| Diego Armando Maradona | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Nazionalità | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 165 cm | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Calcio | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ruolo | Allenatore (ex centrocampista, attaccante) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Termine carriera | 25 ottobre 1997 - giocatore | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Carriera | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Giovanili | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Squadre di club1 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Nazionale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Carriera da allenatore | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Palmarès | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960 – Tigre, 25 novembre 2020) è stato un calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo argentino.
Nel corso della carriera militò nell'Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell's Old Boys. Con il club partenopeo, di cui fu capitano a partire dal 1987, vinse i primi due storici scudetti della squadra, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, e una Coppa UEFA, quest'ultima unico successo del Napoli in una competizione europea. Con la nazionale argentina vinse il campionato mondiale del 1986 e raggiunse la finale del campionato mondiale del 1990, realizzando nel torneo messicano due reti rimaste celebri contro l'Inghilterra nei quarti di finale: una segnata con la mano, nota come Mano de Dios, e una seconda indicata come Gol del secolo.
Soprannominato El Pibe de Oro ("il ragazzo d'oro"), è considerato tra i migliori calciatori della storia del calcio. Nel 2000 fu eletto dalla FIFA come miglior calciatore del XX secolo attraverso un sondaggio popolare sul web, mentre la stessa federazione assegnò un analogo riconoscimento a Pelé tramite una giuria di esperti. Nel 2004 fu inoltre inserito nella FIFA 100, la lista dei migliori calciatori viventi stilata dalla FIFA. Nel 2020 fu incluso da France Football nel Ballon d'Or Dream Team, la formazione ideale dei migliori calciatori della storia secondo la rivista francese.
Nacque il 30 ottobre 1960 all'Hospital Evita di Lanús, in Argentina, figlio di Diego Maradona (1928-2015) e Dalma Salvadora Franco (1930-2011).
Quinto di otto figli, crebbe in una famiglia numerosa nel quartiere di Villa Fiorito, nella periferia sud di Buenos Aires, dove iniziò a giocare a calcio fin da bambino.

Nel 1989 sposò Claudia Villafañe, conosciuta durante l'adolescenza, dalla quale ebbe due figlie: Dalma Nerea (1987) e Gianinna Dinorah (1989). La coppia divorziò nel 2004, mantenendo in seguito rapporti cordiali.
Fu inoltre padre di Diego Armando Maradona Junior, nato nel 1986 dalla relazione extraconiugale con la napoletana Cristiana Sinagra, e riconosciuto ufficialmente nel 2007 dopo una lunga controversia. Ebbe inoltre Jana (nata nel 1996), figlia di Valeria Sabalaín, e Diego Fernando (nato nel 2013), avuto dalla relazione con Verónica Ojeda.
Nel 2009 divenne nonno per la prima volta con la nascita di Benjamín, figlio di Gianinna e del calciatore Sergio Agüero. Alcune persone rivendicarono legalmente la possibile paternità di Maradona dopo la sua morte, chiedendo in alcuni casi l'esecuzione di test del DNA e la riesumazione della salma.
Il 2 novembre 2020 Maradona fu ricoverato in una clinica di La Plata per un peggioramento delle sue condizioni di salute. Il 4 novembre fu sottoposto a Buenos Aires a un intervento chirurgico per la rimozione di un ematoma subdurale di origine traumatica, conclusosi con esito positivo. Dopo le dimissioni proseguì la convalescenza nella propria abitazione di Tigre.
Il 25 novembre fu trovato privo di vita nella stessa abitazione e il decesso venne attribuito a un edema polmonare acuto conseguente a insufficienza cardiaca.
Il feretro venne esposto in una camera ardente allestita nella Casa Rosada di Buenos Aires, dove migliaia di persone si recarono per rendergli omaggio. La cerimonia funebre si svolse il 26 novembre; Maradona venne successivamente sepolto accanto ai genitori nel cimitero Jardín Bella Vista di Buenos Aires.
La morte di Maradona suscitò numerose manifestazioni di cordoglio in Argentina e all'estero. Il presidente argentino Alberto Fernández proclamò tre giorni di lutto nazionale in occasione della scomparsa. Particolare partecipazione si registrò a Napoli, dove tifosi e cittadini organizzarono iniziative spontanee in ricordo del calciatore; il giorno successivo il sindaco Luigi de Magistris annunciò l'intitolazione dello stadio San Paolo a Maradona, decisione formalizzata il 4 dicembre 2020. Anche la federazione argentina intitolò a lui la competizione nazionale allora denominata Copa de la Liga Profesional.
La scomparsa di Maradona suscitò numerose reazioni nel mondo del calcio. Ex compagni di squadra, avversari e importanti personalità sportive ne ricordarono il talento e la figura umana; tra questi Pelé e Lionel Messi gli dedicarono pubblici omaggi.
Anche Papa Francesco lo ricordò, ripensando "con affetto" agli incontri del 2014, in occasione della Partita per la pace, e poi del 2015, nell’ambito delle iniziative e i progetti di Scholas occurrentes.
Numerosi enti sportivi e istituzioni gli hanno dedicato iniziative commemorative. Il 26 novembre il sindaco di Napoli Luigi De Magistris annunciò l'avvio dell'iter per intitolare lo stadio San Paolo all'ex capitano del Napoli; la proposta fu approvata dalla Giunta comunale il 4 dicembre e autorizzata il giorno successivo dal prefetto di Napoli, portando alla nuova denominazione dell'impianto.
Il 28 novembre 2021, in occasione della partita di campionato tra Napoli e Lazio, è stata inaugurata una statua raffigurante Maradona, realizzata dalla Fonderia Nolana e collocata nel corridoio che collega gli spogliatoi al terreno di gioco dello stadio a lui intitolato.
L'11 marzo 2025 è iniziato a San Isidro, in Argentina, il processo penale relativo alle circostanze della morte di Maradona. Otto operatori sanitari che avevano seguito il calciatore durante la convalescenza successiva all'intervento per la rimozione di un ematoma subdurale sono imputati per omicidio semplice con dolo eventuale.
Secondo l'accusa, l'équipe medica avrebbe omesso controlli e interventi ritenuti necessari, lasciando Maradona in condizioni non adeguate rispetto al suo stato di salute durante la degenza domiciliare.
Tra gli imputati figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e altri medici e infermieri coinvolti nell'assistenza a Maradona. Secondo l'accusa, in caso di condanna, le pene potrebbero rientrare nella fascia prevista per il reato contestato.

