Con processo breve si indica un progetto di riforma inerente alla durata temporale dei processi giudiziari, presentato da Maurizio Gasparri e altri durante la XVI Legislatura.
Era contenuto nel disegno di legge S.1880 "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi".
Il disegno di legge porta la prima firma di Maurizio Gasparri (PdL), oltre che di Gaetano Quagliariello (PdL), Federico Bricolo (Lega Nord) e di altri senatori del centrodestra (Tofani, Casoli, Bianconi, Izzo, Centaro, Longo, Allegrini, Balboni, Benedetti, Valentini, Delogu, Gallone, Mazzatorta, Mugnai, Valentino)
Il Senato della Repubblica (relatore Giuseppe Valentino del PdL) ha approvato il testo (composto in tutto di tre articoli) il 20 gennaio 2010. Il ddl è rimasto all'esame della Camera fino alla cessazione della XVI legislatura.
Contenuto normativo
Prima bozza di ddl
La prima bozza del disegno di legge prevedeva una durata ragionevole dei processi calcolata in 2 anni per ogni grado di giudizio, dopodiché sarebbe scattata la prescrizione; si sarebbe applicato:
ai processi per reati con pene non superiori ai dieci anni di carcere
ad imputati incensurati
solo nel 1º grado di giudizio, anche per processi già in corso
L'imputato può non avvalersi dell'estinzione del processo, dietro presentazione di una dichiarazione in udienza.
l'esclusione dell'applicazione della norma per imputati recidivi, anche per reati di minima gravità, e per imputati di immigrazione clandestina
Secondo il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il provvedimento riguarderebbe solo l'1% dei processi in corso.
Secondo l'ANM, il ddl porterebbe invece a prescrizione il 50% dei procedimenti pendenti a Roma, Bologna e Torino; il 20-30% a Firenze, Napoli e Palermo.
Secondo il Consiglio Superiore della Magistratura, le norme sul processo breve porterebbero all'estinzione tra il 10% e il 40% dei processi, e fino al 47% dei processi civili, in alcune parti d'Italia.
Il DDL approvato al Senato
A seguito di discussione ed emendamento del testo al Senato della Repubblica, il disegno di legge licenziato dai senatori il 20 gennaio 2010 presenta le seguenti caratteristiche.
Termini di estinzione del processo
Il processo si estingue se non si raggiunge il giudizio:
in caso di reati indultati o indultabili (commessi cioè prima del maggio 2006), con pene inferiori nel massimo a 10 anni:
entro 3 anni dall'esercizio dell'azione penale da parte del PM, in primo grado;
entro 2 anni per l'appello
entro 1 anno e sei mesi per il giudizio in Cassazione.
in caso di reati commessi dopo il maggio 2006 e con pene inferiori nel massimo a 10 anni:
Se la Cassazione dispone l'annullamento dei processi precedenti e il rinvio a nuovo giudizio, ogni grado del nuovo processo dovrà durare al massimo un anno.
In caso il processo sia particolarmente complesso o con un alto numero di imputati, il giudice potrà decidere di aumentare fino ad un terzo i termini temporali.
Il corso dei termini è sospeso, fino al giorno di cessazione della causa di sospensione:
al fine di conseguire la presenza dell'imputato che deve essere estradato.
Se si estingue il processo la parte civile trasferisce l'azione in sede civile e la sua azione dovrà avere priorità.
L'imputato può anche non avvalersi del cosiddetto processo breve.
Le norme saranno applicabili anche ai processi in corso davanti alla Corte dei Conti, purché siano ancora in primo grado e questo non si sia concluso in cinque anni. Non varrà invece se il giudizio contabile è già in appello.
Equa riparazione
La parte interessata potrà fare domanda di equa riparazione per il ritardo subito con il processo al presidente della Corte d'Appello del distretto in cui ha sede il magistrato competente, che dovrà pronunciarsi entro quattro mesi con decreto motivato. In caso di accoglimento, il rimborso dovrà essere pagato entro 120 giorni. Il pagamento potrà essere sospeso dalla Corte d'Appello «per gravi motivi».
Norma transitoria
Nel testo approvato al Senato è presente anche una norma transitoria in quanto attinente esclusivamente ai processi non giunti ad alcuna sentenza ma già in corso e solo se relativi a reati indultati o indultabili, commessi cioè prima del maggio 2006, e se hanno pene inferiori a 10 anni. Tale norma dispone quindi una prescrizione che scatta dopo due anni di processo di primo grado a imputati incensurati. Il tetto dei due anni vale anche per i processi in essere davanti alla magistratura contabile, purché siano ancora in primo grado e questo non si sia concluso entro cinque anni.
Reazioni al DDL
Secondo l'opposizione, il provvedimento (assieme all'analogo DDL sul legittimo impedimento, entrambi preparati da Niccolò Ghedini) punta a far estinguere i processi Mediaset e Mills in cui è imputato Silvio Berlusconi.
Secondo il presidente dell'ANM Palermo, Nino di Matteo, "solo i processi per i reati cosiddetti bagatellari, a carico dei poveracci, potranno giungere a conclusione prima della prescrizione. Tutti gli altri processi, anche quelli per i reati più gravi, la cui linea di confine con i reati di mafia è assai sottile, andranno in fumo.
Secondo molti esperti di giustizia, le strategie difensive porteranno a prediligere i dibattimenti, nella speranza di superare i limiti di tempo, e non più i riti alternativi come abbreviati e patteggiamenti, causando di fatto un generale allungamento dei tempi processuali.
Carlo Taormina, già avvocato di Berlusconi, dopo averlo definito "Vergognoso, criminale, criminogeno e ridicolo" ha analizzato il disegno di legge all'interno della strategia processuale di Silvio Berlusconi a seguito della bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale. Secondo Taormina, Berlusconi ha premuto sull'approvazione del processo breve come minaccia per alzare il prezzo e ottenere la norma sul legittimo impedimento. Tale norma, che secondo Taormina è "palesemente incostituzionale" in quanto "il presupposto dell'impedimento è una carica", è esplicitamente temporanea per permettere l'approvazione di un lodo Alfano-bis come legge costituzionale.
processo con 24 imputati di corruzione, abusi e falsi sulle abnormi previsioni urbanistiche nel Comune di Campi Bisenzio
processo per truffa aggravata per la costruzione del parcheggio interrato in piazza Ghiberti a Firenze
processo per il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, che distrusse un intero quartiere (disastro ferroviario e omicidio colposo plurimo)