| Loano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Luca Lettieri (lista civica di centro-destra Per Loano) dal 4-10-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°07′44.41″N 8°15′35.36″E |
| Altitudine | 7 m s.l.m. |
| Superficie | 13,48 km² |
| Abitanti | 10 684 (31-5-2026) |
| Densità | 792,58 ab./km² |
| Frazioni | Verzi |
| Comuni confinanti | Bardineto, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Giustenice, Pietra Ligure |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 17025 |
| Prefisso | 019 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 009034 |
| Cod. catastale | E632 |
| Targa | SV |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona C, 1 337 GG |
| Nome abitanti | loanesi |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 24 giugno |
| Soprannome | Isola del Ponente |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Loano ( AFI: /loˈano/; Löa o Lêua o Lœa o Loàn, in ligure /ˈløːa/) è un comune italiano di 10 684 abitanti della provincia di Savona in Liguria. Fa parte dell'area geografica della Riviera delle Palme.
Il territorio di Loano è situato sulla costa della Riviera delle Palme, alla foce del torrente Nimbalto, fra i comuni di Pietra Ligure e Borghetto Santo Spirito.

Il clima è temperato di tipo mediterraneo. Rispetto ad altre località del Savonese, il clima di Loano è molto favorevole, in quanto la zona è meno esposta ai venti provenienti dai quadranti settentrionali.
La sua posizione, protetta da un arco di montagne di cui la più alta è il monte Carmo (1389 m), fa sì che Loano possa godere di una situazione climatica particolarmente favorevole, peculiare, dal momento che il territorio loanese risulta molto più riparato dai freddi venti di tramontana rispetto ai territori limitrofi, situazione che rende il clima più simile a quello del Ponente estremo (Sanremo, Bordighera, Ospedaletti). In virtù delle sue caratteristiche climatiche, oltre che per la peculiarità della sua storia antica di feudo della famiglia Doria, Loano può essere considerata come un'isola: "isola del Ponente".
| LOANO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 11,2 | 12,3 | 14,5 | 17,2 | 20,8 | 24,6 | 28,0 | 27,9 | 24,8 | 20,7 | 15,3 | 12,1 | 11,9 | 17,5 | 26,8 | 20,3 | 19,1 |
| T. media (°C) | 7,0 | 8,0 | 10,2 | 12,9 | 16,4 | 20,0 | 22,9 | 22,8 | 20,1 | 16,2 | 11,3 | 8,0 | 7,7 | 13,2 | 21,9 | 15,9 | 14,7 |
| T. min. media (°C) | 2,8 | 3,7 | 5,9 | 8,7 | 12,1 | 15,5 | 17,9 | 17,8 | 15,4 | 11,7 | 7,3 | 4,0 | 3,5 | 8,9 | 17,1 | 11,5 | 10,2 |
| Precipitazioni (mm) | 83 | 83 | 84 | 77 | 66 | 39 | 20 | 45 | 65 | 112 | 98 | 74 | 240 | 227 | 104 | 275 | 846 |

Di origini preromane (sono recenti i ritrovamenti preistorici presso il colle di San Damiano e preromani presso l'attuale città vecchia), durante l'epoca romana il territorio loanese era costellato da ville anche di un certo rilievo; un mosaico romano di età imperiale è visibile presso il piano nobile di palazzo Doria.
Nell'VIII secolo per donazione carolingia il territorio denominato Lovenis (corrispondente al primo toponimo loanese) fu donato al monastero benedettino di San Pietro in Varatella (Toirano) che fondarono nei pressi del porto la chiesa-santuario di Nostra Signora di Loreto.
Nel corso dei secoli XI-XII fu dominio vescovile della vicina Albenga e durante l'episcopato di Lanfranco Dinegro (1263) il territorio di Loano fu investito ad Oberto Doria che come vassallo dotò il feudo, ancora sviluppato lungo le pendici dell'entroterra per paura delle sempre più frequenti scorrerie dei pirati, di autonomia giuridica e amministrativa e, soprattutto, non soggetto alle dipendenze di una Repubblica di Genova che iniziò da tale secolo la sua espansione territoriali verso il ponente ligure. Intorno al 1300 fu il nuovo signore Raffo Doria, figlio di Oberto, a concedere ai capi famiglia del Poggio nuovi spazi terrieri più verso la costa dove, nel tempo, cominciarono a sorgere nuovi nuclei urbani e attività commerciali e manifatturieri.


