| Baldios - Il guerriero dello spazio | |
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| 宇宙戦士 バルディオス (Uchū senshi Barudiosu) | |
Il logo della serie nella sigla
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| Genere | mecha |
| Serie TV anime | |
| Autore | Akiyoshi Sakai |
| Regia | Kazuyuki Hirokawa, Kazuya Miyazaki, Yuzo Yamada, Junji Nishimura |
| Sceneggiatura | Akiyoshi Sakai, Takeshi Sudo |
| Char. design | Osamu Kamijo |
| Mecha design | Hajime Kamegaki |
| Musiche | Kentaro Haneda |
| Studio | Ashi Productions, Kokusai Eigasha |
| 1ª visione su | Family Gekijō |
| 1ª TV | 30 giugno 1980 – 25 gennaio 1981 |
| Episodi | 34 (completa) |
| Durata ep. | 25 min |
| 1ª visione it. su | Televisioni locali |
| 1ª visione it. | 1982 |
Baldios - Il guerriero dello spazio (宇宙戦士 バルディオス?, Uchū senshi Barudiosu), è una serie televisiva anime di genere mecha, prodotto dalla Ashi Productions nel 1980.
Kazuyuki Hirokawa, regista della serie, dichiara nel suo commento audio contenuto nell'edizione DVD nipponica, che la storia originale di questo lavoro è ispirata al film Il pianeta delle scimmie.
In un futuro lontano, il pianeta Soul One, chiamato dai suoi abitanti "S-1" (in quanto primo pianeta del loro sistema solare) è al collasso a causa dell'inquinamento da radiazioni; gli abitanti sono costretti da tempo immemore a vivere nel sottosuolo ed anche quel rifugio comincia a divenire precario in quanto la mancanza di risorse e l'avanzare degli influssi radioattivi inizia a destabilizzare il fragile equilibrio politico e sociale del pianeta. Un gruppo di scienziati, guidati dal professor Reigan, è vicino alla soluzione che permetterebbe il ritorno alla superficie agli abitanti del pianeta, ma incontra la crescente ostilità della fazione militare secondo la quale l'unica soluzione sarebbe quella di abbandonare il pianeta e di colonizzarne uno nuovo con qualsiasi mezzo, guerra compresa. Theo Gattler, il leader militare, dopo aver commissionato l'uccisione dell'imperatore di S-1, eseguita per mano di Afrodia, sua fedelissima luogotenente, si autoproclama capo supremo; accusa inoltre gli scienziati di aver cospirato ai danni di S-1 e ne decreta la condanna a morte.
Miran, fratello minore di Afrodia, a capo di una squadra di soldati, guida l'assalto al laboratorio, dove nel frattempo il professor Reigan ormai aveva trovato il sistema per decontaminare l'aria. I soldati uccidono tutti e distruggono i frutti di anni di ricerche. Durante l'assalto, Miran, dopo aver ferito mortalmente il Prof. Reigan, viene a sua volta ucciso dal figlio di questi, Marin, che aveva aiutato il padre a perfezionare quella che avrebbe potuto essere l'ultima possibilità di salvezza per il popolo di S-1.
Gattler intanto, facendo leva sull'ormai inarrestabile malcontento popolare, dà inizio al progetto di abbandonare S-1; imbarcatosi su una enorme astronave Argor, sulla quale trovano rifugio 100 milioni di abitanti di S-1, inizia le operazioni per il salto nell'iperspazio. Durante i preparativi, Afrodia dà la caccia a Marin con l'intento di vendicare suo fratello Miran; il giovane Reigan era fuggito dal laboratorio in fiamme a bordo di un jet sperimentale costruito dal padre, il Pulser Burn. Afrodia lo rintraccia. Proprio mentre lo scontro fra i due sta per concludersi, i reattori della nave Argor aprono uno squarcio nello spazio-tempo in cui vengono risucchiati la stessa Argor, la navicella di Afrodia ed il Pulser Burn.
