| Angri comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Alfonso Scoppa (Liste civiche) dall'8-06-2026 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°44′35″N 14°34′10″E |
| Altitudine | 32 m s.l.m. |
| Superficie | 13,77 km² |
| Abitanti | 34 396 (31-5-2026) |
| Densità | 2 497,89 ab./km² |
| Comuni confinanti | Corbara, Lettere (NA), Sant'Antonio Abate (NA), Sant'Egidio del Monte Albino, San Marzano sul Sarno, Scafati |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 84012 |
| Prefisso | 081 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 065007 |
| Cod. catastale | A294 |
| Targa | SA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona C, 1 175 GG |
| Nome abitanti | angresi |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 24 giugno |
| Motto | Universitas Terræ Angriæ |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Angri è un comune italiano di 34 396 abitanti della provincia di Salerno in Campania.
Angri si trova in una posizione centrale tra Napoli e Salerno, nel cuore dell’agro nocerino-sarnese, un agglomerato urbano che raggruppa 14 comuni della provincia di Salerno. Situata a ridosso dell’area vesuviana e confinante con la città metropolitana di Napoli, insieme a Scafati si integra perfettamente nell’estesa conurbazione dell’hinterland napoletano (anche chiamata conurbazione dell'area napoletana), diventando un punto di collegamento strategico tra le principali città campane.
Inserita nella fertile valle del Sarno, che un tempo faceva parte dell’antica Campania Felix, Angri è rinomata per la sua produttività agricola, grazie al terreno particolarmente favorevole che ha reso questa zona una delle più fruttuose d’Italia.
Il territorio è caratterizzato da un paesaggio pianeggiante a nord, dove dominano le coltivazioni, mentre a sud si eleva progressivamente verso i monti Lattari, una catena montuosa che attraversa la penisola sorrentina.
A sud vi sono i monti Lattari, accessibili da Via Monte Taccaro e proseguendo per il sentiero CAI 340, partendo dal sentiero della Pace, si arriva poi all'area montana e collinare denominata Chianiello (da non confondersi con l'omonima montagna situata nel Cilento), per poi proseguire nel territorio della città di Lettere, tramite il sentiero CAI 346.
Il fiume Sarno riceve l'acqua da un torrente-affluente proveniente da Angri, attualmente coperto, è chiamato canale San Tommaso.
È presente anche il colatore Rio Sguazzatoio, anch'esso si incanala nel fiume Sarno.
Il clima è solitamente temperato durante tutto l'anno. La vicinanza del mare di Castellammare di Stabia e del fiume Sarno fanno sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. La stagione invernale è solitamente fresca, mitigata dai vicini monti Lattari, che attirano le precipitazioni più fredde. Durante l'estate il clima si presenta umido.
Il primo nome usato anticamente per chiamare Angri fu Angra, che significa "acqua stagnante" o "acquitrino" formatosi lungo le sponde del fiume Sarno. Questo toponimo ancora utilizzato, in una zona periferica della città, come Paludicella.
Secondo alcuni studiosi, il nome di Angri potrebbe derivare anche da altre denominazioni più antiche, tra le quali figurano:
Nel Medioevo alla città venne cambiato nuovamente il nome, in Ancharia, nella lingua volgare locale dell'epoca, poiché tale nome si addiceva di più al luogo e voleva indicare la fertilità delle campagne e della vegetazione che, all'epoca, si estendevano dalle pendici dei monti Lattari fino alle sponde del fiume Sarno, dove si sviluppava. Infine il nome di Ancharia venne registrato e compare per la seconda volta nel Codex Diplomaticus Cavensis nel mese di luglio, dell'anno del Signore 856, che si conserva ancora nell'archivio dell'abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni.
Le origini di Angri risalgono al periodo romano, il luogo era già popolato all'epoca da pastori locali ma non si presentava come una vera e propria cittadina ma come detto dai romani, un locus (in italiano luogo), infatti la zona era all'epoca paludosa e con ville e fondi agrari sparsi un po' su tutto il territorio della futura cittadina, nonostante ciò vi erano delle colture effettuate dai contadini locali.
Nei pressi della città di Nuceria Alfaterna (nota nel sec. XXI come Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Angri e Sant'Antonio Abate), fu combattuta la battaglia dei Monti Lattari, anche conosciuta come battaglia del Vesuvio (poiché la prima fase dello scontro fu combattuta proprio presso il vulcano Vesuvio), che si svolse nell'ottobre del 552 durante la guerra gotica. Essa fu decisiva per la sconfitta dei Goti e l'affermazione dell'Impero romano d'oriente in Italia. La battaglia fu combattuta fra il generale, dell'impero romano d'oriente, Narsete e l'ultimo re dei goti, Teia il quale la perse e con essa anche la sua vita. Infine in una località nota come Pizzauto (appellata anche in Pozzo dei Goti) si dice che ci siano gli scheletri di alcuni soldati goti, gettati lì dai vincitori, ove è situata la Grancia di San Giacomo del XV secolo.