Durante l'infanzia Maradona ebbe come modello calcistico Ricardo Bochini, storico numero 10 del Club Atlético Independiente, del quale ammirava la tecnica, la visione di gioco e la capacità di creare occasioni per i compagni. Lo stesso Maradona ricordò più volte Bochini come il proprio idolo da bambino, definendolo uno dei calciatori che avevano contribuito alla sua formazione. L'ammirazione rimase anche dopo il suo affermarsi ai massimi livelli: al Mondiale 1986, quando Bochini entrò in campo nella semifinale contro il Belgio, Maradona lo accolse con la celebre frase «Pase, maestro, lo estábamos esperando» (Entra, maestro, ti stavamo aspettando).
Maradona giocava prevalentemente come trequartista, ruolo nel quale poteva sfruttare la visione di gioco e le capacità di creare occasioni per i compagni, ma fu impiegato anche come seconda punta. Mancino, era dotato di grande tecnica individuale, controllo di palla, precisione nei passaggi e abilità nel dribbling, qualità che gli consentivano di superare gli avversari e incidere nella costruzione del gioco.

Dotato di una struttura fisica compatta e di un baricentro basso, caratteristiche che favorivano equilibrio e agilità, riusciva a mantenere il possesso del pallone anche sotto la pressione degli avversari. Alle qualità tecniche univa fantasia e intelligenza tattica, oltre alla capacità di fornire assist e di finalizzare le azioni offensive.
Fu inoltre uno specialista dei calci piazzati, in particolare dei calci di punizione, che eseguiva con precisione e varietà di soluzioni. La sua capacità tecnica e il suo ruolo creativo lo hanno reso uno dei più celebri interpreti del ruolo di numero dieci nella storia del calcio.
Era inoltre in grado di imprimere alla palla traiettorie particolari, segnando anche direttamente da calcio d'angolo o dalla distanza, come nel celebre gol realizzato da centrocampo contro il River Plate nel 1986.

Maradona iniziò a giocare a calcio fin da bambino nel quartiere di Villa Fiorito. Entrò quindi nel settore giovanile dell'Argentinos Juniors, entrando a far parte delle Cebollitas, la squadra allenata da Francisco Cornejo, con la quale contribuì a una striscia di 136 risultati utili consecutivi.
Esordì in prima squadra il 20 ottobre 1976, dieci giorni prima di compiere sedici anni, nella partita di campionato contro il Talleres. All'epoca divenne il più giovane calciatore a debuttare nella massima serie argentina, primato successivamente superato da Sergio Agüero. Dopo essersi progressivamente affermato in squadra, il 14 novembre realizzò la sua prima doppietta in campionato contro il San Lorenzo.
Tra il 1978 e il 1980 si impose come uno dei migliori giovani calciatori sudamericani. Nel 1978 fu capocannoniere del campionato argentino con 22 reti, mentre nel 1979 e nel 1980 ricevette il Pallone d'oro sudamericano, riconoscimento assegnato al miglior calciatore del continente.

Nel 1981 Maradona si trasferì al Boca Juniors, la squadra per la quale aveva sempre tifato il padre. L'operazione prevedeva un conguaglio economico e il trasferimento all'Argentinos Juniors di alcuni giocatori del Boca, tra cui Carlos Salinas, Osvaldo Santos, Miguel Ángel Bordón, Mario Zanabria e Randazzo.
L'esordio con il Boca avvenne il 22 febbraio 1981 alla Bombonera contro il Talleres (C): la partita terminò 4-1 e Maradona realizzò due reti. Pochi giorni prima aveva disputato un'amichevole celebrativa contro l'Argentinos Juniors, giocando un tempo con entrambe le squadre e segnando uno dei gol nella sconfitta per 3-2. Dopo un breve periodo di assenza per infortunio, contribuì alla vittoria del Campionato Metropolitano segnando 28 reti in 40 presenze.
La permanenza al Boca Juniors fu però breve. A causa delle difficoltà economiche del club, nell'estate del 1982 venne ceduto al Barcellona. Il trasferimento fu ufficializzato dopo il mondiale in Spagna, al quale partecipò con la nazionale argentina. In seguito Maradona raccontò di essere stato contattato anche dalla Juventus prima del trasferimento in Europa, attraverso Omar Sívori, ma di aver preferito rimanere in Argentina in quel momento della sua carriera.

