| Roberto Vannacci | |
|---|---|
| Presidente nazionale di Futuro Nazionale | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 6 febbraio 2026 |
| Predecessore | Carica istituita |
| Sito istituzionale | |
| Vicesegretario federale della Lega per Salvini Premier | |
| Durata mandato | 15 maggio 2025 – 3 febbraio 2026 |
| Vice di | Matteo Salvini |
| Contitolare | Alberto Stefani Claudio Durigon Silvia Sardone |
| Predecessore | Andrea Crippa |
| Sito istituzionale | |
| Europarlamentare | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 16 luglio 2024 |
| Legislatura | X |
| Gruppo parlamentare | ESN (dal 24/02/2026) NI (dal 04/02/2026 al 24/02/2026) PfE (dal 16/07/2024 al 03/02/2026) |
| Circoscrizione | Italia nord-occidentale |
| Incarichi parlamentari | |
| |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Futuro Nazionale (dal 2026) In precedenza: Ind. (2024-2025) LSP (2025-2026) |
| Titolo di studio | Master universitario di II livello in studi internazionali strategico-militari |
| Università | Centro alti studi per la difesa |
| Professione | Militare |
| Roberto Vannacci | |
|---|---|
| Nascita | La Spezia, 20 ottobre 1968 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | Fanteria |
| Corpo | COMFOTER |
| Specialità | |
| Unità | 9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin" |
| Anni di servizio | 1986 - 2025 |
| Grado | Generale di divisione |
| Guerre | |
| Campagne | |
| Comandante di | |
| Studi militari |
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| Fonti citate nel corpo del testo | |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Roberto Vannacci (La Spezia, 20 ottobre 1968) è un generale e politico italiano, presidente di Futuro Nazionale dal 6 febbraio 2026.
Ha ricoperto i ruoli di comandante del 9º Reggimento d’assalto paracadusti "Col Moschin", della Brigata paracadutisti “Folgore", del contingente italiano nella Guerra civile in Iraq, nonché della Task Force 45 durante la Guerra in Afghanistan.
La pubblicazione, ad agosto 2023, del libro Il mondo al contrario lo ha portato al centro di una considerevole attenzione mediatica, seguita da polemiche e denunce, a causa dei contenuti controversi espressi su temi quali omosessualità, immigrazione, femminismo e ambientalismo. Vannacci è stato sospeso provvisoriamente dall'Esercito in seguito ad un'inchiesta interna secondo la quale la pubblicazione del libro avrebbe compromesso il prestigio e il principio di terzietà della forza armata.
Candidatosi con la Lega come indipendente alle elezioni europee del 2024, è risultato eletto. Nel febbraio del 2025 ha cessato il servizio nell'Esercito e ad aprile ha preso la tessera della Lega, partito che ha abbandonato nel febbraio del 2026 per fondare Futuro Nazionale.
Nato a La Spezia, ma cresciuto a Ravenna, è figlio di un capitano di artiglieria spezzino, mentre suo nonno materno era un marinaio sardo originario de La Maddalena e sua nonna materna era una istriana di Pola di origine ungherese. Ha conseguito la maturità scientifica presso l'Istituto statale italiano Leonardo da Vinci di Parigi. È sposato con Camelia Mihailescu e ha due figlie.
Ha frequentato l'Accademia militare di Modena e la Scuola di applicazione di Torino; ha superato le selezioni per accedere all'unità di incursori dell'Esercito Italiano, il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin", dove ha completato il corso di formazione e ha conseguito il brevetto di incursore. Tra il 1992 e il 1994, da comandante di distaccamento operativo incursori, ha preso parte alle operazioni Ibis I e II in Somalia e all'operazione Ippocampo in Ruanda e Yemen. Tra il 1996 e il 2000 ha svolto servizio in Bosnia Erzegovina nelle operazioni IFOR e SFOR. Ha diverse lauree in ambito militare conseguite tramite percorsi che si inseriscono nella formazione accademica degli ufficiali delle Forze Armate: in scienze strategiche (conseguita presso l'Università di Torino), in scienze internazionali e diplomatiche (presso l'Università di Trieste), in scienze militari (presso l'Università di Bucarest), un master di II livello in scienze strategiche presso la Scuola interuniversitaria di scienze strategiche di Torino ed uno in studi internazionali strategico-militari presso il Centro alti studi per la difesa. La ricostruzione dettagliata degli esami sostenuti e dei crediti eventualmente riconosciuti per ciascun titolo non risulta interamente disponibile nelle fonti pubbliche.
