Nootropo

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Un nootropo, detto anche smart drug (farmaco intelligente), smart nutrient, memory enhancer, "study" drug e brain doping, è una sostanza medicinale che aumenta le capacità cognitive dell'essere umano (abilità e funzionalità del cervello). Generalmente, i nootropi lavorano aumentando il rilascio di agenti neurochimici (neurotrasmettitori, enzimi e ormoni), migliorando l'apporto di ossigeno al cervello o stimolando la crescita nervosa.

La parola "nootropo" è stata coniata dallo psicologo rumeno e chimico Cornelius Giurgea nel 1972-1973 e deriva dal greco antico νόος?, nóos ("mente") e τροπέω, tropéō ("mutare").

Presentazione

I nootropi sono sostanze medicinali sottoforma di farmaci, estratti contenuti in integratori alimentari o contenute in alimenti che migliorano la capacità di pensare, apprendere e memorizzare; in altre parole, attivano funzioni cognitive come la memoria e l'apprendimento attraverso un'interferenza con il metabolismo delle cellule nervose nel sistema nervoso centrale (CNS). I nootropi per esempio aumentano i livelli di apprendimento, il mantenimento dell'apprendimento e la facilitazione del flusso di informazione tra i due emisferi cerebrali. Altri effetti presunti sono il miglioramento dell'attenzione e memoria durante i momenti di fatica e esaustione e nei soggetti affetti da sindrome da fatica cronica, che causa una sensazione di nebbia mentale (brain fog) che porta a sua volta a lentezza nel processare le informazioni e a difficoltà nello svolgere operazioni mentali anche dopo una lunga notte di sonno profondo.

In particolare, questi farmaci funzionano laddove queste abilità sono danneggiate in modo non eccessivo e vengono somministrati solitamente ai pazienti affetti dalla demenza senile cronica causata dalla malattia di Alzheimer, schizofrenia, infarto, ADHD e nei soggetti che subiscono in generale un declino cognitivo a causa dell'invecchiamento. I nootropi hanno un funzionamento più scarso nei soggetti affetti da demenza acuta. I nootropi sono somministrati in particolare nei soggetti con ritardo mentale, compromissione della memoria, encefalopatia e bambini con la ADHD, anticamente detta "sindrome da disfunzione cerebrale minima" (Minimal brain dysfunction syndrome); inoltre, sono stati studiati i loro effetti anche su soggetti con encefalomielite mialgica (o "sindrome da fatica cronica"), malattia di Alzheimer, schizofrenia, disturbi ipercinetici (tipicamente correlati all'ADHD) e generica demenza senile.

Nonostante funzionino meglio nei soggetti con queste abilità danneggiate in modo moderato, i nootropi attirano anche le persone in perfetta salute cerebrale (e.g., gli studenti universitari) nel momento in cui desiderano migliorare le proprie abilità cognitive. Alcuni studenti universitari in particolare assumono farmaci nootropi non tanto per ottimizzare le proprie sessioni di apprendimento, ma a causa della pressione accademica. Secondo uno studio di Sharif, Fergus, Guirguis et al. (2022) svolto sugli studenti universitari negli Emirati Arabi Uniti, gli studenti che usavano più nootropi erano gli studenti di medicina, seguiti da farmacia, dentistica e ingegneria; su 1399 studenti egiziani, sudanesi e giordani, oltre l'88% di loro consumata nootropi. Secondo un altro studio di Nowrouzi e Richelle (2024) svolto su 323 studenti dell'ultimo anno di medicina, il 12,6% aveva già usato nootropi, mentre un 3,6% aggiuntivo li usava ancora. Lo studio ha evidenziato anche altre cause dell'uso di nootropi: oltre al desiderio di migliorare le proprie funzioni mentali e alla pressione accademica, si aggiunge la gestione di alti livelli di stress, la ricerca di sensazioni spinte (sensation seeking) e l'associazione con altre sostanze. Secondo un ulteriore studio di Rubin-Kahana, Kuperberg, Stryjer et al. (2020) svolto su 1453 studenti israeliani, il 28,1% ha raccontato di avere fatto uso di nootropi e, di essi, il 73,67% ha ammesso di averli usati senza una diagnosi medica. Secondo un questionario in uno studio di Miranda e Barbosa (2022) somministrato a studenti portoghesi di medicina e chirurghi neolaureati, è emerso che il nootropo più usato era il metilfenidato (MPH), usato dal 35% di chi usava nootropi; il secondo più popolare era il modafinil (10%), per cui insieme costituiscono quasi metà dei casi. Secondo gli autori, la pressione accademica di questi studenti non derivava solo dal desiderio di prendere buoni voti negli esami e nell'esame di laurea, ma anche dall'alta retta universitaria.

