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La cardiologia è la branca della medicina interna che si occupa dello studio del cuore in condizioni normali e patologiche e della diagnosi e della cura (farmacologica e/o invasiva) delle malattie cardiovascolari acquisite o congenite. Chi si occupa di tale branca della medicina, come medico specialista, viene chiamato cardiologo.
Il miglioramento delle terapie mediche e chirurgiche delle cardiopatie congenite ha fatto sì che oggi oltre il 90% dei bambini nati con una cardiopatia congenita raggiunga l'età adulta, tanto che ormai gli adulti con cardiopatia congenita sono più numerosi dei bambini; ciò ha portato allo sviluppo di un ambito della cardiologia dedicato ai cardiopatici congeniti adulti (in inglese adult congenital heart disease, ACHD).
Oltre che della cura delle malattie cardiovascolari, il cardiologo si occupa della prevenzione cardiovascolare, sia primaria (controllo dei fattori di rischio nella popolazione generale) sia secondaria (nei pazienti già colpiti, per esempio, da un infarto), e della riabilitazione cardiologica, un programma globale che comprende allenamento fisico, correzione dei fattori di rischio, educazione sanitaria e supporto psicologico, rivolto soprattutto ai pazienti reduci da un infarto o sottoposti a intervento di rivascolarizzazione, sia esso cardiochirurgico sia di angioplastica percutanea; la riabilitazione basata sull'esercizio fisico riduce la mortalità cardiovascolare di circa un quarto rispetto all'assenza di esercizio.
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo: secondo l'Organizzazione mondiale della sanità nel 2022 hanno causato circa 19,8 milioni di decessi, pari a circa il 32% di tutte le morti, l'85% dei quali dovuti a infarto e ictus; oltre tre quarti di questi decessi avvengono nei paesi a basso e medio reddito. In Italia le malattie del sistema circolatorio restano la prima causa di morte, con 222.717 decessi nel 2022, davanti ai tumori. Le malattie di interesse cardiologico più diffuse riguardano le arterie coronarie (cardiopatia ischemica, che da sola è la prima causa di morte nel mondo e la cui espressione più classica è l'infarto del miocardio), i disturbi del ritmo, le malattie delle valvole e quelle del muscolo cardiaco, tutte potenzialmente evolutive verso lo scompenso cardiaco.
Anche i principali filosofi antichi si sono dedicati allo studio della fisiologia cardiaca: Platone affermava che, mentre il fegato forniva le premesse, il cuore e il cervello erano il presupposto necessario per la vita umana; Aristotele affermava che il cuore era fonte di calore e di vita e lo considerava il centro del sistema vascolare e della coscienza, posizione condivisa da medici del IV secolo a.C. come Diocle di Caristo e Prassagora di Cos. Prassagora distingueva inoltre le arterie, che faceva originare dal cuore, dalle vene, che riteneva provenire dal fegato.
Seneca nelle sue lettere descrisse un disturbo che è stato interpretato come un esempio di angina pectoris, anche se è ancora discusso se la descrizione possa invece riferirsi a un episodio di infarto miocardico. I dolori provenienti dal petto e persino il termine angina si trovano anche nei testi di Ippocrate, ma probabilmente si tratta di aggiunte fatte in epoche successive.
Nel III secolo a.C., ad Alessandria, Erofilo ed Erasistrato fecero molte scoperte nel campo dell'anatomia cardiaca anche grazie alla dissezione umana: Galeno attribuì a Erasistrato la scoperta delle valvole cardiache, ed Erasistrato fu il primo medico a riconoscere nel cuore una pompa.
Galeno (II secolo d.C.), le cui concezioni dominarono la medicina occidentale per circa quattordici secoli, riteneva che il sangue passasse dal ventricolo destro al sinistro attraverso minuscoli pori del setto interventricolare; egli negava inoltre che il cuore fosse un muscolo.
