Pizzighettone

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Pizzighettone
comune
Pizzighettone – Stemma
Pizzighettone – Bandiera
Pizzighettone – Veduta
Pizzighettone – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Cremona
Amministrazione
SindacoLuca Moggi (lista civica) dal 5-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021)
Territorio
Coordinate45°11′N 9°47′E
Altitudine46 m s.l.m.
Superficie32,06 km²
Abitanti6 217 (31-5-2026)
Densità193,92 ab./km²
FrazioniFerie, Gera, Regona, Roggione
Comuni confinantiCappella Cantone, Castelgerundo (LO), Cornovecchio (LO), Crotta d'Adda, Formigara, Grumello Cremonese ed Uniti, Maleo (LO), San Bassano
Altre informazioni
Cod. postale26026
Prefisso0372
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT019076
Cod. catastaleG721
TargaCR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 545 GG
Nome abitantipizzighettonesi
Patronosan Bassiano (Pizzighettone);
san Rocco (Gera);
san Patrizio (Regona);
Beata Vergine del Roggione (Roggione)
Giorno festivo19 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pizzighettone
Pizzighettone
Pizzighettone – Mappa
Pizzighettone – Mappa
Posizione del comune di Pizzighettone nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Pizzighettone (Pisighitòn in dialetto pizzighettonese) è un comune italiano di 6 217 abitanti della provincia di Cremona in Lombardia.

Geografia fisica

Pizzighettone è situato nella Pianura Padana centrale, lungo il fiume Adda, pochi chilometri a nord della confluenza nel Po. Il territorio è pianeggiante, per gran parte compreso nella vallata golenale dell'Adda. Lo stesso centro storico è attraversato dal fiume, che lo divide in due parti distinte: l'abitato principale di Pizzighettone sulla riva est e la borgata di Gera su quella ovest. Pizzighettone è anche lambito dal Serio Morto: un colatore residuo di un paleoalveo del fiume Serio, che sino al basso Medioevo terminava il proprio corso a Pizzighettone. La vegetazione locale è quella tipica della bassa pianura, con larga presenza di pioppo, robinia, salice e sambuco. In aree circoscritte, soprattutto presso le rive o le lanche del fiume Adda, esistono ancora lacerti delle originarie foreste planiziali: fra queste, il Bosco del Mares, dove si rintracciano esemplari di farnia, ontano e rovere. Tuttavia, gran parte del territorio è destinato all'agricoltura. Le aree agricole sono divise in vasti appezzamenti e sono attraversate da numerose rogge e cavi. Data la grande disponibilità d'acqua e la fertilità del suolo si coltivano soprattutto mais e foraggio per gli allevamenti, e in misura minore grano.

Storia

La storia degli insediamenti nel territorio di Pizzighettone è profondamente legata al fiume Adda. La presenza di un guado determinò sin dall'antichità preromana la sua rilevanza per il controllo della regione. Si risale ai Celti con l'antica piazzaforte di Acerrae, che sorgeva in vicinanza del fiume Adda, sulla riva destra, nell'area dell'odierna Gera. In epoca romana Acerrae divenne una stazione di transito (statio) della diramazione secondaria della via Mediolanum-Placentia che si staccava da Laus Pompeia (Lodi Vecchio) e che raggiungeva Cremona. Durante il basso Medioevo, nel 1133, il comune di Cremona fondò l'attuale Pizzighettone, iniziando la costruzione di un castello munito di mura sulla sponda orientale del fiume, lungo la strada che dal capoluogo cremonese conduceva verso Pavia e Lodi-Milano; il luogo fu a lungo conteso tra Milano e Cremona.

Divenne nel XII secolo proprietà della chiesa di Milano. Passò poi nelle mani di importanti famiglie lombarde; insieme a Basiasco, Corno Giovine, Cornovecchio, Meleti, Maleo e Maccastorna costituì il territorio su cui la famiglia Vincemala (Vismara) esercitò il mero e misto imperio. Nel 1322 Galeazzo I Visconti inviò una flotta contro Pizzighettone per distruggere il ponte sull'Adda, ma venne respinto dagli abitanti.