Terzo sistema solare, anno 2100. Marin viene ritrovato con il suo mezzo sulla luna dai Blue Fixer, una squadra speciale al servizio delle Nazioni Unite terrestri. La navicella del ragazzo, il Pulser Burn, è l'unico mezzo in grado di viaggiare nel Subspazio, un mondo interdimensionale, esattamente come l'Armata Aldebaran di Gattler. Il ragazzo, grazie alle proprie conoscenze, diviene il pilota del Baldios, gigantesco robot antropomorfo, ultima difesa utile per la Terra, nonostante i suoi compagni e i terrestri lo guardino con sospetto e diffidenza, per via della sua origine. Dopo una lunga e inconcludente guerra, S-1 decide di utilizzare tutte le proprie risorse per sciogliere le calotte artiche, mettendo così i terrestri in ginocchio. In precedenza, la distruzione dei pianeti Mercurio e Venere aveva fatto sì che la Terra venisse a occupare nel sistema solare la stessa posizione che aveva S-1 nel proprio: a questa analogia si aggiungono ora i disastri naturali successivi allo scioglimento dei ghiacciai operato dalle truppe di S-1, che rendono la superficie della Terra identica a quella di S-1.
La dottoressa Queenstein è convinta che S-1 non sia altro che la Terra del futuro e che Gattler con le sue truppe abbiano solo viaggiato indietro nel tempo. Gattler invece rifiuta questa idea, pensa si tratti solo di una coincidenza e continua i suoi attacchi verso le basi terrestri rischiando di contaminare la Terra con le radiazioni. Il pericolo viene scampato grazie all'intervento del Baldios e al fatto che Afrodia sospenda gli attacchi, convinta da Marin che si tratti anche del bene di S-1 (fra i due, nel corso della serie, si svilupperà un rapporto di amore-odio).
Qui la serie animata si interrompe, priva di un finale vero e proprio, anche se le storie delle ultime quattro puntate erano quasi state completate. Su internet è possibile trovare una sintesi delle trame delle puntate inedite. Il finale seguente è quello del film di animazione del 1981 che, pur essendo simile alla sintesi delle puntate inedite, presenta diverse semplificazioni e differenze rispetto alla serie animata.
Anche Gattler si rende conto che S-1 non è altro che la Terra del futuro, ma un guasto alla nave Argor la costringe a uscire dal Subspazio, rendendola così visibile ai terrestri. Nell'assalto finale la base terrestre si schianta contro la Argor dando così possibilità al Baldios di entrare al suo interno e distruggere il reattore. Gattler, inavvertitamente, finisce per premere l'interruttore delle testate nucleari e ne causa accidentalmente la detonazione: la terra è ormai contaminata e diventata come S-1.
Gattler si salva sulla sua nave, insieme ai civili che erano in ibernazione. Nel confronto finale con Marin, riesce a non farsi sparare dal giovane, rivelando come lui sia l'unico in grado di risvegliare la popolazione in criostasi. Ricompare anche Afrodia che però, invece di uccidere Marin e proseguire il viaggio nello spazio con Gattler, spara accidentalmente a quest'ultimo durante una colluttazione. La ragazza tenta poi di suicidarsi, ma viene salvata da Marin. Gattler, ferito, compie un balzo iperspaziale con i civili in ibernazione. A bordo del Pulser Burn, Marin ritorna sulla terra con Afrodia, che sviene fra le sue braccia, di fronte al faro che si era visto all'inizio del film. Il fato dei due giovani è incerto.
Il team composto da Jamie Hoshino, Raita Hokuto, Oliver Jack e Marin Reigan è denominato "Blue Fixer". Il nome, traducibile come "riparatori del blu", assume un significato non solo dal contesto della storia, ma anche dal testo della sigla iniziale originale giapponese dell'anime in cui si menziona appunto il blu del cielo e del mare, i quali vanno preservati.
La serie è composta da 34 episodi: ne erano stati programmati 39, ma a causa degli scarsi ascolti, la serie venne interrotta dopo 31 episodi. Successivamente, grazie al sostegno dei fan e delle riviste di animazione, nel 1981 venne prodotto un lungometraggio cinematografico di 117 minuti (distribuito dalla Toei) che dà il sospirato finale alla serie, anche se con alcune differenze rispetto alla serie animata. Precisamente, in Giappone furono trasmessi in televisione 31 dei primi 32 episodi della serie: l'episodio 31 infatti venne saltato e gli episodi 33 e 34, gli unici già completati al momento dell'interruzione della serie, non furono mai trasmessi.