Nel 2004 viene distaccato presso il neo costituito Comando interforze per le operazioni delle forze speciali (COFS) a Roma, dove ricopre i maggiori incarichi operativi e di staff, tra cui quello di capo ufficio Operazioni, sottocapo di stato maggiore operativo e vice comandante/capo di stato maggiore. Terminato nel 2009 l'incarico al COFS viene inviato in Afghanistan come assistente militare del capo di stato maggiore della International Security Assistance Force (ISAF), il generale Marco Bertolini, primo ufficiale italiano a ricoprire tale incarico. Da maggiore e tenente colonnello, ha condotto operazioni speciali in Iraq e in Afghanistan: ha comandato per due turnazioni (2005-2006) lo Special Forces Task Group in Iraq ed è stato il primo comandante della Task Force 45 in Afghanistan, schierata a Herat e Farah.
Nel 2011, durante la Primavera Araba, ha operato in Libia, svolgendo attività di supporto alle autorità diplomatiche italiane. Sotto tale incarico ha organizzato e portato a termine l'evacuazione d'emergenza della sede diplomatica di Tripoli e dei cittadini italiani ancora rimasti nelle vicinanze della capitale. Tornato in Afghanistan, nel 2013, poco prima della transizione da ISAF a Operazione Sostegno Risoluto, assume l'incarico di capo di stato maggiore delle forze speciali della NATO (ISAF SOF HQ).
Dal 2011 al 2013 ha comandato il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin". In seguito, dal 2014 al 2016, ha assunto l'incarico di capo ufficio relazioni internazionali presso il III reparto dello Stato maggiore della difesa. Nel settembre 2016, promosso generale di brigata, ha assunto il comando della Brigata paracadutisti "Folgore".
Dal settembre 2017 all'agosto 2018, in Iraq, ha assunto il comando del contingente nazionale terrestre dell'operazione Prima Parthica, nonché del Deputy Commanding General for Training della coalizione anti ISIS nell'ambito dell'operazione Inherent Resolve. In tali ruoli è stato responsabile dell'addestramento e dell'equipaggiamento delle forze irachene impegnate nei combattimenti contro lo Stato Islamico.
Dal 2018 al 2020 è stato capo di stato maggiore della Divisione "Vittorio Veneto" mentre nel 2019 è stato premiato dalla sezione di Firenze dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS) con l'onorificenza "Armando Frigo e Bruno Neri-Lo Sport per la Pace" per le Missioni di pace all'estero. Nel giugno del 2020, Vannacci, in quanto datore di lavoro della missione Prima Parthica, ha denunciato il pericolo dell'esposizione alle particelle di uranio impoverito e ha presentato esposti alla Procura militare e alla Procura ordinaria di Roma denunciando "gravi e ripetute omissioni nella tutela della salute e della sicurezza del contingente militare italiano".
Da dicembre 2020 ha ricoperto l'incarico di addetto per la Difesa presso l'ambasciata d'Italia a Mosca, con accreditamenti anche in Bielorussia, Armenia e Turkmenistan. Sotto tale profilo ha gestito il periodo caratterizzato dal deterioramento dei rapporti tra Italia e Russia a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. Dichiarato persona non grata dalle autorità russe come rappresaglia per le espulsioni decise dal Ministero degli Esteri italiano a seguito delle vicende belliche tra Russia e Ucraina, ha concluso l'incarico nel maggio del 2022.
Promosso generale di divisione, il 21 giugno 2023 ha assunto il comando dell'Istituto Geografico Militare di Firenze.
