
David di Donatello per il miglior attore protagonista 1960
David di Donatello per il miglior attore protagonista 1963
David di Donatello per il miglior attore protagonista 1965
David di Donatello per il miglior attore protagonista 1967
David di Donatello per il miglior attore protagonista 1975
David di Donatello per il miglior attore protagonista 1979
David di Donatello per il miglior attore protagonista 1987
David di Donatello speciale 1991
David di Donatello alla carriera 1996Vittorio Gassman, nato Vittorio Gassmann (Genova, 1º settembre 1922 – Roma, 29 giugno 2000), è stato un attore, regista, sceneggiatore e scrittore italiano, attivo in campo teatrale, cinematografico e televisivo.
Soprannominato il mattatore (dall'omonimo spettacolo televisivo da lui condotto nel 1959), è considerato uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani, ricordato per il portamento e la dizione marcatamente teatrali, nonché per l'assoluta professionalità (al limite del maniacale), per la versatilità nell'interpretare i ruoli più disparati e per il magnetismo della sua presenza scenica; oltre che per le sue letture solenni di opere letterarie come la Divina Commedia. Artista con profonde radici nel mondo del teatro più impegnato, fu fondatore e direttore del Teatro d'arte Italiano. La lunga carriera in Italia e all'estero comprende produzioni importanti, così come dozzine di divertissement che gli diedero una vasta popolarità.
Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, Gassman è ritenuto uno dei più grandi interpreti della commedia all'italiana.

Nacque nell'attuale quartiere genovese di Struppa, all'epoca comune autonomo, il 1º settembre 1922, figlio di Heinrich Gassmann, un ingegnere civile tedesco di Karlsruhe, e di Luisa Ambrosi (nata Ambron), pisana di religione ebraica. All'età di 5 anni visse un anno a Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dove il padre era impegnato nella costruzione del nuovo quartiere abitativo "Ferrobeton", dal nome della società di costruzioni che lo realizzò. Gassman raccontò spesso di ricordi legati a quella breve esperienza vissuta nella cittadina calabrese e di come vi rimase legato, tanto da citarla nel film Il mattatore (1960) di Dino Risi. Nel 1934, in piena epoca fascista e nazista, la madre, rimasta vedova, modificò all'anagrafe il proprio cognome; contemporaneamente, la "n" finale fu rimossa dal cognome dei figli.
Quando aveva sei anni, la sua famiglia si trasferì a Roma, dove successivamente egli ottenne la maturità classica al Liceo Torquato Tasso nello stesso periodo di Raimondo Vianello, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza (che non completò) e frequentò l'Accademia nazionale d'arte drammatica, nella quale studiarono anche Paolo Stoppa, Rina Morelli, Adolfo Celi, Luigi Squarzina, Elio Pandolfi, Rossella Falk, Lea Padovani e, successivamente, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Tino Buazzelli, Gianrico Tedeschi, Monica Vitti, Luca Ronconi e altri. In questi anni, dotato di fisico atletico, si distinse come giocatore di pallacanestro tesserato per la S.S. Parioli, arrivando a far parte della nazionale universitaria e a giocare la finale scudetto con la 'Bruno Mussolini' nel 1942.
Il suo debutto teatrale avvenne nel 1943, con Alda Borelli, nella Nemica di Dario Niccodemi. Continuò quindi al Teatro Eliseo, unendosi a Tino Carraro ed Ernesto Calindri in un trio che rimase celebre: con loro recitò in diverse opere, dalla commedia borghese al teatro intellettuale, senza difficoltà nel passare da una all'altro.
Con la compagnia di Luchino Visconti Gassman ottenne i successi della maturità, assieme a Paolo Stoppa, Rina Morelli e Paola Borboni. Gassman interpretò Kowalski in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, recitò in Rosalinda o Come vi piace di Shakespeare e nell'Oreste di Vittorio Alfieri. Successivamente entrò nel Teatro Nazionale con Massimo Girotti e Arnoldo Foà, per un Peer Gynt (Ibsen) di successo.
