Solidagininae

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Solidagininae
Solidago gigantea
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAstereae

North American lineage

SottotribùSolidagininae
O. Hoffm., 1890
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAstereae
SottotribùSolidagininae
Generi

Solidagininae O. Hoffm., 1890 è una sottotribù di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae e tribù Astereae/clade North American lineage).

Etimologia

Il nome della sottotribù deriva dal suo genere tipo Solidago L., 1753 la cui etimologia è controversa ma in ogni caso fa riferimento alle proprietà medicamentose di varie specie di questo genere, e potrebbe derivare dal latino solido il cui significato è “consolidare, rinforzare” e quindi anche "guarire del tutto".

ll nome scientifico della sottotribù è stato definito per la prima volta dal botanico tedesco Karl August Otto Hoffmann (1853-1909) nella pubblicazione "Die Natürlichen Pflanzenfamilien" a cura dei botanici germanici H.G.A.Engler e K.A.E.Prantl del 1890.

Descrizione

Il portamento
Chrysothamnus stylosus
Le foglie
Sericocarpus asteroides
Infiorescenza
Stenotus acaulis
I fiori
Lorandersonia baileyi

Portamento. Le specie di questo gruppo hanno un habitus di tipo erbaceo, annuale o perenne, anche arbustivo).

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie sono disposte in modo alternato, picciolate o sessili. La lamina è semplice e intera (talvolta è seghettata). La superficie può essere punteggiata da ghiandole e le ghiandole possono essere stipitate.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono del tipo corimboso o tirsoide, a volte ramose oppure con capolini solitari. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato di tipo radiato con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, piatte e indurite alla base e a consistenza erbacea nella parte apicale, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie. Il ricettacolo può essere provvisto o privo di pagliette a protezione alla base dei fiori; la forma è piatta o da convessa a conica.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo;

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

L'habitat delle piante di questa sottotribù è relativo soprattutto alle zone temperate dell'emisfero boreale. Le specie di questo gruppo sono distribuire in maggioranza nell'America del Nord (un solo genere è eurasiatico: Solidago). Nella tabella sottostante sono indicate in dettaglio le distribuzioni relative ai vari generi della sottotribù.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Generi

La sottotribù Solidagininae comprende 18 generi e circa 180 specie:ref name=NES/>

Filogenesi

Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Astereae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). Da un punto di vista filogenetico, la tribù Astereae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Gnaphalieae e Anthemideae.

I caratteri più notevoli della tribù Astereae sono: la base delle antere sono prive di code e non sono calcarate (speronate); le linee stigmatiche dei bracci dello stilo sono totalmente separate; i due bracci dello stilo hanno una forma breve o allungata da lanceolata a deltoide e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli (all'esterno, mentre all'interno sono glabri). La distribuzione della maggior parte delle specie di questo gruppo è nelle regioni temperate nord e sud.

In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 5 principali lignaggi:

La sottotribù di questa voce è inclusa nel lignaggio "North American lineage". La sottotribù attualmente è divisa in 6 gruppi informali con i seguenti generi:

GruppoGeneri
Unresolved generaColumbiadoria - Eastwoodia
Sericocarpus groupSericocarpus
Cuniculotinus groupCuniculotinus
Chrysothamnus groupAcamptopappus - Amphipappus - Chrysothamnus - Oligoneuron(1) - Solidago
Solidago groupBathysanthus - Brintonia - Chrysoma
Stenotus groupLorandersonia - Nestotus - Oreochrysum - Petradoria - Stenotus - Toiyabea - Tonestus

(1) Nota: alcune checklist considerano il genere Oligoneuron sinonimo di Solidago.

La circoscrizione di questo gruppo da un punto di vista morfologico è variata ampiamente nel corso del tempo. Solo ultimamente in base ad analisi di tipo cladistico sul DNA nucleare di varie specie di questa sottotribù è stato possibili individuare un gruppo abbastanza omogeneo, corrispondente in gran parte con le Solidagininae come sono attualmente composte, descritto dalle seguenti caratteristiche di base (anche se le eccezioni abbondano):

  • le foglie hanno delle superfici puntiforme-ghiandolari
  • le brattee dell'involucro sono scalate in lunghezza e non hanno consistenza fogliacea
  • i rami (stigmi) dello stilo hanno appendici papillose
  • gli acheni sono multi nervati con un pappo disposto su una sola serie

In precedenti trattazioni questo gruppo risultava formato da alcuni generi (qui sotto elencati) ora descritti in altre sottotribù.

Altri recenti studi sul genere Chrysothamnus (nel quale in precedenza erano confluite alcune specie come Hesperodoria scopulorum (M.E.Jones) Greene - ora Chrysothamnus scopulorum - e Vanclevea stylosa (Eastw.) Greene - ora Chrysothamnus stylosa) hanno evidenziato la sua non monofilia e quindi l'esigenza di riorganizzare la tassonomia di alcune parti della sottotribù.

