Angri

Angri
comune
Angri – Stemma
Angri – Bandiera
Angri – Veduta
Angri – Veduta
Veduta aerea del centro storico di Angri.
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Provincia Salerno
Amministrazione
SindacoAlfonso Scoppa (Liste civiche) dall'8-06-2026
Territorio
Coordinate40°44′35″N 14°34′10″E
Altitudine32 m s.l.m.
Superficie13,77 km²
Abitanti34 396 (31-5-2026)
Densità2 497,89 ab./km²
Comuni confinantiCorbara, Lettere (NA), Sant'Antonio Abate (NA), Sant'Egidio del Monte Albino, San Marzano sul Sarno, Scafati
Altre informazioni
Cod. postale84012
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065007
Cod. catastaleA294
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 1 175 GG
Nome abitantiangresi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
MottoUniversitas Terræ Angriæ
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Angri
Angri
Angri – Mappa
Angri – Mappa
Posizione del comune di Angri all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Angri è un comune italiano di 34 396 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica

Territorio

Angri si trova in una posizione centrale tra Napoli e Salerno, nel cuore dell’agro nocerino-sarnese, un agglomerato urbano che raggruppa 14 comuni della provincia di Salerno. Situata a ridosso dell’area vesuviana e confinante con la città metropolitana di Napoli, insieme a Scafati si integra perfettamente nell’estesa conurbazione dell’hinterland napoletano (anche chiamata conurbazione dell'area napoletana), diventando un punto di collegamento strategico tra le principali città campane.

Inserita nella fertile valle del Sarno, che un tempo faceva parte dell’antica Campania Felix, Angri è rinomata per la sua produttività agricola, grazie al terreno particolarmente favorevole che ha reso questa zona una delle più fruttuose d’Italia.

Il territorio è caratterizzato da un paesaggio pianeggiante a nord, dove dominano le coltivazioni, mentre a sud si eleva progressivamente verso i monti Lattari, una catena montuosa che attraversa la penisola sorrentina.

Orografia

A sud vi sono i monti Lattari, accessibili da Via Monte Taccaro e proseguendo per il sentiero CAI 340, partendo dal sentiero della Pace, si arriva poi all'area montana e collinare denominata Chianiello (da non confondersi con l'omonima montagna situata nel Cilento), per poi proseguire nel territorio della città di Lettere, tramite il sentiero CAI 346.

Idrografia

Il fiume Sarno riceve l'acqua da un torrente-affluente proveniente da Angri, attualmente coperto, è chiamato canale San Tommaso.

È presente anche il colatore Rio Sguazzatoio, anch'esso si incanala nel fiume Sarno.

Clima

Il clima è solitamente temperato durante tutto l'anno. La vicinanza del mare di Castellammare di Stabia e del fiume Sarno fanno sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. La stagione invernale è solitamente fresca, mitigata dai vicini monti Lattari, che attirano le precipitazioni più fredde. Durante l'estate il clima si presenta umido.

Origini del nome

Il primo nome usato anticamente per chiamare Angri fu Angra, che significa "acqua stagnante" o "acquitrino" formatosi lungo le sponde del fiume Sarno. Questo toponimo ancora utilizzato, in una zona periferica della città, come Paludicella.

Secondo alcuni studiosi, il nome di Angri potrebbe derivare anche da altre denominazioni più antiche, tra le quali figurano:

Nel Medioevo alla città venne cambiato nuovamente il nome, in Ancharia, nella lingua volgare locale dell'epoca, poiché tale nome si addiceva di più al luogo e voleva indicare la fertilità delle campagne e della vegetazione che, all'epoca, si estendevano dalle pendici dei monti Lattari fino alle sponde del fiume Sarno, dove si sviluppava. Infine il nome di Ancharia venne registrato e compare per la seconda volta nel Codex Diplomaticus Cavensis nel mese di luglio, dell'anno del Signore 856, che si conserva ancora nell'archivio dell'abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni.

Storia

Età antica

Le origini di Angri risalgono al periodo romano, il luogo era già popolato all'epoca da pastori locali ma non si presentava come una vera e propria cittadina ma come detto dai romani, un locus (in italiano luogo), infatti la zona era all'epoca paludosa e con ville e fondi agrari sparsi un po' su tutto il territorio della futura cittadina, nonostante ciò vi erano delle colture effettuate dai contadini locali.

Nei pressi della città di Nuceria Alfaterna (nota nel sec. XXI come Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Angri e Sant'Antonio Abate), fu combattuta la battaglia dei Monti Lattari, anche conosciuta come battaglia del Vesuvio (poiché la prima fase dello scontro fu combattuta proprio presso il vulcano Vesuvio), che si svolse nell'ottobre del 552 durante la guerra gotica. Essa fu decisiva per la sconfitta dei Goti e l'affermazione dell'Impero romano d'oriente in Italia. La battaglia fu combattuta fra il generale, dell'impero romano d'oriente, Narsete e l'ultimo re dei goti, Teia il quale la perse e con essa anche la sua vita. Infine in una località nota come Pizzauto (appellata anche in Pozzo dei Goti) si dice che ci siano gli scheletri di alcuni soldati goti, gettati lì dai vincitori, ove è situata la Grancia di San Giacomo del XV secolo.

La cittadina viene nominata una prima volta col nome in latino Angre, nel Pactum Sicardi (in italiano Accordo di Sicardo - o trattato), nel capitolo XXXVIII, come una zona di grande rilievo agricolo, insieme alla vicina città di Stabiae (in italiano Stabia) ma che non potevano ancora compete sul piano economico con la città costiera di Amalfi.

Età medievale

Nel 1290 il re Carlo II d’Angiò assegnò in feudo la Terra d'Angri ad un tal Pietro Braherio o de Braheriis.

Il conte Giovanni Zurolo (1382-1440) difese strenuamente la Terra d'Angri all'alba del 24 settembre 1421 dalle soldatesche di Andrea Fortebraccio, meglio noto come Braccio Forte da Montone, durante le "Lotte dinastiche" avvenute nel Regno di Napoli tra Angioini e Aragonesi, per la successione al Trono di Napoli tra Alfonso V d'Aragona e Luigi III d'Angiò, schierandosi a favore di quest'ultimo, cioè del re francese, cui dopo estenuanti assalti subì il cruente assedio — con l'assalto al Castello, un tempo ornato da torri e mura fortificate munite di porte — da parte del capitano di ventura Andrea Forte Braccio da Montone al servizio di Alfonso V d'Aragona a cui aveva chiesto aiuto la sovrana Giovanna II d'Angiò-Durazzo contro il predetto Luigi III d'Angiò e ai suoi fedelissimi proseliti. La cittadella fortificata di Angri resistette ai vari assalti dalle truppe mercenarie, al comando di Braccio Forte da Montone, e dopo l'ultimo assalto (del 24 settembre 1421) al Castello irruppero nelle mura fortificate entrando in città ed effettuarono saccheggi e devastazioni, mentre i militi e i popolani delle città viciniori, come Pagani e Nocera dei Pagani (oggidì, Nocera Inferiore - SA), deposero subito le armi appena seppero della disfatta ovvero della presa d'Angri.

Tra settembre e ottobre del 1425, a seguito dell'intervento della regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo, il feudo di Angri venne ripristinato a favore del feudatario il conte Giovanni Zurolo. Lo stesso signore feudale il 26 luglio 1436 fondò, su una preesistente chiesetta o cappella angioina (eretta da Carlo II d'Angiò nel 1288 circa) con annesso ospizio della Carità della seconda metà del XIII secolo (vulgo Maria Vergine della Carità, detta della Pietà, poi Santa Maria Annunziata detta l'Annunziatella), la chiesa della SS. Annunziata di Angri con attiguo ex monastero Domenicano.

Il 26 giugno del 1428 (cfr. Diploma Reale, rilasciato in Castel Capuano - Napoli il 31 agosto del 1428 da Giovanna II d'Angiò-Durazzo e inviato al feudatario della Terra d'Angri Giovanni Zurolo), appellato come "il giorno del riscatto", periodo pedissequo ai precitati fatti del 1421-1425. Questi gli eventi (1421-1425, 1428-1436) a cui è legata la manifestazione storica-rievocativa, Palio Storico Città di Angri, patrocinata dal Comune che si svolge nel mese di settembre di ogni anno.

Età moderna

Il suo maggiore fasto è riconducibile al XVII e al XVIII secolo, periodo in cui regnarono i principi Doria (1613-1806), che elevarono il feudo al rango di Principato. I Doria detennero il feudo sino all'abolizione del feudalesimo. Fecero erigere numerosi monumenti ancora esistenti e visitabili. Di particolare interesse il castello di stile vanvitelliano, con logge sovrapposte a scale a tenaglia in pietra nera.

Età contemporanea

Il 6 settembre 1860 il treno proveniente da Salerno e con a bordo Giuseppe Garibaldi e alcuni suoi collaboratori si fermò alla stazione ferroviaria di Angri dove venne accolto calorosamente da una folle festante e dal primo sindaco angrese del nascente Regno d'Italia, tale Matteo Montefusco, prima di ripartire gli vennero dati anche alcune cibarie locali come regali.

Dal 1806 al 1860 è stata capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Ad Angri è sorta la prima casa della congregazione delle suore di San Giovanni Battista, fondata il 26 settembre 1878 da sant'Alfonso Maria Fusco. La congregazione delle suore di San Giovanni Battista, inizialmente voluta dal fondatore con il nome di "Le nazarene", derivante da Gesù di Nazareth, è stata successivamente ride nominata come "congregazione delle suore di San Giovanni Battista" (battistine) ed è diffusa in tutto il mondo. La prima giovane, Maddalena Caputo, di Angri, fu l'animatrice e la sostenitrice dell'opera insieme ad altre tre giovani del paese. La sera del 25 settembre del 1878 le suore si ritirarono in poche stanze e il 26 settembre, di mattina, sant'Alfonso Maria Fusco, celebrò la santa messa su un misero altare di legno. Il patrimonio iniziale della casa, fu di sole 5 lire. Le quattro giovani vivevano in povertà, sostenendosi insieme alle prime orfanelle con il lavoro dei telai.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stata capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Con la creazione del comune di Pompei, Angri perse la frazione di Bagni in favore del comune di Scafati perché il comune di Scafati dovette cedere alcuni territori all'allora nascente comune di Pompei, in prossimità degli scavi archeologici. Angri ottenne però una nuova frazione, che era Sant'Egidio del Monte Albino ma la perse appena venne elevata al rango di comune autonomo.

Con la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana Angri è diventata un comune autonomo.

Stemma civico di Angri, recante nel cartiglio la scritta in latino: UNIVERSITAS TERRAE ANGRIAE.

Simboli

Stemma

Lo stemma civico è troncato da una fascia d'argento, nella parte superiore di azzurro con tre monti di verde, nella parte inferiore di rosso pieno; lo scudo è sormontato da una corona turrita da Comune, il tutto ornato da due rami decussati con foglie di alloro e di quercia; al disotto dello stesso appare un cartiglio con l'iscrizione: Universitas Terrae Angriae.

Gonfalone

Il gonfalone si presenta come un drappo di colore azzurro e con lo stemma della città al centro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Vi sono diverse architetture religiose di matrice cristiana di rito cattolico diffuse in tutto il territorio angrese, come chiese, conventi e monasteri ma anche di altre confessioni cristiane.

Chiese cristiane di rito cattolico

Sono sorte diverse chiese di rito cattolico nel periodo alto-medioevale, in quello moderno e in età contemporanea. In ordine cronologico troviamo:

Facciata della chiesa di San Benedetto, sita nel piazzale privato, in via Ardinghi, sec. VII.
Chiesa di San Benedetto da Norcia
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Benedetto (Angri).

Secondo le fonti ufficiali, la chiesa risalirebbe al secolo VII. Venne eretta inizialmente in puro stile gotico. Le sue dimensioni iniziali erano più piccole di come le si possono osservare oggi.

La chiesa si presenta al suo interno con una ripartizione di tre navate, sulle quali si possono ammirare le antiche colonne che reggevano la vecchia chiesa. Le opere artistiche custodite al suo interno sono un prezioso polittico e una pala d'altare attribuite a Cristoforo Scacco e datate 1503.

Facciata della collegiata di San Giovanni Battista, sita nella piazza omologa, secc. XII-XV.
Collegiata di San Giovanni Battista
Lo stesso argomento in dettaglio: Collegiata di San Giovanni Battista (Angri).

La collegiata di San Giovanni Battista costruita a partire dal 1180, e intitolata inizialmente a sant'Angelo (san Michele Arcangelo) è la chiesa madre di Angri.

Al suo interno conserva opere di Simone da Firenze e di Angelo Solimena e la statua lignea ed il busto argenteo di San Giovanni Battista, patrono della città.

Cappella di San Nicola di Bari
Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella di San Nicola di Bari (Angri).

La cappella gentilizia venne fatta costruire su proposta del nobile angrese Riso De Risi nel 1321, dedicandola a san Nicola di Bari, dopo che egli si appropriò delle terre dove sorge la struttura religiosa.

Dal nome del nobile derivò il toponimo rimasto invariato nel tempo di borgo Risi.

La cappella è stata annessa all'istituto delle suore compassioniste serve di Maria poco dopo la sua fondazione.

Facciata, in stile architettonico vanvitelliano, della chiesa SS. Annunziata con attiguo ex convento domenicano, già ospizio di Carità, dei frati predicatori domenicani, sita nell'omografa piazza, secoli XIII-XV.
Chiesa della Santissima Annunziata
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Santissima Annunziata (Angri).

La chiesa della Ss. ma Annunziata, con annesso ex convento (già ospizio di Carità) dei frati predicatori Domenicani, fu fondata il 26 luglio 1436 — su una preesistente chiesetta/cappella del XIII secolo cui edificata per volontà di Carlo II d'Angiò (1254-1309) sotto il titolo di Maria Vergine della Carità vocatus della Pietà poi Santa Maria Annunziata detta l'Annunziatella — dal conte Giovanni Zurolo (1382-1440) signore feudale della Terra d'Angri.

Nella seconda metà del XVIII secolo furono eseguiti significativi lavori di consolidamento e restaurazione della chiesa con l'annesso ex convento domenicano (già ospizio di Carità).

Difatti nel 1775, data scolpita sul portale d'ingresso di detto convento, ultimati i predetti lavori, la chiesa Ss. ma Annunziata si presentava ab antiquo in elegante stile architettonico barocco napoletano "vanvitelliano", come del resto si presenta ancora oggi nella sua interezza sontuosa.

Facciata della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, sita tra via Dei Goti e via Pentangelo, sec. XXI.
Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (Angri).

La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli sorge sui resti di un antico tempio romano dedicato alla dea Venere ma venne edificata solo in epoca medioevale.

Ogni 3 febbraio nella chiesa si celebra la ricorrenza della festività religiosa di san Biagio poiché vi è una sua antica statua dopo le consuete celebrazioni liturgiche, vi si svolge un antico rituale dove i credenti si fanno ungere la gola con l'olio santo[non chiaro] (poiché il santo è anche il protettore della gola) e vi è la successiva consumazione dei panini benedetti, una variante diversa rispetto a quella di altre città dove si venera il santo durante la sua ricorrenza dove, si consumano anche dolci e panettoni con la sua immagine.

Venne completamente ristrutturata in puro stile barocco nel '700. All'interno della chiesa è conservata un'antica pala d'altare, si tratta di un'opera bizantina, raffigurante la Madonna di Costantinopoli.

Nel 1975, venne riformata la facciata della chiesa e la porta esterna della sagrestia.

Facciata della chiesa e della confraternita di Santa Caterina di Alessandria d'Egitto vergine e martire, situati in piazza Don Enrico Smaldone, già piazza Trivio, sec. XV.
Chiesa di Santa Caterina di Alessandria d'Egitto vergine e martire
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Angri).

