| Menta selvatica | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Sottotribù | Menthinae |
| Genere | Mentha |
| Specie | M. longifolia |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Mentha |
| Specie | M. longifolia |
| Nomenclatura binomiale | |
| Mentha longifolia (L.) L., 1759 | |
| Nomi comuni | |
|
Menta a foglie lunghe | |
La menta selvatica (Mentha longifolia (L.) L., 1759) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiacee.
Il nome generico (Mentha) per una pianta è stato usato per la prima volta dal naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 – 79), e deriva dal greco "Myntha", nome di una ninfa dei fiumi, figlia del dio Cocito, trasformata in un'erba da Persefone perché amante di Dite.
L'epiteto specifico (longifolia) fa riferimento alla lunghezza delle foglie.
Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "D. D. Flora Monspeliensis, Quam cum Consens. Experient. Fac. Medicae in Regia Academia Upsaliensi, Praeside ... Carolo Linnaeo, ... Speciminis Academici Loco, ad Publicam Ventilationem Defert Theoph. Erdm. Nathhorst, Germano-Silesiensis. In Auditorio Carol. Maj. die XV Jinii Anni MDCCLVI. H.A.M.S. Upsaliae [Uppsala] - 19. 1756" del 1756.



Queste piante arrivano ad una altezza di 3 - 12 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la pianta è pubescente (fusto, foglie, peduncoli e calice) per peli semplici e diritti; inoltre ha un forte e sgradevole odore dolciastro (profumo non dissimile a quello di Mentha × piperita). Le sostanze aromatiche (oli eterei) sono contenute all'interno di peli ghiandolari.
Le radici sono secondarie da rizoma. Il rizoma è strisciante.
La parte aerea del fusto è ascendente con la superficie più o meno pubescente e striata. Il fusto ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave.
Le foglie sono sessili ma anche picciolate (quelle basali) e sono disposte in verticilli alternati a 2 a 2 in modo opposto. La lamina è oblunga con forme da lanceolate a ellittiche con la larghezza massima a metà foglia; l'apice è acuto e i bordi sono seghettati. La superficie è percorsa da semplici nervature poco sporgenti. La consistenza delle foglie è molle, il colore varia dal grigio al verde nella parte superiore, biancastro, o più chiaro, in quella inferiore; la superficie è ricoperta da peli semplici. Le stipole sono assenti. Dimensione delle foglie: larghezza 2 – 4 cm; lunghezza 5 – 9 cm; raramente fino a 9 cm. Lunghezza del picciolo: 4 – 9 mm.
Le infiorescenze, posizionate all'apice del fusto, sono formate da numerosi fiori raccolti in una spiga apicale a forma piramidale appuntita senza essere sottese da foglie. I fiori sono quasi sessili o brevemente pedicellati. Possono essere presenti più verticillastri inferiori distanziati. Lunghezza dell'infiorescenza: 3 – 8 cm. Lunghezza del pedicello: 2 mm.
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice - il perianzio - sono a 5 parti). I fiori sono proterandri (protezione contro l'autoimpollinazione). Lunghezza del fiore: 3 – 4 mm.
Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule con forme da ovoidi a cilindroidi con la superficie da liscia a rugosa. La deiscenza è basale o laterale.
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).
Queste piante si riproducono anche per mezzo dei rizomi.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.

Dal punto di vista fitosociologico alpino Mentha longifolia appartiene alla seguente comunità vegetale:
Per l'areale completo italiano Mentha longifolia appartiene tra le altre alla seguente comunità vegetale:
Descrizione: la suballeanza Phragmitenion communis è relativa a vegetazione costituita da graminacee alte, sensibili ai periodi di emersione e comprende tutte le associazioni che sono strettamente legate ad ambienti di acqua dolce, distinguendosi quindi da altre suballeanza come Scirpenion maritimi relative a comunità di ambienti salmastri. Questa associazione è potenzialmente distribuita su tutto il territorio italiano. Inoltre è caratterizzata da una certa ricchezza floristica, ma sono presenti anche popolamenti monospecifici, caratterizzati da individui che si riproducono per via vegetativa. Le cenosi del Phragmiteni communis colonizzano le aree marginali dei sistemi di acqua dolce italiani; sono quindi tipici delle zone prossime alla costa dei laghi, alle rive dei fiumi e delle aree umide ad essi limitrofi.
