Idropirocloro

Idropirocloro
Classificazione Strunz (ed. 10)4.DH.15
Formula chimica(H2O,☐)2Nb2(O,OH)6(H2O)
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinocubico
Classe di simmetriaesoottaedrico
Parametri di cellaa = 10,580 Å, V = 1 184,29 Å³
Gruppo puntualem3m
Gruppo spazialeFd3m (nº 227)
Proprietà fisiche
Densità calcolata3,659 g/cm³
Durezza (Mohs)4 - 4,5
Coloreverdastro, bianco verdastro
Lucentezzada vitrea a resinosa
Opacitàtrasparente
Strisciogrigio-bianco
Diffusionemolto rara
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L'idropirocloro (simbolo IMA: Hpcl) è un minerale molto raro del supergruppo del pirocloro e, all'interno di quest'ultimo, del gruppo del pirocloro; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" (in particolare, è un ossido) e possiede composizione chimica (H2O,☐)2Nb2(O,OH)6(H2O).

Etimologia e storia

Già nel 1965, Leopold van Wambeke descrisse un "pirocloro alterato" (weathered pyrochlore) proveniente dalla miniera di Lueshe, nell'allora Zaire, ma il minerale non fu sottoposto all'esame dell'IMA per una formale approvazione. Nel 1977, in occasione della prima definizione della nomenclatura del gruppo del pirocloro, il minerale fu rinominato "kalipirocloro"; successivamente, nel 1978, Leopold van Wambeke ne pubblicò la descrizione. Il nome kalipirocloro fu scelto in virtù dell'appartenenza al gruppo del pirocloro e della predominanza del potassio (in latino medievale, kalium) rispetto a tutti gli altri cationi.

Nel 2010, l'IMA ha introdotto una nuova nomenclatura per i minerali del supergruppo del pirocloro (nuovamente definito). In tale contesto, il kalipirocloro è stato rinominato idropirocloro; di conseguenza, il campione tipo del kalipirocloro definito da L. van Wambeke è ora considerato campione tipo (incluso l'olotipo) per l'idropirocloro. La denominazione kalipirocloro è stata dichiarata non valida. In conformità con la nomenclatura del supergruppo del pirocloro, la scelta del nuovo nome è stata dettata dalla composizione chimica del minerale, caratterizzata da una posizione A dominata da acqua (H2O), una posizione B dominata da niobio e una posizione Y dominata da acqua. Sebbene il potassio (K) rientri tra i cationi monovalenti di grandi dimensioni (K, cesio, rubidio) che occupano la posizione Y, il suo contenuto nell'idropirocloro è nettamente inferiore a quello dell'acqua. Poiché l'acqua è predominante sia nella posizione A che in quella Y, il minerale dovrebbe in realtà chiamarsi "idroidropirocloro"; tuttavia, la nomenclatura del supergruppo del pirocloro impone l'uso di un solo prefisso qualora il primo e il secondo siano identici.

Il campione tipo del kalipirocloro è conservato nella collezione del National Museum of Natural History dello Smithsonian Institution a Washington (Stati Uniti) con il numero di catalogo 136440. Il campione dell'olotipo si trova nella collezione privata di Leopold van Wambeke.

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca l'idropirocloro con il nome kalipirocloro e lo colloca nella classe "4. Ossidi e idrossidi (V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.D Metallo:Ossigeno = 1:2 e simili"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione dei cationi coinvolti e alla struttura del minerale, in modo tale che il kalipirocloro (ossia l'idropirocloro) possa essere trovata nella sezione "4.DH Con cationi di grande dimensione (± cationi di media dimensione); strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove forma il sistema nº 4.DH.15 insieme a molti minerali oggi non più riconosciuti tali dall'IMA e ad alumotungstite, bariomicrolite, bariopirocloro, betafite, bismutomicrolite, bismutopirocloro, calciobetafite, ceriopirocloro-(Ce), cesstibtantite, elsmoreite, ferritungstite, fluornatromicrolite, jixianite, microlite, natrobistantite, plumbobetafite, plumbomicrolite, plumbopirocloro, pirocloro, scheteligite, stannomicrolite, stronziopirocloro, ossistibiomicrolite, uranmicrolite, uranpirocloro, yttrobetafite-(Y) e yttropirocloro-(Y).

Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il idropirocloro occupa sempre un posto nel sistema nº 4.DH.15 insieme a una quarantina di altri minerali, molti dei quali ridefiniti rispetto alla nona edizione, altri nuovi.

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'idropirocloro è elencato nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con un rapporto metallo:ossigeno di 2:3 (M2O3 e composti correlati)"; qui forma il "gruppo del pirocloro; sottogruppo del pirocloro [Nb ± Ta]", dove forma il sistema nº IV/C.12 insieme a idrossimanganopirocloro, ossistannomicrolite, ossinatropirocloro, idrossicalciopirocloro, ossicalciopirocloro, fluorstronziopirocloro, ossiplumbopirocloro, kenoplumbopirocloro, ossiyttropirocloro-(Y), fluornatropirocloro, idrossikenopirocloro e fluorkenopirocloro.

Abito cristallino

L'idropirocloro cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale Fd3m (gruppo nº 227) con la costante di reticolo a = 10,580 Å.

Origine e giacitura

L'idropirocloro è stato trovato tra i depositi alluvionali e nei suoli residui derivanti da un giacimento di carbonatite; la sua formazione deriva dalla lisciviazione di sodio, calcio e fluoro in acque ricche di ioni potassio. I minerali associati sono columbite, fersmite, goyazite ricca di bario, ilmenite, lueshite, minerali del gruppo del pirocloro contenenti sodio-calcio e rutilo.

Il minerale è molto raro ed è stato trovato in poco meno di una decina di siti sparsi per il mondo. Qui si menziona solo la sua località tipo, la miniera "Lueshe" (0.986°S 29.141°E) nella provincia del Kivu Nord (Repubblica Democratica del Congo).

Forma in cui si presenta in natura

L'idropirocloro si presenta in cristalli ottaedrici, che possono presentarsi corrosi, di dimensioni massime fino 1 cm. Il minerale è trasparente con lucentezza da vitrea a resinosa; Il colore è verdastro o bianco verdastro, mentre lo striscio è grigio-bianco.

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With large (± medium-sized) cations; sheets of edge-sharing octahedra, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 (DE) Hydropyrochlor, su mineralienatlas.de. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 (EN) Hydropyrochlore, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  5. 1 2 (EN) Kalipyrochlore Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 10 ottobre 2026.
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  7. 1 2 (EN) Localities for Hydropyrochlore, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  8. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 10 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  9. ↑ (EN) Leopold van Wambeke, A study of some niobium-bearing minerals of the Lueshe carbonatite deposit (Kivu, Republic of Congo), in Euratom Report, vol. 2110, 1965, pp. 5-15.
  10. ↑ (EN) Donald David Hogarth, Classification and nomenclature of the pyrochlore group (PDF), in The American Mineralogist, vol. 62, 1977, pp. 403-410. URL consultato il 10 ottobre 20226 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2019).
  11. 1 2 (EN) Leopold van Wambeke, Kalipyrochlore, a new mineral of the pyrochlore group (PDF), in The American Mineralogist, vol. 63, 1978, pp. 528-530. URL consultato il 10 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2016).
  12. 1 2 (EN) Daniel Atencio, Marcelo B. Andrade, Andrew G. Christy, Reto Gieré e Pavel M. Kartashov, The Pyrochlore supergroup of minerals: Nomenclature (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 48, 2010, pp. 673-698, DOI:10.3749/canmin.48.3.673. URL consultato il 10 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2018).
  13. ↑ (EN) Andrew G. Christy e Daniel Atencio, Clarification of status of species in the pyrochlore supergroup (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 77, n. 1, 2013, pp. 13-20, DOI:10.1180/minmag.2013.077.1.02. URL consultato il 10 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2023).
  14. ↑ (EN) Commission on Museums (IMA) (a cura di), Catalogue of Type Mineral Specimens – K (PDF), su docs.wixstatic.com, 12 dicembre 2018, p. 2. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  15. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 10 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  16. ↑ (DE) Lapis-Systematik - IV OXIDE - IV/C Oxide mit Verhältnis Metall : Sauerstoff = 2:3 (M2O3 und verwandte Verbindungen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  17. ↑ (EN) Lueshe Mine, Bwito, Rutshuru Territory, North Kivu, DR Congo, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 10 ottobre 2026.

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