Medioevo
Nel Medioevo si pensava che il cuore fosse il generatore delle passioni, ma anche che spiriti maligni potessero impossessarsi di tale organo, causando in questo modo le malattie cardiache. Le dottrine galeniche sul cuore furono riprese anche dalla medicina del mondo islamico, tra gli altri da Avicenna nel Canone. Nel XIII secolo Ibn al-Nafis, nel suo commento all'anatomia del Canone, respinse l'idea galenica dei pori nel setto interventricolare e descrisse il passaggio del sangue dal cuore destro al sinistro attraverso i polmoni (circolazione polmonare); il manoscritto fu riscoperto a Berlino nel 1924.
Età moderna
Posizione del cuore.
L'inizio della cardiologia moderna può essere datato al 1628, quando il medico inglese William Harvey pubblicò il De motu cordis, in cui descriveva la circolazione del sangue. Nel 1733 il religioso e fisiologo inglese Stephen Hales descrisse nell'opera Haemastaticks la prima misurazione diretta, e quindi invasiva, della pressione arteriosa, ottenuta collegando un lungo tubo di vetro all'arteria crurale di una cavalla.
Nel 1816 il medico francese René Laennec inventò lo stetoscopio, che descrisse nel 1819 nel trattato De l'auscultation médiate. Nel 1896 l'internista italiano Scipione Riva-Rocci introdusse lo sfigmomanometro a mercurio con bracciale gonfiabile, che consentiva di misurare la pressione sistolica; nel 1905 il medico russo Nikolaj Korotkov descrisse il metodo auscultatorio, che permise di rilevare anche la pressione diastolica.
XX secolo
Il primo elettrocardiogramma umano fu registrato da Augustus Waller nel 1887; Willem Einthoven sviluppò il galvanometro a corda (1901-1903), rendendo l'elettrocardiografia applicabile in clinica, e per i suoi studi sul meccanismo dell'elettrocardiogramma ricevette nel 1924 il Premio Nobel per la medicina.
Nel 1929 il medico tedesco Werner Forssmann eseguì su se stesso il primo cateterismo cardiaco nell'uomo, facendo avanzare un catetere da una vena del braccio fino al cuore; la tecnica fu poi sviluppata a scopo diagnostico da André Cournand e Dickinson W. Richards, e i tre condivisero il Premio Nobel per la medicina nel 1956.
Il 29 ottobre 1953, a Lund, il cardiologo Inge Edler e il fisico Hellmuth Hertz registrarono il primo ecocardiogramma. L'8 ottobre 1958, all'ospedale Karolinska di Stoccolma, il chirurgo Åke Senning impiantò il primo pacemaker permanente, costruito da Rune Elmqvist, in un paziente con ricorrenti crisi di Adams-Stokes. Nel 1961 Norman Holter descrisse sulla rivista Science la registrazione continua dell'elettrocardiogramma con un apparecchio portatile, metodo che da lui prende il nome. Il 16 settembre 1977 Andreas Grüntzig eseguì a Zurigo la prima angioplastica coronarica percutanea transluminale nell'uomo, atto di nascita della cardiologia interventistica.
Il muscolo cardiaco è un muscolo striato a contrazione involontaria e dotato di automatismo: lo stimolo alla contrazione non proviene dalla volontà ma nasce nel cuore stesso, nel nodo senoatriale, che funge da segnapassi naturale. La frequenza cardiaca è però modulata dal sistema nervoso autonomo: il sistema simpatico la aumenta, mentre il parasimpatico, attraverso il nervo vago, la riduce; anche ormoni come l'adrenalina, la noradrenalina e l'ormone tiroideo la aumentano. Per questo la frequenza varia normalmente in risposta allo sforzo e a stimoli come il dolore o le emozioni. Il Ciclo cardiaco rappresenta il continuo succedersi di contrazioni, definite sistole, e dei relativi rilasciamenti, chiamati diastole. Il sangue venoso arriva dalle vene cave nell'atrio destro e passa al ventricolo destro, che durante la sistole lo spinge attraverso la valvola polmonare nei polmoni; qui, mediante gli scambi gassosi alveolari, cede anidride carbonica e si arricchisce di ossigeno; attraverso le vene polmonari raggiunge quindi l'atrio sinistro e il ventricolo sinistro, che lo spinge nell'aorta e quindi in tutto il corpo (circolazione sistemica).
