| Acido alendronico | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| sodium [4-ammino-1-idrossi-1-(idrossi-oxido-phosphoril)- butil]phosphonic acid trihydrate | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C4H13NO7P2 |
| Massa molecolare (u) | 325,124 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 613-929-7 |
| Codice ATC | M05 |
| PubChem | 2088 e 44400013 |
| DrugBank | DBDB00630 |
| SMILES | O=P(O)(O)C(O)(CCCN)P(=O)(O)O |
| Dati farmacologici | |
| Modalità di somministrazione | Orale |
| Dati farmacocinetici | |
| Biodisponibilità | 0.6% |
| Metabolismo | escrezione immodificata |
| Emivita | 126 mesi |
| Escrezione | Renale |
| Indicazioni di sicurezza | |
L'acido alendronico o alendronato è una molecola appartenente alla classe dei bifosfonati utilizzata per rafforzare le ossa, nella terapia e nella prevenzione dell'osteoporosi e nella cura della malattia di Paget dell'osso. In Italia il farmaco è venduto dalla società farmaceutica Merck Sharp & Dohme con il nome commerciale di Fosamax nella forma farmaceutica di compresse da 70 mg. Il farmaco inoltre è venduto da numerose società farmacologiche come medicinale equivalente.
Acido alendronico inibisce il riassorbimento osseo indotto dagli osteoclasti. Come tutti i bifosfonati, è chimicamente correlato al pirofosfato inorganico, il regolatore endogeno del turnover osseo. Ma mentre il pirofosfato inibisce sia il riassorbimento osseo che la mineralizzazione dell'osso neoformato dagli osteoblasti, alendronato, alle dosi farmacologiche normalmente utilizzate, inibisce specificamente il riassorbimento osseo senza determinare alcun effetto sulla mineralizzazione. Infatti il tessuto osseo che si forma durante il trattamento con acido alendronico è qualitativamente normale. L'inibizione del riassorbimento osseo determinata da alendronato è dose-dipendente ed è circa 1.000 volte più forte, a parità di moli, di quella causata dal primo bisfosfonato, l'acido etidronico. Per un'azione ottimale del farmaco, nell'organismo è necessaria una adeguata quantità di calcio e vitamina D in modo che possa essere promosso uno sviluppo osseo normale. Per tale motivo prima di iniziare la terapia dovrebbe essere corretta una eventuale ipocalcemia. Con la sua azione il farmaco determina un aumento della massa ossea e della resistenza dell'osso, riducendo l'incidenza di fratture.
Dopo somministrazione per via orale il farmaco viene rapidamente ma scarsamente assorbito dal tratto gastrointestinale. Come per altri bifosfonati potenti, la biodisponibilità di alendronato dopo somministrazione orale è decisamente bassa. La biodisponibilità, simile nel sesso maschile e femminile, è in media dello 0,6% - 0,7% e si riduce ulteriormente se alendronato è somministrato contemporaneamente al cibo. La concentrazione plasmatica di acido alendronico dopo assunzione orale è così bassa che non può essere rilevata analiticamente. Il legame con le proteine plasmatiche nella specie umana è del 78%. La quota di farmaco assorbita viene rapidamente ridistribuita a livello osseo, mentre circa la metà viene escreta immodificata per via urinaria entro 24 ore. Dopo assorbimento nell'osso, alendronato ha un'emivita terminale stimata in 10 anni. Gli studi clinici non hanno messo in evidenza, nell'uomo o negli animali, un metabolismo di alendronato a livello sistemico.
L'acido alendronico è utilizzato nella prevenzione e nel trattamento dell'osteoporosi postmenopausale e per ridurre il rischio di fratture vertebrali e dell'anca. I dati della letteratura attestano una sua efficacia per il trattamento della malattia di Paget dell'osso. Trova inoltre indicazione nella prevenzione e nel trattamento dell'osteoporosi associata all'utilizzo di corticosteroidi unitamente ad una supplementazione del calcio e della vitamina D.
Gli studi clinici hanno dimostrato che il trattamento di donne in postmenopausa con acido alendronico è in grado di normalizzare il tasso di turnover dell'osso, aumentando in modo significativo la densità minerale ossea (BMD), della colonna vertebrale, dell'anca, del polso e più in generale di tutti di distretti ossei corporei. Acido alendronico comporta una significativa riduzione del rischio di fratture vertebrali, in particolare di quelle a carico del rachide dorsale, e di tutte le fratture non-vertebrali segnatamente di quelle del polso e dell'anca. Nello studio clinico denominato Fracture Intervention Trial, avente come oggetto donne con un alto rischio di fratture (in virtù di preesistenti fratture vertebrali), è stato dimostrato che il trattamento con alendronato 5 mg/die per due anni seguito da 10 mg/die per il terzo anno (con aggiunta di supplementi di calcio e vitamina D) ha portato a circa il 50% di riduzione delle fratture della colonna vertebrale, dell'anca e del polso rispetto ad altre donne inserite in un gruppo di controllo che assumevano solo placebo e calcio con vitamina D.
Alendronato è controindicato nei soggetti con ipersensibilità al principio attivo oppure ad uno qualsiasi degli eccipienti. È inoltre controindicato nei soggetti che presentano malattie, come ad esempio stenosi od acalasia, oppure alterazioni a livello esofageo che possano determinare un ritardato svuotamento dell'organo e, pertanto, aumentare il rischio di effetti indesiderati. Similmente ne è controindicata l'assunzione in soggetti che presentano, per qualsiasi motivo, l'impossibilità a rimanere in piedi o seduti oppure in una posizione che comporta il busto eretto per almeno mezz'ora. Una ultima controindicazione relativa è rappresentata dall'ipocalcemia, la quale, se presente, deve essere corretta prima e monitorata durante il trattamento con questo bifosfonato.
Alendronato deve essere deglutito almeno 30 minuti prima di assumere qualsiasi cibo o bevanda. La compressa non deve essere masticata e neppure sciolta in bocca, per il rischio potenziale che si determinino delle ulcerazioni orofaringee. Per questo motivo viene raccomandato di assumere il farmaco in posizione eretta, con un bicchiere colmo d'acqua naturale (circa 200-250 ml, evitando l'acqua gassata). Dopo aver assunto la compressa il paziente non deve coricarsi per almeno mezz'ora.