| Mortara comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Fabio Farina (lista civica Sveglia Mortara) dall'08-06-2026 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°15′N 8°45′E |
| Altitudine | 101 m s.l.m. |
| Superficie | 51,97 km² |
| Abitanti | 16 149 (31-5-2026) |
| Densità | 310,74 ab./km² |
| Frazioni | Casoni di Sant'Albino, Cattanea-Casoni dei Peri, Guallina, Madonna Del Campo, Medaglia, Molino Faenza |
| Comuni confinanti | Albonese, Castello d'Agogna, Ceretto Lomellina, Cergnago, Gambolò, Nicorvo, Olevano di Lomellina, Parona, Tromello, Vigevano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 27036 |
| Prefisso | 0384 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 018102 |
| Cod. catastale | F754 |
| Targa | PV |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 641 GG |
| Nome abitanti | mortaresi |
| Patrono | san Lorenzo Martire e santa Veneranda |
| Giorno festivo | 10 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Mortara (Murtära in dialetto lomellino) è un comune italiano di 16 007 abitanti della provincia di Pavia, in Lombardia.
È nota per la produzione del salame d'oca a Indicazione geografica protetta (IGP).
Mortara si trova nella Lomellina centro-settentrionale, nella pianura tra l'Agogna e il Terdoppio.
È attraversata completamente dal torrente Arbogna-Erbognone e dal Cavo Panizzina.
Dista circa 41,5 km da Milano, 41 km da Pavia, 30 km da Vercelli, 25 km da Novara (6 km dal confine con la provincia di Novara e il Piemonte) e 14 km da Vigevano.
Mortara presenta un clima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa) tipico della pianura Padana.

Secondo la tradizione, la città fu fondata attorno al VII sec. a.C. da popolazioni celtiche su un luogo più asciutto e salubre delle paludi circostanti. Alcuni storici locali, tra i quali il Pezza, fanno risalire il reticolo di stradine ortogonali intorno all'attuale via Roma, a un abitato di epoca romana sviluppato sulla pianta di un antico castrum. Tuttavia l'unico elemento storicamente certo sulle vicende antiche del luogo, è dato dalla pietra miliare attualmente conservata presso l'ingresso laterale della chiesa di San Lorenzo.
Nel Medioevo la città apparteneva alla contea di Lomello. Il 12 ottobre 773 fu teatro di un cruento scontro tra l'esercito di Carlo Magno e i longobardi di Desiderio e, da leggenda, ne derivò probabilmente il toponimo Mortara (da Mortis Ara, "altare dei morti"). Altre fonti attribuiscono il toponimo all'esistenza di un altare, dedicato al dio Marte.
Nel 1164 Federico I la sottopose al dominio di Pavia, e Mortara divenne sede di podesteria. Passò in seguito sotto il dominio milanese, prima dei Visconti e poi degli Sforza e divenne luogo di caccia e di svago per la corte ducale. Gian Galeazzo Visconti concesse al borgo l'autorizzazione per cambiare il proprio nome in Beldiporto, denominazione che mantenne fino al 1402. Sotto gli Sforza fu feudo personale di Ludovico il Moro. Appartenne per qualche tempo alla duchessa Beatrice d'Este, per donazione del marito Ludovico.
Caduti gli Sforza nel 1499, divenne signoria di Gian Giacomo Trivulzio e poi di Obicino Caccia; al ritorno degli Sforza, venne infeudata a Matteo Beccaria di San Gaudenzio, che non lasciò discendenza maschile; la signoria fu dunque concessa a Cristina di Danimarca.
Nel 1581, Mortara figura nella mappa del che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.
Dopo essere ritornata libera tra il 1580 e il 1613, sotto il governo spagnolo (1535-1706) Mortara divenne marchesato, attribuito al governatore spagnolo di Alessandria Rodrigo de Orozco y Ribera e rimase in possesso dei suoi discendenti fino al 1706, anno del definitivo affrancamento. In quest'epoca Mortara divenne un'importante piazzaforte a difesa dei confini occidentali del ducato milanese.