Pizzighettone divenne un importante caposaldo fortificato, a più riprese ampliato e potenziato sotto i vari potentati che si succedettero durante i secoli: le signorie cremonesi (Ugolino Cavalcabò, Cabrino Fondulo), milanesi (Vismara, Visconti, Sforza), la Repubblica di Venezia, i sovrani di Francia, gli Asburgo di Spagna e d'Austria, i Borbone, i Savoia, Napoleone Bonaparte. Nel 1370 Bernabò Visconti fece costruire la prima cinta muraria in mattoni, ampliata da Cabrino Fondulo nel 1404 e rafforzata da Guiniforte Solari, che completò i lavori nel 1460. In età spagnola, nel 1585, fu realizzata una nuova cinta difensiva di forma spezzata, e nel 1646-1648, dopo la rettifica del corso dell'Adda, fu aggiunto un sistema di bastioni a stella. Passata nel 1706 all'Austria, la piazzaforte fu nuovamente modificata nel 1720, con la costruzione delle casematte lungo le mura medievali e di un recinto bastionato a ovest di Gera. Le sue strutture fortilizie rimasero attive per scopi difensivi fino al disarmo della fortezza, nel 1867, dopo l'Unità d'Italia. Ancora oggi esistono ben conservate le antiche difese cittadine: una possente cerchia muraria sulla sponda sinistra del fiume e una vasta serie di difese bastionate sulla destra dell'Adda.

Nel 1525 il re di Francia Francesco I di Valois, catturato dalle truppe imperiali dopo la sconfitta nella battaglia di Pavia, fu tenuto prigioniero dal 27 febbraio al 18 maggio nella torre detta del Guado, l'unica giunta integra ai giorni nostri del castello, oggi in gran parte distrutto.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 30 dicembre 1928.

«Troncato d'azzurro e d'argento, al grifo senz'ali dell'uno all'altro, linguato ed armato di rosso. Motto: "PICE LEON". Lo scudo sarà fregiato di ornamenti da Comune.»

Il gonfalone, concesso con regio decreto del 3 agosto 1928, è un drappo troncato di azzurro e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Scorcio di San Bassiano
  • Chiesa parrocchiale di San Bassiano. Fu ricostruita nel 1158 dai profughi di Lodi, dopo la distruzione della loro città da parte di Milano, come basilica a tre navate in stile romanico lombardo, su un edificio più antico; fu poi rimaneggiata più volte tra il XV e il XIX secolo. La controfacciata è occupata da una grande Crocifissione affrescata tra il 1540 e il 1543 da Bernardino Campi, al quale sono attribuiti anche i tondi con i busti dei profeti della navata centrale. Nella cappella del Rosario si conservano tre altorilievi marmorei del Trecento. Il fonte battesimale in marmo rosso di Verona risale al 1599. Il campanile fu rialzato nel Novecento su progetto dell'ingegnere pizzighettonese Ettore Parentini; possiede cinque campane in mi bemolle della ditta Giacomo III Crespi, fuse nel 1950 a reintegro di quelle requisite durante la guerra.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Rocco e Sebastiano. Fondata nel 1486 sui resti di edifici precedenti, conserva un dipinto della Natività con san Giovannino, san Francesco e san Carlo Borromeo del 1610. Sulla torre campanaria, la più antica di Pizzighettone, sono collocate cinque campane in si bemolle della ditta Giacomo III Crespi di Crema, fuse nel 1950 a reintegro di quelle requisite durante la guerra.
  • Chiesa di San Marcello. Fondata nel XV secolo, conserva un altare barocco della Madonna del Rosario. Sul campaniletto che si erge sul tetto della chiesa si trova una campana fusa da Giacomo III Crespi nel 1950, rimasta a corda e inutilizzata per il suo stato di conservazione.
  • Chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Roggione
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro a Gera
  • Chiesa parrocchiale di San Patrizio vescovo a Regona

Architetture civili

Il palazzo comunale
  • Palazzo comunale. Costruito a partire dal 1479.
  • Palazzo del Quartier Fino. Edificio del Cinquecento, ospita il museo civico e la biblioteca comunale.

