| Latina comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Matilde Celentano (FdI) dal 17-5-2023 |
| Data di istituzione | 18 dicembre 1932 (come Littoria) |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°28′02″N 12°54′13″E |
| Altitudine | 21 m s.l.m. |
| Superficie | 277,62 km² |
| Abitanti | 127 379 (31-5-2026) |
| Densità | 458,83 ab./km² |
| Frazioni | Elenco |
| Comuni confinanti | Aprilia, Cisterna di Latina, Nettuno (RM), Pontinia, Sabaudia, Sermoneta, Sezze |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 04100, 04013, 04010 |
| Prefisso | 0773 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 059011 |
| Cod. catastale | E472 |
| Targa | LT |
| Cl. sismica | zona 3A (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona C, 1 220 GG |
| Nome abitanti | latinensi |
| Patrono | san Marco evangelista, santa Maria Goretti |
| Giorno festivo | 25 aprile, 6 luglio |
| Motto | (LA) Latina olim palus (Latina un tempo era palude) |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Latina () è un comune italiano di 127 379 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, nel Lazio. È la seconda città laziale per numero di abitanti, preceduta soltanto da Roma.
È una delle più giovani città d'Italia, essendo una città di fondazione nata col nome di Littoria durante il ventennio fascista, a seguito della bonifica integrale dell'Agro Pontino, e inaugurata il 18 dicembre 1932.
Latina sorge nel cuore dell'Agro Pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante. Il centro della città si trova a pochi chilometri (circa 7) dal mar Tirreno percorrendo via del Lido sino alla Marina di Latina, la zona mare della città, con il suo lungomare e le spiagge di Capoportiere, Foce Verde e Rio Martino, raggiungibili anche tramite una moderna pista ciclabile, e a circa 15/20 km ad ovest dai rilievi montuosi dei monti Lepini.
Il suo territorio comunale, fra i più vasti del Lazio, comprende anche numerosi "borghi di fondazione", centri agricoli creati durante la bonifica delle paludi, spesso a partire da nuclei preesistenti, che anticamente lo ricoprivano (Borgo Sabotino, prima Passo Genovese; Borgo Isonzo; Borgo San Michele; Borgo Faiti; Borgo Grappa; Borgo Carso; Borgo Podgora, prima Sessano; Borgo Bainsizza; Borgo Santa Maria; Borgo Le Ferriere; Borgo Piave; Borgo Montello).
Una parte del suo territorio include aree tutelate del parco nazionale del Circeo, dove si trova anche il lago di Fogliano, di cui costituisce l'estremo lembo settentrionale.
Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Latina rientra nella fascia del clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva (Csa. Sebbene Latina segua il tipico andamento mediterraneo, la protezione ai rigori invernali offerta dalla catena dei Monti Lepini, la posizione pianeggiante e la vicinanza del mar Tirreno, garantiscono alla città un clima mite.
Le stagioni intermedie risultano generalmente le più gradevoli, con un autunno mediamente più mite della primavera e una frequente presenza di precipitazioni, talvolta anche a carattere temporalesco. L’estate è calda, afosa e tendenzialmente asciutta, con condizioni di disagio accentuate dall’elevata umidità tipica della pianura costiera pontina. Durante le ondate di calore più intense le temperature possono eccezionalmente superare i 35 °C e, in casi più rari, avvicinarsi ai 40 °C. La calura estiva è talvolta mitigata da temporali provenienti dai vicini monti Lepini, sebbene tali episodi risultino meno frequenti rispetto al passato. L’inverno è generalmente mite e piovoso, con prolungate fasi perturbate alternate a brevi irruzioni fredde che solo occasionalmente portano temperature prossime allo zero, senza che si registrino normalmente valori particolarmente rigidi.
