Cremona

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Cremona
comune
Cremona – Veduta
Cremona – Veduta
Veduta della città col Duomo e il celebre Torrazzo
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Cremona
Amministrazione
SindacoAndrea Virgilio (PD) dal 26-6-2024
Territorio
Coordinate45°08′00″N 10°01′29″E
Altitudine45 m s.l.m.
Superficie70,49 km²
Abitanti71 238 (31-5-2026)
Densità1 010,61 ab./km²
Comuni confinantiBonemerse, Castelverde, Castelvetro Piacentino (PC), Gadesco-Pieve Delmona, Gerre de' Caprioli, Malagnino, Monticelli d'Ongina (PC), Persico Dosimo, Sesto ed Uniti, Spinadesco, Stagno Lombardo
Altre informazioni
Cod. postale26100
Prefisso0372
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT019036
Cod. catastaleD150
TargaCR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 389 GG
Nome abitanticremonesi
Patronosant'Omobono Tucenghi
Giorno festivo13 novembre
Motto(LA) Fortitudo mea in brachio
(IT) La mia forza è nel braccio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cremona
Cremona
Cremona – Mappa
Cremona – Mappa
Posizione del comune di Cremona nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Cremona (AFI: /kreˈmona/, pronunciaⓘ; Cremùna in dialetto cremonese; Cremona ed Uniti dal 1920 al 1940) è un comune italiano di 71 238 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, in Lombardia.

Nota per l'artigianato tradizionale del violino, la città si trova al centro della Pianura Padana, poco distante dalle rive del fiume Po.

Geografia fisica

Territorio

Cremona è situata nel sud della Lombardia, a contatto col fiume Po. Dista circa 30 km da Piacenza in Emilia-Romagna, 65 km da Mantova, 50 km da Lodi, 50 km da Brescia, 45 km da Parma in Emilia-Romagna, 75 km da Bergamo e 85 km da Milano. L'area del territorio comunale è di 70,4 km², l'altitudine media di 45 m s.l.m.

Clima

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Cremona.

In base alla media del trentennio di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese di gennaio, il più freddo, si attesta a +1,7 °C; quella del mese di luglio, il più caldo, è di +24,3 °C. Le precipitazioni medie annuali si aggirano sui 750 mm, distribuite mediamente in 76 giorni, con un picco nella stagione autunnale e minimi relativi in inverno ed estate.

Cremona Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 4,37,312,717,422,426,929,327,924,017,310,25,35,617,528,017,217,1
T. min. media (°C) −1,01,04,98,613,016,819,218,115,59,94,60,10,08,818,010,09,2
Precipitazioni (mm) 645161616860466453918655170190170230760
Giorni di pioggia 7677865547861922161976

Origini del nome

Il toponimo è di origine incerta, ma sembra preromano, di sicuro venne utilizzato ufficialmente dai romani nel 218 a.C quando fondarono la colonia di Cremona, probabilmente su un precedente insediamento etrusco o gallico. Si ipotizza che il nome latino sia derivato dal toponimo gallico (Cenomano), legato alla variante prelatina carm del termine carra, cioè "sasso", "roccia", e dal comune suffisso prelatino -ona. Dal libro di Mario Monteverdi La Storia di Cremona edito nel 1955 dal giornale locale La Provincia, secondo Sicardo un certo Brimonio, troiano, scappò dalla patria distrutta e fondò Brimonia, che col tempo divenne Cremona. Per qualcun altro il fondatore fu il presunto compagno di Paride, Cremone.