Il principale e più grande genere della sottotribù, Solidago, più volte è stato soggetto a ristrutturazioni di tipo tassonomico. Da questo genere in tempi recenti è stata separata l'unica specie (Chrysoma pauciflosculosa (Michx.) Greene) del genere monotipo Chrysoma che originariamente era descritta all'interno del genere Solidago come Solidago pauciflosculosa Michx., oppure la specie Oreochrysum parryi (A. Gray) Rydb. (descritta in passato come Solidago parryi), oppure le specie del genere Euthamia anche queste inizialmente posizionate in Solidago. Le specie di quest'ultimo genere sono caratterizzate da una enorme varietà fenotipica; e i vari aspetti di transizione tra una specie e l'altra sono probabilmente correlati più a fattori ambientali che non a fenomeni di introgressione.

In base a recenti studi il genere Xylothamia G.L.Nesom, Y.B.Suh, D.R.Morgan & B.B.Simpson non fa più parte della sottotribù. Inoltre in base ad analisi filogenetiche si è dimostrato polifiletico. Parte delle specie sono state assorbite dal genere Gundlachia. Mentre altre specie di Xylothamia sono ora descritte in generi come Neonesomia. Un altro genere, Tonestus A.Nelson (incertae sedis) recentemente è stato inserito nel gruppo.

Il cladogramma seguente, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica della sottotribù.

 
 

Chrysothamnus gramineus

 
 
 

Sericocarpus tortifolius

 
 
 

Oreochrysum parryi

 
 

Chrysoma pauciflosculosa

 
 

Solidago discoidea

 
 

Columbiadoria halli

 
 

Eastwoodia elegans

 
 

Tonestus pygmaeus

 
 
 

Solidago shortii

 
 

Solidago rigida

 
 
 
 

Tonestus microcephalus

 
 

Chrysothamnus linifolius

 
 
 
 

Petradoria pumila

 
 

Stenotus acaulis

 
 
 
 

Amphipappus fremontii

 
 
 

Chrysothamnus viscidiflorus

 
 

Chrysothamnus stylosus

 
 

Chrysothamnus scopulorum

 
 
 
 
 
 

Chiave per i generi

Per meglio comprendere ed individuare alcuni generi della sottotribù l'elenco seguente utilizza il sistema delle chiavi analitiche.

genere Amphipappus
  • 2B: le piante non hanno un indumento spinescente; le infiorescenze sono composte da capolini solitari o pochi raggruppati in sciolti corimbi; i fiori del disco sono ermafroditi; il pappo è formato da setole aristate;
  • 3A: la lamina delle foglie è lineare- lanceolata, con la pagina solcata da tre nervi, la superficie resinosa-viscida e un portamento arcuato; i capolini hanno solamente i fiori del disco; il pappo è formato da pagliette aristate;
genere Chrysothamnus (ex. specie Vanclevea stylosa)
  • 3B: la lamina delle foglie è lineare, oppure oblanecolata o spatolata, con la pagina solcata da un nervo solo, la superficie non è resinosa-viscida e il portamento non è arcuato; i capolini sono provvisti dei fiori del raggio o di quelli del disco; il pappo ha forme varie;
  • 4A: i capolini sono provvisti dei fiori del raggio; le brattee dell'involucro hanno una forma ovata; il ricettacolo è privo di pagliette; le scaglie del pappo, simili a setole appiattite e finemente barbate sono disposte su 1 – 2 serie;
genere Acamptopappus
  • 4B: i capolini sono provvisti dei fiori del disco; le brattee dell'involucro hanno una forma oblanceolata; il ricettacolo è fornito di pagliette di protezione della base dei fiori; le scaglie del pappo (da 5 a 8), a forma lineare-lanceolata e appiattite sono disposte su 1 serie;
genere Eastwoodia
  • 1B: il pappo è formato da setole; i pappi dei fiori del disco e quelli del raggio sono uguali;
  • 5A: i fiori del raggio sono presenti; la distribuzione di queste piante è USA orientale e Isole dei Caraibi;
genere Chrysoma
  • 5B: i fiori del raggio sono spesso assenti, se presenti sono colorati di giallo; la distribuzione di queste piante è USA occidentale e Messico del nord-ovest;
  • 6A: le setole del pappo sono dilatate all'apice o attenuate; l'infiorescenza è composta da grappoli di capolini disposti in corimbi compatti; i fiori del raggio sono presenti o assenti; le brattee dell'involucro sono disposte in ranghi verticali e distinti;
genere Chrysothamnus
  • 6B: le setole del pappo sono dilatate all'apice; le infiorescenze si compongono di 2 – 4 capolini liberamente aggregati in corimbi, sessili o provvisti di brevi pedicelli; i fiori del raggio sono carenti;
genere Chrysothamnus (ex. specie del genere Hesperodoria)
genere Solidago (ex. specie del genere Oligoneuron)
  • 2B: i fiori sia del raggio che del disco sono gialli; i frutti acheni sono cosparsi da dense setole sericee; le brattee involucrali sono carenate con una singola vena centrale verde e bianca e con all'apice una evidente punta;
genere Sericocarpus
  • 1B: i fiori del raggio sono gialli oppure assenti;
genere Stenotus
  • 5A: le foglie sono prive di venature con lamina oblanceolata; le infiorescenze sono racemose o debolmente corimbose; i fiori del disco sono ermafroditi; le setole del pappo sono disposte su una sola serie;
genere Columbiadoria
  • 5B: le foglie sono percorse da 3 – 5 evidenti vene parallele; le infiorescenze sono decisamente corimbose; i fiori del disco sono funzionalmente maschili; le setole del pappo sono disposte su 2 – 3 serie;
genere Petradoria
  • 4B: la parte ipogea della pianta è formata da radici fibrose secondarie da rizoma o da tubero;
  • 6A: la superficie delle foglie è resinosa o punteggiata oppure entrambi i caratteri, ma prive di peli stipitato-glandolari; la consistenza delle brattee dell'involucro è normalmente coriacea nella parte inferiore e con una punta chiaramente verde;
genere Oreochrysum
  • 6B: le foglie sono provviste di peli stipitato-glandolari; le brattee dell'involucro sono fondamentalmente erbacee;
  • 7A: le infiorescenze sono decisamente corimbose; i lobi delle corolle dei fiori del disco sono eretti; il pappo è formato da setole disposte in 1 o 2 serie;
genere Solidago (ex. specie del genere Oligoneuron)
  • 7B: le infiorescenze sono di tipo tirsoide, raramente sono debolmente corimbose; i lobi delle corolle dei fiori del disco sono riflessi (piegati all'indietro) e avvolgenti; il pappo è formato da setole disposte su una sola serie;
genere Solidago

