| Auvare comune | |
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(dettagli)
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Dipartimento | |
| Arrondissement | Nizza |
| Cantone | Vence |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Bernadette Jourdan (Lista civica) dal 22-03-2026 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°59′17″N 6°54′29″E |
| Altitudine | 479, 2 133 e 1 407 m s.l.m. |
| Superficie | 18,5 km² |
| Abitanti | 52 (1-1-2023) |
| Densità | 2,81 ab./km² |
| Comuni confinanti | Guillaumes, Beuil, Puget-Rostang, Puget-Théniers, La Croix-sur-Roudoule |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 06260 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice INSEE | 06008 |
| Nome abitanti | (FR) Auvarois |
| Cartografia | |
Auvare (in occitano e in italiano desueto Auvara) è un comune francese di 52 abitanti (al 1º gennaio 2023) situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
Dopo la conquista romana definitiva e stabile della zona, portata a termine nel 14 a.C., Augusto organizza le Alpi in province. Il territorio dell'attuale comune di Auvare dipende dalla provincia delle Alpi Marittime ed è riunita alla civitas di "Glanate" (Glandèves).
Alla fine dell'Antichità, la diocesi di Glandèves riprende i limiti di tale Civitas.
Nel 1760, col trattato di Torino, Auvara viene ceduta dalla Francia agli Stati sabaudi.
La valle del torrente Roudoule (in italiano in passato noto come Rodola) è conquistata dalle Armate rivoluzionarie francesi nell'ottobre 1792. La regione è annessa con decreto del 31 gennaio dell'anno seguente, confermata dal Trattato di Parigi. La rivoluzione è apparentemente ben accolta, poiché un albero della libertà è piantato e sussiste fino alla Restaurazione dello Stato savoiardo, nel 1814, che si affretta a farlo sradicare, fatturando le spese d'estirpazione alla comunità di Auvara.
Dopo il Congresso di Vienna, dal 1815 al 1860, il villaggio segue le sorti del Regno di Sardegna-Piemonte, per essere poi annesso alla Francia nel 1860.
Abitanti censiti

La principale risorsa economica di Auvare è essenzialmente agricola e soprattutto pastorale, data dall'allevamento ovino e caprino con pecore e capre, le prime in gran quantità.