| Cersosimo comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Domenica Paglia (lista civica Cersosimo Bene Comune) dal 22-9-2020 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°03′N 16°21′E |
| Altitudine | 548 m s.l.m. |
| Superficie | 24,75 km² |
| Abitanti | 489 (31-5-2026) |
| Densità | 19,76 ab./km² |
| Comuni confinanti | Alessandria del Carretto (CS), Castroregio (CS), Noepoli, Oriolo (CS), San Giorgio Lucano (MT), San Paolo Albanese |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 85030 |
| Prefisso | 0973 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 076027 |
| Cod. catastale | C539 |
| Targa | PZ |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 1 905 GG |
| Nome abitanti | cersosimesi |
| Patrono | Maria di Costantinopoli |
| Giorno festivo | 16 maggio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Cersosimo è un comune italiano di 489 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. Sorge nella valle del Sarmento, all'interno del Parco nazionale del Pollino.
Sorge a 548 m s.l.m. e occupa una delle propaggini orientali del massiccio del Pollino, sul versante che si affaccia sulla media valle del fiume Sarmento. È situato all'estremo sud-est della provincia di Potenza, al confine con la parte meridionale della provincia di Matera e con la parte nord-orientale della provincia di Cosenza. L'abitato moderno si estende alle pendici del Monte Castello (720 m s.l.m.), altura che, insieme a Timpa Giovannicchio, fa parte di un sistema di rilievi degradanti verso oriente.
Il territorio comunale è attraversato dal fiume Sarmento, che ne costituisce il corso d'acqua principale. La rete idrografica minore comprende il canale Lappio e il torrente Fiumicello, che si uniscono prima di confluire in esso.
Il clima del territorio è di tipo temperato, influenzato dall'altitudine collinare e dalla posizione interna a ridosso del massiccio del Pollino. Gli inverni si presentano freddi e umidi, con precipitazioni distribuite prevalentemente tra l'autunno e la primavera ed episodiche nevicate nei periodi di maggiore rigidità. Le estati sono calde e moderatamente asciutte, ma attenuate dalla quota e da una sensibile escursione termica giornaliera.
Il toponimo deriva dal monastero italo-greco di Santa Maria di Cersosimo, noto nei documenti medievali anche come monastero di Kyr Zosimos (dal greco bizantino Κύρ Ζώσιμος, “abate Zosimo”), probabilmente fondato da un abate di nome Zosimo.
Il monastero è menzionato nel Syllabus Graecarum Membranarum, raccolta di atti greci medievali pubblicata nel XIX secolo. Secondo lo storico Giacomo Racioppi, attorno a questo complesso cenobitico si sarebbe progressivamente formato il primo nucleo dell’attuale centro abitato. Sull’ubicazione originaria dell’edificio monastico sono state avanzate diverse ipotesi, tra cui la localizzazione su un rilievo a est del paese, nelle immediate adiacenze dell’abitato.
Nel IV secolo a.C., sulla sommità del colle in località Castello (720 m s.l.m.), sorse un centro fortificato d’altura attribuito alle popolazioni lucane. L’insediamento occupava una posizione strategica lungo le vie interne dell’Appennino lucano, consentendo il controllo dei percorsi che, attraverso l’altopiano del Monte Carnara (1283 m s.l.m.), conducevano verso Alessandria del Carretto e la piana di Sibari, favorendo così i contatti tra le comunità italiche dell’interno e le città greche della costa ionica. A seguito della riorganizzazione del territorio in epoca romana e dei mutati assetti socioeconomici, il centro fortificato andò incontro a un progressivo abbandono.
Sul finire dell’Ottocento, lo studioso Michele Lacava fu il primo a descrivere il sito archeologico sulle pagine delle Notizie degli scavi di antichità. Lacava rilevò una cinta muraria a pianta quadrangolare, con un perimetro di quasi 900 metri, e ipotizzò la presenza di un’acropoli sulla sommità; segnalò inoltre il rinvenimento di resti murari, frammenti ceramici e reperti fittili di età ellenistico-lucana.
Le indagini e le ricognizioni successive hanno confermato l’importanza archeologica del sito, approfondendone l’articolazione insediativa pur lasciando aperte diverse questioni sulla sua evoluzione cronologica e sull’estensione complessiva delle strutture.
L'origine del borgo è legata allo sviluppo del monachesimo italo-greco nell'area del Pollino e della valle del Sarmento tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo. In questo periodo monaci basiliani provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria meridionale si insediarono nel territorio; attorno al monastero di Santa Maria di Kyr-Zosimo si sviluppò il primo nucleo abitato rurale.
Il monastero è attestato per la prima volta nel 1034 nel Syllabus Graecarum Membranarum. La sua fondazione è tuttavia collocata dalla storiografia tra la fine del X secolo e i primi anni dell'XI secolo.
Nel 1088 il signore normanno Ugo di Chiaromonte donò alla badia benedettina della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni la chiesa e il monastero di Kyr-Zosimo, con le terre, le vigne, i monti e le altre pertinenze. Il monastero passò così sotto il controllo patrimoniale e giurisdizionale dell'abbazia cavense.