La dominazione doriesca su quella che di fatto fu un'autonoma contea perdurò per tutto il XV secolo e nel 1505 il principe Corrado III Doria vendette al conte Gian Luigi Fieschi "il vecchio" la proprietà feudale su Loano - confermata con il diploma imperiale del 1514 di Carlo V - che rimase nelle mani della famiglia dei Fieschi di Lavagna, pur dimorando raramente nel territorio loanese, fino alla metà del XVI secolo. A seguito della congiura dei Fieschi nel 1547, l'imperatore tolse loro il feudo ponendolo sotto la giurisdizione del governatore di Milano prima ed infeudandolo successivamente ad Andrea Doria. Iniziò così vita la lunga signoria della famiglia sulla città, che sarebbe durata fino al 1737.
Con l’acquisizione da parte di questo altro ramo della famiglia Doria, cambiò radicalmente il ruolo che Loano ebbe all’interno del contesto ligure. Essa infatti, da base militare per il controllo del territorio, spesso attraversato da lotte di fazioni, divenne un possedimento di prestigio, una residenza estiva per i Doria, ora inseriti nell’entourage della corte imperiale. Le strutture difensive della città tuttavia non vennero meno, anzi esse acquisirono una funzione cerimoniale nel rappresentare il simbolo della potenza militare del feudatario.
Alla morte di Andrea Doria nel 1560 la signoria su Loano passò al nipote Pagano (1544-1574) che tuttavia non si occupò direttamente della gestione del feudo, in quanto impegnato sia in attività militari, sia nella causa giudiziaria relativa ad alcuni feudi, lasciatigli in eredità da Andrea Doria. Mentre il possesso di Loano non fu mai messo in discussione, su altri possedimenti gravava l’accusa di usurpazione, il nuovo Conte dovette quindi adoperarsi per il recupero dei feudi confiscati e occupati dal governatore di Milano. Nell’ottobre 1571, dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto, Pagano decise di entrare nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e donò al fratello Giovanni Andrea i feudi in suo possesso. Il fratello tuttavia rinunciò alla donazione di Pagano e, in seguito ad un compromesso tra i due, i feudi vennero venduti alla madre Ginetta Centurione che, all’eventuale morte di Pagano senza figli, li avrebbe ceduti a Giovanni Andrea. Pagano sarebbe morto nel 1574 durante la difesa della Goletta a Tunisi; come da accordi gli succedette il fratello Giovanni Andrea (1575-1606) che fece di Loano la sua residenza estiva.

