| Kenoplumbomicrolite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.DH.15 |
| Formula chimica | (Pb,☐)2Ta2O6[☐,(OH),O] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | cubico |
| Classe di simmetria | esoottaedrico |
| Parametri di cella | a = 10,575(5) Å, V = 1 182,6 ų, Z = 3 |
| Gruppo puntuale | m3m |
| Gruppo spaziale | Fd3m (nº 227) |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 7,310 - 7,832 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 6 |
| Sfaldatura | non osservata |
| Colore | giallastro-brunastro |
| Lucentezza | grassa |
| Opacità | traslucida |
| Striscio | bianco |
| Diffusione | molto rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La kenoplumbomicrolite (simbolo IMA: Kpmic) è un minerale molto raro del supergruppo del pirocloro e, all'interno di quest'ultimo, del gruppo della microlite; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica (Pb,☐)2Ta2O6[☐,(OH),O].
Alexandre Safiannikoff e Leopold van Wambeke (1961) descrissero per la prima volta una microlite ricca di piombo proveniente da un giacimento alluvionale di stagno nella Repubblica Democratica del Congo (i "Mumba Cassiterite Gravels" presso Mumba, nella provincia del Kivu Nord) e la chiamarono "plumbomicrolite" (in francese, plombomicrolite) in base alla sua composizione chimica. Tuttavia, essi non introdussero mai formalmente il nome plumbomicrolite per questo membro della famiglia della microlite-pirocloro a dominanza di piombo; ciò avvenne solo nel 1964, in virtù dell'uso ormai consolidato del termine nella letteratura scientifica. In occasione della prima "classificazione e nomenclatura del gruppo del pirocloro" del 1977, venne mantenuto il nome plumbomicrolite per sottolineare l'appartenenza del minerale al sottogruppo della microlite, all'interno del gruppo del pirocloro.
Dopo la prima segnalazione, avvenuta nel 1975, della presenza di plumbomicrolite nella cava nº 1 della pegmatite ad amazzonite "Ploskaja" situata sul versante sud-occidentale dei monti Keivy nella penisola di Kola; il minerale proveniente da questa località fu descritto in più occasioni all'inizio degli anni '80.
Il nome del minerale segue la convenzione decisa nel 2010 per i membri del supergruppo del pirocloro e riflette la sua composizione chimica: "keno" deriva dal greco e significa "vuoto" e si riferisce alla posizione ionica in cui è presente una vacanza (☐), "plumbo" è per la presenza di piombo e il nome radice sottolinea la sua relazione con gli altri membri del gruppo della microlite.
Il campione tipo della kenoplumbomicrolite è conservato, con il numero di catalogo DR980 (olotipo), nella collezione del "Museu de Geociências" presso l'Instituto de Geociências dell'Universidade de São Paulo, in Brasile.
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la kenoplumbomicrolite con il nome plumbomicrolite e la colloca nella classe "4. Ossidi e idrossidi (V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.D Metallo:Ossigeno = 1:2 e simili"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione dei cationi coinvolti e alla struttura del minerale, in modo tale che la plumbomicrolite (ovvero la kenoplumbomicrolite) possa essere trovata nella sezione "4.DH Con cationi di grande dimensione (± cationi di media dimensione); strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove forma il sistema nº 4.DH.15 insieme a molti minerali oggi non più riconosciuti tali dall'IMA e ad alumotungstite, bariomicrolite, bariopirocloro, betafite, bismutomicrolite, bismutopirocloro, calciobetafite, ceriopirocloro-(Ce), cesstibtantite, yttrobetafite-(Y), ferritungstite, idropirocloro, fluornatromicrolite (al tempo conosciuta col nome provvisorio IMA 1998-018), elsmoreite, kalipirocloro, microlite, natrobistantite, plumbobetafite, jixianite, plumbopirocloro, pirocloro, scheteligite, stannomicrolite, stibiomicrolite, stronziopirocloro, uranmicrolite, uranpirocloro e yttropirocloro-(Y).
Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la kenoplumbomicrolite occupa sempre un posto nel sistema nº 4.DH.15 insieme a una quarantina di altri minerali.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la kenoplumbomicrolite è elencata nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con un rapporto metallo:ossigeno di 2:3 (M2O3 e composti correlati)"; qui forma il "gruppo del pirocloro; sottogruppo della microlite [Ta ± Nb]", dove forma il sistema nº IV/C.13 insieme a fluorcalciomicrolite, ossinatromicrolite, idrossicalciomicrolite, ossicalciomicrolite, ossistannomicrolite, idrossikenomicrolite, ossistibiomicrolite, fluornatromicrolite, ossikenomicrolite e idrokenomicrolite.
La kenoplumbomicrolite cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale Fd3m (gruppo nº 227) con la costante di reticolo a = 10,575(5) Å e 3 unità di formula per cella unitaria.
La kenoplumbomicrolite è stata trovata all'interno di un filone pegmatitico all'interno di un plutone di granito alcalino associata ad anglesite, bastnäsite-(Ce), biotite, bismite, bismutinite, bismutite, bismuto nativo, churchite-(Y), caysichite-(Y), cassiterite, columbite-(Mn), emplectite, fergusonite-(Y), fluorite, gadolinite-(Y), gahnite, galena, hingganite-(Y), hingganite-(Yb), kainosite-(Y), kamphaugite-(Y), kasolite, keiviite-(Y), keiviite-(Yb), kuliokite-(Y), lanarkite, leadhillite, löllingite, microclino, monazite-(Ce), piromorfite, quarzo, scotlandite, sfalerite, sillénite, tengerite-(Y), thalénite-(Y), thorite, uraninite, vyuntspakhkite-(Y), wulfenite, xenotime-(Y), xenotime-(Yb), zavaritskite e zinnwaldite.
Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo nella miniera Rutherford nella contea di Amelia (in Virginia, Stati Uniti) e nella sua località tipo, il monte Ploskaya (67.63333°N 36.7°E) nel Lovozerskij rajon (in Russia).
La kenoplumbomicrolite si presenta in cristalli ottaedrici o cubottaedrici di lunghezza fino a 20 cm. Il minerale è traslucido con lucentezza grassa; il colore è giallastro-brunastro, mentre lo striscio è bianco.
La kenoplumbomicrolite è radioattiva con un'attività specifica di 10,716 kBq/g (per confronto, il potassio naturale possiede un'attività specifica pari a 31,2 Bq/g).