
Lillo Gullo, all'anagrafe Calogero Giovanni Gullo (Aliminusa, 24 giugno 1952), è un poeta, aforista, giornalista e saggista italiano. Laureato nel 1975 in Sociologia all'Università di Trento, nel 1978 è assunto in Rai come programmista regista, insieme a Enrico Ghezzi e Sergio Valzania, attraverso i concorsi pubblici per l'avvio delle trasmissioni della Terza Rete televisiva. Nel 1988 lascia la regia per il giornalismo, ed è in questa veste che nel 1998 è chiamato dal direttore del TG1 Marcello Sorgi a collaborare alla realizzazione del TG Ragazzi. Nel 1999 è tra i vincitori del Premio di Poesia Montale.
Siciliano di Aliminusa, secondogenito di Rosina Dolce e Stefano, possidenti terrieri e imprenditori agromeccanici contoterzisti, Lillo Gullo vive con la moglie, la disegnatrice e scrittrice Flora Graiff, fra Trento e Merano.
Ha collaborato con i quotidiani l'Unità,Alto Adige, L'Ora e con i periodici Verifiche, La Città Futura e Quaderni Siciliani.
Ha scritto saggi su Karl Popper, Tullio Pericoli, Robert Bosisio, Paolo Vallorz, Remo Wolf, Tex Willer e Franz Lenhart.
Sue liriche sono state pubblicate sul Corriere della Sera e sulle riviste Astolfo, Resine, Colophon, Graphìe, Specchio della Stampa. È inoltre presente nelle antologie poetiche Vent’anni di versi, Passigli; Il segreto delle fragole, LietoColle; Le stagioni del canto corale e delle Montagne, Federazione Cori del Trentino.

Nel 1977, Lillo Gullo ha pubblicato con il fratello Tano Aliminusa. Strada, donna, religiosità, un saggio socio-antropologico adottato come libro di testo in alcuni atenei e recensito con ampio risalto da antropologi e firme autorevoli dei maggiori giornali nazionali: Marialivia Serini su L'Espresso, Pericoli-Pirella (recensione a fumetti) sul Corriere della Sera, Luigi M. Lombardi Satriani sull'Avanti!, Alberto M. Sobrero su l'Unità, Marcello Sorgi e Mariano Meligrana su L'Ora e altri.
Merita una notazione a parte Gianni Rodari, autore di una recensione a pagina intera pubblicata su Paese Sera in cui, soffermandosi in particolare sulla sezione relativa alla strada, esamina il saggio dei fratelli Gullo con lo sguardo del letterato: «Via Dante è una delle quarantun strade di Aliminusa, un paese di 1.500 abitanti a 65 chilometri da Palermo. [...] Da soglia a soglia si annodano rapporti, nascono amicizie, scoppiano litigi, anzi "sciarre", che sono vere e proprie guerre di strada, di lunga durata. Una mappa delle "sciarre" di via Dante è stata disegnata da Lillo e Tano Gullo in un loro libro nel quale l'analisi di questo angolo di mondo siciliano è condotta con gli strumenti della sociologia (i fratelli Gullo, oggi giornalisti, si sono laureati a Trento), ma anche con il gusto del narratore. [...] La riappacificazione – la "mpaciatina" -, sollecitata da altre donne che godono di particolare prestigio nella strada o nel paese – avviene solo in occasione di eventi straordinari: malattie gravi, morti, partenze per l'emigrazione definitiva, nascite e matrimoni, ritorni da lontano. Poi le donne che la "sciarra" ha diviso, tornano a vivere gli intensi rapporti che ogni donna della strada mantiene con tutte le altre, a prestarsi verdure e pentole, a collaborare nella fattura del pane, a riunirsi in crocchi per ricamare, chiacchierare, oggi anche per commentare le notizie e gli spettacoli della televisione. I fratelli Gullo propongono di chiamarle, anziché "casalinghe" "stradalinghe". Non si può sapere se il neologismo avrà fortuna, ma per essere efficace lo è».