In Italia furono importati dalla VID (Video International Distributors) i primi 32 episodi, compreso quindi l'episodio 31 inedito in Giappone, che andarono in onda dal 1982 sulle televisioni locali con il titolo Baldios. L'edizione italiana è stata curata da Claudio Razzi, il doppiaggio è stato realizzato presso lo studio Micky con la direzione di Dino De Luca.
Nel 2000 la Yamato Video ha pubblicato l'intera serie su VHS includendo anche gli episodi 33 e 34 in lingua originale con sottotitoli in italiano. Nel 2007, sempre a cura della Yamato Video, è uscita l'edizione in DVD con tutti gli episodi doppiati in italiano; i primi 32 episodi hanno l'audio storico, gli episodi 33 e 34 invece sono stati doppiati per l'occasione con voci diverse.
Anche il film è stato distribuito da Yamato Video, con un doppiaggio realizzato dalla Sede S.P.A. di Milano e diretto da Marco Balbi, che ha anche curato la stesura dei dialoghi italiani.
| Personaggio | Doppiatore giapponese | Doppiatore italiano | ||
|---|---|---|---|---|
| Episodi da 1 a 32 | Episodi da 33 a 34 | Film | ||
| Marin Reigan | Kaneto Shiozawa | Stefano Onofri | Renato Novara | Luca Sandri |
| Prof. Reigan | Masato Yamanōchi | Mauro Bosco | Marco Balbi | |
| Jonathan Bannister | Mario Chiocchio | Oliviero Corbetta | Natale Ciravolo | |
| Theo Gattler | Hidekatsu Shibata | Riccardo Garrone | Dario Oppido | Carlo Bonomi |
| Rosa Aphrodia | Toda Keiko | Stefania Giacarelli | Elda Olivieri | |
| Jamie Hoshino | Toda Keiko | Claudia Razzi | Laura Brambilla | Marina Massironi |
| Oliver Jack | Tanaka Hideyuki | Giuliano Santi | Luca Bottale | Claudio Beccari |
| Raita Ryu Hokuto | Tesshō Genda | Sergio Graziani | Diego Sabre | Fabio Mazzari |
| Hera Queenstein | Yoshino Ohtori | Claudia Ricatti | Silvana Fantini | Silvana Fantini |
| Roy | Yūji Mitsuya | Vittorio Guerrieri | Marcello Cortese | |
| John | Yuji Mitsuya | Renzo Stacchi | ||
| Narratore | Takkou Ishimori | Pieraldo Ferrante | Claudio Ridolfo | Maurizio Trombini |
Le sigle originali sono Ashita ni ikiro Baldios (apertura) e Marin ~ Inochi no tabi (chiusura), entrambe cantate da Kōichi Ise. Queste sono state utilizzate in Italia per l'edizione DVD e per la trasmissione su Hiro fino all'episodio 31.
È stata realizzata anche una sigla italiana, intitolata Baldios e cantata da Il coro di Baldios. Questa sigla è stata utilizzata per le trasmissioni sulle reti locali italiane e su Hiro esclusivamente per i tre episodi finali, sia come sigla d'apertura che di chiusura, mantenendo i video delle sigle originali.
Il brano portante della serie è Tate Baldios (立て!バルディオス?, Tate Barudiusu).
Riguardo al nome Baldios dato al robot, in spagnolo la parola "baldìo" significa desolato, riferibile per esempio ad un "terreno desolato". La desolazione è appunto quanto accade al pianeta terra a seguito della distruzione narrata nella storia.
Riguardo al nome Cateranger, il mezzo pilotato da Raita, esso è con molta probabilità composto dalla composizione delle parole inglesi "caterpillar" e "ranger".
Nel tempo vi sono state molte incertezze sul fato di Aphrodia, ma i documenti storici, i conts originali, e l'intervista con l'animatore che disegnò la scena finale del lungometraggio, hanno chiarito il dubbio sul fatto che non si fosse inferta un colpo letale alla fine del film, e fosse, quindi, viva. Dalle parole dello sceneggiatore e creatore di Baldios, Akiyoshi Sakai, del 1999: "...Ancora, dopo vent'anni, quando si parla di "Baldios", mi chiedono se alla fine del film Aphrodia muore, la risposta è no, ovviamente...".
Fonte: Diario di Tsuyoshi Shuto, sceneggiatore di Baldios, Odawara, 2006
http://www.style.fm/as/05_column/shudo00_pro.shtml
Sakai, studio Z, storyboards