La collegiata sorge in piazza Don Enrico Smaldone, ex piazza Trivio. Non si conosce l'anno preciso di fondazione della chiesa ma le prime notizie risalgono al XV secolo. Era risaputo che esisteva un oratorio chiamato con il nome spogliaturo (spogliatoio), dove i confratelli della congrega si cambiavano d'abito per le celebrazioni delle messe.

Sempre nel XV secolo i confratelli della congrega fondarono il primo ospedale dell'agro nocerino-sarnese, per ricoverare e curare i poveri e gli ammalati bisogni del città e dei dintorni e anche per alloggiare i pellegrini. L'ospedale della congrega è stato operativo fino all'avvento della Repubblica Napoletana, agli inizi dell''800, poiché il governo della repubblica incamerò tutti i suoi beni.

Nel Seicento la congrega istituì anche un monte di pietà che concedeva piccoli prestiti in denaro ai suoi confratelli e a chiunque si trovasse in difficoltà economiche. All'inizio della sua attività, il Monte di Pietà della congrega non richiedeva alcun interesse sul denaro prestato ai confratelli e ai bisognosi ma, poco tempo dopo, tutti i prestiti finanziati vennero corrisposti a un moderato interesse. Grazie a tutti gli utili generati dalle sottoscrizioni dei richiedenti, nel 1685 si fondò un'istituzione, il Pio Monte dei Morti, per suffragare con celebrazioni di sante messe le anime dei morti.

Alle ore 04:00 del mattino, del giorno 30 novembre del 2017, a causa del forte vento e del maltempo, si staccò una campana che si trovava all'interno del campanile, fortunatamente quando cadde non provocò vittime e né danni.

Il giorno 7 maggio di mattina, è stata installata una nuova campana in sostituzione della precedente.

Ogni 25 novembre si celebra la memoria liturgica di santa Caterina d'Alessandria e la festa nella piazza don Enrico Smaldone, attigua alla congrega.

Facciata della chiesa e della confraternita di Santa Maria del Carmine, situati in corso Vittorio Emanuele II, sec. XV.
Chiesa di Santa Maria del Carmine
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria del Carmine (Angri).

La chiesa venne fatta erigere nel 1611 dai nobili di Angri su proposta dei frati camaldolesi, insieme alla creazione di un loro convento lì vicino, con accesso presso corso Vittorio Emanuele II, la località si appellò così Camaldoli dopo la sua fondazione. Il convento venne trasformato poi in eremo della congregazione dei camaldolesi di Maiori. Tale località oggigiorno ha cambiato nome e il convento dei frati camaldolesi attualmente non esiste più perché, andò distrutto in una data imprecisata per un incendio non fu più ricostruito.

La chiesa venne ristrutturata interamente nel settecento nello stile barocco. All'esterno della chiesa vennero aggiunti due campanili in stile dorico. La chiesa venne inoltre arricchita di opere tra le quali: un dipinto settecentesco di forma ovale, incastonato nella volta e raffigurante la Madonna assunta, quadri con Santa Lucia e San Benedetto e tre statue di Sant'Aniello di Napoli, Santa Lucia e la Vergine del Carmelo, quest'ultima datata al 1718.

Durante il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980, la parte superiore della facciata della chiesa venne distrutta, con la perdita dell'affresco ottocentesco e la chiesa subì anche altri danni sia all'esterno che all'interno. il distacco della facciata uccise 9 persone del paese e ne ferì altre.

Ogni 20 luglio si celebra la festa religiosa e la processione per le strade di Angri della statua della Madonna custodita all'interno della chiesa.

In un locale annesso alla chiesa è presente anche una confraternita nata insieme alla fondazione della chiesa e che prende il nome dal santuario. In un altro locale connesso alla chiesa è presente anche un centro Caritas.

Facciata della chiesa di Santa Maria delle Grazie, situati nel viale Europa, sec. XXI.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Angri).

L'antica chiesetta di Santa Maria delle Grazie o Madonna delle Grazie è una piccola chiesa, con una stanza, che sorge nelle campagne di Angri, in via del Maio. Al suo interno vi è oltre alla stanza delle cerimonie, la stanza connessa della sagrestia, posta vicino al suo unico ingresso principale, visibilissima anche dall'esterno dell'edificio. La sua costruzione dell'edificio è stata voluta dalla famiglia Montefusco nel XIX secolo. La Madonna delle Grazie alla quale è dedicata la chiesetta, è stata dichiarata protettrice delle Manifatture Cotoniere Meridionali (MCM) nel 1830 (anno di fondazione delle industrie nel suolo angrese).

Nel 2013 è stata lanciata una petizione per il recupero e la ristrutturazione della chiesetta perché, attualmente versa in stato di abbandono da circa un ventennio.

La chiesa si presenta di modeste dimensioni, sopra alla sua facciata era presente una piccola campana in ferro battuta con affissa una croce, ora mancante perché trafugata dai ladri il 24 agosto del 2020.

Facciata della chiesa di Santa Maria della Pace, sito in via Nazionale, sec. XXI.
Chiesa della Madonna della Pace
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Madonna della Pace (Angri).

La chiesa della Madonna della Pace, chiamata anche Regina Pacis, ha tale nome perché venne fatta erigere come ringraziamento dei cittadini di Angri verso la Madonna per la fine della prima guerra mondiale. Venne fatta erigere dopo la creazione di un'edicola votiva con una statua della Madonnina, ad opera di don Vincenzo del Pezzo, reduce del primo conflitto mondiale e nipote di sant'Alfonso Maria Fusco. Molti abitanti del posto vollero la creazione di questa chiesa anche perché in quella zona di Angri non ne esistevano altre e si trovava molto distante dalle altre chiese del centro cittadino. Tra il 1923 e il 1925 al posto dell'edicola votiva venne eretta la nuova chiesa con le offerte dei cittadini angresi e con l'aiuto degli abitanti, soprattutto della zona locale. Fu consacrata nel 1926 dall'allora monsignor Romeo e divenne parrocchia ufficialmente il 5 aprile del 1953 su ordinazione ecclesiale del vescovo Fortunato Zoppas.

Facciata della chiesa di San Francesco d'Assisi e convento, situati in via Risi, sec. XX.
Chiesa di San Francesco d'Assisi

La chiesa sorge attigua al convento dei frati minori, che è connesso alla chiesa. Si trova nella stessa via della cappella di San Nicola di Bari e del convento delle suore compassioniste serve di Maria.

La chiesa è a tre navate con un unico altare maggiore. Lungo la parete di sinistra dell'aula della chiesa, vi è una porta realizzata nello stesso tempo in cui vennero fondati questi due edifici, per connettere il convento dei frati minori direttamente alla chiesa.

È stata ristrutturata in tempi moderni e ospita le statue di San Francesco d'Assisi e di Santa Chiara d'Assisi in cartapesta e tre mosaici raffiguranti ancora San Francesco d'Assisi, posti uno a destra e l'altro a sinistra delle pareti laterali mentre quello in alto è posto sull'altare maggiore.

Ogni 4 ottobre viene celebrata la memoria liturgica del santo al quale è dedicata la chiesa e viene svolta anche una piccola festa del casale attiguo.

Facciata del santuario di Maria Santissima Incoronata dei Bagni, sito nella piazza omologa, sec. XVI.

Architetture religiose minori

Vi sono varie cappelle private, confraternite, chiese ed un santuario, di cui, alcune di queste strutture sono passate ai comuni limitrofi nel corso dei secoli, sorte tra il periodo bassomedievale e quello contemporaneo. In ordine cronologico troviamo:

Chiese cristiane di altri riti

Vi sono due strutture religiose cristiane di altri riti presenti nel territorio comunale, sorte nella seconda metà del sec. XX. Troviamo:

Architetture religiose in rovina

Vi è un'unica architettura religiosa in rovina presente sul territorio angrese, sorta nel sec. XV circa.

Facciata dell'ex struttura conventuale dei frati predicatori domenicani, attigua alla chiesa della SS. Annunziata, sec. XV.

Architetture religiose sconsacrate

Vi sono varie cappelle, chiese, conventi e monasteri, sconsacrate, fra il territorio angrese e dei paesi limitrofi, sorti tra il periodo altomedievale e in epoca moderna. In ordine cronologico troviamo:

Architetture religiose scomparse

Vi sono varie cappelle, chiese, conventi, eremi e monasteri, scomparsi, esistenti in passato fra il territorio angrese e dei paesi limitrofi. In ordine cronologico troviamo:

Tomba del Servo di Dio don Enrico Smaldone, sita al centro del cimitero, seconda metà del sec. XX.

Architetture funerarie

Il cimitero di Angri si trova in via San Gennaro. Vi sono anche diversi loculi e tombe di personalità importanti, in ordine cronologico troviamo:

Architetture civili

Ad Angri sono presenti diverse architetture civili, tra cui si ricordano: una casa di accoglienza, un castello, una masseria, cortili, palazzi nobili ed industrie dismesse, in ordine cronologico troviamo:

Masserie

Vi è solamente una masseria, sorta su una più antica precettoria e precedente struttura del XIII secolo:

Facciata del palazzo D'Amelio, in Via Madonna delle Grazie, XIX sec., circa. Venne riassestata dall'archeologo, ingegnere e saggista Luigi Jacono, allestendovi una serra floreale, su volere del proprietario di allora tale Gregorio D'Amelio.

Palazzi nobili

Di seguito i vari palazzi nobili di fondazione dall'epoca basso-medievale a quella moderna, situati per la maggior parte delle zone centrali della città:

Foto d’epoca degli anni ’30 del sec. XX che, ritrae parte della strada Santa Maria del Carmine, poi corso Vittorio Emanuele II e della villa Vitelli, in passato conosciuta col titolo a' Tibona.

Ville

Vi sono solamente due ville, sorte nei secoli XIX-XX:

Altre strutture

Vi è un'importante casa di accoglienza laica, sorta nella metà del sec. XX:

L'antica torre parrocchiale e campanaria con l'orologio solare, situati in piazza San Giovanni Battista.

Architetture civili dismesse

Vi sono diversi edifici civili nobiliari, aziende e di altre tipologie dismessi, troviamo in ordine cronologico:

Architetture civili scomparse

Vi è un unico palazzo nobile abbattuto in città, risalante all'alto medioevo.

Architetture militari

Era presente una grande cinta muraria divisa in interna ed esterna, che nell'era medievale fino al XIX secolo, circondava la fortezza di Angri. Oggigiorno è scomparsa quasi del tutto ma, alcune di queste mura possono essere ammirate in alcune zone antiche della città angrese, in vari punti nevralgici.

Il castello - palazzo nobile dei Doria, annesso alla torre medievale ornata da mura cinquecentesche, situato nella piazza omologa, sec. XVII.

Castello

È presente un castello nel centro storico del paese, con gli ex giardini pubblici e i padiglioni, facenti parte tutti delle vecchie proprietà dei principi Doria, attualmente queste infrastrutture sono di proprietà del comune di Angri.

  • Castello - palazzo nobile dei Doria, situato nella piazza omologa;
  • Padiglione dei principi Doria, anticamente per uso abitativo della servitù, per gli ospiti o per deposito di materiale o animali, riconvertito a Casa del Cittadino di Angri, ad uso comunale e per gli eventi pubblici, situato a sud-est del castello, in piazza Doria;
  • Padiglioni dei Principi Doria, anche questi per utilizzi secondari imposti dai principi Doria, attualmente sedi di associazioni e negozi, situati a sud-est e a sud-ovest, in piazza Doria.
Mura di contenimento medievali con ornamento bastionato, presenti all'esterno dei caseggiati locali, in Vicolo Rodi.

Mura

Molte mura dell'antica cittadina angrese, del periodo medievale, sono state inglobate negli edifici, durante il sec. XIX. Alcune di esse sono ancora visibili e si trovano in diversi punti della parte antica di Angri. Di seguito vi sono elencate le strade, la strettoia e i vicoli dov'è possibile osservare i resti delle antiche mura:

  • Via Ardinghi e via Badia, sono presenti delle mura difensive inglobate all'interno di edifici civili, all'incrocio delle due strade;
  • Via Maddalena Caputo, sono presenti delle mura difensive inglobate nella parte posteriore dell'antica chiesa della Santissima Annunziata e di altri edifici civili limitrofi;
  • Vicolo porta di Basso, per quelle ad uso difensivo internamente costruite al castello, vico che collega la via Guglielmo Marconi e via Giovanni Zurolo;
  • Vicolo Rodi, per quelle di contenimento con ornamento bastionato, vico che collega via Concilio e via Taverna del Passo.

Torri

Si ricordano diverse torri e torrette realizzate in pietra, che si snodavano sul territorio angrese, di origine basso medievale, di seguito quelle scoperte nel corso degli studi:

  • Torre di guardia di piazza Doria, questa torre è la più antica di Angri, alla sua fondazione era più grande, sorse al centro della città fortificata dopo la battaglia dei Monti Lattari, era un'importante torre d'avvistamento per i nemici e comunicava con le altre del territorio, con l'arrivo dei principi Doria venne restaurata e abbassata di livello ed infine inglobata nel torrione centrale (la torre più grande e visibile) dell'attuale castello Doria;
  • Torre di guardia di via Canonico Fusco, questa torre proteggeva la parte esterna della città, venne inglobata nella successiva confraternita di Santa Margherita di Antiochia, è visibile dalla strada omonima. Da notare che la pavimentazione ha dei dislivelli, prova di ciò il fatto che un tempo che nell'attuale via canonico Fusco passasse una parte del fossato esterno, poi coperto in epoca moderna;
  • Torretta di guardia di via Nuova Cotoniera, quest'altra torretta sorgeva vicino all'attuale chiesa Santa Maria del Carmine (che all'epoca non esisteva), più precisamente accanto al monastero dei frati carmelitani scalzi, il quale venne dismesso e abbandonato, successivamente venne riconvertito ad uso cittadino, al giorno d'oggi le due strutture sono andate perdute;
  • Torretta di guardia di via Torretta, quest'ultima torre era presente in posizione sopraelevata rispetto alle altre e, comunicava a mezzo di segnali ottici con le altre torri (del Castello di Angri, di Chiunzi e di Lettere). Nella cartina storica di Angri del 1300 è annotata questa zona come Masseria della Torretta. La denominazione di tale strada potrebbe derivare anche dalla famiglia Torre, la quale fu residente e possidente in questa strada. In epoca contemporanea vi è stata trovata una necropoli greca, durante la prima metà del XX secolo. La strada in tempi più recenti prese il suo nome, Via Torretta, oggigiorno la torretta potrebbe essere stata inglobata in edifici civili.

Altro

Vi sono: archi, edicole votive, lapidi, portali, monumenti, statue e tempietti sacri presenti in tutto il territorio centrale e periferico angrese.

L'Arco di Fondo Arnedi, su cui campeggia lo stemma gentilizio della famiglia Doria, ornato da una corona da principe. Lo fece erigere la famiglia omologa durante la loro reggenza ad Angri (1613-1806). Venne abbattuto poco dopo il suo restauro (1948-49), per motivi di viabilità urbana. (cfr. immagine tratta da una foto in b/n d'epoca degli anni '30 del XX secolo).

Arco di Fondo Arnedi o Arco dei Doria

Era presente un arco in pietra tra l'attuale Corso Italia e Piazza Doria denominato Arco di Fondo Arnedi, o più semplicemente Arco dei Doria, poiché sorse quando ci fu il dominio dei principi Doria ad Angri. Il nome dell'arco venne cambiato in quello di Fondo Arnedi poiché, vi andò a vivere una famiglia nobiliare nei suoi pressi ed esso delimitava il perimetro di Fondo Raiola, oggi Corso Italia. Era datato secc. XVII-XVII, e sormontato dallo stemma della nobile famiglia dei Doria, con una corona reale sopra di esso.

