| Coop Italia | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società cooperativa |
| Fondazione | 28 giugno 1967 |
| Sede principale | Casalecchio di Reno (BO) |
| Persone chiave |
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| Settore | Grande distribuzione organizzata |
| Prodotti | Prodotti a marchio Coop, servizi di acquisto, marketing e comunicazione per le cooperative associate |
| Slogan | «La Coop sei tu» |
| Sito web | www.e-coop.it/ |
Coop Italia è una società cooperativa italiana che costituisce il consorzio nazionale delle cooperative di consumatori aderenti al sistema Coop. Per conto delle cooperative associate gestisce la negoziazione e gli acquisti con i fornitori, sviluppa i prodotti a marchio Coop, curandone innovazione, qualità e sicurezza, e definisce politiche e strategie comuni di marketing e comunicazione.
L'attuale Coop Italia deriva dall'Alleanza italiana delle cooperative di consumo (AICC), costituita nel secondo dopoguerra come struttura nazionale della cooperazione di consumo. Nel 1967 l'organizzazione assunse la denominazione Coop Italia, configurandosi come consorzio nazionale di acquisto delle cooperative di consumatori. Le origini storiche del movimento cooperativo di consumo italiano al quale Coop appartiene vengono invece fatte risalire al 1854, quando a Torino venne aperto il primo «Magazzino di previdenza».
Coop Italia non gestisce direttamente la generalità dei punti vendita dell'insegna: questi fanno capo alle singole cooperative di consumatori, giuridicamente autonome, mentre a livello nazionale il sistema è coordinato da diversi organismi, tra i quali Coop Italia e l'Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori (ANCC-Coop). Nel 2025 il sistema Coop comprendeva 67 cooperative di consumatori, con 6,2 milioni di soci, 2 237 punti vendita distribuiti in 18 regioni e circa 58 000 dipendenti; il giro d'affari complessivo ammontava a circa 17 miliardi di euro, dei quali oltre 15,1 miliardi derivanti dall'attività al dettaglio. Nel 2016 il sistema contava 53 635 dipendenti.
La rete è storicamente radicata soprattutto nell'Italia settentrionale e nell'Italia centrale, con una presenza particolarmente significativa in regioni quali Emilia, Toscana e Romagna ma attraverso le cooperative associate è presente anche in diverse regioni dell'Italia meridionale. Nel 2025 l'insieme della rete Coop risultava presente in 18 delle 20 regioni italiane.
Nonostante la somiglianza della denominazione e, in alcuni casi, dell'identità visiva, Coop Italia non appartiene ai gruppi cooperativi omonimi operanti in altri paesi europei, quali Coop Svizzera, Coop Norge e Coop Paesi Bassi.

Le origini della cooperazione di consumo in Italia vengono fatte risalire al 4 ottobre 1854, quando l'Associazione generale degli operai di Torino aprì il primo «Magazzino di previdenza», destinato all'acquisto all'ingrosso di generi di prima necessità da rivendere ai soci a prezzo di costo. L'Alleanza Cooperativa Torinese nacque invece nel 1899, dalla fusione tra il Magazzino dell'Associazione generale degli operai e la Cooperativa ferroviaria di consumo di Torino, costituita nel 1892.
Nel secondo dopoguerra emerse l'esigenza di dotare le numerose cooperative di consumo di un organismo nazionale in grado di coordinare gli acquisti e accrescerne il potere contrattuale nei confronti dei fornitori. Il 28 dicembre 1947 venne pertanto costituita l'«Alleanza italiana fra le cooperative di consumo», società cooperativa a responsabilità limitata promossa nell'ambito della Lega nazionale delle cooperative; il 2 aprile 1950 la denominazione divenne «Alleanza italiana delle cooperative di consumo» (AICC). L'organizzazione aveva il compito di favorire gli acquisti collettivi e di assicurare alle cooperative aderenti migliori condizioni di approvvigionamento.
Il primo presidente fu Otello Dal Fiore. Nel 1948 la sede venne trasferita a Bologna, dove rimase fino al 1952, quando, sotto la presidenza di Mario Pupeschi, fu trasferita a Milano. L'AICC aprì un magazzino centrale a Bologna e diversi depositi regionali e provinciali, ma nei primi anni mantenne un giro d'affari limitato e incontrò difficoltà finanziarie; nel 1957 venne avviato un processo di risanamento, conclusosi nel 1961 anche attraverso la cessione dei magazzini.
Dalla metà degli anni sessanta la cooperazione di consumo avviò una più ampia riorganizzazione, caratterizzata dalla concentrazione delle cooperative più piccole, dalla modernizzazione della rete di vendita e dalla progressiva centralizzazione della contrattazione commerciale. Il 28 giugno 1967 l'AICC assunse formalmente la denominazione «Coop Italia. Società cooperativa a responsabilità limitata». La ricostruzione storica pubblicata dal sito istituzionale di Coop colloca invece nel 1969 la nascita di Coop Italia quale «Consorzio Nazionale delle Cooperative di consumatori».
Con la riorganizzazione avviata nel 1967 Coop Italia assunse la funzione di consorzio nazionale d'acquisto, incorporando i consorzi provinciali preesistenti e otto magazzini situati a Milano, Cremona, Novara, Bologna, Reggio Emilia, Firenze, Livorno e Pisa. La concentrazione della contrattazione rafforzò il potere negoziale delle cooperative aderenti e consentì di coordinare su scala nazionale anche le politiche commerciali, la pubblicità e lo sviluppo dei prodotti a marchio. Nel 1973 il fatturato del consorzio rappresentava il 57% del giro d'affari complessivo della cooperazione italiana di consumo.
Il modello fortemente centralizzato entrò tuttavia in discussione a partire dal 1975, anche in conseguenza delle difficoltà economiche attraversate da alcune delle maggiori cooperative. Il processo di decentramento culminò nel 1979 con il trasferimento alle cooperative territoriali di diversi magazzini: quelli di Anzola dell'Emilia e Reggio Emilia confluirono nel Consorzio interregionale delle cooperative di consumo, quello di Sesto Fiorentino passò a Unicoop Firenze e quello di Pontedera alle cooperative locali. Coop Italia cessò così di gestire direttamente gran parte della logistica, mantenendo il ruolo di centrale nazionale degli acquisti e di indirizzo per l'immagine, la pubblicità e i prodotti a marchio.
Nel giugno 1980, sotto la presidenza di Stefano Ferretti, Coop Italia trasferì la propria sede centrale a Bologna e costituì un nuovo consorzio per gli acquisti dei prodotti non alimentari, denominato Coop Italia no food, con sede a Sesto Fiorentino.