Malattie cardiovascolari
Le patologie cardiologiche vengono genericamente raccolte sotto il termine di cardiopatia e si distinguono a seconda della sede colpita. Secondo l'OMS le malattie cardiovascolari comprendono, tra le altre, la cardiopatia coronarica, le malattie cerebrovascolari, l'arteriopatia periferica, la cardiopatia reumatica, le cardiopatie congenite, la trombosi venosa profonda e l'embolia polmonare.
L'angina di Prinzmetal, o angina variante, descritta nel 1959, è una forma di angina che insorge tipicamente a riposo e si accompagna a un sopraslivellamento transitorio del tratto ST; è dovuta a uno spasmo delle arterie coronarie. Lo spasmo, tipicamente focale e occlusivo, interessa le arterie coronarie epicardiche, e il dolore risponde prontamente ai nitrati a breve durata d'azione.
Malattie del muscolo cardiaco
Cardiomiopatia: malattia che colpisce direttamente il muscolo cardiaco, con compromissione strutturale e funzionale delle sue pareti non spiegabile da coronaropatia, ipertensione, valvulopatie o cardiopatie congenite; se ne distinguono tre tipi principali, che possono sovrapporsi: dilatativa, con dilatazione delle camere ventricolari, ipertrofica, con ispessimento del muscolo cardiaco, e restrittiva, la forma meno comune. Le classificazioni attuali comprendono anche la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro e la non compattazione del ventricolo sinistro. Le cardiomiopatie sono tra le cause frequenti di insufficienza cardiaca, nota anche come scompenso cardiaco.
Miocardite: infiammazione del miocardio, di solito con necrosi delle cellule muscolari cardiache; può avere cause infettive, più spesso virali in Nord America e in Europa occidentale, o non infettive, come malattie autoimmuni, farmaci, tossine e radioterapia.
Malattie delle valvole cardiache e dell'endocardio
Le valvulopatie comprendono i restringimenti (stenosi) e le incontinenze (insufficienze) delle valvole cardiache e possono essere congenite o acquisite. Nell'anziano la causa più comune di stenosi aortica è la degenerazione calcifica della valvola; la cardiopatia reumatica, conseguenza della febbre reumatica, è ormai rara nei paesi sviluppati ma resta endemica in quelli a basso e medio reddito ed è responsabile di circa il 2% dei decessi cardiovascolari nel mondo.
Endocardite infettiva: infezione del rivestimento interno del cuore (endocardio) e, in genere, delle valvole cardiache; si sviluppa quando batteri presenti nel sangue si impiantano sulle valvole, in particolare se anomale, danneggiate o protesiche.
Malattie del pericardio
Pericardite: infiammazione del pericardio, il più comune disturbo pericardico; può essere causata da infezioni, infarto, traumi, neoplasie o disturbi metabolici, ma è spesso idiopatica e la maggior parte di questi casi è verosimilmente di origine virale.
Tamponamento cardiaco: accumulo di liquido o sangue tra i due foglietti del pericardio, che comprime il cuore e ne ostacola il riempimento; tra le cause vi sono la pericardite acuta, la rottura di un aneurisma aortico, i tumori polmonari avanzati, l'infarto, gli interventi cardiochirurgici e i traumi toracici. La tolleranza dipende dalla velocità di accumulo: un versamento che si forma lentamente può raggiungere anche i 2 litri, mentre un accumulo acuto di oltre 250 ml può essere fatale. È un'emergenza medica che si tratta drenando immediatamente il liquido, in genere con la pericardiocentesi o chirurgicamente; la terapia medica ha solo un ruolo temporaneo.