Sul saggio Aliminusa è ancora da dire che il regista Maurizio Rotundi ha rielaborato, in collaborazione con gli autori, i capitoli sulle donne siciliane in forma di documentario trasmesso a colori mercoledì 2 marzo 1977 in prima serata su Rai Uno.
Dal 1979 al 1980, Lillo Gullo, in tandem con Angelo Leonardi, ha curato per le Edizioni Ottaviano Musicomix, una collana di sua ideazione di biografie a fumetti dei big del Jazz e del Rock. Il volume su Charlie Parker è diventato un "fumetto in tv" andato in onda sulla Rete 3.
Nel 1984, a Tesero, in Trentino, ha curato la regia delle dirette e di tutti i collegamenti con i telegiornali Rai per il Disastro di Stava del 19 luglio in cui morirono 268 persone a causa del crollo degli argini dei bacini di decantazione dell'impianto di trattamento presso la miniera di Prestavel.
Nel 1986 è stato nel team dei registi Rai chiamati a dirigere le riprese del Maxiprocesso alla mafia nell'aula bunker allestita nel carcere Ucciardone di Palermo.

Dal 1983 al 1987 ha firmato su Rai 3 la regia di svariati programmi musicali: L'Orecchiocchio condotto da Stefano Sani; Speciale Orecchiocchio: Battiato verso l'Arca di Noè; Bormio estate '83, manifestazione musicale presentata da Isabel Russinova e con la partecipazione dei Gatti di Vicolo Miracoli;In tournée, cronaca di un appuntamento rock dell'estate 1983 con concerti di Nada,Eduardo De Crescenzo, Banco del Mutuo Soccorso, Amii Stewart e Ombretta Colli; Concertone presentato da Sergio Mancinelli e, in coppia, da Massimiliano Verni e Simonetta Zauli.
Sempre come regista Rai, ha seguito numerosi eventi sportivi in diretta, tra i quali Motocross ad Arco, Trofeo Topolino, Premiazione delle gare internazionali tra polizie municipali, due finali del Trofeo di calcio giovanile Beppe Viola e infine due partite della Serie A allo stadio Bentegodi registrate per il pool sportivo della Rai: Verona-Juventus del 26 settembre 1982 e Verona-Roma del 3 marzo 1985.
Nel 1984 e nel 1985 ha seguito per il quotidiano L'Ora le partite degli Azzurri e il Campionato di calcio di Serie A
Dal maggio 1987 al febbraio 1989 ha pubblicato sul quotidiano Alto Adige Concitazioni, un corsivo a cadenza settimanale sui fatti d'attualità corredato da disegni di Flora Graiff.
Nel 1991, fonda con Flora Graiff La Corda Pazza Edizioni con cui dà alle stampe Rondò della felicità, racconto inedito di Gesualdo Bufalino con tre acqueforti originali di Piero Guccione.
Sempre per i tipi de La Corda Pazza, nel 1993 pubblica Le voci del Trentino di Mario Rigoni Stern con xilografie originali di Remo Wolf.
In Rai, lasciata la regia per il giornalismo, nel 1997 ha affiancato Tiziana Ferrario e Filippo Gaudenzi nella realizzazione del Tg Ragazzi, testata del TG1 rivolta ai ragazzi dai 10 ai sedici anni trasmessa all'interno del programma Solletico. Nel 1998 il Tg Ragazzi ha vinto il Telegatto come Miglior programma per ragazzi dell'anno.
Per i telegiornali Rai, ha intervistato un gran numero di personaggi della politica, della cultura, dell'arte e dello spettacolo, tra cui Giulio Andreotti,Mauro Rostagno ed Ettore Sottsass.

A partire dal 1999, anno in cui ha vinto il Premio Internazionale Eugenio Montale con Il disertore, silloge accolta nel volume collettaneo 7 Poeti del Premio Montale, ha pubblicato numerose raccolte poetiche con testi introduttivi di Maria Luisa Spaziani, Paolo Ruffilli, Giorgio Bárberi Squarotti, Salvatore Silvano Nigro, Luca Beatrice.