Nonostante le precipitazioni seguano un andamento leggermente irregolare, i periodi di siccità sono generalmente brevi e limitati ai mesi estiv; il mese più piovoso è novembre, con piogge medie di 99 mm, e quello meno piovoso è luglio, con piogge medie di 14 mm. Per essere ubicata in pianura la città sperimenta una piovosità elevata, che si aggira intorno ai 900 mm annui: ciò sarebbe dovuto alla vicinanza dei Monti Lepini, che attirano una notevole quantità di acqua dalle perturbazioni atlantiche che transitano sul Mar Tirreno.
La nevosità segue il classico andamento del versante tirrenico italiano, con accumuli pressoché nulli. La protezione della catena dei Monti Lepini, la retrostante spessa catena appenninica unita alla vicinanza del mare rendono estremamente difficile il verificarsi di nevicate. Le uniche sporadiche nevicate, perlopiù senza accumulo, sono affidate all'azione di masse d'aria gelida e instabile provenienti da nord-ovest le quali, tuttavia, non sempre risultano sufficienti a far cadere la neve. L'ultima breve nevicata risale al 17 dicembre 2010, quando il termometro il giorno precedente al fenomeno, registrò -7,0 °C.
La temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di 8,4 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di 24,3 °C; mediamente si contano 14 giorni di gelo all'anno e 43 giorni annui con temperatura massima uguale o superiore a 30 °C. Per quanto riguarda le temperature estreme rilevate, il termometro ha registrato un minimo assoluto di -9,2 °C nel gennaio del 1985, mentre per la massima si sono registrati +42,4 °C nell'agosto del 2007.
| Latina Centro | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,6 | 13,2 | 15,6 | 18,5 | 22,5 | 26,6 | 29,5 | 29,4 | 26,5 | 22,3 | 17,2 | 14,1 | 13,3 | 18,9 | 28,5 | 22,0 | 20,7 |
| T. min. media (°C) | 4,8 | 5,2 | 6,8 | 9,3 | 12,6 | 16,6 | 18,7 | 19,0 | 16,8 | 12,8 | 9,3 | 6,4 | 5,5 | 9,6 | 18,1 | 13,0 | 11,5 |
| Precipitazioni (mm) | 105,0 | 89,0 | 98,0 | 84,0 | 76,0 | 49,0 | 22,0 | 36,0 | 77,0 | 120,0 | 118,0 | 109,0 | 303,0 | 258,0 | 107,0 | 315,0 | 983,0 |
| Umidità relativa media (%) | 79 | 78 | 78 | 77 | 76 | 71 | 70 | 69 | 73 | 77 | 79 | 79 | 78,7 | 77 | 70 | 76,3 | 75,5 |
Il nome di Littoria, che fu dato alla città nel 1932, trae origine dal fascio littorio (il fascio di bastoni di legno legati con strisce di cuoio intorno ad una scure), ovvero l’emblema del regime fascista, già simbolo di potere nell’antica Roma.
Nel 1944 quando le autorità del comune decisero di cambiare nome alla città per distaccarsi dal fascismo, il nuovo toponimo fu deciso assumendo quello antico del territorio che la circonda, ossia il Latium adiectum: fu così che Littoria divenne Latinia. Poi, considerando che i toponimi fascisti delle città che erano state istituite terminavano quasi tutti in "-inia", si decise di ribattezzare la città, invece di Latinia, Latina. Per la scelta del nuovo nome si considerò anche che la sigla automobilistica della provincia (LT) rimanesse inalterata.

Il territorio delle Paludi Pontine era in origine una vasta area umida, ricca di biodiversità ma resa difficile da abitare e coltivare per la presenza di acque stagnanti e della malaria, che per secoli ha ostacolato una stabile colonizzazione, nonostante già i Latini vi avessero fondato insediamenti come Satricum e altre città della Lega Latina nella parte settentrionale della pianura. Con l’età romana il territorio venne attraversato dalla via Appia, lungo la quale sorsero centri come Tres Tabernae, Tripontium e Forum Appii, ma nei secoli successivi, tra età medievale e moderna, l’area tornò a essere problematica e furono avviati numerosi tentativi di regolare le acque, dapprima con interventi degli Ostrogoti e poi con opere promosse da monaci e papi, che realizzarono canali e sistemi di bonifica per rendere il territorio più abitabile. Nonostante questi interventi, solo tra il Settecento e l’Ottocento si cercò una gestione più strutturata, con la creazione di un comprensorio di bonifica sotto papa Pio VI e la successiva organizzazione dei proprietari terrieri in consorzio, ma anche in questa fase emersero forti conflitti tra grandi proprietari e problemi finanziari, che limitarono l’efficacia degli interventi fino ai primi decenni del Novecento.

