| Ghiffa comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Matteo Lanino (lista civica Insieme per Ghiffa) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019) |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°57′N 8°37′E |
| Altitudine | 201 m s.l.m. |
| Superficie | 14,65 km² |
| Abitanti | 2 168 (31-5-2026) |
| Densità | 147,99 ab./km² |
| Frazioni | Arca, Bozzela, Carpiano, Cargiago, Caronio, Ceredo, Deccio, Frino, Rometto, Ronco, San Maurizio, Selva, Sasso, Susello |
| Comuni confinanti | Arizzano, Bee, Castelveccana (VA), Laveno-Mombello (VA), Oggebbio, Porto Valtravaglia (VA), Premeno, Verbania |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 28823 |
| Prefisso | 0323 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 103033 |
| Cod. catastale | E003 |
| Targa | VB |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 431 GG |
| Nome abitanti | ghiffesi |
| Patrono | Santa Croce |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Ghiffa (Ghifa nel locale dialetto lombardo) è un comune italiano di 2 168 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, sulla sponda occidentale piemontese del Lago Maggiore, posto a cinque chilometri a nord dal capoluogo Verbania.
Il comune fa parte dell'unione di comuni del Lago Maggiore.
Il territorio, comprendente parte del Lago Maggiore, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, culminanti a 870 metri s.l.m.. In prossimità del comune si trova il punto più profondo del lago (372 metri).
Classificazione climatica: zona E, 2431 GR/G.
Il toponimo viene fatto derivare dagli studiosi dal latino volgare Guiffa o Guifa, col significato di "segno opposto a una proprietà o a un fondo"; altri lo farebbero derivare dal verbo germanico Wifa, col significato di "termine di confine".
I primi insediamenti risalgono all'epoca della Cultura di Golasecca e all'Età del ferro, come testimoniano le incisioni rupestri e reperti rinvenuti nell'area del Sacro Monte di Ghiffa.
Sono vari i ritrovamenti che risalgono al periodo romano; tra questi alcune tombe a Frino e Carpiano.
La prima citazione risale al Basso Medioevo in un documento liturgico del 1125 che riferisce che faceva parte del decanato di San Maurizio della Costa insieme a Intra, Pallanza e Valle Intrasca.
Nel 1447 Filippo Maria Visconti diede in feudo il decanato di San Maurizio ai marchesi Moriggia (Morigi); essi tenevano banco di giustizia a Ceredo ed edificarono il proprio castello nella frazione di Frino, che divenne capoluogo del feudo.
Nel XVII secolo il cardinale Giacomo Antonio Morigia, precettore del granduca di Toscana e arcivescovo di Firenze, fece di Ghiffa un luogo d'incontro di artisti e letterati, che diedero vita a un rinascimento lacustre.
L'infeudazione del territorio ai Moriggia perdurò fino al 1744, quando, a seguito del Trattato di Worms, il feudo venne ceduto al Regno di Sardegna e successivamente, con l'estinzione della famiglia Moriggia, passò ai Borromeo, con continue discussioni con la popolazione per i diritti di pesca sul lago e per ampliare la loro influenza nei possedimenti.
Con il XIX secolo si sviluppò il trasporto via lago e il completamento della strada litoranea che risale verso la Svizzera rese Ghiffa un polo d'attrazione sia per il turismo, con l'edificazione di alberghi e di grandi e prestigiose ville, sia per l'industria.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 dicembre 1954.
Il gonfalone è un drappo partito di verde e di azzurro.


Per la crescente attrazione turistica, a fine Ottocento vennero edificate numerose ville in stile liberty. Tra queste Villa Ada, eretta dal principe russo Paolo Troubetzkoy, e Villa Volpi che prese il nome da un generale del Regno d'Italia che l'acquistò.