Aritmie e disturbi della conduzione
Le aritmie sono alterazioni della frequenza, della regolarità o della via di conduzione del battito cardiaco; alcune sono innocue, altre potenzialmente letali, e alcune possono essere del tutto asintomatiche. Nell'adulto a riposo la frequenza cardiaca normale è generalmente compresa tra 60 e 100 battiti al minuto; si parla di tachicardia quando la frequenza supera i 100 battiti al minuto e di bradicardia quando è inferiore a 60, condizione che può essere fisiologica, per esempio negli atleti e durante il sonno. Nei giovani e negli atleti ben allenati è comune una bradicardia sinusale asintomatica di 40-50 battiti al minuto a riposo, e durante il sonno la frequenza può scendere normalmente a 35-40 battiti al minuto. La fibrillazione atriale è l'aritmia più comune nella pratica clinica e l'aritmia sostenuta più diffusa al mondo. Tra le aritmie più frequenti si ricordano:
Le cardiopatie congenite sono malformazioni del cuore e dei grossi vasi già presenti alla nascita, con un'incidenza fino a circa 8 casi ogni 1000 nati vivi (circa 1 su 120), pari a circa 1,35 milioni di neonati ogni anno nel mondo; in alcuni casi si riconosce una causa specifica, come anomalie cromosomiche (per esempio la trisomia 21 o la sindrome di Turner), malattie materne come il diabete o infezioni in gravidanza come la rosolia.
Coartazione aortica: restringimento localizzato del lume dell'aorta, in genere appena oltre l'origine dell'arteria succlavia sinistra, che rappresenta circa il 6-10% delle cardiopatie congenite e colpisce i maschi con frequenza doppia rispetto alle femmine. L'ipertensione arteriosa è frequente anche dopo una correzione precoce ben riuscita, per cui è necessario un controllo per tutta la vita.
Anelli vascolari: insieme di malformazioni dell'arco aortico o dell'arteria polmonare che circondano, completamente o in parte, trachea ed esofago e possono comprimerli. Rappresentano circa il 2% delle malformazioni cardiache congenite e, quando danno sintomi, il trattamento è chirurgico.
Tumori del cuore
I tumori cardiaci primitivi sono rari, con una prevalenza autoptica stimata tra meno di 1 caso su 5.000 e circa 1 su 2.000, e per lo più benigni (circa il 90%); molto più frequenti, da 10 a 40 volte secondo le diverse stime, sono le metastasi cardiache di tumori nati in altri organi, soprattutto nel polmone.
L'ecocardiogramma è l'esame cardine per la diagnosi, spesso integrato dalla risonanza magnetica cardiaca. Negli adulti il mixoma è di gran lunga il più frequente tumore cardiaco primitivo benigno (dal 40-60% a circa il 75% dei casi, secondo le casistiche) e si sviluppa tipicamente nell'atrio sinistro, mentre nei neonati e nei bambini sono più comuni il fibroma e il rabdomioma. Fra i tumori del cuore si ritrovano:
L'arresto cardiaco è la cessazione dell'attività meccanica del cuore con conseguente assenza di circolazione: privando di ossigeno gli organi vitali, se non trattato porta a morte; in una quota significativa di pazienti l'arresto cardiaco improvviso è la prima manifestazione di una cardiopatia. Negli adulti una causa frequente è un'aritmia come la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare, ma la morte improvvisa può avere anche un meccanismo bradiaritmico; senza rianimazione cardiopolmonare il danno cerebrale è probabile se l'arresto dura più di circa 5 minuti e la morte se supera gli 8 minuti, poiché i neuroni tollerano molto poco l'anossia. La rapidità e la corretta esecuzione della rianimazione cardiopolmonare e della defibrillazione sono determinanti per un esito favorevole.
Durante molti interventi di cardiochirurgia si ricorre alla circolazione extracorporea: il cuore viene arrestato temporaneamente e raffreddato mediante la cardioplegia, che ne riduce il consumo di ossigeno e lo protegge dall'ischemia per la durata dell'intervento.
Sintomi e segni clinici
I sintomi sono tutto ciò che viene riferito dalla persona;
I segni clinici vengono evidenziati dai medici attraverso la visita cardiologica e la valutazione degli esami.
