| Roberto De Simone | |
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| Nazionalità | |
| Genere | Musica classica Canzone napoletana |
| Strumento | pianoforte |
| Sito ufficiale | |
Roberto De Simone (Napoli, 25 agosto 1933 – Napoli, 6 aprile 2025) è stato un regista teatrale, compositore e musicologo italiano.
Nipote dell'omonimo Roberto De Simone, attore teatrale e cinematografico, nacque in via Pignasecca nel quartiere di Montecalvario e cominciò a studiare pianoforte all'età di sei anni. Una sua zia fu un mezzosoprano interprete di Azucena de Il trovatore e a otto anni si esibì per la prima volta in concerto accompagnando una sua cugina soprano in un duetto dal Rigoletto di Giuseppe Verdi. Durante la guerra la famiglia fu costretta a scappare dalla città per rifugiarsi nella cittadina di Somma Vesuviana, dove trascorse gran parte della sua giovinezza, entrando proprio qui a contatto per la prima volta con le forme musicali popolari della Campania. Nel 1943 si iscrisse al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dove studiò composizione con Renato Parodi e pianoforte con Tita Parisi. Nel 1944 rimase molto colpito dall’ascolto di opere come la Turandot di Giacomo Puccini e Petruška di Igor' Fëdorovič Stravinskij, che lo spinse a studiare musica in modo molto più approfondito. A quindici anni eseguì il concerto per pianoforte e orchestra K. 466 di Mozart, per il quale scrisse anche le cadenze. Successivamente, con l'esecuzione del concerto in do minore nº 3 per pianoforte e orchestra di Beethoven, fu indicato come uno degli allievi più meritevoli dei conservatori italiani e partecipò al Premio Nazionale intitolato a Giuseppe Martucci. Conseguì da privatista anche gli esami presso il liceo classico Vittorio Emanuele II e quello dell'Antonio Genovesi a Napoli.
Nel 1957, dopo essersi diplomato in composizione ed essendogli preclusa la carriera di pianista classico a causa delle indigenze economiche della famiglia (causata dalla morte prematura del padre), iniziò a dedicarsi alla musica leggera senza però abbandonare gli interessi per l'espressività popolare di Napoli e della Campania, di cui approfondì le caratteristiche attraverso numerose ricerche di stampo etnomusicologico. A questo lavoro affiancò una collaterale attività di compositore e musicologo colto, rivolgendosi in questa veste soprattutto alla ricerca, all'analisi e al recupero di opere teatrali e sacre dell'antica tradizione della scuola musicale napoletana. Lasciò successivamente gli studi universitari (si era iscritto alla Facoltà di Lettere presso l'Università Federico II di Napoli) per dedicarsi esclusivamente all'attività di compositore e all'approfondimento delle tradizioni popolari campane.
In questo periodo scrisse le musiche per gli spettacoli televisivi e teatrali, come Edipo re di Sofocle, La lunga notte di Medea di Corrado Alvaro, con la regia di Maurizio Scaparro, Lungo il fiume e sull'acqua, per la regia di Alberto Negrin, Io Raffaele Viviani di Achille Millo, Storie della camorra, sceneggiato televisivo di Rai 1 del 1978.
In questi anni iniziò la collaborazione con l'Autunno Musicale Napoletano in qualità di maestro sostituto e clavicembalista dell'Orchestra Scarlatti.
Nel 1967 l'incontro con un gruppo di giovani interessati ad una nuova proposta della musica popolare, Giovanni Mauriello, Eugenio Bennato e Carlo d'Angiò, determinò la nascita della Nuova Compagnia di Canto Popolare, della quale fu l'elaboratore dei materiali musicali. A questo primo insieme si aggiunsero, in un secondo momento, Patrizia Schettino, Peppe Barra, Patrizio Trampetti e in seguito Fausta Vetere che andò a sostituire la Schettino.
Dopo un periodo di esclusiva attività musicale, il gruppo accentuò progressivamente il carattere teatrale delle proprie esibizioni, così nel 1974 esso presentò al Teatro San Ferdinando di Napoli una rilettura della Cantata dei Pastori di Andrea Perrucci e nel 1976 nacque La gatta Cenerentola, opera scritta e musicata dallo stesso De Simone che determinò in seguito il vero successo ma anche la rottura dei rapporti con alcuni componenti della NCCP.