Nel 1983, durante la presidenza di Werter Bardini, venne lanciato lo slogan «La Coop sei tu, chi può darti di più», destinato a caratterizzare per lungo tempo la comunicazione dell'insegna. Nel 1985 il grafico olandese Bob Noorda realizzò un restyling del logotipo Coop disegnato originariamente da Albe Steiner, intervenendo in particolare sulle forme delle lettere C e P. Nel 1988 Vincenzo Tassinari venne eletto presidente di Coop Italia.
Nel 1998 Coop aderì allo standard internazionale di responsabilità sociale SA 8000, risultando la prima catena della distribuzione europea a conseguire la relativa certificazione.
Negli anni duemila proseguì il processo di concentrazione del sistema Coop, costituito da cooperative di consumatori giuridicamente e operativamente autonome ma coordinate a livello nazionale da Coop Italia e dall'ANCC-Coop. Nei primi anni 2010 il sistema comprendeva 103 cooperative, suddivise in 7 grandi, 8 medie e 88 piccole.
Un tentativo di espansione internazionale era stato avviato da Coop Consumatori Nordest attraverso la controllata croata Hipermarketi Coop d.o.o., che gestì quattro ipermercati a insegna Ipercoop in Croazia. Nel 2009 la gestione delle quattro strutture venne trasferita a Spar Hrvatska, appartenente al gruppo Spar Austria. Nello stesso anno venne inaugurato a Prato il nuovo polo logistico nazionale destinato ai prodotti non alimentari, subentrato alla precedente struttura di Sesto Fiorentino.
Nel 2011 il sistema Coop registrò vendite per 11,1 miliardi di euro e una quota del 19,4% del mercato italiano della grande distribuzione organizzata. La rete comprendeva 1 199 punti vendita in quindici regioni, 52 948 dipendenti e 8 169 033 soci.
In quegli anni il contratto collettivo nazionale della distribuzione cooperativa prevedeva ordinariamente un limite del 15% dell'organico di ciascuna unità produttiva per l'impiego di lavoratori a tempo determinato e consentiva, nelle cooperative con almeno 200 dipendenti, alle organizzazioni sindacali di richiedere un distacco sindacale retribuito.
Nel 2013 le sette grandi cooperative che controllavano Dico cedettero la catena discount al gruppo Tuo; contestualmente acquisirono 54 supermercati a insegna Despar, Eurospar e InGrande, concentrati soprattutto a Roma e nel Lazio. Nello stesso anno Vincenzo Tassinari lasciò la presidenza di Coop Italia dopo venticinque anni e gli subentrò Marco Pedroni.
Nel settembre 2014, nell'ambito degli impegni assunti dinanzi all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, venne disposto lo scioglimento di Centrale Italiana, la centrale d'acquisto alla quale partecipavano Coop, Despar, Il Gigante, Disco Verde e Sigma.
Dal gennaio 2015 Coop Italia aderì a Coopernic, centrale europea d'acquisto, segnando il passaggio da un sistema di alleanze prevalentemente nazionali a una collaborazione internazionale.
Il 1º gennaio 2016 divenne operativa Coop Alleanza 3.0, nata dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense. La nuova società riuniva circa 2,7 milioni di soci e oltre 22 000 dipendenti e, per numero di soci, risultava la maggiore cooperativa di consumatori europea. Nello stesso anno il sistema Coop contava 53 635 dipendenti e circa 8,5 milioni di soci.
Nel 2017 l'insegna Coop entrò per la prima volta in Calabria attraverso un accordo di master franchising tra Coop Alleanza 3.0 e il Gruppo AZ, inizialmente relativo a oltre trenta punti vendita della regione.
Nel giugno 2019 Maura Latini, direttore generale dal 2013, venne nominata amministratore delegato di Coop Italia, mentre Marco Pedroni fu confermato presidente.
Dal 1º febbraio 2020, attraverso un accordo di master franchising fra il consorzio Sardegna Più e Coop Consorzio Nord Ovest, l'insegna Coop venne introdotta anche in Sardegna mediante una licenza d'uso del marchio.
Nel 2022 Coop Alleanza 3.0 concluse un accordo di master franchising con il Gruppo Radenza per lo sviluppo dell'insegna in Sicilia. Il progetto interessò la rete diretta e affiliata del gruppo siciliano, fino ad allora prevalentemente a marchio CRAI, con il progressivo passaggio di circa 300 esercizi alle insegne Ipercoop, Superstore Coop, Coop e InCoop; nell'ambito dell'operazione Radenza acquisì inoltre dodici punti vendita precedentemente gestiti direttamente da Coop Alleanza 3.0 nell'isola.
Nel giugno 2023 venne ridefinita la governance delle strutture nazionali del sistema, separando maggiormente le funzioni di Coop Italia, concentrata sulla negoziazione commerciale, sul prodotto a marchio e sulla comunicazione, da quelle di ANCC-Coop, responsabile della rappresentanza e del coordinamento strategico delle cooperative. Maura Latini assunse la presidenza di Coop Italia, mentre Domenico Brisigotti venne nominato direttore generale; Marco Pedroni lasciò la presidenza del consorzio dopo dieci anni.
Il processo di concentrazione delle cooperative proseguì nel 2025: il 1º luglio Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia si fusero dando vita a Unicoop Etruria, con circa 780 000 soci, 5 800 dipendenti e oltre 170 punti vendita in Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo.
Nel giugno 2026 Domenico Brisigotti subentrò a Maura Latini come presidente di Coop Italia. Al termine del 2025 il sistema Coop comprendeva 67 cooperative di consumatori, con 6,2 milioni di soci, circa 58 000 dipendenti e 2 237 punti vendita distribuiti in 18 regioni; il giro d'affari complessivo ammontava a circa 17 miliardi di euro, dei quali oltre 15,1 miliardi riferibili alle attività della rete al dettaglio.
La base sociale del sistema Coop è costituita dai soci delle singole cooperative di consumatori. L'adesione comporta la sottoscrizione di una quota sociale e attribuisce al socio i diritti previsti dallo statuto della propria cooperativa; il socio diviene quindi proprietario, per la propria quota, della cooperativa alla quale aderisce, e non direttamente di Coop Italia.
Nel 2013 il sistema Coop comprendeva 105 cooperative di consumatori, suddivise in 9 grandi, 12 medie e 84 piccole cooperative, e contava complessivamente 8 169 033 soci, circa il 3% in più rispetto all'anno precedente. Nel 2016 la base sociale raggiunse circa 8,5 milioni di soci.
Le cooperative riservano ai propri soci iniziative e servizi specifici, tra cui promozioni sui prodotti, convenzioni e altre agevolazioni, oltre alla possibilità di partecipare alla vita sociale della cooperativa. Tra i servizi offerti da alcune cooperative rientra il prestito sociale, mediante il quale il socio può prestare somme di denaro alla propria cooperativa, secondo le condizioni stabilite dai relativi regolamenti, contribuendo al finanziamento delle sue attività e ricevendo una remunerazione sulle somme depositate.
