Banzi

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Banzi
comune
Banzi – Veduta
Banzi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Basilicata
Provincia Potenza
Amministrazione
SindacoPasquale Caffio (lista civica Uniti per Banzi) dal 10-6-2019 (2º mandato dal 9-6-2024)
Territorio
Coordinate40°52′N 16°01′E
Altitudine571 m s.l.m.
Superficie83,06 km²
Abitanti1 118 (31-5-2026)
Densità13,46 ab./km²
Comuni confinantiGenzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Spinazzola (BT)
Altre informazioni
Cod. postale85010
Prefisso0971
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076009
Cod. catastaleA612
TargaPZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 2 056 GG
Nome abitantibanzesi, bantini
Patronosan Vito Martire
Giorno festivo15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Banzi
Banzi
Banzi – Mappa
Banzi – Mappa
Posizione del comune di Banzi all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Banzi (Bànze in dialetto lucano) è un comune italiano di 1 118 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.

Geografia fisica

Sorge a 571 m s.l.m. nella parte nord-orientale della provincia al confine con la parte sud-occidentale della provincia di Barletta-Andria-Trani.

Confina con i comuni di: Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio e Spinazzola (BT).

Storia

Intagliatore lucano di cultura catalana, Madonna col Bambino in trono, 1210 ca., su un trono del 1664 (Santa Maria a Banzi)

Della storia di Banzi, e non solo, è un'importante testimonianza la cosiddetta Tabula Bantina Osca, un testo epigrafico su lastra di bronzo che risulta essere il più lungo e il più complesso, tra quelli rinvenuti, scritti in lingua osca con caratteri latini. Oggi è conservata presso il Museo Nazionale di Napoli.

Ci sono poi dei resti ritrovati dall'archeologo Mario Torelli nel 1969, che provano che questo sito avesse una certa importanza anche in epoca romana. Il templum auguraculum in terris, un templum unico del suo genere, ne è un esempio. Poi c'è anche una domus romana con annesse terme balneari, i cui tesori interni costituiti da monete, pregiata ceramica e addobbi ornamentali in ambra o in oro si possono osservare sparsi in vari musei italiani. Vi sono stati poi altri ritrovamenti sempre risalenti all'epoca romana o, in alcuni casi, anche alla osco-sannitica, consistenti in armi e armature, epigrafi onorarie, funebri e politiche; resti di ville e aggregati urbani con strade, fossati e mura, ecc. Banzi vantava anche una famosa sorgente, della quale però non siamo certi che non fosse stata solo frutto dell'immaginazione del poeta Orazio che le immortalò con il suo Fons Bandusiae.

Il proto-cenobio lucano dei benedettini di Santa Maria risale all'Alto Medioevo: nel 798 fu concesso all'abbazia di Montecassino da Grimoaldo, Duca di Benevento, evento che fa supporre che innanzi tutto il Monastero fosse più antico e soprattutto che avesse raggiunto alla fine dell'VIII secolo una certa importanza a livello geo-politico. La chiesa badiale fu consacrata da papa Urbano II nel 1089 quando qui si incontrò con i figli del Guiscardo, la sua corte e trentatré vescovi, per preparare i lavori del concilio che doveva aver luogo pochi giorni dopo a Melfi. L'abbazia, voluta dai Longobardi e risalente alla fine del Settecento/inizi Ottocento, fu al servizio della Chiesa di Roma fino al 1806 quando arrivarono le leggi del Murat.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 20 ottobre 1998.

«D'azzurro, al castello di rosso, mattonato di nero, munito di tre torri, ognuna merlata di tre alla guelfa, il fastigio privo di merli, esso castello finestrato di cinque di nero, tre finestre poste nelle torri, due sotto le torri laterali, chiuso dello stesso, fondato in punta, sormontato dalla nube di argento, caricata dalla effigie della Beata Vergine Maria (testa, collo, braccia, busto), il viso e le mani di carnagione, aureolata d'oro, capelluta di nero, vestita con la tunica e con il manto di rosso, tenente con il braccio e la mano destra il Divin Figlio, di carnagione, capelluto di nero, aureolato d'oro, tenente con la mano sinistra il mondo d'oro, con la crocetta dello stesso. Ornamenti esteriori da comune.»

Il decreto conferma lo stemma storico in uso. Il gonfalone è un drappo rettangolare di bianco.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Amministrazione

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Banzi : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Banzi e città, Potenza, Basilicata, su www.comune-italia.it. URL consultato il 5 agosto 2026.
  5. ↑ Templum, la sacralizzazione romana dello spazio, su saturniatellus.com. URL consultato il 21 febbraio 2023.
  6. ↑ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, vol. IV, Bologna, Forni Editore, 1971, sub anno 798.
  7. ↑ Banzi, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 1º gennaio 2026.
  8. 1 2 Comune di Banzi, Statuto (PDF), articolo 5.
  9. ↑ C.G. Gattini, Delle armi dei comuni della provincia di Basilicata, Matera, Tip. B. Conti, 1910, p. 10.
    «D'azzurro, ad una torre castellata di 3 pezzi d'argento, murata di nero ed aperta del campo, sormontata da una nube da cui traspare il mezzo busto della Madonna col Bambino al naturale.»
  10. ↑ Dati tratti da:

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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