Gratiola

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Gratiola
Gratiola pedunculata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaPlantaginaceae
TribùGratioleae
GenereGratiola
L., 1753
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineScrophulariales
FamigliaScrophulariaceae
GenereGratiola
Specie

Gratiola L., 1753 è un genere di piante erbacee o arbustive della famiglia delle Plantaginacee.

Etimologia

Il nome del genere deriva dalla parola latina "gratia" (= gradevolezza, piacevolezza, amabilità) con riferimento alle qualità medicinali delle piante di questo genere.

Il nome scientifico è stato definito da Linneo (1707 – 1778), il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 1: 17" del 1753.

Descrizione

Il portamento
Gratiola amphiantha
Le foglie
Gratiola japonica
Infiorescenza
Gratiola officinalis
I fiori
Gratiola peruviana

Queste piante non sono molto alte. In genere la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Sono presenti anche specie a ciclo biologico annuale, altre sono succulente. La superficie può essere glabra o viscido-pubescente.

Radici

Le radici normalmente sono secondarie da rizoma.

Fusto

La parte sotterranea del fusto può consistere in un rizoma; quella epigea in genere ha un portamento da prostrato a ascendente oppure è eretta. La sezione del fusto è quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici.

Foglie

Le foglie sono in genere sessili e lungo il caule hanno una disposizione opposta. La lamina ha una forma da lineare-lanceolata a ovoide con base tronca e apice acuto. I margini sono dentellati (i dentelli sono arrotondati). Le nervature sono 3 o 5 longitudinali.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono formate da fiori solitari, distintamente pedicellati e posizionati all'ascella delle foglie superiori. In genere sono presenti due bratteole di tipo fogliaceo alla base del calice.

Fiore

X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.

Frutti

I frutti sono delle capsule da globose a obcuneate a base quadrata con 4 valve a deiscenza loculicida e setticida (si separano dall'asse placentale). I semi sono numerosi con teste colorate di nero o marrone scuro, con superfici striate e con coste longitudinali (con reticoli trasversali).

Biologia

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti quali imenotteri, lepidotteri o ditteri (impollinazione entomogama), ovvero tramite il vento (impollinazione anemogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

La distribuzione delle specie di questo genere è nordamericana, europea e asiatica (verso l'area tropicale anche a quote alte). L'habitat preferito sono le zone umide che si trovano nelle regioni temperate.

Solamente una specie di questo genere presente sul territorio italiano si trovano anche sulle Alpi. Qui di seguito sono elencati alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione di questa specie:

Comunità vegetale: delle macro- e delle megaforbie terrestri.
Piani vegetazionali: collinare e montano.
Substrato: sia calcareo che siliceo.
Livello pH: neutro.
Livello trofico: medio.
Umidità ambientale: bagnata.
Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i prati umidi e le palustri, ma anche le rive dei corsi d'acqua.
Zona alpina: più o meno tutto l'arco alpino.

Tassonomia

La famiglia Plantaginaceae comprende 12 tribù, 105 generi e oltre 1 800 specie.

Il numero cromosomico delle specie del genere è: 2n = 16 e 32.

Specie

Per questo genere sono riconosciute valide le seguenti specie:

Filogenesi

Cladogramma del genere

Storicamente questo genere ha fatto parte della famiglia Scrophulariaceae (secondo la classificazione ormai classica di Cronquist). In seguito è stato descritto anche all'interno della famiglia Veronicaceae. Attualmente con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) è stato assegnato alla famiglia delle Plantaginacee, sottofamiglia Gratioloideae (Benth.) Luerss., tribù Gratioleae Benth. e sottotribù Gratiolinae Benth..

All'interno della famiglia il genere Gratiola insieme a tutti gli altri generi della sottofamiglia Gratioloideae occupa, da un punto di vista filogenetico, una posizione "basale" (ossia sono stati i primi gruppi ad evolversi della famiglia Plantaginaceae circa 66 - 42 milioni di anni fa).

Recenti studi di tipo filogenetico sul DNA delle specie del genere Gratiola hanno dimostrato che il genere è monofiletico (Gratiola s.l.) se si includono i generi monotipo Amphianthus pusillus Torr., Fonkia uliginosa Phil., Sophronanthe hispida Benth. e Tragiola pilosa (Michx.) Small & Pennell. Gratiola è inoltre vicino (filogeneticamente) alle specie dei generi Hydrotriche e Limnophila del Vecchio Mondo attualmente descritti all'interno della sottotribù Dopatriinae considerata "gruppo fratello" della sottotribù Gratiolinae. Gli stessi studi hanno individuato, all'interno del genere, quattro cladi principali: "Diandrae", "Gratiola", "Nibora" e "Sophronanthe" che in gran parte corrispondono alle principali regioni biogeografiche nelle quali sono distribuite le specie di questo genere.