All'elenco precedente sono da aggiungere alcuni generi recentemente inseriti nella sottotribù: Bathysanthus Nesom, Cuniculotinus Urbatsch, Roberts, & Neubig, Lorandersonia Urbatsch, Roberts, & Neubig, Nestotus Roberts, Urbatsch, & Neubig, Toiyabea Roberts, Urbatsch, & Neubig e Tonestus A.Nelson.

Generi della flora spontanea italiana

Nella flora spontanea italiana sono presenti i seguenti generi (e specie) di questo gruppo:

Genereː Solidago

Note

  1. ↑ (EN) Solidagininae O.Hoffm., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 7 agosto 2026 (archiviato il 9 marzo 2026).
  2. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  3. 1 2 3 4 (EN) Guy L. Nesom, Revised subtribal classification of Astereae (Asteraceae) (PDF), in Phytoneuron, vol. 53, 2020, pp. 1-39.
  4. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 13 dicembre 2010.
  5. ↑ David Gledhill 2008, pag. 536.
  6. ↑ (EN) The Taxonomicon & Systema Naturae 2000, su taxonomicon.taxonomy.nl. URL consultato il 3 settembre 2014.
  7. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  8. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  9. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  10. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 589.
  11. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pagg. 284 e 320.
  12. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  13. ↑ (EN) Asteraceae, su eFloras - Flora of North America. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  14. ↑ Judd 2007, pag. 522.
  15. 1 2 (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 20/07/2026.
  16. ↑ (EN) Acamptopappus (A.Gray) A.Gray, su The International Compositae Alliance (TICA), 1873. URL consultato il 7 agosto 2026 (archiviato il 24 marzo 2024).
  17. ↑ (EN) Amphipappus Torr. & A.Gray, su The International Compositae Alliance (TICA), 1845. URL consultato il 7 agosto 2026.
  18. ↑ (EN) Bathysanthus G.L. Nesom, su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 7 agosto 2026 (archiviato il 19 aprile 2026).
  19. ↑ Mandel et al. 2019.
  20. ↑ Zhang et al. 2021.
  21. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2024.
  22. ↑ (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  23. ↑ (EN) Roland Roberts, Helen Naylor, Eric Nicholson, Bailey Miller, Chrysothamnus revisited: The quest for phylogenetic resolution among rabbitbrush and its relatives using multiple nuclear and chloroplast genes., in Botany & Mycology 2009.
  24. ↑ (EN) eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  25. ↑ (EN) eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  26. ↑ (EN) eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  27. ↑ (EN) eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  28. ↑ Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 323.
  29. ↑ (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  30. ↑ (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  31. ↑ Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 289.
  32. ↑ Beck et al. 2004.
  33. ↑ Kadereit & Jeffrey 2007, pagg. 320-21.
  34. ↑ Pignatti 2018, vol. 3.

Bibliografia

Voci correlate

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