Matteo 10 è il decimo capitolo del vangelo secondo Matteo nel Nuovo Testamento. Esso viene subito dopo la chiamata dei primi discepoli da parte di Gesù e prima dell'incontro con quelli di Giovanni Battista. Questa sezione del vangelo è nota come discorso della missione o piccola missione, in contrasto con la Grande Missione (Matteo 28,18–20). La Piccola Missione è diretta specificatamente ai primi cristiani, provenienti dalla tradizione religiosa ebraica, mentre la Grande Missione è rivolta agli uomini di tutta la Terra. Il Pulpit Commentary suggerisce che il messaggio di Gesù in questo discorso "poteva essere compreso difficilmente da chi non conoscesse i fondamenti dell'ebraismo".
Matteo nomina i dodici apostoli, o "dodici discepoli", nei versetti dall'1 al 4 ed il resto del capitolo consiste quasi interamente nel discorso di Gesù. In questo capitolo, Gesù invia gli apostoli a guarire ed a predicare nella regione e da loro precise istruzioni. Molte delle cose dette in Matteo 10 si trovano anche in Luca 10 e nel Vangelo di Tommaso, che però non è uno dei vangeli canonici.


Il testo originale era scritto in greco antico. Il capitolo è diviso in 42 versetti.
Tra le principali testimonianze documentali di questo capitolo vi sono:

Il testo al primo versetto si riferisce a "i suoi dodici discepoli" (in greco: τους δωδεκα μαθητας αυτου, tous dodeka mathetas autou). Il versetto 2 li chiama "i dodici apostoli":
Il versetto 5 si riferisce a loro semplicemente come "i dodici".
Riferimenti in: Marco 6,8–9; Luca 9,3
Il biblista Dale Allison ha suggerito che "la vostra pace" si riferisca alla pace promessa "in un'epoca escatologica" (Isaia 52,7): Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio»..
Riferimenti: Matteo 27,2
Questa profezia di faida famigliare è basata su Michea 7,6, che venne pensata per raccontare la discordia degli ultimi giorni.
Questo è uno dei passaggi più discussi di tutto il capitolo, spiegato spesso con un valore "apocalittico-escatologico" come era inteso nel contesto del I secolo.
R. T. France spiega questo verso utilizzando il contesto del verso successivo, il 35: "La spada che Gesù porta non è qui intesa per un conflitto militare, ma nei versetti 35–36 mostra, una strenua divisione sociale che divide persino i legami famigliari più stretti. … Gesù parla qui, come nei versetti successivi, di una divisione degli uomini sulla base della risposta a lui."
Il testo del vangelo di Matteo nel Libro di Kells altera la parola gladium della vulgata latina, facendola passare dalla parola makhairan, "spada", a gaudium "gioia", dando come risultato di lettura: "Non crediate che io sia venuto [solo] per portare pace sulla terra, ma [anche] gioia", stravolgendo così il senso completo del testo biblico.