Il 5 giugno 1982 Maradona venne acquistato dal Barcellona, allora presieduto da Josep Lluís Núñez, per una cifra record per l'epoca. La sua prima stagione in Spagna fu condizionata da diversi problemi fisici, tra cui un'epatite virale che lo costrinse a rimanere lontano dai campi per oltre tre mesi. Nonostante ciò, contribuì alla conquista della Coppa del Re e della Coppa della Liga, entrambe vinte contro il Real Madrid, segnando una rete in entrambe le gare della finale di quest'ultima competizione.
La stagione 1983-1984 iniziò sotto la guida dell'allenatore César Luis Menotti, che nel 1978 aveva guidato la Nazionale argentina alla vittoria del suo primo titolo mondiale, con risultati promettenti: in Coppa delle Coppe Maradona realizzò una tripletta contro il Magdeburgo. Il 24 settembre 1983, durante la partita di campionato contro l'Athletic Bilbao, subì però un grave infortunio alla caviglia sinistra dopo un intervento del difensore Andoni Goikoetxea. La lesione, una triplice frattura con interessamento dei legamenti, richiese un intervento chirurgico e un lungo periodo di recupero; Maradona tornò in campo dopo 106 giorni.
Durante la sua assenza il Barcellona conquistò la Supercoppa spagnola. Rientrato nel gennaio 1984, Maradona disputò la seconda parte della stagione contribuendo al percorso della squadra nelle competizioni nazionali e internazionali, ma il Barcellona non riuscì a conquistare il campionato.
Nella finale di Coppa del Re contro l'Athletic Club, persa dal Barcellona per 1-0, Maradona fu coinvolto in una rissa tra le due squadre al termine dell'incontro, episodio che contribuì a rendere difficile il rapporto con l'ambiente catalano.
Dopo due stagioni segnate da risultati inferiori alle attese e da contrasti con l'ambiente, nell'estate 1984 il Barcellona decise di cedere il calciatore.

Nell'estate del 1984 Maradona lasciò il Barcellona per trasferirsi al Napoli, in un'operazione condotta dal presidente del club partenopeo Corrado Ferlaino. La trattativa, conclusa il 29 giugno, portò all'acquisto del calciatore argentino per circa 13,5 miliardi di lire, cifra che fece del trasferimento il più costoso mai realizzato da una società italiana fino ad allora. L'operazione richiese una complessa definizione degli aspetti economici: il Napoli dovette fornire le garanzie richieste dal Barcellona e il pagamento del cartellino venne concordato attraverso più versamenti tra i due club.
Il 5 luglio 1984 Maradona venne presentato ufficialmente come nuovo giocatore del Napoli allo Stadio San Paolo, davanti a oltre 50 000 tifosi accorsi per assistere al primo saluto del calciatore argentino. Durante la presentazione entrò in campo e si esibì in alcuni palleggi davanti al pubblico; l'evento richiamò inoltre circa 200 giornalisti accreditati alla successiva conferenza stampa. Nell'occasione dichiarò di voler instaurare un rapporto diretto con la città e con i suoi sostenitori, manifestando anche l'intenzione di favorire la partecipazione allo stadio dei bambini napoletani in condizioni economiche più difficili.
Nella prima stagione in maglia azzurra, Maradona si adattò rapidamente al campionato italiano, realizzando 14 reti in Serie A e 17 complessive tra campionato e Coppa Italia.
Dopo due annate concluse rispettivamente al centro della classifica e al terzo posto con il Napoli, nell'ottobre 1986 tornò a disputare una competizione europea. La sua partecipazione alla Coppa UEFA si concluse tuttavia già ai trentaduesimi di finale: nella sfida decisiva contro il Tolosa, disputata in casa il 1º ottobre 1986, Maradona fallì il proprio tentativo nella serie dei calci di rigore e il Napoli venne eliminato.

Al termine della stagione 1986-1987 Maradona conquistò il suo primo scudetto, contribuendo alla vittoria del primo titolo nazionale nella storia del Napoli, cui si aggiunse anche il successo in Coppa Italia.
Nella stagione 1987-1988 Maradona ottenne un importante riconoscimento individuale, vincendo il titolo di capocannoniere della Serie A con 15 reti. Il Napoli concluse il campionato al secondo posto, dopo aver perso il primato nelle ultime giornate a seguito della rimonta del Milan. Fu poi tra i protagonisti della conquista della Coppa UEFA 1988-1989, primo trofeo europeo ufficiale della storia del Napoli: la squadra partenopea superò in finale lo Stoccarda, aggiudicandosi la competizione nella doppia sfida con il risultato complessivo di 5-4.
Nel campionato 1989-1990 Maradona conquistò il secondo scudetto della sua carriera, guidando il Napoli al secondo titolo nazionale della sua storia. Nella stessa stagione ottenne anche la Supercoppa italiana 1990, vinta per 5-1 contro la Juventus, ultimo trofeo conquistato dal calciatore argentino con il club.