Nei primi progetti di bonifica il regime fascista prevedeva per l'Agro Pontino uno sviluppo solo rurale, senza la creazione di nuove città, ma presto si comprese che i centri già esistenti non erano sufficienti a sostenere l’insediamento dei nuovi abitanti, e si decise quindi di realizzare un nuovo centro amministrativo nella zona del Cancello del Quadrato, dove nel 1932 furono avviati i lavori su iniziativa del commissario Valentino Orsolini Cencelli, anche senza il pieno consenso iniziale di Mussolini, contrario alla nascita di una vera città.
In pochi mesi il progetto prese forma e il regime trasformò l’iniziativa in un evento di grande rilievo, inaugurando Littoria e facendone nel 1934 il capoluogo della nuova provincia, con un territorio ricavato in gran parte da comuni vicini; parallelamente, la bonifica fu utilizzata come strumento di propaganda e inserita nella politica economica del periodo, mentre il popolamento del territorio avvenne attraverso l’arrivo di numerosi coloni provenienti soprattutto dal Nord Italia, ai quali furono assegnati i poderi organizzati dall’Opera Nazionale Combattenti, contribuendo così alla trasformazione stabile dell’area.


La guerra si affaccia per la prima volta nel capoluogo pontino il 26 marzo 1943, quando una squadriglia di aerei bombarda la stazione di Littoria. Dopo la caduta del fascismo il 25 luglio e l'armistizio dell'8 Settembre, la provincia di Littoria diventerà la provincia più meridionale della Repubblica Sociale Italiana, occupata dalle truppe naziste. Fra il settembre 1943 e il maggio del 1944 la città subì rastrellamenti, persecuzioni, saccheggi e violenze sulla popolazione. Durante l'occupazione nazista furono sistematicamente distrutte le idrovore e le opere di bonifica come strumento per contrastare l'avanzata alleata con l'approvazione dello stesso Mussolini.
In questi mesi si formarono e operarono nel territorio alcune formazioni partigiane per combattere l'occupazione nazifascista in collegamento con le formazioni clandestine romane e il CLN. Tra il 1943 e il 1944 la città fu gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e il territorio circostante fu coinvolto prima nello sbarco di Anzio e poi nella battaglia di Cisterna, eventi importanti che portarono alla liberazione di Roma da parte degli alleati. Il 25 maggio 1944 con l'ingresso delle truppe alleate Littoria verrà liberata dell'occupazione nazifascista.
Littoria e il suo territorio escono dalla conflitto mondiale con un bilancio drammatico: ottomila ettari di terreno risultano sommersi ed altri quattromila devastati dai combattimenti. Caseggiati colonici distrutti, poderi minati e infrastrutture come ponti e strade distrutte. Un podere su cinque rimase incolume nel conflitto.
Il 29 luglio 1944 il prefetto Ernesto Piscopo, dopo 9 mesi di reggenza del commissario prefettizio Augusto Buglione di Monale, darà vita alla prima giunta guidata dai partiti del CLN con sindaco Cornelio Rosati. Alle notizie di una possibile soppressione della provincia di Littoria, il 16 settembre 1944 le istituzioni provinciali, comunali e i rappresentanti locali del CLN scrivono una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Ivanoe Bonomi, per chiedere un cambio di denominazione ed evitare la soppressione. In questo clima nasce la decisione del cambio di denominazione avvenuto ufficialmente il 9 aprile 1945 mutò il suo nome in Latina segnando esplicitamente così un distacco con la dittatura.