Nel corso degli anni il numero delle cooperative si è ridotto anche in conseguenza dei processi di fusione e concentrazione che hanno interessato il sistema. Al termine del 2025 risultavano 67 cooperative di consumatori, alle quali aderivano complessivamente circa 6,2 milioni di soci.
Coop Italia è il consorzio nazionale delle cooperative di consumatori del sistema Coop. Per conto delle cooperative associate svolge funzioni relative alle strategie di marketing e comunicazione, alla negoziazione e agli acquisti con i fornitori e allo sviluppo e al controllo dei prodotti a marchio Coop. L'ANCC-Coop svolge invece funzioni di rappresentanza e coordinamento delle cooperative di consumatori.
Al termine del 2025 il sistema comprendeva 67 cooperative di consumatori, con circa 6,2 milioni di soci, 58 000 dipendenti e 2 237 punti vendita distribuiti in 18 regioni. Le sei grandi cooperative di consumatori sono Coop Alleanza 3.0, Coop Liguria, Coop Lombardia, Nova Coop, Unicoop Firenze e Unicoop Etruria.
Storicamente le cooperative aderenti sono state organizzate territorialmente nei distretti Nord Ovest, Adriatico e Tirrenico. La consistenza e la composizione dei distretti sono mutate nel tempo in seguito a fusioni, riorganizzazioni e accordi commerciali.
Nel Nord-Ovest le tre grandi cooperative sono Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop. Esse svolgono congiuntamente attraverso Coop Consorzio Nord Ovest alcune funzioni comuni, tra cui marketing, gestione dei magazzini e movimentazione delle merci, sistemi informativi e attività amministrative. La rete delle tre cooperative è presente in Liguria, Piemonte e Lombardia.
| Logo | Cooperativa | Principale area di presenza |
|---|---|---|
| Coop Liguria | Liguria; in Piemonte anche Ovada e Mondovì | |
| Coop Lombardia | Lombardia, nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia e Varese | |
| Nova Coop | Piemonte; in Lombardia anche Luino, Tradate e Castano Primo |
Accanto alle tre grandi cooperative sono state presenti negli elenchi del sistema diverse realtà cooperative locali. Tra quelle documentate figurano la Cooperativa Agricola Edificatrice di Arese, la cooperativa Italia di Lainate, fondata nel 1913, la Cooperativa Consumo Unione di Lipomo, la Coop di consumo unite di Mapello, Coop Mezzago e la Cooperativa di consumo lavoratori di Val Brembilla.
Il Distretto Adriatico riunisce cooperative di consumo dell'Italia nord-orientale, dell'Emilia-Romagna e dell'area adriatica; l'Associazione delle cooperative di consumatori del Distretto Adriatico continua a operare come struttura di coordinamento.
La maggiore cooperativa del distretto è Coop Alleanza 3.0, nata nel 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest. Nel 2026 la sua rete diretta opera in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia e Basilicata.
Tra le altre cooperative operanti nell'area figurano Coop Reno, Coop Casarsa e Coop Consumatori Alto Garda.
| Logo | Cooperativa | Presenza | Note |
|---|---|---|---|
| Coop Alleanza 3.0 | Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia e Basilicata | Nata nel 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest | |
| Coop Reno | Emilia-Romagna e Veneto | Nel 2024-2025 disponeva di 49 punti vendita nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Modena, Rovigo e Padova | |
| Coop Casarsa | Friuli-Venezia Giulia e Veneto | Dal 2025 aderisce al SAIT per la fornitura di prodotti e servizi, mantenendo la propria autonomia societaria | |
| Coop Consumatori Alto Garda | Provincia autonoma di Trento | Cooperativa aderente alle strutture di coordinamento del Distretto Adriatico |
Tra le cooperative locali documentate nell'area figurano inoltre la Cooperativa di Lamosano, Coop Consumatori Marostica, la Cooperativa di consumo di Torreano e Coop Villa Fastiggi.
Il SAIT, costituito dalle cooperative di consumo trentine, mantiene una propria autonomia organizzativa. Nel 1993 sottoscrisse con Coop Italia un accordo che gli attribuì l'esclusiva per la commercializzazione dei prodotti a marchio Coop in Trentino. Nel 2025 vi aderì anche Coop Casarsa come struttura associata per l'approvvigionamento di prodotti e servizi.
Nella Repubblica di San Marino, TitanCoop mantiene rapporti di collaborazione con Coop Italia e Coop Alleanza 3.0. La società cooperativa Centrale Adriatica, che in passato svolgeva funzioni commerciali e logistiche per il distretto, è stata successivamente incorporata in Coop Alleanza 3.0.
L'associazione Distretto Coop Tirrenico rappresenta le cooperative di consumo aderenti a Legacoop con sede in Toscana, Umbria e Lazio. Nel settembre 2026 comprendeva 42 cooperative, con circa 1,9 milioni di soci e quasi 14 000 dipendenti.
Le due grandi cooperative del distretto sono Unicoop Firenze e Unicoop Etruria. Quest'ultima è nata il 1º luglio 2025 dalla fusione di Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia e opera in Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. Unicoop Firenze, dopo l'acquisizione nel 2025 di sedici punti vendita precedentemente appartenenti a Unicoop Tirreno nelle province di Lucca, Livorno e Massa-Carrara e la successiva integrazione della rete, opera in nove province toscane.
| Logo | Cooperativa | Presenza | Note |
|---|---|---|---|
| Unicoop Firenze | Toscana | Presente in nove province toscane | |
| Unicoop Etruria | Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo | Nata nel 2025 dalla fusione di Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia | |
| Coop Unione Amiatina | Toscana e Lazio | Rappresentata negli organi del Distretto Coop Tirrenico | |
| Coop Alta Toscana | Province di Prato e Pistoia | Nata il 1º gennaio 2025 dalla fusione tra Coop Bisenzio Ombrone e Unicoop Montagna Pistoiese |
Tra le cooperative locali rappresentate negli organismi del Distretto Tirrenico figurano, tra le altre, Coop Unione Amiatina, Coop Alta Toscana, la Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti, Coop Mercatale, la Cooperativa operaia di consumo di Larciano, la Cooperativa di consumo del popolo di Levane e Coop Minatori Cavriglia. La presenza di numerose cooperative di piccole dimensioni costituisce una caratteristica storica della cooperazione di consumo toscana.
Tra le realtà locali documentate figurano:
Negli elenchi precedenti era riportata separatamente anche la Cooperativa L'Unione di Vergaio. Nel 2026 il punto vendita Coop di Vergaio fa parte della rete di Coop Alta Toscana.