Fu con Giovanni Andrea Doria che iniziarono i disegni, condivisi dalla moglie Zenobia del Carretto, per la trasformazione del borgo in una città imperiale e ideale dotata di una forte impronta classicista. Questo progetto prevedeva la costruzione e la rifondazione di numerosi edifici, molti dei quali perduti. A importanti lavori che riguardarono l’ospedale, la stamperia, il monte di pietà e la polveriera, si affiancarono opere di canalizzazione idrica (con lavori all’acquedotto e la creazione di un pozzo urbano) e la rifondazione di chiese extraurbane. Altri interventi riguardarono la zecca – a Loano, infatti, i Doria godevano del diritto di battere moneta. Le attività di costruzione e rifondazione furono accompagnate dall’introduzione di numerosi ordini secolari, volti ad arricchire il feudo anche dal punto di vista religioso. Gli interventi più importanti a livello urbanistico riguardarono la trasformazione della vecchia rocca vescovile in una villa extraurbana, la realizzazione del castello, la costruzione del palazzo Doria e l’edificazione della chiesa di Sant’Agostino (eretta tra il 1588 e il 1598). Il processo di rinnovamento non fu solamente di natura architettonica: nel 1602 infatti la città fu dotata di nuovi statuti civili e criminali, che portarono ad un inasprimento dell’azione penale e al rafforzamento giuridico del ruolo del feudatario imperiale. Il figlio e successore di Giovanni Andrea, Andrea II (1606-1612), proseguì le operazioni del padre, riqualificando parte del borgo, ad esempio attraverso la costruzione del Palazzo del Comandante, e portando a termine la costruzione del Convento di Monte Carmelo, il cui cantiere, iniziato nel 1602, terminò nel 1609. A conferma delle attività volte all’arricchimento del contesto religioso, in questa struttura, si tennero i primi stati generali dell’ordine carmelitano. Il convento inoltre fu oggetto di una scelta importante e simbolica: esso infatti sarebbe stato il luogo di sepoltura del Conte e dei successori, come stabilito nel testamento dello stesso Andrea II.
Alla morte del sovrano seguì un periodo particolarmente complesso per la successione; il figlio e futuro conte, Giovanni Andrea era infatti ancora minorenne. Si aprì il periodo di reggenza della madre Giovanna Colonna ma il giovane erede Doria non riuscì mai a prendere possesso della contea, dato che morì prematuramente nel 1618.
Il possesso di Loano passò al fratello, Pagano, che assunse il nome di Giovanni Andrea II e fu Signore della città dal 1618 al 1640. Fu lui che tra il 1633 e il 1637 decise di edificare la nuova e attuale parrocchiale, mentre il vecchio edificio venne trasformato nella sede della confraternita di Nostra Signora del Rosario alle Cappe Turchine. La nuova chiesa fu arricchita con decorazioni pittoriche da parte di molti artisti del genovesi del Seicento tra cui Giovanni Andrea Ansaldo, Orazio de Ferrari, Luciano Borzone, Domenico Fiasella e Giovanni Domenico Cappellino. L’attenzione mostrata nella realizzazione della chiesa mirava a superare il disegno della precedente sede, la cui struttura era ritenuta troppo banale dal Conte, armonizzandola con gli altri edifici voluti dai predecessori. La signoria di Giovanni Andrea II non ebbe altri eventi di rilievo ad eccezione della breve occupazione sabauda nel 1625, del sacco saraceno di Ceriale (a poca distanza di Loano) nel 1637 e del suicidio del poeta Antonio Ricciardi, segretario del principe Doria, accusato di truffa.
Con il successore, Andrea III (1640-1654), si ebbe una ripresa dell’attività religiosa con la congregazione generale degli agostiniani, tenutasi nel 1644 nella chiesa di Sant’Agostino e con la fondazione, fuori dalle mura cittadine, della chiesa e del convento dei Santi Antonio e Francesco ai Cappuccini, nel 1650.
La dominazione Doria su Loano come feudatari imperiali, si concluse con il lungo regno di Giovanni Andrea Doria III (1654-1737), caratterizzato, in un primo momento, dalla reggenza della madre Violante Lomellini. In questo periodo, ad eccezione dell’ampliamento del Santuario di Loreto (sede dei turchini e dei cappuccini) come voto dopo la fine della peste del 1657, gli altri interventi seguirono una logica di conservazione della struttura della città.
Con il trattato dell'Aia del 1720, Carlo VI d'Asburgo determinò la nascita del Regno di Sardegna dei Savoia: al re di Sardegna spetteranno i feudi imperiali nel Ponente ligure, tra cui Loano nel 1737. Il sovrano sabaudo, tuttavia, la sub-infeudò nuovamente alla famiglia doriesca. Con le costituzioni caroline del 1770 cessarono i diritti feudali vantati dalla famiglia e il dominio diretto passò allo stato piemontese, di cui seguì le sorti durante il periodo napoleonico e dopo la restaurazione.
La battaglia di Loano (1795)

Il 23 novembre 1795 fu il giorno dell'inizio della battaglia di Loano avvenuta fra l'esercito francese contro quello austro-sardo che, con la vittoria dei soldati napoleonici, aprì la strada al generale Napoleone verso il nord Italia, una vittoria così importante da essere ricordata ancora, a Parigi, sull'Arco di Trionfo.