Il 10 agosto 2023 Vannacci ha pubblicato tramite la piattaforma Kindle Direct Publishing di Amazon il libro Il mondo al contrario. Il libro ha ricevuto numerose critiche a causa dei suoi contenuti ritenuti omofobi e sessisti da parte di alcune testate giornalistiche, ma ha riscosso l'apprezzamento da parte di giornali di orientamento di destra e del generale ed ex capo di stato maggiore della difesa Mario Arpino. Il ministro della difesa Guido Crosetto ha preso le distanze dalle opinioni di Vannacci, definendole "farneticazioni personali che screditano l'Esercito, la Difesa e la Costituzione". Anche lo Stato maggiore dell'Esercito italiano si è dissociato dai contenuti espressi nel libro dall'ufficiale, che non erano stati sottoposti ad autorizzazione né valutazione da parte dei vertici militari, riservandosi l'adozione di provvedimenti a tutela della propria immagine. Le polemiche scaturite dalla pubblicazione del libro di Vannacci hanno avuto un'eco anche nella stampa di altri Paesi europei, fra i quali Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera e Austria. Il libro è stato anche criticato per la grande quantità di errori grammaticali e sintattici. Il libro è salito al primo posto dei più venduti in Italia nella settimana dal 14 al 20 agosto 2023.
Pochi giorni dopo la pubblicazione del libro, Vannacci ha ricevuto la proposta di unirsi a Forza Nuova da parte del leader Roberto Fiore per candidarsi alle elezioni politiche suppletive nel collegio Lombardia - 06 (Monza), ma ha declinato l'offerta. A seguito della pubblicazione del libro, il generale è stato denunciato per diffamazione dalla pallavolista Paola Egonu per aver scritto che i tratti somatici dell'atleta "non rappresentano l'italianità". Tale accusa è stata poi archiviata dal GIP di Lucca.
Il 18 agosto Vannacci viene avvicendato al comando dell'IGM, dal generale di divisione Massimo Panizzi. Nello stesso giorno viene aperta dal Capo di stato maggiore dell'Esercito Italiano, generale di corpo d'armata Pietro Serino, un'indagine sommaria nei confronti di Vannacci per i contenuti del suo libro. Visti gli esiti di tale inchiesta, il 4 novembre viene comunicata al generale l'apertura di un'inchiesta formale nei suoi confronti per accertare eventuali infrazioni disciplinari. Tale inchiesta si conclude nel febbraio 2024 con la sospensione dal servizio per 11 mesi con stipendio dimezzato. Secondo le conclusioni del procedimento interno, infatti, la pubblicazione del libro avrebbe determinato una "lesione al principio di neutralità/terzietà della Forza Armata [...] compromettendo il prestigio e la reputazione dell'Amministrazione di appartenenza e ingenerando possibili effetti emulativi dirompenti e divisivi nell'ambito della compagine militare". Vannacci ha presentato un ricorso al Tar del Lazio, che è stato respinto; il suo legale ha annunciato che presenterà appello al Consiglio di Stato ed eventualmente ricorrerà alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
Trasferito al Comando delle forze operative terrestri, a partire dal 21 agosto, a disposizione del comandante dell'Area territoriale, il 3 dicembre 2023 è stato nominato capo di stato maggiore del Comando delle forze operative terrestri; il Ministero della difesa ha chiarito che si trattava di un incarico di "coordinamento dello staff del comandante".
A marzo 2024 ha pubblicato Il coraggio vince, un libro autobiografico edito da Piemme.

In vista delle elezioni europee del 2024 Vannacci è stato candidato al Parlamento europeo, su annuncio del segretario Matteo Salvini, tra le liste della Lega Salvini Premier come indipendente in tutte le circoscrizioni italiane (e in quelle dell'Italia centrale e meridionale come capolista). Vannacci ha raccolto 555 980 preferenze in tutt'Italia, risultando il primo dei non eletti nelle isole ed eletto europarlamentare nelle altre, nonché il candidato con il maggior numero di preferenze dopo Giorgia Meloni. Nella X legislatura è componente della Commissione per gli affari esteri, della Commissione per la sicurezza e la difesa e delle Delegazioni all'Assemblee parlamentari Caraibi-UE e paritetica OSACP-UE, oltreché membro sostituto della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.
L'8 luglio è stato nominato vicepresidente del gruppo parlamentare europeo Patrioti per l'Europa, anche se a causa delle sue posizioni su diversi temi riguardanti diritti civili e sociali espresse in diverse dichiarazioni e nel suo libro Il mondo al contrario, considerate problematiche da esponenti dello stesso gruppo europeo, la nomina è stata ritirata pochi giorni dopo con una decisione collegiale a cui si è opposta solamente la Lega. Vannacci, nonostante iniziali notizie in senso contrario, è decaduto dalla carica il 17 luglio, un giorno dopo l'inizio della legislatura.