Il suo debutto cinematografico è nel 1945, in Incontro con Laura di Carlo Alberto Felice: la pellicola è andata perduta, e il suo primo film superstite è Preludio d'amore (1946) di Giovanni Paolucci. Nel 1947 si fa conoscere dal grande pubblico con Daniele Cortis di Mario Soldati, l'anno successivo partecipa al film L'ebreo errante di Goffredo Alessandrini, e due anni dopo coglie il suo primo grande successo con Riso amaro, diretto da Giuseppe De Santis, uno dei capolavori del primo neorealismo. Nello stesso anno recita nel film Una voce nel tuo cuore di Alberto D'Aversa, dove interpreta un giornalista al fianco di Constance Dowling, Nino Pavese e Beniamino Gigli.
Nel 1947 interpreta Il Pescatore Verde nel secondo adattamento cinematografico di Pinocchio di Giannetto Guardone.

Nel 1951 è don Juan nel film Il sogno di Zorro di Mario Soldati. Nel 1952, assieme a Luigi Squarzina, fondò e diresse il "Teatro d'Arte italiano", producendo la prima versione completa dell'Amleto in Italia, oltre a opere rare, come il Tieste di Seneca o I Persiani di Eschilo. Interpreta nel 1954, a Siracusa, per il XIII ciclo degli spettacoli classici il Prometeo incatenato di Eschilo e nel 1960 l'Orestiade, regia e traduzione di Pier Paolo Pasolini.
Nel 1956, anno chiave della sua carriera artistica, Gassman interpretò l'Otello, con Salvo Randone, con il quale alternava, ogni sera, i ruoli del Moro e di Iago. Nello stesso anno partecipa, con un ruolo di rilievo, a Guerra e pace di King Vidor - che tuttora risulta il film italiano più visto di sempre - affermandosi anche a livello internazionale. Tre anni dopo, in un programma televisivo intitolato Il Mattatore, ottenne un inaspettato successo, e "Il mattatore" divenne ben presto il soprannome che lo avrebbe accompagnato per il resto della vita.

Gli anni sessanta si rivelarono molto gratificanti per la carriera cinematografica di Vittorio Gassman, sulla scia del grande successo ottenuto, nel 1958, con I soliti ignoti di Mario Monicelli, insieme a Claudia Cardinale, Totò, Memmo Carotenuto, Marcello Mastroianni e Tiberio Murgia, che ebbe anche due seguiti: Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy e I soliti ignoti vent'anni dopo (1985) di Amanzio Todini. Il cinema lo aveva impegnato sino ad allora, in Italia e a Hollywood, in ruoli cinematografici atletici e di seducenti villain (dopo il trionfo di Riso amaro, 1949, di Giuseppe De Santis).
Monicelli lo rivelò anche ottimo attore di ruoli comici (come anche in La grande guerra, 1959, e nel dittico L'armata Brancaleone, 1966, e Brancaleone alle crociate, 1970) ed egli acquistò in breve una vasta notorietà con prodotti più popolari, specie sotto la regia di Dino Risi: Il mattatore (1960); Il sorpasso (1962); La marcia su Roma (1962); I mostri (1963); Il gaucho (1964); Il tigre (1967) e Il profeta (1968). Nel 1969 co-diresse L'alibi, film autobiografico realizzato con i suoi compagni d'accademia Adolfo Celi e Luciano Lucignani.

Sempre per gli schermi italiani, Gassman è tornato a lavorare con Risi (In nome del popolo italiano, 1971; Profumo di donna, 1974; Telefoni bianchi (1976); Anima persa, 1977; Caro papà, 1979; Tolgo il disturbo, 1990; perfino un cameo nel ruolo di se stesso in Sono fotogenico, 1980) e Monicelli (Camera d'albergo, 1981), avviando un proficuo sodalizio, già partito negli anni sessanta, con Ettore Scola (C'eravamo tanto amati, 1974; La terrazza, 1980; La famiglia, 1987); all'estero si è fatto invece apprezzare in Un matrimonio di Robert Altman (1978), La tempesta di Paul Mazursky (1982), Benvenuta di André Delvaux (1983), La vita è un romanzo di Alain Resnais (1983).