Architetture militari

Le fortificazioni (particolare)
  • Fortificazioni. La cinta muraria, eretta in età viscontea e dotata di un possente rivellino a ferro di cavallo a difesa della strada per Cremona, fu rafforzata nei secoli successivi con bastioni e terrapieni; si estende per quasi due chilometri ed è considerata una delle città murate più complete d'Italia. Lungo il lato est-ovest delle mura (Parco del Rivellino) sono rimaste intatte le prime difese avanzate realizzate per contrastare l'artiglieria. Nel 1720 gli austriaci costruirono lungo tutta la cinta muraria le casematte, ambienti voltati a botte e a prova di bomba collegati tra loro, destinati ad alloggiare circa tremila soldati e i materiali in caso di guerra. Costruirono poi quattro polveriere, di cui ne sono sopravvissute due. Il quartiere di Gera, sulla sponda destra dell'Adda, presenta oltre alle casematte un sistema bastionato con terrapieni, considerato unico nel suo genere tra quelli sopravvissuti in Lombardia. Le casematte del lato nord furono trasformate nel 1785 in ergastolo e, con varie interruzioni, rimasero adibite a carcere fino al 1954. Abbandonate per decenni, le mura sono state recuperate in gran parte grazie all'opera di volontari, riuniti dal 1993 nel Gruppo Volontari Mura; nel 2016 il demanio ha trasferito la cerchia muraria al comune.
  • Castello. Fu costruito dai cremonesi a partire dal 1133 e trasformato nella seconda metà del XIV secolo dai Visconti, che lo rafforzarono o lo ricostruirono in gran parte, e poi dagli Sforza. Danneggiato da un incendio nel 1801, fu demolito dopo la Restaurazione; ne restano due torri: la torre del Guado, dove nel 1525 fu imprigionato il re di Francia Francesco I, e la torre Mozza, che nel XV secolo aveva la funzione di torre-porta.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 574, pari al 9,24% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Cultura

Musei

Le prigioni

Pizzighettone ospita il museo civico e i due musei delle mura allestiti dal Gruppo Volontari Mura nelle casematte di piazza d'Armi.

Museo civico

Il museo civico fu fondato nel 1907 sulla base del lascito di opere d'arte di Vincenzo Favenza, antiquario cremonese a lungo attivo a Venezia, arricchito in seguito da altre donazioni private. Chiuso dopo la seconda guerra mondiale a causa delle perdite subite per i saccheggi, fu riaperto nel 1969. Ha sede nel palazzo del Quartier Fino, accanto alla biblioteca civica, e raccoglie materiali dal Quaternario al XXI secolo, in gran parte provenienti dall'Adda e dal territorio comunale, ordinati nelle sezioni paleontologica e preistorica, romana, delle armi, degli oggetti artistici, delle ceramiche rinascimentali e dell'arte contemporanea; tra i reperti figurano vasi e iscrizioni di età romana e antiche piroghe.

Museo delle prigioni

Lo stesso argomento in dettaglio: Museo delle prigioni.

Il museo delle prigioni, allestito nel 1998 nelle tre casematte del lato est della cerchia muraria che avevano ospitato le celle di isolamento, ripercorre la storia delle carceri di Pizzighettone ed è stato il primo museo del suo genere in Lombardia. Le casematte del lato nord furono adibite a ergastolo dal 1785, sotto Giuseppe II, e ospitarono poi un ergastolo militare austriaco (1831-1848) e un reclusorio politico e penale (1851-1857); durante la prima guerra mondiale Pizzighettone ospitò un campo per prigionieri austro-ungarici. Dal 1920 il reclusorio militare fu considerato uno dei più duri d'Italia, tanto che «Ti mando a Pizzighettone» divenne la minaccia più temuta dai militari di leva; il 18 settembre 1943 i circa quattrocento reclusi furono deportati in Germania. Dopo un periodo come istituto militare di pena della Repubblica Sociale Italiana (1944-1945), dal 1946 al 1954 il carcere ospitò i detenuti più pericolosi trasferiti dopo la rivolta del carcere di San Vittore, e dal 1957 al 1977 le palazzine della piazza d'armi accolsero il reclusorio minorile «Villa dei Gerani», tra i cui ospiti vi fu anche il sedicenne Renato Vallanzasca. Il museo espone circa 250 oggetti, materiali militari e documenti e conserva trentotto celle singole con le scritte e i graffiti dei detenuti.

Museo delle Arti e Mestieri di una volta

Lo stesso argomento in dettaglio: Museo delle Arti e Mestieri di una volta.

Il museo delle arti e dei mestieri di una volta, intitolato all'ex sindaco Fiorenzo Barili, fu inaugurato il 16 marzo 1997 in quattro casematte di piazza d'Armi affidate dal comune al Gruppo Volontari Mura. Su una superficie di circa 1200 m² espone oltre tremila oggetti e attrezzi di lavoro donati dagli abitanti, che documentano la vita del borgo nel Novecento. Il percorso è diviso in quattro aree, una per casamatta (L'uomo e il fiume, L'uomo e la campagna, L'uomo e la trasformazione delle materie e L'uomo e la vita quotidiana), e in trenta sezioni dedicate alle singole attività, dalla pesca e dalla navigazione sull'Adda all'agricoltura, dalla produzione del formaggio grana a quella della seta artificiale, dai mestieri artigianali alla vita domestica.