Con la dominazione francese il territorio di Loano rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento della Maremola, con capoluogo Pietra, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del III cantone, con capoluogo Pietra, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VI cantone della Maremola nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, il territorio di Loano dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.
Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VII mandamento omonimo del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.
Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1878 quando gli fu unito il soppresso comune di Verzi Pietra.
Loano oltre che rinomata per essere stato il luogo che ha fornito ammiragli come detto in precedenza ha anche formato moltissimi palombari, questa località rivierasca ha visto nascere numerosi futuri comandanti d’alto rango e da famiglie titolate di varie epoche (dai Doria al XX secolo) tutti inseriti storicamente nelle glorie della marineria italiana sia militare che civile: dal passato emergono i giganti come Pietro e Andrea Doria ai quali si congiungeranno in altre epoche Giuseppe Accame (nato 1768), il figlio Pietro (1801-1878), Angelo, Guido e Luigi Biancheri, Eugenio Genta. Preziosissime testimonianze tutte conservate al "Museo del Mare e della Marineria" presso palazzo Kursaal, vicinissimo alla riva, di proprietà comunale.
Dal 2005 è gestito dall’associazione "Lodanum", che gestisce e contiene libri, documenti, attrezzature e oggetti, fotografie, cartoline e soprattutto una grandissima quantità di modellini, navi in scala di ogni genere, divise marinare, documenti di bordo e di persone, attrezzature, corderie, vele a testimonianza del passato glorioso e prettamente marinaro di questa località spesso dimenticato o ignorato. Non mancano le apparecchiature di telecomunicazione navale, vecchi radar.

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli anni attorno al 1970, Loano è stata la sede e la scuola di formazione per numerosi palombari, seconda per numero solo dopo Viareggio. I loanesi di questo corpo avevano partecipato a missioni internazionali come quella per il recupero dello "Scirè" al largo di Haifa. Tra i più noti palombari loanesi vanno ricordati Giovanni Lertora a cui di aggiunsero i suoi figli Andrea e Virgilio, Vittorio Boggini, Angelo Spirito, Giuseppe Guido. Molti palombari erano assunti in missioni internazionali e in Italia furono impegnati dopo l'individuazione, nel recupero di oggetti del relitto del transatlantico "San Guglielmo", utilizzato nella tratta America del Sud e Nord con l'Europa, affondato dopo che fu colpito da un siluro lanciato da un U-Boot tedesco nel gennaio 1918 a 800 mt. al largo di Loano. Fu usata la nave d'appoggio "Artiglio", raggiunse i 29 metri di profondità per liberare oggetti dagli interni. Questo tipo di nave fu pure usata nel recupero di una nave romana al largo di Albenga.

L'epoca dei cantieri navali, numerosi in costa, sparisce verso la fine del secolo XIX il secolo delle navi con i motori alimentati a vapore che hanno aumentato il traffico marittimo e soppiantato la ben più impegnativa navigazione a vela. Ai primi del XX secolo si avvia una nuova e duratura fonte di benessere per l'economia locale della città, in continuo sviluppo anche per le intere località della Riviera e il suo entroterra che è ricchissimo di attrazioni naturali, turistiche, storiche, gastronomiche: si inizia con le colonie gestite da istituti religiosi o grandi aziende pubbliche o private per bambini (orfani, poveri, in convalescenza, figli di operai ecc.). Ci sarà nel 1947 una tragedia per alcuni di questi partiti da Loano per fare visita all'isola Gallinara.
In seguito si aggiungeranno i soggiorni stagionali creati per le persone anziane per via del clima mite e salubre che si trova in riva al mare. Soprattutto indicato per i parametri medici per chi ha problemi respiratori e di ossa. Viene creato per questo scopo il grande ospedale "Santa Corona" di Pietra Ligure, attualmente restante il più grosso complesso ospedaliero della Riviera di ponente. Dopo saranno costruiti numerosi complessi alberghieri, soprattutto pensioni ricavate anche in condomini in epoca di assenza di piano regolatori e di "invasione" di colate cementizie.
Nel 1927 Loano, grazie al continuo sviluppo viene classificata come "stazione di cura e soggiorno".
La tragica epoca della seconda guerra mondiale lascerà anche qui il suo segno tragico con vittime a causa di alcuni bombardamenti (tragico quello della vicina Toirano). Per Loano fu altrettanto tragico (6 agosto 1944) lo scoppio al deposito di mine all'epoca sito sull'arenile davanti alla stazione ferroviaria.