Nel 1987, su proposta di Bettino Craxi, venne incluso tra i membri dell'Assemblea nazionale del PSI.
Nell'ultimo decennio di vita ha continuato a lavorare per il cinema in Il lungo inverno di Jaime Camino (1992), in Sleepers di Barry Levinson (1996) e ancora per Scola in La cena (1998). Ha inoltre doppiato Mufasa nel classico Disney Il re leone (1994).
Nonostante i suoi successi cinematografici, Gassman non abbandonò mai il teatro. Nell'ultima parte della sua carriera aggiunse la poesia al suo repertorio, aiutando a far conoscere in Italia alcune opere straniere.
Vero perfezionista, aveva in odio la dizione imperfetta o le inflessioni dialettali, pur essendo in grado di rendere perfettamente, quando richiesto, la maggior parte dei dialetti italiani. In modo abbastanza coraggioso, accettò la sfida di dirigere l'Adelchi, una delle opere meno note e meno "facili" di Alessandro Manzoni. La tournée di questo spettacolo raccolse mezzo milione di spettatori, attraversando l'Italia con il suo Teatro Popolare Itinerante (una nuova edizione del famoso Carro di Tespi).
Le sue produzioni teatrali comprendono molti dei più famosi autori del XX secolo, oltre a frequenti ritorni ai classici come Shakespeare, Dostoevskij e i grandi drammaturghi greci.
Fondò inoltre una scuola di teatro a Firenze, la Bottega Teatrale, che diresse personalmente dal 1979 al 1991, e che è stata una protagonista del mondo culturale fiorentino, richiamando a Firenze moltissimi dei nomi più noti del teatro e del cinema italiano e mondiale: da Giorgio Albertazzi (per molti anni vicedirettore) a Orazio Costa, da Adolfo Celi a Anthony Quinn, da Antonella Daviso a Ettore Scola, da Yves Lebreton a Siro Ferrone, solo per ricordarne alcuni.

In televisione dosò le sue apparizioni nei programmi popolari, tuttavia partecipò alle trasmissioni di Mina, Corrado e Pippo Baudo soprattutto. Esordì con una trasmissione tutta sua, Il Mattatore, nel 1959, che ottenne grande successo e nel 1972 fu ospite fisso di Canzonissima, condotta da Pippo Baudo e Loretta Goggi.
Nel campo della pubblicità, interpretò Nostradamus in uno spot dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino nel 1997, di cui si ricorda il "tormentone": «Questo lo ignoro!».
Gassman fu uomo di intense emozioni e di grande onestà intellettuale; la sua autoironia e il suo notevole senso dell'umorismo lo portarono negli anni novanta a prendere parte a un programma televisivo Tunnel, nel quale, in maniera molto formale e seria, recitava documenti come la bolletta del gas, il menù del ristorante o gli annunci economici; "letture" che, con autoironia, venivano eseguite con la stessa abilità professionale e il tono elevato che lo resero famoso recitando la Divina Commedia di Dante. Nel 1999 fu protagonista del programma Il Mattatore - corso accelerato di piccole verità, andato in onda su Canale 5 e che fu la sua ultima apparizione televisiva.
Ha, inoltre, collaborato per la televisione in numerosi progetti con Rubino Rubini.