Nella stagione successiva disputò nuovamente la Coppa dei Campioni, ma la sua squadra venne eliminata agli ottavi di finale dallo Spartak Mosca dopo due pareggi senza reti e la sconfitta ai calci di rigore.
L'esperienza al Napoli si concluse nel 1991 dopo la positività a un controllo antidoping effettuato al termine della partita in casa con il Bari del 17 marzo. L'analisi rilevò la presenza di metaboliti della cocaina nelle urine del calciatore e il procedimento della giustizia sportiva portò alla sua squalifica per 15 mesi, successivamente estesa dalla FIFA a livello internazionale.
La positività fu successivamente oggetto di diverse interpretazioni. Il giornalista Gianni Minà, amico personale di Maradona e autore di numerose interviste al calciatore, sostenne che nei confronti del giocatore fosse stata predisposta una «trappola» nelle procedure antidoping, ipotizzando che la vicenda fosse stata utilizzata per favorirne l'allontanamento dal Napoli e dall'Italia. Tale ricostruzione non è stata accertata in sede ufficiale.
Dopo quasi sette stagioni in maglia azzurra. Il calciatore lasciò il club nell'estate del 1991. Il suo bilancio complessivo con il Napoli fu di 259 presenze e 115 reti ufficiali.
Dopo la squalifica, Maradona tornò a giocare nel 1992 con il Siviglia, in Liga, su richiesta dell'allenatore Carlos Bilardo, suo commissario tecnico ai mondiali del 1986 e del 1990. Debuttò il 28 settembre in un'amichevole contro il Bayern Monaco e disputò la prima gara ufficiale il 4 ottobre contro l'Athletic Bilbao. La stagione si concluse con 25 presenze, 5 reti e 12 assist, ma il rapporto con il club terminò dopo una sola annata.
L'anno successivo Maradona rientrò in Argentina, firmando per il Newell's Old Boys. L'esperienza durò però pochi mesi: dopo cinque presenze ufficiali lasciò la squadra e rimase lontano dai club per diversi mesi, dedicandosi principalmente alla nazionale argentina.
Il 7 ottobre 1995 tornò a giocare con il Boca Juniors, dove rimase per due stagioni. Si ritirò definitivamente dal calcio giocato il 25 ottobre 1997, dopo il Superclásico contro il River Plate.

Maradona esordì a sedici anni con la nazionale argentina il 27 febbraio 1977, in un'amichevole contro l'Ungheria disputata alla Bombonera. Nello stesso anno debuttò anche con la nazionale under 20.
Nel 1978, nonostante avesse vinto il titolo di capocannoniere del campionato argentino, non fu convocato per il mondiale casalingo poi vinto dall'Albiceleste: il commissario tecnico Menotti gli preferì Houseman.
Nel 1979 conquistò il mondiale under 20 disputato in Giappone, segnando sei reti e contribuendo al successo dell'Argentina nella finale contro l'Unione Sovietica; concluse il torneo come secondo miglior marcatore, alle spalle del compagno Ramón Díaz.
Nel mondiale disputato in Spagna nel 1982, giocò cinque partite e realizzò due reti. L'esperienza si concluse con l'eliminazione dell'Argentina nel secondo turno a gironi e con l'espulsione di Maradona nella sfida contro il Brasile per un fallo di reazione ai danni di João Batista.

Al mondiale del 1986 in Messico, Maradona fu il protagonista della vittoria dell'Argentina, contribuendo con cinque reti e cinque assist in sette partite. Nei quarti di finale contro l'Inghilterra realizzò due dei gol più celebri della storia del calcio: la Mano de Dios, rete segnata irregolarmente con la mano e convalidata dalla terna arbitrale, e il Gol del secolo, realizzato dopo aver superato gran parte della squadra avversaria partendo dalla metà campo. Quest'ultimo è stato eletto nel 2002 dalla FIFA come il più bel gol nella storia della Coppa del Mondo.
In semifinale segnò entrambe le reti nella vittoria per 2-0 sul Belgio, mentre nella finale contro la Germania Ovest fornì l'assist decisivo a Jorge Burruchaga per il gol del definitivo 3-2, che consegnò all'Argentina il secondo titolo mondiale della sua storia.
Dopo il successo iridato partecipò alla Copa América 1987, conclusa dall'Argentina al quarto posto, e alla Copa América 1989, terminata con il terzo posto.

Maradona fu capitano dell'Argentina anche al mondiale del 1990, disputato in Italia, nonostante le condizioni fisiche non ottimali a causa di un infortunio alla caviglia sinistra.
Dopo la sconfitta all'esordio contro il Camerun, fu protagonista nella fase a eliminazione diretta del torneo: agli ottavi di finale fornì l'assist decisivo a Claudio Caniggia nella vittoria contro il Brasile, mentre nei quarti di finale contro la Jugoslavia fallì un calcio di rigore nella serie finale, comunque vinta dall'Argentina. In semifinale contro l'Italia, terminata 1-1 dopo i tempi regolamentari, trasformò il proprio tiro dal dischetto contribuendo alla qualificazione alla finale. Nell'ultimo atto, disputato a Roma contro la Germania Ovest, l'Argentina fu sconfitta per 1-0 da un rigore trasformato da Andreas Brehme.
Nel 1991 Maradona fu squalificato per quindici mesi dopo essere risultato positivo alla cocaina in un controllo antidoping effettuato al termine della partita Napoli-Bari del 17 marzo dello stesso anno. La sospensione gli impedì anche di disputare incontri con la nazionale argentina, con cui tornò a giocare due anni più tardi: il 24 febbraio 1993 disputò da capitano la Coppa Artemio Franchi contro la Danimarca, vinta dall'Argentina ai tiri di rigore, realizzando il primo tiro della serie decisiva.
Dopo aver contribuito alla qualificazione dell'Argentina al mondiale statunitense, fornendo l'assist per il gol di Abel Balbo nello spareggio contro l'Australia, Maradona tornò a giocare con la nazionale nell'aprile 1994, segnando su rigore nell'amichevole vinta contro il Marocco.
Convocato come capitano per la fase finale del mondiale negli Stati Uniti d'America, segnò il terzo gol nella vittoria per 4-0 contro la Grecia e fornì l'assist per una rete nella successiva vittoria contro la Nigeria; tuttavia, nel controllo antidoping effettuato dopo quest'ultima partita risultò positivo all'efedrina, sostanza stimolante proibita, e la FIFA lo escluse dal torneo. Privata del suo capitano, l'Argentina fu eliminata agli ottavi di finale dalla Romania.
Maradona contestò la positività sostenendo inizialmente che fosse dovuta all'assunzione di un integratore contenente la sostanza incriminata, mentre negli anni successivi accusò la FIFA di avergli promesso un trattamento di favore poi revocato.