La presenza cooperativa direttamente collegata a Coop Italia in Sardegna è rappresentata dalla Cooperativa Allevatrici Sarde (CAS), fondata nel 1962 e inserita nel sistema Coop dal 2010. Nel 2026 la cooperativa dichiarava 31 punti vendita nelle province di Oristano e Nuoro.
A questa presenza si affianca una distinta rete commerciale in master franchising gestita da Sardegna Più.
L'espansione dell'insegna Coop in alcune regioni non avviene attraverso cooperative di consumatori associate a Coop Italia, ma mediante accordi di master franchising o di licenza del marchio conclusi con operatori commerciali locali. Tali soggetti non vanno pertanto confusi con le cooperative che compongono il consorzio.
| Territorio | Operatore | Rapporto con il sistema Coop |
|---|---|---|
| Calabria | Gruppo AZ S.p.A. | Accordo di master franchising con Coop Alleanza 3.0 avviato nel 2017. Nel 2026 la rete comprendeva 62 punti vendita, diretti e affiliati, nelle cinque province calabresi. |
| Puglia e Basilicata | Tatò Paride S.p.A. | Master franchising con Coop Alleanza 3.0 dal 2019, attraverso la rete Coop Master Alleanza 3.0 Centro Sud. |
| Campania | Le Due Sicilie S.r.l. | Società costituita nel 2020 da Tatò Paride, Gruppo Baiano e Fratelli Miccio per lo sviluppo dell'insegna Coop in Campania mediante master franchising con Coop Alleanza 3.0. |
| Sicilia | Gruppo Radenza / FDM | Accordo di master franchising con Coop Alleanza 3.0 sottoscritto nel 2021 e operativo dal 2022, comprendente la rete diretta e affiliata del gruppo siciliano. |
| Sardegna | Sardegna Più S.r.l. | Master franchisee dell'insegna Master Coop; l'accordo con Coop Consorzio Nord Ovest è operativo dal 1º febbraio 2020. |
La rete di vendita a insegna Coop non è gestita direttamente da Coop Italia, ma dalle singole cooperative di consumatori, giuridicamente autonome, e, in alcuni territori, da operatori commerciali legati al sistema attraverso accordi di affiliazione, licenza o franchising. Coop Italia svolge invece, per conto delle cooperative associate, funzioni nazionali relative alla negoziazione con i fornitori, al marketing, alla comunicazione e allo sviluppo dei prodotti a marchio.
Le denominazioni dei punti vendita e la loro articolazione variano parzialmente tra le diverse cooperative. Tra i principali formati utilizzati figurano:
Alcune cooperative adottano inoltre ulteriori denominazioni commerciali. Unicoop Firenze utilizza l'insegna Coop.fi per la propria rete di vendita, mentre nella rete di Coop Alleanza 3.0 sono presenti, accanto alle insegne Coop e Ipercoop, anche punti vendita Superstore Coop ed Extracoop.
L'utilizzo delle diverse insegne non corrisponde a una classificazione nazionale rigidamente determinata dalla superficie di vendita: le caratteristiche dei formati, gli assortimenti e i servizi sono definiti dalle cooperative in funzione delle rispettive reti e dei mercati territoriali.
Tra i formati sperimentali sviluppati dal sistema figura Fiorfood, aperto nel 2015 da Nova Coop nella Galleria San Federico di Torino. Il punto vendita occupa circa 1 300 m² e riunisce nello stesso spazio supermercato, caffè, bistrot e ristorante; nel 2026, in occasione del decimo anniversario dell'attività, Nova Coop continuava a definirlo il proprio concept store nel centro cittadino.
La distribuzione geografica della rete è mutata sensibilmente nel corso del tempo in seguito alle fusioni tra cooperative, alle acquisizioni e dismissioni di punti vendita e allo sviluppo di reti in franchising. Al termine del 2025 il sistema Coop comprendeva complessivamente 2 237 punti vendita distribuiti in 18 regioni italiane.
La presenza diretta delle cooperative principali è concentrata soprattutto nell'Italia settentrionale e centrale, mentre in diverse regioni meridionali e insulari l'insegna è presente anche attraverso accordi di master franchising e di licenza, descritti nella sezione sull'organizzazione del sistema. La rete comprende inoltre realtà cooperative locali e punti vendita affiliati, per cui il numero degli esercizi riconducibili all'insegna Coop non coincide con il numero dei soli supermercati gestiti direttamente dalle grandi cooperative.
Una precedente fotografia della rete, pubblicata dal portale aziendale nel 2015, riportava una distribuzione regionale dei punti vendita antecedente alle successive fusioni e all'espansione delle reti in franchising.
Diverse cooperative affiancano alla rete fisica servizi di commercio elettronico che consentono, a seconda del territorio, la consegna della spesa a domicilio oppure il ritiro presso il punto vendita, aree drive o armadietti refrigerati.
| Servizio | Cooperativa o struttura di riferimento | Modalità | Avvio |
|---|---|---|---|
| EasyCoop | Coop Alleanza 3.0 | Ordine tramite sito o applicazione e consegna a domicilio; in alcune aree sono disponibili anche modalità di ritiro | 2017 |
| CoopShop | Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop | Consegna a domicilio (Coop a Casa), ritiro in auto (Coop Drive) e ritiro tramite Coop Locker; in alcune località è disponibile anche il servizio Coop On Board | 2020 |
| Coop a Casa | Unicoop Etruria | Consegna a domicilio oppure ritiro della spesa presso il punto vendita selezionato | — |
| Prenota la Spesa | Unicoop Firenze | Consegna a domicilio oppure ritiro presso i punti vendita Coop.fi abilitati | — |
EasyCoop è il servizio di spesa online di Coop Alleanza 3.0 ed è disponibile tramite sito e applicazione mobile. CoopShop è invece gestito nell'ambito di Coop Consorzio Nord Ovest e serve le reti di Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop; oltre alla consegna domestica consente, nei punti abilitati, il ritiro tramite Drive o Locker. Il servizio Coop a Casa di Unicoop Etruria permette analogamente di scegliere fra consegna a domicilio e ritiro in negozio. Unicoop Firenze offre le medesime modalità attraverso il servizio Prenota la Spesa.
Costi di consegna, importi minimi degli ordini, sistemi di pagamento e territori coperti non sono uniformi a livello nazionale, ma dipendono dal servizio, dal punto vendita e dall'indirizzo di consegna.

