Willyamite

Willyamite
Classificazione Strunz (ed. 10)2.EB.25
Formula chimicaCoSbS
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinosconosciuto
Parametri di cellaa = 5,86 Å, Z = 4
Gruppo spazialesconosciuto
Proprietà fisiche
Densità misurata6,76(3) g/cm³
Durezza (Mohs)5 - 5,5
Fratturairregolare
Colorebianco stagno o grigio acciaio
Lucentezzametallica
Opacitàopaca
Striscionero-grigiastro
Diffusionenon comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La willyamite (simbolo IMA: Wly) è un minerale non comune del gruppo della cobaltite; appartiene alla famiglia dei "solfuri e solfosali", che comprende anche tellururi, arseniuri, bismuturi e molti altri; la composizione chimica è CoSbS.

Etimologia e storia

Il minerale fu scoperto dall'allora vicedirettore George Smith nella miniera di "Consols", vicino alla città mineraria di Broken Hill (nel Nuovo Galles del Sud, Australia). Fu descritto per la prima volta nel 1893 dal mineralogista australiano Edward Fisher Pittman (1849-1932), che commissionò l'analisi chimica al chimico dell'autorità mineraria J.C.H. Mingaye.

Sulla base dei risultati dell'analisi, Pittman considerò il minerale come solfantimoniuro di cobalto e nichel (Co0,5Ni0,5SbS). Tuttavia, a causa delle proporzioni uguali di cobalto e nichel, sospettò che si trattasse di una soluzione solida e che ulteriori scoperte avrebbero potuto confermare che il cobalto e il nichel potevano agire come sostituti l'uno dell'altro nel composto. Il candidato più probabile per questo partner in soluzione solida sarebbe stata l'ullmannite, scoperta nel 1843. Pittman propose il nome willyamite per il minerale appena scoperto, poiché il nome aborigeno di Broken Hill era Willyama, che significa "collina con un contorno frastagliato".

In pubblicazioni successive, la willyamite non fu riconosciuta come una specie minerale indipendente, ma considerata una varietà di ullmannite contenente cobalto, come accadde, ad esempio, nel 1962 da N. L. Markham e L. J. Lawrence, e nel 1969 da Peter Bayliss. Per chiarire la composizione chimica della willyamite, Louis J. Cabri, D. C. Harris, J. M. Stewart e J. F. Rowland condussero nuove indagini nel 1970 su due esemplari museali che, secondo le loro etichette, provenivano da Broken Hill e dal giacimento di Consols. È stato riscontrato che i campioni del minerale tipo sono formazioni cristalline complesse con zone a rapporti Co:Ni altamente variabili. Cabri e i suoi collaboratori hanno quindi proposto di ridefinire il nome willyamite per riferirsi ai membri ricchi di cobalto con Co > Ni della soluzione solida CoSbS–NiSbS e alla formula (Co,Ni)SbS.

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la willyamite come minerale "questionable" e la colloca nella classe "2. Solfuri e solfosali" e da lì nella sottoclasse "2.E Solfuri metallici, M:S ≤ 1:2"; questa viene suddivisa più finemente in base al rapporto tra metallo (M) e zolfo (S) e alla composizione del minerale, in modo tale che la willyamite possa essere trovata nella sezione "2.EB M:S = 1:2, con Fe, Co, Ni, PGE, ecc." dove forma il sistema nº 2.EB.25 insieme a changchengite, gersdorffite-P213, gersdorffite-Pa3, gersdorffite-Pca21, hollingworthite, irarsite, jolliffeite, kalungaite, krutovite, cobaltite, maslovite, michenerite, milotaite, padmaite, platarsite, mayingite, testibiopalladite, tolovkite e ullmannite.

Tale suddivisione resta pressoché invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 2.EB.25 è popolato da maslovite, cobaltite, paragersdorffite, ortogersdorffite, sulfopadmaite, jolliffeite, changchengite, guixiangite, mayingite, kalungaite, hollingworthite, michenerite, gersdorffite, milotaite, testibiopalladite, platarsite, ullmannite, kvačekite, krutovite, padmaite, tolovkite e irarsite, oltre che dalla willyamite.

