Arseniosiderite

Arseniosiderite
Classificazione Strunz (ed. 10)8.DH.30
Formula chimicaCa2Fe3+3O2(AsO4)3(H2O)2·H2O
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinomonoclino
Classe di simmetriaprismatica
Parametri di cellaa = 17,76 Å, b = 19,53 Å, c = 11,3 Å, β = 96°, V = 3897,97 Å³, Z = 12
Gruppo puntuale2/m
Gruppo spazialeB2/b
Proprietà fisiche
Densità misurata3,58-3,6 g/cm³
Densità calcolata3,78 g/cm³
Durezza (Mohs)4,5
Sfaldaturaperfetta secondo {001}
Coloredal giallo dorato al giallo-brunastro, bruno-rossastro, bruno, nero
Lucentezzaresinosa, grassa, serica, semi metallica
Opacitàopaca
Strisciogiallo ocra
Diffusioneabbastanza comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

L'arseniosiderite (simbolo IMA: Assd) è un minerale piuttosto comune del gruppo della mitridatite; appartiene alla famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati" (in particolare, è un arseniato) e possiede composizione chimica Ca2Fe3+3O2(AsO4)3(H2O)2·H2O.

L'arseniosiderite è l'analogo del ferro ferrico (Fe3+) della georgeliuite.

Etimologia e storia

L'arseniosiderite fu scoperta per la prima volta nel 1841 e identificata come una nuova specie minerale dal farmacista M. Lacroix di Mâcon, un antenato di Alfred Lacroix. Il minerale fu studiato da Ours-Pierre-Armand Petit-Dufrénoy che nel 1842 gli diede il nome arseniosiderite, che deriva dall'elemento chimico arsenico e dal termine greco σίδηρος ('sideros', ferro), in riferimento alla composizione del minerale.

Tuttavia, poiché il nome "arseniosiderite" poteva essere facilmente confuso con "arsenosiderite" (termine già utilizzato per la löllingite), nel 1847 Ernst Friedrich Glocker introdusse per questo minerale il nome "arsenokrokite". Tale denominazione richiama i termini in greco antico κρόκη ('krókē', filo) e κρόκος ('krókos', zafferano), che facevano riferimento sia alla sua struttura a fibre radiali, sia al colore del minerale.

In seguito, Esper S. Larsen ipotizzò che l'arseniosiderite e la mazapilite, descritta nel 1889 da George Augustus Koenig a partire da campioni provenienti dalla miniera "Jesus Maria", nel distretto minerario di Mazapil (nello stato messicano di Zacatecas), fossero la stessa specie, ipotesi confermata nel 1937 da William F. Foshag. Di conseguenza, "arseniosiderite" è considerato il nome prioritario, essendo il più antico. Infine, nel 1974, Paul Brian Moore e Jun Ito dimostrarono che arseniosiderite, robertsite e mitridatite sono isostrutturali.

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca l'arseniosiderite nella classe "8. Fosfati (arseniati, vanadati)" e da lì alla sottoclasse "8.D Fosfati, ecc. con anioni aggiuntivi, con H2O"; questa viene suddivisa più finemente in base alla dimensione dei cationi coinvolti e al rapporto tra idrossile/acqua e gruppo RO4 (in questo caso R=arsenico), in modo tale che l'arseniosiderite possa essere trovata nella sezione "8.DH Con cationi di media e grande dimensione, (OH, ecc.):RO4 < 1:1" dove forma il sistema nº 8.DH.30 insieme a kolfanite, mitridatite, pararobertsite, robertsite e sailaufite.

Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'arseniosiderite nella classe dei "fosfati, arseniati e vanadati" e nella sottoclasse dei "fosfati [arseniati e vanadati] idrati, con anioni estranei"; qui è nella classe dei minerali con "cationi di dimensioni medie e molto grandi: Al-Mg e Ca-Na-K" dove forma il sistema nº VII/D.30 insieme a xanthoxenite, kolfanite, mitridatite, sailaufite, robertsite e pararobertsite.