Monumento ai caduti di Angri

Il monumento ai caduti angresi, sia della prima guerra mondiale che della seconda guerra mondiale, sito in Piazza Doria, adiacente all'omografo Castello. Fu realizzato da un progetto dell’ingegnere Paolo Caiazzo e del signor Marcellini a partire dal 1924. Alla base si erge un angelo in bronzo che brandisce una spada ornato da vestigia belliche, tra cui un soldato che impugna, con mano sinistra, la bandiera del Regno d'Italia, mentre con l'altra, sorregge un civile esanime.

Statua di San Benedetto da Norcia

La statua è stata affissa durante il grande giubileo del 2000. Essa ha una lapide ferrea posta nella parte frontale del piedistallo, nella quale vi è scritto che il popolo di Angri ringrazia san Benedetto da Norcia per la sua protezione secolare. La statua rappresenta San Benedetto da Norcia con la pastorale impugnata nella mano sinistra e con la destra in atto di benedizione verso il popolo che arriva in chiesa, per terra alla sua destra è presente un corvo su un libro che ha nel suo becco un pezzo di pane, sta a indicare un miracolo nel quale questo animale avvertì il santo del cibo avvelenato con cui il monaco Fiorenzo tentò di assassinarlo.

Edicola votiva di Gesù crocifisso in piazza Don Enrico Smaldone

Questa edicola sacra di grandi dimensioni è presente vicino alla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e all'ingresso degli scout Angri 1, ha un piccolo cancello in metallo che chiude l'edicola raffigurante Gesù crocifisso mentre dietro di sé, vi era un antico affresco, sotto al crocifisso vi è stato posto uno stemma circolare dalla confraternita di Santa Caterina d'Alessandria Vergine e Martire nel 2009, con una croce a pianta greca al suo interno, con la dicitura della confraternita e indicante anche gli anni 1779-2009 (la prima cifra sta ad indicare l'anno di fondazione della confraternita religiosa).

Attualmente è presente solo un nuovo crocifisso e senza gli antichi affreschi dietro di sé con lo stemma sottostante perché, un incendio li ha fortemente danneggiati il 7 dicembre 2015.

Cortile Barba appellato anche dell'Ave Maria o della Madonnina

In una casa all'ingresso del Cortile Barba avvenne un miracolo di un'effige sacra della Madonnina di Siracusa, il 12 maggio del 1954, dall'ora in poi venne affissa una scritta AVE MARIA all'ingresso del portone vicino, al ricordo del periodo miracoloso che ne seguì, con vari pellegrinaggi da parte dei fedeli. Il cortile venne appellato anche in Cortile Ave Maria o Cortile della Madonnina, col passare degli anni però, il luogo venne via via abbandonato.

Dopo i restauri della chiesa della Santissima Annunziata avvenuti tra gli anni 2016-2020, venne creata un altare minore dove poi venne riposta l'immagine sacra.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2015 ad Angri risultano residenti 1 121 cittadini stranieri.

Le nazionalità principali sono:

Religione

Chiesa evangelica

L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale ADI.

Testimoni di Geova

Fra gli altri culti cristiani sono presenti i Testimoni di Geova con una sala del Regno, che abbraccia diversi fedeli provenienti dai paesi limitrofi oltre Angri (San Valentino Torio, Sant'Antonio Abate e Lettere).

Tradizioni e folclore

Giostra dei Cavalieri, evento del Palio Storico Città di Angri (anno 2019), manifestazione storica-rievocativa legata agli eventi del 1421-1425 e del 1428-1436, in via Taverna del Passo.

Palio Storico Città di Angri

L'organizzazione e la rappresentanza legale del Palio Storico Città di Angri (eccetto la gestione che viene affidata in via subordinata e a discrezione dell'Ente Comunale ad una associazione culturale locale), già istituzionalizzato di cui ai pubblici atti deliberativi - N. 69 del 17.12.2015, sono di esclusiva pertinenza del Comune di Angri, in virtù del Regolamento-Disciplinare redatto nel 2016 dalla Commissione consultiva tecnico-storica dell'Ente, giusta delibera di C. - N. 30 del 23.03.2016. Tale regolamento, infatti, afferisce alle parate medievali e le rievocazioni storiche, degli eventi del 1421-25 e 1428-36, denominate "Palio Storico Città di Angri". Questa manifestazione storica-rievocativa, che si svolge nel mese di settembre di ogni anno-Edizione, si fonda su prove documentali d'Archivio e su antiche fonti bibliografiche, annotate da autorevoli autori della Storia del Regno di Napoli, nonché su dati cronologici certi, cioè su "verità storiche", il tutto demandato nel precitato pubblico documento-Disciplinare del Comune di Angri.

Il falò dedicato a Sant'Aniello

È ancora viva la tradizione angrese che il 14 dicembre di ogni anno, in piazza Annunziata (che prende il nome dall'omonima chiesa limitrofa) e nel cortile della chiesa di San Benedetto da Norcia, ma anticamente anche nei cortili di via Mezzo, via Dei Concili e via Ardighi e di tutti gli altri presenti nella cittadina angrese, si raccogliessero le sterpaglie per poi bruciarle in un falò o lampa dedicata a sant'Aniello (in dialetto angrese 'a lamp 'e sant'Aniell), durante la sera del giorno della sua ricorrenza religiosa. Questo momento religioso e di raccoglimento era per gli abitanti del paese quasi un rito magico, di purificazione e si credeva folcloristicamente che solo chi vi assistesse poteva vivere sereno dopo aver assistito al falò. Quando si accendeva il falò i cittadini angresi si radunavano in cerchio insieme ai lavoratori locali che lanciavano poi una pietra ciascuno sulle fiamme della lampa augurando la pace a tutti i loro fratelli cristiani lì presenti o assenti. Guai invece a chi non vi partecipava, soprattutto alle donne incinte, si riteneva che costoro avrebbero generato dei figli nati con problemi fisici e mentali poi dopo. C'era poi la tradizione locale che vede molte donne che rivestivano il ruolo di comari (donne che facevano da madrine i bambini battezzati e i ragazzi cresimati) che, invogliavano continuamente nel periodo che precede la festa del santo le loro raccomandazioni verso i loro conoscenti e parenti invitandoli all'evento e mettendoli sempre in guardia dal non andarvi, veniva anche raccomandato di andare a salutare la statua di sant'Aniello (in cartapesta) conservata ancor 'oggi nella chiesa di Santa Maria del Carmelo di Angri, vicino piazza Annunziata, chi non l'avesse fatto avrebbe avuto sempre guai per i figli che dovevano ancora nascere. Questa tradizione che vede sant'Aniello un santo vendicativo è comunque erronea e frutto di sbagliate interpretazioni della sua vita. Nonostante fosse una festa molto sentita a livello religioso venivano richiamati molti venditori ambulanti e commercianti locali che ne approfittavano per vendere i loro prodotti.

La festa della Santa Croce ed il palo di sapone

La festa di origine agricola e ancor più anticamente pagana, è dedicata ad un crocifisso ligneo custodito in una edicola-tempietto, fatta costruire su volere da sant'Alfonso Maria Fusco nel 1867 dopo un miracolo fatto nei confronti un cittadino angrese. La festa è diventata molto popolare ad Angri perché, oltre alla processione religiosa e alle varie luminarie che adornano l'edicola, viene allestito per l'occasione un pittoresco albero della cuccagna (in dialetto angrese 'o pal 'e sapon), sul quale i partecipanti si devono arrampicare in cima per prendere un premio, scivolando il più delle volte sullo stesso palo e ricominciando in maniera molto esilarante.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

La città di Angri possiede un'unica biblioteca comunale, situata in Via Incoronati. Nel gennaio 2022 è diventata anche sede di un museo, cambiando il suo nome in Palazzo della Cultura.

Scuole

Sono presenti nel territorio angrese: scuole dell'infanzia, due primarie due secondarie di primo e tre secondo grado, pubbliche e private.

Musei

Venne aperto al pubblico, l'11 giugno del 2016, un museo dedicato alla vita e alle opere di Alfonso Maria Fusco, canonizzato poi, il 16 ottobre dello stesso anno.

Media

Radio

L'unica emittente radiofonica ancora esistente ad Angri è Radio Estasy, nata nel 1979.

Televisione

L'unico emittente televisivo presente sul territorio angrese era TeleAngri1, trasmise dagli anni '80 del XX fino al 2022.

Arte

Sono stati disegnati a colori e in carattere fumettistico varie stampe in cartonati aderenti, applicati poi a varie mura esterne di alcune strutture civili e religiose ritraenti vari personaggi storici della Terra d'Angri e non, nel gennaio del 2021. Queste opere sono state realizzare tutte dal vignettista angrese Giuseppe Afeltra, come omaggio alla città di Angri.

Cinema

Sono stati girati tra Angri e Napoli e distribuiti nelle sale cinematografiche italiane due film.

Cucina

Anticamente veniva prodotto un vino ad Angri e Castellammare di Stabia chiamato Mangiaguerra. È stato definito da Sante Leucerio, bottigliere di papa Paolo III Farnese, come un vino dolce e carico di colore.

La pizza di gallette è un antico dolce di tradizione tipica angrese.

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

Nel periodo medievale sorsero vari agglomerati urbani, presenti nella città-fortezza, tra borghi (tipologia di suddivisione cittadina), e casali (gruppo di case rustiche) cui costituivano ab antiquo il rione Terra, oggi borgo Castello (suddivisione territoriale interna a una città o ad un centro urbano abitato-Terra, ovverosia l'Universitas Terrae Angriae, delimitata da confini più o meno precisi e dotata di caratteri propri che ne sottolineano l'identità); tali borghi e casali assunsero difatti il nome di talune famiglie nobili di Angri.

Insegna con effige rappresentativa del borgo de Coronati, sovrastante quella della nobile famiglia De' Coronati, antica e nobile famiglia angrese durante il periodo medievale della città, apposte sulla parete esterna di un'abitazione nel borgo omologo, nell'attuale Piazza Sorrento.

Casali e borghi della Terra d'Angri

  • Casale Ardinghi, il quale prende il nome da un Ardingon, ovvero un milite normanno che si insediò intorno all'XI secolo in questo luogo;
  • Casale Concilio, il quale prende nome dalla famiglia Concilio o de' Concilii;
  • Casale Giudici, il quale prende nome dalla famiglia Giudici;
  • Casale Risi, il quale prende nome dalla famiglia Risi;
  • Borgo Coronati, il quale prende nome della famiglia Coronati;
  • Borgo Castello, già Rione Terra, a cui viene attribuita l'arma gentilizia della famiglia Zurolo, feudataria della Terra d'Angri nel XV secolo.

Frazioni

Angri aveva due frazioni, perse nel tempo:

Economia

In passato l'economia locale era basata principalmente sull'agricoltura, mentre successivamente ha avuto un forte sviluppo industriale. Quasi il 90% delle industrie presenti sul territorio operano nel settore conserviero; più specificatamente pomodori in scatola e derivati (passate di pomodoro, pelati).

Ad Angri ha sede il gruppo alimentare La Doria.

Infrastrutture e trasporti

Strade

La città di Angri è dotata di un doppio svincolo autostradale sulla A3 Napoli-Salerno, facente parte della Strada Europea E45: Angri nord, che serve anche il Comune di S. Antonio Abate, Angri sud, che permette il collegamento con la costiera amalfitana.

Angri posta lungo la Strada statale 268 del Vesuvio, che la collega con la ex Strada statale 162 dir del Centro Direzionale, ed è attraversata dalla Strada statale 18 Tirrena Inferiore, la cosiddetta "Nazionale".

Fra il 1911 e il 1952 tale arteria era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).

La città è inoltre attraversata dalle SP 185, SP 287 e SP 319.

Ferrovie e tranvie

La città è servita dalla stazione di Angri, ubicata lungo la ferrovia Napoli-Battipaglia.

Fra il 1911 e il 1952 la SS 18 era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).

Mobilità urbana

Il trasporto pubblico urbano è gestito mediante autolinee dalla società Busitalia.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 dicembre 1860 30 dicembre 1865 Matteo Montefusco Sindaco
31 dicembre 1865 1867 Pietro De Angelis Sindaco
1867 29 gennaio 1873 Luigi D'Amelia Sindaco
30 gennaio 1873 10 dicembre 1875 Antonio Adinolfi Sindaco
11 dicembre 1875 19 gennaio 1883 Francesco D'Antonio Sindaco
20 gennaio 1883 25 luglio 1918 Francesco Adinolfi Sindaco
26 luglio 1918 21 novembre 1920 Luigi Farina Commissario prefettizio
7 novembre 1920 12 maggio 1922 Ettore D'Amelia Sindaco
15 maggio 1922 6 ottobre 1923 Alfonso Mauri Sindaco
7 ottobre 1923 4 aprile 1925 Leopoldo Perris Commissario prefettizio
5 aprile 1925 10 maggio 1925 Umberto Milanesi Commissario prefettizio
11 maggio 1925 26 aprile 1927 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Sindaco
3 maggio 1927 22 giugno 1928 Vincenzo Perazzi Commissario prefettizio
6 luglio 1928 11 aprile 1938 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Podestà
18 aprile 1938 6 settembre 1943 Arturo Cosenza Partito Nazionale Fascista Podestà
29 settembre 1943 5 giugno 1944 Pasquale Adinolfi Commissario straordinario
6 giugno 1944 20 giugno 1946 Francesco Adinolfi Sindaco
21 giugno 1946 28 ottobre 1946 Enrico Bellelli Commissario prefettizio
28 ottobre 1946 28 ottobre 1952 Vincenzo Smirne Sindaco
29 ottobre 1952 18 aprile 1953 Renato Guerra Sindaco
27 aprile 1953 7 aprile 1954 Alessandro Alberico Commissario prefettizio
8 aprile 1954 7 dicembre 1954 Angelo Antonio Mancini Commissario prefettizio
8 dicembre 1954 20 marzo 1958 Matteo Smaldone Sindaco
21 marzo 1958 1959 Ottavio Atorino Sindaco
1959 1961 Matteo Smaldone Sindaco
9 settembre 1961 25 luglio 1963 Luigi Campanile DC Sindaco
2 settembre 1963 4 gennaio 1965 Francesco Nasti DC Sindaco
28 gennaio 1965 8 agosto 1967 Federico Gilblas DC Sindaco
12 settembre 1967 7 agosto 1969 Luigi Nasti DC Sindaco
12 agosto 1969 18 settembre 1970 Pietro Vaccaro DC Sindaco
30 settembre 1970 1979 Giovanni Alfano DC Sindaco
1979 1980 Mario Abate DC Sindaco
1981 1985 Bartolo D'Antonio DC Sindaco
1985 1986 Gioacchino De Vivo Sindaco
1986 1989 Carlo Morvillo Sindaco
1990 1991 Giuseppe Chiavazzo DC Sindaco
1991 1991 Girolamo Pepe Sindaco
1991 1992 Santolo Coppola DC Sindaco
1992 1993 Alessandro D'Antonio PDS Sindaco
1993 1994 Francesco Buonaventura PDS Sindaco
1994 6 maggio 1995 Bartolo D'Antonio DC Sindaco
7 maggio 1995 24 gennaio 1999 Umberto Postiglione PPI Sindaco
25 gennaio 1999 26 giugno 1999 Vincenzo De Vivo Commissario prefettizio
27 giugno 1999 27 maggio 2004 Umberto Postiglione PPI - La Margherita Sindaco
28 maggio 2004 20 febbraio 2007 Giuseppe La Mura DL - La Margherita Sindaco
21 febbraio 2007 27 febbraio 2007 Rosa Maria Falasca Commissario prefettizio
28 febbraio 2007 11 giugno 2007 Antonio Di Prisco Commissario straordinario
12 giugno 2007 11 marzo 2009 Gianpaolo Mazzola Forza Italia - PdL Sindaco
12 marzo 2009 12 aprile 2010 Bruno Pezzuto Commissario prefettizio
12 aprile 2010 14 giugno 2015 Pasquale Mauri Unione di Centro Sindaco
14 giugno 2015 12 giugno 2019 Cosimo Ferraioli Liste civiche di destra - Forza Italia Sindaco
12 giugno 2019 17 gennaio 2020 Alessandro Valeri Commissario prefettizio
17 gennaio 2020 7 giugno 2026 Cosimo Ferraioli Liste civiche di centro destra - Noi con Salvini Sindaco
8 giugno 2026 in carica Alfonso Scoppa Liste civiche di centro destra - Alfonso Scoppa Sindaco Sindaco

Sport

Hanno sede nel comune le società di Basket: Angri Pallacanestro, Pol. Alfonso Negro Angri Basket e Centro Olimpia Angri Basket.[senza fonte]

Parte dello stadio calcistico Pasquale Novi, sito nel piazzale omonimo, in via Tedesco.

