Lentibulariaceae

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Lentibulariaceae
Pinguicula agnata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaLentibulariaceae
Rich., 1808
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineScrophulariales
FamigliaLentibulariaceae
Generi

Lentibulariaceae Rich., 1808 è una famiglia di piante angiosperme carnivore, appartenente all'ordine delle Lamiales.

Etimologia

Il nome della famiglia deriva da un suo genere tipo Lentibularia, ora soppresso, la cui etimologia (incerta) deriva dalla parola "lenticolare" che di solito si riferisce alle vesciche a forma di lenticchia di alcune piante del genere. Il nome scientifico della famiglia è stato definito dal botanico francese Louis-Claude Marie Richard (Versailles, 4 ottobre 1754 – Parigi, 7 giugno 1821) nella pubblicazione "Fl. Paris. (Flora Parisiensis) [Poiteau & Turpin] 1: 23 (ed. fol.), 26 (ed. qto.)" del 1808. Il botanico John Kunkel Small propose come nome della famiglia Pinguiculariaceae (da Pinguicola L. genere assai rappresentativo della famiglia). Proposta non accettata dalla maggioranza dei botanici.

Descrizione

Portamento

Il portamento
Pinguicula alpina

La famiglia comprende piante erbacee, annuali o perenni, sia terrestri, che epifita, che acquatiche. In prevalenza sono insettivore (carnivore), provviste di peli vischiosi, mucillaginosi o vescicole; alcune sono prive di radici (Genlisea e Utricularia - nel primo genere le radici sono state sostituite da foglie modificate, nel secondo da stoloni) a causa del loro habitat nell'acqua. Spesso crescono tra i muschi. In alcune specie il sistema vascolare è ridotto. Nei tessuti di queste piante sono presenti sostanze idroidi. I peli sono sessili o stipitati e capitato-ghiandolari. Alcune specie di Utricularia non presentano alcuna chiara distinzione tra steli, radici e foglie.

Foglie

Le foglie
Genlisea aurea

La disposizione delle foglie è alterna o verticillata o spiralata, sia in forme radicali che cauline. La lamina può essere intera (peltata, ovale o lanceolata) o divisa variamente (in numerosi esili segmenti); in qualche caso è ridotta a delle minute squame. Alcune specie sono eterofille (foglie con forme diverse su una stessa pianta). Le stipole sono assenti.

Infiorescenze

Infiorescenza
Pinguicula esseriana

Le infiorescenze, indefinite, normalmente consistono in fiori isolati o racemi terminali o laterali; ogni fiore è solitario alla fine dello scapo. I fiori sono bratteati e pedicellati. A volte sono presenti due piccole bratteole.

Fiori

I fiori
Utricularia benthamii

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice hanno 5 parti).

X, K (4-5), [C (2+3), A 2], G (2), (supero), capsula

Frutti

Il frutto è una capsula non carnosa indeiscente o a deiscenza 2-4-valvolare. La deiscenza può essere anche circumscissile (lungo una circonferenza) oppure attraverso una deiscenza più o meno irregolare. I semi sono minuti e contengono un embrione non molto differenziato e sono privi di albume.

Biologia

Le specie di questa famiglia sono provviste di piccoli lobi (simili a foglioline) contenenti particolari meccanismi per catturare minuscole prede natanti. In altre specie è la superficie delle foglie ad essere ricoperta da ghiandole glutinose che con le loro sostanze vischiose intrappolano piccoli animali (insetti). I meccanismi di "predazione" sono diversi nelle specie dei tre generi della famiglia:

Riproduzione

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti come api e vespe (impollinazione entomogama). In Utricularia lo stigma a volte è sensibile e si chiude se viene toccato per favorire l'impollinazione. L'esoincrocio in queste piante è di norma.

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

L'habitat tipico per le specie di questa famiglia sono i terreni acquitrinosi (stazioni umide), dei fiumi e dei bacini idrici delle regioni intertropicali e foreste pluviali del Vecchio e del Nuovo Mondo. Alcune specie (Pinguicola) sono epifite di foreste umide tropicali montane.

Tassonomia

Tradizionalmente questa famiglia in passato era assegnata all'Ordine delle "Tubiflorae"; in tempi più recenti il "Sistema Cronquist" l'ha inclusa nell'ordine delle Scrophulariales; attualmente con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) è stata assegnata all'ordine delle Lamiales, cambiando anche i livelli tassonomici superiori. In realtà la forma del fiore delle Lentibulariaceae è molto simile a quella delle Scrophulariaceae, ma è una somiglianza superficiale in quanto le prime si distinguono per il numero degli stami (due), per la placentazione (libero-centrale), ma soprattutto per la presenza di specifici meccanismi di cattura per i piccoli insetti.