Storia

Periodo romano

Resti della villa romana, Museo Archeologico San Lorenzo

La leggenda dice che la città sia stata fondata da Ercole. In realtà nacque durante il periodo repubblicano. Il villaggio preesistente nel territorio dei Galli Cenomani fu fortificato dai Romani nel 218 a.C. da 6 000 coloni come castrum avanzato in riva al Po, quando i Romani vennero a conoscenza dell'avanzata di Annibale dalla Spagna verso l'Italia e divenne subito un vitale centro dell'area padana, con un anfiteatro per le attività ludiche, un foro e le terme. Dal suo porto sul fiume Po (lat. Padus), iniziavano la via Regina, una strada romana che collegava Cremona con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano), strada romana consolare che metteva in comunicazione il porto fluviale di Cremona con il Lago di Garda (lat. Gardae lacus, anche chiamato Benacus lacus), che costeggiava ad occidente, proseguendo poi fino ad Arco (lat. Arci Castrum), nell'attuale Trentino (lat. Tridentinum), e la via Brixiana, strada romana consolare che metteva in comunicazione il porto fluviale di Cremona (lat. Cremona) con Brescia (lat. Brixia), da cui passavano diverse strade romane che si diramavano verso l'intera Gallia Cisalpina (lat. Gallia Cisalpina). In epoca romana Cremona era anche il terminale della diramazione secondaria della via Mediolanum-Placentia che si staccava da Laus Pompeia (Lodi Vecchio). Era attraversata dalla via Postumia che collegava Aquileia a Genova superando il Po nei pressi dell'antico insediamento. La via nel periodo tardo romano perse progressivamente importanza ma la città mantenne il porto fluviale, attestato sino al periodo tardo antico. Nel 69 d.C. fu assediata e distrutta dalle truppe di Vespasiano e poi riedificata con l'aiuto dello stesso imperatore. Per un lungo periodo la città scomparve dalle cronache della storia, citata solo in pochi documenti o nominata per la provenienza di qualche personaggio illustre.

Periodo altomedievale

Stemma di Cremona nella Loggia dei Militi

Nel 603 Cremona, baluardo bizantino, fu conquistata dai longobardi che ne smembrarono il territorio forse già in parte conquistato in precedenza. In epoca successiva a Cremona signoreggiarono alcune famiglie longobarde fra cui i Colleoni, i Crotti, i Suardi. La città retta dal vescovo non divenne sede di ducato e anche dopo la conquista carolingia il vescovo conte mantenne ed ampliò il suo controllo sulla città e sul contado.

Il 25 maggio dell'anno 825 l'imperatore Lotario I promulgò il capitolare di Corteolona che istituì le scuole imperiali: così oltre a Pavia capitale del Regno d'Italia, anche Cremona ebbe la scuola di diritto, di retorica e arti liberali, ereditando la tradizione della scuola di diritto, fondata dall'imperatore romano Teodosio I; dalla sede cremonese dipendevano anche gli studenti di Piacenza, Parma, Reggio e Modena.

Tra il novecento e il mille la città accrebbe il suo potere, grazie ad importanti concessioni ai vescovi rettori della città. Tra gli altri si distinsero Liutprando, che fu chiamato alla corte imperiale in Sassonia, pur rimanendo vescovo, e Olderico, che riuscì ad ottenere dall'imperatore Ottone III importanti privilegi per la città.

Furono i vescovi Lamberto e Ubaldo a creare dissidi con la popolazione cremonese per la gestione delle proprietà del Monastero di San Lorenzo. Fu necessaria la mediazione dell'imperatore Corrado II che nel 1037, stabilitosi in città, diede rifugio a papa Benedetto IX, il papa ragazzino.

Periodo medievale

Palazzo del Comune

Con l'imperatore Enrico IV la città si rifiutò di pagare gli oppressivi balzelli che l'impero richiedeva e che il vescovo conte imponeva ai cittadini. Nacque così la narrazione del leggendario scontro tra il principe Enrico e Giovanni Baldesio (Zanén de la Bàla) gonfaloniere maggiore della città. Tradizione vuole che Zanén riuscì a disarcionare il principe, risparmiando alla città il pagamento della palla d'oro (la bàla) di circa tre chili che tutti gli anni la città doveva all'imperatore e che per quell'anno fu donata a Berta, la fidanzata del cavaliere, come dote per il suo matrimonio. A questa leggenda si aggiunge una notizia storica di pochi anni dopo. Lo stemma cittadino ricorda questo episodio, col braccio di Baldesio che sorregge la palla d'oro del tributo, con il motto riportante la frase "la mia forza sta nel braccio" in lingua tardo-latina (fortitudo mea in brachio).

Nel 1093 si formò un'alleanza militare anti imperiale capeggiata da Matilde di Canossa, che aveva numerosi possedimenti a cavallo del Po, cui partecipavano Lodi, Milano, Cremona, Piacenza. Il conflitto si risolse con il giuramento di obbedienza dell'imperatore Enrico IV a papa Urbano II e con la donazione nel 1098 dell'Insula Fulcheria (corrispondente oggi all'area di Crema) alla città di Cremona che con questo atto si costituì in libero comune, diventando una delle più ricche, potenti e popolose città dell'Italia settentrionale.