Dopo le brevi esperienze alla guida del Dep. Mandiyú e del Racing Club a metà degli anni novanta, il 28 ottobre 2008 Maradona fu nominato commissario tecnico della nazionale argentina, subentrando ad Alfio Basile. Debuttò con una vittoria per 1-0 in amichevole contro la Scozia.
Durante le qualificazioni al mondiale del 2010, l'Argentina ottenne la qualificazione all'ultima giornata grazie alla vittoria per 1-0 in trasferta contro l'Uruguay, nonostante la pesante sconfitta per 6-1 subita pochi mesi prima contro la Bolivia, la peggiore nella storia della selezione nelle qualificazioni mondiali. Dopo la qualificazione, la FIFA gli inflisse due mesi di squalifica per le dichiarazioni offensive rivolte ai giornalisti.
Al mondiale in Sudafrica l'Argentina raggiunse i quarti di finale, dove fu eliminata dalla Germania con il punteggio di 4-0. Al termine della competizione Maradona terminò il suo rapporto con la federazione argentina e lasciò l'incarico di commissario tecnico.
Dopo dieci mesi di inattività, il 14 maggio 2011 Maradona tornò in panchina alla guida dell'Al-Wasl, negli Emirati Arabi Uniti. Nella prima stagione condusse la squadra fino alla finale della Coppa dei Campioni del Golfo, persa contro l'Al-Muharraq, mentre in campionato concluse all'ottavo posto. Il 10 luglio 2012, dopo alcuni contrasti con la dirigenza, venne sollevato dall'incarico.
Il 7 maggio 2017 fu nominato allenatore del Fujairah, sempre negli Emirati Arabi Uniti, militante nella seconda divisione. La squadra sfiorò la promozione in massima serie senza subire sconfitte in campionato, ma Maradona lasciò l'incarico il 27 aprile 2018 dopo il mancato raggiungimento dell'obiettivo.
Nel settembre 2018 venne ingaggiato dai Dorados, squadra della seconda divisione messicana. In due stagioni raggiunse la finale del campionato cadetto in entrambe le occasioni, venendo però sconfitto dall'Atlético San Luis; nel giugno 2019 lasciò la panchina per motivi di salute.
Il 5 settembre 2019 divenne allenatore del Gimnasia (LP), tornando così in Argentina. Dopo una breve interruzione legata a questioni societarie, riprese l'incarico e rimase alla guida della squadra fino alla fine della stagione.
Tra club, nazionale maggiore e nazionale under 20 (escluse le partite non ufficiali), Maradona ha giocato globalmente 695 partite segnando 353 reti, alla media di 0.51 gol a partita. Nella storia della Serie A, è l'unico calciatore a essere presente nei primi dieci posti sia tra i migliori rigoristi, sia tra i giocatori con più gol su punizione.
| Stagione | Squadra | Campionato | Coppe nazionali | Coppe continentali | Altre coppe | Totale | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Pres | Reti | ||
| 1976 | N | 11 | 2 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 11 | 2 | |
| 1977 | M+N | 37+12 | 13+6 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 49 | 19 | |
| 1978 | M+N | 31+4 | 22+4 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 35 | 26 | |
| 1979 | M+N | 14+12 | 14+12 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 26 | 26 | |
| 1980 | M+N | 32+13 | 25+18 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 45 | 43 | |
| Totale Argentinos Juniors | 166 | 116 | - | - | - | - | - | - | 166 | 116 | |||||
| 1981 | M+N | 28+12 | 17+11 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 40 | 28 | |
| 1982-1983 | PD | 20 | 11 | CR+CdL | 5+6 | 3+4 | CdC | 4 | 5 | - | - | 35 | 23 | ||
| 1983-1984 | PD | 16 | 11 | CR | 4 | 1 | CdC | 3 | 3 | - | - | - | 23 | 15 | |
| Totale Barcellona | 36 | 22 | 9+6 | 4+4 | 7 | 8 | - | - | 58 | 38 | |||||
| 1984-1985 | A | 30 | 14 | CI | 6 | 3 | - | - | - | - | - | - | 36 | 17 | |
| 1985-1986 | A | 29 | 11 | CI | 2 | 2 | - | - | - | - | - | - | 31 | 13 | |
| 1986-1987 | A | 29 | 10 | CI | 10 | 7 | CU | 2 | 0 | - | - | - | 41 | 17 | |
| 1987-1988 | A | 28 | 15 | CI | 9 | 6 | CC | 2 | 0 | - | - | - | 39 | 21 | |
| 1988-1989 | A | 26 | 9 | CI | 12 | 7 | CU | 12 | 3 | - | - | - | 50 | 19 | |
| 1989-1990 | A | 28 | 16 | CI | 3 | 2 | CU | 5 | 0 | - | - | - | 36 | 18 | |
| 1990-1991 | A | 18 | 6 | CI | 3 | 2 | CC | 4 | 2 | SI | 1 | 0 | 26 | 10 | |
| Totale Napoli | 188 | 81 | 45 | 29 | 25 | 5 | 1 | 0 | 259 | 115 | |||||
| 1992-1993 | PD | 26 | 5 | CR | 4 | 2 | - | - | - | - | - | - | 30 | 7 | |
| 1993-1994 | A | 5 | 0 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 5 | 0 | |
| 1995-1996 | A+C | 11+13 | 3+2 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 24 | 5 | |
| 1996-1997 | A+C | 0+1 | 0 | - | - | - | - | - | - | SS | 1 | 0 | 2 | 0 | |
| 1997-1998 | A | 5 | 2 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 5 | 2 | |
| Totale Boca Juniors | 70 | 35 | - | - | - | - | 1 | 0 | 71 | 35 | |||||
| Totale carriera | 491 | 259 | 64 | 39 | 32 | 13 | 2 | 0 | 589 | 311 | |||||
| Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale(partite non ufficiali) ― Argentina under 20 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Data | Città | In casa | Risultato | Ospiti | Competizione | Reti | Note |
| 3-4-1977 | - | Chascomús | 2 – 3 | Amichevole | - | ||
| 8-4-1977 | - | Cipolletti | 1 – 2 | Amichevole | 1 | ||
| 3-11-1978 | - | N.Y. Cosmos | 2 – 2 | Amichevole | 1 | ||
| 5-11-1978 | - | San Rafael | 2 – 1 | Amichevole | - | ||
| 14-11-1978 | - | San José de Mayo | 0 – 4 | Amichevole | 2 | ||
| 5-12-1978 | - | Pergamino | 3 – 3 | Amichevole | 1 | ||
| 8-12-1978 | Córdoba | Talleres (C) | 2 – 2 | Amichevole | - | ||
| 25-7-1979 | Tucumán | Atlético Tucumán | 2 – 1 | Amichevole | - | ||
| 14-11-1979 | Valencia | Valencia | - | Amichevole | - | ||
| Totale | Presenze | 9 | Reti | 5 | |||
| Stagione | Squadra | Campionato | Coppe nazionali | Coppe continentali | Altre coppe | Totale | % Vittorie | Piazzamento | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | G | V | N | P | % | |||
| 1994-1995 | A+C | 12 | 1 | 5 | 6 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 12 | 1 | 5 | 6 | 8,33 | Dimis. | |
| 1995-1996 | A+C | 11 | 2 | 3 | 6 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 11 | 2 | 3 | 6 | 18,18 | Dimis. | |
| 2011-2012 | UFL | 22 | 7 | 5 | 10 | EC+CPE | 11+2 | 6+1 | 0+0 | 5+1 | CCG | 8 | 5 | 1 | 2 | - | - | - | - | - | 43 | 19 | 6 | 18 | 44,19 | 8º | |
| 2017-2018 | UD1 | 22 | 11 | 11 | 0 | CPE | 2 | 0 | 1 | 1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 24 | 11 | 12 | 1 | 45,83 | 3º | |
| 2018-2019 | SD | 32 | 18 | 8 | 6 | cMX | 6 | 2 | 1 | 3 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 38 | 20 | 9 | 9 | 52,63 | 2º | |
| 2019-2020 | PD | 18 | 6 | 4 | 8 | CA+CdL | 1+1 | 1+1 | 0 | 0 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 20 | 8 | 4 | 8 | 40,00 | Sub. 19º | |
| Totale carriera | 117 | 45 | 36 | 36 | 23 | 11 | 2 | 10 | 8 | 5 | 1 | 2 | - | - | - | - | 148 | 61 | 39 | 48 | 41,22 | ||||||
| Squadra | Naz | dal | al | Record | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| G | V | N | P | GF | GS | DR | % Vittorie | ||||