Generi

La famiglia è composta da 3 generi con oltre 400 specie:

Chiave per i generi

Per meglio comprendere ed individuare i tre generi, l'elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue un gruppo dall'altro).

  • Gruppo 1A: le radici sono presenti; tutte le foglie sono epigee con margini revoluti e la faccia superiore ricoperta di ghiandole; i peduncoli sono privi di brattee; il calice è a 5 parti; la gola della corolla è aperta (non si distingue un palato);
  • Gruppo 1B: le radici sono assenti (nelle specie terrestri sono presenti delle foglie simili a radici); le foglie sono dimorfiche, quelle vicine al terreno sono provviste di trappole per catturare piccoli insetti; i peduncoli sono provvisti di brattee; il calice è a 2 - 4 - 5 parti; nella corolla si distingue un palato;
  • Gruppo 2A: il portamento di queste piante è terrestre o raramente subemerso; le foglie epigee hanno delle forme spatolate, quelle più o meno ipogee sono provviste di trappole per catturare piccoli insetti; il calice ha 5 parti;
  • Gruppo 2B: il portamento di queste piante è terrestre o acquatico (raramente è epifita); le foglie sono estremamente diverse (da lamine intere a divise, da pennate a segmenti sottili, con forme circolari, reniformi o peltate); il calice ha 2 - 4 parti;

Specie presenti in Italia

Nella flora spontanea italiana sono presenti le seguenti specie:

In Europa complessivamente sono presenti 21 specie del genere Pinguicola e 7 specie del genere Utricularia.

Filogenesi

Cladogramma della famiglia

La famiglia Lentibulariace è monofiletica sia da analisi morfologiche che da alcune sequenze del DNA. Tuttavia l'esatta collocazione del gruppo nell'ordine Lamiales è problematica. Alcune ricerche posizionano questa famiglia in un gruppo non meglio definito contenente le famiglie Calceolariaceae, Gesneriaceae, Plantaginaceae "gruppo fratello" del "core" dell'ordine. Altre ricerche posizionano la famiglia più vicino alle Lamiaceae insieme alle Schlegeliaceae (con le quali formano un "gruppo fratello") insieme ad un altro "gruppo fratello" (Verbenaceae + Tetrachondraceae). Altre ancora in un gruppo formato dalle famiglie Verbenaceae, Acanthaceae, Bignoniaceae, Martyniaceae, Pedaliaceae e altre famiglie minori.

Anche i tre generi in base alle analisi filogenetiche del DNA risultano monofiletici. All'interno della famiglia Pinguicola rappresenta probabilmente il "gruppo fratello" di un clade formato dagli altri due generi. Anche dalle analisi morfologiche delle ghiandole sia mucillaginose che digestive dei tre generi risulta che Pinguicola, Genlisea e Utricularia avevano un antenato comune; poi in un secondo tempo si è separato il clade Genlisea + Utricularia. Risulta anche che le varie specializzazioni morfologiche attuate dalle specie dei tre generi (la crescita stolonifera, l'abitudine epifita e quella acquatica sospesa) potrebbero essersi evolute più volte in modo indipendente.

Le possibili sinapomorfie per questa famiglia sono:

Altri caratteri distintivi sono:

Questo gruppo si è separato dal resto delle Lamiales circa 40 - 30 milioni di anni fa.

Alcune specie

Note

  1. 1 2 (EN) Lentibulariaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 27/06/2025.
  2. 1 2 3 (EN) Lentibulariaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 27/06/2025.
  3. 1 2 3 Kadereit 2004, pag. 276.
  4. 1 2 3 4 5 6 Motta 1960, vol. 2, pag. 649.
  5. ↑ David Gledhill 2008, pag. 233.
  6. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 21 aprile 2016.
  7. 1 2 3 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 623.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 Judd 2007, pag. 501.
  9. 1 2 3 Strasburger 2007, pag. 854.
  10. ↑ Watson 1992.
  11. 1 2 3 Fleischmann 2011.
  12. ↑ Musmarra 1996.
  13. ↑ Conti et al. 2005.
  14. ↑ (EN) Bacchetta G, Cannas M., Peruzzi L., A new diploid butterwort species (Pinguicula, Lentibulariaceae) from Sardinia, in Phytotaxa, vol. 186, n. 5, 2015, pp. 279-286.
  15. ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 24 aprile 2016.
  16. 1 2 Jobson 2003.
  17. ↑ ICPS.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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