Il 7 aprile 1946 si svolgono le prime elezioni amministrative per l'elezione del Consiglio comunale, vinte dal Partito Repubblicano Italiano, mentre alle successive elezioni amministrative del 1951, risulterà vincitrice la Democrazia Cristiana.
Dal secondo dopoguerra fino ai primi anni Novanta la vita politica cittadina fu dominata dalla Democrazia Cristiana, che mantenne stabilmente la guida del comune adattandosi a maggioranze diverse, mentre nello stesso periodo, grazie anche agli interventi della Cassa del Mezzogiorno, Latina conobbe una rapida crescita economica e demografica che la trasformò da centro rurale in una città industriale, accompagnata da importanti interventi come la costruzione della centrale nucleare di Borgo Sabotino, poi chiusa dopo il referendum del 1987.
A partire dagli anni Settanta questa espansione lasciò spazio a una crisi economica diffusa, legata anche alla fine degli interventi straordinari e alla chiusura di molte attività produttive, con un peggioramento generale delle condizioni urbane e sociali, mentre nello stesso periodo iniziarono a emergere fenomeni di criminalità organizzata, che nel tempo si radicarono in diversi settori economici e arrivarono a incidere anche sulla politica locale.
Con la crisi del sistema politico nazionale all’inizio degli anni Novanta si chiuse la lunga fase guidata dalla Democrazia Cristiana e si affermò una nuova stagione politica dominata dal centrodestra, caratterizzata però da una forte instabilità amministrativa, con crisi di giunte, contrasti interni e numerose vicende giudiziarie che hanno coinvolto amministratori e funzionari, fino al cambiamento del 2016 quando, dopo oltre vent’anni, il centrodestra venne sconfitto da una coalizione civica. Nel frattempo la città ha cercato nuove forme di sviluppo puntando su agricoltura specializzata, servizi e turismo, mentre è diventato sempre più rilevante il legame con Roma, verso cui molti abitanti si spostano quotidianamente per lavoro pur continuando a risiedere a Latina.


Lo stemma araldico di Littoria adottato all'atto della fondazione nel 1932 era costituito da un ancile azzurro contenente un fascio littorio aureo, avente legati a sé sui due lati due fucili con baionette. Lo scudo era coronato esternamente da spighe di grano, legate nella parte bassa da un cartiglio contenente l'epigrafe A.X (ovvero "anno decimo dell'Era fascista, allusione all'anno d'istituzione della città); nella parte superiore compariva un elmetto militare.
L'azzurro voleva ricordare i decorati al valor militare, i moschetti e l'elmetto la tradizione dei reduci di guerra e le spighe di grano il simbolo della ricchezza della terra bonificatra dall'Opera Nazionale Combattenti. Il podestà di Latina Valentino Orsolini Cencelli con deliberazione n. 2 del 7 novembre del 1932 propose che il gonfalone fosse un drappo di nero per ricordare che il comune era stato creato dal regime fascista. Il vessilo addottato fu un drappo troncato di nero e di azzurro.
Dopo la seconda guerra mondiale, il Consiglio comunale di Latina su proposta del sindaco repubblicano Fernando Bassoli, revocò la delibera n. 2 del 7 novembre del 1932, con la delibera 13 del 22 settembre 1946, rimuovendo di fatto lo stemma araldico di epoca fascista.
Ciò premesso il Sindaco propone al Consiglio la revoca delle suddette deliberazioni. Il Consigliere Dr. Pietrosanti propone che per il nuovo stemma della città, che dovrebbe esprimere il trionfo dell’agricoltura sulla palude mortifera, sia bandito apposito concorso.