Nel 1707 Vittorio Amedeo II di Savoia conquistò Mortara, elevandola al rango di città regia (affrancata dunque dal feudalesimo) e di capoluogo della provincia di Lomellina. Questi importanti cambiamenti vennero ratificati con il trattato di Utrecht nel 1713. La città mantenne questo ruolo fino al 1860, arricchendosi di palazzi e costruzioni ottocentesche quali il Palazzo comunale (1857) e il Teatro dedicato a Vittorio Emanuele II (1845).
Nel 1849 vi si svolse la battaglia di Mortara. Con l'Unità d'Italia (Decreto Rattazzi del 1859) fu assegnata alla provincia di Pavia come capoluogo del circondario della Lomellina.
La città possedeva un castello, edificato probabilmente prima del dominio longobardo, cinto da mura e circondato da un fossato. La fortezza sorgeva nella zona dell'attuale santuario di Sant'Antonio, dove si trovava la chiesa dedicata a Santa Maria di Castello e si estendeva per una vasta porzione, fino a toccare piazza Silvabella. Nel XV secolo il castello versava in precarie condizioni e fu via via demolito; il materiale venne recuperato per ampliare i bastioni della città. Una lunga via sotterranea metteva in comunicazione la rocca con alcuni avamposti, situati in posizioni strategiche della cinta muraria. Probabili resti del castello, inglobati in cortili e case private, sono tutt'oggi esistenti.
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat del 26 novembre 1969.
Le più antiche testimonianze araldiche della città di Mortara risalgono al XV secolo. Un primo stemma, costituito dal solo mortaio, evidente arma parlante in riferimento al toponimo cittadino, è documentato in una lettera del 17 giugno 1462 indirizzata alla duchessa Bianca Maria Sforza. Un’ulteriore raffigurazione dello stemma cittadino compare su un sigillo apposto sulla cassa dell’organo della basilica di San Lorenzo, realizzato nel 1592 dall’intagliatore milanese Virgilio Del Conte. Lo scudo vi è descritto come «troncato semipartito, con l’aquila spiegata nella parte superiore, un mortaio nel primo riquadro inferiore e un cervo saliente nel secondo».
L’attuale stemma fu adottato dal consiglio comunale con deliberazione del 30 giugno 1967. Il disegno recepiva la tradizione araldica cittadina, pur presentando alcune inesattezze rispetto alla successiva concessione ufficiale: il cosiddetto capo dell’Impero era infatti rappresentato come un capo di Svevia, con l’aquila nera caricata su campo d’argento anziché d’oro, mentre lo scudo risultava timbrato dalla corona patriziale utilizzata dal Comune nei propri sigilli e stampati sin dal 1848.
Secondo la tradizione locale, il cervo e l’albero simboleggiano l’antica silva pulcra, la vasta foresta che un tempo ricopriva il territorio mortarese e che, secondo la leggenda, sarebbe stata attraversata dalla regina Teodolinda durante il viaggio da Lomello a Monza, dopo il matrimonio con Agilulfo.
Il gonfalone comunale, concesso con il medesimo decreto del 26 novembre 1969, è costituito da un drappo rettangolare di colore azzurro, riccamente ornato da ricami in oro.



Il tracciato classico della Via Francigena, proveniente da Robbio e Nicorvo, passa nella frazione di Madonna del Campo e arriva in città, percorrendo tutto corso Garibaldi sino all'abbazia di Sant'Albino, importante tappa storica del percorso, che successivamente si dirige verso Tromello.
Abitanti censiti

Gli stranieri residenti nel comune sono 2 115, ovvero il 13,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Ogni ultima Domenica di Settembre a Mortara viene proposta la corte di Ludovico il Moro dove le sei Contrade della città: San Cassiano, Le Braide, La Torre, San Dionigi, Il Moro e Sant'Albino dopo avere sfilato in abiti storici per le vie del centro si contendono il Palio sfidandosi al Gioco dell'oca in Piazza Silvabella dove a sostituire i dadi sono presenti arcieri che tirando la propria freccia nel bersaglio fanno avanzare nel percorso la propria Contrada.
Il Civico17 è il centro culturale della città, inaugurato nel 2011, al suo interno riunisce la biblioteca Francesco Pezza, il fondo storico del Comune di Mortara e altre aree.[senza fonte]
Oltre alla già citata scuola primaria Teresio Olivelli, nel comune è presente una scuola secondaria di primo grado, l'istituto d'Istruzione superiore Angelo Omodeo e l'istituto professionale Ciro Pollini.[senza fonte]
A Mortara l'ultima domenica di settembre si tiene la Sagra del salame d'oca di Mortara (dalla popolazione chiamata anche "Sagra dell'Oca"). Durante la sagra è possibile mangiare prodotti d'oca, tutti rigorosamente locali.