Nel 2002 Alda Merini ha dedicato a lui e alla moglie Flora Graiff la poesia Amore espressamente composta per loro: Beati coloro che hanno | due fedi al dito | una quella degli sponsali | e l'altra quella dell'arte. | Beati coloro che si baceranno | sempre al di là delle labbra | varcando dei gemiti | il confine del piacere | per cibarsi dei sogni. Pubblicata inizialmente in pochi esemplari per i tipi del Pulcinoelefante, la poesia è poi confluita in due distinte raccolte di Alda Merini: Il maglio del poeta, Manni Editore, e Clinica dell'abbandono, Einaudi.
Nel 2008 ha partecipato ai Parallel Events to Manifesta 7, Biennale Europea di Arte Contemporanea, con Beati. On the road in the room, mostra di suoi aforismi e fotopastelli di Flora Graiff, a cura di Luca Beatrice, Castel Toblino (TN), Cappella di Sant'Antonio.
Sue poesie sono esposte nella collezione permanente del Bosco dei Poeti a Dolcè (VR)
Dal 2010 è in pensione.
Il 31 marzo 2026 il quotidiano Il Foglio ha pubblicato una recensione del suo libro Il tamburo delle vanvere generata dall'intelligenza artificiale. In ambito poetico, è il primo caso del genere in Italia.
Nel febbraio 1979 il sassofonista e compositore argentino Gato Barbieri ha presentato alla Procura della Repubblica di Milano una querela per diffamazione contro Lillo Gullo e Angelo Leonardi, autori di una sua biografia a fumetti con i disegni di Fabio Visintin pubblicata nella collana Musicomix delle Edizioni Ottaviano. Stante la celebrità del personaggio e l'importanza della materia – le norme giuridiche sulla libertà di stampa –, la notizia era stata ripresa con grande rilievo da molti giornali a diffusione nazionale. Così il quotidiano di Roma Paese Sera aveva riassunto gli elementi del fumetto che, secondo i tre legali del querelante, avevano leso la reputazione di Gato Barbieri e della moglie Elisa “Michelle” Sorrentino al punto da configurarsi come reato penale: «Il volume sarebbe stato redatto all'insaputa del diretto interessato, rappresentandone anzi l'immagine "in modo macchiettistico, grottesco e grossolano", e violando il diritto alla riservatezza di Barbieri e di sua moglie Michelle. Ma al di là di tutte queste ragioni dichiarate, quello che fatto saltare la mosca al naso di Gato Barbieri è stato soprattutto una semplice frase contenuta in una strip. Ad un certo punto, infatti, il Gato dei fumetti viene paragonato al musicista nero Lester Young, il quale (secondo Barbieri) sarebbe "notoriamente omosessuale". Di riflesso il jazzista argentino avrebbe ritenuta lesa la propria onorabilità». La sentenza emessa dal pretore di Milano Omero Sorrentino ha dato ragione agli autori, riconoscendo al fumetto, come ha scritto Gianni Brunoro, la dignità di mezzo espressivo non limitato alle narrazioni di fantasia: «Per la prima volta nella storia giuridica italiana viene riconosciuto ai fumetti un importante diritto civile, quello di occuparsi di personaggi pubblici anche dal punto di vista biografico [...] Il pretore Sorrentino, basandosi sull'abbondante documentazione prodotta dall'editore e dagli autori, ha ritenuto infondate le accuse del musicista, poiché la sceneggiatura del fumetto, pur sintetica per esigenze tipiche di quel mezzo espressivo, deve ritenersi corretta, e soprattutto veritiera. Infatti, essa appare conforme alle idee espresse sia da Gato che da Michelle in altre sedi e su altre riviste. […] Anche i fumetti, dunque, come la fotografia e il cinema, possono utilizzare le immagini di personaggi famosi senza lederne il diritto alla riservatezza. La sentenza costituisce un importante precedente giuridico».
Secondo la critica, gli elementi che connotano lo stile poetico di Gullo sono la musicalità, la brevità del verso, il disincanto, l'ironia e il lessico estroso.





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