Ad agosto 2024, Forza Nuova ha proposto nuovamente a Vannacci di candidarsi nella loro lista alla presidenza della Regione Liguria per le elezioni regionali di quell'anno, indette a seguito delle dimissioni del presidente Giovanni Toti per le sue vicende giudiziarie di corruzione.
A novembre del 2023, il comitato Il mondo al contrario, associazione ispirata alle opinioni di Vannacci, è diventata a tutti gli effetti un movimento politico.
A febbraio 2025, all'età di 56 anni, è cessato dal servizio nell'esercito ed è entrato in riserva, avendo maturato il requisito pensionistico di 44 anni di contributi.
Il 6 aprile 2025, dopo aver partecipato ufficialmente al congresso federale della Lega, Vannacci ha ottenuto la tessera di partito, diventandone un membro a tutti gli effetti, successivamente è stato nominato vicesegretario federale.

Il 3 febbraio 2026 Vannacci ha abbandonato la Lega e ha fondato Futuro Nazionale, nonostante le sue precedenti smentite riguardo alla fondazione di un partito, a cui ha aderito anche l'associazione Il mondo al contrario. Contestualmente, il gruppo parlamentare europeo dei Patrioti per l'Europa ne ha decretato l'espulsione portando quindi Vannacci ad aderire al gruppo dei Non Iscritti. In seguito Vannacci è entrato nel gruppo di estrema destra dell'Europa delle Nazioni Sovrane, fondato dai tedeschi di Alternative für Deutschland.
A Futuro Nazionale hanno aderito successivamente tre deputati, due provenienti dal gruppo parlamentare della Lega (Rossano Sasso e Edoardo Ziello) e uno dal misto (Emanuele Pozzolo, in precedenza espulso da Fratelli d'Italia).
Il 31 marzo 2026 il movimento Indipendenza! di Gianni Alemanno è confluito in Futuro Nazionale.
Il 19 maggio 2026 la deputata Laura Ravetto ha aderito al partito fuoriuscendo dalla Lega, il 6 giugno 2026 è stata seguita dai deputati Gianangelo Bof, Davide Bergamini, Domenico Furgiuele, Attilio Pierro e l'economista ed ex europarlamentare della Lega Antonio Maria Rinaldi.
Il 13 giugno 2026, a Roma, all'Auditorium della Conciliazione, si è tenuta l'assemblea costituente del partito. L'11 agosto viene pubblicata la "Base ideologica e programmatica" del partito.
In estate 2026 emergono casi di tesseramento ad insaputa degli interessati.
Propone di vietare in ogni caso l'eutanasia e il suicidio assistito.
Vannacci ha espresso la volontà di creare classi separate per i disabili intellettivi sostenendo, in seguito alle critiche, che non si tratterebbe di un atteggiamento discriminatorio, ma di aiuto.
Vannacci si è definito contrario all'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando che non la considera un diritto e che sia necessario tentare di convincere le donne a non abortire. A tal proposito ha sottoscritto il manifesto valoriale di un'associazione antiabortista.
Ha, inoltre, dichiarato di essere contrario all'introduzione del reato di femminicidio nel codice penale avvenuta durante il Governo Meloni, definendolo «un'assurdità» e affermando che «il femminicidio non esiste», in quanto, a suo dire, il genere, la religione e la nazionalità della vittima non dovrebbero poter definire la gravità di un delitto.
Propone anche una concezione del cosiddetto «patriarcato mediterraneo», basato su «maschi forti» chiamati a impegnarsi «per la costruzione e per la difesa della società» oltreché per la protezione delle donne.
Vannacci ha dichiarato che, dal suo punto di vista, l'omosessualità non sarebbe "normale" e, in seguito alle critiche, ha giustificato la sua posizione sostenendo che si riferiva esclusivamente al fatto che gli omosessuali sono numericamente meno degli eterosessuali.
Propone di vietare in televisione la presenza di persone omosessuali e contenuti LGBT dalle ore 6 alle ore 23. Si oppone a misure come il matrimonio egualitario, le adozioni per coppie omosessuali e all'estensione delle norme anti-discriminatorie. Ha dichiarato di non avere nulla in contrario alle unioni civili, ma in seguito ha proposto la loro abolizione.