Dopo l'esperienza con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, De Simone continuò la sua opera di rinnovamento attraverso una sempre più stretta collaborazione con il gruppo di artisti "Media Aetas", nel quale ritrovò Virgilio Villani, già protagonista della Gatta e di Masaniello; con i Media Aetas la ricerca non partì più quindi dal folklore della cultura orale ma da basi storiche.
Oltre a La gatta Cenerentola, tra il 1976 e il 1998, diretta da Domenico Virgili e L'Opera Buffa del Giovedì Santo, nel 1980, poi ripresa nel 1999, tra gli altri mise in scena anche gli spettacoli Masaniello (1975), Mistero Napolitano (1977), Il canto de li cunti (1993) Le cantatrici villane di Valentino Fioravanti (1998) e L'impresario in angustie (2001).

Come compositore scrisse, tra le altre, l'album Io Narciso Io (1985), il Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini (1985), la Festa Teatrale, composta per il 250º anniversario del Teatro di San Carlo (1987), le musiche corali per l'Agamennone di Eschilo (1995), Eleonora, opera composta per il bicentenario della rivoluzione napoletana (1999). Collaborò anche alle musiche dell'album Non farti cadere le braccia di Edoardo Bennato.
Egli curò anche la regia di svariate opere liriche per i maggiori teatri mondiali. Gli assi portanti del suo repertorio in questo settore furono costituiti dagli allestimenti delle opere di Mozart, come Idomeneo e Il flauto magico che inaugurarono la stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano nel 1990 e nel 1995, di Giuseppe Verdi come il Nabucco, che aprì la stagione scaligera del 1986, opere di Gioachino Rossini e di Pergolesi.
Gli studi e le ricerche compiute da De Simone sulle tradizioni campane confluirono in testi e antologie di dischi. Fra le sue pubblicazioni vi furono i volumi Chi è devoto (1975), Carnevale si chiamava Vincenzo (in collaborazione con l'antropologa Annabella Rossi; 1977), Canti e tradizioni popolari in Campania, edito dalla Lato Side, Il segno di Virgilio (1982), La tarantella napoletana nelle due anime del Guarracino (1991), Fiabe Campane (1993), Il Presepe popolare napoletano (1999), La cantata dei Pastori (2000).
Negli anni Settanta insegnò Storia del teatro all'Accademia di belle arti di Napoli e dal 1981 al 1987 fu direttore artistico del Teatro di San Carlo. Nel 1995 divenne direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella. Nel 1998 fu nominato Accademico di Santa Cecilia di Roma, e successivamente insignito del Cavalierato delle Arti (Chevalier des Arts et des Lettres) dal presidente della Repubblica francese. Nel 2003 fu insignito del premio Roberto I Sanseverino, organizzato dal comune di Mercato San Severino e dall'associazione La Magnifica Gente d'o Sud.
Nel 2007 realizzò Là ci darem la mano, dedicato al centenario di Mozart, utilizzando in scena per tutto il secondo atto un teatrino di burattini. Lo spettacolo fu premiato col premio E.T.I. Gli Olimpici del Teatro come migliore spettacolo musicale originale.
Nel 2010 partecipò alle prove del canto dei Battenti a Minori in costiera amalfitana. Curò poi la composizione strutturale cameristica per lo spettacolo Memento/Momento per Sergio Bruni da Nino D'Angelo, che debuttò il 21 ottobre 2013 al Teatro di San Carlo di Napoli per una serata/evento ad omaggiare i dieci anni dalla morte di Sergio Bruni.
Nel 2013 assunse la direzione artistica per l'edizione del 2014 della Festa dei Gigli di Nola, divenuta "Patrimonio orale e immateriale dell'umanità". Decise di dimettersi poco prima dell'inizio della kermesse a seguito di contrasti con l'organizzazione.
Da tempo affetto dalla malattia di Parkinson, morì nella sua casa di via Foria a Napoli il 6 aprile 2025, all'età di 91 anni. La camera ardente venne allestita all'interno del foyer del Teatro di San Carlo dal pomeriggio dell'8 aprile, mentre i funerali si svolsero il giorno successivo nel Duomo di Napoli, celebrati dal cardinale arcivescovo della città, Domenico Battaglia, alla presenza di autorità civili, artisti e gente comune.
Bidone d'oro - 28 ottobre 2009
Premio del movimento artistico culturale "Esasperatismo Logos & Bidone" per le attività culturali
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