| 28 ottobre 2008 | 29 luglio 2010 | 24 | 18 | 0 | 6 | 47 | 27 | +20 | 75,00 | ||
| Stagione | Squadra | Competizione | Piazzamento | Andamento | Reti | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Giocate | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | % Vittorie | GF | GS | DR | ||||||
| 2008 | Qual. Mondiale 2010 | 4º | 0 | 0 | 0 | 0 | — | - | - | - | |||
| 2009 | 8 | 4 | 0 | 4 | 50,00 | 10 | 11 | -1 | |||||
| 2010 | Mondiale 2010 | Quarti di finale | 5 | 4 | 0 | 1 | 80,00 | 10 | 6 | +4 | |||
| Dal 2008 al 2010 | Amichevoli | 11 | 10 | 0 | 1 | 90,91 | 27 | 8 | +19 | ||||
| Totale Argentina | 24 | 18 | 0 | 6 | 75,00 | 47 | 27 | +20 | |||||
L'11 dicembre 2000, durante la cerimonia del FIFA World Player of the Year all'Auditorium del Foro Italico di Roma, Maradona ricevette il FIFA Internet Century Awards come Calciatore del Secolo, riconoscimento assegnato attraverso un sondaggio popolare nel quale ottenne il 53,6% dei voti. Nella stessa occasione Pelé ricevette un analogo premio assegnato da una giuria della FIFA.
Dopo il ritiro dal calcio giocato, Maradona rimase una figura pubblica legata soprattutto al mondo del calcio, ricoprendo incarichi dirigenziali, partecipando a programmi televisivi e prendendo parte a eventi celebrativi. Il 10 novembre 2001 diede ufficialmente l'addio in una partita amichevole tra la nazionale argentina e una selezione di Stelle Mondiali, conclusasi con la vittoria dell'Argentina per 6-3, nella quale realizzò due reti su calcio di rigore.
Nel 2005 assunse il ruolo di dirigente sportivo del Boca Juniors, diventando successivamente vicepresidente onorario del club. Durante il suo incarico contribuì alla scelta di Alfio Basile come allenatore; sotto la sua gestione il Boca conquistò diversi trofei nazionali e internazionali. Lasciò l'incarico nell'agosto dello stesso anno a seguito di divergenze con la dirigenza dell'Associazione del calcio argentino (AFA).
Dal 15 agosto condusse il programma argentino La Noche del 10, trasmissione di interviste e intrattenimento che ospitò numerose personalità, non solo del mondo dello sport, tra cui Pelé, Mike Tyson e Fidel Castro.
Partecipò inoltre alla seconda edizione del programma televisivo italiano Ballando con le stelle, esibendosi in coppia con la ballerina Angela Panico.
Nel corso della vita pubblica Maradona espresse posizioni politiche prevalentemente vicine alla sinistra latinoamericana, pur avendo sostenuto nel tempo esponenti politici di orientamenti diversi. In gioventù manifestò sostegno al presidente argentino Carlos Saúl Menem, mentre dagli anni duemila divenne noto per la vicinanza a figure della sinistra sudamericana, tra cui il presidente cubano Fidel Castro, il venezuelano Hugo Chávez e gli esponenti del Kirchnerismo in Argentina.
Maradona sviluppò un rapporto particolarmente stretto con Fidel Castro, che incontrò più volte e al quale dedicò parole di ammirazione nella propria autobiografia Yo soy el Diego.
Manifestò inoltre il proprio sostegno a Chávez, partecipando nel 2005 al vertice delle Americhe di Mar del Plata, dove prese parte alle proteste contro il presidente statunitense George W. Bush.
Nel corso degli anni espresse anche posizioni critiche nei confronti della politica estera statunitense e della classe dirigente argentina, mentre dopo l'elezione di Barack Obama nel 2008 dichiarò un atteggiamento più favorevole verso gli Stati Uniti.
Le sue prese di posizione politiche contribuirono a rafforzare la sua immagine pubblica come figura che andava oltre l'ambito sportivo, soprattutto in America Latina.
Nel corso della sua vita Maradona fu coinvolto in diversi procedimenti giudiziari e controversie fiscali.
Il 27 aprile 1991 venne arrestato a Buenos Aires per detenzione di cocaina, episodio che seguì di poche settimane la squalifica per positività al controllo antidoping durante la sua esperienza al Napoli.
Negli anni successivi fu inoltre coinvolto in una lunga controversia con il fisco italiano relativa ai compensi percepiti durante il periodo trascorso al Napoli. La vicenda, oggetto di numerosi ricorsi e provvedimenti di riscossione, si concluse nel 2021 quando la Corte di cassazione dichiarò definitivamente estinto il debito tributario.
Dai primi anni ottanta fino al 2004, Maradona fu dipendente dalla cocaina: egli ammise, nella sua autobiografia pubblicata nel 2000, di aver iniziato a farne uso nel 1982, quando giocava nel Barcellona. Durante il suo soggiorno a Napoli, il consumo divenne una vera e propria tossicodipendenza, che cominciava ad interferire con la sua capacità di giocare a calcio.
Negli anni successivi al ritiro, a causa degli eccessi con cibo, alcol e cocaina, la sua salute peggiorò progressivamente, costringendolo a diversi ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici, oltre a piani di riabilitazione e disintossicazione, tra gli anni duemila e gli anni duemiladieci. A causa del vertiginoso aumento di peso subito all'inizio degli anni duemila, fu costretto a due bypass gastrici, uno nel 2005 e uno nel 2015.
Circolarono alcune notizie riguardo alla sua morte che furono subito smentite, così come le voci precedenti che lo dichiaravano morto in un incidente automobilistico.
Nel 2000 Maradona pubblicò la propria autobiografia, Yo soy el Diego, edita da Editorial Planeta. Nell'opera ripercorse la propria vicenda personale e sportiva, dalle origini a Villa Fiorito fino ai successi calcistici, soffermandosi anche sui problemi legati alla tossicodipendenza e sul rapporto con la famiglia, i compagni di squadra e diversi protagonisti del calcio e della politica.
Nel 2002 il volume fu pubblicato anche in Italia con il titolo Io sono El Diego, per Fandango Libri.
Nel 2000 il Napoli ritirò la maglia numero 10 in suo onore, rendendola definitivamente indisponibile per i futuri calciatori del club.
Nel 2001 anche l'AFA chiese alla FIFA l'autorizzazione a ritirare la maglia numero 10 della nazionale argentina in suo onore, ma la richiesta fu respinta nel 2002 poiché il regolamento del mondiale imponeva la numerazione progressiva dei giocatori dall'1 al 23. La federazione argentina aveva inizialmente previsto di assegnare il numero 24 al terzo portiere Roberto Bonano, ma la FIFA non concesse deroghe e, nella fase finale del torneo, la maglia numero 10 fu indossata da Ariel Ortega.
Nel 2004, in seguito al fallimento della società e alla successiva iscrizione al campionato di Serie C1, il regolamento della categoria impose nuovamente la numerazione tradizionale dall'1 all'11. Per questo motivo il numero 10 tornò temporaneamente a essere utilizzato fino al 2006, quando, con il ritorno del club in Serie B, la maglia fu nuovamente ritirata.
Nel novembre 2020, pochi giorni dopo la morte di Maradona, il Napoli gli rese omaggio scendendo in campo nella partita di UEFA Europa League contro il Rijeka con una maglia celebrativa recante il numero 10.

