| Castel Goffredo comune | |
|---|---|
di Castel Goffredo | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Alfredo Posenato (Lista civica Progetto Civico) dal 15-5-2023 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°17′53″N 10°28′30″E |
| Altitudine | 53 m s.l.m. |
| Superficie | 42,4 km² |
| Abitanti | 12 782 (31-5-2026) |
| Densità | 301,46 ab./km² |
| Frazioni | Berenzi, Bocchere, Casalpoglio, Coletta, Gambina, Giliani, Lisnetta, Lodolo, Lotelli, Molino Nuovo, Perosso, Poiano, Profondi, Romanini, Sant'Anna, Selvole, Valzi, Villa, Zecchini |
| Comuni confinanti | Asola, Acquafredda (BS), Carpenedolo (BS), Casalmoro, Casaloldo, Castiglione delle Stiviere, Ceresara, Medole |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 46042 |
| Prefisso | 0376 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 020015 |
| Cod. catastale | C118 |
| Targa | MN |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 428 GG |
| Nome abitanti | castellani o goffredesi |
| Patrono | sant'Erasmo, san Luca |
| Giorno festivo | 2 giugno, 18 ottobre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Castel Goffredo (AFI: /kasˈtɛl ɡofˈfredo/, (Èl) Castèl in dialetto alto mantovano) è un comune italiano di 12 782 abitanti della provincia di Mantova in Lombardia, situato nella Pianura Padana e nell'Alto Mantovano al confine con la provincia di Brescia.
Feudo autonomo gonzaghesco dal 1444 al 1602, qui alla metà del Quattrocento Alessandro Gonzaga formò o governò il Marchesato di Castel Goffredo. Nel 1511 il marchese Aloisio Gonzaga diede inizio al ramo cadetto dei Gonzaga di Castel Goffredo, linea che si estinse nel 1593 ed elesse la fortezza di Castel Goffredo, caratterizzata da un tipico impianto urbano rinascimentale, a capitale del suo piccolo Stato, comprendente anche Castiglione e Solferino.
È nota come la "città della calza" per la presenza di numerose industrie di calzetteria maschile e soprattutto femminile. È sede del distretto industriale tessile numero 6, composto da 15 comuni mantovani, bresciani e cremonesi.


Il territorio di Castel Goffredo, esteso per 42,24 km², appartiene alla zona subcollinare posta ai piedi delle alture che delimitano il lago di Garda verso la Pianura Padana.
L'altitudine ufficiale di Castel Goffredo, corrispondente al punto sul quale sorge il Palazzo Municipale, è di 53 metri sul livello del mare.
Il comune confina a nord con Castiglione delle Stiviere, a nord-est con Medole, a est con Ceresara, a sud con Casaloldo e Asola, a ovest con Casalmoro, Acquafredda e Carpenedolo.
La città dista 35 km da Mantova, 36 km da Brescia e 145 km da Milano.
Classificazione sismica: zona 3 (sismicità medio-bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003.
Caratteristica della zona è la presenza di fontanili (dei quali è stata redatta una cartografia nel XVIII secolo) e di risorse idriche sotterranee, probabilmente alimentate anche per effetto dell'infiltrazione delle acque del Garda attraverso i rilievi morenici.
Numerosi sono i corsi d'acqua e torrenti, alcuni di rilevante valore naturalistico-ambientale, che percorrono il territorio comunale.
Interessante per il microambiente naturale è la zona che si trova nelle frazioni Profondi e Perosso, a nord del capoluogo, dove la ricca vegetazione permette la vita di gamberi di fiume e la sopravvivenza di numerosi uccelli acquatici.
La gestione delle acque superficiali è affidata al Consorzio di Bonifica Alta e Media Pianura Mantovana.

