
Il Turner Prize, che prende il nome dal pittore inglese J. M. W. Turner, è un premio annuale di arte contemporanea assegnato a un artista visivo britannico al di sotto dei 50 anni (questa restrizione non è stata rispettata per la premiazione del 2017). Tra il 1991 e il 2016 potevano candidarsi solo artisti di età inferiore ai 50 anni. Il premio viene assegnato ogni due anni alla Tate Britain, mentre negli anni intermedi la cerimonia si svolge in varie sedi al di fuori di Londra. Fin dalla sua istituzione nel 1984 è diventato il premio artistico più pubblicizzato del Regno Unito. Anche se è aperto ad ogni forma d'arte visiva, ed è stato assegnato anche a pittori, è stato via via associato principalmente all'arte concettuale. È interessante notare che per due delle sue prime edizioni, Art & Language è stato candidato nel 1986 e che Terry Atkinson (uno dei fondatori e membro di Art & Language) è stato candidato anche nel 1985. Di fatto il premio abbraccia tutte le forme espressive.
A partire dal 2004 il premio in denaro è stato fissato a 40.000 sterline. Si sono succeduti diversi sponsor, tra cui l’emittente televisiva Channel 4 e Gordon's Gin. Evento di spicco nella Cultura britannica, il premio è stato consegnato da varie personalità di spicco: nel 2006 è stata Yoko Ono, mentre nel 2012 è stato presentato da Jude Law.
Si tratta di un evento controverso, soprattutto per le opere esposte, come The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, uno squalo in formaldeide di Damien Hirst, e My Bed, un letto sfatto di Tracey Emin. Le polemiche sono arrivate anche da altre parti, tra cui le critiche alle opere esposte da parte del ministro della Cultura Kim Howells, le parolacce pronunciate da un’ospite d’onore (Madonna), gli articoli scritti sulla stampa dalla giurata Lynn Barber e un discorso di Sir Nicholas Serota sull’acquisto di un’opera di un membro del Consiglio di amministrazione.
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