Ulteriori studi hanno evidenziato come, oltre ai soggetti in perfetta salute e agli studenti universitari, anche alcuni atleti (pure amatoriali) fanno uso di farmaci nootropi. Secondo uno studio di Dietz, Ulrich, Dalaker et al. (1993) svolto su 2997 atleti amatoriali, il 15% ha raccontato di usare nootropi. Tuttavia, gli effetti dei nootropi in ambito specificatamente sportivo non sono chiari. Secondo un articolo di Amber Dance pubblicato su Nature nel 2016, i giocatori di sport mentali possono diventare potenzialmente degli utilizzatori di nootropi; un esempio di giocatore di sport mentali è il videogamer professionale. In particolare, la giornalista ha raccontato che nell'edizione di ESL (Electronic Sports League) a Colonia del 2015, a un gruppo di videogamer selezionati a caso è stato prelevato un campione di saliva per accertare o meno la presenza di brain doping prima della competizione; in palio, c'era un premio di 250.000$. Alcuni nootropi, anche sottoforma di droga, sarebbero usati dai soldati in guerra. Un esempio di droga illegale con effetti nootropi usata dai soldati in Medioriente è la fenetillina o "Captagon", un mix di teofillina (un farmaco) e anfetamine; la fenetillina aumenta il focus, determinazione e resistenza ma porta anche a un calo di empatia. La fenetillina, prodotta dalla Captagon e usata inizialmente come farmaco terapeutico, è diventato una droga illegale che può provocare dipendenza nei soldati e in generale nei vari utilizzatori.

I farmaci nootropi, in particolare l'Adderall e il Ritalin (due farmaci a base di anfetamine in origine concepiti per trattare l'ADHD), sono i protagonisti di un documentario pubblicato su Netflix del 2018, "Take Your Pills". Il documentario, creato da Alison Klayman e ambientato negli Stati Uniti, ha mostrato come il consumo in particolare di Adderal e Ritalin fosse in aumento e di come l'assunzione incontrollata e senza disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) pregressi provochi danni da abuso. Secondo gli studenti intervistati nel documentario, molti assumono l'Adderall almeno una volta durante il loro percorso accademico.

Gran parte dei nootropi è di origine naturale, si ricava da foglie e radici e si trova sottoforma di estratti e integratori alimentari venduti in negozi sia fisici che online; i nootropi naturali sono facilmente reperibili, non necessitano di prescrizione medica, hanno una minore tossicità anche in caso di overdose, hanno la più alta biodisponibilità (sono cioè assorbiti più facilmente dal corpo dopo l'assunzione) e mostrano il mix più alto di sostanze benefiche per l'organismo, per cui la presenza di più sostanze che operano in sinergia porta a un insieme vasto di effetti farmaceutici. i nootropi sintetici di contro necessitano talvolta di prescrizione medica, sono di più difficile reperimento, sono meno biodisponibili, sono tossici se presi in dosi eccessive e isolano un solo effetto farmaceutico. In generale, i nootropi nei pazienti con danni cerebrali mostrano raramente degli effetti collaterali e, quando si manifestano, solitamente sono lievi; degli esempi sono i disturbi del sonno o "dissonnie", un incremento della libido e reazioni allergiche. I nootropi sono controindicati nelle donne incinte o in fase di allattamento e nei soggetti con allergia.