La cittadina viene nominata una prima volta col nome in latino Angre, nel Pactum Sicardi (in italiano Accordo di Sicardo - o trattato), nel capitolo XXXVIII, come una zona di grande rilievo agricolo, insieme alla vicina città di Stabiae (in italiano Stabia) ma che non potevano ancora compete sul piano economico con la città costiera di Amalfi.
Nel 1290 il re Carlo II d’Angiò assegnò in feudo la Terra d'Angri ad un tal Pietro Braherio o de Braheriis.
Il conte Giovanni Zurolo (1382-1440) difese strenuamente la Terra d'Angri all'alba del 24 settembre 1421 dalle soldatesche di Andrea Fortebraccio, meglio noto come Braccio Forte da Montone, durante le "Lotte dinastiche" avvenute nel Regno di Napoli tra Angioini e Aragonesi, per la successione al Trono di Napoli tra Alfonso V d'Aragona e Luigi III d'Angiò, schierandosi a favore di quest'ultimo, cioè del re francese, cui dopo estenuanti assalti subì il cruente assedio — con l'assalto al Castello, un tempo ornato da torri e mura fortificate munite di porte — da parte del capitano di ventura Andrea Forte Braccio da Montone al servizio di Alfonso V d'Aragona a cui aveva chiesto aiuto la sovrana Giovanna II d'Angiò-Durazzo contro il predetto Luigi III d'Angiò e ai suoi fedelissimi proseliti. La cittadella fortificata di Angri resistette ai vari assalti dalle truppe mercenarie, al comando di Braccio Forte da Montone, e dopo l'ultimo assalto (del 24 settembre 1421) al Castello irruppero nelle mura fortificate entrando in città ed effettuarono saccheggi e devastazioni, mentre i militi e i popolani delle città viciniori, come Pagani e Nocera dei Pagani (oggidì, Nocera Inferiore - SA), deposero subito le armi appena seppero della disfatta ovvero della presa d'Angri.
Tra settembre e ottobre del 1425, a seguito dell'intervento della regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo, il feudo di Angri venne ripristinato a favore del feudatario il conte Giovanni Zurolo. Lo stesso signore feudale il 26 luglio 1436 fondò, su una preesistente chiesetta o cappella angioina (eretta da Carlo II d'Angiò nel 1288 circa) con annesso ospizio della Carità della seconda metà del XIII secolo (vulgo Maria Vergine della Carità, detta della Pietà, poi Santa Maria Annunziata detta l'Annunziatella), la chiesa della SS. Annunziata di Angri con attiguo ex monastero Domenicano.
Il 26 giugno del 1428 (cfr. Diploma Reale, rilasciato in Castel Capuano - Napoli il 31 agosto del 1428 da Giovanna II d'Angiò-Durazzo e inviato al feudatario della Terra d'Angri Giovanni Zurolo), appellato come "il giorno del riscatto", periodo pedissequo ai precitati fatti del 1421-1425. Questi gli eventi (1421-1425, 1428-1436) a cui è legata la manifestazione storica-rievocativa, Palio Storico Città di Angri, patrocinata dal Comune che si svolge nel mese di settembre di ogni anno.
Il suo maggiore fasto è riconducibile al XVII e al XVIII secolo, periodo in cui regnarono i principi Doria (1613-1806), che elevarono il feudo al rango di Principato. I Doria detennero il feudo sino all'abolizione del feudalesimo. Fecero erigere numerosi monumenti ancora esistenti e visitabili. Di particolare interesse il castello di stile vanvitelliano, con logge sovrapposte a scale a tenaglia in pietra nera.
Il 6 settembre 1860 il treno proveniente da Salerno e con a bordo Giuseppe Garibaldi e alcuni suoi collaboratori si fermò alla stazione ferroviaria di Angri dove venne accolto calorosamente da una folle festante e dal primo sindaco angrese del nascente Regno d'Italia, tale Matteo Montefusco, prima di ripartire gli vennero dati anche alcune cibarie locali come regali.
Dal 1806 al 1860 è stata capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.
Ad Angri è sorta la prima casa della congregazione delle suore di San Giovanni Battista, fondata il 26 settembre 1878 da sant'Alfonso Maria Fusco. La congregazione delle suore di San Giovanni Battista, inizialmente voluta dal fondatore con il nome di "Le nazarene", derivante da Gesù di Nazareth, è stata successivamente ride nominata come "congregazione delle suore di San Giovanni Battista" (battistine) ed è diffusa in tutto il mondo. La prima giovane, Maddalena Caputo, di Angri, fu l'animatrice e la sostenitrice dell'opera insieme ad altre tre giovani del paese. La sera del 25 settembre del 1878 le suore si ritirarono in poche stanze e il 26 settembre, di mattina, sant'Alfonso Maria Fusco, celebrò la santa messa su un misero altare di legno. Il patrimonio iniziale della casa, fu di sole 5 lire. Le quattro giovani vivevano in povertà, sostenendosi insieme alle prime orfanelle con il lavoro dei telai.
Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stata capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.
Con la creazione del comune di Pompei, Angri perse la frazione di Bagni in favore del comune di Scafati perché il comune di Scafati dovette cedere alcuni territori all'allora nascente comune di Pompei, in prossimità degli scavi archeologici. Angri ottenne però una nuova frazione, che era Sant'Egidio del Monte Albino ma la perse appena venne elevata al rango di comune autonomo.
Con la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana Angri è diventata un comune autonomo.