Anche qui ci furono lotte partigiane contro la dittatura, anche per la vicinanza di una località allora veramente infernale, Albenga, sede della Feldgendarmerie nazista coadiuvata efficientemente per numero di omicidi, violenze ed esecuzioni dalla locale sede (sempre albenganese) delle Brigate nere nella quale era attivo un personaggio passato alla storia criminale (anche per il periodo successivo al conflitto mondiale) come il "Boia di Albenga".
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice. Dal 2014 al 2016 ha fatto parte dell'Unione dei comuni della Riviera delle Palme e degli ulivi.


I colori ricorrenti sia nello stemma araldico comunale, che nella bandiera civica, sono il rosso e il nero, i colori della famiglia Doria, conti di Loano, dinastia storicamente ghibellina e fedele all'imperatore.





Nota come "S. Agostino e Santa Rita", ha larga facciata, molto semplice, che accenna le tre navate, un ingresso centrale più ampio e due laterali riquadrati in pietra di Verezzi. Sul portale una lapide ricorda i costruttori, principi Zenobia e Gianandrea Doria I, sui quali scrisse il padre agostiniano, studioso di storia locale, originario di Mendatica, padre Raffaele Bracco (1892-1977). L’interno è tripartito da due file di colonne in pietra, e si presenta come una preziosa galleria d’arte cinquecentesca. Attualmente la chiesa è in restauro esterno, inoltre vi sono problemi di umidità causati dall'impianto idraulico dei locali sovrastanti alla zona della cappella di Santa Rita (che ha danneggiato alcune tele). Il convento è utilizzato (2017) dal CEIS di Genova per i rifugiati. La presenza dei ponteggi esterni ultradecennali si spiega con il fermo lavori per problemi di costi. È custodita e aperta al pubblico in alcune occasioni, di domenica, o i sabato sera estivi a cura dei Templari Cattolici d’Italia. Internamente si trova un dipinto dell’Ultima Cena ubicato sopra il portone in controfacciata, che secondo gli studiosi d'arte dei beni culturali Massimo Bartoletti e Franco Boggero fu eseguito probabilmente negli ultimi anni di vita dal pittore genovese Pier Francesco Piola (1565-1600). Il dipinto, non in ottimo stato conservativo, presenta gli Apostoli seduti a un tavolo rettangolare; alle estremità, in alto, si intravedono le figure di due servitori. Verso il 1998 gli ultimi due agostiniani lasciarono il convento, com'è successo già prima per la chiesa savonese di Santa Rita. Parte del monastero è sede di alcuni uffici della curia vescovile di Albenga-Imperia, il convento, che fu un seminario agostiniano con una ricca biblioteca, ospita verso il chiostro saloni, cucina e giardino retrostante. Sopra, al piano rialzato, vi sono le camere da letto che furono utilizzate dai religiosi agostiniani, mentre nel ventunesimo secolo, con altre ali della struttura, ospitano i profughi aiutati da associazioni caritatevoli.












Numerose in città anche le strutture gestite da lungo tempo dalle suore:














L'amministrazione comunale e le generazioni succedute (con la cittadinanza) ha sempre ricordato, come consuetudine, i caduti delle epoche passate e recenti immortalando la loro memoria onorandoli perennemente nel ricordo. Nel tratto del lungomare si trovano distanziati dal primo all'ultimo per 820 metri.







Costruito su progetto di Pietro Fenoglio nel 1909 e abbandonato verso il 1980, era il più vicino ospedale a Loano, gestito dalla sanità torinese, usato poi per la maternità poiché era infinitamente più importante il Santa Corona rendendone inutile l'utilizzo anche per problemi di età della costruzione.

Vicino, nel sottosuolo, si trovano in località Barche resti di un sito romano e altomedievale.

È stata spostata dal maggio 2024 dalla vecchia postazione di piazzale Aicardi, sulla via Aurelia, la locale Croce Rossa Italiana (anni addietro classificata sottocomitato) in una grande struttura attrezzata in via Magenta con spazi per i mezzi. Vi ha sede anche la protezione civile, il soccorso alpino e i radioamatori.

