
Matteo 12 è il dodicesimo capitolo del vangelo secondo Matteo nel Nuovo Testamento. Esso contiene la continuazione della narrazione del ministero di Gesù in Galilea.
Il testo originale era scritto in greco antico. Il capitolo è diviso in 50 versetti.
Tra le principali testimonianze documentali di questo capitolo vi sono:
Il capitolo può essere diviso nel seguente modo:
Il teologo protestante tedesco Heinrich Meyer ha notato come in questo passo non vi siano accuse di furto: "ognuno era autorizzato a prendere ... il grano dal campo del vicino fin quando ne sarà soddisfatto" secondo quanto citato in Deuteronomio 23,25:
La legge mosaica lasciava questo punto oscuro per quanto riguarda il sabato.
Matteo riporta che Gesù mentre si ritirava dalle città della Galilea ordinò a quanti lo seguivano di non divulgare ancora quanto egli aveva detto affinché si compisse quanto profetizzato da Isaia. I versetti che seguono citano infatti pedissequamente il Libro di Isaia nella versione dei Septuaginta. Una differenza rispetto alla versione ebraica si trova al versetto 21 (Isaia 42,4).
Nella tradizione dalla versione ebraica, si legge:
Nella versione dei Septuaginta e nel vangelo di Matteo, si legge:
«Ecco il mio servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l'anima mia si è compiaciuta. Io metterò lo Spirito mio sopra di lui, ed egli annuncerà la giustizia alle genti. Non contenderà, né griderà e nessuno udrà la sua voce sulle piazze. Egli non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia. E nel nome di lui le genti spereranno».
I versetti 18-21 sono una citazione di Isaia 42,1-4.
Il teologo Albert Barnes ha descritto come la "parola oziosa" (Matteo 12,36) sia da tradurre letteralmente come "vana, senza pensiero, inutile; una parola che non porta a nulla di buono", ma dice anche che in quel contesto significa "cattiva, ingiuriosa, falsa [o] piena di malizia". La versione originale in lingua greca porta il contrasto tra ρημα αργον, rhēma argon, parole oziose o suoni, ed il successivo bisogno di ἀποδώσουσιν περὶ αὐτοῦ λόγον, apodōsousin peri autou logon, ovvero provvedere ad un resoconto importante per il giorno del giudizio.