Gli adulti misurano dagli 11 ai 15 mm con un'apertura alare di circa 2,5 – 3 cm. La maggior parte delle farfalle punteggiate sono i maschi. Il corpo è ricoperto da una pubescenza di colore bianco, mentre le ali possono essere completamente bianche o presentare numerose macchie di forma variabile e di colore nero.
Larva giovane
Larva
Le larve appena schiuse misurano circa 2 mm di lunghezza e raggiungono i 3 - 3,5 cm a maturità. Il colore varia dal giallastro nelle giovani larve al bianco-grigiastro-verdastro nelle larve mature. Presentano una forma allungata, cilindrica e sono dotate di un capo nero e ornate di lunghi peli eretti bianchi e nerastri che non sono urticanti e pericolosi né per l'uomo né per gli animali.
Le femmine depongono circo 600 uova sulla pagina inferiore delle foglie delle piante ospiti. Le larve nelle prime età sono gregarie, rodono le foglie e tessono tele sericee con le quali raggruppano germogli e foglie, mentre dalla quinta-sesta età in poi si disperdono sulle piante e le defogliano voracemente, fino a completo sviluppo.
Una volta raggiunta la maturità, si rifugiano in anfrattuosità corticali o in altre tipologie di ricovero e lì si incrisalidano. Dopo 10-15 giorni circa emergono nuovi adulti che si accoppiano, depongono nuove uova e danno origine alla seconda generazione di larve, più dannosa della prima. Le nuove larve si nutrono fino alla fine di settembre circa.
Movimento
L'ifantria si sposta volando tra le numerose specie ospiti. Gli adulti sono discreti volatori e le larve si fanno facilmente trasportate dai veicoli. Anche la mancanza di efficaci nemici naturali, predatori e parassitoidi, ha facilitato la rapida diffusione di questo lepidottero, dotato inoltre di notevoli capacità di adattamento.
I segni tipici di una pianta infestata sono i nidi sericei biancastri sulle chiome e la presenza di rami defogliati che, nel caso di infestazioni di notevole entità, possono interessare l'intera pianta ospite. Le larve giovani provocano delle erosioni superficiali intaccando il mesofillo ma lasciando intatte le nervature e certe volte anche l'epidermide superiore; il danno provoca comunque una scheletrizzazione delle foglie. Le larve più maturano e più diventano voraci, mangiando l'intera foglia, compresa la nervatura principale.
Spesso il danno risulta essere devastante, a causa della natura gregaria delle larve; durante l'estate sono in grado di defogliare l'intera pianta, provocando su di essa un forte stress, anche per il forzato ricaccio conseguente alla defogliazione in periodi di carenza idrica e di caldo eccessivo.
Metodi di contenimento
Le infestazioni in piante situate in aperta campagna difficilmente sono oggetto di interventi di contenimento; al contrario, quando presente in parchi e giardini pubblici o privati, questo lepidottero è generalmente poco tollerato.
Per combattere efficacemente la specie è necessario predisporre una strategia di lotta integrata, che comprenda varie tipologie di interventi. In particolare, è fondamentale programmare gli interventi sulla base di accurati monitoraggi sulle specie vegetali maggiormente attaccate dall'insetto. I controlli vanno effettuati verso fine maggio-inizio giugno e a fine luglio-inizio agosto, verificando l'eventuale presenza dei caratteristici nidi sericei sulle foglie più giovani.
Controllo meccanico
Tra le tecniche efficaci nel ridurre il livello di infestazione senza dover ricorrere all'impiego di sostanze chimiche troviamo:
l'asportazione e distruzione dei nidi del lepidottero man mano che questi si sviluppano sulla chioma, al fine di eliminare le giovani larve che vivono in forma gregaria all'interno dei nidi stessi, da effettuare quando questi sono ancora composti da solo 3-5 foglie raggruppate,
il posizionamento di fasce di paglia o di strisce di cartone ondulato attorno al tronco degli alberi infestati che dovranno poi essere eliminate per distruggere le crisalidi prima dello sfarfallamento degli adulti,
il favorire l'azione di quelle specie di uccelli che svolgono un'azione di predazione sulle larve stesse, per esempio installando alcuni nidi artificiali - 5-10 ogni ettaro ad un'altezza compresa tra 2 e 4 m - e qualche mangiatoia per nutrire gli uccelli anche durante i mesi invernali
Controllo chimico
Vengono generalmente utilizzati formulati a base di Bacillus thuringiensis kurstaki, una sostanza attiva di origine biologica che risulta innocua per l'uomo e per gli animali ed ha una bassa persistenza (4 - 10 giorni). Il composto è dunque particolarmente adatto all'impiego sul verde pubblico. I trattamenti devono essere effettuati quando le larve sono ancora piccole, nelle ore serali ed in assenza di previsione di piogge, bagnando in maniera uniforme tutta la chioma, in modo particolare sulle parti più esterne.
Contro le larve risultano efficaci anche preparati a base di Spinosad, principio attivo di derivazione naturale estratto da tossine prodotte dal batterioSaccharopolyspora spinosa, che agisce sul sistema nervoso degli insetti dannosi senza interferire in modo significativo sugli organismi utili. Anche in questo caso la massima efficacia si ha intervenendo sulle larve giovani. Dal momento che in caso di contatto diretto può risultare tossico per gli imenotteri impollinatori (bombi, api, ecc.), è bene utilizzarlo solamente nei momenti in cui gli stessi non sono in piena attività.
Controllo biologico
I predatori naturali della specie sono 135 e in particolare troviamo:
(EN) Kükenthal, W. (Ed.), Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, a cura di Kristensen, N. P., collana Handbuch der Zoologie, Fischer, M. (Scientific Editor), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp.x+491, ISBN978-3-11-015704-8, OCLC174380917.
Panconesi A., Moricca S., Ragazzi A., Dellavalle I., Tiberi R., Croci F., Bracalini M., Ginetti B., Vettori G., Parassiti delle piante arboree forestali ed ornamentali. Specie introdotte e di temuta introduzione. Pàtron editore, Bologna [2014], pp.447, ISBN 978-8-8555-3219-8
(EN) Scoble, M. J., The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp.xi,404, ISBN978-0-19-854952-9, LCCN92004297, OCLC25282932.
(EN) Stehr, F. W. (Ed.), Immature Insects, 2 volumi, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co., 1991 [1987], pp.ix, 754, ISBN978-0-8403-3702-3, LCCN85081922, OCLC13784377.