Wuwei

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Wuwei
città-prefettura
武威 (Wŭwēi)
Wuwei – Veduta
Wuwei – Veduta
La piazza della stazione ferroviaria di Wuwei
Localizzazione
StatoCina (bandiera) Cina
ProvinciaGansu
Territorio
Coordinate37°55′41″N 102°38′29″E
Superficie32 347,09 km²
Abitanti1 815 100 (2010)
Densità56,11 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale733000
Prefisso+86 (0)935
Fuso orarioUTC+8
Codice UNS62 06
Targa甘H
Cartografia
Mappa di localizzazione: Cina
Wuwei
Wuwei
Sito istituzionale

Wuwei (cinese:武威, pinyin: Wŭwēi) è una città cinese situata nella provincia del Gansu. A nord confina con la Mongolia Interna, a sudovest con il Qinghai. La sua posizione al centro di tre capoluoghi occidentali, Lanzhou, Xining e Yinchuan la rende un importante centro d'affari e di trasporti per la regione. Trovandosi nei pressi del corridoio di Hexi, storicamente la rotta principale dalla Cina centrale a quella occidentale e al resto dell'Asia centrale, tutte le principali strade ed autostrade passano da Wuwei.

Geografia fisica

La geografia di Wuwei è dominata da tre altopiani, il Loess, il Tibet e la Mongolia. La parte meridionale è più elevata di quella settentrionale, con altitudini che vanno da 1020 a 4874 metri s.l.m.. Occupa un'area di 33000 km². La temperatura media annuale è di 7,8 °C. Il clima è arido o semi-arido con piogge comprese tra i 60 ed i 610 mm. L'evaporazione è tra i 1400 ed i 3000 mm, il che crea ogni anno una crisi idrica. Vi sono 2200–3000 ore di sole l'anno e 85–165 giorni di congelamento. Durante l'estate non si registrano temperature all'ombra superiori a 45 °C.

A sud-ovest di Wuwei c'è una formazione spessa 230 metri di rocce sedimentarie clastiche e scisti. Si creano depositi minerali nei pressi di Wuwei, compresi alcuni di grafite, ferro, titanio e calcare.

Storia

Tempio confuciano di Wen Miao

In tempi antichi Wuwei era chiamata Liangzhou (凉州), e rappresentava l'estremità orientale del corridoio di Hexi. Le persone iniziarono ad abitare la zona 5000 anni fa. Si trattava di un collegamento chiave per la via della seta settentrionale, e molti ritrovamenti archeologici sono stati fatti a Wuwei, compresi antichi carri in rame con animali in pietra. Divenne un'importante capoluogo di provincia durante la prima dinastia Han, come raccontato nel Libro degli Han posteriori:

«Nel terzo anno [170] Meng Tuo, Ispettore di Liangzhou, inviò l'ufficiale provinciale Ren She, al comando di 500 soldati da Dunhuang, che, con maggiore Wuji Cao Kuan e capo dei Territori Occidentali Zhang Yan, portò truppe da Yanqi Karashahr, Qiuci Kucha, e dai regni vicini e lontani di Jushi (Turfan e Jimasa), assieme ad oltre 30 000 persone, per punire Shule Kashgar. Attaccarono la città di Zhenzhong [Arach] ma, essendo stati oltre 40 giorni senza sottometterli, si ritirarono. In seguito i re di Shule [Kashgar] si uccisero l'un l'altro ripetutamente mentre il Governo Imperiale era incapace di evitarlo»

Nel 121 a.C. l'imperatore Han Wudi portò la sua cavalleria a difendere il corridoio di Hexi contro gli Xiongnu. I suoi successi militari gli permisero di espandere il corridoio verso ovest. La sua importanza come tappa lungo la via della seta trasformò la città in un crocevia di culture e gruppi etnici provenienti da tutta l'Asia centrale. Le numerose grotte buddhiste presenti nella zona ne testimoniano il ruolo nel percorso che portò il buddhismo dall'India e dall'Afghanistan in Cina.

Nel periodo dei Tre Regni, Liangzhou venne governata da Ma Teng. Dopo la morte di Ma Teng, Ma Chao ripristinò la sosta e governò il paese per breve tempo, prima che questo cadesse in mano a Cáo Cāo, re del Regno Wei.

Wuwei raggiunse il massimo splendore durante la dinastia Tang, quando si trasformò in un crocevia di carovane commerciali straniere che vi transitavano. Nell'VIII secolo la città contava una popolazione eterogenea di oltre 100.000 abitanti composta da cinesi, centroasiatici, tibetani e indiani. Grazie alle reti commerciali della via della seta, nella zona venne introdotta l'uva, il ché rese la città rinomata per i suoi vini, come testimoniato dal monaco Xuánzàng. Per cinque secoli a Wuwei si sviluppò un genere musicale chiamato xiliang che combinava melodie tradizionali cinesi con quelle del regno oasi di Kucha, nello Xinjiang occidentale.