Lo stemma civico è troncato da una fascia d'argento, nella parte superiore di azzurro con tre monti di verde, nella parte inferiore di rosso pieno; lo scudo è sormontato da una corona turrita da Comune, il tutto ornato da due rami decussati con foglie di alloro e di quercia; al disotto dello stesso appare un cartiglio con l'iscrizione: Universitas Terrae Angriae.
Il gonfalone si presenta come un drappo di colore azzurro e con lo stemma della città al centro.
Vi sono diverse architetture religiose di matrice cristiana di rito cattolico diffuse in tutto il territorio angrese, come chiese, conventi e monasteri ma anche di altre confessioni cristiane.
Sono sorte diverse chiese di rito cattolico nel periodo alto-medioevale, in quello moderno e in età contemporanea. In ordine cronologico troviamo:

Secondo le fonti ufficiali, la chiesa risalirebbe al secolo VII. Venne eretta inizialmente in puro stile gotico. Le sue dimensioni iniziali erano più piccole di come le si possono osservare oggi.
La chiesa si presenta al suo interno con una ripartizione di tre navate, sulle quali si possono ammirare le antiche colonne che reggevano la vecchia chiesa. Le opere artistiche custodite al suo interno sono un prezioso polittico e una pala d'altare attribuite a Cristoforo Scacco e datate 1503.

La collegiata di San Giovanni Battista costruita a partire dal 1180, e intitolata inizialmente a sant'Angelo (san Michele Arcangelo) è la chiesa madre di Angri.
Al suo interno conserva opere di Simone da Firenze e di Angelo Solimena e la statua lignea ed il busto argenteo di San Giovanni Battista, patrono della città.
La cappella gentilizia venne fatta costruire su proposta del nobile angrese Riso De Risi nel 1321, dedicandola a san Nicola di Bari, dopo che egli si appropriò delle terre dove sorge la struttura religiosa.
Dal nome del nobile derivò il toponimo rimasto invariato nel tempo di borgo Risi.
La cappella è stata annessa all'istituto delle suore compassioniste serve di Maria poco dopo la sua fondazione.

La chiesa della Ss. ma Annunziata, con annesso ex convento (già ospizio di Carità) dei frati predicatori Domenicani, fu fondata il 26 luglio 1436 — su una preesistente chiesetta/cappella del XIII secolo cui edificata per volontà di Carlo II d'Angiò (1254-1309) sotto il titolo di Maria Vergine della Carità vocatus della Pietà poi Santa Maria Annunziata detta l'Annunziatella — dal conte Giovanni Zurolo (1382-1440) signore feudale della Terra d'Angri.
Nella seconda metà del XVIII secolo furono eseguiti significativi lavori di consolidamento e restaurazione della chiesa con l'annesso ex convento domenicano (già ospizio di Carità).
Difatti nel 1775, data scolpita sul portale d'ingresso di detto convento, ultimati i predetti lavori, la chiesa Ss. ma Annunziata si presentava ab antiquo in elegante stile architettonico barocco napoletano "vanvitelliano", come del resto si presenta ancora oggi nella sua interezza sontuosa.

La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli sorge sui resti di un antico tempio romano dedicato alla dea Venere ma venne edificata solo in epoca medioevale.
Ogni 3 febbraio nella chiesa si celebra la ricorrenza della festività religiosa di san Biagio poiché vi è una sua antica statua dopo le consuete celebrazioni liturgiche, vi si svolge un antico rituale dove i credenti si fanno ungere la gola con l'olio santo[non chiaro] (poiché il santo è anche il protettore della gola) e vi è la successiva consumazione dei panini benedetti, una variante diversa rispetto a quella di altre città dove si venera il santo durante la sua ricorrenza dove, si consumano anche dolci e panettoni con la sua immagine.
Venne completamente ristrutturata in puro stile barocco nel '700. All'interno della chiesa è conservata un'antica pala d'altare, si tratta di un'opera bizantina, raffigurante la Madonna di Costantinopoli.
Nel 1975, venne riformata la facciata della chiesa e la porta esterna della sagrestia.

La collegiata sorge in piazza Don Enrico Smaldone, ex piazza Trivio. Non si conosce l'anno preciso di fondazione della chiesa ma le prime notizie risalgono al XV secolo. Era risaputo che esisteva un oratorio chiamato con il nome spogliaturo (spogliatoio), dove i confratelli della congrega si cambiavano d'abito per le celebrazioni delle messe.
Sempre nel XV secolo i confratelli della congrega fondarono il primo ospedale dell'agro nocerino-sarnese, per ricoverare e curare i poveri e gli ammalati bisogni del città e dei dintorni e anche per alloggiare i pellegrini. L'ospedale della congrega è stato operativo fino all'avvento della Repubblica Napoletana, agli inizi dell''800, poiché il governo della repubblica incamerò tutti i suoi beni.
Nel Seicento la congrega istituì anche un monte di pietà che concedeva piccoli prestiti in denaro ai suoi confratelli e a chiunque si trovasse in difficoltà economiche. All'inizio della sua attività, il Monte di Pietà della congrega non richiedeva alcun interesse sul denaro prestato ai confratelli e ai bisognosi ma, poco tempo dopo, tutti i prestiti finanziati vennero corrisposti a un moderato interesse. Grazie a tutti gli utili generati dalle sottoscrizioni dei richiedenti, nel 1685 si fondò un'istituzione, il Pio Monte dei Morti, per suffragare con celebrazioni di sante messe le anime dei morti.
Alle ore 04:00 del mattino, del giorno 30 novembre del 2017, a causa del forte vento e del maltempo, si staccò una campana che si trovava all'interno del campanile, fortunatamente quando cadde non provocò vittime e né danni.
Il giorno 7 maggio di mattina, è stata installata una nuova campana in sostituzione della precedente.
Ogni 25 novembre si celebra la memoria liturgica di santa Caterina d'Alessandria e la festa nella piazza don Enrico Smaldone, attigua alla congrega.