Il territorio della provincia di Mantova ha avuto origine dalle vicende intervenute durante l'era quaternaria. L'assetto geologico della zona è caratterizzato dalla "media pianura idromorfa" e dalla "bassa pianura sabbiosa", presenti nella provincia nella stretta fascia del nucleo urbano di Castel Goffredo. Nella "media pianura idromorfa" i sedimenti diventano prevalentemente sabbiosi, talvolta con lenti di ghiaie, e si verifica l'emergenza dei fontanili, mentre il territorio della "bassa pianura sabbiosa" è solcato in senso nord-sud da un fitto reticolo di incisioni, talora occupate da piccoli corsi d'acqua o canali, formatisi per organizzazione delle acque sparse dei fontanili.
Il clima di Castel Goffredo è quello tipico dell'alta Pianura Padana di tipo temperato sub‐continentale: gli inverni sono moderatamente rigidi, poco piovosi e con giornate di nebbia; le estati sono calde e afose con precipitazioni a carattere temporalesco; le primavere e gli autunni sono generalmente piovosi.
A Castel Goffredo è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.
| Ghedi | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 5 | 8 | 13 | 17 | 22 | 26 | 29 | 28 | 24 | 18 | 10 | 5 | 6 | 17,3 | 27,7 | 17,3 | 17,1 |
| T. min. media (°C) | −2 | −1 | 3 | 7 | 11 | 15 | 18 | 17 | 14 | 9 | 3 | −2 | −1,7 | 7 | 16,7 | 8,7 | 7,7 |
| Precipitazioni (mm) | 60 | 54 | 64 | 69 | 92 | 75 | 73 | 85 | 62 | 84 | 79 | 54 | 168 | 225 | 233 | 225 | 851 |
| Giorni di pioggia | 6 | 6 | 8 | 9 | 10 | 9 | 6 | 8 | 6 | 7 | 8 | 6 | 18 | 27 | 23 | 21 | 89 |
| Umidità relativa media (%) | 86 | 81 | 75 | 76 | 73 | 71 | 72 | 72 | 75 | 79 | 85 | 86 | 84,3 | 74,7 | 71,7 | 79,7 | 77,6 |
| Vento (direzione-m/s) | WNW 5 | W 5 | W 5 | W 5 | W 5 | W 5 | W 5 | W 5 | W 5 | WNW 5 | WNW 5 | WNN 5 | 5 | 5 | 5 | 5 | 5 |

Sull'origine del toponimo Castel Goffredo ci sono diverse ipotesi. È composto di castrum, "fortificazione", e di un imprecisato "Goffredo" (dal germanico Gottfried che significa "in pace con Dio"), del quale molti studiosi hanno cercato di trovare il significato preciso.
L'esatta grafia del nome è Castel Goffredo, anche se anticamente e attualmente viene spesso scritto Castelgoffredo o CastelGoffredo.

Il territorio di Castel Goffredo è stato abitato sin dall'età del bronzo. La zona è stata quindi interessata sia dalla colonizzazione etrusca, come testimoniato dal ritrovamento di alcuni utensili di uso quotidiano quali tazze e brocche per l'acqua, sia dalla civiltà romana a partire dal I secolo d.C., col ritrovamento di alcune are votive e di una lapide sepolcrale. Quest'area venne interessata dalla centuriazione di Mantova e sulla romanizzazione del centro storico alcuni studiosi suppongono che questo fosse diviso in dodici isolati e caratterizzato da cardini e decumani e che all'intersezione del "cardo massimo" e "decumano massimo" fosse posto il forum, oggi rappresentato da piazza Mazzini.
Alcuni storici ritengono che nella zona nacque Virgilio, poeta latino vissuto nel I secolo a.C., scrittore delle Bucoliche, delle Georgiche e dell'Eneide.
È dell'8 luglio 1107 la prima citazione di Castellum Vifredi come agglomerato urbano, rappresentato da "Castelvecchio". Tra l'800 e il 1115 Castel Goffredo appartenne alla contea di Brescia e ai conti Longhi fino al 1190.
In seguito la città si diede lo statuto di libero comune e quando Brescia non fu in grado di offrire la sua difesa, nel 1337 preferì porsi sotto la protezione di Mantova e dei Gonzaga.
Dopo alterne dominazioni dei Visconti (1337), dei Gonzaga (dal 1337 al 1348), di nuovo dei Visconti (dal 1348 al 1404), dei Malatesta (dal 1404 al 1426), della Repubblica di Venezia (dal 1426 al 1431 e nuovamente dal 1439 al 1441) e infine dei Gonzaga (a partire dal 1441), nel 1466 con Alessandro Gonzaga il borgo divenne un feudo imperiale autonomo e vide nascere il Marchesato di Castel Goffredo. Durante il suo mandato venne ampliato il borgo, eretta la seconda cinta muraria di difesa dotata di rivellino ed emanati gli Statuti Alessandrini, che portavano il suo nome e che restarono in vigore fino al 1796. Castel Goffredo divenne una delle storiche capitali gonzaghesche, antesignana di altre piccole capitali da Castiglione a Sabbioneta, grazie al suo impianto urbanistico del 1480, dotato di una rigorosa maglia ortogonale. La città rimase quindi sotto i Gonzaga fino al 1707.
Con il marchese Aloisio Gonzaga nel 1511 ebbe inizio il ramo cadetto dei "Gonzaga di Castel Goffredo" e Castel Goffredo divenne capitale del piccolo Stato. Nel suo palazzo di residenza (palazzo Gonzaga-Acerbi) egli creò una corte sfarzosa, frequentata da poeti (Matteo Bandello, Lucrezia Gonzaga e Pietro Aretino), artisti, diplomatici (Cesare Fregoso) e ambasciatori (Antonio Rincon). Nel 1516 transitò per Castel Goffredo l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo mentre inseguiva le truppe francesi, e un altro imperatore, Carlo V, fu ospite di Aloisio Gonzaga il 28 giugno 1543 e ottenne le chiavi della fortezza. Il marchese incaricò forse la scuola di Giulio Romano di affrescare la sua domus: rimangono nella loggia del palazzo testimonianze pittoriche importanti di quel periodo. Aloisio Gonzaga morì il 19 luglio 1549 e la sua fu una successione travagliata.

