| Bellano comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Antonio Rusconi (lista civica Bellano guarda avanti) dal 5-6-2016 |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°02′35.52″N 9°18′21.96″E |
| Altitudine | 202 m s.l.m. |
| Superficie | 22,03 km² |
| Abitanti | 3 343 (31-5-2026) |
| Densità | 151,75 ab./km² |
| Frazioni | Biosio, Bonzeno, Costa, Gora, Grabbia, Soglio, Lezzeno, Ombriaco, Oro, Pegnino, Pendaglio, Pennaso, Pernice, Ponte Oro, Pradello, Rivalba, Valletta, Verginate, Vendrogno (Busé, Camaggiore, Inesio, Mornico, Mosnico, Noceno, Sanico, Comasira) |
| Comuni confinanti | Casargo, Dervio, Parlasco, Perledo, San Siro (CO), Taceno, Valvarrone |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 23822 |
| Prefisso | 0341 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 097008 |
| Cod. catastale | A745 |
| Targa | LC |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 220 GG |
| Nome abitanti | bellanesi |
| Patrono | santi Nazaro e Celso |
| Giorno festivo | 28 luglio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Bellano (Belàan in dialetto comasco, pronuncia fonetica IPA: /beˈlãː/), è un comune italiano di 3 343 abitanti della provincia di Lecco in Lombardia, situato sulla sponda orientale del Lago di Como. Confina a nord col comune di Dervio, a est con i comuni di Valvarrone e di Casargo, a sud con i comuni di Taceno, Parlasco e Perledo, mentre a ovest è interamente bagnato dal lago di Como.
Il territorio di Bellano era forse già abitato in epoca romana. Nel secolo scorso furono frequenti i ritrovamenti di sepolture d'età romana. In questo periodo storico era attraversato dalla via Spluga, strada romana che collegava Milano con il passo dello Spluga.
Nel 905, ma con probabilità già da alcuni secoli, la città era di proprietà dell'arcivescovo di Milano, che vi aveva fissata una sua residenza da cui amministrava la giustizia civile.
Stando a quanto riferisce un documento d'archivio, conservato nel monastero milanese di Sant'Ambrogio, nell'anno 905 si sarebbe tenuto un processo nel quale l'arcivescovo Andrea da Cantiano avrebbe fatto da giudice in una disputa che vedeva contrapposti gli abitanti di Limonta all'abate dello stesso monastero, e durante il processo lo stesso arcivescovo avrebbe risieduto nell'«aula solarii Curtis sancti Ambrosii, que Belano dicitur sita iuxta laco comense», ossia nel «soleggiato palazzo della corte di Sant'Ambrogio che è detta Belano, sita presso il lago comense».
Si è molto discusso sull'origine della Pieve, forse già del VII secolo, vista anche l'antichità della titolazione ai santi Nazaro e Celso, ai quali poi si aggiunse san Giorgio. Ad ogni modo, la Pieve di Bellano è menzionata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero.
Passata come la Valsassina sotto il controllo dei Torriani, venne poi non senza contrasto in possesso dei Visconti dalla fine del Duecento, e dal 1370 godette del diritto di formulare i propri Statuti. La città tre-quattrocentesca rivestiva una posizione di rilievo nel Lario: le mura, il Pretorio, la vecchia Parrocchiale presso il Pioverna, i numerosi palazzi, la precocità dell'insegnamento (scuole grammaticales sono attestate dal 1417) conferivano a Bellano notevole prestigio, che spiega sia la frequenza dei saccheggi (celebre quello veneziano del 1447), terminati nel 1454 con la pace di Lodi, sia le resistenze ai tentativi d'infeudazione (nel 1467 ai Rusca, nel 1471 a Lorenzo da Pesaro), fino all'assegnazione nel 1480 del Contado della Riviera con Bellano, Mandello del Lario e Varenna, e l'anno successivo si aggiunsero Dervio, Corenno e Monte Introzzo, a Pietro II Dal Verme, conte di Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni e tutta la val Tidone, Pieve di Incino e Valsassina, che muore avvelenato dalla moglie nel 1485, e il feudo viene assegnato a Chiara Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza, vedova Dal Verme. Nonostante le frequenti espropriazioni e i danni (distruzione delle mura per volontà del Medeghino, nel 1531), la Sforza seppe mantenere il controllo della situazione fino alla morte (1530), mentre nel 1533 i suoi eredi Fregoso preferirono cedere Bellano e gli altri feudi agli Sfondrati. Notiamo con interesse come proprio gli anni 1520-1530, tumultuosi e spesso drammatici, videro in Bellano una notevole fioritura d'arte, ben testimoniata nella fabbrica della Parrocchiale.
Negli anni 1580 Bellano figura nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.
Dal 1533 al 1788 la città fu parte importante del feudo Sfondrati della Riviera, pur subendo dure prove come le pestilenze del 1576-1577 e 1630 e i saccheggi Montalto (1629) e Rhoan (1634). Con la morte dell'ultimo Sfondrati, nel 1788 Bellano ritornò a essere proprietà demaniale del Ducato di Milano.
Il 1º gennaio 2020 ha incorporato il territorio del comune di Vendrogno.
A novembre 2021 entra a far parte del circuito de I borghi più belli d'Italia.

