| AMX-30 | |
|---|---|
| Descrizione | |
| Tipo | carro armato da combattimento |
| Equipaggio | 4 |
| Progettista | Ateliers de construction d'Issy-les-Moulineaux |
| Data impostazione | 1956 |
| Data primo collaudo | 1960 |
| Data entrata in servizio | 1966 |
| Utilizzatore principale | |
| Esemplari | 3 517 |
| Dimensioni e peso | |
| Lunghezza | 9,48 m (compreso il cannone) 6,59 m (solo scafo) |
| Larghezza | 3,1 m |
| Altezza | 2,86 m |
| Peso | 35,941 t |
| Propulsione e tecnica | |
| Motore | Hispano-Suiza HS-110 a 12 cilindri Diesel |
| Potenza | 720 hp |
| Rapporto peso/potenza | 20 hp/t |
| Trazione | cingoli |
| Sospensioni | barre di torsione |
| Prestazioni | |
| Velocità | 65 km/h |
| Autonomia | 600 km |
| Armamento e corazzatura | |
| Armamento primario | cannone CN-105 F1 da 105 mm |
| Armamento secondario | 1 cannone M693 da 20 mm, 1 mitragliatrice AANF1 da 7,62 mm |
| Corazzatura | acciaio saldato max 80 mm |
| Corazzatura frontale | 80 mm |
| Corazzatura laterale | 35 mm |
| Corazzatura posteriore | 30 mm |
| Corazzatura superiore | 15 mm |
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L'AMX-30 è un carro armato da combattimento francese. Si tratta di un veicolo molto compatto, leggero, potente, poco corazzato e con problemi iniziali di affidabilità alla trasmissione, che ancora costituisce il più diffuso carro di produzione francese nel mondo, e viene tuttora utilizzato per le esercitazioni delle reclute di cavalleria.
Dopo la seconda guerra mondiale, l'Esercito francese si ritrovò con molti M4 Sherman di fornitura statunitense, integrati da alcuni ARL 44 nazionali – mezzi che tuttavia vennero presto superati dalle tecnologie correnti. Così, durante i primi anni della Guerra fredda, gli USA fornirono consistenti lotti di M47 Patton, un carro giudicato insoddisfacente in patria, ma particolarmente adatto per l'esportazione. Per sostituire gli M47, alla fine degli anni cinquanta i francesi studiarono un nuovo veicolo, assieme allo stato maggiore tedesco. Il progetto ufficiale fu elaborato nel 1956, e vide anche la partecipazione dell'Italia nella formulazione dei requisiti.
Alla fine del decennio sia la Francia che la Germania erano a buon punto nel realizzare il loro nuovo veicolo da combattimento cingolato. Nel 1960 venne completato il prototipo dell'AMX-30, dove il numero "30" stava a indicare le tonnellate di peso (una denominazione mal rispettata, vista la massa di 36 tonnellate in ordine di combattimento), e AMX era la sigla che indicava l'Ateliers de construction d'Issy-les-Moulineaux responsabile del progetto.

Si trattava comunque di un carro ancora estremamente leggero rispetto agli altri carri occidentali, dotato di una corazzatura utile contro i cannoni da 20 mm, ma in grande contrasto con quanto normalmente richiesto per i carri, ossia resistere al proprio armamento sull'arco frontale. La discrepanza si può comprendere oggi se si considera che, a quei tempi il problema era diventato asimmetrico: la nuova tecnologia controcarro, che prevedeva missili e razzi HEAT capaci di perforare oltre mezzo metro di armatura d'acciaio, non era in alcun modo contrastata, né si conoscevano i principi, oggi comuni nella progettazione dei carri d'assalto, delle corazze distanziate, stratificate e composite, o degli skirts sistemati sui cingoli.
Per rendere l'idea, un RPG-7 era in grado di perforare dai 250 ai 330 mm di acciaio omogeneo, 150 mm a un metro dal punto di scoppio o 100 mm a un metro e mezzo, e un cannone da 120 mm senza rinculo poteva perforare 300 mm di corazza a oltre un metro di distanza dal punto di scoppio. Inoltre, i missili controcarro potevano distruggere facilmente uno o più carri a 2 o 3 km di distanza (tanto quanto prevedeva la gittata del missile), e dunque da distanze di totale sicurezza – col solo, evidente svantaggio, di dover inquadrare il bersaglio nell'arco di non più di 30 secondi dal lancio.