Gli succedette inizialmente il primogenito Alfonso Gonzaga che governò la città dal 1549 al 1592, anno in cui morì assassinato, per motivi ereditari, alla Corte Gambaredolo per mano dei sicari del nipote Rodolfo Gonzaga di Castiglione, fratello di san Luigi. Rodolfo prese possesso della fortezza e governò Castel Goffredo con terrore. Il popolo castellano non accettò i soprusi e organizzò una congiura che portò all'assassinio del marchese il 3 gennaio 1593, mentre si recava alle funzioni religiose nella chiesa prepositurale di Sant'Erasmo. Con la sua morte senza figli maschi si concludeva anche la storia della località come feudo autonomo gonzaghesco e la breve signoria dei "Gonzaga di Castel Goffredo".
Dopo una lunga disputa presso la corte imperiale di Rodolfo II tra il terzo marchese di Castiglione Francesco Gonzaga e il duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga, nella quale intervenne nel 1602 come ambasciatore, senza risultato, Lorenzo da Brindisi, la città venne definitivamente aggregata per decreto imperiale nel 1603 al Ducato di Mantova e ne seguì le sorti sino al 1707 quando l'ultimo dei Gonzaga, il duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers, fu destituito dall'imperatore Giuseppe I d'Asburgo e costretto all'esilio.
La dominazione austriaca determinò l'occupazione della città e la requisizione dei magazzini di rifornimenti e fra il 1705 e il 1706 soldati austriaci saccheggiarono Castel Goffredo, traendo in ostaggio anche alcuni abitanti. Nel 1796 Napoleone Bonaparte spinse gli austriaci oltre il Mincio e nel 1797 l'Austria cedette la Lombardia ai francesi. Il 13 maggio di quell'anno Castel Goffredo fu occupata dalle truppe francesi.
Si susseguirono i governi austriaci nel 1799, francesi dal 1801 al 1814 e di nuovo austriaci sino al 1866.
Negli anni del 1848 Castel Goffredo fu il centro cospirativo antiaustriaco dell'Alto Mantovano e contò la presenza di numerosi patrioti, capeggiati dal castellano Giovanni Acerbi, che diventerà in seguito intendente dei Mille di Garibaldi. La congiura venne scoperta e portò come conseguenza la tragica pagina dei Martiri di Belfiore.