La prima e la seconda Lega Lombarda

Il duomo e il battistero
Il rosone del duomo

A partire dal 1093 il comune lottò con i comuni vicini per ampliare e difendere il proprio territorio. Le guerre furono numerose e spesso vittoriose come nel 1107 per il possesso di Tortona o nel 1111 che segnò invece una sconfitta nei pressi di Bressanoro. In questo periodo la città ebbe forti divisioni interne fra la parte di città legata ai ghibellini, città vecchia, e quella legata a guelfi, città nuova. Il conflitto giunse al punto di creare due palazzi comunali con l'edificazione del Palazzo Cittanova, ancora esistente.

Con la discesa del Barbarossa la città si alleò all'imperatore che appoggiò Cremona contro la rivolta di Crema, aiutata dai milanesi nella rivendicazione d'indipendenza. La vittoria e la fedeltà all'impero permise al comune di battere moneta e quindi di creare una propria zecca autorizzata da una bolla imperiale.

Nel 1160 Cremona riconquistò Crema e, appoggiando l'imperatore, diede l'assalto a Milano distruggendola (1162). Alla città fu affidata l'area di Porta Romana in Milano.

È solo nel 1167 che la città si schierò con gli altri comuni italiani contro l'impero, entrando a far parte della Lega Lombarda, che il 29 maggio 1176 sconfisse le truppe imperiali a Legnano. L'unione durò poco e le città tornarono a scontrarsi nel 1213 a Castelleone dove i cremonesi sconfissero una lega milanese composta dai comuni di Lodi, Piacenza, Crema, Novara, Como e l'appoggio dei bresciani. Nel 1232 iniziò il legame tra Cremona e l'imperatore Federico II chiamato in causa in una disputa di potere interno alla città. Nel 1225 Federico II di Svevia convocata nella città la Dieta di Cremona portò alla nascita della seconda lega lombarda. La nuova alleanza con l'impero condusse alla vittoria nella battaglia di Cortenuova contro la Lega Lombarda. Federico II portò spesso la sua corte nella città e l'unico episodio spiacevole fu la sconfitta ad opera dei parmigiani a Vittoria, città creatura di Federico II, che vide la cattura di più di duemila cremonesi.

Qualche anno dopo, la ritorsione nei confronti dei parmigiani fu molto dura: questi furono sconfitti ad opera di Oberto II Pallavicino, gli fu sottratto il carroccio e i pantaloni di alcuni di loro per derisione rimasero appesi a lungo nel duomo di Cremona.

Cremona nel Ducato di Milano

Il Torrazzo, simbolo cittadino
Gli statuti di Cremona (Statuta civitatis Cremonae), 1578

Il 1º novembre 1266 Oberto II Pallavicino venne cacciato dalla città e con lui cadde il governo ghibellino. Al suo posto prese il potere un altro ghibellino, Buoso da Dovara, che lo cedette al Consorzio di Pace e Fede, che lo gestì sino al 31 dicembre 1270. L'anno seguente fu istituita la figura del Capitano del Popolo che assunse, per parte guelfa, i poteri comunali. Nel 1276 Cremona passò alla signoria del marchese Cavalcabò, che ne diresse le sorti sino al 1305. Il figlio Guglielmo Cavalcabò ne ereditò i poteri sino al 1310.

In questo periodo furono eseguite numerose opere edilizie: la cella campanaria del Torrazzo e la sua ghirlanda ottagonale con cuspide, la chiesa romanica di San Francesco, i transetti della cattedrale e la Loggia dei Militi. Sempre allo stesso periodo datano numerose sistemazioni agrarie tra le quali la realizzazione di canali irrigui nel territorio a vocazione agricola; un esempio per tutti fu la costruzione del Dugale Delmona, databile agli inizi del XIV secolo.

A partire dal 1311 la signoria dei Cavalcabò si alternò con signori esterni alle famiglie cremonesi di partito guelfo. Tra questi vi furono Arrigo VII di Lussemburgo ghibellino, nel 1311, Giberto III da Correggio, nel 1312, e Roberto di Puglia nel 1313. Con la fine della signoria di Giacomo Cavalcabò il 29 novembre 1322 entrò in scena un'altra famiglia lombarda: i Visconti, con Galeazzo I, che influenzeranno la storia della città per centocinquanta anni.

La città fu retta dai Visconti in alternanza con importanti figure politiche del panorama europeo del tempo, come Ludovico il Bavaro, imperatore nel 1327, e Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia nel 1331, sino al 1403. In quell'anno vi fu la riconquista della signoria da parte della famiglia Cavalcabò, che non durò a lungo. Il 25 luglio del 1406 Cabrino Fondulo, capitano delle truppe di Ugolino Cavalcabò, uccise con un inganno i maschi della famiglia Cavalcabò, assumendo la signoria della città. Impossibilitato a gestire il potere si ritirò a Castelleone in cambio di 40.000 fiorini d'oro pagati dalla famiglia Visconti.