Il carro di nuova generazione doveva essere sufficientemente veloce da impedire ai missili controcarro una mira sufficiente a raggiungerli e colpirli, doveva potersi eclissare dietro cortine fumogene, nascondersi dietro ostacoli ed evitare col semplice movimento la gran parte degli ordigni in arrivo. Si sarebbe dovuto porre l'accento sulla potenza dell'armamento, con un cannone di almeno 105 mm di calibro, e munizioni capaci di affrontare i carri armati più potenti, del tipo APDS o HEAT.
Le prove di valutazione dei due mezzi sviluppati secondo questa filosofia, il Leopard 1 di fabbricazione tedesca e l'AMX-30, vennero svolte con la supervisione dell'Esercito Italiano, e dimostrarono che il carro francese aveva una precisione di tiro leggermente superiore, ma soffriva una meccanica meno affidabile. Poiché i progetti erano risultati comunque soddisfacenti, entrambi entrarono in produzione. Nel 1962 la Germania era uscita dall'accordo di cooperazione e quindi realizzò per conto proprio il Leopard 1, mentre la Francia proseguì con la costruzione dell'AMX-30.
L'AMX-30 era un mezzo potente e moderno, basso e compatto, dotato di scafo saldato e torretta fusa, con la classica disposizione con pilota in avanti, torretta con 3 uomini a centro scafo, che costituiva il comparto di combattimento, e il comparto motore sul retro.
Il carro era mosso da un motore diesel Hispano-Suiza da 720 hp a 12 cilindri, accoppiato a una trasmissione semiautomatica. Le sospensioni erano a barra di torsione, con ruote di media grandezza. Il rapporto tra potenza e peso era di 20:1, quasi come nel caso del Leopard, ma l'affidabilità complessiva del veicolo è stata subito in discussione, specie per la scarsa efficienza della trasmissione. La velocità massima era di 65 km/h, e il carro poteva attraversare specchi d'acqua di 2,2 metri di profondità, che salivano a 4 con l'uso dello snorkel.
In origine il cannone non era stabilizzato ed era incentrato sul CN-105 F1 da 105 mm, dotato di manicotto antidistorsione. L’arma era in grado di impiegare munizioni HEAT, capaci di perforare con elevata precisione, contro bersagli fermi o a media distanza, fino a 400 mm di acciaio omogeneo. La dotazione complessiva era di 47 colpi, di cui 19 stivati in torretta per il pronto impiego.

Per l’AMX-30 fu inoltre sviluppato un cannone automatico M693 da 20 mm coassiale, concepito per ingaggiare bersagli leggermente protetti, riducendo il consumo delle munizioni principali e risultando più efficace rispetto alla mitragliatrice da 7,62 mm installata sulla cupola del capocarro. Il cannone da 20 mm disponeva di 1.050 colpi, mentre la mitragliatrice aveva una riserva di 2.050 munizioni.
L’elevazione massima del cannone principale era di circa 18°, meno della metà rispetto a quella del cannone da 20 mm (40°), che poteva quindi essere impiegato anche contro bersagli aerei lenti, come gli elicotteri, o contro obiettivi posti a forte angolo di elevazione. Tutti gli armamenti potevano essere azionati dall’interno del veicolo, senza necessità di esporre l’equipaggio.
Il sistema di controllo del tiro comprendeva un telemetro ottico installato in torretta. Il capocarro disponeva di una cupola dotata di dieci iposcopi, un periscopio di puntamento con ingrandimento 10× e un proiettore a luce visibile per l’osservazione notturna. Era inoltre presente un telemetro ottico con portata utile compresa tra 600 e 3.500 metri, utilizzabile esclusivamente di giorno.
Il cannoniere impiegava un periscopio diurno M271 con ingrandimento 8×, sostituibile con un dispositivo notturno da 5,4×, abbinato a un proiettore infrarosso PH-8B con portata di circa 800 metri. Il pilota disponeva infine di due iposcopi, integrati da fari infrarossi anteriori.
Lo scafo del carro aveva una struttura di tipo convenzionale, con piastre molto inclinate. Sebbene esse non fossero più spesse che nel caso del Leopard, probabilmente la loro struttura offriva maggiore protezione contro le armi di piccolo calibro, e in ogni caso apparivano inadeguate alla minaccia dei colpi ad alta perforazione già sviluppati all'epoca della progettazione.
Entrato in produzione nel 1966 e divenuto operativo nello stesso anno, l'AMX-30 rimpiazzò gli M47 in Francia e venne distribuito diffusamente all'estero, soprattutto tra i Paesi non allineati. Ciononostante, in ambito NATO si rivelava un mezzo lievemente inferiore in termini di qualità e resistenza sul campo rispetto al Leopard tedesco, e pertanto in Europa ebbe un mercato piuttosto ridotto. Israele decise di non acquistarne, a causa della scarsa protezione rispetto a mezzi statunitensi, sovietici e britannici.

L'Armée de Terre ebbe in dotazione 1084 carri AMX-30, la Spagna 299, la Grecia 190, l'Arabia Saudita 150, il Venezuela 84, il Cile 21, e altri mezzi vennero esportati a Cipro, nel Qatar, negli Emirati Arabi Uniti, in Argentina, in Tunisia, in Jugoslavia.
Gli aggiornamenti furono frequenti, e alcune Nazioni operarono per conto proprio.

L'AMX-30, costruito in oltre 2000 esemplari, ha avuto un servizio lungo e intenso negli eserciti che lo hanno impiegato, ma ha visto ben pochi combattimenti reali, e tra questi ricordiamo l'esperienza francese ai tempi di Desert Storm durante la guerra del Golfo, in cui i carri del corpo di spedizione (Operazione Daguet) combatterono alcune battaglie minori come quella della conquista della base aerea di al-Salmān.



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