La squadra di calcio Unione Sportiva Angri 1927.

Impianti sportivi

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Angri : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Angri e città, Salerno, Campania, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  5. ↑ Gerardo Russo, CASTELLO DI LETTERE-SENTIERO DI ANGRI, su Federico Quagliuolo (a cura di), Conosci la Campania?, Federico Quagliuolo, 22 marzo 2022. URL consultato il 4 ottobre 2024.
    «Può essere raggiunto, oltre che con la strada provinciale proveniente da Gragnano, con un’antica mulatteria proveniente dal Chianiello, area montana di Angri.»
  6. ↑ Staff di Energie per il Sarno, I CANALI-IL COMPLESSO SISTEMA DI CANALI E TORRENTI AFFLUENTI DEL FIUME L’idrografia del bacino del Fiume Sarno presenta un curioso sviluppo trasversale in direzione est-ovest con gli affluenti secondari fortemente gerarchizzati e paragonabili, per lunghezza e superficie drenata, al corso principale., su REGIONE CAMPANIA e EIC-ENTE IDRICO CAMPANO (a cura di), Energie per il Sarno, Gori S.p.A.. URL consultato il 4 ottobre 2024.
    «In tale tratto il Sarno riceve il contributo del Canale Marna, altro colatore di bonifica, drenante le acque della campagna tra S. Antonio Abate e Santa Maria la Carità e che a sua volta riceve il contributo del Canale San Tommaso drenante le acque di Angri.»
  7. ↑ Staff di INPRIMANEWS, direttore nello ferrigno, Energie per il Sarno, bonificato il canale San Tommaso, in INPRIMANEWS, direttore nello ferrigno, Aniello Ferrigno, 30 marzo 2023. URL consultato il 4 ottobre 2024.
    «...il canale San Tommaso, affluente del fiume Sarno...»
  8. ↑ Staff di Energie per il Sarno, IL COMPLESSO SISTEMA DI CANALI E TORRENTI AFFLUENTI DEL FIUME, L’idrografia del bacino del Fiume Sarno presenta un curioso sviluppo trasversale in direzione est-ovest con gli affluenti secondari fortemente gerarchizzati e paragonabili, per lunghezza e superficie drenata, al corso principale., su GORI s.p.a. (a cura di), energieperilsarno.it, REGIONE CAMPANIA, ENTE IDRICO CAMPANO e GORI. URL consultato il 4 ottobre 2025.
    «In tale tratto il Sarno riceve il contributo del Canale Marna, altro colatore di bonifica, drenante le acque della campagna tra S. Antonio Abate e Santa Maria la Carità e che a sua volta riceve il contributo del Canale San Tommaso drenante le acque di Angri.»
  9. ↑ Staff di Energie per il Sarno, IL COMPLESSO SISTEMA DI CANALI E TORRENTI AFFLUENTI DEL FIUME, L’idrografia del bacino del Fiume Sarno presenta un curioso sviluppo trasversale in direzione est-ovest con gli affluenti secondari fortemente gerarchizzati e paragonabili, per lunghezza e superficie drenata, al corso principale., su GORI s.p.a. (a cura di), energieperilsarno.it, REGIONE CAMPANIA, ENTE IDRICO CAMPANO e GORI. URL consultato il 4 ottobre 2025.
    «Occorrerà aspettare i primi anni del XIX secolo, nell’ambito delle grandi opere di sistemazione operate dai Borboni, prima di vedere risolta definitivamente la problematica della bonifica e della sanificazione della piana del Sarno. La soluzione prospettata prevedeva la realizzazione di canalizzazioni in destra e sinistra al corso principale al fine di intercettare le acque della piana convogliandole, con un unico recapito, a valle della traversa di Scafati. In questo modo si realizzava la separazione definitiva tra le acque alte e quelle medio basse del bacino. Il risultato della sistemazione borbonica è attualmente visibile nei due controfossi realizzati alla destra e alla sinistra del fiume Sarno (Controfosso Destro e Controfosso Sinistro) collegati alla fitta rete di bonifica del medio Sarno e recapitanti nel corso principale a valle del centro di Scafati. Prima dell’immissione nel fiume Sarno i due controfossi confluiscono a formare un unico colatore denominato Rio Sguazzatoio.»
  10. ↑ Marianna D'Antonio, Fiume Sarno e Rio Sguazzatoio, un futuro ancora incerto, in V-NEWS-QUOTIDIANO-IN-INFORMAZIONE, 9 maggio 2023. URL consultato il 4 ottobre 2024.
    «Essendo il Rio Sguazzatoio, un affluente del fiume Sarno...»
  11. ↑ (LA) Principe Sicardo di Benevento, XXXVIII - De Angre, in Pactum Sicardi [Accordo di Sicardo], 4 luglio 836.
    «La cittadina di Angri, anche se non possiamo chiamarla come una vera e propria città all'epoca longobarda. Angri viene menzionata una prima volta nel trattato del Pactum Sicardi, (in italiano Accordo di Sicardo), in De Angre (la preposizione semplice de veniva messa per indicare vicino a), trattato stipulato tra Sicardo, principe longobardo di Benevento, e Andrea II, duca di Napoli (con i ducati costieri di Amalfi e Sorrento).»
  12. ↑ (LA) AA. VV., Codex diplomaticus Cavensis [Codice diplomatico cavese], I volume, documento notarile del luglio 856, Cava De' Tirreni (SA).
  13. ↑ Alfonso Falcone, Parte terza - Angri medioevale - Capitolo quarantaseiesimo - Le origini, in Campania Felice, Campania Nucerina e Angri medioevale - Studi storici dalle origini alla fine del Regno di Napolio, Cava De' Tirreni (SA), PAES Editore, 15 aprile 1985, pp. 1049-1055.
    «Le varie etimologie del nome di Angri, vedere nelle pagine del libro.»
  14. ↑ Sergio Amato e Comune di Angri, Il nome di Angri - L'origine del nome di Angri, su Ufficio Informagiovani del Comune di Angri (a cura di), Comune di Angri - Provincia di Salerno, Staff del Comune di Angri. URL consultato il 25 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
    «Il significato del toponimo Angri, ha origine dalle caratteristiche "geomorfiche" del sito. Il nome deriverebbe dal latino tardo Angra, che significa acqua appantanata. C'è un toponimo ancora in uso nella zona denominata "Paludicella". Il nome Angri potrebbe derivare da: Anger, Ancra e Angara (che indicavano fasce di terra coltivate lungo i fiumi), Angarius (l'animale da traino o campestre), Angarium la stazione o officina di ferramenta e pulizia dei cavalli, Angrivari (popolazioni germaniche delle pianure, ribellatesi a Gaio Giulio Cesare e più tardi ammesse a militare negli eserciti romani) e in ultimo da Angaria (stazione di posta, dove i viaggiatori si ristoravano ed effettuavano il cambio dei cavalli). Per la fertilità delle campagne e per la ricchezza della sua vegetazione che si estendeva tra le pendici dei monti Lattari e le sponde del Sarno, il Locus Ancharia, non poteva avere altro nome. Per la prima volta il nome Angri, apparve nel Codex Diplomaticus Cavensis dell'856, conservato nell'Abbadia di Cava dei Tirreni.»
  15. ↑ Staff di visitnaples.eu, OFFICIAL VISITOR GUIDE, Alla scoperta della Campania: Angri, su Staff di visitnaples.eu, OFFICIAL VISITOR GUIDE (a cura di), visitnaples.eu, OFFICIAL VISITOR GUIDE, Visit Italy Srl. URL consultato il 18 agosto 2026.
    «Le origini del borgo di Angri sono antichissime. Sono note testimonianze di insediamenti pregressi all'epoca romana di pastori che popolavano le pendici dei monti Lattari.»
  16. ↑ Antonio Varone, Il territorio di Angri nell'antichità, in AA. VV. et al., Angri, Territorio di transiti, a cura di Sindaco Umberto Postiglione (mandato 1995-1999), Girolamo Pepe, assessore alla cultura (mandato 1995-1999) e Gianni Rossi, Napoli (NA), Electa Napoli, 24 aprile-11 maggio 1997, p. 15, ISBN 9788843556465. URL consultato l'11 luglio 2025.
    «Per trovar traccia nelle fonti del toponimo Angri bisogna invece risalire al IX secolo, quando soprattutto documenti notarili del Codice Diplomatico Cavese fanno ad esso riferimento piuttosto come sito geografico che non come entità già urbana, anche se essi menzionano esplicitamente persone nella zona. Il nome Angri, del resto, devirerebbe dalla voce del latino tardo angra, connessa al concetto di acqua spantanata, e tali caratteristiche morfologiche del territorio possono certo non aver favorito la nascita di un vero e proprio centro urbano in età antica. I numerosi microtoponimi ivi ancora esistenti, quali: Paluda, Padula, Paludicella ecc., e il richiamo specifico alle paludi nei confini di molti appezzamenti di terreno riportati negli atti notarili del Codice Cavese ci portano a ritenere che il fenomeno dell'affioramento della falda acquifera, risolto solo con interventi di bonifica di età moderna, abbia caratterizzato già in antico il territorio, sì da dare origine allo stesso toponimo.»
  17. ↑ AA. VV. et al., Angri, Territorio di transiti, a cura di Sindaco Umberto Postiglione (mandato 1995-1999), Girolamo Pepe, assessore alla cultura (mandato 1995-1999) e Gianni Rossi, Napoli (NA), Electa Napoli, 24 aprile-11 maggio 1997, p. 35, ISBN 9788843556465. URL consultato l'11 luglio 2025.
    «1.Ripresa produttiva e nuovo assetto insediativo nell'Agro nocerino; Nel ricostruire il passato di Angri, bisogna distinguere la storia del sito da quella del paese: se, infatti, ci sono abbondanti testimonianze archeologiche di età romana, che mostrano il territorio punteggiato qua e là da ville e da aziende agrarie, è da escludere che allora esistesse un vero e proprio centro abitato.»
  18. ↑ Staff della TRECCANI, Angri, su Luigi Romani (a cura di), TRECCANI, Massimo Bray. URL consultato il 21 gennaio 2024.
    «Nella pianura della valle del Sarno, tra fiume Sarno e i monti Lattari, fu combattuta nel 553 la battaglia di Angri (detta anche dei Monti Lattari) tra i Bizantini di Narsete e i Goti di re Teia; questi cadde ucciso e con lui finì anche il dominio goto in Italia.»
  19. ↑ Italian Surnames - Cognomi Italiani - Z, su ganino.com, aggiornamento al 1º luglio 2022, 08:07. URL consultato il 5 ottobre 2023.
    «... agli inizi del 1400 troviamo il barone di Angri Giovanni Zurlo sostenitore di re Luigi III° d'Angiò al trono di Napoli, nello stesso periodo il casato degli Zurlo annovera il titolo di Conti di Nocera.»
  20. ↑ Don Vincenzo Pastore, Pietro Della Corona, gran capitano di ventura e utile signore della baronia di Angri, in Dalla Preistoria ai Nostri giorni-volume primo, dalle remote origini al dominio feudale dei Doria, volume primo, Dalle remote origini al dominio feudale dei Doria, agosto 1980, pp. 463 a 467.
  21. ↑ Staff del Comune di Angri, La Storia, su Staff del Comune di Angri (a cura di), Comune di Angri. URL consultato il 17 febbraio 2024.
    «La storia di Angri (riassunta nelle parti salienti).»
  22. ↑ Staff di Geostoria Wiki, Giovanni Zurolo detto anche Giovanni Zurlo, su Fandom Wiki (a cura di), Geostoria Wiki, Fandom Wiki. URL consultato il 23 giugno 2025.
    «La storia e la battaglia del settembre 1421 campeggiata da il conte Giovanni Zurolo detto Zurlo.»
  23. ↑ Staff di Nobili Napoletani, Famiglia Zurolo, su Pasquale Cavallo (a cura di), Nobili Napoletani, Pasquale Cavallo, 21 novembre 2024. URL consultato il 21 giugno 2025.
    «[XV secolo] ...da cui Giovanni detto anche Zurlo (*1382 † 1440), conte (mf.), signore feudale di Angri e Roccapiemonte, che oltretutto difese strenuamente la Terra d'Angri nel 1421 dalle soldatesche di Braccio da Montone (condottiero italiano, meglio noto come Braccio Forte da Montone), fondatore del convento e chiesa della Ss. Annunziata di Angri fondata nel 1436, sp. donna Dalfina Caracciolo, da cui Antonella che sp. nel 1449 il nobile Francesco Caracciolo detto anche Petricone...»
  24. ↑ Luigi Tufano, ZURLO (Zurolo), in Treccani (a cura di), Treccani, 100 (2020), n. 100, Roma (RM), Treccani, 2020. URL consultato il 21 giugno 2025.
    «Vedere la sezione dove si parla del conte Giovanni Zurolo detto anche Giovanni Zurlo e la battaglia di Angri.»
  25. ↑ Don Bellino Di Lieto, Fondazione della chiesa e del convento della SS. Annunziata in Angri-Bolla di erezione, in Da San Benedetto alla Santissima Annunziata - Dieci secoli di Storia di una Parrocchia in Angri, Prefazione del professor Giovanni Vitolo, Napoli (NA), EDIZIONI ARTE TIPOGRAFICA NAPOLI 2000, giugno 2000, pp. 30, 31 e 32. URL consultato il 22 giugno 2025.
    ««Fondazione del Convento della SS. Annunziata di Angri dell'Ordine dei Predicatori, fatta senza alcun onere dell'Ill.mo Signore della Terra di Angri don Giovanni Zurolo (detto anche Giovanni Zurlo) al 26 luglio 1436, steso l'istrumento» «seu donazione irreversibiliter inter vivos» per mano del notaio Luca di Andrecta, abitante in questa medesima Terra di Angri...»
  26. ↑ Comune di Angri e Commissione tecnica (anni 2015-2016), Regolamento-Disciplinare per le parate medievali e le rievocazioni storiche, degli eventi del 1421–25 e del 1428–36, denominate Palio Storico Città di Angri, Angri 2016, Angri (SA), Comune di Angri, 17 dicembre 2015, pp. 31–45.
    «Gli eventi descritti nel disciplinare delle parate storiche-rievocative della città di Angri, fanno riferimento alle gesta del signore feudale italiano Giovanni Zurolo, detto anche Giovanni Zurlo, il quale fu signore della Terra di Angri e di altre terre del Regno di Napoli in quegli anni.»
  27. ↑ Antonino Pastore, Quando Garibaldi fu conquistato dal pomodoro San Marzano, dalla pizza «mbuttunata» e dal vino «Mangiaguerra»..., in Angri nel cortile-Storia, tradizioni e leggende, illustrazioni di Francesco D'Amato, Maria Rossi, Luigi Novi ed Agostino Ingenito, Angri (SA), ZORA EDITORE, dicembre 2021, pp. 35, 36 e 37, ISBN 9791280859013.