La chiesa venne fatta erigere nel 1611 dai nobili di Angri su proposta dei frati camaldolesi, insieme alla creazione di un loro convento lì vicino, con accesso presso corso Vittorio Emanuele II, la località si appellò così Camaldoli dopo la sua fondazione. Il convento venne trasformato poi in eremo della congregazione dei camaldolesi di Maiori. Tale località oggigiorno ha cambiato nome e il convento dei frati camaldolesi attualmente non esiste più perché, andò distrutto in una data imprecisata per un incendio non fu più ricostruito.
La chiesa venne ristrutturata interamente nel settecento nello stile barocco. All'esterno della chiesa vennero aggiunti due campanili in stile dorico. La chiesa venne inoltre arricchita di opere tra le quali: un dipinto settecentesco di forma ovale, incastonato nella volta e raffigurante la Madonna assunta, quadri con Santa Lucia e San Benedetto e tre statue di Sant'Aniello di Napoli, Santa Lucia e la Vergine del Carmelo, quest'ultima datata al 1718.
Durante il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980, la parte superiore della facciata della chiesa venne distrutta, con la perdita dell'affresco ottocentesco e la chiesa subì anche altri danni sia all'esterno che all'interno. il distacco della facciata uccise 9 persone del paese e ne ferì altre.
Ogni 20 luglio si celebra la festa religiosa e la processione per le strade di Angri della statua della Madonna custodita all'interno della chiesa.
In un locale annesso alla chiesa è presente anche una confraternita nata insieme alla fondazione della chiesa e che prende il nome dal santuario. In un altro locale connesso alla chiesa è presente anche un centro Caritas.

L'antica chiesetta di Santa Maria delle Grazie o Madonna delle Grazie è una piccola chiesa, con una stanza, che sorge nelle campagne di Angri, in via del Maio. Al suo interno vi è oltre alla stanza delle cerimonie, la stanza connessa della sagrestia, posta vicino al suo unico ingresso principale, visibilissima anche dall'esterno dell'edificio. La sua costruzione dell'edificio è stata voluta dalla famiglia Montefusco nel XIX secolo. La Madonna delle Grazie alla quale è dedicata la chiesetta, è stata dichiarata protettrice delle Manifatture Cotoniere Meridionali (MCM) nel 1830 (anno di fondazione delle industrie nel suolo angrese).
Nel 2013 è stata lanciata una petizione per il recupero e la ristrutturazione della chiesetta perché, attualmente versa in stato di abbandono da circa un ventennio.
La chiesa si presenta di modeste dimensioni, sopra alla sua facciata era presente una piccola campana in ferro battuta con affissa una croce, ora mancante perché trafugata dai ladri il 24 agosto del 2020.

La chiesa della Madonna della Pace, chiamata anche Regina Pacis, ha tale nome perché venne fatta erigere come ringraziamento dei cittadini di Angri verso la Madonna per la fine della prima guerra mondiale. Venne fatta erigere dopo la creazione di un'edicola votiva con una statua della Madonnina, ad opera di don Vincenzo del Pezzo, reduce del primo conflitto mondiale e nipote di sant'Alfonso Maria Fusco. Molti abitanti del posto vollero la creazione di questa chiesa anche perché in quella zona di Angri non ne esistevano altre e si trovava molto distante dalle altre chiese del centro cittadino. Tra il 1923 e il 1925 al posto dell'edicola votiva venne eretta la nuova chiesa con le offerte dei cittadini angresi e con l'aiuto degli abitanti, soprattutto della zona locale. Fu consacrata nel 1926 dall'allora monsignor Romeo e divenne parrocchia ufficialmente il 5 aprile del 1953 su ordinazione ecclesiale del vescovo Fortunato Zoppas.

La chiesa sorge attigua al convento dei frati minori, che è connesso alla chiesa. Si trova nella stessa via della cappella di San Nicola di Bari e del convento delle suore compassioniste serve di Maria.
La chiesa è a tre navate con un unico altare maggiore. Lungo la parete di sinistra dell'aula della chiesa, vi è una porta realizzata nello stesso tempo in cui vennero fondati questi due edifici, per connettere il convento dei frati minori direttamente alla chiesa.
È stata ristrutturata in tempi moderni e ospita le statue di San Francesco d'Assisi e di Santa Chiara d'Assisi in cartapesta e tre mosaici raffiguranti ancora San Francesco d'Assisi, posti uno a destra e l'altro a sinistra delle pareti laterali mentre quello in alto è posto sull'altare maggiore.
Ogni 4 ottobre viene celebrata la memoria liturgica del santo al quale è dedicata la chiesa e viene svolta anche una piccola festa del casale attiguo.