Nel maggio 2006 partecipò al Soccer Aid, evento benefico organizzato a sostegno dell'UNICEF. Il 27 maggio disputò a Manchester una partita tra una selezione del Resto del Mondo e l'Inghilterra, realizzando su calcio di rigore la rete della rappresentativa mondiale, sconfitta per 2-1.
Nel dicembre 2008 si recò a Kolkata, in India, dove fu accolto da oltre 100 000 tifosi allo Salt Lake Stadium. Durante la visita partecipò alla posa della prima pietra di un'accademia calcistica nella periferia orientale della città, in un evento che ebbe ampia risonanza mediatica.
Negli anni successivi partecipò ad altri eventi calcistici celebrativi e iniziative benefiche. Il 1º settembre 2014 prese parte alla Partita per la Pace, organizzata da Papa Francesco e Javier Zanetti allo Stadio Olimpico di Roma, disputando l'intero incontro e fornendo un assist a Roberto Baggio. Nel dicembre dello stesso anno tornò in campo a Dubai in occasione del Dubai National Day Match, una manifestazione calcistica a scopo celebrativo.

Nel 2015 annunciò, tramite lo storico telecronista Víctor Hugo Morales, la propria intenzione di candidarsi alla presidenza della FIFA dopo le dimissioni di Joseph Blatter, senza tuttavia formalizzare successivamente la candidatura.
Il 15 maggio 2018 fu nominato presidente onorario della società bielorussa Dinamo Brėst.
Il 26 dicembre 2019 fu ricevuto alla Casa Rosada dal presidente argentino Alberto Fernández, durante il periodo in cui allenava il Gimnasia (LP). Nel corso dell'incontro presentò alcune iniziative legate allo sport e consegnò al presidente alcune maglie autografate e un pallone.
Il soprannome più noto associato a Maradona è El Pibe de Oro ("il ragazzo d'oro"), appellativo con cui venne identificato fin dagli anni della sua affermazione nel calcio argentino e che divenne progressivamente legato alla sua figura pubblica. Il termine argentino pibe, secondo il linguista Fiorenzo Toso, è riconducibile al genovese pivetto ("ragazzino", "pivello"), entrato nello spagnolo rioplatense attraverso i contatti linguistici tra le comunità italiane e argentine. L'espressione era già stata utilizzata per altri calciatori argentini, tra cui Ernesto Lazzatti, prima di essere associata stabilmente a Maradona durante la sua esperienza al Boca Juniors.
Altri appellativi legati alla sua figura sono El Diez, in riferimento al numero di maglia indossato nella maggior parte della carriera, e D10S, gioco grafico tra Diez ("dieci") e Dios ("Dio"), diffusosi soprattutto nella cultura popolare argentina e napoletana. L'espressione Mano de Dios ("mano di Dio") deriva invece dal gol segnato con la mano nella partita tra Argentina e Inghilterra nei quarti di finale del campionato del mondo 1986, mentre il secondo gol realizzato nella stessa gara è ricordato come il Gol del secolo.