Lo sviluppo dei prodotti a marchio Coop costituisce una delle principali attività attribuite a Coop Italia dalle cooperative associate: il consorzio ne cura l'innovazione e ne controlla qualità e sicurezza. Al termine del 2025 l'assortimento complessivo superava le 7 000 referenze; i prodotti a marchio rappresentavano inoltre oltre il 40% delle vendite a volume del sistema Coop.
L'offerta è articolata in una linea generale a marchio Coop e in numerose gamme specializzate. Nel catalogo nazionale del 2026 figurano, tra le altre:
La composizione delle linee è stata modificata più volte nel tempo. Con il programma di rinnovamento avviato nei primi anni 2020, Coop ha ampliato e riorganizzato l'assortimento, introducendo nuove gamme e modificando il posizionamento di quelle preesistenti. Per questo motivo denominazioni precedentemente utilizzate, quali Coop&GO, Club 4-10 e Crescendo Baby e Kids, non corrispondono più necessariamente all'attuale articolazione del catalogo.
Coop Italia effettua controlli sulle materie prime, sui fornitori e sui prodotti finiti e dispone di proprie attività di laboratorio per la verifica della sicurezza, della qualità e dell'autenticità dei prodotti a marchio. Nel laboratorio vengono impiegate anche tecniche analitiche volte a verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato in etichetta e le caratteristiche effettive di prodotti quali olio, vino e miele.
L'attività di controllo del prodotto a marchio era già documentata nelle precedenti politiche di sicurezza di Coop Italia.
Accanto alla distribuzione alimentare, nel corso del tempo il sistema Coop ha sviluppato attività in diversi settori. Tali iniziative non fanno necessariamente capo a Coop Italia: alcune sono gestite direttamente dal consorzio nazionale, mentre altre appartengono alle singole cooperative di consumatori o a società da queste partecipate.
Nell'ottobre 2013 venne avviato Coop Online, portale nazionale dedicato al commercio elettronico di prodotti non alimentari e di proprietà di Coop Italia. Alla piattaforma partecipavano, al momento della cessazione del servizio, Coop Alleanza 3.0, Coop Liguria, Coop Lombardia, Nova Coop, Unicoop Tirreno e Coop Reno. L'attività di vendita fu definitivamente sospesa il 31 dicembre 2023, dopo dieci anni di esercizio, con la decisione di concentrare l'offerta non alimentare sulla rete dei negozi fisici.
Nel 2009 venne introdotto il marchio Enercoop per la distribuzione di carburanti, inizialmente attraverso una collaborazione fra Energy Group, società del gruppo cooperativo CCPL, e alcune cooperative di consumatori. Il marchio continua a essere utilizzato da alcune cooperative: nel 2025, ad esempio, Nova Coop gestiva sei stazioni Enercoop in Piemonte, situate ad Asti, Biella, Cuneo, Domodossola, Pinerolo e Vercelli. La gestione delle stazioni di servizio dipende dalle singole cooperative e non costituisce pertanto un'attività diretta di Coop Italia.
A seguito della liberalizzazione della vendita dei farmaci senza obbligo di prescrizione, dal 2006 diverse cooperative hanno aperto all'interno dei propri punti vendita i corner Coop Salute, presidiati da farmacisti e destinati alla vendita di farmaci da banco, medicinali senza obbligo di ricetta e prodotti parafarmaceutici. Nel 2022 il sistema comprendeva 151 corner Coop Salute, ai quali si aggiungevano numerosi punti vendita con assortimenti di parafarmacia a libero servizio.
In passato alcune cooperative furono attive anche nella gestione diretta di farmacie comunali attraverso Pharmacoop S.p.A.. Nel luglio 2019 Coop Alleanza 3.0 e Coop Lombardia cedettero ad Admenta Italia l'intera partecipazione in Pharmacoop e nelle società da essa controllate, ponendo fine alla gestione diretta delle farmacie da parte delle due cooperative.
Nel 2006 venne costituita Librerie.Coop, catena libraria promossa nell'ambito della cooperazione di consumo e successivamente divenuta di proprietà di Coop Alleanza 3.0. La rete comprende librerie tradizionali, punti vendita nei centri commerciali e spazi librari integrati nei supermercati e ipermercati della cooperativa.
Le cooperative di consumatori hanno operato anche nel settore turistico attraverso società e marchi dedicati. Tra questi, il principale fu Robintur Travel Group, controllato da Coop Alleanza 3.0. Nel giugno 2022 la cooperativa cedette il 100% di Robintur al gruppo Gattinoni; l'operazione comprendeva anche le società controllate BTExpert, EgoCentro, Conero Viaggi, Robintur Travel Partner, Via con Noi, Cherry For Fun e Orchidea Viaggi. La cessione segnò quindi l'uscita di Coop Alleanza 3.0 dalla gestione diretta del gruppo turistico, pur mantenendo accordi commerciali destinati ai soci Coop.
Coop Lombardia controlla Brico io S.p.A., società attiva nella distribuzione di prodotti per il fai da te, la casa e il giardino. Nel 2025 la società risultava ancora controllata integralmente dalla cooperativa lombarda. Non è invece più attuale l'indicazione secondo la quale Unicoop Firenze controllerebbe congiuntamente la rete italiana di OBI: la rete nazionale fa oggi capo a OBI Italia S.r.l.
Diverse cooperative di consumatori partecipano al capitale di Simgest S.p.A., società di intermediazione mobiliare costituita nel 1991. Tra gli azionisti figurano Coop Alleanza 3.0, Coop Lombardia, Coop Liguria, Nova Coop, Unicoop Firenze e altre cooperative. La società ha progressivamente abbandonato l'offerta al pubblico retail e svolge prevalentemente servizi d'investimento per cooperative, imprese ed enti classificati come clienti professionali.
Le cooperative di consumo detengono inoltre direttamente partecipazioni significative in Unipol Gruppo. Al 9 giugno 2026 Coop Alleanza 3.0 possedeva il 23,48% del capitale, Nova Coop il 6,82% e Coop Liguria il 3,57%; Coop Lombardia deteneva inoltre il 2,64%, con diritti di voto superiori al 3%. Non è pertanto più corretta la precedente rappresentazione secondo la quale il controllo del gruppo Unipol sarebbe esercitato indirettamente dalle cooperative esclusivamente attraverso Finsoe.
Il sistema Coop opera nel settore della telefonia mobile attraverso CoopVoce, attivo dal 2007 e primo operatore mobile virtuale ad avere avviato il servizio commerciale in Italia. L'attività ebbe inizio il 1º giugno 2007 utilizzando inizialmente la rete TIM. Nel 2025 CoopVoce contava circa 2,3 milioni di clienti e avviò il trasferimento delle utenze sulla rete Vodafone, scelta come nuovo partner esclusivo di rete.