Il Consiglio Comunale fatti propri i concetti supposti, a voti unanimi
Delibera
a) di abrogare le succitate deliberazioni 7 novembre 1932, N° 1 e 2; b) di bandire apposito concorso per il nuovo stemma della città, che dovrà esprimere il trionfo dell’agricoltura sulla palude mortifera.»
Con la stessa delibera il Consiglio comunale di Latina revoca la cittadinanza onoraria assegnata a Benito Mussolini nel 1932.
Fu indetto un concorso pubblico vinto dall'ingegnere Amedeo Presutti che compose il nuovo stemma comunale così descritto nella lettera presentata al Consiglio dei Ministri:
Il nuovo stemma venne approvato dal Consiglio comunale il 2 ottobre 1950 e concesso con decreto del presidente della Repubblica del 14 aprile 1952.

Il gonfalone post bellico, concesso con DPR del 3 ottobre 1952, è un drappo troncato di nero e di blu, con frange e iscrizioni auree, caricato centralmente dell'arma comunale. L'asta portante è ornata da una cravatta nei colori del tricolore italiano.

La bandiera è un drappo rettangolare troncato di nero e di blu.
30 giugno 1932: posa della prima pietra di Littoria;
18 dicembre 1932: inaugurazione di Littoria;
18 dicembre 1934: nascita della provincia di Littoria;
25 maggio 1944: liberazione della città di Littoria con l'ingresso delle truppe alleate;
29 settembre 1944: Littoria diventa Latinia, poi Latina (il cambio di denominazione ufficiale c'è stato col decreto luogotenenziale del 9 aprile 1945, n. 270)
7 aprile 1946: Prime elezioni amministrative del periodo repubblicano.
21 novembre 1958: Enrico Mattei posa la prima pietra della Centrale nucleare di Borgo Sabotino.
30 settembre 1968: Corteo operaio e sciopero generale per le strade della città di Latina contro il sistema delle gabbie salariali che aprirà la strada per la loro abolizione.
Latina è la maggiore delle città di fondazione dell'epoca fascista e conserva un centro storico unico in Italia.


Il nucleo storico si è sviluppato in due fasi: la pima del "borgo rurale", tra il 1932 e il 1934, e la seconda del "capoluogo di provincia" tra il 1934 e il 1942. Rappresentative di queste due fasi sono le due piazze principali: piazza del Popolo e piazza della Libertà. Piazza del Popolo (ex piazza del Littorio), sede del municipio con la caratteristica Torre civica con orologio, alta 32 m, e la caratteristica fontana. Su un lato della piazza si sviluppa invece il porticato dell'Intendenza di finanza. L'altra piazza è piazza della Libertà (ex piazza XXIII Marzo), dove c'è il Palazzo della Prefettura (ex Palazzo del Governo).
Piazza del Popolo è tagliata dal corso della Repubblica che lambisce piazza San Marco (piazza Savoia alla fondazione), su cui si affaccia la cattedrale di San Marco. Sulla stessa piazza nell'edificio dell'ex Opera nazionale Balilla c'è il Museo civico Duilio Cambellotti.
Altro edificio caratteristico della città di fondazione è il Palazzo delle Poste di Angiolo Mazzoni che progettò anche la stazione ferroviaria. L'edificio delle Poste, situato in piazzale dei Bonificatori (largo XXVIII Ottobre all'epoca della fondazione), è una delle opere più conosciute di Mazzoni che conciliava l'architettura razionalista con richiami all'avanguardia futurista.
Piazza Roma è invece caratterizzata da condomini di impianto futurista realizzate nei primi anni 1940.

Palazzo “M”, sede del comando provinciale della Guardia di Finanza, è una costruzione voluta dal fascismo dalla caratteristica che ricalca la forma della lettera "M", iniziale di Mussolini.
Nel Palazzo della Cultura, in viale Umberto I, si trova la Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Latina, originariamente istituita nel 1937 con il nome di Pinacoteca di Littoria. La collezione, in parte dispersa nel periodo terminale della seconda guerra mondiale, è stata ricostituita ed ampliata e contiene dipinti di artisti dal XIX al XXI secolo.