    «Nella carrozza ferroviaria si levava in piedi e, visibilmente emozionato, rispondeva con un gesto della mano ai saluti della folla acclamante, assiepata lungo la strada ferrata. Mi ricordai che la buonanima del nonno mi raccontava di suo padre che, il giorno del passaggio del treno, era presente nella stazione di Angri per applaudirlo. Quel giorno anche il possidente Matteo Montefusco, sindaco di Angri del Regno d'Italia, aspettava l'Eroe; gli aveva preparato un omaggio perciò il treno si fermò in stazione; a Garibaldi furono offerti prodotti locali che l'Eroe accettò volentieri dopo aver ringraziato il notabile Montefusco. L'omaggio consisteva in una pizza «mbuttunata», senza grasso animale: era una focaccia formata da due dischi di pasta frolla sovrapposti riempita con scarole cotte, quella a foglie larga, provenienti dalla campagna di Orta Corcia; inoltre gli fu offerto anche un cesto colmo di pomodori verdi per insalata, qualità San Marzano, coltivati negli Orta di via Longa; infine furono donati alcuni fiaschi di vino Mangiaguerra, ottenuti dall'uva dei vigneti delle colline del Chianiello. Quando Garibaldi arrivò a Napoli, in suo onore, vi furono grandi festeggiamenti, fino a notte fonda, al grido di «viva Gallibardo». Al mattino, dal palazzo della Foresteria, l'Eroe pronunciò il suo discorso alla folla: «E' veramente un giorno glorioso e santo nel quale il popolo... passa al rango di Nazione libera». Verso mezzogiorno si ritirò nel Palazzo Doria d'Angri a Napoli dove aveva fissato la sua dimora. Questo palazzo sorgeva in largo Spirito Santo, fatto costruire da Marcantonio Doria principe di Angri su progetto del Vanvitelli. Sempre la buonanima del nonno mi diceva che suo padre gli aveva raccontato che Garibaldi, volle immergersi nel clima angrese e diventare tutt'uno con l'ambiente del palazzo; volendo consumare un pranzo frugale, si fece servire i prodotti della terra di Angri, avuti in offerta; come primo mangiò la pizza «mbuttunata» di scarola che trovò saporita assai; per contorno si fece servire un'insalata di pomodori verdi San Marzano che sentenziò: «più squisiti del prosciutto»; da bere due bicchieri di vino rosso Mangiaguerra, la bevanda del Papa, che lui definì: «bevanda possente e nello stesso tempo soave».»
  28. ↑ AA. VV., Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, a cura di Comune di Angri, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONI COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, p. 2. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «In copertina - STEMMA DEL COMUNE DI ANGRI, Corona: formata da un cerchio aperto da dieci porte (visibili) con due cordoni a miro sui margini; sostenente una cinta, aperta da cinque posterle (visibili), ciascuna sormontata da merli di torre, ed il tutto d'oro e murato di nero. Stemma: partito in tre campi; nel primo, di celeste, con tre cime di monti verdeggianti; nel secondo, di argento; nel terzo di rosso. Scudo: di forma sannitica, con ornamenti esteriori da Comune,, ai lati due rami, uno di alloro con bacche d'oro, ed uno di quercia con ghiande d'oro, decussati fra di loro, sotto la punta dello scudo, ed annodati da un nastro d'oro, con sottostante motto su lista bifida e svolazzante di celeste, in lettere maiuscole di nero: UNIVERSITAS TERRAE ANGRIAE.»
  29. ↑ Comune di Angri, Statuto (PDF), art. 2 c. 2.
  30. ↑ Chiesa di San Benedetto, su Comune di Angri-Provincia di Salerno. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2017).
    «La chiesa risalirebbe al secolo del '700»
  31. ↑ Michele De' Santi, Memorie delle famiglie nocerine, vol. 1, Napoli, 1887, p. 49.
  32. ↑ Chiesa di San Benedetto, su Comune di Angri. URL consultato il 12 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2017).
    «Lavori di restauro della chiesa, ad opera della nobile famiglia angrese De Filippis e scoperta di alcune opere artistiche situate sotto al pavimento»
  33. ↑ Cappella di San Nicola[collegamento interrotto], su Comune di Angri.
    «La fondazione della cappella gentilizia ad opera del nobiluomo angrese Riso De Riso nel 1321»
  34. ↑ Cappella di San Nicola, su Comune di Angri. URL consultato il 27 novembre 2020 (archiviato il 27 novembre 2020).
  35. ↑ Comune di Angri, Chiesa e Convento dell'Ass. Annunziata, su comune.angri.sa.it/angri/home.jsp. URL consultato il 2 aprile 2020.
    «La fondazione della chiesa ad opera del barone angrese Giovanni Zurlo (o Zurolo), avvenuta il 26 luglio del 1436»
  36. ↑ Domenico Agasso, San Biagio Vescovo e martire, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
    «La consueta tradizione della preparazione da parte dei fedeli di preparare dei dolci e panettoni anche con l'immagine di san Biagio, durante la sua ricorrenza.»
  37. ↑ Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, su Comune di Angri.
    «La ristrutturazione totale della chiesa nello stile barocco»
  38. ↑ Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, su Comune di Angri.
    «Rifacimento della facciata durante gli anni '70 del 1900 e rifacimento della porta della sagrestia»
  39. ↑ Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su Vivere Salerno- i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo. URL consultato il 28 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2017).
  40. 1 2 3 4 5 Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su Comune di Angri. URL consultato il 17 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2017).
  41. ↑ Daniela Faiella, Angri, si stacca e precipita giù la campana della chiesa di Santa Caterina, in IlMATTINO.it, Angri, 30 novembre 2017.
    «Maltempo che causa la caduta della campana della chiesa in strada verso le ore 04:00 del mattino, di giovedì, del mese di novembre del 2017»
  42. ↑ Christian Geniale, Maltempo. Ad Angri cade la campana della chiesa di Santa Caterina.
    «Maltempo che causa la caduta della campana della chiesa in strada verso le ore 04:00 del mattino, di giovedì, del mese di novembre del 2017»
  43. ↑ Staff di turismoinsalerno.it, Comune di Angri Arte e Cultura, su Staff di turismoinsalerno.it (a cura di), turismoinsalerno.it, Staff di turismoinsalerno.it. URL consultato il 12 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2017).
  44. ↑ AA. VV., STRADARIO, Parte Prima, in Comune di Angri (a cura di), Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONI COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, p. 146. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «Per quanto riguarda il convento o casamento, fu poi adibito ad ospizio, denominato dei PP. Camaldolesi, che aveva l'ingresso principale sulla strada di S. Maria del Carmine (all'inizio dell'attuale Corso Vittorio Emanuele II), come si evince da una planimetria del 1855.»
  45. ↑ Chiesa della Madonna del Carmine, su Comune di Angri. URL consultato il 30 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
  46. 1 2 Chiesa della Madonna del Carmine, su Comune di Angri. URL consultato il 30 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
  47. ↑ Chiesa del Carmine, su Comune di Angri. URL consultato il 12 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2017).
  48. ↑ Staff di turismoinsalerno.it, Comune di Angri Arte e Cultura, su Staff di turismoinsalerno.it (a cura di), turismoinsalerno.it, Staff di turismoinsalerno.it. URL consultato il 12 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2017).
  49. ↑ Super User, Angri: la tradizionale processione della Madonna del Carmine per le strade di Angri, in Le tre scimmiette, Angri (SA), Giuseppe Barbella, 21 luglio 2014. URL consultato il 7 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
    «Processione della Madonna del Carmine e uscita della sua statua»
  50. ↑ Staff della DIOCESI DI NOCERA INFERIORE-SARNO, Confraternite e Congreghe, su Staff della DIOCESI DI NOCERA INFERIORE-SARNO (a cura di), diocesinocerasarno.it, DIOCESI DI NOCERA INFERIORE-SARNO. URL consultato il 21 settembre 2021.
    «Vedere nell'elenco delle confraternite e congreghe quella di Santa Maria del Carmine ad Angri (SA).»
  51. ↑ Redazione del Comune di Angri, Chiesa della Madonna delle Grazie, su Comune di Angri (a cura di), comune.angri.sa.it, Comune di Angri, 31 agosto 2021. URL consultato il 17 ottobre 2023.
    «La fondazione della chiesetta da parte della famiglia angrese dei Montefusco e della consacrazione della stessa alla Madonna delle Grazie, protettrice anche delle Manifatture Cotoniere Locali MCM, avvenuta nel 1830»
  52. ↑ Verdiana Sasso, Furto ad Angri, ladri in azione nella Cappella delle Grazie, in L'Occhio di Salerno, Salerno (Sa), 25 agosto 2020. URL consultato il 17 ottobre 2023 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2023).
    «Nel 2013 è stata lanciata una petizione dalle persone che vivono nella zona dov'è ubicata la cappella, per il recupero totale della struttura religiosa ma, attualmente non è stato ancor preso alcun provvedimento da parte del Comune di Angri e né da parte del sacerdote amministrante la nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie»
  53. ↑ Verdiana Sasso, Furto ad Angri, ladri in azione nella Cappella delle Grazie, in L'Occhio di Salerno, Salerno (SA), L'Occhio di Salerno, 25 agosto 2020. URL consultato il 17 ottobre 2023 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2023).
    «Nella notte del 24 agosto 2020 un gruppo di ladri è riuscito a trafugare la campana in ferro battuto con la croce latina, presente ancora nel vecchio campanile della chiesa, a dare l'allarme sono stati un gruppo di cittadini locali che si sono accorti del sacrilegio il giorno successivo al furto.»
  54. ↑ Redazione di SALERNOTODAY, Furto ad Angri, ladri nella cappella delle Grazie: la denuncia dei fedeli, in SALERNOTODAY, Salerno (SA), SALERNOTODAY, 25 agosto 2020. URL consultato il 17 ottobre 2023.
    «Nella notte del 24 agosto 2020 un gruppo di ladri è riuscito a trafugare la campana in ferro battuto con la croce latina, presente ancora nel vecchio campanile della chiesa, a dare l'allarme sono stati un gruppo di cittadini locali che si sono accorti del sacrilegio il giorno successivo al furto.»
  55. ↑ Chiesa Madonna della Pace, su Vivere Salerno-i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo. URL consultato il 9 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2017).
  56. ↑ Chiesa della Madonna della Pace, su Comune di Angri. URL consultato il 9 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2017).
    «La fondazione della chiesa ad opera del monsignor Vincenzo del Pezzo»
  57. ↑ Santa Maria Regina della Pace, su Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. URL consultato il 25 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2018).
    «La fondazione della chiesa e l'avanzamento a parrocchia ecclesiale approvata dal vescovo monsignor Fortunato Zoppas, il 5 aprile del 1953»
  58. ↑ AA. VV., LUOGHI DI CULTO-Appendice, in Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONE COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, pp. 354 e 355. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «Vedere dall'elenco dei luoghi di culto.»
  59. ↑ Vittorio Cimmelli, Il Santuario di Santa Maria Incoronata dei Bagni, Leggenda-Storia-Folklore, Presentazione di Padre Ciro Antonio Stasi ofm, Nocera Superiore (SA), Stampa "Giglio" - Scafati (SA), 1988, pp. 31, 32, 33 e 34. URL consultato il 15 gennaio 2026.
    «Si fa riferimento all'invenzione miracolosa al secolo 1500, altri autori parlano del fatto che il miracolo avvenne invece nel 1600.»
  60. ↑ Staff di CNS, COLLEGAMENTO NAZIONALE SANTUARI, MADONNA DEI BAGNI, su Staff di CNS, COLLEGAMENTO NAZIONALE SANTUARI (a cura di), CNS, COLLEGAMENTO NAZIONALE SANTUARI, Padre Mario Magro. URL consultato il 3 luglio 2026.
    «Il santuario della Madonna dei Bagni (intitolato a “Maria Santissima Incoronata”) è un santuario del comune di Scafati in provincia di Salerno, nella contrada omonima. Il santuario si trovava precedentemente nel comune di Angri e passò a Scafati nel 1928 come compensazione per l’istituzione di Pompei come comune autonomo.»
  61. ↑ Giancarlo Forino e Bartolomeo Mainardi, DELIBERA DELL'11 GENNAIO 1953, in Regione Campania (a cura di), La confraternita di Santa Margherita, illustrazioni di Giancarlo Forino, Gianni Rossi, Angri (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, novembre 1992, p. 26. URL consultato il 9 ottobre 2024.
    «In occasione dei lavori di ampliamento del cimitero, nel 1978 si delibera la costruzione di una cappella per la sepoltura dei confratelli.»
  62. ↑ Staff di VISITANGRI, Convento e Casa Madre delle Suore Battistine, su VISITANGRI. URL consultato il 24 aprile 2026.
    «Vedere dalla foto messa in evidenza nella pagina del sito.»
  63. ↑ Redazione di PUNTOFAMIGLIA.net, Una Cappella custodita da una famiglia, in PUNTOFAMIGLIA.net, Angri (SA), Associazione Editrice Punto Famiglia, 21 agosto 2020. URL consultato il 24 aprile 2026.
    «Ad Angri sorge la prima Chiesa al mondo dedicata a Luigi e Zelia Martin. A custodire il Santuario per la famiglia, una coppia di sposi con i loro figli. “La preghiera è la prima forma di carità” con questo spirito i coniugi Anna e Salvatore Caracciolo si pongono al servizio di tutte le famiglie.»
  64. ↑ Redazione di ViaggiArt, Angri, su Eliana Iorfida, Valeria Bonacci, Marco Spadafora e Francesco Forestiero (a cura di), ViaggiArt, Altrama Italia SRL. URL consultato il 7 marzo 2026.
    «Chiesa Evangelica, l'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale ADI. Altri culti: Fra gli altri culti sono presenti i Testimoni di Geova con una sala del Regno.»
  65. ↑ Gerardo Sorrentino e Ernesto Carlo Marino, Capitolo V, Ermetismo e monachesimo a Lettere, La Grancia di Pzzaguto, in Amministrazione comunale di S. Antonio Abate 2000 (a cura di), S. Antonio Abate, un paese, un santo, Presentazione: dott. Gioacchino Alfano, Scafati (SA), Amministrazione comunale di S. Antonio Abate 2000, 17 gennaio 2001, pp. 51-58.
    «Arcuccio concede in dote il suddetto feudo ai Padri Certosini di Capri, per i quali costruisce nell'isola la Certosa di S. Giacomo. In seguito lo stesso Arcuccio a metà del secondo cinquantennio del secolo decimoquarto erige nel Feudo di Cancellaeria una Grancia dipendente dalla Certosa di Capri in località Pizzauto (Pozzo dei Goti).»
  66. ↑ Staff di FAI, CERTOSA DI SAN GIACOMO-ANGRI, SALERNO, su FAI (a cura di), FAI, FAI. URL consultato il 14 maggio 2024.
    «La Certosa di San Giacomo attualmente versa in stato di abbandono totale, è pericolante e non è stata ancora inizializzata una causa di ristrutturazione totale della struttura, da parte delle varie amministrazioni comunali di Angri e della regione Campania.»
