Jiuquan

Jiuquan
città-prefettura
(ZH) 酒泉
Jiuquan – Veduta
Jiuquan – Veduta
Localizzazione
StatoCina (bandiera) Cina
ProvinciaGansu
Territorio
Coordinate39°44′02.4″N 98°29′38.4″E
Altitudine1 483 m s.l.m.
Superficie191 342 km²
Abitanti1 095 900 (2010)
Densità5,73 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale735000
Prefisso+86 (0)937
Fuso orarioUTC+8
Codice UNS62 09
Targa甘F
Cartografia
Mappa di localizzazione: Cina
Jiuquan
Jiuquan
Jiuquan – Mappa
Jiuquan – Mappa
Sito istituzionale

Jiuquan (酒泉; pinyin: Jiǔquán) è una città-prefettura della Cina nella provincia del Gansu, lungo l'antica Via della seta. È una città abbastanza ricca e dinamica, anche grazie alla presenza nel suo territorio amministrativo del campo petrolifero di Yumen, della celebre oasi di Dunhuang e del cosmodromo di Jiuquan.

Storia

I rinvenimenti di asce, coltelli e macine testimoniano come nell'area di Jiuquan si fosse sviluppata una cultura dell'età della pietra tra 4000 e 5000 anni fa. Tra il IV e il II secolo a.C. la tribù degli yuezhi soppiantò i wusun e occupò il territorio tra Jiuquan e Dunhuang, poi la zona venne occupata dagli Xiongnu e da quel momento cominciò a essere menzionata nelle cronache storiche. A quei tempi la città era conosciuta con il nome di Suzhou, che oggi è il nome del solo quartiere centrale (肃州区, Suzhou Qu).

Anche se non vi sono tracce certe relative alla nascita della città, una leggenda molto popolare lega la sua fondazione al generale Huo Qubing, che tra gli anni 140 a.C. e 117 a.C. si fermò qui, dove avrebbe sconfitto gli Xiongnu. Per ringraziarlo dei servizi resi, l'imperatore Han Wudi gli inviò del vino. Il generale volle dividere il dono con tutti i suoi uomini e lo versò in una fontana, così che tutti ne potessero bere. Il nome della città significa "fontana del vino".

Trovandosi a 20 km dal passo di Jiayuguan, la città era la prima tappa che i viaggiatori diretti a est incontravano all'interno della grande muraglia cinese. A metà del IV secolo d.C. venne distrutta da un terremoto, e per tutto il V secolo divenne un rifugio per tutte le popolazioni provenienti dalla Cina settentrionale che fuggivano dalle guerre che imperversavano nei loro territori. In questo periodo si diffuse il Buddismo e la città fiorì anche grazie alle attività dei mercanti stranieri.

Tra il VII e l'VIII secolo Jiuquan venne assoggettata ai tuyuhun, ai tibetani, ai turchi e ai tangut della dinastia Xia occidentale. Nel 1226 venne attaccata dalle truppe di Gengis Khan, ma gli Xia resistettero per diversi giorni. In seguito la dinastia Yuan, di origine mongola, fece di Jiuquan una colonia militare autosufficiente, nonché una stazione di posta.

Jiuquan era situata lungo la via della seta. Marco Polo vi trascorse un anno (ne Il Milione la città è indicata come "Succiu") e, come di consueto, notò la presenza di cristiani nestoriani e il redditizio commercio del rabarbaro, che cresceva spontaneamente sulle montagne. Sempre a Jiuquan trovò la morte nel 1606 il gesuita portoghese Bento de Góis: egli notò che il quartiere straniero era sorvegliato e chiuso a chiave ogni notte, proprio come i ghetti ebraici nelle città europee. Ai commercianti stranieri che risiedevano a Jiuquan per più di nove anni era proibito lasciare la Cina.

Nel XIX secolo Jiuquan fu occupata per tre anni dai ribelli musulmani e la maggior parte dei suoi antichi edifici e templi fu distrutta. La città venne bombardata nel 1873 dai cannoni tedeschi Krupp impiegati dall'esercito Qing guidato dal generale Zuo Zongtang, il ché portò al massacro di quasi 7000 musulmani.

Oggi la città è prevalentemente abitata dagli han, sebbene la presenza musulmana sia testimoniata da una moschea nei pressi di via Dong Dajie.

Monumenti e luoghi d'interesse

La torre del tamburo

All'incrocio centrale di Jiuquan si erge la torre del tamburo, che occupa il sito di una torre di guardia del IV secolo da cui venivano suonate le ronde notturne. Assunse la funzione di torre del tamburo alla fine del XIV secolo, quando la città si espanse notevolmente.

Il parco della fontana del vino (Jiuquan Gongyuan) si trova nella parte est di Jiuquan e circonda la leggendaria fontana che ha dato il nome alla città. La sorgente d'acqua è costituita da un piccolo lago. Il parco ha al suo interno numerosi padiglioni, ponti e gallerie.

A 15 km a sudovest di Jiuquan si trovano le grotte di Wenshushan, la più antica delle quali risale al V secolo. Costituiscono quello che era il centro religioso più importante della zona durante le dinastie Wei, Sui e Tang. A differenza di altri templi rupestri, questi non sono scavati nelle scogliere ma nel fianco della collina e sono relativamente piccoli. All'ingresso delle grotte si trova una grande varietà di piccoli templi, sale del Buddha e padiglioni scolpiti in uno stile elaborato.

Cultura

Musei

Il Museo di Jiuquan (Jiuquan Bowuuan) si trova sulla via Gongyuan Lu (una continuazione di via Dong Dajie) e ospita una piccola collezione di reperti rinvenuti localmente, tra cui ceramiche e piccoli bronzi della dinastia Han, specchi, lampade e murali dei periodi Wei e Jin. Vi è anche una mostra dedicata alla tomba Dingjiazha nº 5 situata lungo la strada Jiuquan-Jiayuguan. Una copia di essa è esposta nel museo.

Geografia antropica

L'ingresso alla fontana del vino

Suddivisioni amministrative

Jiuquan amministra le seguenti suddivisioni:

Economia

Una coppa di giada per vino, dinastia Han occidentale

Jiuquan è uno dei più importanti centri di lancio satellitare della Cina. L'attività industriale ruota attorno all'estrazione di materiali, all'attività mineraria e alla produzione manifatturiera.

In merito all'artigianato locale si menzionano le rinomate coppe luminescenti (夜光杯S, Yèguāng bēiP) prodotte in una fabbrica al terzo piano all'angolo tra via Dong Dajie e via Minyi Jie. Queste coppe sono realizzate in giada dei monti Qilian Shan nera e verde, che viene estratta localmente. Sono decorate con stelo, a forma di ditale o a tre gambe, seguendo lo stile antico. Una leggenda vorrebbe che una di queste coppe fu donata al re Zhou Mu e che si illuminava quando riempita di vino e posta al chiaro di luna. Il poeta Wang Han della dinastia Tang scrisse:

«Il vino d'uva bevuto da una coppa luminescente nella notte è buono. Vorrei berlo, ma il pipa mi spinge a montare a cavallo. Giacere ubriaco sul campo di battaglia non sarebbe affatto divertente. Quanti soldati sono mai tornati?»

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Bonavia et al., p. 144.
  2. 1 2 3 4 Bonavia et al., p. 147.
  3. 1 2 3 4 5 Bonavia et al., p. 146.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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