Propone di applicare sistematicamente l’art. 724, facendo controllare dalle Forze dell’Ordine e sanzionare le bestemmie pubbliche.
In Il mondo al contrario (2023) Vannacci dedica un capitolo all'ambientalismo. Vi critica quello che considera un ambientalismo estremo e ideologico, e sostiene che la tutela dell'ambiente vada conciliata con lo sviluppo economico e il benessere, anche attraverso il progresso tecnologico. In un'intervista del 2024 si è detto «assolutamente contrario all'ambientalismo ideologico» e ha citato come esempio l'obiettivo europeo di sostituire con veicoli elettrici le auto a combustione entro il 2035.
Sul riscaldamento globale Vannacci ha dichiarato di non essere negazionista e di non avere mai messo in dubbio che i cambiamenti climatici degli ultimi due secoli siano dovuti anche all'attività umana. Ha però sostenuto che il clima sia sempre cambiato e che «il pianeta si salva da solo», aggiungendo che «l'umanità non è mai stata meglio». Durante la campagna per le elezioni europee del 2024 ha definito il Green Deal europeo «roba da ricchi», perché i costi della transizione ecologica sarebbero troppo alti per molti cittadini. Ha inoltre accusato la Commissione europea di aver sacrificato interi settori produttivi «sull'altare dell'ideologia green».
Vannacci si è detto più volte favorevole all'energia nucleare. Nell'aprile 2026 ha attribuito la rinuncia italiana al referendum del 1987, che ha definito «molto politicizzato», e ha sostenuto che le centrali nucleari siano le più sicure in rapporto all'energia prodotta. Nello stesso mese, in un confronto con Matteo Renzi nel podcast Pulp, si è dichiarato favorevole «al cento per cento» alla costruzione di nuove centrali per rendere l'Italia energeticamente indipendente. Nel luglio 2026 ha indicato il «ritorno al nucleare» tra i punti irrinunciabili di un eventuale accordo programmatico con il centrodestra. Il programma di Futuro Nazionale per il decennio 2027–2037, presentato nell'estate del 2026, propone di abolire il Green Deal e la carbon tax, di promuovere il nucleare di nuova generazione e di usare di più l'energia idroelettrica e le biomasse. Il programma respinge inoltre le direttive europee sull'efficienza energetica degli edifici e sull'abbandono dei motori termici, considerate penalizzanti per l'economia italiana. Il 5 settembre 2026, al Forum Ambrosetti di Cernobbio, Vannacci ha affermato che l'Europa dovrebbe cambiare il proprio sistema energetico «buttando a mare il Green Deal». Nello stesso mese il ministro dell'ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato di considerare le sue posizioni sul clima incompatibili con quelle del proprio partito: «Non condivido l'impostazione ideologica».
Vannacci ha fatto della cosiddetta remigrazione uno dei temi centrali della propria attività politica. Il concetto da lui sostenuto non riguarda esclusivamente gli immigrati irregolari o coloro che commettono reati, ma comprende anche gli stranieri legalmente residenti in Italia che, pur lavorando e rispettando le leggi, non siano ritenuti sufficientemente assimilati alla cultura e alla società italiane. Vannacci ha infatti sostenuto che alcune persone appartenenti a culture e civiltà da lui considerate non assimilabili dovrebbero essere rimpatriate nei Paesi d'origine.
Vannacci ha inoltre precisato di non voler necessariamente rimpatriare gli immigrati regolari che lavorano e sono integrati nella società italiana, ma ha sostenuto che la permanenza in Italia, anche prolungata per decenni, non debba comportare automaticamente l'acquisizione della cittadinanza o l'appartenenza al popolo italiano. Secondo la sua impostazione, l'immigrazione dovrebbe quindi essere subordinata anche a criteri di assimilazione culturale.
Le sue posizioni sulla remigrazione hanno suscitato forti polemiche, anche per il carattere coercitivo attribuito da alcuni critici al concetto e per l'accento posto sull'assimilazione culturale.
Si è dichiarato favorevole a rendere lecito il lavoro a partire dai 14 anni di età.