Vi sono varie cappelle private, confraternite, chiese ed un santuario, di cui, alcune di queste strutture sono passate ai comuni limitrofi nel corso dei secoli, sorte tra il periodo bassomedievale e quello contemporaneo. In ordine cronologico troviamo:
Vi sono due strutture religiose cristiane di altri riti presenti nel territorio comunale, sorte nella seconda metà del sec. XX. Troviamo:
Vi è un'unica architettura religiosa in rovina presente sul territorio angrese, sorta nel sec. XV circa.

Vi sono varie cappelle, chiese, conventi e monasteri, sconsacrate, fra il territorio angrese e dei paesi limitrofi, sorti tra il periodo altomedievale e in epoca moderna. In ordine cronologico troviamo:
Vi sono varie cappelle, chiese, conventi, eremi e monasteri, scomparsi, esistenti in passato fra il territorio angrese e dei paesi limitrofi. In ordine cronologico troviamo:

Il cimitero di Angri si trova in via San Gennaro. Vi sono anche diversi loculi e tombe di personalità importanti, in ordine cronologico troviamo:
Ad Angri sono presenti diverse architetture civili, tra cui si ricordano: una casa di accoglienza, un castello, una masseria, cortili, palazzi nobili ed industrie dismesse, in ordine cronologico troviamo:
Vi è solamente una masseria, sorta su una più antica precettoria e precedente struttura del XIII secolo:

Di seguito i vari palazzi nobili di fondazione dall'epoca basso-medievale a quella moderna, situati per la maggior parte delle zone centrali della città:

Vi sono solamente due ville, sorte nei secoli XIX-XX:
Vi è un'importante casa di accoglienza laica, sorta nella metà del sec. XX:

Vi sono diversi edifici civili nobiliari, aziende e di altre tipologie dismessi, troviamo in ordine cronologico:
Vi è un unico palazzo nobile abbattuto in città, risalante all'alto medioevo.
Era presente una grande cinta muraria divisa in interna ed esterna, che nell'era medievale fino al XIX secolo, circondava la fortezza di Angri. Oggigiorno è scomparsa quasi del tutto ma, alcune di queste mura possono essere ammirate in alcune zone antiche della città angrese, in vari punti nevralgici.

È presente un castello nel centro storico del paese, con gli ex giardini pubblici e i padiglioni, facenti parte tutti delle vecchie proprietà dei principi Doria, attualmente queste infrastrutture sono di proprietà del comune di Angri.

Molte mura dell'antica cittadina angrese, del periodo medievale, sono state inglobate negli edifici, durante il sec. XIX. Alcune di esse sono ancora visibili e si trovano in diversi punti della parte antica di Angri. Di seguito vi sono elencate le strade, la strettoia e i vicoli dov'è possibile osservare i resti delle antiche mura:
Si ricordano diverse torri e torrette realizzate in pietra, che si snodavano sul territorio angrese, di origine basso medievale, di seguito quelle scoperte nel corso degli studi:
Vi sono: archi, edicole votive, lapidi, portali, monumenti, statue e tempietti sacri presenti in tutto il territorio centrale e periferico angrese.

Era presente un arco in pietra tra l'attuale Corso Italia e Piazza Doria denominato Arco di Fondo Arnedi, o più semplicemente Arco dei Doria, poiché sorse quando ci fu il dominio dei principi Doria ad Angri. Il nome dell'arco venne cambiato in quello di Fondo Arnedi poiché, vi andò a vivere una famiglia nobiliare nei suoi pressi ed esso delimitava il perimetro di Fondo Raiola, oggi Corso Italia. Era datato secc. XVII-XVII, e sormontato dallo stemma della nobile famiglia dei Doria, con una corona reale sopra di esso.
Il monumento ai caduti angresi, sia della prima guerra mondiale che della seconda guerra mondiale, sito in Piazza Doria, adiacente all'omografo Castello. Fu realizzato da un progetto dell’ingegnere Paolo Caiazzo e del signor Marcellini a partire dal 1924. Alla base si erge un angelo in bronzo che brandisce una spada ornato da vestigia belliche, tra cui un soldato che impugna, con mano sinistra, la bandiera del Regno d'Italia, mentre con l'altra, sorregge un civile esanime.
La statua è stata affissa durante il grande giubileo del 2000. Essa ha una lapide ferrea posta nella parte frontale del piedistallo, nella quale vi è scritto che il popolo di Angri ringrazia san Benedetto da Norcia per la sua protezione secolare. La statua rappresenta San Benedetto da Norcia con la pastorale impugnata nella mano sinistra e con la destra in atto di benedizione verso il popolo che arriva in chiesa, per terra alla sua destra è presente un corvo su un libro che ha nel suo becco un pezzo di pane, sta a indicare un miracolo nel quale questo animale avvertì il santo del cibo avvelenato con cui il monaco Fiorenzo tentò di assassinarlo.
Questa edicola sacra di grandi dimensioni è presente vicino alla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e all'ingresso degli scout Angri 1, ha un piccolo cancello in metallo che chiude l'edicola raffigurante Gesù crocifisso mentre dietro di sé, vi era un antico affresco, sotto al crocifisso vi è stato posto uno stemma circolare dalla confraternita di Santa Caterina d'Alessandria Vergine e Martire nel 2009, con una croce a pianta greca al suo interno, con la dicitura della confraternita e indicante anche gli anni 1779-2009 (la prima cifra sta ad indicare l'anno di fondazione della confraternita religiosa).
Attualmente è presente solo un nuovo crocifisso e senza gli antichi affreschi dietro di sé con lo stemma sottostante perché, un incendio li ha fortemente danneggiati il 7 dicembre 2015.
In una casa all'ingresso del Cortile Barba avvenne un miracolo di un'effige sacra della Madonnina di Siracusa, il 12 maggio del 1954, dall'ora in poi venne affissa una scritta AVE MARIA all'ingresso del portone vicino, al ricordo del periodo miracoloso che ne seguì, con vari pellegrinaggi da parte dei fedeli. Il cortile venne appellato anche in Cortile Ave Maria o Cortile della Madonnina, col passare degli anni però, il luogo venne via via abbandonato.
Dopo i restauri della chiesa della Santissima Annunziata avvenuti tra gli anni 2016-2020, venne creata un altare minore dove poi venne riposta l'immagine sacra.
Abitanti censiti