Cinema

Dal maggio 1996 alla primavera del 1997 vi sono stati tre set cinematografici allestiti presso Pizzighettone. Nel 1996 vi è stato ambientato interamente il film Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, diretto da Lina Wertmüller. Nello stesso anno 1996 vengono utilizzati alcuni interni ed esterni della cerchia muraria e delle antiche carceri per alcune scene dello sceneggiato della Rai in 6 puntate Il conto Montecristo, diretto da Ugo Gregoretti. Nel 1997 l'ingresso del Rivellino di Porta Cremona Vecchia viene utilizzato per una scena del film Il violino rosso diretto da François Girard, uscito l'anno successivo.

A Pizzighettone è stata girata una parte di Chiamami col tuo nome, film del 2017 diretto da Luca Guadagnino vincitore di un Premio Oscar. È stata utilizzata, per le riprese, la stazione di Pizzighettone, che nel film rappresenta la stazione di Clusone, comune della provincia di Bergamo che in realtà non è dotato di stazioni ferroviarie dal 1967, anno in cui fu chiusa la ferrovia della Valle Seriana. Sono stati aggiunti in post-produzione elementi come le montagne in lontananza per rendere il camuffamento più verosimile.

Musica

Il borgo dà il titolo alla canzone Al mercato di Pizzighettone, presentata al Festival di Sanremo 1951 e divenuta in seguito popolare.

Cucina

Tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre si svolge una manifestazione enogastronomica, organizzata dal 1993 dal Gruppo Volontari Mura nelle casematte della cerchia muraria, i cui proventi finanziano la manutenzione e il restauro delle mura. Durante la manifestazione è proposta la degustazione del piatto Fasulìn de l'öc cun le cùdeghe, piatto tradizionale della commemorazione dei defunti tipico della zona fra Lodi e Cremona, a base di fagioli dall'occhio e cotiche di maiale in umido; la festa riprende l'usanza degli osti locali, che il 2 novembre offrivano una scodella di fagioli ai più poveri. Il piatto è servito in scodelle fumanti e accompagnato da pane fresco e vino novello. In questa manifestazione vengono proposti anche molti altri prodotti tipici, tra cui i salumi locali ed il formaggio Grana Padano della "latteria Pizzighettone", affettato direttamente dalla forma in scaglie sottilissime: tale modo di servire il formaggio, nel territorio cremonese e lodigiano, è chiamato raspadüra.

Scodella con la pietanza distribuita durante la manifestazione enogastronomica: fagioli con le cotiche

Geografia antropica

Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Ferie, Regona e Roggione.

Economia

Nel 1926 a Pizzighettone aprì l'attività l'ENKA, una società italo-olandese, specializzata nella produzione della seta artificiale. Chiusa nel 1931, la fabbrica fu riaperta con nuovi macchinari come STAR da Pirelli nel 1938 e avviata la produzione del rayon. Nel 1942 la fabbrica assunse il nome di Pirelli. Lo stabilimento, acquisito nel 2017 dal gruppo thailandese Indorama Ventures, produce cordati e tessuti tecnici per l'industria della gomma, utilizzati anche per gli pneumatici della Formula 1. Dal 1938 inoltre è attiva la Latteria Pizzighettonese, specializzata nella produzione di Grana Padano e Provolone Pizzighettone. Il paese ha ottenuto nel 2016 il riconoscimento Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il territorio comunale di Pizzighettone è attraversato dalla strada provinciale ex strada statale 234 «Codognese», che collega Cremona con Pavia. Circa 500 m a sud di Pizzighettone la strada attraversa il fiume Adda sul ponte «Salvo D'Acquisto». Il ponte pedonale sull'Adda è crollato il 30 ottobre 2018, durante una piena del fiume, per il cedimento dei piloni centrali.

Ferrovie

Pizzighettone è servito da due stazioni ferroviarie, Pizzighettone e Ponte d'Adda, poste entrambe lungo la linea Pavia – Cremona. Lo scalo principale è Ponte d'Adda, situata immediatamente accanto al ponte con il quale la ferrovia attraversa l'Adda (dal quale prende il nome, in quanto non esistono località chiamate Ponte d'Adda), dove effettuano fermata tutti i convogli passeggeri, compresi quelli della tratta Mantova-Milano. La stazione di Pizzighettone è posta ad ovest del fiume, presso la borgata di Gera, e vi fermano meno treni rispetto a Ponte d'Adda.