In età sveva e angioina il centro abitato fu integrato nei circuiti fiscali del Regno di Sicilia. Nei registri della cancelleria angioina del 1277 Cersosimo risulta censito per 68 fuochi, ossia nuclei familiari, con una tassazione stabilita in 17 once, 4 tarì e 4 grana.
Nel corso dei secoli successivi il territorio entrò nella sfera di influenza delle principali famiglie feudatarie della zona, tra cui i Chiaromonte e i Sanseverino.
Nel XVI secolo Cersosimo fu compreso nello Stato di Noja, l’odierna Noepoli, denominata Noja fino al 1863. Dopo la definitiva decadenza dei Sanseverino, il feudo fu acquistato nel 1530 dal patrizio napoletano Giacomo Pignatelli per la somma di 20.000 ducati; il figlio Fabrizio ne completò il riscatto nel 1559 con il pagamento di ulteriori 8.000 ducati.
Con privilegio del 2 giugno 1600, il re Filippo III di Spagna concesse a Fabrizio Pignatelli il titolo di I principe di Noja. Il Principato comprendeva, oltre al capoluogo, i casali di Cersosimo, San Costantino, San Giorgio, San Paolo e Terranova, corrispondenti agli odierni comuni di Noepoli, Cersosimo, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano, San Paolo Albanese e Terranova di Pollino.
Durante la signoria dei Pignatelli, Cersosimo mantenne lo status di casale dipendente da Noja dal punto di vista amministrativo, fiscale e giurisdizionale. L’economia del territorio si fondava sull’agricoltura — con la coltivazione di cereali, legumi, vite e olivo — e sulla pastorizia, sfruttando le risorse boschive e i pascoli della valle del Sarmento.
La signoria dei Pignatelli sul Principato di Noja si protrasse fino al 1806, anno in cui Giuseppe Bonaparte, insediatosi come re di Napoli, promulgò le leggi eversive della feudalità. Tali provvedimenti abolirono i diritti baronali e decretarono la cessazione dello Stato di Noja come entità amministrativa; di conseguenza, Cersosimo assunse un ordinamento comunale nell’ambito del Regno di Napoli.
Dopo l’unità d’Italia, proclamata nel 1861, Cersosimo fu inserito nel nuovo ordinamento amministrativo del Regno d’Italia, all’interno della provincia di Basilicata.
Il territorio del Pollino e della valle del Sarmento fu interessato dal fenomeno del brigantaggio post-unitario, favorito dalle aree boschive e dalla conformazione impervia del territorio, che offrivano rifugio alle bande armate attive tra la Basilicata e la Calabria. La presenza del fenomeno nel territorio comunale è documentata dalle fonti dell’epoca: il 26 marzo 1864 la banda dei Melidoro fu individuata e affrontata nel territorio di Cersosimo. Negli archivi relativi alla repressione del fenomeno è inoltre conservata la richiesta del sindaco dell’epoca di mobilitare una compagnia per garantire la sicurezza del territorio.
Nel corso del Novecento il comune fu segnato da un progressivo calo demografico dovuto ai flussi migratori. Una prima ondata migratoria verso le Americhe tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del XX secolo fu seguita, nel secondo dopoguerra, da un consistente spostamento di popolazione verso i centri del Nord Italia e verso l’Europa settentrionale, fenomeno che contribuì al progressivo spopolamento del centro abitato.
I simboli del Comune di Cersosimo sono lo stemma e il gonfalone.
«D'argento, alla quercia sradicata al naturale, fruttata d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»
La scelta dell'albero si ricollega al termine dialettale locale ciérs — o cerza in altre parlate lucane — con cui viene indicata la quercia (Quercus). Storicamente, Michele Lacava descriveva nel 1884 il sigillo allora in uso dal Comune, raffigurante in campo di cielo un pino al naturale su un terreno verdeggiante.


Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 6, pari all'1,18% della popolazione.
Accanto all’italiano, a Cersosimo è tradizionalmente parlata una varietà dialettale locale appartenente ai dialetti lucani.
Il comune si colloca nell’area conservativa individuata da Heinrich Lausberg come Mittelzone, caratterizzata da alcuni tratti arcaici e da affinità con le varietà calabresi settentrionali.
La parlata locale è stata documentata dalle indagini dell’Atlante Linguistico della Basilicata (A.L.Ba.). Tra i tratti rilevati figura la conservazione di distinte desinenze verbali di seconda persona singolare e plurale, carattere morfologico conservativo presente in diversi dialetti lucani meridionali.
Come molte varietà locali della Basilicata, il dialetto è principalmente una forma parlata, priva di status ufficiale, il cui impiego è stato tradizionalmente più forte negli ambiti familiari e comunitari.
La maggioranza della popolazione professa la religione cattolica. Il territorio comunale rientra nella giurisdizione della diocesi di Tursi-Lagonegro ed è servito dalla parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Nel comune è inoltre presente una storica comunità protestante, la Chiesa Evangelica Battista, affiliata all’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI).