Principali
Dispnea: respirazione spiacevole o fastidiosa, che varia di intensità fino a rendere molto difficile la normale respirazione. Nelle persone affette da scompenso cardiaco la dispnea è legata all'accumulo di liquido nei polmoni e si presenta spesso come ortopnea o dispnea parossistica notturna; nell'ischemia miocardica può derivare dall'aumento acuto della pressione di riempimento del ventricolo sinistro. Si parla di dispnea cronica quando il sintomo persiste da più di un mese.
Dolore toracico: è la modalità di presentazione più comune di malattie potenzialmente letali come la cardiopatia ischemica e le sindromi aortiche acute. Il malessere anginoso è descritto più spesso come un senso di peso o di oppressione che come un vero dolore e può irradiarsi alla spalla e al braccio sinistro, alla schiena, alla gola, alla mandibola e ai denti; un dolore che dura più di 20 minuti o compare a riposo deve far sospettare una sindrome coronarica acuta. Il dolore toracico può associarsi a forme diverse dall'angina da sforzo, come l'angina instabile o l'angina variante di Prinzmetal.
Cianosi: colorazione bluastra o grigiastra della cute dovuta a un'insufficiente ossigenazione del sangue; può essere causata da gravi malattie polmonari o cardiache, tra cui le malformazioni con shunt che fanno giungere sangue non ossigenato nella circolazione sistemica. Si distingue una cianosi "centrale", da ridotta saturazione del sangue arterioso (per esempio negli shunt cardiaci destro-sinistro e nelle gravi pneumopatie), e una cianosi "periferica", da aumentata estrazione di ossigeno nei tessuti per rallentamento del flusso (per esempio da bassa portata cardiaca o vasocostrizione da freddo). La cianosi centrale, che si apprezza meglio a livello delle vene sotto la lingua, è sempre un reperto significativo e indica una saturazione di ossigeno dell'85% o inferiore.
Sincope cardiaca: perdita di coscienza transitoria dovuta a ipoperfusione cerebrale globale, a esordio rapido, di breve durata e con recupero spontaneo completo; la sincope che compare durante lo sforzo suggerisce un ostacolo allo svuotamento cardiaco, come nella stenosi aortica o nella cardiomiopatia ipertrofica, o un'aritmia indotta dallo sforzo, mentre la presenza di sintomi premonitori come nausea, sudorazione, sbadigli e offuscamento della vista orienta verso una sincope vasovagale.
Palpitazione: percezione dell'attività del proprio cuore, avvertita come battito accelerato, irregolare o "mancante"; può comparire in assenza di cardiopatia o derivare da aritmie potenzialmente letali, e per la diagnosi è fondamentale registrare il ritmo all'ECG durante i sintomi.
Edema: aumento del liquido interstiziale nei tessuti, la cui localizzazione aiuta a comprenderne le cause; l'insufficienza cardiaca ne è una causa frequente e in tal caso si associa spesso a dispnea da sforzo, ortopnea e dispnea parossistica notturna. Quando l'edema diventa generalizzato, con infiltrazione del sottocutaneo e versamento nelle cavità sierose, si parla di anasarca, quadro di notevole gravità.
Secondari
Tosse: sintomo comune a moltissime patologie anche non cardiache; consiste in un'espirazione esplosiva utile a liberare le vie aeree da secrezioni e corpi estranei e, fra le cause cardiologiche, è un sintomo dello scompenso cardiaco: nella forma acuta, con edema polmonare, può accompagnarsi a espettorato schiumoso rosato, mentre nella forma cronica la tosse notturna è un sintomo spesso trascurato.
Emottisi, ovvero l'emissione di sangue con la tosse; molte sono le cause che possono provocarla e un'adeguata anamnesi spesso riesce a individuare quella corretta.
L'esame obiettivo in cardiologia è un esame fisico della persona compiuto dall'esaminatore (cardiologo) usando tatto, vista e udito, per cercare segni patognomonici di malattia o segni anomali; nonostante le più moderne tecnologie, rimane uno degli esami essenziali in cardiologia.
