Zeme

Zeme
comune
Zeme – Stemma
Zeme – Veduta
Zeme – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Pavia
Amministrazione
SindacoMassimo Saronni (Síamo Zeme) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°12′N 8°40′E
Altitudine104 m s.l.m.
Superficie24,58 km²
Abitanti979 (31-5-2026)
Densità39,83 ab./km²
Comuni confinantiCastello d'Agogna, Cozzo, Olevano di Lomellina, Sant'Angelo Lomellina, Valle Lomellina, Velezzo Lomellina
Altre informazioni
Cod. postale27030
Prefisso0384
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018186
Cod. catastaleM161
TargaPV
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 622 GG
Nome abitantizemesi
Patronosant'Alessandro
Giorno festivo26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Zeme
Zeme
Zeme – Mappa
Zeme – Mappa
Posizione del comune di Zeme nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Zeme (Zem in dialetto lomellino) è un comune italiano di 979 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Lomellina occidentale, sulla riva destra dell'Agogna.

Storia

Zeme ha una storia antica alquanto oscura. Sul territorio comunale si individuano due centri abitati di antica origine: Gemide o Zemide, viene fatto risalire a due accampamenti (gemina castra) che i romani di Gaio Mario posero in questa zona in attesa di affrontare e sconfiggere i Cimbri; Carosio, fu sede della chiesa pievana di Sant’Alessandro matrice delle parrocchie di Olevano e Valle Lomellina. Anche il feudo nell’alto medioevo era suddiviso fra il vescovo di Pavia e quello di Vercelli: la parte pavese viene ricordata per la prima volta in un diploma dell'anno 977 con il quale l'imperatore Ottone II la concedeva al vescovo di Pavia Pietro III; la parte vercellese passo alla fine dell’VIII sec. alla diocesi di Novara e da questa, nel 1137, al priorato di Santa Croce di Mortara, riunendo di fatto il feudo sotto la chiesa pavese. Il luogo viene più volte ricordato nel XII secolo: nel 1157 come Zemidi, nel 1165 come Zemethi, e nei diplomi imperiali del 1191 e 1220 che confermarono le terre della Lomellina alla contea di Pavia e ancora nel 1250 quando viene ricordato come Cemide. Nella mappa del 1581 che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, il paese è indicato come Zem.

In epoca viscontea, nel 1387, passò ad Antonio Porro alla cui famiglia fu confiscato nel 1412 e ceduto a Filippino, figlio di Facino Cane. Venduto ad Angelo della Pergola (1424) fu tenuto da tale casato fino al 1518 quando passò ai fratelli Polidoro e Marcantonio di San Cassiano che lo rivendettero al duca Francesco Sforza. Questi nel 1532 lo donò al capitolo di Vigevano quale dote della costituenda sede episcopale: da questo momento Zeme cesserà di essere signoria e il vescovo di Vigevano assumerà il titolo di Conte di Zeme, mantenendolo anche dopo l’esproprio dei beni ecclesiastici avvenuto in epoca napoleonica. Il dominio feudale del Capitolo Vigevanese cesserà solo con l'abolizione del feudalesimo. Durante il XVII secolo il borgo subì i saccheggi e le distruzioni delle truppe spagnole, francesi e savoiarde (1635) ed ancora fu danneggiato durante la ritirata delle truppe di Tommaso di Savoia, reduce dall'assedio di Pavia del 1655. Nel 1620 i delegati comunali di Zeme figurano fra i 24 enti che delineano gli Statuti Lomellini.

Nel 1707 (e ufficialmente nel 1713) Zeme, con la Lomellina, passa sotto il dominio dei Savoia. Nel 1818 sono definitivamente uniti a Zeme i soppressi comuni di Marza e Sant'Alessandro, costituiti dalle omonime cascine agricole.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del Comune di Zeme sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 28 settembre 2007.

«Troncato: il primo, partito d'oro e di rosso, all'aquila partita di nero e di argento, attraversante; il secondo, di argento, al castello di rosso, mattonato di nero, torricellato di uno, merlato alla guelfa, cinque merli nel corpo principale, quattro nella torre, finestrato di tre in fascia sopra la porta, di nero, esso castello chiuso dello stesso, fondato in punta, attraversante la banda diminuita, di azzurro. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di giallo con la bordatura di rosso.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa di Sant’Alessandro

La costruzione attuale risale al XVII secolo, quando la parrocchia fu spostata da Carosio (1622). La chiesa fu terminata nel (1634) ed ancora rifatta nel 1756. Si presenta con una facciata in stile neoclassico ornata al centro da un mosaico raffigurante il santo patrono racchiuso da due coppie di colonne con capitelli ionici che sorreggono il timpano. L’interno conserva due tavole che raffigurano San Rocco e Sebastiano, attribuite alla scuola del Moncalvo e l'altare maggiore in marmi policromi di stile barocco consacrato nel 1768.