Lo stemma comunale è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 30 settembre 2021, il quale ha "aggiornato" la precedente concessione, avvenuta con decreto del capo del Governo del 6 dicembre 1928:
Gli elementi costitutivi dello stemma, presenti fin dal 1928, sono i simboli di due importanti famiglie gentilizie legate al territorio, i Della Torre o Torriani (una torre con le iniziali A e N) e i Visconti (un biscione con le lettere I e O, iniziali di Ioannes, ovvero l'arcivescovo di Milano Giovanni Visconti); all'interno della "mantellatura" costituita dai suddetti emblemi, l'effigie della nave che fende i flutti evoca la posizione della cittadina di Bellano, sulle sponde del lago di Como. Il decreto presidenziale del 2021 ha aggiunto al disegno il capo rosso col giglio d'oro, che riprende lo stemma del soppresso comune di Vendrogno.
Il gonfalone è un drappo di azzurro caricato dell'arma comunale; originariamente concesso con regio decreto del 22 febbraio 1934, è stato a sua volta modificato nel rispetto del già citato D.P.R. del 30 settembre 2021.


Il primo consiglio comunale fu eletto nel 1821.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 191, pari al 5,67% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
La Pesa vegia è un appuntamento delle festività natalizie, una manifestazione con alle spalle oltre 400 anni di storia che ogni anno il 5 gennaio si ripresenta ai suoi visitatori. Molte sono le leggende e le ipotesi sorte negli anni intorno alla nascita di questa manifestazione. Dal lavoro di ricerca svolto recentemente da Antonio Rusconi (e sfociato nella pubblicazione del libro Pesa Vegia tra leggenda e realtà), viene documentata come più verosimile una datazione intorno al 1605, anno in cui vi fu l'emanazione di una grida, a cura del Governatore Pedro Acevedo, Conte di Fuentes, che annullava una precedente sua riforma del 1604 e ripristinava in uso le vecchie unità di misura (da qui il nome Pesa vegia).
I bellanesi festeggiano questo evento ogni anno da 4 secoli, anche in tempo di guerre e privazioni, inscenando il corteo dei Re magi, la corsa delle Pese per le vie del paese e il falò sul molo. Negli anni molti sono stati i cambiamenti e le innovazioni nel modo di festeggiare la lieta novella. E vengono così alla luce nel secondo Novecento il governatore e la lettura dell’editto dal balcone del municipio, il presepe vivente, il castello di re Erode e altro ancora.
Per secoli, e probabilmente almeno dal Trecento, l'economia di Bellano si è retta principalmente sulla viticoltura, essendo questa una delle aree di produzione storica dove maggiore era la qualità del vino prodotto, anche in conseguenza di una certa specializzazione, già evidente sul finire del Settecento. La vite era coltivata sia sul piano di Coltogno, sia in costa, sui così detti ronchi, ossia superfici fortemente ripide, coltivate a terrazze e sorrette perlopiù da muri a secco, che all'apice della loro estensione arrivarono a superare i 130 ettari.
Vini tipici di Bellano erano il cosiddetto claretto (un bianco), il cosiddetto vin del tecc (una sorta di Marsala) e il vino di paglia (ottenuto facendo fermentare uva passa sulla paglia). La viticoltura bellanese entrò in declino già alla metà dell'Ottocento e vani risultarono tutti i tentativi per invertirne la traiettoria, da ultimo negli anni Trenta del Novecento, quando risultava comunque ancora estesa. All'inizio degli anni Ottanta resisteva soltanto in alcune aree residuali, essendo stata per il resto abbandonata al bosco o scalzata dall'urbanizzazione. Oggi le superfici agricole ancora esistenti si presentano in parte prative e in parte occupate dall'olivo, coltura presente a Bellano anche in epoca storica, ma mai specializzata prima degli ultimi decenni.
Tra la metà dell'Ottocento e gl'inizi del Novecento erano inoltre attivi molti opifici, in numero tale da rendere Bellano uno dei più fiorenti centri industriali del Lario dopo Como e Lecco. Tra le più fiorenti attività industriali presenti sul territorio bellanese figurava il Cotonificio Cantoni.
Oggi Bellano è nota principalmente come località turistica.
Nel Cinquecento erano documentate attività di contrabbando sia nel territorio bellanese che in quello di Varenna.
Il comune dispone di una stazione ferroviaria posta sulla ferrovia Tirano-Lecco. La stazione è servita dai treni regionali in servizio sulla tratta da Sondrio a Lecco, e dai RegioExpress in servizio sulla tratta da Tirano a Milano.
Bellano dispone di un ormeggio servito dalle imbarcazioni della navigazione pubblica sul lago di Como.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
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| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Riccardo Tanghetti | lista civica | sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Sandro Cariboni | lista civica | sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Sandro Cariboni | lista civica | sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 16 maggio 2011 | Pierluigi Vitali | lista civica | sindaco | |
| 16 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Roberto Santalucia | lista civica "Bellano bella" | sindaco | |
| 5 giugno 2016 | in carica | Antonio Rusconi | lista civica "Bellano guarda avanti!" | sindaco | |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 147024263 · LCCN (EN) nr94013271 · J9U (EN, HE) 987007540466605171 |
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