Nel 2015 Coop Adriatica avviò la commercializzazione di forniture domestiche di energia elettrica e gas attraverso la società Adriatica Luce Gas, successivamente divenuta Alleanza Luce & Gas. La società opera con il marchio Accendi luce & gas. Nel 2024 la compagine societaria venne riorganizzata con l'ingresso nel capitale del gruppo Energia Pulita; nel 2026 la società continuava a operare come partecipata di Coop Alleanza 3.0.
Nel 2015 venne costituita Coop Italian Food S.p.A., struttura internazionale di Coop Italia dedicata alla commercializzazione all'estero di prodotti alimentari italiani e allo sviluppo di programmi di approvvigionamento per operatori internazionali. La società opera attraverso una rete di produttori italiani e presta attività di selezione, approvvigionamento e controllo dei prodotti destinati ai mercati esteri.
Una delle principali attività sociali del sistema è l'educazione al consumo consapevole. Attraverso il programma SapereCoop le cooperative organizzano gratuitamente, in collaborazione con le scuole, percorsi rivolti agli studenti sui temi dell'alimentazione, dei consumi, dell'ambiente, della sostenibilità e della cittadinanza. Le attività vengono realizzate dalle singole cooperative nei punti vendita, nelle scuole o in altri spazi didattici.
Nel 2006 Coop figurò tra i vincitori del GreenLight Partner Award della Commissione europea, programma volto a promuovere l'efficienza energetica degli impianti di illuminazione.
Tra le iniziative culturali sviluppate dalle cooperative figura Seminar libri, progetto di bookcrossing nato nel 2003 dalla collaborazione tra Coop Adriatica e la Provincia di Ravenna. L'iniziativa è proseguita con Coop Alleanza 3.0 e interessa quasi cento punti vendita, nei quali soci e clienti possono prelevare e scambiare gratuitamente i volumi messi a disposizione.
Coop Italia ha inoltre sviluppato politiche relative al benessere animale nelle filiere dei prodotti a marchio. Tra le iniziative adottate figurano l'esclusione delle uova provenienti da galline allevate in gabbia e, dal 2012, del foie gras dalla vendita. Nel 2017 è stato inoltre avviato il programma Alleviamo la salute, volto a ridurre l'impiego di antibiotici nelle filiere zootecniche dei prodotti Coop e a migliorare le condizioni di allevamento.
Per tali politiche Compassion in World Farming assegnò a Coop Italia il Good Egg Award nel 2010, il Good Chicken Award nel 2011 e l'European Leader Award nel 2012. Nel 2015 l'organizzazione ritirò tuttavia il Good Chicken Award, dopo che Coop Italia rinunciò all'impegno relativo alla riduzione della densità di allevamento dei polli; il Good Egg Award è invece tuttora indicato da Compassion in World Farming come riferito a una politica in essere.
Il sistema Coop pubblica diverse testate destinate prevalentemente ai soci delle cooperative di consumatori.
Consumatori è il periodico comune a diverse cooperative, tra cui Coop Alleanza 3.0, Coop Liguria, Coop Lombardia, Nova Coop e Coop Reno. Il primo numero della rivista risale al 1983; oltre all'edizione cartacea, la testata dispone di un'edizione online dedicata a consumi, alimentazione, salute, cultura, sostenibilità e attività delle singole cooperative.
Informatore è il periodico destinato ai soci di Unicoop Firenze. La testata fu registrata nel 1963 come L'Informatore della Cooperativa del popolo di Empoli e, dopo la costituzione di Unicoop Firenze nel 1973, divenne progressivamente il periodico della nuova cooperativa.
Nuovo Consumo era la rivista dei soci di Unicoop Tirreno; dopo la nascita di Unicoop Etruria nel 2025 è divenuta il mensile gratuito destinato ai soci della nuova cooperativa.
Territori.Coop fu un progetto editoriale, sviluppato originariamente da Centrale Adriatica, dedicato alle produzioni agroalimentari regionali, alle filiere e ai produttori locali. Il portale comprendeva sezioni dedicate alla sostenibilità, al benessere, alla cultura gastronomica, agli eventi enogastronomici e, in occasione dell'Expo 2015, una sezione dedicata alla manifestazione. Il progetto ricevette nel 2011 l'Ethic Award di Gdoweek e il Premio all'innovazione amica dell'ambiente di Legambiente.
InformaCoop è una trasmissione televisiva settimanale prodotta da Unicoop Firenze e diffusa attraverso alcune emittenti regionali toscane, tra cui RTV38, Italia 7 e Toscana TV, oltre che tramite i canali digitali della cooperativa.
Le prime confezioni dei prodotti della cooperazione di consumo utilizzavano già nel secondo dopoguerra la denominazione «Coop», inizialmente resa mediante un logotipo corsivo. All'inizio degli anni 1960 Albe Steiner elaborò una nuova identità visiva, costruendo il logotipo a partire dall'alfabeto universale di Herbert Bayer e riducendo quasi completamente la distanza fra le quattro lettere, in modo da rappresentare graficamente il concetto di cooperazione. Le fonti non sono tuttavia concordi sulla datazione: la ricostruzione istituzionale di Coop colloca la nascita del primo marchio moderno nel 1960, mentre la documentazione relativa all'archivio di Albe e Lica Steiner riferisce al 1963 il marchio utilizzato in occasione dell'apertura del supermercato Coop di Reggio Emilia.
Nel 1985 Bob Noorda ne realizzò il restyling, mantenendo l'impostazione originaria ma modificando lo spessore dei tratti e uniformando il taglio obliquo delle lettere «C» e «P». La revisione fu realizzata d'intesa con Lica Steiner e diede origine alla versione del logotipo rimasta sostanzialmente in uso negli anni successivi.
Logotipi tipograficamente simili sono stati utilizzati anche da altre organizzazioni cooperative europee non appartenenti al sistema italiano. La Coop Svizzera, organizzazione societariamente distinta da Coop Italia, adottò l'attuale logotipo di colore arancione nell'ambito della riorganizzazione entrata in vigore nel 2001. Un logotipo affine di colore azzurro fu utilizzato anche da Coop Norden, società comune delle organizzazioni cooperative di Danimarca, Norvegia e Svezia, costituita nel 2002 e sciolta nel 2007.
L'utilizzo del marchio Coop da parte del SAIT è invece regolato da uno specifico rapporto con Coop Italia. Nel 1993 i due consorzi conclusero un accordo che attribuì al SAIT l'esclusiva della commercializzazione dei prodotti a marchio Coop in Trentino.
Coop iniziò a utilizzare sistematicamente la televisione come mezzo pubblicitario nei primi anni 1970. Le prime campagne televisive furono affidate al regista e autore Ugo Gregoretti, che realizzò una serie di spot incentrati sulle origini popolari e cooperative del movimento, utilizzando tra l'altro l'immagine delle mondine.