Dopo la vittoria mondiale dell'estate 1986, Maradona divenne in Argentina e a Napoli una figura simbolica che andò oltre il risultato sportivo. Le sue origini popolari e il percorso di affermazione personale contribuirono alla costruzione del mito del campione vicino alla gente comune, mentre il suo rapporto conflittuale con alcune istituzioni sportive e politiche rafforzò l'immagine di un personaggio percepito come rappresentante degli ambienti popolari.
In questo contesto, Maradona è considerato in Argentina una vera e propria icona culturale; tra i primi studi monografici dedicati al suo significato sociologico risalta Maradona, iconografía de la patria (1997) di Gustavo Bernstein, opera pionieristica che analizza il calciatore come mito nazionale e simbolo dell'identità argentina. Il saggista riassume la sua statura di icona mitica in una tautologia: «L'Argentina è Maradona, Maradona è l'Argentina».
Questo fenomeno raggiunse una delle sue manifestazioni più note con la nascita, nel 1998 a Rosario, della Iglesia Maradoniana ("Chiesa di Maradona"), movimento ironico e goliardico fondato dai suoi sostenitori. I membri adottarono un calendario basato sull'anno della nascita del calciatore, indicato come d.D. (después de Diego, "dopo Diego").
A Napoli il culto popolare nei suoi confronti si manifestò anche attraverso iniziative spontanee dei tifosi, tra cui altari e luoghi commemorativi dedicati alla sua figura. Nel 1991 si tenne inoltre in città il convegno Te Diegum, dedicato al rapporto tra Maradona e il pubblico napoletano.

Maradona è stato protagonista di numerosi prodotti culturali dedicati alla sua vita e alla sua carriera. Nel 2000 pubblicò l'autobiografia Yo soy el Diego, nella quale raccontò le proprie origini, il percorso sportivo e le difficoltà personali; l'opera divenne un successo editoriale in Argentina.
Nel 2005 condusse il programma televisivo argentino La noche del 10, trasmissione di interviste e intrattenimento che ottenne un notevole seguito e ospitò numerose personalità dello sport e dello spettacolo, tra cui Pelé.
La sua figura è stata inoltre celebrata in numerose canzoni di artisti argentini e internazionali, tra cui La mano de Dios di Rodrigo Bueno, Santa Maradona dei Mano Negra, Maradona blues di Charly García, La vida tombola di Manu Chao e Tango della buena suerte di Pino Daniele.
La figura di Maradona è stata celebrata attraverso monumenti, intitolazioni e iniziative commemorative in diversi Paesi. Nel 2003 l'Argentinos Juniors gli dedicò lo stadio del quartiere La Paternal di Buenos Aires, successivamente denominato stadio Diego Armando Maradona.
Nel corso degli anni gli sono stati dedicati anche monumenti e statue, tra cui opere conservate presso il museo del Boca Juniors e nella città argentina di Bahía Blanca.
Il 5 luglio 2017 ricevette inoltre la cittadinanza onoraria del Comune di Napoli.
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Libri
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