Nel 1420 la signoria passò a Filippo Maria Visconti, che la rese ereditaria. Cremona con questo atto entrò nel Ducato di Milano e ne seguì le sorti sino all'unità d'Italia.

Palazzo Cittanova

Sotto i Visconti prima e gli Sforza poi Cremona ebbe un intenso sviluppo culturale e religioso. Nel 1411 Palazzo Cittanova divenne sede dell'Università dei Mercanti di fustagno. Nel giugno del 1431 presso la città la flotta del ducato di Milano si scontrò con quella veneziana, che intendeva conquistare Cremona. La battaglia fu molto cruenta (i veneziani ebbero più di 2.500 morti) e terminò con la vittoria delle navi viscontee. Nel 1441 la città fu scelta per celebrare le nozze tra Francesco I Sforza e Bianca Maria Visconti, il 25 ottobre, nel tempietto eretto dai benedettini, sostituito dalla chiesa di San Sigismondo costruita in un periodo di poco successivo. Si racconta che nel banchetto nuziale di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti sia stato servito per la prima volta il torrone, che è uno dei prodotti più noti di Cremona; ma non si tratta di verità storica, e neppure di tradizione antica, in quanto è invece una felice trovata pubblicitaria dell'industria dolciaria cremonese del primo Novecento.

Anche Ludovico il Moro finanziò importanti opere cittadine per la cattedrale, come il sopralzo del frontone e la realizzazione del porticato denominato la Bertazzola, il rivestimento parziale in marmo del battistero, il rifacimento della facciata della chiesa di Sant'Agata e del Palazzo Comunale. Nel 1446, Cremona fu accerchiata dalle truppe di Francesco Piccinino e di Luigi dal Verme. I veneziani inviarono in suo soccorso Scaramuccia da Forlì, che riuscì a superare l'assedio, provocando il fallimento dell'impresa dei due condottieri e liberando la città.

Occupazioni straniere

Portico del Palazzo del Comune: al centro lo stemma di Luigi XII Re di Francia e Duca di Milano; a destra l'antico stemma di Cremona; a sinistra lo stemma della Famiglia del Balzo (de Baux)
Cremona in una mappa del XVII secolo
La città di Cremona (dipinto del XVII secolo) Museo Civico "Ala Ponzone", Cremona
Il fiume Po e Cremona nel XVIII secolo

Con la guerra tra Ludovico il Moro e la Francia di Luigi XII Cremona passò infatti per un breve periodo sotto la Repubblica di Venezia, dal 1499 al 1509. La vittoria della lega a Agnadello riportò Cremona al Ducato di Milano, retto dai francesi di Luigi XII, l'11 maggio del 1509. Le alterne vicende che vedono opporsi Spagna, Francia, Repubblica di Venezia e, nella persona di Massimiliano Sforza, Ducato di Milano, hanno termine con il Trattato di Noyon del 1516 che sancisce l'esilio del duca di Milano. La conquista della città ad opera degli spagnoli avvenne nel 1524 con la presa del Castello di Santa Croce. La sconfitta finale francese e l'espulsione delle truppe dal Ducato di Milano sono sancite nel gennaio 1526 dal Trattato di Madrid. Contro gli Asburgo la Repubblica di Venezia, nella Lega di Cognac, mosse allora le proprie truppe, capitanate da Michael Gaismair, alla riconquista di Cremona, il 26 settembre 1526. Ma la sconfitta di Giovanni dalle Bande Nere a Governolo aprì la strada che portò i lanzichenecchi a saccheggiare Roma.
Cremona, pur assopita e rassegnata alle scorribande e ai cambiamenti delle truppe vincitrici non perse l'interesse per l'abbellimento artistico della città. Un esempio ne è la costruzione della loggia realizzata, in stile bramantesco, sul porticato posto in facciata al Duomo (Bertazzola) ad opera di Lorenzo Trotti.

