| Senandorite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JB. |
| Formula chimica | AgPbSb3S6 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico |
| Classe di simmetria | piramidale |
| Parametri di cella | a = 13,005 Å, b = 19,155 Å, c = 25,622 Å, V = 6 382,72 ų, Z = 4 |
| Gruppo puntuale | mm2 |
| Gruppo spaziale | Pmn21 (nº 31) |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 5,456 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3 - 3,5 |
| Colore | grigio acciaio |
| Lucentezza | metallica |
| Opacità | opaca |
| Striscio | nero |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La senandorite, precedentemente nota con il nome di andorite VI e prima ancora andorite (simbolo IMA: Ado VI), è un raro minerale appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica AgPbSb3S6.
Nel 1954 fu introdotto per il minerale il nome "andorite VI" per distinguerlo da un altro minerale noto, l'andorite IV; i due minerali solitamente si formano insieme.
Il nome radice, "andorite" del collezionista di minerali slovacco Andor von Semsey (1833 - 1923); il nome attuale, senandorite, deriva dal latino senarius ('composto da 6 unità') come riferimento alla molteplicità della sottocella di base; è stato proposto nel 1984 e ufficialmente accettato come nuovo nome nel 2022.
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la senandorite con il nome di "andorite VI" e la colloca nella classe "2. Solfuri e solfosali" e da lì nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa viene suddivisa più finemente in base alla composizione del minerale, in modo tale che la senandorite possa essere trovata nella sezione "2.JB Derivati dalla galena, con Pb" dove forma il sistema nº 2.JB.40a insieme ad andorite IV, bursaite, fizélyite, gustavite, lillianite, nakaséite, ramdohrite, roshchinite, treasurite, uchucchacuaite, vikingite e xilingolite.
Tale suddivisione rimane pressoché invariata anche nell'edizione successiva, anche se la senandorite viene collocata nel sistema nº 2.JB in attesa di assegnazione di un numero di gruppo insieme a clino-oscarkempffite, arsenquatrandorite, ginelfite, andreadiniite, chukotkaite, selenojunoite, lechnerite, cuprosenandorite, morleyite, lazerckerite, lasmanisite, montpelvouxite e oscarkempffite.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la senandorite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfosali (S:As, Sb, Bi = x)"; qui è nella sezione dei "solfosali complessi di piombo (Pb-Fe/Mn, Pb-Ag) con Sb (x=2,3 - 2,0)" dove forma il sistema nº II/E.23 insieme a uchucchacuaite, menchettiite, fizélyite, ramdohrite e roshchinite.
La senandorite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pmn21 (gruppo nº 31) con i parametri di cella a = 13,005 Å, b = 19,155 Å e c = 25,622 Å, oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.
La senandorite è stata trovata in vene idrotermali polimetalliche a bassa temperatura associata ad alunite, arsenopirite, barite, cassiterite, fluorite, pirargirite, pirite, quarzo, rodocrosite, sfalerite, siderite, stannite, stephanite, stibnite, minerali del gruppo della tetraedrite e zinkenite.
Il minerale è raro ed è stato trovato in una ventina di siti sparsi per il mondo.
La senandorite forma cristalli robusti prismatici di dimensioni fino a 3 cm. Il minerale è opaco con lucentezza metallica; il colore è grigio acciaio, ma diventa bianco alla luce del microscopio, mentre lo striscio è nero.
La "nakaséite" è una varietà di senandorite con formula CuAg3Pb4Sb12S24. Al suo ritrovamento nella miniera di Nakase nella prefettura di Hyōgo (Giappone) si pensò al ritrovamento di una nuova specie minerale, ma attualmente si ritiene che consista in un impilamento casuale di quatrandorite e senandorite con sostituzione di rame.