Nel comune è presente la Biblioteca comunale di Cersosimo, identificata nell'Anagrafe delle biblioteche italiane con il codice IT-PZ0028. Le modalità di funzionamento e i servizi della biblioteca sono disciplinati dal regolamento approvato con deliberazione di consiglio comunale n. 3 del 2021.
Nel territorio comunale sono presenti un plesso della scuola dell'infanzia e uno della scuola primaria, afferenti all'Istituto Comprensivo «Nicola Sole» con sede a Senise.
L'ArcheoParco di Cersosimo è uno spazio espositivo e museo didattico dedicato alla civiltà greca e lucana, allestito presso i resti dell'ex chiesa della Madonna di Costantinopoli. Espone copie di reperti rinvenuti nella Basilicata sud-orientale ed è collegato alla valorizzazione dell'insediamento greco-lucano di Monte Castello, risalente al IV secolo a.C. Il percorso didattico integra supporti multimediali e un'applicazione mobile in realtà aumentata dedicata alla visita dell'acropoli.
La tradizione gastronomica di Cersosimo è legata alla cultura contadina e pastorale della Val Sarmento, nell’area del Parco nazionale del Pollino e della Lucania meridionale. Si caratterizza per l’impiego di prodotti locali, tra cui carni suine e ovine, formaggi e ortaggi.
Tra i primi piatti figurano la pasta di casa, i rascatelli e i firzuli, tradizionalmente preparati anche con la mollica oppure aglio, olio e peperoni rossi. Tra i secondi piatti sono documentati la carne alla pastorale, il capretto al forno o alla brace, la cotica con fagioli o verza, la peperonata con salsiccia e i peperoni “cruschi”.
La produzione di salumi comprende salsicce, soppressate, prosciutto e cotica di maiale in gelatina. Tra i formaggi e i latticini sono presenti pecorino, ricotta, cacioricotta e caciocavallo. Tra i prodotti da forno si annoverano il pane di casa e le focacce.
Lo Spumino di Cersosimo è un dolce riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Tra le preparazioni legate alle festività si distinguono le crispelle di Natale e le pettole di Carnevale.
L’asse viario principale che attraversa e serve direttamente il centro abitato di Cersosimo è la strada statale 481 della Valle del Ferro (SS 481). Essa ha inizio dall’innesto con l’ex strada statale 92 dell’Appennino Meridionale presso Noepoli, attraversa il territorio comunale di Cersosimo e, superato il confine con la Calabria, prosegue per Oriolo e Amendolara, fino all’innesto con la strada statale 106 Jonica presso lo scalo di Amendolara. La SS 481 costituisce quindi il principale collegamento stradale del comune con il resto della Basilicata e con la Calabria.
Dalla rete viaria locale della valle del Sarmento è possibile raggiungere la strada statale 742 Sarmentana-Sinnica (SS 742), arteria di raccordo che collega la viabilità di fondovalle alla SS 653 della Valle del Sinni e, verso nord, all’ex SS 92 presso Noepoli. La SS 742 mette così in comunicazione l’area di Cersosimo con il sistema viario della valle del Sinni.
La strada statale 653 della Valle del Sinni (SS 653), arteria a scorrimento veloce che costeggia il fiume Sinni, costituisce il collegamento di rango superiore: connette l’autostrada A2 del Mediterraneo, presso lo svincolo di Lauria, alla strada statale 106 Jonica, presso Policoro, assicurando all’area di Cersosimo collegamenti rapidi verso la rete autostradale, il litorale jonico e i principali centri della Basilicata meridionale.
Il servizio di trasporto pubblico locale su gomma è garantito dalle autolinee del consorzio regionale COTRAB, operante sul territorio dal vettore SITA Sud. La linea principale che serve il comune percorre la tratta Terranova di Pollino-Senise, collegando direttamente Cersosimo con i comuni di San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Noepoli e Senise. Il terminal di Senise funge da snodo per le coincidenze verso il capoluogo Potenza, Francavilla in Sinni e il litorale jonico.
Data la vicinanza con il confine calabrese, i collegamenti interregionali verso la provincia di Cosenza sono garantiti dalle autolinee InterSaj, che collegano il paese con il comune di Oriolo e con la stazione ferroviaria di Trebisacce.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 aprile 1995 | 13 giugno 2004 | Mario Giuseppe Vitarelli | Partito Popolare Italiano | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 11 gennaio 2010 | Mario Trupo | Lista civica | Sindaco | |
| 12 gennaio 2010 | 29 marzo 2010 | Mauro Senatore | Commissario straordinario | ||
| 30 marzo 2010 | 31 maggio 2015 | Pietro Gulmì | Lista civica | Sindaco | |
| 1 giugno 2015 | 21 settembre 2020 | Armando Antonio Loprete | Partito Democratico | Sindaco | |
| 22 settembre 2020 | in carica | Domenica Paglia | Cersosimo Bene Comune | Sindaco | |