Sport

Calcio

La principale squadra di calcio della città è stata l'Associazione Sportiva Pizzighettone. Scioltasi nel 2012, ha militato per diversi anni in Serie C1 e Serie C2.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Comune di Pizzighettone[collegamento interrotto], su elezioni.interno.gov.it. URL consultato il 4 ottobre 2021.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Bastioni di Pizzighettone (resti) - complesso, su Lombardia Beni Culturali, Regione Lombardia. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  6. 1 2 3 Pillole di storia, su Gruppo Volontari Mura Pizzighettone. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  7. ↑ La strada romana Mediolanum-Cremona (PDF), su ecomuseo.provincia.cremona.it, Provincia di Cremona, p. 23. URL consultato il 7 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2020).
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Gianfranco Gambarelli, Giuliana Cardani e Rolando Pizzoli, The Town Walls of Pizzighettone: A Fortified Settlement Crossed by a River, through Six Centuries of History (PDF), in Sustainable Mediterranean Construction, 2019, pp. 535-540, ISSN 2420-8213 (WC · ACNP). URL consultato il 21 ottobre 2026.
  9. ↑ Fabio Romanoni, La guerra d'acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell'Italia settentrionale, Bologna, CLUEB, 2023, p. 66, ISBN 978-88-31365-53-6.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 8 Il Museo delle prigioni, su Gruppo Volontari Mura Pizzighettone. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  11. 1 2 3 4 Mura e casematte, su I Luoghi del Cuore, FAI – Fondo per l'Ambiente Italiano. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  12. ↑ D.C.G. di riconoscimento del 30 dicembre 1928 (PDF).
  13. ↑ Comune di Pizzighettone, Statuto comunale (PDF), art. 2, comma 5.
    «Scudo a due campi con grifo rampante bordato di rosso-argento in campo azzurro nella parte superiore e azzurro in campo argento nella parte inferiore. Corona e fregio d'alloro. Motto "Pice Leon".»
  14. 1 2 3 4 Parrocchiale di S. Bassiano - complesso, su Lombardia Beni Culturali, Regione Lombardia. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  15. ↑ Annunziata Miscioscia, Campi B., Crocifissione, su Lombardia Beni Culturali, Regione Lombardia. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  16. 1 2 3 4 Il Museo civico di Pizzighettone, su in-Lombardia, Regione Lombardia. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  17. 1 2 3 Due nuove Bandiere arancioni in Lombardia e nelle Marche, su Touring Club Italiano, 24 maggio 2016. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  18. 1 2 3 4 La nostra storia, su Gruppo Volontari Mura Pizzighettone. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  19. ↑ Dati tratti da:
  20. ↑ Popolazione residente per cittadinanza o paese di nascita, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  21. ↑ Cittadini stranieri residenti a Pizzighettone nel 2025, su SapereComune.it. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  22. 1 2 3 Scopri i Musei delle Mura, su Gruppo Volontari Mura Pizzighettone. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  23. ↑ Quaderno didattico (PDF), su pizzighettone-api.municipiumapp.it, Comune di Pizzighettone. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  24. 1 2 Il Museo delle Prigioni, su Turismo Cremona. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  25. 1 2 3 Il Museo delle arti e mestieri di una volta, su Gruppo Volontari Mura Pizzighettone. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  26. ↑ Antonio Mustara, Festival di Sanremo 1951, su TV Sorrisi e Canzoni, 27 gennaio 2015. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  27. 1 2 Lorenzo Rocca, «Fasulin de l'òc cun le cudeghe»: il conto alla rovescia è scattato, in Il Giorno, 11 ottobre 2024. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  28. ↑ Comune di Pizzighettone, Statuto comunale (PDF), art. 2, comma 1.
  29. ↑ Divisa fra i comuni di Pizzighettone, Formigara e San Bassano.
  30. ↑ (EN) Glanzstoff Sicrem, su Indorama Ventures. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  31. ↑ Pizzighettone, il ponte non regge alla piena dell'Adda e crolla in diretta video, in CremonaNews, 30 ottobre 2018. URL consultato il 21 ottobre 2026.

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