| Acido fumarico | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| acido E-butendioico | |
| Nomi alternativi | |
| acido trans-butendioico
acido trans-1,4-butendioico | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C4H4O4 |
| Massa molecolare (u) | 116,07 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 203-743-0 |
| Codice ATC | D05 |
| PubChem | 444972 e 21883788 |
| DrugBank | DBDB01677 |
| SMILES | C(=CC(=O)O)C(=O)O |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,635 g/cm3 (20 °C) |
| Costante di dissociazione acida (pKa) a 291 K | pKa1 = 3.03, pKa2 = 4.44 |
| Solubilità in acqua | 6,3g/l a 20 °C |
| Coefficiente di ripartizione 1-ottanolo/acqua | 0,46 |
| Temperatura di fusione | 287 °C (560 K) |
| Temperatura di ebollizione | 290 °C (563 K) |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔcombH0 (kJ·mol−1) | 2.760 cal/g |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Punto di fiamma | 273 °C (vaso aperto: 546 K) |
| Temperatura di autoignizione | 740°C |
| Simboli di rischio chimico | |
| attenzione | |
| Frasi H | H319 |
| Consigli P | P264+P265 - P280 - P305+P351+P338 - P337+P317 |
L'acido fumarico, acido trans-butendioico o acido paramaleico, è un composto chimico di formula che in condizioni normali si presenta come un solido cristallino incolore, inodore, dal sapore fortemente acido.
Il composto fu ottenuto per la prima volta da Lassaigne mediante distillazione dell'acido malico ed analizzato da Pelouge.
Si tratta di un acido carbossilico, un acido butendioico in cui il doppio legame C=C presenta geometria E e l'isomero dell'acido maleico. Le due sostanze sono isomeri stabili e distinti, dato che la rotazione attorno ad un doppio legame carbonio-carbonio è impedita, poiché la transizione tra gli isomeri cis (Z) e trans (E) possiede una notevole energia di attivazione.
Il composto è combustibile, anche se è difficile innescarlo. In caso di incendio si possono sviluppare fumi irritanti di anidride maleica. Fonde difficilmente e sublima intorno ai 200°C formando anidride maleica e acqua.
Il composto risulta:
| Caratteristiche strutturali | |
|---|---|
| N. di atomi pesanti | 8 |
| N. di donatori di legami a idrogeno | 2 |
| N. di accettori di legami a idrogeno | 4 |
| N. di legami ruotabili | 2 |
| N. di legami stereogenici | 1 |
| Massa monoisotopica | 116,01095860 Da |
| Superficie polare | 74,6 Ų |
| Sezione d'urto | 133,58 Ų [M+Na]+ |
| Caratteristiche fisiche | |
| Gravità specifica | 1,635 a 20°C |
| Pressione di vapore | 1.,54·10-4 mm Hg a 25 °C |
È naturalmente presente in molte piante, nella C. islandica, nella F. officinalis e in alcuni funghi.
L'acido fumarico è stato sintetizzato per la prima volta a partire dall'acido succinico. Si può ottenere:
Attualmente, la sintesi industriale dell'acido fumarico è principalmente basata sull'isomerizzazione catalitica dell'acido maleico in soluzioni acquose a pH basso. Quest'ultimo è accessibile in grandi volumi come prodotto di idrolisi dell'anidride maleica, prodotta mediante ossidazione catalitica del benzene o del butano.
Il composto reagisce:
L’acido fumarico è stabile, sebbene sia soggetto a degradazione da parte di microrganismi sia aerobici che anaerobici. Il fumarato, la sua forma anionica, è un intermedio nel ciclo dell'acido citrico utilizzato dalle cellule per produrre energia sotto forma di adenosin trifosfato (ATP) da alimenti. Esso è formato dall'ossidazione da parte della succinato deidrogenasi del succinato. Il fumarato viene quindi convertito dalla fumarasi a malato. La pelle umana produce naturalmente acido fumarico quando esposta alla luce solare. Livelli cronicamente elevati di acido fumarico sono associati ad almeno tre errori congeniti del metabolismo, tra cui: deficit del complesso 2-chetoglutarato deidrogenasi, deficit di fumarasi e deficit di piruvato carbossilasi.
Due esteri lipofili dell'acido fumarico (MEFAE e DMFAE) si sono dimostrati efficaci nel trattamento della psoriasi volgare e vengono utilizzati associati in capsule gastroresistenti.
L’acido fumarico è generalmente considerato una sostanza relativamente non tossica e non irritante. Tuttavia, sono stati segnalati casi di insufficienza renale acuta e altre reazioni avverse in seguito all’uso terapeutico topico e sistemico dell’acido fumarico e dei suoi derivati nel trattamento della psoriasi o di altri disturbi cutanei. Altri effetti collaterali della terapia orale includono alterazioni della funzionalità epatica, disturbi gastrointestinali e vampate di calore.
L’inalazione della polvere può causare irritazioni alle vie respiratorie. Il composto non è tossico se ingerito. Il contatto prolungato con occhi o pelle può provocare irritazioni.
È utilizzato come stabilizzante di diversi prodotti e come regolatore di acidità in prodotti alimentari dal 1946, generalmente in sostituzione dell'acido tartarico e a volte, dell'acido citrico. È denotato con la sigla E297. Viene utilizzato nella preparazione dei vini poiché ha un effetto negativo sulla fermentazione malolattica. A dosaggi compresi tra 300 e 600 mg/l ha un'azione battericida che inibisce i batteri lattici.
L'acido fumarico è utilizzato nella fabbricazione di resine poliesteree e polialcoli e come mordente per i coloranti. Fin dai primi anni del XXI secolo è stato utilizzato per sintetizzare una delle prime strutture metallo-organiche che presentano applicazioni commerciali grazie alle sue notevoli proprietà meccaniche e di adsorbimento, in combinazione con una bassa tossicità rispetto ad altri MOFs ben studiati. Viene inoltre utilizzato nei prodotti cosmetici.
| Controllo di autorità | GND (DE) 4155633-1 |
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