Nel 1859, dopo la battaglia di Solferino e San Martino che coinvolse anche il territorio di Castel Goffredo essendo qui schierato il 3º corpo d'armata del generale Canrobert, la città venne aggregata al Regno di Sardegna e nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia, sotto la giurisdizione della provincia di Brescia. Nel 1871 venne fondata la Società Operaia di Mutuo Soccorso che nel 1900 contò trecento iscritti.
Il 1925 segnò la svolta economica e industriale di Castel Goffredo: aprì infatti il primo calzificio, il NO.E.MI., destinato a scrivere la storia dell'industrializzazione dell'area. Il 19 settembre 1926 Castel Goffredo fu sconvolta dall'assassinio da parte dei fascisti del maestro cattolico Anselmo Cessi.
Dopo l'8 settembre 1943, in alcuni paesi del mantovano occidentale tra i quali Castel Goffredo, si sviluppò l'azione delle Brigate Fiamme Verdi, grazie anche al supporto del prevosto monsignor Carlo Calciolari, formazioni partigiane, che presero impulso da don Primo Mazzolari, parroco di Bozzolo, impegnato, fra l’altro, a contrastare l’azione dei fascisti.
Dopo la seconda guerra mondiale Castel Goffredo ha avuto un grande sviluppo economico, divenendo un centro industriale di primaria importanza per l'industria tessile, grazie alla consistente produzione di calze da donna, collant e filati.
Ha acquisito il titolo di città nel 2002.


Lo stemma municipale di Castel Goffredo rappresenta un castello a merlatura ghibellina, formato da tre torri coperte in muratura. È evidente il riferimento al castello della città e ai suoi baluardi difensivi denominati torrioni. La prima raffigurazione dello stemma è visibile in due documenti del 1738 e del 1779 conservati nell'archivio storico del comune.
Lo stemma del comune di Castel Goffredo era stato riconosciuto con DPCM del 9 dicembre 1958. A seguito dell'attribuzione del titolo di città è stato concesso nella versione attuale con DPR del 12 settembre 2003.
Il gonfalone era stato concesso con DPR del 12 marzo 1959 e poi modificato nella versione attuale con DPR del 12 settembre 2003.

Da giugno 2017 l'Amministrazione comunale ha aderito a Wiki Loves Monuments.





La zona circostante Castel Goffredo, corrispondente alla rispettive frazioni, è stata interessata dalla costruzione di oratori campestri e chiesette sparse nella campagna fin dal XVI secolo.
Numerose sono anche le edicole sacre sparse sul territorio comunale che costituiscono un vero e proprio luogo di culto, vantano antiche tradizioni e sono il segno di una religiosità assai diffusa.




Nella campagna attorno a Castel Goffredo sono presenti numerose corti coloniche ben conservate, alcune delle quali di buon valore architettonico, risalenti al Cinquecento e al Settecento, comprendenti la casa padronale, l'aia centrale, la torre colombaia e le stalle.




Il territorio comunale è stato oggetto di una ricerca sistematica da parte di alcuni gruppi archeologici, che ha portato alla localizzazione di alcuni siti archeologici in queste località: Casarole, Pellizzario, Ducata, Boschetta Alta, Corte Lanzina, Macina, Corte Codosso. Nel 2021, in località Traversino Sotto della frazione Perosso, durante l'aratura di un terreno, sono venuti in superficie alcuni manufatti in bronzo di epoca romana.


Il Giardino dei Giusti di Castel Goffredo è stato istituito in Strada Silvello il 6 marzo 2026.
La popolazione storica del comune risultava essere: nel 1561 di 3 385 abitanti, nel 1617 di 2 458 abitanti, nel 1738 di 2 658 abitanti, nel 1786 di 3 028 abitanti e nel 1802 di 3 392 abitanti.
In un rapporto pubblicato nel 2010 viene rilevato che l'aumento della popolazione è dovuto soltanto ai flussi migratori, perché il saldo naturale è negativo.
Nel 2016 era il quarto comune superiore a 5 000 abitanti con il più alto tasso di natalità nella provincia (9,8%) e il comune con l'età media più bassa nella provincia (40 anni, nel 2017). Al 1º gennaio 2024, Castel Goffredo era l'8º comune più popoloso della provincia di Mantova.
Abitanti censiti

Castel Goffredo, come quasi tutti i comuni della provincia di Mantova, è un comune multietnico, con una presenza significativa di cittadini stranieri. Nel 2024 era il sesto comune della provincia con la più alta percentuale di cittadini stranieri residenti (19,1%).
I dati dell'Istituto nazionale di statistica rilevano al 1° gennaio 2026 una popolazione straniera residente di 2 239 persone. Le comunità maggiormente rappresentate al 1º gennaio 2025, secondo i dati dell'Istat, sono risultate le seguenti:
Oltre alla lingua italiana, a Castel Goffredo non sono ufficialmente riconosciute altre lingue. Il dialetto locale è il dialetto alto mantovano, ma, essendo la località posta nell'alto mantovano al confine con la provincia di Brescia, si parla un dialetto fortemente contaminato dal vernacolo bresciano.