Si estende dalla zona del Sacro Monte (350 m) fino alla cima del Monte Cargiago (713 m), toccando il paese di Pollino ed il versante occidentale del monte, caratterizzato dall’ambiente umido del Rio Ballona. Lungo i sentieri che si snodano tra il verde si incontrano alcune cappelle votive, segno della passata religiosità popolare. La Riserva è costituita prevalentemente da boschi di castagno, mentre le formazioni a conifere sono tutte di origine artificiale. Sono segnalate 36 specie appartenenti alla classe dei mammiferi, fra cui caprioli, scoiattoli, volpi, ghiri e tassi. Più numerosi sono invece i volatili, complessivamente 56 specie, fra cui si segnalano la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, il gufo, la civetta, il picchio, la ghiandaia, l’usignolo, la cornacchia grigia.
Il 23 maggio 1998 alla presenza del Presidente della Camera Luciano Violante, del Ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, del magistrato Gherardo Colombo, del Maresciallo Silvio Novembre, della Sindaca di Ghiffa Giovanna Agosti Bersi e della famiglia Ambrosoli il lungolago di Ghiffa (di circa 300 metri) è stato dedicato alla memoria di Giorgio Ambrosoli, avvocato milanese assassinato dalla mafia l'11 luglio 1979 e che era spesso in villeggiatura nella casa a Ronco di Ghiffa oggi di proprietà della figlia Francesca. In occasione dell'inaugurazione venne scoperta una targa commemorativa dietro al palazzo del Comune.
Il 15 luglio 2020, a completamento dell'intitolazione il Comune di Ghiffa e Libera, hanno posto sul lungolago il busto dell'avvocato Ambrosoli. In quell'occasione anche il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, inviò una lettera a sostegno dell'iniziativa.
Sul lungolago è presente un monumento ai caduti delle guerre mondiali e una canfora secolare.
Caronio, Cargiago (comune autonomo fino al 1928), Ceredo, Carpiano, Arca, Selva, Susello, Rometto, Sasso, San Maurizio, Bozzela, Frino, Ronco, Deccio.
Villaggio Valdora, Villaggio Miralago.
L'esposizione al sole del territorio ha favorito lo sviluppo di aziende florovivaistiche. I settori economici più importanti sono attività che operano nei comparti alimentare, tessile, cantieristico, edile, della lavorazione del legno, della fabbricazione dei mobili e dei materiali da costruzione.
Il terziario si compone di una sufficiente rete commerciale, oltre che dell'insieme dei servizi, che comprendono anche quello immobiliare; le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.
Dagli ultimi decenni dell'Ottocento agli anni ottanta del Novecento Ghiffa fu sede di una fiorente industria del cappello di feltro, con il marchio Panizza.
I ghiffesi presentano un indice di vecchiaia di poco superiore alla media e sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale e nelle località Cargiago e Susello, nonché in aggregati urbani minori e case sparse. L'abitato, caratterizzato da una forte crescita edilizia, in parte si allinea lungo la costa, a ridosso del boscoso versante del Monte Cargiago, in parte si inerpica con numerose ville e parchi sulla collina; a sud-est, lungo la riva del lago, è il nucleo più antico.
Abitanti censiti

Il 1º gennaio 2026 risiedevano a Ghiffa 122 stranieri. In termini percentuali, gli immigrati costituiscono il 5,6% della popolazione totale.
Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti nel 2025 (dati ISTAT):
Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 34 del Lago Maggiore.
Il trasporto pubblico è gestito dalla VCO Trasporti tramite il servizio extraurbano tra Pallanza e Brissago.
Il trasporto lacustre è gestito dalla Navigazione Lago Maggiore, solo con l'orario estivo.

| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
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| 1990 | 1994 | Grezio Demetrio | Sindaco | ||
| 1994 | 2004 | Agosti Giovanna in Bersi | Sindaco | ||
| 2004 | 2014 | Suman Roberto | Sindaco | ||
| 2014 | in carica | Lanino Matteo | Sindaco | ||
Il comune faceva parte della Comunità Montana Alto Verbano e in seguito è entrato nell'Unione di comuni del Lago Maggiore.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 145611432 · LCCN (EN) n2002023801 · J9U (EN, HE) 987007465622805171 |
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