I nootropi in gran parte fanno effetto se sono assunti nel lungo termine, per cui una sola dose è insufficiente; inoltre, se la dose è troppo bassa, non hanno effetto. I nootropi, per fare effetto, devono superare la barriera emato-encefalica (BBB). Nel caso dei soggetti con danni alla memoria e simili, i nootropi devono essere assunti per almeno 2-3 settimane dopo la scomparsa del danno. Gli effetti dell'assunzione di nootropi nel lungo termine sui soggetti in salute sono sconosciuti.

In generale, tutti i nootropi (soprattutto quelli venduti online senza controlli) sono esposti al rischio di contraffazione, di alterazione a causa di una cattiva conservazione e di contaminazione sia intenzionale che accidentale, per cui il composto è allungato/tagliato o semplicemente è impuro.

Tipologie e meccanismi di azione

I nootropi, in base alla loro natura e effetto, sono suddivisibili in 4 sottogruppi:

Tutti i nootropi modificano il metabolismo delle cellule nervose migliorando il rifornimento di glucosio e ossigeno, migliorando la sintesi di proteine neuronali e acidi nucleici, stimolando il metabolismo dei fosfolipidi nelle membrane neuro-ormonali e grazie ai loro effetti anti-ipossia e neuroprotettivi (anti-neurotossici). Alcuni nootropi, in più, migliorano l'eliminazione dei radicali liberi e migliorano la plasticità degli eritrociti o "globuli rossi"; questi due effetti migliorano la circolazione del sangue verso il cervello. Pertanto, non rilasciano direttamente neurotrasmettitori. L'influenza del metabolismo cerebrale (shift metabolico) avviene nel momento in cui i nootropi riescono a penetrare la barriera emato-encefalica, per cui i nootropi possono diventare metabolicamente attivi. Un ulteriore meccanismo riguarda l'aumento dell'assorbimento della colina, a sua volta un precursore di un importante neurotrasmettitore nel cervello, l'acetilcolina (ACh) prodotta dai neuroni colinergici (e dunque dal sistema colinergico). Un altro meccanismo d'azione riguarda l'aumento del rilascio del glutammato, un altro neurotrasmettitore cerebrale. Infine, un presunto meccanismo d'azione riguarda il coinvolgimento degli steroidi: ad esempio l'amminoglutetimide, un farmaco antisteroideo (inibisce l'azione degli steroidi) ha reso inefficace il piracetam, che è un famoso farmaco nootropo.

Una classificazione più complessa di Napoletano, Schifano, Corkery et al. (2020) ha individuato 142 nootropi suddivisi in 10 categorie; di ogni categoria, è stato anche contato il numero di nootropi che contiene e la percentuale totale:

Dunque, i primi due gruppi (piante e erbe, farmaci con prescrizione medica) insieme costituiscono quasi metà dei 142 nootropi noti e reperiti al 2020.

Elenco dei nootropi più diffusi

Composti nootropi classici

I composti nootropi classici sono molecole sintetiche vendute come farmaci che necessitano una prescrizione medica. Svariati di essi agiscono sul sistema colinergico o sul metabolismo cerebrale.

Sostanze che incrementano il metabolismo cerebrale

Le sostanze che incrementano/migliorano il metabolismo cerebrale (cerebral metabolism enhancer) sono un gruppo di farmaci per cui è richiesta la ricetta medica; si distinguono dai nootropi classici perché, nonostante siano entrambi farmaci, il loro meccanismo d'azione è diverso: questi ultimi infatti possono agire sul sistema colinergico e dunque sui neuroni colinergici, mentre i primi agiscono interamente sul metabolismo cerebrale. Gli effetti delle sostanze che incrementano il metabolismo cerebrale tipicamente sono sia nootropi che vasodilatatori e emoreologici (cioè agiscono anche sulla capacità di deformazione in tal caso del sangue; ad esempio, una caratteristica reologica del sangue è la sua viscosità: ad esempio, il sangue troppo denso e viscoso per la disidratazione, il diabete e l'abuso di fumo può causare confusione mentale o ictus).