Al 31 dicembre 2015 ad Angri risultano residenti 1 121 cittadini stranieri.
Le nazionalità principali sono:
L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale ADI.
Fra gli altri culti cristiani sono presenti i Testimoni di Geova con una sala del Regno, che abbraccia diversi fedeli provenienti dai paesi limitrofi oltre Angri (San Valentino Torio, Sant'Antonio Abate e Lettere).

L'organizzazione e la rappresentanza legale del Palio Storico Città di Angri (eccetto la gestione che viene affidata in via subordinata e a discrezione dell'Ente Comunale ad una associazione culturale locale), già istituzionalizzato di cui ai pubblici atti deliberativi - N. 69 del 17.12.2015, sono di esclusiva pertinenza del Comune di Angri, in virtù del Regolamento-Disciplinare redatto nel 2016 dalla Commissione consultiva tecnico-storica dell'Ente, giusta delibera di C. - N. 30 del 23.03.2016. Tale regolamento, infatti, afferisce alle parate medievali e le rievocazioni storiche, degli eventi del 1421-25 e 1428-36, denominate "Palio Storico Città di Angri". Questa manifestazione storica-rievocativa, che si svolge nel mese di settembre di ogni anno-Edizione, si fonda su prove documentali d'Archivio e su antiche fonti bibliografiche, annotate da autorevoli autori della Storia del Regno di Napoli, nonché su dati cronologici certi, cioè su "verità storiche", il tutto demandato nel precitato pubblico documento-Disciplinare del Comune di Angri.
È ancora viva la tradizione angrese che il 14 dicembre di ogni anno, in piazza Annunziata (che prende il nome dall'omonima chiesa limitrofa) e nel cortile della chiesa di San Benedetto da Norcia, ma anticamente anche nei cortili di via Mezzo, via Dei Concili e via Ardighi e di tutti gli altri presenti nella cittadina angrese, si raccogliessero le sterpaglie per poi bruciarle in un falò o lampa dedicata a sant'Aniello (in dialetto angrese 'a lamp 'e sant'Aniell), durante la sera del giorno della sua ricorrenza religiosa. Questo momento religioso e di raccoglimento era per gli abitanti del paese quasi un rito magico, di purificazione e si credeva folcloristicamente che solo chi vi assistesse poteva vivere sereno dopo aver assistito al falò. Quando si accendeva il falò i cittadini angresi si radunavano in cerchio insieme ai lavoratori locali che lanciavano poi una pietra ciascuno sulle fiamme della lampa augurando la pace a tutti i loro fratelli cristiani lì presenti o assenti. Guai invece a chi non vi partecipava, soprattutto alle donne incinte, si riteneva che costoro avrebbero generato dei figli nati con problemi fisici e mentali poi dopo. C'era poi la tradizione locale che vede molte donne che rivestivano il ruolo di comari (donne che facevano da madrine i bambini battezzati e i ragazzi cresimati) che, invogliavano continuamente nel periodo che precede la festa del santo le loro raccomandazioni verso i loro conoscenti e parenti invitandoli all'evento e mettendoli sempre in guardia dal non andarvi, veniva anche raccomandato di andare a salutare la statua di sant'Aniello (in cartapesta) conservata ancor 'oggi nella chiesa di Santa Maria del Carmelo di Angri, vicino piazza Annunziata, chi non l'avesse fatto avrebbe avuto sempre guai per i figli che dovevano ancora nascere. Questa tradizione che vede sant'Aniello un santo vendicativo è comunque erronea e frutto di sbagliate interpretazioni della sua vita. Nonostante fosse una festa molto sentita a livello religioso venivano richiamati molti venditori ambulanti e commercianti locali che ne approfittavano per vendere i loro prodotti.
La festa di origine agricola e ancor più anticamente pagana, è dedicata ad un crocifisso ligneo custodito in una edicola-tempietto, fatta costruire su volere da sant'Alfonso Maria Fusco nel 1867 dopo un miracolo fatto nei confronti un cittadino angrese. La festa è diventata molto popolare ad Angri perché, oltre alla processione religiosa e alle varie luminarie che adornano l'edicola, viene allestito per l'occasione un pittoresco albero della cuccagna (in dialetto angrese 'o pal 'e sapon), sul quale i partecipanti si devono arrampicare in cima per prendere un premio, scivolando il più delle volte sullo stesso palo e ricominciando in maniera molto esilarante.
La città di Angri possiede un'unica biblioteca comunale, situata in Via Incoronati. Nel gennaio 2022 è diventata anche sede di un museo, cambiando il suo nome in Palazzo della Cultura.
Sono presenti nel territorio angrese: scuole dell'infanzia, due primarie due secondarie di primo e tre secondo grado, pubbliche e private.
Venne aperto al pubblico, l'11 giugno del 2016, un museo dedicato alla vita e alle opere di Alfonso Maria Fusco, canonizzato poi, il 16 ottobre dello stesso anno.
L'unica emittente radiofonica ancora esistente ad Angri è Radio Estasy, nata nel 1979.
L'unico emittente televisivo presente sul territorio angrese era TeleAngri1, trasmise dagli anni '80 del XX fino al 2022.
Sono stati disegnati a colori e in carattere fumettistico varie stampe in cartonati aderenti, applicati poi a varie mura esterne di alcune strutture civili e religiose ritraenti vari personaggi storici della Terra d'Angri e non, nel gennaio del 2021. Queste opere sono state realizzare tutte dal vignettista angrese Giuseppe Afeltra, come omaggio alla città di Angri.
Sono stati girati tra Angri e Napoli e distribuiti nelle sale cinematografiche italiane due film.
Anticamente veniva prodotto un vino ad Angri e Castellammare di Stabia chiamato Mangiaguerra. È stato definito da Sante Leucerio, bottigliere di papa Paolo III Farnese, come un vino dolce e carico di colore.
La pizza di gallette è un antico dolce di tradizione tipica angrese.
Nel periodo medievale sorsero vari agglomerati urbani, presenti nella città-fortezza, tra borghi (tipologia di suddivisione cittadina), e casali (gruppo di case rustiche) cui costituivano ab antiquo il rione Terra, oggi borgo Castello (suddivisione territoriale interna a una città o ad un centro urbano abitato-Terra, ovverosia l'Universitas Terrae Angriae, delimitata da confini più o meno precisi e dotata di caratteri propri che ne sottolineano l'identità); tali borghi e casali assunsero difatti il nome di talune famiglie nobili di Angri.