  67. ↑ AA. VV., LA MASSERIA DI S. GIOVANNI, in Le origini del culto giovannita, ovvero di san Giovanni Battista nella terra d'Angri: tracce templari e gerosolomitane dei Cavalieri di Malta nell'antico territorio angrese, Nola (NA), La vulcanica, 2018, pp. 71━77, ISBN 9788899742393. URL consultato il 21 febbraio 2023.
    «Edificio che conserva ancora tracce architettoniche-Giovannite nonostante la molteplicità dei rimaneggiamenti apportati nel tempo con la conseguente trasformazione strutturale, della seconda metà dell'Ottocento, in casale rurale ove nelle vicinanze si erge la succinta Cappella circolare, a pianta centrale, annessa alla Torretta fortificata, inglobata nelle mura di Età normanna.»
  68. ↑ Staff di SCAFATI in, la rivista per vivere e scoprire la tua città e non solo..., Risultati della ricerca per: Scafati. Scoperta una Torre dei Templari a Bagni, si credeva fosse una tomba., in SCAFATI in, la rivista per vivere e scoprire la tua città e non solo..., Scafati (SA), Scafati In, 18 gennaio 2019. URL consultato il 1º luglio 2026.
    «Una torre dei Templari a Bagni, gli studi di uno storico angrese hanno portato alla luce l’origine normanna della struttura. Per secoli era stata identificata come un monumento funerario per via delle croci incastonate nelle mura, si tratta invece di simboli risalenti ad oltre mille anni fa. “Per centinaia di anni si è creduto che la struttura fosse un antico monumento funerario di origine romana, per via di alcune croci visibili sulle pareti. Una credenza che, in effetti, è stata la sua fortuna. Per via del suo collegamento alla morte, infatti, non è mai stata “toccata” e, quindi, deturpata. In questo modo è potuta conservarsi fino ai giorni nostri.»
  69. ↑ Carmine Raiola e Carla Mosca, CAPITOLO II, L'OCCUPAZIONE FRANCESCE, 1806-1815, 49. Orologio pubblico e la sua Meridiana., in Angri nell'800, prima dell'Unità d'Italia, la storia attraverso i documenti, Presentazione di Luigi D'Antuono, Angri (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali (Angri), ottobre 2003, p. 49. URL consultato il 2 maggio 2026.
    «Il Sindaco Matteo Montefusco, nell'anno 1801, d'accordo con i Decurioni e con il consenso dell'Intendente di Salerno, fece istallare il pubblico orologio tuttora collocato all'esterno della casa canonica della Collegiata di San Giovanni Battista. L'Amministrazione comunale era ed è proprietaria dell'impianto come di sua competenza è la relativa manutenzione.»
  70. ↑ Don Bellino Di Lieto, Fondazione della chiesa e del convento della Santissima Annunziata in Angri - bolla di erezione, Bolla di erezione della Santissima Annunziata, Serie XIV, libro A - parte I/a bis - pag. 306-308., in Da San Benedetto alla Santissima Annunziata - Dieci secoli di Storia di una Parrocchia in Angri, Prefazione del professor Giovanni Vitolo, Napoli (NA), EDIZIONI ARTE TIPOGRAFICA NAPOLI 2000, giugno 2000, pp. 30 e 33. URL consultato il 22 giugno 2025.
    «Il predetto signor Giovanni asserisce, alla presenza dei sopraddetti testimoni che la Cappella di Santa Maria Annunziata, sita nelle pertinenze della Terra di Angri, nel luogo detto «li Ardinghi» e presso «le Cappelle» sia stata edificata e costruita, nonché dotata, dai suoi antecessori, che ne avevano il diritto di patronato. ...sull'antica cappella di Santa Maria Annunziata, il 26 luglio 1436, sotto il pontificato di papa Eugenio IV ed essendo Vescovo di Nocera Mons. Giacomo Benedetti, consacrato Vescovo appena il 20 luglio dello stesso anno.»
  71. ↑ AA.VV., L'ordine dei frati predicatori, Cenni storici e descrittivi del complesso architettonico Ss. Annunziata di Angri alla luce del recente recupero della pietra di fondazione e consacrazione del XIII secolo, L'epigrafe della pietra calcarea di fondazione e consacrazione dell'originaria chiesa della Ss. Annunziata, in Sulle origini di una chiesa angioina nella Terra d'Angri: la Ss. Annunziata, Nola (NA), Tipografia Vulcanica s.r.l., dicembre 2019, pp. 13, 15, 27 e 29, ISBN 9788899742430. URL consultato il 19 settembre 2025.
    «... dove si diede inizio ai lavori (v. infra) dell'originaria o preesistente chiesa della Ss. ma Annunziata sotto il titolo di Maria Vergine della Carità vocatus della Pietà o della Beatissima Vergine Maria, poi Santa Maria Annunziata o Ss. Annunziata, detta anche l'Annunziatella. L'altero complesso architettonico della SS. ma Annunziata di Angri, costituito, dalla chiesa e dall'ex convento domenicano, venne edificato sulle fondamenta di una preesistente e sontuosa chiesetta seu cappella, annessa ad un piccolo ospizio di Carità, i cui lavori di costruzione iniziarono intorno alla seconda metà del XIII secolo, grazie ad una generosa donazione (v. pietra calcarea di fondazione e consacrazione dell'originaria chiesa, pag. 27 e 29) del re Carlo II d'Angiò che la fondò (post 1288)...»
  72. ↑ (LA) AA. VV., Archivio Diocesano di Nocera, 21 dicembre 1489.
    «Il documento dice che vi era una cappella dedicata a San Nicola delli judici, nella quale si celebrava una sola Messa l'anno, nel giorno del Santo eponimo.»
  73. ↑ Don Vincenzo Pastore, Magnifica Universitas Casalis Risiorum, la magnifica università del casale dei Risi, in Angri-Dalla preistoria ai nostri giorni-volume secondo, vol. 2, Cava De' Tirreni (SA), Arti Grafiche Palumbo & Esposito, 1980, p. 690.
    «Il detto Casale (si fa riferimento al casale Risi) era infatti quasi attaccato alle mura del Corpo della Terra (rione di Angri medievale comprendente la zona del castello Doria), a quelle dei Coronati (altro casale di Angri), e si allungava in discesa in linea retta per quasi un chilometro cominciando «da capo la scesa fino a fascio lo Casale, fino a Casa La Torre al fosso pubblico di San Tommaso alla Semetella».»
  74. ↑ Alfonso Falcone, CAPITOLOCINQUANTUNESIMO, VITA RELIGIOSA ANGRESE, in Campania Felice, Campania Nucerina e Angri Medioevale-studi storici dalle origini alla fine del Regno di Napoli, Cava De' Tirreni (SA), PAES EDITORE, 15 aprile 1985, pp. 1114, 1115, 1116 e 1117.
    «Esaminate le varie «Inquisitiones» del 1300, si deve concludere che in Angri e nel suo territorio esistevano numerosissime chiese, e precisamente: San Leuci, San Nicola, San Benedetto, San Tommaso, Sant'Arcangelo, Santa Croce degli Ardinghi, Santa Maria degli Ardinghi, Santa Maria de Lafabrica o Lafrabicina, San Mauro, San Lorenzo in Rustineta, San Vito, San Davic, San Iacob e Sant'Ippolito.»
  75. ↑ Staff del Comune di Angri, Provincia di Salerno, Collegiata di San Giovanni Battista, su Staff del Comune di Angri, Provincia di Salerno (a cura di), Comune di Angri, Provincia di Salerno, Staff del Comune di Angri, Provincia di Salerno. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2017).
    «Chiesa madre di Angri, fu eretta nel 1302 in puro stile romanico, su una precedente chiesa dedicata a Sant'Angelo del 1180, dal conte di Nola Romano Orsini. Divenuta "Insigne Collegiata" nel 1475 con la bolla pontificia di papa Sisto IV, nel '700 venne ricostruita all'interno in puro stile barocco.»
  76. ↑ Don Silvio Longobardi, APPENDICE FOTOGRAFICA, in Don Enrico Smaldone, L'audacia della carità, Lettere e appunti a cura di Silvio Longobardi, collana Centro Diocesano di Formazione Sant'Alfonso Maria de Liguori, illustrazioni di Vincenzo Ricciardi, Editing: Dina Coppola, copertina: Luca Memoli, Fisciano (SA), Edizioni Gutemberg, gennaio 2011, p. 174, ISBN 978-88-7554-037-1.
    «1967, Cimitero di Angri. Tomba che conserva le spoglie di don Enrico, costruita per volere del sindaco Federico Giblas (1965-1967). Il progetto è del pittore angrese, Mario Carotenuto.»
  77. ↑ Andrea Carteny, Doc. 21 - AUSSME, G11, vol. XII: 1861, fasc. 28, pp. 1067-1090, in La legione ungherese contro il brigantaggio, volume 1, vol. 1, Nuova cultura, 2012, pp. 191-201. URL consultato il 13 ottobre 2024.
    «Il capitano della legione ungherese venne stanziato presso San Giorgio a Cremano per combattere contro il brigantaggio, dopo l'unità d'Italia.»
  78. ↑ Luigi Orlando e Mariella Orlando, CRONOLOGIA, in Il comandante Romeo, storia del partigiano angrese Renato Raiola, Angri (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali (Angri), marzo 2005, p. 170. URL consultato il 3 aprile 2025.
    «1946, 21 gennaio, giunge ad Angri la salma di Renato Raiola; in serata esplodono carri di munizioni alla stazione ferroviaria di Torre Annunziata marittima.»
  79. ↑ AA. VV., LA MASSERIA DI S. GIOVANNI, in Le origini del culto giovannita, ovvero di san Giovanni Battista nella terra d'Angri: tracce templari e gerosolomitane dei Cavalieri di Malta nell'antico territorio angrese, Nola (NA), La Vulcanica s.r.l., 2018, pp. 71━77, ISBN 9788899742393. URL consultato il 21 febbraio 2023.
    «La funzione originaria dell'impianto-Grancia si identifica probabilmente come pertinenza strutturale della Precettoria Templare poi Commenda dell'Ordine di Malta, localizzata nell'ancestrale luogo di Orta Longa ━ già Contrada o Orta d'Angri ━ del territorio originario angrese, sulle sponde del Sarno nei pressi di Porto piccolo donde si percepisce tuttora, grazie alle mentovate tracce, la presenza dei Templari e dei Giovanniti.»
  80. ↑ Matteo Della Corte, Commemorazione di Luigi Iacono, in Rendiconti dell'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, XXVII, Napoli (NA), Arte Tipografica, 1953, pp. 65-74. URL consultato l'8 ottobre 2024.
  81. ↑ AA. VV., ANTICHI CASALI E BORGHI - PORTALI E PALAZZI, LUOGHI DI CULTO, LUOGHI DELLA MEMORIA-Appendice, in Comune di Angri (a cura di), Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, EDIZIONE COMUNE ANGRI 2008, Angri (SA), dicembre 2008, pp. 353 — 393. URL consultato il 27 giugno 2025.
  82. ↑ Staff di UNIONPEDIA-La mappa concettuale, Cappella di San Giuda Taddeo apostolo (Angri), su UNIONPEDIA-La mappa concettuale (a cura di), UNIONPEDIA-La mappa concettuale, UNIONPEDIA-La mappa concettuale. URL consultato il 23 maggio 2024.
    «Descrizione iniziale della cappella di San Giuda Taddeo apostolo in Angri e cambio del nome nel corso dei secoli, fino ad arrivare all'attuale.»
  83. ↑ (LA) AA. VV., Codex diplomaticus Cavensis, vol. 1, Napoli (NA), Piazzi, 1873 [857], pp. 263 e 264. URL consultato il 3 marzo 2026.
    «... casalis, pagus, locum Casamabile de Angre (casolare, villaggio, località Casamabile di Angri)...»
  84. ↑ Giovanni Andrea Graziano, Protocolli dei Notai di Angri; Campioni 1562 e 1670, chiesa di San Giovanni Battista, protocollo notaio Giovanni Andrea Graziano, fol. 368, Angri (SA), 1602.
    «Viene menzionata casa Maruse nel diploma, sita ad Angri.»
  85. ↑ Don Vincenzo Pastore, Capitolo XVII — Casale degli Ardinghi., in Angri-Dalla preistoria ai nostri giorni-volume secondo, vol. 2, Cava De' Tirreni (SA), Arti Grafiche Palumbo & Esposito, febbraio 1981. URL consultato il 3 aprile 2025.
    «In un diploma dell'anno 851 è menzionata la «Casamaurese» detta poi Casa Mauri agli Ardinghi, come viene meglio indicata dal notaio Giovanni Andrea Graziano in un documento dell'anno 1602.»
  86. ↑ AA. VV., ANTICHI CASALI E BORGHI - PORTALI E PALAZZI, LUOGHI DI CULTO, LUOGHI DELLA MEMORIA-Appendice, in Comune di Angri (a cura di), Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONE COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, p. 353 e 375. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «Palazzo Mauri già Maurese - Via Ardinghi. Via Ardinghi, Palazzo Mauri già Maurese (anno 1787).»
  87. ↑ Gaetano Marra, Cronaca-Il Terremoto di Angri-La Malanotte del 23 Novembre 1980, Angri (SA), 1981, p. 42.
  88. ↑ Enciclopedia del diritto, VIII, Giuffrè, 2007, p. 568.
    «Francesco Saverio Caiazzo al quale gli è stata apposta una lapide nel suo palazzo natio, sito in Via Concilio di Angri (SA), risiedette qui per molti anni.»
  89. ↑ Ordini cavallereschi ed Onorificenze, Milano (MI), Giovanni De Vecchi Editore, 1993, pp. 28, 31 e 32.
    «Francesco Saverio Caiazzo, il noto giurista angrese, citato in alcune pagine del libro.»
  90. ↑ AA. VV., STRADARIO, Parte Prima, in Comune di Angri (a cura di), Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONI COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, pp. 300 e 301. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «VITTORIO EMANUELE (II), Corso, Già Strada di S. Maria del Carmine, Da Via Nazionale fino alla congiunzione con Via Giudici, Piazza Annunziata e Via Cervinia.»
  91. ↑ Giuseppe Barbella, La villa della Tibona a Corso Vittorio Emanuele, in LE TRE SCIMMIETTE, Angri (SA), Giuseppe Barbella, Mercoledì, 17 Settembre 2025 11:11. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «Chi, passando per corso Vittorio Emanuele, non si è mai chiesto a chi appartenesse la villa in stile liberty vicino alla stazione di Angri o quale fosse la sua storia? Questa elegante dimora era di proprietà di Erminia Varone, un'angrese nota come "a' Tibona".»
  92. ↑ AA. VV., STRADARIO-Parte Prima, in Comune di Angri (a cura di), Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONI COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, pp. 94, 188 e 189. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «Palazzo in stile Liberty dell'ex stabilimento MCM, attuale edificio di rappresentanza dell'AR Industrie Alimentari di Angri.»
  93. ↑ Carmine Raiola e Carla Mosca, PARTE III-SOCIETA' TESSILE SVIZZERA SCHLAEPFER-WENNER E C., in Manifatture Cotoniere Meridionali-Le origini-Stabilimento di Angri (1833-1920), Prefazione: Carmine Raiola e Carla Mosca, Cooperativa Centro Iniziative Culturali, ottobre 2009.
    «Vedere la descrizione della foto dell'abitato: Casina del direttore.»
  94. ↑ Carmine Raiola, PARTE PRIMA-Le MCM dagli albori al tramonto, APPENDICE-Rilievo fotografico realizzato nello stabilimento angrese nei giorni 23 e 24 maggio 1986 per documentare le fasi delle attività svolte, in Giancarlo Forino (a cura di), Le industrie tessili angresi e le manifatture cotoniere meridionali-oltre due secoli di storia, collana Studi e testi per la storia di Angri, Angri (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, settembre 2025, pp. 29 e 66, ISBN 979-12-985651-1-1.