Tra i territori comunali di Loano, Bardineto, Bormida, Boissano, Calizzano, Castelvecchio di Rocca Barbena, Giustenice, Magliolo, Osiglia, Pietra Ligure, Rialto e Toirano è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavità di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggi, pini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula marginata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l'arnica montana (Arnica montana). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni rinolofi della specie dei chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus euryale, Rhinolophus hipposideros).


È poco conosciuta la storia della palma piantata nel 1818 dal giardiniere Giovanni Botta nell'orto Maccagli che si svilupperà sino a raggiungere i 28 metri, record sicuramente europeo. Riuscì a sopravvivere all'inverno rigido del 1820.

Questa palma rese famosa la cittadina fra la fine del XIX secolo e gli anni 1930/40. Si poteva vedere dal mare, dalle navi. La «sorella», vicino, le sopravvisse soltanto per tre anni. Persino un giornalista del Daily Mail, nel 1930, fece un reportage su questo esemplare; non sopravvisse perché rinsecchita da una patologia vegetale e si fu costretti all'abbattimento che avvenne martedì 29 giugno 1943.

La notizia fu data dal Secolo XIX anche perché vi era una folle enorme ad assistere all'operazione. Il tronco venne tagliato in 4 parti, inviato alla milanese Xiloteca Cormio, ma la sede fu bombardata nell'agosto 1943. Solo un pezzo di 35 cm. fu salvato ed è fortunatamente conservato presso il Museo di storia naturale di Milano.

È stata allestita una mostra, con esposizione di varie foto d'epoca, a partire da quando Loano era un borgo popolata da contadini e pescatori prima dell'avvento del turismo che avrebbe fatto da volano all'economia rivierasca, dedicata alla palma e alla sua "sorella minore" dal 20 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 presso la sala mosaico del comune loanese.

Abitanti censiti

Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 1094, pari al 10,24% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Loano è sede di una scuola secondaria di secondo grado. Anche se in un unico edificio, inizialmente la scuola era formata da due storici corsi separati (per geometri e per ragionieri), unitesi nel 2001 in un unico istituto intitolato a "Giovanni Falcone", in onore del giudice.

Dal 1º agosto 2007 è aperta la nuova sede della biblioteca civica, presso il palazzo Kursaal.
Già nei primi anni del Novecento a Loano esistevano due complessi musicali e da una di questa, nel secondo dopoguerra, fu fondata la Filarmonica "Luigi Cirenei" che ebbe vita fino al 1963. L'attuale Corpo Bandistico Parrocchiale "Santa Maria Immacolata" è stato costituito nel 1979 e tuttora presente.

Il territorio comunale è costituito dai due principali agglomerati urbani di Loano e di Verzi - quest'ultima situata nell'entroterra della valle del Nimbalto - per una superficie territoriale è di 13,48 km². Fanno altresì parte del comune le località e borgate storiche di Borgo Castello, Centro Storico, Ponente-Ponte Romano, Porto e Vignasse.
Confina a nord con il comune di Bardineto, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Boissano e Borghetto Santo Spirito, ad est con Pietra Ligure.
La città di Loano, nel suo insieme è costituito da tante frazioni, quartieri e borgate, che nei secoli e negli anni sono andati a formare l'intero centro abitato. I principali quartieri sono:

Loano è una cittadina a forte vocazione turistica, grazie alle spiagge per lo più sassose. Discreta anche la produzione agricola, grazie alla presenza di molte aziende e attività nel settore.

Importante è anche il settore dell'artigianato locale, che vede sempre più espandersi grazie all'internazionalizzazione del turismo.
La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della bandiera blu per la qualità delle sue spiagge e per la qualità dei servizi del porto turistico ("Marina di Loano").