La Torre Pontina, la cui costruzione iniziò nel 2007 e terminò nel 2010, è il decimo grattacielo più alto d'Italia se si considera la sola struttura (128 m), ma è il settimo se si aggiunge la sua antenna di 23 metri: si trova all'interno del Centro Direzionale della città.
Nel territorio comunale sono comprese diverse rovine di alcune antichissime località: i resti della scomparsa città di Satrico, situata vicino a Le Ferriere, e alcuni ruderi di Tripontium (Tor Tre Ponti) e del Forum Appii (Borgo Faiti).
Via Appia Regina Viarum, il tratto della Via Appia Antica che attraversa il comune di Latina, parte del più ampio sito UNESCO "Via Appia Regina Viarum", si presenta come un segmento di grande interesse storico e paesaggistico. Lungo circa 15 chilometri, questo percorso si distingue per la sua conservazione e per l'atmosfera rurale che lo caratterizza, differente da porzioni più vicine a Roma. La strada, che in quest'area si immerge pienamente nell'Agro Pontino, conserva ancora in diversi punti il basolato originale, la pavimentazione in pietra lavica che testimonia le tecniche costruttive romane. Questo tratto, pur non essendo caratterizzato da monumenti imponenti come quelli presenti nelle vicinanze della capitale, è disseminato di testimonianze archeologiche minori ma significative, tra cui ruderi di ville, sepolcri e strutture idriche dell'epoca imperiale. La peculiarità del percorso nel tratto di Latina è l'integrazione armonica, tra l'antica infrastruttura viaria e il paesaggio agricolo circostante. L'assenza di un'eccessiva urbanizzazione ha permesso di preservare il tracciato in un contesto naturale, rendendolo un luogo ideale per escursioni a piedi o in bicicletta, e offrendo uno spaccato autentico del ruolo della "regina viarum" come asse di collegamento tra Roma e il suo vasto territorio.
Nel territorio comunale ricade l'estremo settentrionale del parco nazionale del Circeo, in particolare l'intero lago di Fogliano.
Di notevole importanza naturalistica il tumuleto della duna litoranea, una barriera sabbiosa naturale alta alcuni metri, parallela alla linea di costa e adiacente alla spiaggia che si estende fino al lungomare di Sabaudia; sulla stessa cresce una particolarissima vegetazione costituita da piante resistenti a condizioni climatiche estreme, quale elevata salinità e scarsità idrica.

Una delle piante più diffuse nel comune, come nell'intero Agro Pontino, è l'eucalipto, pianta originaria dell'Oceania; la sua presenza è dovuta alla piantagione operata a seguito della bonifica integrale di estese "fasce frangivento", ossia di filari di alberi ad alto fusto situati lungo i canali ed i fronti stradali aventi la funzione di contrastare la formazione e la propagazione di forti venti radenti in un territorio all'epoca deforestato in modo sostanzialmente completo. Per queste piantagioni l'ONC scelse di utilizzare unicamente l'eucalipto per la sua caratteristica elevata capacità di assorbimento d'acqua, pregio ritenuto importante per evitare negli attigui canali i ristagni primaverili/estivi e con essi la sopravvivenza della zanzara anofele, causa dell'endemia malarica.
Nell'area cittadina ci sono numerose aree verdi: le principali sono il Parco Falcone Borsellino (ex Parco Arnaldo Mussolini), il Parco Santa Rita, il Parco San Marco, l'Oasi Verde "Susetta Guerrini", il Parco "Robert Baden-Powell" e il Parco di Porta Nord.
Abitanti censiti

È il secondo comune della regione per popolazione superato solo da Roma.

