| Acido prefenico | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| acido 1s-(2-carbossi-2-ossoetil)-4s-idrossicicloesa-2,5-dienecarbossilico | |
| Nomi alternativi | |
| acido cis-1-(2-carbossi-2-ossoetil)-4-idrossicicloesa-2,5-dienecarbossilico acido cis-1-ossalilmetil-4-idrossicicloesa-2,5-dienecarbossilico | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C10H10O6 |
| Massa molecolare (u) | 226,18 |
| Numero CAS | |
| PubChem | 1028 |
| DrugBank | DBDB08427 |
| SMILES | O=C(O)C(=O)CC1(C=CC(O)C=C1)C(=O)O |
| Indicazioni di sicurezza | |
L'acido prefenico, comunemente noto anche con il nome della forma anionica prefenato, è un intermedio nella biosintesi degli amminoacidi aromatici fenilalanina e tirosina.
È biosintetizzato mediante una trasposizione di Claisen del corismato:
La reazione è catalizzata dall'enzima corismato mutasi.
L'acido prefenico è un esempio di molecola achirale (otticamente inattiva) che presenta 2 atomi pseudoasimmetrici (ovvero centri stereogenici non chirotopici), il C1 e il C4 dell'anello cicloesadienico. È stato provato che dei due possibili diastereoisomeri, l'acido prefenico naturale è quello che ha i due sostituenti a priorità maggiore (regole CIP), cioè il carbossile e l'ossidrile, sui due carboni pseudoasimmetrici, in configurazione cis, ovvero (1s,4s) secondo le nuove regole IUPAC (2013) della stereochimica.
L'altro stereoisomero, trans o meglio (1r,4r), è chiamato acido epiprefenico.