Nel 1546 il ducato passa a Filippo II, re di Spagna e futuro erede del titolo imperiale; inizia per Cremona e la Lombardia in generale un lungo periodo di dominazione che tenderà a sottrarre risorse senza reinvestire nelle opere infrastrutturali e produttive del territorio. Le opere artistiche continueranno ad essere commissionate per gli edifici religiosi e per i palazzi della nuova aristocrazia spagnola e della vecchia aristocrazia cremonese. Nel 1550 Lorenzo Trotti termina la loggia sul lato destro della Cattedrale, nel 1614 è ricostruita la chiesa dei Santi Siro e Sepolcro su disegno di Antonio Gialdini. Alla fine del Seicento l'incapacità spagnola nella gestione del territorio dopo la carestia (1628) e la peste (1630), unita all'interesse della casata d'Austria per l'Italia settentrionale, portò prima alla conquista francese il 9 febbraio 1701, poi a quella austriaca del 10 aprile 1707. La dominazione straniera fu ratificata nel 1714 dalla Pace di Utrecht.

Dopo l'Unità d'Italia

Cremona seguì le vicende della Lombardia nei secoli XVIII e XIX e quelle dell'Unità d'Italia.

Tra le due guerre mondiali, il fascismo cremonese "fu indissolubilmente legato al nome di Roberto Farinacci, capo indiscusso. E poiché Farinacci rappresentò anche il punto di riferimento nazionale dell’ala rivoluzionaria, intransigente e squadrista del fascismo, che per tutto il ventennio si intrecciò con la vicenda politica di Benito Mussolini e del Pnf, fatta di scontri ripetuti e spesso violenti con altri gerarchi e con il capo del governo, la storia di Cremona dal 1922 al 1943 risentì di questa peculiare “esposizione” alle dinamiche nazionali".

Il 9 settembre 1943 reparti tedeschi attaccavano ed occupavano la città di Cremona. Militari delle caserme cittadine si opposero. Vi furono caduti da ambo le parti con vittime anche civili.

Al referendum istituzionale del 1946 la Repubblica ottenne più del 70,2% dei voti contro solo un 29,7% per la monarchia.

Simboli

Stemma di Cremona nel pavimento della Galleria XXV Aprile con il motto latino Fortitudo mea in brachio
Bandiera cittadina
Stemma
«Partito: al primo fasciato di rosso e d'argento; il secondo di azzurro al braccio vestito di rosso e d'argento stringente nella mano una palla d'oro. Corona gemmata a cinque fioroni.»
Gonfalone
Bandiera

Nel 2024 l'amministrazione comunale ha adottato una bandiera fasciata di rosso e di bianco di sei pezzi.

Onorificenze

Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908) - nastrino per uniforme ordinaria
«Alla Città di Cremona.»
— Regio decreto di re Vittorio Emanuele III del 5 giugno 1910

Monumenti e luoghi d'interesse

Centro storico di Cremona
Piazza del Comune col Torrazzo, il Duomo e il Battistero
Piazza del Comune con il Palazzo del Comune, la Loggia dei Militi e il Battistero

Il centro storico di Cremona ha il suo vertice artistico nella medievale piazza del Comune, spazio urbano assai unitario e suggestivo che può vantare anche alcuni dei maggiori monumenti medievali italiani come:

Non solo la piazza ma l'intera città è disseminata di svariate architetture di pregio che sono:

La Chiesa di San Luca
Interno della Chiesa di San Pietro al Po

Architetture religiose

Architetture civili

Palazzo Cittanova
Palazzo Silva-Persichelli
Palazzo Stanga - Rossi di San Secondo

Architetture militari

Aree naturali

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

L'area metropolitana di Cremona, individuata dalla FUR, conta 153 458 abitanti e 42 comuni, di cui due in provincia di Piacenza.

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 11 019, pari al 15,53% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Qualità della vita

Nel 2021 Cremona è stata classificata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente come la seconda città più inquinata d'Europa, nonché prima in Italia. In seguito alla conversione dell'ex-raffineria, non risulta essere nella classifica del 2023.

Cultura

Università

La città, congiuntamente a Piacenza, è sede di uno dei Campus dell'Università Cattolica del Sacro Cuore; l'Ateneo cremonese dispone di due facoltà: Economia Aziendale e Giurisprudenza; Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Cremona è uno dei poli territoriali del Politecnico di Milano, attivo con i corsi di Ingegneria informatica e Ingegneria gestionale, ed è anche sede dei corsi di laurea delle professioni sanitarie istituiti dall'Università degli Studi di Brescia: Assistenza sanitaria; Infermieristica e Fisioterapia. L'offerta didattica si completa grazie al Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali – e relative Facoltà – dell'Università degli Studi di Pavia ed infine l'Istituto Superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi.