Durante gli anni 1980 e 1990 le campagne pubblicitarie fecero crescente ricorso a personaggi dello spettacolo. Nel 1985 Peter Falk comparve negli spot nei panni del Tenente Colombo, personaggio da lui interpretato nella serie televisiva omonima. Nel 1991 Woody Allen scrisse e interpretò cinque spot televisivi realizzati per Coop.
Nel 2010 Luciana Littizzetto divenne uno dei principali volti delle campagne televisive Coop, partecipando anche a iniziative di comunicazione dedicate al consumo responsabile, alla tutela ambientale e ai prodotti a marchio.
Negli anni successivi la comunicazione si è progressivamente estesa ai canali digitali e ai social network, attraverso collaborazioni con diversi artisti e personaggi dello spettacolo. Nel 2022, nell'ambito della campagna di lancio di nuove linee di prodotti a marchio, Aldo, Giovanni e Giacomo furono protagonisti di contenuti promozionali dedicati alla linea per l'aperitivo; nello stesso progetto furono coinvolti anche esponenti dei The Jackal e il collettivo Casa Surace.
In occasione dell'Expo Milano 2015, Coop fu nominata Official Food Distribution Premium Partner dell'esposizione universale. Nell'ambito della partnership, del valore complessivo di circa 15 milioni di euro, Coop partecipò alla realizzazione e alla gestione del Future Food District, una delle aree tematiche dell'Expo, all'interno della quale sviluppò il cosiddetto «Supermercato del futuro».
Il progetto sperimentava tecnologie digitali per fornire ai visitatori informazioni sulla provenienza, sulle caratteristiche e sulla filiera dei prodotti, inserendole in una rappresentazione del punto vendita alimentare del futuro.
Coop partecipò inoltre alla distribuzione dei biglietti dell'esposizione attraverso la propria rete di supermercati e i canali online. Ai soci delle cooperative aderenti fu riconosciuta una riduzione del 30% sul prezzo dei biglietti acquistati attraverso il circuito Coop.
Nel corso della propria attività Coop Italia e alcune strutture del sistema Coop hanno ricevuto riconoscimenti in materia di responsabilità sociale, sostenibilità ambientale, benessere animale e innovazione.
Nel dicembre 1998 Coop Italia ottenne la certificazione SA8000 relativa alla responsabilità sociale nella propria filiera del prodotto a marchio, risultando la prima impresa italiana ed europea e l'ottava al mondo a conseguire la certificazione. La certificazione è stata successivamente mantenuta e applicata nell'ambito dei controlli sui fornitori dei prodotti a marchio Coop.
Nel 2006 Coop ricevette dalla Commissione europea il GreenLight Partner Award, nell'ambito del programma comunitario GreenLight dedicato all'efficienza energetica degli impianti di illuminazione. Nei primi cinque anni di adesione al programma furono effettuati 135 interventi, ai quali venne attribuito un risparmio energetico di circa 20 400 MWh annui. Coop aveva aderito volontariamente al programma nel 2001, risultando tra i primi grandi operatori europei della distribuzione a parteciparvi.
Le politiche adottate da Coop Italia in materia di benessere animale ottennero diversi riconoscimenti da Compassion in World Farming. Nel 2010 le fu assegnato il Good Egg Award per l'impegno a escludere dalla vendita le uova provenienti da galline allevate in gabbia; nel 2011 ricevette il Good Chicken Award per gli impegni relativi alle condizioni di allevamento dei polli e nel 2012 l'European Leader Award. Il Good Chicken Award fu tuttavia ritirato nel 2015, dopo che Coop Italia rinunciò all'impegno di mantenere la densità di allevamento dei polli entro il limite previsto dai criteri del premio; l'impegno relativo al Good Egg Award risulta invece ancora riconosciuto dall'organizzazione.
Nel 2011 il progetto Territori.Coop, promosso da Centrale Adriatica per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali e delle relative filiere, ricevette due riconoscimenti. Nell'ambito dell'Ethic Award di Gdoweek si aggiudicò il premio nella categoria «Retailer locale e territorio-comunità», mentre Legambiente lo incluse tra i progetti premiati nell'undicesima edizione del Premio Innovazione Amica dell'Ambiente.
Nel 2007 Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, pubblicò il libro Falce e carrello, nel quale formulò una serie di critiche nei confronti del sistema delle cooperative di consumo. Tra le questioni sollevate vi erano il trattamento fiscale riservato alle società cooperative, i rapporti tra alcune cooperative e le amministrazioni locali e gli ostacoli che, secondo Caprotti, Esselunga avrebbe incontrato nell'apertura di nuovi punti vendita in alcune regioni dell'Italia centro-settentrionale.
La pubblicazione diede origine a diversi procedimenti giudiziari promossi separatamente da Coop Italia e da alcune cooperative del sistema, con esiti differenti. Nel 2010 e nel 2011 furono pronunciate alcune decisioni favorevoli a Caprotti ed Esselunga nei procedimenti promossi dalle singole cooperative.
In un distinto procedimento promosso da Coop Italia, il 16 settembre 2011 il Tribunale di Milano ritenne che la diffusione del libro costituisse concorrenza sleale per denigrazione e condannò Esselunga e gli altri convenuti al pagamento di 300 000 euro a titolo di risarcimento, disponendo inoltre il ritiro del volume dal commercio. Nel dicembre successivo la Corte d'appello di Milano sospese tuttavia l'esecutività della sentenza, compresi il ritiro del libro e il risarcimento, ritenendo che il divieto di pubblicazione producesse effetti assimilabili a un sequestro della stampa.
Il contenzioso proseguì negli anni successivi. Il 31 ottobre 2016 la Corte di cassazione respinse i ricorsi presentati da Coop Italia e Coop Adriatica, rendendo definitive le pronunce della Corte d'appello di Milano che avevano rigettato le rispettive domande nei confronti di Esselunga. La Corte accolse invece il ricorso di Coop Estense e del suo presidente Mario Zucchelli, cassando la precedente decisione e rinviando la causa alla Corte d'appello di Milano per un nuovo esame. Nel giudizio di rinvio la Corte d'appello di Milano, con sentenza del 5 marzo 2019, riconobbe un risarcimento per il danno alla reputazione subito da Zucchelli in relazione ad alcune affermazioni contenute nel libro.
Separatamente dai procedimenti relativi al libro, nel febbraio 2011 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato avviò un'istruttoria nei confronti di Coop Estense per verificare se la cooperativa avesse ostacolato l'ingresso di Esselunga nei mercati dei supermercati e degli ipermercati della provincia di Modena.