    «La palazzina ha ospitato per molti anni l'abitazione gli uffici del direttore.»
  95. ↑ Nicola D'Antuono, La società e l'organizzazione della cultura nell'Ottocento e nel Novecento, in Massimo Bignardi, Nicola D'Antuono e Marisa de' Spagnolis Conticello, Francesca Gasparini, Tiziana Mancini, Carmine Raiola, Stefano Vanacore, Antonio Vanacore e Giovanni Vitolo, ANGRI-Territorio di transiti, Napoli (NA), Elemond Editori Associati, aprile 1997, p. 61, ISBN 88-435-5646-0.
  96. ↑ Giuseppe Barbella, La villa della Tibona a Corso Vittorio Emanuele, in Le tre scimmiette, Angri (SA), Giuseppe Barbella, 17 settembre 2025. URL consultato il 17 settembre 2025.
    «Nata in una famiglia modesta, Erminia aveva coltivato il sogno di diventare cantante lirica. Dopo alcuni anni di studi di canto, tentò di entrare al prestigioso "Teatro San Carlo di Napoli", ma il provino non ebbe successo. Tuttavia, affascinata dal lusso e dalla vita mondana, iniziò a dedicarsi, grazie anche alla sua avvenenza, a uno dei mestieri più antichi del mondo. In breve tempo Erminia divenne una figura molto apprezzata, soprattutto nei salotti della Napoli bene. Con i proventi della sua attività, decise di far costruire ad Angri, il suo paese d'origine, una villa per accogliere i suoi clienti con discrezione e lusso.»
  97. ↑ Super User, 22 novembre del 1914: nasceva Don Enrico Smaldone, il fondatore della Citta' dei Ragazzi, in Le tre scimmiette, Angri (SA), Giuseppe Barbella, Giovedì, 22 novembre 2018, ore 11:13. URL consultato il 6 luglio 2026.
    «Intorno al 1949 decise di creare un luogo capace di accogliere bambini e ragazzi, per dare loro una casa, una famiglia, un futuro: "La Città dei Ragazzi".»
  98. ↑ Elisabetta Cafaro, “La Città dei ragazzi”, una storia di carità che continua…, su Staff dell'associazione Editrice Punto Famiglia (a cura di), PUNTO FAMIGLIA.net, Staff dell'associazione Editrice Punto Famiglia, 13 febbraio 2019. URL consultato il 12 giugno 2026.
    «La “Città dei ragazzi” nacque dal sogno di un giovane prete originario di Angri di nome Enrico Smaldone. L’idea era di costruire una casa per accogliere i fanciulli abbandonati. L’8 gennaio del 1949 don Enrico fu invitato ad assistere alla proiezione di un film americano “Gli uomini della città dei ragazzi”. Tornò a casa sconvolto. Visse giorni di profondi turbamenti che lo portarono a meditare a lungo.»
  99. ↑ Maria Rossi, Servo di Dio Enrico Smaldone Sacerdote, su Santi, Beati e Testimoni, 24 aprile 2021. URL consultato il 13 ottobre 2024.
    «L'episodio che scaturì in Don Enrico Smaldone l'idea di fondare una Città dei Ragazzi, atta ad ospitare ed accudire fino alla maggiore età i vari giovani disagiati di Angri e del circondario, dopo che prese visione del film “Tutti gli uomini della Città dei ragazzi”, il 6 gennaio 1949.»
  100. ↑ Antonino Pastore, Fra Felice nel convento di via Risi, in L'impegno dei giovani angresi-fatti e personaggi, illustrazioni di Francesco D'Amato, Prefazione di Felice Caiazzo, Anna Scimone ed altri, Scafati (SA), ZORA EDITORE, 2024, p. 77, ISBN 979-12-80859-20-4.
    «Nel casale Risi sono rimasti pochi cortili antichi, dopo l'impietoso abbattimento di quelli sul lato destro della strada, per far spazio, allora, alla confinante fabbrica delle Cotoniere. In un sol colpo vennero abbattute le vetuste casette e il palazzo in stile Medievale del nobile Riso dei Risi che sorgeva accanto alla vecchia e monotona fontana comunale, proprio vicino allo studio fotografico del cav. Giulio Galizia.»
  101. ↑ Carmine Raiola e Carla Mosca, CAPITOLO II, L'OCCUPAZIONE FRANCESCE, 1806-1815, 2.6 Villa Comunale già Doria, in Angri nell'800, prima dell'Unità d'Italia, la storia attraverso i documenti, Angri nell'800, prima dell'Unità d'Italia, la storia attraverso i documenti, Angri (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali (Angri), ottobre 2003, pp. 41 e 42. URL consultato il 2 maggio 2026.
    «Oltre al giardino all'italiana furono costruiti dei padiglioni che si estendevano, e si estendono tuttora, lungo la facciata del palazzo, separati dalla strada e dal fossato. Detti padiglioni erano utilizzati sia dal Principe e dai suoi ospiti, che dal giardiniere per sua abitazione e deposito di attrezzi per la cura del giardino.»
  102. ↑ Federico Cordella, Le fortificazioni di Angri: note di storia e architettura, in AA. VV., Il ritorno del bianco marmo nelle statue della Collegiata di Angri, a cura di Antonio Braca e Stefano Vanacore, illustrazioni di Fotografie: Alfio Giannotti, Federico Cordella, Pasquale Pannone, Paolo Novi e Giuseppe Rispoli, Stampa: Leda print, con l'intervento di: arch. Francesco Casule, ing. Cosimo Ferraioli, S.E. Mons. Giuseppe Giudice, Sant'Egidio del Monte Albino (SA), Editrice Gaia, Antonio Braca e Stefano Vanacore, gennaio 2017, pp. 78, 79 e 80. URL consultato il 3 gennaio 2026.
    «(pagina 78) Vedere dalla cartina, la lettera C Probabile torre del XV secolo, (pagina 79) Il fossato in epoca moderna è stato sostituito da un circuito viario che parte da piazza Doria, segue via Giovanni Zurolo, via Giovanni Da Procida, via Porta dei Torrione, via Canonico Fusco e finisce nuovamente a piazza Doria. Lo stesso circuito seguita le mura nelle quali, ini corrispondenza degli assi viari principali, che dalla terra si inoltravano nelle campagna, si aprivano in origine 4 porte. (pagina 80) 24. Via Canonico Fusco, probabile Torrione del XV secolo (vedere la foto dalla pagina).»
  103. ↑ AA.VV., Monumenti dimenticati: i resti della cinta muraria medievale di Angri, in la Città, QUOTIDIANO DI SALERNO E PROVINCIA, Salerno (SA), Fondazione Vito Di Canto E.T.S., aprile 2019, pp. 61, 62, 63, 64, 65, 66 e 67.
    «Ancora, in Via Giudici, in una strettoia situata all'inizio della strada si possono scorgere altri ruderi di mura fortificate munite di torre sporgente a forma quadrata (poi trasformata parzialmente in civile abitazione) con sottostante portale in pietra lavica. Infine, in Via Nuove Cotoniere, all'incrocio con Corso Vittorio Emanuele II, laddove in un tempo non molto remoto esistevano dei ruderi ⎯ dell'XI secolo, poi inglobati in taluni fabbricati per civile abitazione ⎯ dell'Eremo della Congregazione dei Camaldolesi di Maiori, da cui prese nome un'antica stradina (che attraversava la parte posteriore del Monastero Camaldolese e immetteva sul Corso Vittorio Emanuele II) denominata infatti Strettola Camaldoli che oggi più non esiste, presso il quale s'innalzano altrettanti resti della predetta cinta muraria fortificata munita di torre sporgente a forma quadrata, venuta alla lice durante i recenti lavori di scavo e consolidamento dell'area di sedime.»
  104. ↑ AA.VV., Monumenti dimenticati: i resti della cinta muraria medievale di Angri, in IdeaVision, 28 marzo 2019.
    «Ancora, in Via Giudici, in una strettoia situata all'inizio della strada si possono scorgere altri ruderi di mura fortificate munite di torre sporgente a forma quadrata (poi trasformata parzialmente in civile abitazione) con sottostante portale in pietra lavica. Infine, in Via Nuove Cotoniere, all'incrocio con Corso Vittorio Emanuele II, laddove in un tempo non molto remoto esistevano dei ruderi ⎯ dell'XI secolo, poi inglobati in taluni fabbricati per civile abitazione ⎯ dell'Eremo della Congregazione dei Camaldolesi di Maiori, da cui prese nome un'antica stradina (che attraversava la parte posteriore del Monastero Camaldolese e immetteva sul Corso Vittorio Emanuele II) denominata infatti Strettola Camaldoli che oggi più non esiste, presso il quale s'innalzano altrettanti resti della predetta cinta muraria fortificata munita di torre sporgente a forma quadrata, venuta alla lice durante i recenti lavori di scavo e consolidamento dell'area di sedime.»
  105. ↑ AA. VV., Monumenti dimenticati: i resti della cinta muraria medievale di Angri, in Sulle origini di una chiesa angioina nella terra d'Angri: la SS. Annunziata, Nola (NA), Tipografia Vulcanica s.r.l., dicembre 2019, pp. 64, 65, 66, 67 e 68, ISBN 9788899742430. URL consultato il 18 settembre 2025.
    «Ancora, in Via Giudici, in una strettoia situata all'inizio della strada si possono scorgere altri ruderi di mura fortificate munite di torre sporgente a forma quadrata (poi trasformata parzialmente in civile abitazione) con sottostante portale in pietra lavica. Infine, in Via Nuove Cotoniere, all'incrocio con Corso Vittorio Emanuele II, laddove in un tempo non molto remoto esistevano dei ruderi — dell'XI secolo, poi inglobati in taluni fabbricati per civile abitazione — dell'Eremo della Congregazione dei Camaldolesi di Maiori, da cui prese nome un'antica stradina (che attraversava la parte posteriore del Monastero Camaldolese e immetteva sul Corso Vittorio Emanuele II) denominata infatti Strettola Camaldoli che oggi più non esiste, presso il quale s'innalzano altrettanti resti della predetta cinta muraria fortificata munita di torre sporgente a forma quadrata, venuta alla lice durante i recenti lavori di scavo e consolidamento dell'area di sedime.»
  106. ↑ Don Vincenzo Pastore, Capitolo III — Origine storica di Angri, in Angri-Dalla preistoria ai nostri giorni-volume primo-Dalle remote origini al dominio feudale dei Doria-volume primo, vol. 1, Cava De' Tirreni (SA), Arti Grafiche Palumbo & Esposito, 1980, pp. 54, 55, 56 e 310.
    «Durante gli scavi per la fondazione della Città dei Ragazzi, voluta da Don Enrico Smaldone, fu trovata una necropoli di origine greca, con moltissimi oggetti d'epoca.»
  107. ↑ Don Vincenzo Pastore, Capitolo XVII — Città Fortezza di Angri, Il Castello - La Torre e la Torretta della Terra d'Angri, in Angri-Dalla preistoria ai nostri giorni-volume secondo, vol. 2, Cava De' Tirreni (SA), Arti Grafiche Palumbo & Esposito, febbraio 1981, pp. 639 e 640. URL consultato il 3 aprile 2025.
  108. ↑ AA. VV., STRADARIO-Parte Prima, in Comune di Angri (a cura di), Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONI COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, Vedere le 4 foto a pagina 51. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «In questo luogo, fino agli anni '50 vi era un imponente portale denominato Arco di fondo Arnedi che delimitava il perimetro dell'area urbana di Angri, in direzione Fondo Raiola (oggi Corso Italia). L'Arco venne restaurato poco dopo la Seconda Guerra Mondiale (1946 ca.) e fu demolito pochi anni dopo il restauro (1948-49) per motivi di viabilità ad opera dell'Amministrazione Comunale per l'apertura di una nuova strada, cioè Corso Italia.»
  109. ↑ Don Vincenzo Pastore, Angri dalla preistoria ai nostri giorni, vol. 2, Cava dei Tirreni (SA), 1980, pp. 593-594, 730, 733.
  110. ↑ Giancarlo Forino, Angri... : l'immagine, un ricordo, Angri (SA), Centro iniziative culturali, 1988, p. 53.
  111. ↑ Staff di Catalogo Generale dei Beni Culturali, figura di soldato che porta la bandiera, monumento ai caduti a cippo ca 1924 - ca 1924, su MIC-MINISTERO DELLA CULTURA ITALIANO (a cura di), Catalogo Generale dei Beni Culturali, MIC-MINISTERO DELLA CULTURA ITALIANO, 2005. URL consultato il 3 aprile 2025.
    «La descrizione inerente il monumento ai caduti angresi, sito in piazza Doria di Angri (SA).»
  112. ↑ Giancarlo Forino e Associazione PanacèA, Angri80 - Il Monumento ai caduti, su Cooperativa Centro Iniziative Culturali (a cura di), Angri ottanta, Antonio Lombardi. URL consultato il 3 aprile 2025.
    «Realizzato su progetto dei signori Caiazzo e Marcellini, che originariamente non prevedeva il gruppo scultoreo in bronzo della Vittoria Alata situato alla base, il monumento fu inaugurato dal Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio l'11 febbraio del 1940 e inizialmente riportava i nomi dei Caduti della guerra turca e della Prima Guerra Mondiale.»
  113. ↑ Alberto "da Cormano", San BENEDETTO da NORCIA, su ora-et-labora.net, 21 giugno 2014.
    «L'intervento miracoloso del corvo che avverte San Benedetto del pane avvelenato con il quale il monaco Fiorenzo cercò di avvelenarlo»
  114. ↑ Redazione, Angri. Rogo nell'edicola votiva di Piazza Trivio, in Agro 24, Angri (Sa), 7 dicembre 2015.
    «Il rogo della notta del 7 dicembre 2015 ha distrutto quasi completamente l'edicola sacra di Gesù crocifisso, il crocifisso stesso andato carbonizzato e l'antico affresco dietro di se»
  115. ↑ Redazione di LANGRESE, Il miracolo ad Angri della Madonnina delle Lacrime, in LAngrese-Pro Loco Angri-L'occhio dell'angrese sul territorio, Angri (SA), Aldo Severino. URL consultato il 9 ottobre 2025.
    «Il miracolo del 1954-Il 12 maggio 1954, si narra che nel cortile Barba di via Maddalena Caputo, nella casa dei coniugi Ferraioli, un’immaginetta sacra raffigurante la Madonna di Siracusa si mise a piangere lacrime vere. La notizia si diffuse in poche ore, mobilitando l’intera cittadinanza e generando la convinzione di un miracolo. Da quel giorno, il cortile divenne noto come “Cortile Ave Maria” o “Cortile della Madonnina”, consacrato a memoria collettiva.»
  116. ↑ Giuseppe Barbella, Angri 12 maggio 1954: la Madonnina delle Lacrime, in Le tre scimmiette, Angri (SA), Giuseppe Barbella, Domenica, 10 Maggio 2015, ore 11:51. URL consultato il 4 ottobre 2025.
    «Era il 12 maggio del 1954 quando in una abitazione a piano terra nei pressi della Chiesa della SS. Annunziata in via Tenente Roberto Fontanella in casa della famiglia Ferraioli-Attianese, avvenne un fatto storico ed unico. Intorno alle 14.00 Angelina Campolo sbrigando le faccende domestiche cominciò a pulire con uno straccio il quadretto del Cuore Immacolato di Maria, detto appunto della "Madonnina delle Lacrime di Siracusa", e dopo pochi istanti si accorse che il vetro che copriva l'immagine sacra era bagnato al contrario dello straccio usato fino a poco prima. A partire dall'altezza degli occhi della Madonnina, venivano giù delle gocce simili a lacrime. Accorse altre persone della famiglia anche loro constatarono l’insolito evento. Di li a poco tutta Angri era a conoscenza dell’evento.»