Musei

Museo del Violino in Piazza Marconi
Museo archeologico

Ricco anche il polo culturale cittadino che si avvale di notevoli istituzioni museali come:

Musica

Claudio Monteverdi
Amilcare Ponchielli

Nel 2012 l'UNESCO ha inserito l'artigianato tradizionale del violino a Cremona tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità. Cremona è famosa nella storia musicale mondiale di tutti i tempi per aver dato i natali a Claudio Monteverdi, tra padri del melodramma moderno e a cui il Conservatorio cittadino è intitolato. Oltre a Monteverdi, Cremona ha visto nascere anche il compositore Amilcare Ponchielli e può vantare il patrimonio più importante al mondo per la liuteria (già a partire da Stradivari, Guarneri del Gesù, Amati) con oltre duecento botteghe di maestri liutai che ne fanno il centro principale al mondo per la costruzione di strumenti ad arco e corde.

Nel 2015 la Fondazione Stauffer, una delle principali istituzioni private di Cremona, acquisisce la proprietà di Palazzo Stradiotti, edificio storico che dopo importanti lavori di recupero e restauro viene restituito alla città come Palazzo Stauffer. Il Palazzo Stauffer è oggi sede dello Stauffer Center for String, il primo centro musicale internazionale interamente dedicato agli strumenti ad arco, inaugurato nel 2021. Questo innovativo campus polifunzionale ospita al suo interno la storica Accademia Stauffer e gli Stauffer Labs, dipartimenti creativi e di innovazione.

Media

Stampa

Il quotidiano principale per diffusione di Cremona è La Provincia. La Cronaca è stata pubblicata dal 1993 al 2012. La Voce di Cremona è stata pubblicata dal 2001 al 2006. Nel 1981 è nato il settimanale Mondo Padano e nel 2003 il settimanale Il Piccolo.

Radio

Le emittenti radiofoniche di Cremona sono le seguenti:

Televisione

Le emittenti televisive di Cremona sono TeleColor, Studio1 e CR 1 (nata nel 2013 col nome Cremona 1).

Streaming

La serie original net anime Netflix B The Beginning è ambientata nella Cremona del prossimo futuro. Inoltre nel 2019 è stato girato tra il museo del violino e piazza del duomo, l'episodio 14 della terza stagione della serie sudcoreana Begin Again, con protagonista il cantante e musicista Henry e Lena Park.

Cinema

Cucina

Cremona deve molti ingredienti dei suoi piatti tipici alla presenza del Po, importante via fluviale di traffici e commerci. L'uso delle mandorle, della frutta candita, utilizzata nel cremonesissimo miele di trifoglio, il gusto per l'agrodolce esaltato dalla tipica mostarda sono alcuni dei lasciti degli scambi commerciali che, nel corso dei secoli, caratterizzarono la Bassa, lasciando un segno nella cultura culinaria del Cremonese.

Fra i primi piatti, i marubini sono la preparazione più tipica e vanno serviti in brodo, meglio se composto da tre brodi riuniti (gallina, manzo, salame da pentola).

Il dolce tipico di Cremona è il torrone, un impasto di albume d'uovo, miele e zucchero, farcito con mandorle, noci, arachidi o nocciole e spesso ricoperto da due ostie. Tipico del cremonese è pure la Sbrizulusa, una torta secca di farina di mais e di grano impastata con strutto, scorza di limone e un cucchiaino di liquore. Altrettanto tipico è il "Pan Cremona", torta morbida di farina di mandorle, ricoperta di cioccolato.

Un ulteriore dolce è la pattona (in dialetto cremonese patùna), cioè una torta fatta con la farina di castagne, in italiano detta anche castagnaccio.

Eventi

Feste e fiere

Tradizionalmente, la "Fiera di San Pietro" vede l'installarsi di giochi e attrazioni in un'area vicino al fiume Po durante tutto il mese di giugno. Nel mese di novembre si tiene la manifestazione "Cremona la Dolce - Festa del Torrone", con cortei storici e manifestazioni legate alla rievocazione storica delle nozze di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, celebrate a Cremona il 25 ottobre 1441.

Si tengono in città anche le fiere zootecniche internazionali di Cremona, evento fieristico professionale dedicato al mondo dell'allevamento bovino, suino e avicolo e alle energie da fonti agro-zootecniche.

Altra esposizione internazionale di rilievo, affiancata da un prestigioso festival, è Cremona Musica, manifestazione internazionale che a fine settembre diventa punto di riferimento per liutai, musicisti e appassionati di strumenti ad arco, pianoforte, chitarra classica e strumenti a fiato.