Vista
In cardiologia l'osservazione generale del corpo può risultare essenziale per la diagnosi: l'osservazione degli arti, per esempio, può far riconoscere la sindrome di Holt-Oram, caratterizzata da anomalie scheletriche degli arti superiori associate, in circa il 75% dei casi, a difetti cardiaci, soprattutto dei setti. Oltre all'ispezione del torace, l'osservazione dell'aspetto generale del paziente può rivelare molti segni utili: per esempio, gli xantelasmi palpebrali devono far sospettare un'iperlipidemia familiare, e la piega diagonale del lobo dell'orecchio si associa a un aumentato rischio di cardiopatia ischemica.
Tatto
Con la palpazione il medico valuta il polso venoso giugulare e i polsi arteriosi (carotideo, radiale, femorale, popliteo, pedidio e altri), confrontandoli sui due lati del corpo per verificare l'efficacia e la simmetria del flusso sanguigno. La palpazione del polso radiale consente una rapida valutazione della frequenza e del ritmo cardiaco, mentre il tempo di riempimento capillare, misurato dopo aver premuto sul letto ungueale, è un buon indice del flusso sanguigno periferico.
Udito
Un moderno stetoscopio
Il cardiologo usa l'udito nell'esame obiettivo attraverso i suoi strumenti tipici:
Fonendoscopio, derivato dall'antico stetoscopio (il primo strumento con diaframma rigido, detto appunto fonendoscopio, fu introdotto da Bianchi nel 1894), è il mezzo con cui si auscultano il cuore e i suoni di apertura e chiusura delle valvole. I fonendoscopi moderni permettono di scegliere tra il diaframma, con cui si ascoltano meglio i suoni acuti, e la campana, da appoggiare con una pressione minima, adatta ai suoni di bassa frequenza. Con il diaframma si apprezzano quindi il primo e il secondo tono, i click e gli schiocchi di apertura, con la campana i toni di bassa frequenza come il terzo e il quarto tono.
Sfigmomanometro, strumento che misura la pressione arteriosa massima (sistolica) e minima (diastolica): il bracciale gonfiabile occlude temporaneamente l'arteria brachiale e, durante lo sgonfiaggio, si auscultano con il fonendoscopio i toni di Korotkov: la loro comparsa (fase I) corrisponde alla pressione sistolica, la loro scomparsa (fase V) alla diastolica. Esistono bracciali di diverse misure, poiché un bracciale non adatto alla circonferenza del braccio può dare misurazioni inesatte. È preferibile misurare la pressione al braccio, adattando le dimensioni del bracciale e della camera d'aria alla sua circonferenza.
Esami
Come in tutte le branche mediche, in cardiologia si ricorre a numerosi esami, suddivisi in invasivi e non invasivi a seconda che richiedano o meno un accesso venoso o arterioso al paziente: un esempio del primo tipo è l'angiografia, del secondo l'ecocardiogramma.
L'anamnesi non si può definire un esame medico, ma grazie alle informazioni raccolte risulta essere il primo insostituibile approccio al paziente, per orientarsi sulla possibile diagnosi e scegliere quali esami richiedere.
L'elettrocardiografia, o elettrocardiogramma (ECG), ha lo scopo di rappresentare graficamente l'attività elettrica generata dal cuore nel tempo; nonostante i progressi della diagnostica, resta l'esame strumentale più classico e semplice nell'approccio al paziente cardiopatico. L'esame è in uso da oltre un secolo: dopo la prima registrazione di Waller (1887), Einthoven ne rese possibile l'impiego clinico con il galvanometro a corda e ne standardizzò la registrazione con il sistema di tre derivazioni periferiche. Il primo trattato di elettrocardiografia italiano, che getta le basi dell'interpretazione clinica dell'ECG, fu pubblicato nel 1948 da Daniele Sibilia.