Colinergici

Le sostanze che appartengono a questo gruppo di solito includono i precursori dell'acetilcolina o cofattori che contribuiscono alla sintesi dell'acetilcolina. In alternativa, altre sostanze inibiscono l'acetilcolinesterasi, cioè il processo che inattiva l'acetilcolina. L'acetilcolina è un importante neurotrasmettitore nel cervello che funge da mediatore nei processi legati alla memoria, pensiero, calcoli matematici e attenzione; la membrana delle molecole di acetilcolina è costituita da fosfolipidi. Queste sostanze influenzano dunque la trasmissione colinergica nel cervello. In particolare, la lecitina è una sostanza che si reperisce sia da fonti animali che da fonti vegetali; siccome si reperisce dunque anche nelle piante, le fonti di questo colinergico sono suddivise tra il gruppo dei "colinergici" e il gruppo delle "piante con effetti nootropi".

Queste sostanze sono reperibili in forma di integratori alimentari, per cui non sono farmaci somministrabili dietro prescrizione medica. In generale, alcune sostanze e integratori quando sono assunti possono interferire con i farmaci e patologie pregresse (e.g., le sostanze nootrope che hanno anche effetti immunostimolanti possono peggiorare una malattia autoimmune). La biodisponibilità delle sostanze varia in base alla forma (e.g., metilcobalamina VS cianocobalamina nel caso della vitamina B12 all'interno della neurogenesi), in base alla sua eventuale unione con grassi (liposolubilità VS idrosolubilità), in base agli antagonismi tra sostanze (e.g., il calcio con il ferro) e in base alla protezione dall'ossidazione (e.g., la quercetina protegge i grassi insaturi Omega-3 dall'ossidazione).

I colinergici sono:

Un sovradosaggio di acetilcolina inibisce le prestazioni mentali, per cui il dosaggio è importante.

Piante con effetti nootropi

Alcune piante all'interno delle foglie, radici, corteccia, rizomi e semi contengono delle sostanze fitochimiche che hanno effetti nootropi. Svariate di queste piante erano già usate nella medicina tradizionale delle varie parti del mondo (e.g., medicina tradizionale cinese, indiana/ayurvedica, giapponese, coreana, thailandese, messicana...). Gli agenti fitochimici con effetti nootropi sono tra le fonti più popolari e accessibili di nootropi e le specie coltivate con scopo commerciale riescono a ottenere una resa più elevata delle coltivazioni e hanno caratteristiche per cui la confusione con altre piante o falsificazione è più difficile. Tuttavia, le piante da coltivazioni commerciali hanno il rischio di danno chimico (e.g., derivante dall'uso di pesticidi invece dei biocidi). Le piante con agenti fitochimici nootropi bioaccumulano la più grande concentrazione degli agenti in un periodo preciso della loro crescita, per cui sono raccolte proprio in quel momento; durante la raccolta, le foglie non vengono danneggiate per non danneggiare i composti dentro le foglie. Le foglie e i gambi sono raccolti solitamente appena prima della fioritura o durante la fioritura, mentre i fiori sono raccolti prima del loro sviluppo pieno o mentre sono ancora dei boccioli; i frutti e i semi vengono raccolti quando raggiungono la maturazione completa, mentre le radici e rizomi sono raccolti in autunno o primavera, quando lo sviluppo della pianta entra in uno stato dormiente. Infine, la corteccia viene raccolta nelle zone temperate a inizio primavera siccome inizia lo stato di crescita vegetativa e, nelle zone tropicali/torride, durante l'anno. Già durante la fase di raccolta, i coltivatori prestano attenzione al fatto che agenti fitochimici come la vitamina C ("acido ascorbico") e i tannini possono reagire con i metalli.