Nel 2022 nasce lo Stauffer Summer Music Festival, una rassegna internazionale, ideata e promossa dalla Fondazione Stauffer, per celebrare le diverse culture musicale del mondo con protagonisti artisti internazionali e giovani allievi dell'Accademia Stauffer, in un location d'eccezione: il Giardino di Palazzo Stauffer, la sede dello Stauffer Center for Strings, il primo centro musicale internazionale interamente dedicato agli strumenti ad arco.

Economia

Liuteria di fronte al duomo

L'economia della città è legata al sistema produttivo provinciale a prevalenza agricola. Oltre alle aziende agricole sono presenti importanti industrie alimentari italiane: salumi (Negroni), dolciumi (Sperlari, Vergani, Barilla - Mulino Bianco), oli vegetali (Oleificio Zucchi), formaggi (Auricchio).

Vi è inoltre l'industria metalmeccanica (acciaieria Arvedi, Off. Mecc. Feraboli, Parmigiani Macchine e OCRIM), petrolifera (ex raffineria Tamoil, ora adibita a deposito, sede e deposito Keropetrol), energetica (LGH), telecomunicazioni (A2A Smart City).

L'artigianato cremonese è caratterizzato dalle botteghe di liutai, specializzate nella produzione di strumenti ad arco, riconosciute a livello mondiale per la qualità degli strumenti prodotti e che si riallacciano alle figure di Stradivari, Guarneri e Amati. La cultura della liuteria tradizionale cremonese è stata iscritta il 5 dicembre 2012 nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO.

Inoltre, sono ancora diffuse e rinomate le antiche lavorazioni della ceramica e della porcellana.

Cremona è conosciuta anche come produttrice di dolciumi, con il suo famoso torrone, di materiale in cotto ed altri oggetti.

Il porto canale è utile all'approdo delle chiatte che percorrono il fiume Po. Il canale, che da Cremona avrebbe dovuto raggiungere Milano, si ferma dopo soli 20 km, presso Pizzighettone.

Infrastrutture e trasporti

Strade

La città è attraversata a nord dall'ex strada statale 10 Padana Inferiore con una tangenziale e vi termina l'ex strada statale 415 Paullese. A Cremona è presente un'uscita dell'Autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia. La città è dotata di una rete di bus sia per il trasporto urbano, che collega il centro della città con le frazioni, che per quello interurbano; gli autoservizi sono gestiti dalla società Arriva Italia, subentrata a KM Cremona nel 2021. Altre società di trasporti quali SETA e STAR Mobility collegano la città con Brescia, Piacenza, Monticelli d'Ongina, Salsomaggiore, Cortemaggiore, Lodi, Soncino, Soresina, Pontevico, Robecco d'Oglio, Pozzaglio ed Uniti, Bettenesco e San Donato Milanese.

Ferrovie e tranvie

Il comune ha due stazioni ferroviarie: la stazione di Cremona e quella di Cava Tigozzi.

La stazione di Cremona è posta sulla ferrovia Pavia-Cremona ed è capolinea delle linee per Piacenza (sulla quale il traffico passeggeri non è più attivo dal 2013), per Fidenza (PR), per Treviglio (BG) e per Brescia.

Dal 1926 al 1956 Cremona fu capolinea della linea ferroviaria per Iseo, gestita dalla Società Nazionale Ferrovie e Tramvie, che aveva origine nella stazione di Porta Milano.

Fra il XIX e il XX secolo facevano altresì capo a Cremona due reti tranviarie extraurbane gestite in ultimo rispettivamente dalle Tramvie Provinciali Cremonesi (linee Cremona-Casalmaggiore con diramazioni Casalmaggiore-Ponte Majocche e Ca' de Soresini-San Giovanni in Croce, Cremona-Ostiano e Cremona-Asola e dalla Società Italiana Ferrovie e Tramvie (linee Cremona-Piacenza e Cremona-Lugagnano).

Idrovia

Grazie al porto sul fiume Po la città è collegata col mare.

Il collegamento idroviario con Milano, aperto alle moderne navi da carico fluviali, è uno degli obiettivi più antichi e ambiziosi della navigazione interna. Il Consorzio preposto alla costruzione del canale Milano-Cremona-Po, costituito nel 1941, fu sciolto il 31 dicembre 2000; è stato costruito solo un tratto di canale che arriva fino a Pizzighettone, lungo circa 13 km, con caratteristiche adatte alle navi della V classe CEMT.