Oltre alla sua forma classica esiste l'elettrocardiografia dinamica ambulatoriale, detta anche "Holter", che registra l'ECG in modo continuo per 24-48 ore mentre il paziente svolge le normali attività quotidiane, e viene utilizzata per documentare la causa di sintomi come le palpitazioni, correlandoli con il tracciato; per monitoraggi più lunghi si usano registratori di eventi (fino a un mese) o registratori impiantabili sottocutanei (loop recorder), la cui batteria dura alcuni anni.
Ecocardiografia
L'ecocardiografia, ovvero l'ecografia del cuore, utilizza ultrasuoni per ottenere immagini in movimento del cuore e dei grossi vasi. Un trasduttore contenente cristalli piezoelettrici emette un fascio di ultrasuoni e ne riceve gli echi riflessi dalle strutture cardiache: dal tempo impiegato dall'eco per tornare si ricava la distanza della struttura che lo ha generato, e l'immagine viene visualizzata su uno schermo. Insieme all'ECG e alla radiografia del torace, è l'esame di più largo impiego in cardiologia. Le principali tecniche sono:
Ecocardiografia con mezzo di contrasto: i mezzi di contrasto ecografici a microbolle migliorano la qualità delle immagini, a riposo e sotto stress, nella valutazione della funzione ventricolare sinistra e dell'ischemia; sono impiegati anche per studiare la perfusione miocardica.
Ecocardiografia transesofagea: si effettua inserendo nell'esofago, attraverso la bocca, una sonda dotata di un trasduttore a ultrasuoni; è usata quando lo studio transtoracico è tecnicamente difficile, per esempio nei pazienti obesi o con broncopneumopatia cronica ostruttiva, ed è particolarmente sensibile nella ricerca di trombi nelle cavità cardiache e nello studio delle valvole e dell'aorta. Le immagini sono acquisite secondo proiezioni standardizzate.
Ecocardiografia da sforzo (o da stress): si effettua durante uno sforzo fisico oppure, se la persona non può compierlo, con farmaci come la dobutamina e il dipiridamolo, per evidenziare un'ischemia miocardica o identificare il miocardio ancora vitale. È utilizzata anche per la valutazione prognostica e, dopo un infarto, per la stratificazione del rischio.
L'ecocardiografia sfrutta inoltre l'effetto Doppler per studiare il flusso del sangue, ricavando la velocità del sangue e dei tessuti dalla variazione di frequenza degli ultrasuoni riflessi. Combinata con l'immagine bidimensionale (ecografia duplex o eco-color-Doppler), l'ecografia Doppler è spesso il primo esame nello studio delle arterie periferiche e si usa anche per le vene, per esempio per confermare la diagnosi di varici.
Altri esami
Test da sforzo
Radiografia del torace: è stata uno dei primi esami utilizzati in cardiologia e, nonostante la diffusione dell'ecocardiografia, resta un importante esame diagnostico iniziale nel paziente con sospetta cardiopatia.
Scintigrafia cardiaca, o Imaging cardiaco con radionuclidi: le tecniche con radioisotopi permettono di studiare la perfusione del miocardio (in particolare con il tallio-201) e la funzione e la contrattilità ventricolare (con il tecnezio-99m).
Risonanza magnetica cardiaca: è impiegata nello studio della funzione e della perfusione del muscolo cardiaco, delle malattie dell'aorta e del pericardio, dei tumori cardiaci, delle insufficienze valvolari e delle cardiopatie congenite complesse; è considerata l'esame di riferimento (gold standard) per la misura dei volumi, della massa e della funzione dei ventricoli.
Il cateterismo cardiaco consiste nel far avanzare un catetere flessibile attraverso vasi venosi o arteriosi fino al cuore e ai grossi vasi; permette misurazioni, prelievi bioptici ed esami elettrofisiologici e, con l'iniezione di un mezzo di contrasto, la visualizzazione radiologica delle cavità cardiache e delle coronarie. La coronarografia, eseguita in sala di cateterismo, resta l'esame di riferimento per lo studio delle arterie coronarie epicardiche. Durante la coronarografia è spesso possibile dilatare le stenosi coronariche con un catetere a palloncino (angioplastica), in genere con l'impianto di uno stent, tecnica che in molti casi rappresenta un'alternativa al bypass chirurgico. L'impianto di pacemaker e di defibrillatori impiantabili consente di trattare le anomalie della formazione o della conduzione dell'impulso elettrico e le tachiaritmie ventricolari.