Dall'XI al XIII secolo Wuwei fece parte della dinastia Xia occidentale, poi venne rasa al suolo dai Mongoli. Nonostante ciò, Marco Polo ne rimase affascinato a tal punto da affermare che "a Wuwei si trovava il muschio migliore del mondo, gli yak erano grandi come elefanti e i fagiani grandi come pavoni".

Nell'Ottocento Wuwei faceva parte della tratta commerciale dell'oppio che attraversava il Ningxia e conduceva a Taiyuan, capoluogo dello Shanxi. La città raggiunse una grande fama nel 1969, quando vi venne rinvenuto il Cavallo volante del Gansu, una statua in bronzo che fa parte dei tesori archeologici più importanti della Cina. Una sua copia abbellisce il parco cittadino sulla via Shengli Jie.

Monumenti e luoghi di interesse

La pagoda di Kumārajīva e il tempio annesso

Tra le rovine a sudest della città si intravede un piccolo tratto della porta delle antiche mura cittadine.

Sulla via Bei Guanbei Jie è sita la pagoda di Kumārajīva (Luoshi Si Ta), eretta nel VII secolo per commemorare il monaco buddista Kumārajīva, uno dei quattro grandi traduttori di testi buddisti indiani dell'antica Cina. In un parco a nordovest della città si trova il tempio di Haizang (Haizang Si), un complesso di padiglioni, terrazze e sale. Si sa che venne restaurato nel 1482, ma l'anno di edificazione è ignoto.

All'estremità settentrionale di via Baiguan Zhong Jie si trovano il tempio taoista e la tomba sotterranea della dinastia Han nella quale furono scoperti nel 1969 il ​​Cavallo volante del Gansu e altri tesori archeologici. La tomba è composta da sette stanze con un ingresso ad arco decorato con un motivo ad albero. Le pareti e i soffitti sono in piccoli mattoni oblunghi, tracce di dipinti floreali sono visibili al centro dei soffitti e nelle nicchie delle pareti sono state rinvenute lampade a olio a forma di loto.

Il tempio confuciano di Wen Miao risale al 1437 e consiste di sale, padiglioni, corridoi, ponti e laghetti disposti in due grandi cortili. A esso è annesso un museo che conserva iscrizioni su pietra, ceramiche, manufatti in pietra e legno, calligrafie e dipinti. Il reperto più iconico di questa collezione è la tavoletta xixia, scoperta presso il tempio Dayun nel 1806 e dichiarata tesoro nazionale nel 1961. Grazie al suo rinvenimento è stato possibile decifrare la lingua xixia (o lingua tangut), da tempo estinta.

Lungo la via Heping Jie si erge il tempio Dayun, costruito sul sito di un antico palazzo della dinastia Liang. Il campanile a due piani sorregge una campana fusa durante la dinastia Tang e decorata con apsara volanti, re celesti e draghi.

Società

Evoluzione demografica

La popolazione conta 1 930 200 abitanti, di cui 509 600 su territorio urbano, con 38 gruppi etnici rappresentati tra cui Han, Hui, Mongoli, Tu, Tibetani, ecc.

Geografia antropica

Suddivisioini amministrative

La torre campanaria del tempio Dayun

Distretto:

Contee:

Contee autonome:

Economia

La costante luce solare ed il terreno fertile rendono il settore agricolo di Wuwei uno dei più fiorenti. Le altre importanti industrie sono tessili, metallurgiche ed edilizie. Meloni, verdure, vino e bestiame sono i principali prodotti agricoli. L'agricoltura biologica è in espansione, ed ogni anno ci sono più terre "verdi". La terra è composta da 790 km² d'acqua, 34 800 di foreste, 355 300 di pascoli, 247 000 di terra non coltivata, 39 100 di fattorie, 8000 di grano, 4000 di verdura, 3000 di meloni, 5000 di bestiame e 800 di vigneti.

Note

  1. ↑ Chih-i Chou, William Thornton Dean, Phanerozoic Geology of Northwest China, 1996, 316 pagg., ISBN 9067642282
  2. ↑ (EN) C. Michael Hogan, Silk Road, North China, su The Megalithic Portal, A. Burnham.
  3. ↑ (EN) Yiping Zhang, Story of the Silk Road, 2005, ISBN 7-5085-0832-7, OCLC 82148162. URL consultato il 1º febbraio 2023.
  4. ↑ Fan, p. 45.
  5. ↑ Bonavia et al., p. 135.
  6. 1 2 3 4 Bonavia et al., p. 136.
  7. 1 2 3 Bonavia et al., p. 137.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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