Il Castello

Ricordo di quello che un tempo doveva essere un ricetto medievale o una casaforte, questo palazzo settecentesco sorge al centro del paese sulla strada per Cozzo. L’edificio ha pianta rettangolare con mura a base scarpata ed eleganti finestre con cornice; sullo spigolo meridionale si innalza una torretta cilindrica con merlatura guelfa, beccatelli e caditoie. La tradizione popolare vuole che dal castello partisse un passaggio sotterraneo verso il monastero della Marza.

Chiesa di Santa Maria del Muro

Di origine monastica, fu danneggiata e depredata più volte nel XVII sec. e quindi rifatta nel secolo successivo. Nel 1873 fu restaurata e ridipinta nella forma attuale. Deve il suo nome ad un affresco del XV sec. che rappresenta la Vergine in piedi che stringe al seno il Bambino Gesù.

I resti della chiesa di Sant'Alessandro presso la cascina omonima

Cascina di Sant’Alessandro

La cascina sorge al centro di un’area verde denominata Garzaia di Sant’Alessando e corrisponde al centro nevralgico dell'antico abitato di Carosio (oggi scomparso). Fra gli edifici che compongono il cascinale e che si trovano in stato di abbandono, si individua una casaforte del XVII sec costruita dai Pallavicino su un precedente castello dei Bottigella-Visconti. La chiesa è chiusa ed in abbandono ma ricordi ottocenteschi danno ancora esistenti i resti del battistero romanico di San Giovanni.

Cascina Marza

All'interno degli edifici del cascinale (1696), di cui fa parte anche un palazzo signorile settecentesco, sussistono ancora i resti di una chiesetta ipogea, probabile vestigia dell'antico monastero dell'XI secolo. Appena fuori dalla cascina, sulla strada provinciale, sorge la chiesa di San GIovanni Battista che fu riedificata nel 1845 su una costruzione più antica ricordata in una visita pastorale del 1565. Si presenta in ottime condizioni, con una navata ed un altare con un affresco della Madonna con bambino.

Il Cascinale della Marza

Riserva Naturale Palude Loja

Oasi verde caratterizzata da una fitta vegetazione e dalla presenza di sabbie mobili; questo ambiente offre un sicuro rifugio agli aironi, ai rapaci e a numerosi anfibi e rettili.

Monumento naturale Garzaia di Sant'Alessandro

Lo stesso argomento in dettaglio: Monumento naturale Garzaia di Sant'Alessandro.

Area protetta di circa 55 ettari costituita da varie zone umide al fine di preservare gli ambienti idonei alla nidificazione degli aironi.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il centro abitato del comune è attraversato dalla SS 494 che collega Milano ad Alessandria, mentre nella zona nord-occidentale del territorio comunale si trova un tratto di circa 2,5 km della SP ex SS 596 dir che collega la Lomellina a Casale Monferrato.

Ferrovie

La fermata di Zeme, inaugurata nel 1872, era posta lungo la ferrovia Castagnole-Asti-Mortara e venne soppressa nel 2003.

Mobilità urbana

Il comune è servito dalle linee 103 (Mede FS - Valle Lomellina - Mortara FS) e 157 (Mede FS - Zeme - Casale Monferrato) di Autoguidovie con una fermata presso Piazza Matteotti.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1946 Giovanni Scagliotti Sindaco [10]
1955 1957 Egidio Bottura Sindaco [10]
1957 1961 Marino Raina Sindaco [10]
1961 1965 Alessandro Moletta Sindaco [10]
1965 1969 Rosa Gallina Sindaco [10]
1969 1970 Marino Tinelli Sindaco [10]
1970 1979 Bruno Cantone Sindaco [10]
1979 1984 Fernando Pomati Sindaco [10]
1985 2004 Alfredo Signorelli PSI (1985-1995)
Lista civica (1995-2004)
Sindaco
2004 2019 Gian Andrea Pagani Lista civica Sindaco
2019 in carica Massimo Saronni Lista civica: Si'amo Zeme Sindaco

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Zeme (Pavia) D.P.R. 28.09.2007 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 19 settembre 2021.
  5. ↑ Dati tratti da:
  6. ↑ EXTRAURBANO DI PAVIA - AREA LOMELLINA (PDF), su pavia.autoguidovie.it, Autoguidovie, p. 3. URL consultato il 29 dicembre 2025.
  7. ↑ Ministero dell'Interno, Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - SIGNORELLI ALFREDO, su amministratori.interno.gov.it. URL consultato il 29 dicembre 2025.
  8. ↑ Ministero dell'Interno, Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - PAGANI GIAN ANDREA, su amministratori.interno.gov.it. URL consultato il 29 dicembre 2025.
  9. ↑ Ministero dell'Interno, Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - SARONNI MASSIMO, su amministratori.interno.gov.it. URL consultato il 29 dicembre 2025.

10.^ Taquin ad Zem, pubblicazione 2025

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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