Il territorio di Loano è attraversato dalla strada statale 1 Via Aurelia che permette il collegamento stradale con Pietra Ligure ad est e Borghetto Santo Spirito ad ovest. La frazione Verzi (zona parcheggio dell'abitato) dista dal comune loanese 5,1 km.
La strada provinciale 25 collega il centro loanese con il territorio comunale di Boissano.
Loano è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea Genova-Ventimiglia e si trova in uno degli ultimi tratti a binario singolo (da Finale Ligure) della riviera di ponente. Solamente dopo, all'altezza della stazione loanese, si trova il doppio binario presente fino ad Albenga. Questo doppio binario venne inaugurato nel periodo 1936-1937 (compresa quindi la doppia galleria che unisce Borghetto a Ceriale) con conseguente apertura al pubblico di due nuove stazioni entrambi progettate dall'ingegnere Roberto Narducci. Subito dopo la stazione albenganese (che dispone di un vasto fascio di binari di ricovero) all'altezza della locale sottostazione elettrica ritorna il binario unico verso Alassio fino alla tratta iniziale di Andora. All'altezza della nuova stazione inizia la doppia percorrenza, inaugurata nel 2016, che prosegue sino al confine di stato. La linea verso la Costa Azzurra, costiera, inizia subito dopo la stazione ventimigliese, è integralmente a doppio binario ed è gestita dalla SNCF anche nel tratto italiano.
La nuova linea con il raddoppio dei binari
Un progetto di costruzione di una nuova linea ferroviaria più a monte esiste dal 2018 (dal costo di 2,51 miliardi) e nel 2021 è stato nominato il Commissario per l'esecuzione dell'opera nonostante le forti proteste di vari comitati cittadini. Al febbraio 2024 non sono pervenute notizie riguardo ad una reale attuazione.

Nel 2001 è stata realizzata la tratta di 24 km che ha soppresso la vecchia linea tutta costiera, di conseguenza le stazioni di Ospedaletti, quella vecchia di Sanremo (sostituita da una sotterranea) e di San Lorenzo sono passate alle amministrazioni comunali per la pista ciclabile che ha sostituito l'antica via ferrata. Resta ora soltanto da terminare il tracciato fra Andora e Finale Ligure lungo 32 km dei quali ben 25 km (secondo il progetto presentato) saranno realizzati in galleria.

Il porto di Loano è uno dei più grandi della Riviera di Ponente con una disposizione di 827 posti da diporto stanziale da 8 a 65 m, 100 posti al transito da 8 a 40 m, 93 posti per nautica sociale convenzionata sino a 7,5 m, 34 posti per pescherecci professionali e 3 posti per vedette 12 m della Guardia Costiera. Al suo interno sono in funzione un grande cantiere navale, numerose attività commerciali e pubblici esercizi, lo YCML Marina di Loano e un grande stabilimento balneare a levante della struttura.

| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1928 | 1934 | Ottavio Borsarelli | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| nd | nd | Giuseppe Rinonapoli | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| nd | 1945 | Vincenzo Lisi | Comm. prefet. | ||
| 1945 | 1946 | Stefano Carrara | Partito Comunista Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Partito d'Azione | Sindaco | |
| 1946 | 1946 | Giuseppe Canepa | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1946 | 1951 | Felice Vignola | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1951 | 1951 | Gerolamo Bossi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1951 | 1962 | Pietro Ciarlo | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1962 | 1967 | Felice Elice | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1967 | 1967 | Felice Elice | La Palma (lista civica) |
Sindaco | |
| 1967 | 1974 | Mario Rembado | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1974 | 1978 | Giuseppe Guzzetti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1978 | 1988 | Eliodoro Garassini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 15 ottobre 1988 | 7 giugno 1993 | Mario Rembado | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 7 giugno 1993 | 28 aprile 1997 | Francesco Cenere | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 28 aprile 1997 | 14 maggio 2001 | Francesco Cenere | Polo per le Libertà | Sindaco | |
| 14 maggio 2001 | 30 maggio 2006 | Angelo Vaccarezza | La Casa delle Libertà | Sindaco | |
| 30 maggio 2006 | 17 maggio 2011 | Angelo Vaccarezza | Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 17 maggio 2011 | 7 giugno 2016 | Luigi Pignocca | Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 7 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Luigi Pignocca | Pignocca sindaco (lista civica di centro-destra) |
Sindaco | |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Luca Lettieri | Per Loano (lista civica di centro-destra) |
Sindaco | |
Loano è stata "Comune europeo dello sport" nel 2010.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 133839005 · SBN MUSL001907 · LCCN (EN) n92118632 · J9U (EN, HE) 987007533132105171 |
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