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la willyamite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfuri con metallo: S,Se,Te < 1:1"; qui forma il "gruppo della cobaltite" con il numero di sistema II/D.18 insieme a cobaltite, irarsite, ullmannite, tolovkite, kalungaite, milotaite, minerali del gruppo della gersdorffite, hollingworthite, platarsite e jolliffeite.

Anche la classificazione dei minerali di Dana, utilizzata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la willyamite nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "minerali solfuri" e nella sottoclasse dei "solfuri – compresi seleniuri e tellururi – con la composizione AmBnXp, con (m+n):p=1:2" dove forma il "gruppo della marcasite (Ortorombico: Pnnm)" con il numero di sistema 02.12.03 insieme a gersdorffite, tolovkite, ullmannite, testibiopalladite, platarsite, irarsite, hollingworthite, jolliffeite, maslovite, michenerite, cobaltite e padmaite.

Abito cristallino

Non sono noti né il sistema cristallino, né il gruppo spaziale della willyamite; la costante di reticolo è a = 5,86 Å e possiede 4 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura

La willyamite è stata trovata nelle vene di calcite–siderite associata a calcite, costibite, dyscrasite e siderite.

Il minerale non è molto diffuso ed è stato trovato solo in poco meno di una quarantina di siti. Qui si menziona solo la sua località tipo, la miniera "Consols" (31.9634°S 141.4823°E) nella città mineraria australiana di Broken Hill (Nuovo Galles del Sud).

Forma in cui si presenta in natura

La willyamite forma cristalli di dimensioni di alcuni millimetri. Il minerale è opaco con lucentezza metallica; il colore è bianco stagno o grigio acciaio, mentre lo striscio è nero-grigiastro.

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - M:S = 1:2, with Fe, Co, Ni, PGE, etc., su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'8 settembre 2026.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato l'8 settembre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 (EN) Willyamite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'8 settembre 2026.
  4. 1 2 3 4 5 (EN) Willyamite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato l'8 settembre 2026.
  5. 1 2 (EN) Willyamite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato l'8 settembre 2026.
  6. 1 2 (DE) Willyamit (willyamite), su mineralienatlas.de. URL consultato l'8 settembre 2026.
  7. 1 2 (EN) Localities for Willyamite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'8 settembre 2026.
  8. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato l'8 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  9. ↑ (EN) T.G. Vallance, Pittman, Edward Fisher (1849–1932), su Australian Dictionary of Biography (a cura di), adb.anu.edu.au. URL consultato l'8 settembre 2026.
  10. 1 2 (EN) Edward F. Pittman, Note on the occurrence of a new mineral at Broken Hil (PDF), in Journal and Proceedings of the Royal Society of New South Wales, vol. 27, 1893, pp. 366–375. URL consultato l'8 settembre 2026 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2020).
  11. 1 2 (EN) Louis J. Cabri, D.C. Harris, J.M. Stewart e J.F. Rowland, Willyamite redefined (PDF), in Proceedings – Australasian Institute of Mining and Metallurgy, vol. 233, 1970, pp. 95–100. URL consultato l'8 settembre 2026.
  12. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato l'8 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  13. ↑ (DE) Lapis-Systematik - II SULFIDE UND SULFOSALZE (Sulfide, Selenide, Telluride, Arsenide, Antimonide, Bismutide) - II/D Sulfide mit Metall : S,Se,Te < 1:1, su mineralienatlas.de. URL consultato l'8 settembre 2026.
  14. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - AmBnXp, with (m+n):p = 1:2, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'8 settembre 2026.
  15. ↑ (EN) Consols Mine (ABH Consols Mine; Australian Broken Hill Consols Mine), Broken Hill, Broken Hill district, Yancowinna Co., New South Wales, Australia, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'8 settembre 2026.

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