Angri aveva due frazioni, perse nel tempo:
In passato l'economia locale era basata principalmente sull'agricoltura, mentre successivamente ha avuto un forte sviluppo industriale. Quasi il 90% delle industrie presenti sul territorio operano nel settore conserviero; più specificatamente pomodori in scatola e derivati (passate di pomodoro, pelati).
Ad Angri ha sede il gruppo alimentare La Doria.
La città di Angri è dotata di un doppio svincolo autostradale sulla A3 Napoli-Salerno, facente parte della Strada Europea E45: Angri nord, che serve anche il Comune di S. Antonio Abate, Angri sud, che permette il collegamento con la costiera amalfitana.
Angri posta lungo la Strada statale 268 del Vesuvio, che la collega con la ex Strada statale 162 dir del Centro Direzionale, ed è attraversata dalla Strada statale 18 Tirrena Inferiore, la cosiddetta "Nazionale".
Fra il 1911 e il 1952 tale arteria era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).
La città è inoltre attraversata dalle SP 185, SP 287 e SP 319.
La città è servita dalla stazione di Angri, ubicata lungo la ferrovia Napoli-Battipaglia.
Fra il 1911 e il 1952 la SS 18 era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).
Il trasporto pubblico urbano è gestito mediante autolinee dalla società Busitalia.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 dicembre 1860 | 30 dicembre 1865 | Matteo Montefusco | Sindaco | ||
| 31 dicembre 1865 | 1867 | Pietro De Angelis | Sindaco | ||
| 1867 | 29 gennaio 1873 | Luigi D'Amelia | Sindaco | ||
| 30 gennaio 1873 | 10 dicembre 1875 | Antonio Adinolfi | Sindaco | ||
| 11 dicembre 1875 | 19 gennaio 1883 | Francesco D'Antonio | Sindaco | ||
| 20 gennaio 1883 | 25 luglio 1918 | Francesco Adinolfi | Sindaco | ||
| 26 luglio 1918 | 21 novembre 1920 | Luigi Farina | Commissario prefettizio | ||
| 7 novembre 1920 | 12 maggio 1922 | Ettore D'Amelia | Sindaco | ||
| 15 maggio 1922 | 6 ottobre 1923 | Alfonso Mauri | Sindaco | ||
| 7 ottobre 1923 | 4 aprile 1925 | Leopoldo Perris | Commissario prefettizio | ||
| 5 aprile 1925 | 10 maggio 1925 | Umberto Milanesi | Commissario prefettizio | ||
| 11 maggio 1925 | 26 aprile 1927 | Leopoldo Perris | Partito Nazionale Fascista | Sindaco | |
| 3 maggio 1927 | 22 giugno 1928 | Vincenzo Perazzi | Commissario prefettizio | ||
| 6 luglio 1928 | 11 aprile 1938 | Leopoldo Perris | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| 18 aprile 1938 | 6 settembre 1943 | Arturo Cosenza | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| 29 settembre 1943 | 5 giugno 1944 | Pasquale Adinolfi | Commissario straordinario | ||
| 6 giugno 1944 | 20 giugno 1946 | Francesco Adinolfi | Sindaco | ||
| 21 giugno 1946 | 28 ottobre 1946 | Enrico Bellelli | Commissario prefettizio | ||
| 28 ottobre 1946 | 28 ottobre 1952 | Vincenzo Smirne | Sindaco | ||