Già nel XIII secolo a Castel Goffredo era presente una casa degli Umiliati (Domus de Wifredo, scomparsa verso la metà del XIV secolo), congregazione religiosa dedita alla preghiera e alla lavorazione della lana. Risale al 1288 la presenza in città della Congregazione di Santa Maria di Castel Goffredo (o "Congregazione della Misericordia"), sul modello della Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, movimento dedito alla preghiera e alla carità, che aveva la sua sede nella chiesa di Santa Maria del Consorzio.
È del 1468 il primo documento che attesta la presenza in città di una comunità ebraica.
Non si conosce l'anno di costituzione della parrocchia di Castel Goffredo: un documento del secondo decennio del Cinquecento riferisce che il decano mantovano Guidone di Bagno si dice rettore della chiesa parrocchiale di Santa Maria di Castel Goffredo in Diocesi di Brescia. Sino al 1785, anno in cui l'imperatore Giuseppe II ordinò l'aggregazione alla Diocesi di Mantova, la parrocchia appartenne alla diocesi bresciana.
Nel 1543 in alcune località nello Stato gonzaghesco (Castel Goffredo, Gonzaga e Viadana) si manifestarono le prime teorie luterane, che misero preoccupazione nel cardinale Ercole Gonzaga, vescovo di Mantova. Nel 1568, per volere del marchese Alfonso Gonzaga, si insediò a Castel Goffredo la famiglia Norsa di Mantova che istituì il banco dei pegni. Fu creata anche la sinagoga, andata perduta, che era collocata nell'attuale vicolo Remoto.
Sono presenti attualmente due parrocchie appartenenti alla diocesi di Mantova: la parrocchia di Sant'Erasmo nel centro storico e la parrocchia di San Lorenzo in frazione Casalpoglio, che sino alla seconda metà del Settecento appartenevano alla diocesi di Brescia, per passare poi alla diocesi di Mantova, vicariato San Carlo Borromeo. Del territorio castellano faceva parte anche la parrocchia autonoma di Santa Margherita in frazione Bocchere, che dal 1986 è stata estinta e accorpata alla parrocchia di San Martino Gusnago. Il 1º gennaio 1725 il consiglio comunale di Castel Goffredo dichiarò san Luca patrono della città.
La religione maggiormente praticata nel comune è, come per l'Italia, quella cattolica; gli stranieri invece sono in prevalenza induisti, sikh e musulmani. In città esistono anche alcune famiglie di testimoni di Geova.




È presente l'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Castel Goffredo, aperto nel 1990, ospedale di rilievo nazionale ad alta specializzazione per quanto attiene alla medicina riabilitativa.
Sul territorio comunale sono presenti le seguenti tipologie di scuole:


Ha sede in città l'emittente radiofonica Radio Alfa Lombardia, inaugurata il 6 giugno 1977.

La presenza della Banda cittadina di Castel Goffredo è nota fin dal 1852. Ha partecipato a numerosi raduni bandistici. Dal 1996 è gemellata con la banda musicale di Valbrona (Co) e con la Filarmonica Santa Cecilia di Zele in Belgio. È composta da 42 elementi. È presente il coro polifonico don Aldo Moratti, che spazia dalla musica sacra alla classica, fondato negli anni Cinquanta.

La cucina castellana è tipica dell'arte culinaria mantovana, profondamente legata ad antiche tradizioni contadine e al forte legame con le zone vicine, soprattutto l'Emilia-Romagna. I piatti caratteristici sono i primi piatti di pasta ripiena, tortelli e agnoli in testa.