Vittorio Gassman ebbe sei compagne, sempre colleghe attrici, sposandosi con tre di esse, e quattro figli:
La sua vita privata lo rese spesso bersaglio di critiche: la sua disinvolta libertà nelle storie d'amore, nei matrimoni e nelle convivenze, condita da un annullamento presso la Sacra Rota, da un divorzio negli Stati Uniti d'America e da un figlio avuto da una donna con la quale non era sposato (Alessandro), suscitò scandalo negli anni cinquanta e sessanta, così come il suo iniziale ateismo, che in seguito lasciò il posto a una fede molto personale. Nel profondo era un'anima pensosa e tormentata, la razionalità di base opposta ai richiami dell'infinito. Resta significativo, e simpatico, un suo «dibattito» con Alberto Sordi sui temi dell'esistenza e della religione: a Gassman che onestamente esternava i dubbi del pensante, Sordi con romanesca concretezza replicò invece: «A Vitto', io ce credo. Hai visto mai?». Gassman inoltre espresse spesso commenti schietti e poco convenzionali, in qualche caso con il chiaro intento di sferzare le posizioni moderate, guadagnandosi così vari nemici nel mondo dello spettacolo e della cultura.
Gassman fu probabilmente affetto da disturbo bipolare.
È morto nella sua abitazione a Roma il 29 giugno 2000, all'età di 77 anni, per un improvviso attacco cardiaco nel sonno. La camera ardente venne allestita il giorno successivo presso il Palazzo Senatorio in Campidoglio nella sala della Protomoteca e i funerali si sono celebrati il 1º luglio nella chiesa di San Gregorio al Celio, al quale furono presenti tantissimi volti del cinema e dello spettacolo; il suo corpo fu cremato e le sue ceneri vennero tumulate nella tomba della famiglia D'Andrea (la famiglia della terza moglie), nel cimitero monumentale del Verano, la cui presenza è indicata da una piccola lastra di pietra a forma di libro aperto riportante il seguente epitaffio, voluto da lui stesso: «Non fu mai impallato!»


















In alcuni film dei primi anni della sua carriera, Vittorio Gassman venne doppiato. Gli attori che gli prestarono la voce furono:
Postumi uscirono: L'educazione teatrale (2005), scritto negli anni dell'Accademia insieme a Luciano Salce, Intervista sul teatro (2002) e Case in cui ho abitato (2016).
Il comune di Roma ha dedicato a Gassman ben due toponimi in due diverse zone della capitale: Largo Vittorio Gassman all'interno di Villa Borghese, nel quartiere Pinciano, nel 2003, e Lungotevere Vittorio Gassman in un'area industriale nel quartiere Portuense, nel 2006 (la denominazione precedente era Lungotevere dei Papareschi). Gassman, Anna Magnani e Marcello Mastroianni sono così i soli attori a essere ricordati da due diverse aree di circolazione nel comune di Roma.
Sempre a Roma, nel 2004 lo storico Teatro Quirino fu denominato in suo onore Teatro Quirino – Vittorio Gassman. Durante l'inaugurazione ufficiale del 23 settembre 2004 il figlio Alessandro Gassmann commentò che avere un "suo" teatro rappresentava l'unico sogno che durante la sua prestigiosa carriera Vittorio non era mai riuscito a realizzare.
In occasione del decennale della scomparsa dell'attore, il 29 giugno 2010 il comune di Milano ha intitolato in suo nome una via del quartiere periferico Adriano – Marelli, il comune di Narni ha intitolato in suo nome una piazza in una zona residenziale di nuova costruzione mentre il 1º settembre dello stesso anno la Mostra del Cinema di Venezia si è aperta con il documentario a lui dedicato Vittorio racconta Gassman, realizzato da Giancarlo Scarchilli insieme ad Alessandro Gassmann.
A partire dal 2010 il Bif&st di Bari assegna un Premio intitolato a Vittorio Gassman per il giovane attore rivelazione (dal 2011 al miglior attore protagonista) tra i film del festival.
Gallarate intitola a suo nome il Teatro Condominio. Il figlio Alessandro Gassman ha chiesto di cambiare l'intitolazione del teatro dopo che vi è stato ospitato il Remigration Summit organizzato dall'estrema destra europea.
Il comune di Genova, nel quartiere di Struppa, ha intitolato a Vittorio Gassman la via dove è nato.
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