Il termine sindrome indica un insieme di sintomi e segni associati a un unico processo morboso, che nel loro complesso costituiscono il quadro di una malattia. In campo cardiologico si possono elencare diverse manifestazioni riconducibili a questa definizione:
Diversa dalle altre è la sindrome metabolica, che non è una malattia cardiaca in senso stretto ma un insieme di condizioni che aumentano il rischio cardiovascolare: eccesso di grasso addominale, ipertensione arteriosa, alterata glicemia a digiuno o insulino-resistenza e dislipidemia; la presenza di tre o più di queste condizioni ne definisce la diagnosi. La terminologia e i criteri diagnostici restano peraltro oggetto di discussione.
Farmaci
Tra i farmaci di base che dovrebbero essere disponibili per i pazienti con malattie cardiovascolari l'OMS indica l'aspirina, i betabloccanti, i calcioantagonisti, gli ACE-inibitori, i diuretici e le statine.
I farmaci antiaritmici sono tradizionalmente suddivisi, secondo la classificazione di Vaughan Williams, in quattro classi principali in base al loro effetto elettrofisiologico prevalente:
Classe I: bloccanti dei canali del sodio ("stabilizzanti di membrana"), a loro volta suddivisi nelle sottoclassi Ia, Ib e Ic in base all'effetto sul potenziale d'azione.
Classe II: betabloccanti. Il loro uso a lungo termine dopo un infarto miocardico acuto riduce la mortalità di circa il 25%; costituiscono inoltre una categoria importante di farmaci per gli ipertesi. La loro sospensione deve essere graduale: negli ipertesi l'interruzione recente dei betabloccanti è stata associata a un aumento transitorio del rischio di eventi coronarici.
Classe III: farmaci che prolungano la durata del potenziale d'azione e la refrattarietà, agendo principalmente sui canali del potassio (per esempio l'amiodarone, che possiede peraltro anche proprietà di tutte le altre classi).
Classe IV: calcio antagonisti non diidropiridinici (come verapamil e diltiazem), che deprimono i potenziali d'azione calcio-dipendenti nei tessuti a conduzione lenta.
Ecco l'elenco dettagliato delle principali categorie di farmaci utilizzate e dei relativi principi attivi.
Negli ultimi decenni la concentrazione delle competenze ha portato alla creazione di unità di terapia intensiva coronarica, unità per il dolore toracico e centri cardiovascolari dedicati. L'assistenza cardiologica ospedaliera si articola in genere in:
Servizio di cardiologia, il reparto base, che presta servizio ambulatoriale e di consulenza per i ricoverati di altri reparti.
Cardiologia di degenza, dove vengono ricoverati i pazienti meno gravi; la maggior parte dei reparti di degenza cardiologica e delle unità coronariche dispone di un sistema di monitoraggio elettrocardiografico continuo.
Unità di terapia intensiva coronarica (UTIC), il reparto intensivo specializzato di cardiologia, nel quale vengono monitorati, tra gli altri, i pazienti con sindrome coronarica acuta.
Sala di emodinamica, ambiente sterile dove vengono effettuati esami e procedure quali la coronarografia e l'angioplastica.
Esistono numerose riviste di cardiologia; la maggior parte di quelle a diffusione internazionale è pubblicata in lingua inglese. Fra esse si ricordano:
Circulation
Journal of the American College of Cardiology
American Journal of Cardiology
American Heart Journal
International Journal of Cardiology
European Heart Journal (rivista della European Society of Cardiology)
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↑Mirko D Grmek, Storia del pensiero medico occidentale, Milano, Laterza, 2007, p.285, ISBN978-88-420-8403-7..
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