Il clade 1 "Sophronanthe" è fortemente supportato come gruppo monofiletico ed è in posizione "basale" e quindi "gruppo fratello" del resto del genere. Le sinapomorfie di questo gruppo sono: un particolare tipo di radici (a chioma), la presenza di svernamenti, rami rigidi, indumento irsuto non ghiandolare, foglie rigide con margini revoluti e ispessiti, facce papillose delle foglie, dimensioni non uniformi dei sepali dei calici, teche parallele e antere orientate verticalmente, il tessuto connettivo delle antere non dilatato, valvole delle capsule dei frutti indurite e bifide e infine semi con pareti radiali sottili e pareti tangenziali con diverse creste sinuose.

Anche il calde 2 Diandrae è supportato fortemente. Le specie di questo gruppo sono caratterizzate da un ciclo biologico annuo con stature in genere basse, radici fibroso-carnose, foglie con ghiandole e semi a forma ovoide e pareti tangenziali lisce sovrastante uno strato reticolato a nido d'ape.

Il clade 3 Nibora è "gruppo fratello" al clade Gratiola, "core" del genere. Le caratteristiche morfologiche condivise tra le specie di questo gruppo sono: spessi fusti succulenti con superfici glabre, radici fibroso-carnose, pedicelli corti e morbidi, capsule con forme globose a pareti sottili e semi con forme cilindrico-lineari.

Il clade 4 Gratiola è il "core" del genere e il gruppo più numeroso di specie. Al suo interno si possono individuare 7 sottocladi: Gratiola aurea, Gratiola officinalis, Gratiola peruviana, Gratiola nana, Gratiola pedunculata, Gratiola pubescens e Gratiola latifolia. Questi raggruppamenti non sono ancora risolti filogeneticamente per cui formano un ramo politotomico (diversi raggruppamenti sono stati fatti sulla condivisione di alcuni caratteri morfologici).

Tabella di dettaglio del genere:

CladeSubcladeSpecieDistribuzione geografica
Clade 1 "Sophronanthe"G. pilosa G. hispidaStati Uniti
Clade 2 "Diandrae"G. flava G. neglecta G. floridana G. quartermaniae G. graniticola G. ebracteata G. heterosepala G. oresbia G. amphianthaNord America, Messico e Guatemala
Clade 3 "Nibora"G. virginiana G. japonica G. griffithiiAmerica e Asia
Clade 4 "Gratiola" Gratiola peruvianaG. peruviana G. uliginosa G. bogotensis G. uruguayensisSud America
Gratiola latifoliaG. latifolia G. sexdentata G. nana (alcune sottospecie)Australia, Tasmania e Nuova Zelanda
Gratiola pubescensG. pubescensAustralia e Tasmania
Gratiola nanaG. nana (alcune sottospecie) G. concinnaTasmania e Nuova Zelanda
Gratiola officinalisG. officinalis G. linifoliaEurasia
Gratiola aureaG. aurea G. viscidula G. brevifolia G. ramosaNord America
Gratiola peduncolataG. pedunculata G. pumiloAustralasia

Nota: nella tabella precedente non è inserita la specie Gratiola mauretanica recentemente ritrovata.

Specie spontanee dell'Europa

Nell'areale europeo e del Mediterraneo sono presenti le seguenti specie:

Specie spontanee italiane

Una sola specie di questo genere è presente sul territorio italiano:

Note

  1. 1 2 (EN) Gratiola, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 06/08/2025.
  2. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 22 febbraio 2017.
  3. ↑ David Gledhill 2008, pag. 184.
  4. ↑ BHL, su Biodiversity Heritage Library. URL consultato il 6 luglio 2018.
  5. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 6 luglio 2018.
  6. 1 2 3 4 Kadereit 2004, pag. 385.
  7. 1 2 Judd et al 2007, pag. 493.
  8. ↑ Strasburger 2007, pag. 852.
  9. 1 2 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 524.
  10. 1 2 Motta 1960, vol. 2, pag. 363.
  11. 1 2 AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 184.
  12. ↑ eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 6 luglio 2018.
  13. ↑ Musmarra 1996.
  14. ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 522.
  15. 1 2 Estes 2008, Abstract.
  16. ↑ (EN) D.C. Albach, H.M. Meudt and B. Oxelman, Piecing together the "new" Plantaginaceae, in American Journal of Botany, 92(2), 2005, pp. 297-315.
  17. ↑ (EN) Accepted genera of Plantaginaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 27 luglio 2025.
  18. 1 2 3 (EN) Plantaginaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 27 luglio 2025.
  19. ↑ Albach et al 2005.
  20. ↑ Olmstead 2012.
  21. ↑ Estes 2008, pag. 96.
  22. ↑ Estes 2008, pag. 97.
  23. 1 2 Estes 2008, pag. 100.
  24. ↑ Estes 2008, pag. 16.
  25. ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato l'8 luglio 2018.

Bibliografia

Altri progetti

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