| Leccia | |
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| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Superclasse | Gnathostomata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Osteichthyes |
| Superordine | Acanthopterygii |
| Ordine | Carangiformes |
| Famiglia | Carangidae |
| Genere | Campogramma |
| Specie | C. glaycos |
| Nomenclatura binomiale | |
| Campogramma glaycos (Lacepède, 1801) | |
| Sinonimi | |
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Campogramma lirio Dollfus, 1955 | |
| Nomi comuni | |
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Leccia fasciata, Leccia stella | |
| Areale | |
La leccia fasciata (Campogramma glaycos (Lacepède, 1801)), conosciuta commercialmente come leccia, è un pesce osseo d'acqua salata appartenente alla famiglia Carangidae.
Questa specie è diffusa nell'intero mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico orientale tra La Manica ed il Senegal. Nelle acque italiane è molto meno comune delle altre lecce. Vive nello stesso habitat di leccia e leccia stella.
È molto simile alla Lichia amia ma ha bocca in proporzione più piccola. Quello che la rende inconfondibile è la livrea con il dorso verdastro ed il verde madreperlaceo; il limite tra queste due colorazioni non è sfumato come nella generalità dei pesci ma è netto e segue una linea stranamente sinuosa, quasi a zig-zag. Inoltre è presente una macchia grigiastra ovoidale attorno all'occhio che gli dà un'aria stranamente "arrabbiata".
Raggiunge una lunghezza massima di 60 cm.
C. glaycos si nutre solo di pesci.
Si cattura con le stesse tecniche utilizzate per le altre lecce. Le carni sono simili, quindi ottime.