Aeroporti

Cremona non possiede aeroporti, ad eccezione del piccolo Aeroporto di Cremona-Migliaro, utilizzato solo da aerei da turismo e mezzi di soccorso.

Lo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Cremona-Migliaro.

Amministrazione

Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Cremona.

Gemellaggi

Sport

A Cremona sono presenti società sportive attive a livello nazionale nel calcio, nella pallacanestro, nella pallavolo e nella pallanuoto. La presenza del fiume Po ha inoltre favorito lo sviluppo del canottaggio e della canoa/kayak, praticati dalle società canottieri cittadine.

La principale società calcistica è l'Unione Sportiva Cremonese, che disputa le proprie partite casalinghe allo stadio Giovanni Zini. La squadra, che ha partecipato in diverse occasioni alla Serie A, milita nella Serie B nella stagione 2026-2027.

Nella pallacanestro, la città è stata rappresentata nella massima divisione dalla Vanoli Basket, vincitrice della Coppa Italia nel 2019. Dopo la retrocessione in Serie A2 nel 2022, la società ottenne la promozione nella massima categoria nella stagione successiva. Nel maggio 2026, la Vanoli ha concluso la propria attività a Cremona in seguito alla cessione della società e al trasferimento della sede a Roma. Tra le altre formazioni cittadine figurano la Juvi Cremona Basket, partecipante alla Serie A2 nella stagione 2026-2027, e la Corona Cremona, che disputò diversi campionati di Serie A2 tra gli anni ottanta e novanta.

La pallavolo maschile ha raggiunto la massima divisione nazionale con la Pallavolo Cremonese, che partecipò al campionato di Serie A1 1986-1987 con la denominazione Olio Zeta Cremona. Nel settore femminile, l'Unione Sportiva Esperia ha militato in Serie A2, categoria alla quale ha rinunciato nel 2025 per proseguire l'attività attraverso il settore giovanile.

Nella pallanuoto, la Bissolati Cremona ha disputato cinque campionati di Serie A1 tra il 2004 e il 2008, conquistando la Coppa Italia nel 2005 e raggiungendo la semifinale della Coppa LEN nel 2007.

Il canottaggio e la canoa sono praticati principalmente presso le società canottieri Baldesio, Bissolati e Flora, situate lungo il Po. Tra gli atleti legati al canottaggio cremonese figurano Nicola Sartori, medaglia di bronzo nel doppio ai Giochi olimpici di Sydney 2000, Valentina Rodini, medaglia d'oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi di Tokyo 2020, e Giacomo Gentili, campione mondiale nel quattro di coppia nel 2018 e medaglia d'argento nella medesima specialità ai Giochi di Parigi 2024.

Nel ciclismo, Cremona ha ospitato quattro arrivi di tappa del Giro d'Italia, nel 1935, 1963, 1986 e 2006. Tra questi figurano la cronometro individuale del 1986, vinta da Francesco Moser, e quella a squadre del 2006, conquistata dal Team CSC. La città è stata inoltre sede di partenza di tappe della corsa nel 1935 e nel 1986 e ha ospitato l'arrivo conclusivo del Giro d'Italia femminile 2013. Il Club Ciclistico Cremonese 1891 organizza il Circuito del Porto-Trofeo Internazionale Arvedi, competizione internazionale riservata alle categorie Elite e Under-23.

Nel 2013, Cremona ha ricevuto il riconoscimento di Città europea dello sport dall'associazione ACES Europe, insieme ad altre città italiane, tra cui Alba, Modena e Reggio Calabria.

Impianti sportivi

Tra i principali impianti sportivi cittadini figurano lo stadio Giovanni Zini, sede delle partite casalinghe dell'Unione Sportiva Cremonese, e il Palasport Mario Radi, impianto polivalente comunale utilizzato per incontri di pallacanestro e pallavolo. Quest'ultimo, intitolato nel 2009 a Mario Radi, fondatore della Juvi Cremona, dispone di una capienza di 3 519 posti.

Note

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  22. ↑ Regio decreto del 5 giugno 1910 che approva gli annessi elenchi degli enti e delle persone ai quali vennero conferite medaglie ed attestazioni di menzione onorevole per l'opera da essi data in occasione del terremoto del 28 dicembre 1908, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 131 (straordinario) del 5 giugno 1910
  23. ↑ Scheda su Palazzo del Comune, su Lombardia Beni Culturali.
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