  117. ↑ Donatella Salvati e Salvatore D'Angelo, La Madonna delle Lacrime, su Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno (a cura di), DIOCESI DI NOCERA INFERIORE SARNO, Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, 12 Maggio 2020. URL consultato il 2 maggio 2021.
    «Il quadretto della Madonna presente nel quartiere presso casa Ferraioli, tra la via Tenente Roberto Fontanella e via Maddalena Caputo, si mise a piangere miracolosamente il 12 maggio 1954, la notizia si diffuse rapidamente in tutta la città di Angri e rapidamente anche agli altri paesi limitrofi.»
  118. ↑ Don Clemente M. Henze e C.SS.R., La Madonnina Miracolosa di Angri (SA), illustrazioni di Onofrio Cannavale, 2ª ed., L'OPERA DELLA MADONNINA, maggio 2024 [20 maggio 1958], pp. 17, 18, 19 e 20. URL consultato il 3 aprile 2025.
    «Il luogo dove avvenne il miracolo del quadro dell'immagine della Madonna di Siracusa era situato in una stanzetta al numero civico 61 al piano terra di via Maddalena Caputo. Il fatto avvenne di mercoledì 12 maggio 1954, successivamente il luogo divenne meta di pellegrinaggio da parte di moltissimi fedeli cattolici. La stanza venne trasformato in quel periodo in un oratorio.»
  119. ↑ Luciano Verdoliva, Il miracolo ad Angri della Madonnina delle Lacrime, in Agro24, Angri (SA), La Magnifica srls, 7 ottobre 2025. URL consultato il 7 ottobre 2025.
    «Il 12 maggio 1954, si narra che nel cortile Barba di via Maddalena Caputo, nella casa dei coniugi Ferraioli, un'immaginetta sacra raffigurante la Madonna di Siracusa si mise a piangere lacrime vere. Da quel giorno, il cortile divenne noto come Cortile Ave Maria o Cortile della Madonnina, consacrato a memoria collettiva.»
  120. ↑ AA. VV., ANTICHI CORTILI-Appendice, in Comune di Angri (a cura di), Le strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Prefazione del dott. sindaco Giampaolo Mazzola, Angri (SA), EDIZIONI COMUNE ANGRI 2008, dicembre 2008, p. 356. URL consultato il 27 giugno 2025.
    «Cortile Ave Maria o della Madonnina - Via Maddalena Caputo.»
  121. ↑ Vincenzo Giordano, Ufo e Miracoli, in Ufo & Miracoli- Ciò che non vediamo non esiste o meglio ciò che non vediamo accadere non esiste, pp. 14, 15 e 16.
    «... nella cittadina di Angri (SA), a metà degli anni '50 del secolo scorso, si verificò un evento definito dal popolo miracoloso che durò circa vent'anni, adesso è rimasta solo una vecchia grande scritta AVE MARIA davanti alla casa, un'umile abitazione a piano terra.»
  122. ↑ La Redazione, Il 12 maggio 1954 il "miracolo" della Madonnina delle Lacrime, in angri.info-quotidiano online, Angri (SA), A. Santaniello, 12 maggio 2011. URL consultato il 4 ottobre 2025.
    «Ricorre oggi il 57.mo anniversario della prima lacrimazione che avvenne in via Ten. Fontanella. Oggi il quadro è custodito nella Chiesa della SS.Annunziata dove è esposto ai fedeli.»
  123. ↑ Dati tratti da:
  124. ↑ Dati Istat, su demo.istat.it (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2018).
  125. ↑ Chiesa Cristiana Evangelica Adi - Angri, su santosepulcro.co.il.
  126. ↑ tdgnews.it. URL consultato il 9 ottobre 2024.
  127. ↑ Comune di Angri e Commissione tecnica (anni 2015-2016), GIOSTRA DEI CAVALIERI-IVª prova del Palio, in Regolamento-Disciplinare per le parate medievali e le rievocazioni storiche, degli eventi del 1421–25 e del 1428–36, denominate Palio Storico Città di Angri, Angri 2016, Angri (SA), Comune di Angri, pp. 25 e 26.
  128. ↑ Comune di Angri e Commissione tecnica (anni 2015-2016), Regolamento-Disciplinare per le parate medievali e le rievocazioni storiche, degli eventi del 1421–25 e del 1428–36, denominate Palio Storico Città di Angri, Angri 2016, Angri (SA), Comune di Angri, 17 dicembre 2015.
  129. ↑ Gaetano Marra, Parte I-La lampa a Sant'Aniello, in Terra d'Angri-Tradizioni, leggende e storia, Prefazione di Luigi Montella, Cooperativa Centro Iniziative Culturali, aprile 2004, ISBN 9788894676990.
  130. ↑ Gaetano Marra, Parte III-Il Palio, in Terra d'Angri-Tradizioni, leggende e storia, Prefazione di Luigi Montella, Sarno (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, aprile 2004, pp. 79, 80 e 81, ISBN 9788894676990.
  131. ↑ Redazione e Aldo Severino, Angri. L'ex biblioteca comunale diventa Palazzo della Cultura, su Agro24-news-informazione e webtv, Web TV, 2 gennaio 2022. URL consultato il 6 maggio 2024.
    «La biblioteca comunale diventa un Palazzo della Cultura, arricchendosi di alcuni preziosi tesori della Terra d'Angri. Sono stati donati alcuni tesori da: Mario Iozzino, Antonio D'Ambrosio e Marianna Somma.»
  132. ↑ La Redazione, angri.info-quotidiano online, in angri.info-quotidiano online, Angri (Sa), angri.info-quotidiano online, 11 giugno 2016.
    «Inaugurazione di un museo dedicato a Sant'Alfonso Maria Fusco nella casa madre delle suore Battistine di Angri»
  133. ↑ Cinque nuovi santi il 16 ottobre, in L'Osservatore Romano, 20-21 giugno 2016, p. 8.
  134. ↑ Giorgio Eliano (a cura di), Informazioni su radio.
    «Radio Estasy è una stazione radio italiana, nata nel 1979, che fa parte dell'associazione artistica di Angri. Il palinsesto della radio propone musica leggera italiana, brani napoletani, musica rock, mix da discoteca e notizie locali in diretta streaming da Angri, Salerno, Italia.»
  135. ↑ Redazione e Luciano Verdoliva, Angri. Stucchio dona l'archivio di TeleAngri alla Pro Loco, Angri. L'archivio di TeleAngriUno, la storica emittente cittadina è stato donato dal suo editore Vincenzo Stucchio alla Pro Loco, in Agro24, news, informazione, webtv, Angri (SA), 25 gennaio 2022. URL consultato il 17 agosto 2024.
    «L'archivio di TeleAngriUno, la storica emittente cittadina è stato donato dal suo editore Vincenzo Stucchio alla Pro Loco.»
  136. ↑ redazione mn24, Angri. Passeggiando in città, incontrando personaggi illustri, grazie a Peppafè, in MEDIANEWS24, News, politica, cronaca, sport, eventi della provincia di Salerno, 14 gennaio 2021. URL consultato il 16 agosto 2024.
    «Vi sono diverse opere create dall'artista angrese, Giuseppe Afeltra, sparse in alcune zone del centro storico della città, sono state installate grazie alla collaborazione di Eugenio Lato, Andrea Esposito e Antonio Ruggiero.»
  137. ↑ Giuseppe Pio Troisi, IL RICORDO E LE OPERE DI GIUSEPPE AFELTRA, PEPPAFÈ, Quando la morte colpisce una persona giovane non possiamo fare altro che provare grande tristezza., in ANGRI '80, Angri (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali. URL consultato il 16 agosto 2024.
    «Il ricordo del compianto Giuseppe Afeltra e delle opere che ci ha lasciato nel suolo angrese.»
  138. ↑ Super User, Nel 1979 il Gruppo Folk Internazionale O'Revotapopolo partecipò al Film "il Mammasantissima" con Mario Merola, in Le tre scimmiette, Angri (SA), Giuseppe Barbella, 11 marzo 2013, ore 23:51. URL consultato il 29 giugno 2026.
    «Le scene furono girate tra Angri e Napoli.»
  139. ↑ Stefania Lombardi, O’REVOTAPOPOLO UN GRUPPO FOLK “FAI DA TE”, su Jammway-Event on the road, 24 giugno 2016.
    «Il gruppo nato ad Angri ha partecipato anche al film “Mamma Santissima” con l’indimenticabile Mario Merola, le scene furono girate tra Angri e Napoli»
  140. ↑ Made in China Napoletano, il film girato ad Angri al cinema il 12 ottobre, in IL MATTINO.it, 5 settembre 2017.
    «È attesa per il prossimo 12 ottobre l'uscita nelle sale cinematografiche di Made in China Napoletano; il film diretto da Simone Schettino girato ad Angri da settembre a novembre dell'anno scorso.»
  141. ↑ La redazione, "Made in China Napoletano", il film girato ad Angri il 12 ottobre nei cinema, in PUNTO @GRO news costiera e dintorni, 5 settembre 2017.
    «Esce il prossimo 12 ottobre nelle sale cinematografiche il film Made in China Napoletano girato ad Angri in provincia di Salerno»
  142. ↑ Super User, Il 12 ottobre "Made in China Napoletano" il film girato ad Angri, in Le tre scimmiette, Angri (SA), Giuseppe Barbella, 5 settembre 2017, 12:59. URL consultato il 29 giugno 2026.
    «Il prossimo 12 ottobre uscirà nelle sale cinematografiche il film Made in China Napoletano, girato ad Angri da settembre e novembre dello scorso anno»
  143. ↑ Carmine Cimmino, I fantastici riti del vino Vesuviano, in ilmediano.com, 21 Agosto 2010. URL consultato il 18 ottobre 2025.
    «...il vino prediletto dalle cortigiane e dagli osti napoletani. I quali lodavano anche il Mangiaguerra, prodotto tra Angri e Castellammare, in luoghi notoriamente di vendemmia tarda: Paolo III lo teneva in poco conto, non perché si temeva (o si sperava) che riscaldasse gli umori della lussuria, ma perché era oppilativo e provocava catarro e flemma grossa. Vino pieno, adatto ai vecchi, era considerato l'aglianico rosso di Somma, specie quello odorifero, pastoso e di poco colore»
  144. ↑ Antonino Pastore, Quando Garibaldi fu conquistato dal pomodoro San Marzano, dalla pizza «mbuttunata» e dal vino «Mangiaguerra»..., in Angri nel cortile-Storia, tradizioni e leggende, illustrazioni di Francesco D'Amato, Prefazione di Maria Rossi, Luigi Novi ed Agostino Ingenito, Angri (SA), ZORA EDITORE, dicembre 2021, pp. 35, 36 e 37, ISBN 9791280859013.
    «Sante Leucerio, bottigliere di Paolo III Farnese, mandato in Campania per approvvigionarsi di vino rosso, così descriveva il Mangiaguerra: è dolce, viene da Angri ed è molto carico di colore.»
  145. ↑ Redazione dell'L'OcchiodiSalerno, I piatti tipici della cucina salernitana: i secondi piatti, su Redazione dell'L'OcchiodiSalerno (a cura di), L'OcchiodiSalerno, Redazione dell'L'OcchiodiSalerno, 25 luglio 2018. URL consultato il 25 luglio 2018.
    «È un antico dolce di tradizione angrese, si fa con 9 strati di gallette imbevute nel Vermut e poi incollate con crema di cacao.»
  146. ↑ Staff di REGIONE BASILICATA, Palio storico città di Angri, su REGIONE BASILICATA (a cura di), REGIONE BASILICATA, REGIONE BASILICATA. URL consultato il 20 maggio 2024.
    «Si svolge ogni anno nella seconda decade di settembre, e vede sfidarsi tra loro i sei borghi di Angri nella famosa giostra equestre...»
  147. ↑ Redazione, Angri. Palio storico, le date e il programma dell'edizione 2019, in Agro24, Angri (SA), Agro24, 3 settembre 2019. URL consultato il 20 maggio 2024.
    «Vedere i borghi e i casali rappresentati nelle immagini, riguardanti il Palio Storico Città di Angri.»
  148. ↑ Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, La millenaria chiesa di San Benedetto nell'antichissimo casale degli Ardinghi, in Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, Prefazione di Angelo Villani, Sarno (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, 2008, pp. 138 e 139, ISBN 88-901861-3-5.
    «Insediamento del normanno Ardingon ad Angri, nei pressi del casale Casamabile o Casamaurese e della chiesa di San Benedetto.»
  149. ↑ Entrato a seguito di Pietro De Angelis, avrà due mandati, ma sarà lui stesso defenestrato.
  150. ↑ Entrato a seguito di Luigi D'Amelia.
  151. ↑ Due mandati, termina anticipatamente il secondo.
  152. ↑ Subentrato a Carmine Francesco D'Antonio, otterrà altri 7 mandati.
  153. ↑ Subentrato a Ettore D'Amelia, lascia per dimissioni.
  154. ↑ Succede a Leopoldo Perris
  155. ↑ Defenestrato
  156. ↑ Lascia alla nomina del primo Potestà dell'Era Fascista.
  157. ↑ Lascia a seguito della liberazione da parte degli Alleati.
  158. ↑ Subentra al podestà, a seguito della caduta del regime fascista.
  159. ↑ Lascia a seguito della caduta della monarchia.
  160. 1 2 3 4 Termina anticipatamente il proprio mandato.
  161. ↑ Subentra a Matteo Smaldone.
  162. ↑ Subentra a Ottavio Atorino.
  163. ↑ Subentra a Luigi Campanile.
  164. ↑ Subentra a Federico Gilblas.
  165. ↑ Subentra a Luigi Nasti.
  166. 1 2 Due mandati
  167. ↑ Subentra a Giuseppe Chiavazzo.
  168. ↑ Subentra a Santolo Coppola.
  169. ↑ Subentra a Alessandro D'Antonio.
  170. ↑ Subentra a Francesco Buonaventura.
  171. ↑ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni della maggioranza in consiglio comunale.
  172. ↑ Secondo mandato
  173. ↑ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 11 consiglieri comunali su 20.
  174. ↑ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 13 consiglieri comunali su 20.
  175. ↑ Decadenza del CC per mancata approvazione del rendiconto 2018.
  176. ↑ Dal suo insediamento, l'amministrazione ha ricevuto l'appoggio di FdI (poi ritirato) e Lega, ma il sindaco Ferraioli non ha mai aderito ad alcun partito.
  177. ↑ Commissariamento ritirato a seguito di ricorso al TAR.
  178. ↑ Reintegrato dal TAR.
  179. ↑ Giuseppe Barbella, Chi era Pasquale Novi (1915-1936), in Le tre scimmiette, Angri (SA), Giuseppe Barbella, Lunedì, 28 ottobre 2019, ore 14:25. URL consultato il 17 settembre 2025.
    «Gli fu assegnata la medaglia d'argento al valor militare dal Ministero dell'Aeronautica e sempre nel 1936 gli fu intitolato lo "Stadio Comunale di Angri" e il piazzale antistante.»
  180. ↑ Francesco Rossi, Lo stadio Pasquale Novi-Chi era Pasquale Novi, in Giancarlo Forino (a cura di), Angri Grigiorossa dal 1927. Tutti i personaggi e le vicende del «Cavallino rampante» dal 1927 ad oggi, collana Studi e testi per la storia di Angri, illustrazioni di Tipografia Buonaiuto & C. s.a.s., Angri (SA), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, pp. 251, 252, 253, 254, 255, 256, 257, 258, 259 e 260, ISBN 9788894676976. URL consultato il 3 aprile 2025.
    «Gli fu assegnata la Medaglia d'argento al valore militare dal Ministero dell'Aeronautica e sempre nel 1936 gli furono intitolati lo Stadio comunale di Angri ed il piazzale antistante.»

Bibliografia

Pubblicazioni

Fonti storiche

Fonti archivistiche

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 147926412 · LCCN (EN) n98004185 · GND (DE) 7697956-8 · J9U (EN, HE) 987007535774205171