Nel programma di Futuro Nazionale si sostiene il “principio economico di San Paolo”: "chi non vuol lavorare neppure mangi", attirando le critiche di un gruppo di sacerdoti per aver strumentalizzato le Sacre Scritture.
Sul conflitto israelo-palestinese, pur auspicando la cessazione delle ostilità per raggiungere la pace, ha difeso le azioni di Israele, è contrario alle sanzioni verso quest'ultimo e ha inoltre dichiarato che la Palestina «non esiste».
Vannacci ha assunto posizioni favorevoli e di ammirazione nei confronti della Russia e di Vladimir Putin, maturate nel periodo in cui è stato addetto militare a Mosca ed esposte nel libro Il mondo al contrario. Ha affermato di non condividere l'invasione russa dell'Ucraina, ma che preferisce Putin (precisando: "non certo il mio simbolo di uomo politico") a Volodymyr Zelens'kyj, citando il supporto popolare che a suo dire il primo vanterebbe. Ha anche affermato di non credere che Putin sia il responsabile della morte di Aleksej Naval'nyj, in quanto non ci sarebbero prove oggettive.
Secondo David Allegranti, Vannacci avrebbe volutamente condotto una campagna comunicativa basata sul "politicamente scorretto", cercando il voto dei nostalgici del fascismo in modo non esplicito ma giocando su una certa ambiguità. Si è rifiutato di definirsi antifascista, sostenendo che "non si può essere contro qualcosa che non esiste più", ha affermato che Benito Mussolini "ha fatto cose buone" e lo ha definito più volte "uno statista", giustificando poi tale definizione, in seguito alle critiche, con il fatto che ha ricoperto cariche di Stato.
Altre polemiche sono insorte durante la campagna elettorale per le europee del 2024, allorché Vannacci ha diffuso un video spot elettorale in cui invitava a tracciare «una decima» sul simbolo della Lega. Accusato di aver voluto celebrare la Xª Flottiglia MAS al servizio della Repubblica Sociale Italiana, Vannacci si è giustificato dicendo che si stava riferendo all'omonima unità speciale della Regia Marina che operò fino al 1943. Ha fatto riferimenti analoghi in successive occasioni.
Il 24 febbraio 2024 viene indagato per peculato e truffa dalla procura militare, riguardo a rimborsi e indennità ricevuti durante il suo periodo come addetto militare in Russia da febbraio 2021 a maggio 2022. La procura ordinaria ha aperto un fascicolo e la magistratura contabile ha aperto un'indagine per danno erariale, successivamente è stato prosciolto dall'accusa perché il fatto non sussiste.
Il 28 giugno 2024 viene iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per falso ideologico in atto pubblico, in relazione ad alcune dichiarazioni sottoscritte da Vannacci durante il suo incarico di addetto per la Difesa presso l'Ambasciata d'Italia a Mosca. Il 17 aprile 2025 il GIP di Roma ha accolto la richiesta di archiviazione.
Il 26 febbraio 2024, a seguito di varie denunce a suo carico presentate da alcune associazioni, la procura di Roma ha aperto un'indagine per istigazione all'odio razziale nei confronti di Vannacci in merito ad alcune affermazioni presenti nel libro Il mondo al contrario. A luglio il procedimento è stato archiviato dal GIP della procura militare di Roma, fatta eccezione per una presunta diffamazione di un militare menzionato nel libro, su cui la medesima procura ha dovuto indagare. I pubblici ministeri hanno ritenuto che non vi fosse un reato e hanno chiesto l'archiviazione, ma la domanda non è stata accolta dal GIP che ha richiesto l'imputazione coatta. Il 12 dicembre il GUP militare di Roma ha prosciolto Vannacci perché il fatto non sussiste.
Vannacci ha espresso la volontà di creare classi separate per i disabili intellettivi sostenendo, in seguito alle critiche, che non si tratterebbe di un atteggiamento discriminatorio, ma di aiuto. La proposta è stata duramente criticata da politici di tutto l'arco parlamentare, tra cui anche esponenti della Lega, e dalla Conferenza Episcopale Italiana. In seguito, Vannacci ha riconfermato le sue affermazioni dichiarando che aiutare i disabili nel modo più specifico possa, alle volte, "non coincidere con il metterli insieme ad altre persone con caratteristiche diverse" e che per garantire loro momenti di attenzione particolare servirebbero strutture diverse.
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