| Soleminis comune | |
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| (IT) Soleminis (SC) Solèminis | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Claudio Suergiu (lista civica) dal 09-06-2025 |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°20′49.95″N 9°10′52.87″E |
| Altitudine | 200 m s.l.m. |
| Superficie | 12,79 km² |
| Abitanti | 1 908 (31-5-2026) |
| Densità | 149,18 ab./km² |
| Comuni confinanti | Dolianova, Serdiana, Settimo San Pietro, Sinnai |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 09040 |
| Prefisso | 070 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 111087 |
| Cod. catastale | I797 |
| Targa | CA |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Nome abitanti | (IT) soleminesi (SC) soleminesus soleminiesi |
| Patrono | san Giacomo |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Soleminis (Solèminis in sardo) è un comune italiano di 1 908 abitanti della città metropolitana di Cagliari, situato a circa 18 km da Cagliari, lungo la strada statale SS387.
Il territorio di Soleminis è abitato sin dall'antichità come dimostrato dalle aree archeologiche di Facc'e 'Idda, Is Calitas e Cuccuru Cresia Arta. Il paese viene citato per la prima volta nell'XI secolo; in epoca giudicale Soleminis faceva parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria del Parteolla. A seguito della scomparsa di quest'ultimo nel 1258, passò prima al giudicato di Arborea e poi al comune di Pisa.
Dopo la conquista aragonese della Sardegna venne dato in feudo a diversi feudatari iberici ma nel XV secolo era ormai disabitato. Nel 1637 il territorio dove sorgeva venne acquistato per trentamila lire da Francesco Vico, che ebbe il titolo di marchese di Soleminis, e che lo cedette a suo nipote il quale avviò l'opera di ripopolamento del villaggio. La ripresa demografica non durò a lungo a causa dell'epidemia di peste che colpì l'isola nel 1652. Solo alcuni anni dopo, grazie alla concessione di franchigie, il centro attirò nuovi coloni che lo rivitalizzarono . Il marchesato passò per successione nel 1812 agli Amat di San Filippo, ai quali il paese fu riscattato nel 1839 con l'abolizione del sistema feudale, per diventare un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 29 luglio 1993.
La croce pisana ricorda il dominio della Repubblica di Pisa sul territorio dal 1297, mentre i sei scudi spagnoli (o scudi ritondati) rappresentano le sei principali famiglie che governarono il feudo durante il periodo aragonese-spagnolo: Ballester, Oulomar, de Toulon, Torellò, Maza de Liçana, Zonza-Vico. L’albero di olivo ricorda invece l’introduzione dell’olivicoltura in Sardegna da parte di Francesco Angelo de Vico, che nel 1627 favorì il ripopolamento del villaggio. Il grappolo d'uva simboleggia i vari tipi di vini che vengono prodotti nella zona.
Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di verde.
La bandiera è un drappo troncato di bianco e di verde caricato al centro dello stemma comunale, concesso con DPR del 5 aprile 2023.
Di rilievo il parco regionale di Mont'Arrubiu, area protetta gestita dalla Regione Sardegna.
Abitanti censiti

La lingua ufficiale è l'Italiano. La variante del sardo parlata a Soleminis è il campidanese occidentale.
Tra le manifestazioni più significative ci sono:
La sua economia, prevalentemente agropastorale, è arricchita da allevamenti avicoli; la coltura principale è la vite, seguita dall'ulivo.
Sono note le cantine Pili che producono vino di alta qualità.
Il comune è servito dalla fermata di Soleminis, posta alla periferia sud-occidentale dell'abitato lungo la ferrovia Cagliari-Isili. Lo scalo è collegato dai treni dell'ARST, aventi capolinea a Monserrato ed Isili.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 241902591 |
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