| 29 ottobre 1952 | 18 aprile 1953 | Renato Guerra | Sindaco | ||
| 27 aprile 1953 | 7 aprile 1954 | Alessandro Alberico | Commissario prefettizio | ||
| 8 aprile 1954 | 7 dicembre 1954 | Angelo Antonio Mancini | Commissario prefettizio | ||
| 8 dicembre 1954 | 20 marzo 1958 | Matteo Smaldone | Sindaco | ||
| 21 marzo 1958 | 1959 | Ottavio Atorino | Sindaco | ||
| 1959 | 1961 | Matteo Smaldone | Sindaco | ||
| 9 settembre 1961 | 25 luglio 1963 | Luigi Campanile | DC | Sindaco | |
| 2 settembre 1963 | 4 gennaio 1965 | Francesco Nasti | DC | Sindaco | |
| 28 gennaio 1965 | 8 agosto 1967 | Federico Gilblas | DC | Sindaco | |
| 12 settembre 1967 | 7 agosto 1969 | Luigi Nasti | DC | Sindaco | |
| 12 agosto 1969 | 18 settembre 1970 | Pietro Vaccaro | DC | Sindaco | |
| 30 settembre 1970 | 1979 | Giovanni Alfano | DC | Sindaco | |
| 1979 | 1980 | Mario Abate | DC | Sindaco | |
| 1981 | 1985 | Bartolo D'Antonio | DC | Sindaco | |
| 1985 | 1986 | Gioacchino De Vivo | Sindaco | ||
| 1986 | 1989 | Carlo Morvillo | Sindaco | ||
| 1990 | 1991 | Giuseppe Chiavazzo | DC | Sindaco | |
| 1991 | 1991 | Girolamo Pepe | Sindaco | ||
| 1991 | 1992 | Santolo Coppola | DC | Sindaco | |
| 1992 | 1993 | Alessandro D'Antonio | PDS | Sindaco | |
| 1993 | 1994 | Francesco Buonaventura | PDS | Sindaco | |
| 1994 | 6 maggio 1995 | Bartolo D'Antonio | DC | Sindaco | |
| 7 maggio 1995 | 24 gennaio 1999 | Umberto Postiglione | PPI | Sindaco | |
| 25 gennaio 1999 | 26 giugno 1999 | Vincenzo De Vivo | Commissario prefettizio | ||
| 27 giugno 1999 | 27 maggio 2004 | Umberto Postiglione | PPI - La Margherita | Sindaco | |
| 28 maggio 2004 | 20 febbraio 2007 | Giuseppe La Mura | DL - La Margherita | Sindaco | |
| 21 febbraio 2007 | 27 febbraio 2007 | Rosa Maria Falasca | Commissario prefettizio | ||
| 28 febbraio 2007 | 11 giugno 2007 | Antonio Di Prisco | Commissario straordinario | ||
| 12 giugno 2007 | 11 marzo 2009 | Gianpaolo Mazzola | Forza Italia - PdL | Sindaco | |
| 12 marzo 2009 | 12 aprile 2010 | Bruno Pezzuto | Commissario prefettizio | ||
| 12 aprile 2010 | 14 giugno 2015 | Pasquale Mauri | Unione di Centro | Sindaco | |
| 14 giugno 2015 | 12 giugno 2019 | Cosimo Ferraioli | Liste civiche di destra - Forza Italia | Sindaco | |
| 12 giugno 2019 | 17 gennaio 2020 | Alessandro Valeri | Commissario prefettizio | ||
| 17 gennaio 2020 | 7 giugno 2026 | Cosimo Ferraioli | Liste civiche di centro destra - Noi con Salvini | Sindaco | |
| 8 giugno 2026 | in carica | Alfonso Scoppa | Liste civiche di centro destra - Alfonso Scoppa Sindaco | Sindaco | |
Hanno sede nel comune le società di Basket: Angri Pallacanestro, Pol. Alfonso Negro Angri Basket e Centro Olimpia Angri Basket.[senza fonte]

La squadra di calcio Unione Sportiva Angri 1927.
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