Dopodiché, le parti raccolte vengono setacciate, lavate e trattate in vari modi. In particolare, l'essiccatura (eventualmente preceduta da fermentazione) ferma l'azione degli enzimi nella pianta e in più la rende un ambiente inospitale per funghi e batteri; se l'essiccatura avviene all'ombra, in tal caso la temperatura di essiccazione viene controllata: se il calore è eccessivo, può danneggiare i composti fitochimici (e.g., le piante che contengono oli essenziali volatili non devono essiccare a temperature oltre i 40 °C siccome il calore eccessivo rilascia e fa dunque perdere gli oli essenziali). Un metodo alternativo di essiccazione, oltre al sole, all'essiccatore e all'uso dell'ombra, è la liofilizzazione; la liofilizzazione è un processo di essiccazione che usa uno sbalzo di temperatura compreso tra -20 °C e -50 °C più il vuoto. Tuttavia, la liofilizzazione tende a preservare alcuni fenoli e sostanze volatili che possono agire in antagonismo con altri agenti fitochimici nella pianta; inoltre, le piante e spezie liofilizzate tendono a diventare igroscopiche, cioè molto capaci di assorbire e trattenere l'acqua al loro interno, e devono essere tenute lontane dall'umidità, insetti, polvere e luce. Le piante essiccate vengono infine impacchettate e vendute intere come materia prima o sottoposte a ulteriori lavorazioni, come ad esempio la triturazione in polvere o l'estrazione degli composti attivi con metodi chimici e non-chimici (e.g., estrazione di alcaloidi e glicosidi, distillazione a caldo o a freddo degli oli essenziali, pressione per estrarre oli e grassi). Il prodotto finito può apparire come una polvere per fare tisane calde (le particelle d'acqua in movimento rompono le pareti cellulari e fanno disperdere per lisciviazione gli agenti fitochimici nell'acqua calda entro una certa temperatura di sicurezza) o come integratori in pillole o capsule o come boccette di oli essenziali. Gli integratori alimentari, se prodotti senza controlli rigorosi, come ulteriore fattore di rischio hanno delle dosi di sostanza nootropa più bassa o più alta rispetto a quella dichiarata nell'etichetta. Pertanto, chi assume integratori con una dose diversa, può assumere una dose giornaliera insufficiente o eccessiva di nootropi. Ad esempio, in uno studio di Aureli, Gaudiano, Raimondo et al. (2025), è stata quantificata la presenza di levodopa (un precursore della dopamina) in degli integratori di Mucuna pruriens e Vicia faba acquistabili online; tutti gli integratori la contenevano, ma alcuni avevano la dose indicata sull'etichetta, mentre altri avevano una dose maggiore o minore.

Nel caso della tisana, tenere un piatto sopra la tazza blocca la dispersione di composti volatili; inoltre, un tempo lungo di infusione permette un'estrazione migliore delle sostanze se il tempo lungo e l'ossidazione non portano a una degenerazione. Anche per le piante con effetti nootropi valgono le stesse considerazioni in merito alle interferenze con farmaci, patologie pregresse e all'aumento della biodisponibilità (e.g., sfruttamento della liposolubilità, antagonismi tra sostanze, protezione dall'ossidazione; ad esempio, la curcumina è più biodisponibile se mescolata con grassi e la piperina del pepe nero in grani).

Altri nootropi

Altre sostanze possono essere talvolta indicate come nootropi, tuttavia non fanno parte dei 4 gruppi ufficialmente riconosciuti dalla scienza. Alcune di essere permettono la sintesi di altri 3 neurotrasmettitori, cioè la dopamina, norepinefrina/noradrenalina e serotonina (e dunque essere dopaminergici, noradrenergici e serotoninergici); i siti di azione nel cervello sono il sistema dopaminergico, il sistema noradrenergico e il sistema serotoninergico. Altri ancora sono generici antidepressivi e ansiolitici, siccome la depressione e l'ansia compromettono le prestazioni e processi mentali (e.g., apprendimento, memoria e creatività). Inoltre, la depressione in particolare diminuisce la quantità e efficacia di alcuni neurotrasmettitori (e.g., dopamina, serotonina e noradrenalina) e porta a apatia e/o anedonia; l'ansia invece è correlata a un aumento di cortisolo, che a sua volta diminuisce la quantità e efficacia della dopamina e serotonina. Se l'ansia è cronica, in un primo momento aumenta la noradrenalina, per poi desensibilizzare i recettori e creare la sensazione di esaurimento mentale (associabile a depressione).