A Mortara si trova la redazione dell'Informatore Lomellino, storico settimanale locale.[senza fonte]
Oggi la città è un moderno centro agricolo: nelle campagne circostanti si coltiva prevalentemente riso e mais. Per l'allevamento, particolare rilevanza ha quello delle oche, la cui carne è utilizzata per il salame d'oca di Mortara I.G.P e per prosciutti e pâté di fegato, realizzati da un consorzio che riunisce i salumai cittadini.
Nel settore industriale sono presenti stabilimenti che operano nel settore chimico, dei truciolati (in particolar modo si distingue l'impianto del Gruppo Mauro Saviola) e meccanico.
Per quanto riguarda il settore commerciale, sono presenti con i loro punti vendita molte catene di grande distribuzione, tra cui Bennet. La Sala contrattazione merci di Mortara, inoltre, è una delle più importanti d'Italia per quanto riguarda la compravendita del riso.
Il turismo è favorito dal fatto che Mortara si trovi sulla via Francigena e dalle specialità culinarie a base d'oca, note fin dall'epoca sforzesca.
Guido da Cozzo, poeta trecentesco, dopo una sua visita in città, si espresse così:
una locanda che si noma Becco
che lo palato sazia al contadino
con grasse oche e schietto vino secco
e pur sallama d'oca in mostra trovi
che dar di gola fa chiunque provi»

Nella sua storia Mortara è sempre stata un importante nodo stradale e ferroviario.[senza fonte]
Il comune è attraversato da tre strade statali: la strada statale 494 Vigevanese, la strada statale 211 della Lomellina e la strada statale 596 dei Cairoli.
Il centro è servito dalla stazione di Mortara, collegata a Milano, Alessandria e Novara mediante le linee ferroviarie Milano-Mortara e Novara-Alessandria, a Casale Monferrato e Asti attraverso la Mortara-Asti, a Pavia e Vercelli mediante la ferrovia Pavia-Vercelli.
Fra il 1884 e il 1933 Mortara ospitò inoltre il capolinea occidentale della tranvia Mortara-Ottobiano-Pieve del Cairo.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1993 | 1993 | Andrea Olivelli | Lega Nord | Sindaco | |
| 1994 | 2002 | Roberto Robecchi | Forza Italia | Sindaco | |
| 2002 | 2007 | Giorgio Spadini | Cen. des. Contr. Uff. "Per Mortara - Casa delle Libertà" - FI, AN, UDC, LN | Sindaco | |
| 2007 | 2012 | Roberto Robecchi | Lista civica "Robecchi Sindaco" - Lega Nord | Sindaco | |
| 2012 | 2017 | Marco Facchinotti | Lista "Facchinotti Sindaco" - Lega Nord Padania | Sindaco | |
| 2017 | 2022 | Marco Facchinotti | Lista civica: “Viviamo Mortara” - Lega Nord | Sindaco | |
| 2022 | 2025 | Ettore Gerosa | Fratelli d'Italia (partito politico) - Lista civica: “Viviamo Mortara” | Sindaco | Deceduto l'11 luglio 2025. |
| 2025 | 2026 | Giorgio Franco Zanzi | Commissario Prefettizio | Nominato commissario a seguito delle dimissioni del consiglio comunale in data 29 settembre 2025 | |
| 2026 | In Corso | Fabio Farina | lista civica: “Sveglia Mortara” | Sindaco | |
Tra gli anni novanta e l'inizio degli anni 2000 era presente una squadra di pallamano femminile. Nella stagione 2002-2003 vinse campionato di A2 e la coppa Italia, ma fallì e cessò la propria attività nella stagione successiva appena approdata nella massima serie.
Tra gli anni settanta e ottanta, la squadra Basket Club Mortara, che ha cessato l'attività, ha disputato il campionato di serie B2.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 129089100 · SBN LIAL002323 · LCCN (EN) n86068024 · GND (DE) 4214804-2 · J9U (EN, HE) 987007560152205171 |
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