite e dantopaite.
La pavonite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale B2/m con le costanti di reticolo a = 13,35 Å, b = 4,03 Å, c = 16,34 Å e β = 94,5°, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.
La pavonite è stata trovata nelle vene di depositi idrotermali di solfuri di metalli associata ad aikinite, bismutinite, calcopirite, cupropavonite e hodrušhite.
Il minerale non è molto comune ed è stato trovato in poche decine di siti sparsi per il mondo. Qui si ricorda solo la sua località tipo, la miniera di Bolivar (21.79639°S 66.45111°W) nella provincia di Sud Lípez (in Bolivia).
La pavonite si presenta in piccolissimi cristalli lamellari di solito massicci e intercresciuti con specie omologhe. Il minerale è opaco, lucentezza metallica e colora che va dal grigio acciaio al grigio stagno.
La kitaibelite è una varietà di pavonite ricca di piombo, considerata fino al 2006 una specie indipendente. Prende il nome da Pál Kitaibel (1757-1817), botanico e chimico ungherese e possiede composizione chimica Ag10PbBi30S51