Specie presenti nell'associazione: Mentha aquatica, Lythrum salicaria, Lycopus europaeus, Calystegia sepium, Agrostis stolonifera, Bidens frondosa, Bidens tripartita, Schoenoplectus lacustris, Alisma plantago-aquatica, Veronica anagallis-aquatica, Sparganium erectum, Typha latifolia, Phalaris arundinacea, Glyceria maxima.
Altre alleanze per questa specie sono:
La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Mentha fa parte della sottofamiglia Nepetoideaetribù Mentheae (sottotribù Menthinae) appartenente alla .
Il numero cromosomico di M. longifolia è: 2n = 24 e 48.
Sono riconosciute le seguenti sottospecie:
Sono state descritte le seguenti varietà:
Sono stati descritti i seguenti ibridi interspecifici (o nothospecie):
La specie di questa voce fa parte del Gruppo di Mentha spicata caratterizzato da infiorescenze formate da verticillastri a spiga e corolle glabre sia esternamente che nelle fauci. Appartengono a questo gruppo quattro specie principali più altre secondarie. Lo schema seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche per descrivere le specie della flora spontanea italiana appartenenti a questo gruppo:
L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
Sinonimi di Mentha longifolia subsp. capensis
Sinonimi di Mentha longifolia subsp. noeana
Sinonimi di Mentha longifolia subsp. typhoides
Sinonimi di Mentha longifolia subsp. wissii
Sinonimi di Mentha longifolia var amphilema
Sinonimi di Mentha longifolia var asiatica
Sinonimi di Mentha longifolia var kotschyana
Sinonimi di Mentha longifolia var petiolata
Sinonimi di Mentha longifolia var schimperi
Le specie principali del genere Mentha, presenti sul territorio italiano, sono abbastanza simili. La tabella seguente mette a confronto alcuni dei caratteri più significativi di queste specie.
| Specie | Massima altezza | Foglie (ancoraggio al fusto; forma della lamina; massima lunghezza) | Tipo infiorescenza | Struttura del calice |
|---|---|---|---|---|
| M. aquatica | 90 cm | Picciolate; da ovali a lanceolate; 9 cm | Uno o due teste emisferiche senza foglie | Attinomorfa |
| M. arvensis | 40 cm | Picciolate; largamente ovate; 5 cm | Verticillastri alla base di una coppia di foglie molto più lunghe dell'infiorescenza | Attinomorfa |
| M. longifolia | 100 cm | Sessili; lanceolate; 9 cm | Diverse infiorescenze ramose con teste allungate su steli verdi | Attinomorfa |
| M. pulegium | 50 cm | Picciolate; lanceolate-lineari; 2 cm | Diversi verticillastri subsferici alla base di una coppia di foglie poco più lunghe dell'infiorescenza | Più o meno bilabiata |
| M. spicata | 100 cm | Sessili; lanceolate e acute; 9 cm | Diverse infiorescenze ramose con teste allungate su steli rossastri | Attinomorfa |
| M. suaveolens | 60 cm | Sessili; da ovate a subrotonde; 4,5 cm | Diverse infiorescenze ramose con teste allungate e ravvicinate | Attinomorfa |
Inoltre Mentha longifolia viene spesso ampiamente confusa con alcune varianti di Mentha spicata, da cui può tuttavia essere distinta per i peli semplici non ramificati, differenti dai peli ramificati di Mentha spicata.
Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:
Vari studi stanno prendendo in considerazione l'utilizzo della pianta nella produzione di farmaci. Alcuni dei composti chimici contenuti nella pianta sono nocivi per cui è consigliabile un uso controllato.
Le parti edibili sono le foglie (crude o cotte) con le quali si può fare il the, oppure possono essere usate come condimento/spezie.
Come tutte le Mentha, anche Mentha longifolia può comportarsi come una pianta infestante; pertanto particolare cura va posta affinché non venga introdotta in aree non controllate.