Degli esempi di dopaminergici (tipicamente precursori della dopamina o suoi cofattori o inibitori della ricaptazione della dopamina "DARI") sono la L-dopa (farmaco che necessita di prescrizione medica usato nel trattamento della malattia di Parkinson), fenilalanina (accoppiata a vitamina B6 e vitamina C), tirosina (idem), vitamina B6, vitamina C, yohimbina, cabergolina, ropinirolo, pemolina e selegilina. Anche la teanina è dopaminergica.

Degli esempi di serotoninergici (tipicamente precursori della serotonina o suoi cofattori o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina "SSRI") sono la 5-HTP (una forma di triptofano molto biodisponibile), il triptofano (accoppiato alla vitamina B6 e vitamina C e amminoacido che produce la melatonina), l'estratto di semi di Griffonia simplicifolia (contiene 5-HTP) e nuovamente la selegilina. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) in svariati studi non mostrano effetti nootropi.

Degli esempi di noradrenergici (tipicamente precursori della noradrenalina o inibitori della ricaptazione della noradrenalina "SNRI") utilizzati tramite prescrizione medica nel trattamento dell'ADHD, sono il bupropione e l'atomoxetina; a esse, si aggiungono la L-tirosina, yohimbina L'estratto di Rhodiola rosea, già ufficialmente un nootropo, è anche una sostanza noradrenergica. Anche il metilfenidato, yohimibina e la seleginina sono noradrenergici.

Dopodiché, delle droghe che simulano i nootropi sono la caffeina (reperibile nel caffè, guaranà e in parte nel tè), la nicotina nei cerotti transdermici e nel tabacco, la fenetillina o "Captagon", le anfetamine (e.g., PMA, PMMA, 4-MTA e DMA), l'LSD in microdosi, la DMT in microdosi, l'MDMA (ecstasy) in microdosi, la psilocibina in microdosi, la psilocina e presumibilmente alcune benzodiazepine. Mentre la caffeina e nicotina sono universalmente legali, tutte le altre sono illegali. In generale, le droghe in particolare pesanti provocano dipendenza, disturbi dell'umore, danni cerebrali anche irreversibili e il sovradosaggio può essere letale.

Inoltre, la generica attività fisica, oltre ad avere effetti neurogenici, angiogenici e neuroprotettivi, ha effetti paragonabili ai nootropi siccome fa aumentare la capacità del corpo di fornire ossigeno alle cellule cerebrali; lo sport entra poi in sinergia con uno stile di vita generalmente sano (e.g., una dieta sana e una buona igiene del sonno).

Elenco di 142 nootropi

Uno degli elenchi più completi di nootropi è stato stilato da Napoletano, Schifano, Corkery et al. (2020) e si basa su una classificazione più complessa che non fa uso di 4 gruppi, ma di 10 categorie. In totale, gli autori hanno individuato e categorizzato 142 nootropi, incluse piante, farmaci e droghe. Gli autori hanno però indicato che al 2020 non esisteva una classificazione esaustiva/completa e ufficiale di tutti le sostanze identificate come nootrope, per cui la lista di 142 nootropi è solo un punto di riferimento.

Piante, erbe e integratori

Il gruppo contiene 41 nootropi, cioè il 29% del totale:

La vitamina A e D sono liposolubili, per cui vengono assorbite solo se si legano ai grassi. Siccome sono liposolubili, si bioaccumulano nel fegato, per cui un eccesso di tali vitamine porta più facilmente a ipervitaminosi. La forma di vitamina D più biodisponibile in integratori è la D3; siccome la vitamina D ha anche il ruolo di usare il calcio nel corpo, l'associazione con la vitamina K2 (e.g., forma MK-7) evita la calcificazione per errore delle arterie invece delle ossa e denti. Le cumarine, siccome sono usate anche nei farmaci anticoagulanti, inibiscono l'azione della vitamina K. La curcumina in generale è più biodisponibile se si accoppia alla piperina del pepe nero, mentre le catechine nel tè sono più biodisponibili dopo un pasto, insieme alla vitamina C o mescolando il succo di limone al tè (contiene sia vitamina C che acido citrico). La caffeina, se assunta di sera attraverso il caffè, tè o guaranà, può interferire con il sonno di qualità. La marijuana, oltre a essere illegale, potrebbe avere un contenuto di principio attivo THC troppo alto o essere tagliata con sostanze pericolose, per cui può provocare dipendenza e/o danni alla salute; inoltre, può interferire con il sonno alla pari di molte altre droghe, per cui la salute e i processi di consolidamento dell'apprendimento sono compromessi.