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'arseniosiderite nella famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati"; qui è nella classe dei "fosfati, arseniati e vanadati idrati contenenti ossidrile o alogeni" e nella sottoclasse dei minerali con formula "(AB)5(XO4)3Zq·xH2O" dove forma il sistema nº 42.08.04 insieme a mitridatite e robertsite.

Abito cristallino

L'arseniosiderite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale B2/b con le costanti di reticolo a = 17,76 Å, b = 19,53 Å, c = 11,3 Å e β = 96°, oltre a possedere 12 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura

L'arseniosiderite si forma per ossidazione di minerali preesistenti contenenti arsenico, di solito scorodite o arsenopirite: è pertanto quello che viene chiamato minerale secondario. La paragenesi è con adamite, arsenopirite, beudantite, carminite, dussertite, erythrite, farmacolite, löllingite, pitticite e scorodite.

Il minerale è abbastanza diffuso, essendo stato trovato in molti siti sparsi per il mondo. Qui si menziona solo la sua località tipo, il deposito di manganese (46.18889°N 4.73361°E) di La Chapelle-de-Guinchay (nella Borgogna-Franca Contea, Francia).

Forma in cui si presenta in natura

L'arseniosiderite di solito si presenta in aggregati radiali e in masse granulari formate da fibre appiattite. I cristalli eudrali sono rari e raggiungono massimo i 2 mm. Il minerale è opaco con lucentezza variabile tra il resinoso, il grasso, il serico e il semi metallico; il colore va dal giallo dorato al giallo-brunastro, bruno-rossastro, bruno, nero, mentre lo striscio è giallo ocra.

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With large and medium-sized cations, (OH, etc.):RO4 < 1:1, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 ottobre 2026 (archiviato l'8 giugno 2025).
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 (DE) Arseniosiderit, su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  4. 1 2 (EN) Arseniosiderite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Arseniosiderite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  6. 1 2 3 4 5 (EN) Arseniosiderite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  7. 1 2 (EN) Localities for Arseniosiderite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  8. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 21 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  9. ↑ (FR) Ours-Pierre-Armand Petit-Dufrénoy, Description de l'arsénio-sidérite, nouvelle espèce d'arséniate de fer (PDF), in Annales des mines, vol. 2, 1842, pp. 343-346. URL consultato il 21 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2016).
  10. ↑ (LA) Ernst Friedrich Glocker, Generum et specierum mineralium, secundum ordines naturales digestorum synopsis, omnium, quotquot adhuc reperta sunt, mineralium nomina complectens: adjectis synonymis et veteribus et recentioribus ac novissimarum analysium chemicarum summis: systematis mineralium naturalis prodromus, 1ª ed., Halae Saxonum (Halle), Anton, 1847, p. 226.
  11. ↑ (EN) Esper S. Larsen, The probable identity of mazapilite and arseniosiderite (PDF), in The American Mineralogist, vol. 3, n. 2, 1918, pp. 12-13. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  12. ↑ (EN) William F. Foshag, Carminite and associated minerals from Mapimi, Mexico (PDF), in The American Mineralogist, vol. 22, n. 5, 1937, pp. 479-484. URL consultato il 21 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2018).
  13. ↑ (EN) Paul B. Moore e Jun Ito, I. Jahnsite, segelerite, and robertsite, three new transition metal phosphate species II. Redefinition of overite, an isotype of segelerite III. Isotypy of robertsite, mitridatite, and arseniosiderite (PDF), in The American Mineralogist, vol. 59, n. 1, 1974, pp. 48-59. URL consultato il 21 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2016).
  14. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 21 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  15. ↑ (DE) Lapis-Systematik - VII PHOSPHATE, ARSENATE UND VANADATE - VII/D Wasserhaltige Phosphate, mit fremden Anionen, su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  16. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - (AB)5(XO4)3Zq·xH2O, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  17. ↑ (EN) Manganese deposit, Romanèche-Thorens, La Chapelle-de-Guinchay, Mâcon, Saône-et-Loire, Bourgogne-Franche-Comté, France, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 ottobre 2026.

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