Il centro storico di Castel Goffredo, ricostruito sul reticolo centuriale e la disposizione nord-sud ed est-ovest delle vie, rimanda alle origini di epoca romana (I secolo d.C.).
Il primo nucleo difensivo, denominato Castellum vetus (Castelvecchio) e risalente al X secolo, sorgeva ed era delimitato dalle attuali piazza Mazzini (palazzo Gonzaga-Acerbi), piazza Castelvecchio e vicolo Cannone ed era circondato da un fossato; l'ingresso era posto in corrispondenza dell'attuale via Manzoni.
All'inizio del XV secolo l'abitato costruito a ridosso di "Castelvecchio fu circondato da un secondo ordine di mura e da un fossato originato dal corso dei torrenti Fuga e Tartarello. Nella città fortezza vi erano inoltre sette torrioni difensivi e quattro porte di accesso poste nelle attuali vie Mantova (Porta di Picaloca), Manzoni (Porta di Sopra), Botturi (Porta del Povino) e Poncarali (Porta di Poncarale). Le vie del centro storico hanno mantenuto la fisionomia medioevale. Il territorio comunale era suddiviso in cinque quartieri: Borgo, Picaloca, Povino, Poncarali e Selvole. Alla fine del Quattrocento venne avviata una ristrutturazione urbanistica, che venne successivamente completata da Aloisio Gonzaga e ancora oggi riscontrabile nella ortogonalità delle vie.
Fino alla prima metà dell'Ottocento, l'abitato di Castel Goffredo (4 000 abitanti circa) si sviluppava principalmente all'interno del limite dell'antico borgo.

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento iniziò lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva, abbattuta nel 1893. Negli anni tra il 1900 ed il 1911 vi fu un aumento significativo della popolazione, che passò a 5 400 abitanti. In questo periodo nel territorio castellano si svilupparono le numerose frazioni circostanti (18), molte delle quali si dotarono di chiesa e scuola.
Nel 1915 vennero soppresse le fosse che delimitavano le mura esterne. Intorno al 1920 sorsero le prime costruzioni di civile abitazione nella zona a sud-est del paese, corrispondente alle attuali via Bonfiglio e viale Europa. In questi anni nasce a Castel Goffredo la prima industria tessile, il Calzificio NO.E.MI., destinato a incidere profondamente nello sviluppo economico e urbanistico della città.
Dal secondo dopoguerra lo sviluppo è stato ininterrotto e la crescita urbanistica della città è andata di pari passo con la industrializzazione dell'area, di primaria importanza per il settore tessile. Negli anni sessanta si è assistito alla crescita dei laboratori artigianali tessili, che impiegavano principalmente risorse a carattere famigliare. Successivamente, intorno agli anni settanta, si è insediata la prima zona industriale della città. In questo periodo è avvenuta anche la trasformazione del territorio agricolo a causa dell'inurbamento e l'alterazione al sistema vegetazionale.
L'aumento considerevole della popolazione e delle industrie ha portato, negli anni settanta, alla pianificazione a livello comunale, affidando la programmazione delle nuove espansioni a strumenti urbanistici (Piano Regolatore Generale). Nel periodo vengono ampliati anche i servizi, con la costruzione del nuovo ospedale e della scuole media statale e materna.

È la parte più antica di Castel Goffredo, di origine medievale e costituiva il primo nucleo abitato e fortificato. Comprende piazza Gonzaga, piazzetta Castelvecchio, adibita a spettacolo all'aperto e concerti, e i caratteristici vicoli stretti: vicolo Pozzo, vicolo Carlo V, vicolo Teodoro da Castel Goffredo, via Manzoni (antica contrada Cavallara), vicolo Cannone e vicolo Remoto.
Oltre al centro cittadino, il comune di Castel Goffredo comprende diciannove frazioni e varie località distribuite al di fuori del perimetro urbano.

Inoltre: Berenzi, Bocchere, Coletta, Gambina, Giliani, Lisnetta, Lotelli, Molino Nuovo, Poiano, Perosso, Romanini, Sant'Anna, Selvole, Valzi, Villa.

Fanno parte del territorio comunale anche gli agglomerati sparsi in campagna di Boccardi, Cascina Frino, Malcantone, Poiano di mezzo, Ravenoldi, San Pietro e Traversino.

Il territorio di Castel Goffredo è provvisto di numerose cascine e campi coltivati, che vengono riforniti per l'irrigazione anche dalle abbondanti acque delle numerose risorgive presenti. Ben poco resta dei gelsi, introdotti nella zona sin dal XV secolo dai signori di Mantova, che nell'Ottocento fecero prosperare il settore tessile cittadino. Le coltivazioni sono costituite principalmente da granoturco, frumento, soia e pomodoro per l'industria conserviera. Sono presenti sul territorio diverse aziende con allevamenti di bovini e suini.