Farmaci con prescrizione medica

Il gruppo contiene 24 nootropi, cioè il 17% del totale, più un altro citato in un altro studio:

Alcuni di essi sono inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) come la sertralina e citalopram, che in svariati studi non hanno mostrato effetti nootropi presumibilmente per dei problemi nella strutturazione degli studi.

Farmaci che migliorano l'immagine e prestazioni (IPED)

Il gruppo contiene 21 nootropi, cioè il 15% del totale:

Un gruppo di loro (il piracetam e i suoi derivati, cioè aniracetam, coluracetam, fasoracetam, nefiracetam, oxiracetam, fenylpiracetam, piracetam e pramiracetam) in svariati studi non ha mostrato effetti nootropi. Al 2020, non esistevano studi sull'accertamento degli effetti nootropi del coluracetam, fasoracetam e fenilpiracetam.

Psicostimolanti

Il gruppo contiene 21 nootropi, cioè il 15% del totale, e sono indicati con sigle complesse contenenti anche dei numeri:

Miscellanei

Il gruppo contiene 8 nootropi, cioè l'8% del totale, e alcuni di essi sono amminoacidi:

Fenetilamine

Il gruppo contiene 6 nootropi, cioè il 6% del totale:

Molte di queste sostanze sono allucinogeni, stimolanti e entactogeni (cioè sostanze che promuovono l'empatia e l'apertura mentale) con struttura chimica simile alle catecolamine (cioè dopamina, noradrenalina e adrenalina). Inoltre, hanno una struttura simile alle anfetamine.

Farmaci GABAergici

Il gruppo contiene 5 nootropi, cioè il 5% del totale:

Tutti questi nootropi interferiscono con il sistema GABAergico (cioè legato all'acido γ-amminobutirrico, un neurotrasmettitore che calma l'attività neuronale e dunque porta a rilassatezza); tipicamente, stimolano o inibiscono il sistema GABAergico in base all'effetto finale ricercato (eccitazione VS rilassatezza).

Cannabimimetici

Il gruppo contiene 4 nootropi, cioè il 4% del totale:

I farmaci si chiamano "cannabimimetici" siccome influiscono sugli stessi recettori dei cannabinoidi (THC e CBD) nella cannabis. Mentre il consumo di cannabinoidi provoca deficit cognitivi nel lungo termine, l'assunzione controllata di cannabimimetici in caso di patologie neurodegenerative (e.g., malattia di Alzheimer) può offrire degli effetti positivi osservati negli studi sui ratti.

Derivati della triptamina

Il gruppo contiene un solo nootropo (cioè lo 0,5% del totale), che è il fipexide, detto anche "Attentil" e "Vigilior". Il fipexide è stato sviluppato in Italia nel 1983 e usato in Italia e Francia sui pazienti affetti da demenza. A causa di alcuni suoi rari effetti collaterali, è caduto in disuso.

Derivati della piperazina

Il gruppo contiene un solo nootropo (cioè lo 0,5% del totale), che è la mexamina o "5-MT", un derivato della triptammina; la mexamina è simile alla serotonina e melatonina (un ormone sintetizzato nella ghiandola pineale o "epifisi" a partire dalla serotonina per stimolare il sonno). Tuttavia, al 2020 non esistono studi su soggetti umani sugli effetti nootropi della mexamina.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 (EN) Matěj Malík e Pavel Tlustoš, Nootropics as Cognitive Enhancers: Types, Dosage and Side Effects of Smart Drugs, in Nutrients, vol. 14, n. 16, 17 agosto 2022, pp. 3367, DOI:10.3390/nu14163367. URL consultato il 15 novembre 2025.
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