Con provvedimento del 6 giugno 2012 l'Autorità accertò un abuso di posizione dominante, ritenendo che fra il 2001 e il 2009 Coop Estense avesse adottato una strategia volta a ostacolare o ritardare l'apertura di punti vendita Esselunga a Modena e Vignola. Alla cooperativa fu applicata una sanzione di 4,6 milioni di euro e fu imposto di adottare iniziative volte a rimuovere gli effetti della condotta accertata. Una parallela istruttoria nei confronti di Unicoop Tirreno, relativa alla provincia di Livorno, fu invece chiusa senza accertamento di infrazione per insufficienza delle prove.
Nel 2013 il TAR del Lazio annullò il provvedimento sanzionatorio nei confronti di Coop Estense. L'8 aprile 2014 il Consiglio di Stato accolse tuttavia gli appelli dell'Autorità e di Esselunga, riformò la decisione del TAR e confermò l'accertamento dell'abuso e la relativa sanzione.
Il regime fiscale applicabile alle società cooperative è stato a lungo oggetto di confronto tra il movimento cooperativo e alcune imprese concorrenti della grande distribuzione. Nel 2006 Federdistribuzione presentò alla Commissione europea un esposto nel quale sosteneva che alcuni benefici fiscali riconosciuti alle cooperative potessero determinare distorsioni della concorrenza. Nel giugno 2008 i servizi della Commissione chiesero al Governo italiano chiarimenti sul trattamento tributario delle cooperative di maggiori dimensioni.
La questione delle agevolazioni fiscali alle cooperative fu affrontata anche dalla Corte di giustizia dell'Unione europea nella sentenza dell'8 settembre 2011 nelle cause riunite C-78/08, C-79/08 e C-80/08, che non riguardavano direttamente Coop Italia. La Corte stabilì che le agevolazioni fiscali concesse alle cooperative possono costituire aiuti di Stato soltanto quando ricorrano concretamente tutti i requisiti previsti dal diritto dell'Unione, demandando al giudice nazionale la verifica, tra l'altro, della comparabilità tra cooperative e società lucrative e della coerenza delle agevolazioni con la struttura del sistema tributario.
Nel contesto dello scontro concorrenziale fra i principali operatori della grande distribuzione si inserì anche una vicenda relativa a ESD Italia, centrale d'acquisto alla quale aderiva Esselunga. Con sentenza del 21 giugno 2007 il Tribunale di Milano condannò in primo grado tre dirigenti della centrale per avere utilizzato informazioni commerciali riservate di Coop Italia al fine di ottenere dai fornitori condizioni commerciali analoghe a quelle praticate alla concorrente.
A seguito della decisione Coop Italia annunciò l'intenzione di promuovere un'azione civile contro ESD chiedendo un risarcimento quantificato in circa 300 milioni di euro. La vicenda fu richiamata da Coop anche nella risposta pubblica alle accuse contenute in Falce e carrello.
La consistenza degli investimenti finanziari delle maggiori cooperative di consumo fu oggetto di attenzione pubblica soprattutto nella prima metà degli anni 2010. Secondo uno studio di R&S Mediobanca sui bilanci delle undici principali cooperative, nel 2013 il saldo della gestione finanziaria risultò positivo per 210 milioni di euro, a fronte di un margine della gestione industriale pari a 47,1 milioni. Nel periodo 2009-2013 la gestione industriale delle cooperative considerate produsse complessivamente margini positivi per 249 milioni di euro, mentre il saldo della gestione finanziaria fu pari a 889 milioni; nello stesso periodo furono tuttavia registrate anche svalutazioni di titoli e partecipazioni per oltre 700 milioni.
I dati riguardavano l'aggregato delle maggiori cooperative di consumatori e non il bilancio della sola Coop Italia; il loro peso contribuì tuttavia al dibattito sulla funzione degli investimenti finanziari e sull'utilizzo delle risorse raccolte attraverso il prestito sociale.
Il prestito sociale è una forma di finanziamento mediante la quale i soci prestano somme alla propria cooperativa. Non costituisce un deposito bancario: l'articolo 11 del Testo unico bancario consente, entro i limiti stabiliti dalla normativa, la raccolta presso i soci da parte delle cooperative senza che questa venga qualificata come raccolta del risparmio tra il pubblico.
Nel 2016 la raccolta complessiva attraverso i libretti di prestito sociale delle grandi cooperative di consumo veniva stimata in circa 11,3 miliardi di euro, riconducibili a circa 1,3 milioni di soci prestatori. Per dimensioni, la raccolta fu talvolta paragonata dalla stampa a quella di un istituto bancario di medie dimensioni; la natura giuridica dei due strumenti rimane tuttavia distinta.
A differenza dei depositi bancari, i prestiti sociali non sono coperti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi: il socio prestatore è creditore della cooperativa e il rimborso dipende dalla sua capacità patrimoniale e dalle eventuali ulteriori garanzie previste. Nel 2016 la trasmissione televisiva Report dedicò un'inchiesta al tema, discutendo in particolare le differenze fra prestito sociale e raccolta bancaria e il livello di tutela riconosciuto ai soci prestatori.
Il dibattito acquistò particolare rilievo dopo le crisi di alcune cooperative. Nel caso delle Cooperative Operaie di Trieste Istria e Friuli, entrate in crisi nel 2014, fu presentato un esposto nel quale veniva ipotizzato l'esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio tra il pubblico.
La disciplina fu successivamente rafforzata dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205. La legge stabilisce che le somme raccolte mediante prestito sociale debbano essere utilizzate in operazioni strettamente funzionali all'oggetto o allo scopo sociale della cooperativa e prevede, a regime, un limite complessivo pari al triplo del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio approvato. Per le cooperative il cui indebitamento verso i soci superi 300 000 euro e sia superiore al patrimonio netto sono inoltre previste forme di garanzia fino al 30% della raccolta, secondo la disciplina attuativa prevista dalla legge.
La legge demandò al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio l'adozione di una nuova disciplina attuativa. Alla fine del 2025 tale specifica deliberazione risultava ancora non emanata; le cooperative continuavano pertanto a fare riferimento anche alla deliberazione CICR del 19 luglio 2005 e alle disposizioni della Banca d'Italia applicabili alla raccolta da parte di soggetti diversi dalle banche. La vigilanza sugli enti cooperativi compete al Ministero delle imprese e del made in Italy; per le questioni relative al prestito sociale la legge del 2017 ha inoltre previsto la partecipazione di un rappresentante della Banca d'Italia al comitato della Commissione centrale per le cooperative.
Le condizioni concrete di rimborso dipendono dai regolamenti delle singole cooperative. In passato, ad esempio, il regolamento di Unicoop Tirreno prevedeva per alcune operazioni un preavviso minimo di 24 o 48 ore.
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