Il mercato settimanale ambulante del giovedì è una delle tradizioni popolari più antiche e significative della città. Secondo la tradizione, venne istituito con decreto del 1º luglio 1457 dal marchese Alessandro Gonzaga. L'esposizione, che si svolge in parte del centro storico e in piazzale Martiri della Liberazione, ha un vasto assortimento di prodotti: dalla gastronomia all'abbigliamento, dai casalinghi ai prodotti etnici, fino all'ortofrutta e alla vendita di giocattoli. Il signore istituì con lo stesso decreto anche la Fiera di San Luca, a partire dal 1º luglio dello stesso anno e per la durata di cinque giorni.
Dal marzo 2021 il comune di Castel Goffredo è capofila del Distretto Diffuso del Commercio "Commerciando tra castelli e casali dell'Alto Mantovano", un'iniziativa promossa da Regione Lombardia che unisce 9 comuni: Castel Goffredo, Acquanegra sul Chiese, Asola, Canneto sull'Oglio, Casalmoro, Casaloldo, Gazoldo degli Ippoliti, Mariana Mantovana e Piubega. Il progetto sostiene il commercio locale, il turismo, l'artigianato e l'innovazione sostenibile.
Sono presenti sul territorio 751 attività commerciali e artigianali tra imprese, ditte, negozi e professionisti.


I servizi sono garantiti da 466 attività che dichiarano 1 537 addetti pari al 15,63% della forza lavoro occupata e 61 attività amministrative con 427 addetti pari al 4,59% della forza lavoro occupata.

Dal 1895 è presente la Banca di Credito Cooperativo di Castel Goffredo, fusa nel 2016 con "Banca Cremonese Credito Cooperativo", che ha dato vita al "Credito Padano - Banca di Credito Cooperativo" con sede a Cremona.
Lo sviluppo turistico della zona è legato principalmente alla vicinanza della città di Castel Goffredo con il lago di Garda e con le colline moreniche circostanti.
Il comune di Castel Goffredo aderisce all'ente Ecomuseo tra il Chiese, il Tartaro e l'Osone di promozione del territorio, che comprende nove comuni del Medio-Alto Mantovano, finalizzato a valorizzare le locali risorse culturali, tradizionali, turistiche e ambientali.
Dal 1987 fa anche parte dei "100 Comuni della Piccola Grande Italia".

Il comune di Castel Goffredo è attraversato da nord a sud dalla strada provinciale 8 chiamata anche "Strada della calza", che collega Casaloldo, Medole e Pozzolengo e da ovest a est dalla strada provinciale 6 che collega Ceresara e Acquafredda. La strada provinciale 105 collega il comune di Carpenedolo.
Nel 1839 venne istituita a Castel Goffredo una messaggeria di tre corse alla settimana che collegava Brescia a Mantova.
Dal 1930 al 1933 Castel Goffredo era servita dalla linea della Tranvia Medole-Casaloldo (diramazione della Tranvia Cremona-Asola), con tram a carrozza unica chiamato "Norge", che collegava il basso lago di Garda fra Desenzano, Cremona e Piacenza.
I trasporti interurbani di Castel Goffredo vengono attualmente (2021) svolti con autoservizi di linea gestiti da APAM.
La storia amministrativa del Comune di Castel Goffredo, dall'istituzione della Repubblica Italiana a oggi, può essere suddivisa in due fasi: per i primi cinquant'anni si sono succeduti esclusivamente sindaci della Democrazia Cristiana, mentre dal 1995 in avanti la città è stata amministrata da esponenti di centro-destra alternati ad esponenti di centro.
Castel Goffredo è gemellata con:
Dal 1786, all'atto della suddivisione della Lombardia austriaca in otto province, al 1791, Castel Goffredo venne assegnato alla "Delegazione VI - distretto di Castel Goffredo".
Dal 1816, all'atto della costituzione del Regno Lombardo-Veneto al 1853, Castel Goffredo fu sede del "Distretto VI" della Provincia di Mantova (Lombardo-Veneto).
Dal 1859 Castel Goffredo venne assegnato al Mandamento III di Asola del Circondario V di Castiglione delle Stiviere, provincia di Brescia, sino al 1868, anno in cui venne aggregato al distretto VI di Asola del circondario unico di Mantova.
Nel 1873 venne annesso al territorio municipale il comune di Casalpoglio, facente parte fino al 1867 della provincia di Brescia.



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