I primi abitanti della città di Latina, similmente ai borghi del suo territorio comunale ed ai comuni limitrofi istituiti con la bonifica, furono immigrati italiani originari del Nord-Est dell'Italia, principalmente coloni dell'Opera Nazionale Combattenti ed artigiani, che diedero vita a quella che si chiama "comunità veneto-pontina", che sopravvive solo nei borghi. Accanto ad essi inoltre la città di Latina vide fin dal primo popolamento anche contributi da altre regioni d'Italia, soprattutto dal Lazio (principalmente da Roma e dall'adiacente area Lepina), dalle Marche e dall'Umbria, i cui emigrati furono addetti perlopiù all'artigianato, alla prima debole industria, al settore impiegatizio e a ruoli vari negli enti pubblici e della bonifica e della colonizzazione (consorzi di bonifica e ONC).
A partire dal dopoguerra, il crescente sviluppo industriale (dovuto anche, in seguito, ai finanziamenti erogati dalla Cassa del Mezzogiorno) ha attratto persone e famiglie da tutta Italia, in gran parte centrale e meridionale: dal resto della provincia (anche dal Sud pontino), dalla provincia di Frosinone, da Roma, dalla Campania, dalla Sicilia (in particolare, esiste una piccola ma forte comunità pantesca); inoltre l'operatività fino agli anni sessanta e settanta di un grande centro di smistamento profughi nazionale ha portato la costituzione, in città, di consistenti presenze di profughi dalmati e giuliani, nonché di espulsi italiani dall'Algeria e dall'Egitto e in misura superiore dalla Libia.
Degna di nota è inoltre la presenza, a partire dagli anni 1990 di diverse comunità di immigrati: in particolare vi sono indiani, pakistani, nordafricani impiegati prevalentemente in piccole attività commerciali e come operai nelle industrie, rumeni, polacchi e moldavi (che formano la comunità più numerosa) i quali sono impiegati soprattutto nell'edilizia e nell'assistenza agli anziani e infine persone originarie dell'Africa subsahariana e dell'area del golfo di Guinea, impiegate nel settore agricolo.

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano 12 172, ovvero il 9,52% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Sorta in tempi relativamente recenti in un territorio disabitato, Latina possiede una varietà piuttosto ampia di contributi alla parlata locale, che ha subito varie modificazioni nel corso dei decenni. Le originali parlate settentrionali (veneto, friulano ed emiliano) dei primi abitanti del ceto contadino ed artigiano sono sostanzialmente scomparse nella città almeno dagli anni '70 del '900, ma sopravvivono, anche se debolmente, nei borghi o a livello familiare. Al contrario il romanesco, riscontrabile dalla fondazione nel solo capoluogo, e dovuto alla principale provenienza del ceto dirigenziale e impiegatizio della nuova città, ha avuto una prima espansione nel dopoguerra e una seconda, più forte, negli anni settanta, a seguito della quale è divenuto la parlata comune della città, a fianco della quale altre parlate sono attestate solo a livello familiare dovute alla diversificata provenienza dei singoli, che rispetto al territorio italiano è delle più varie. Il romanesco di Latina è in genere leggermente diverso da quello di Roma: presenta infatti, oltre a tratti più arcaici della pronuncia, come la chiusura del dittongo "-ie" (insiéme, maniéra, diéci, piédi) - tipica peraltro di molte altre aree periferiche di Roma, come Tivoli, Anzio o Nettuno - anche un lessico in parte indipendente, con alcuni termini ricorrenti mutuati dalle parlate lepine e veneto-pontine; inoltre nella pratica comune raramente è praticato in forma stretta e assai spesso è praticato, come avviene ormai in tutta Italia, insieme all'italiano.
A Latina Mariano Crociata è il vescovo della diocesi Latina-Terracina-Sezze-Priverno, nata dalla fusione di tre antichissime diocesi. Le parrocchie cattoliche in città sono trenta.
Si contano 119 scuole tra pubbliche e private, divise a sua volta tra Istituti Comprensivi, Scuole dell'infanzia, Scuole primarie, Scuole secondarie di primo grado e di secondo grado (in questa categoria ci sono tutte le tipologie, tra Istituti professionali, Istituti tecnici, licei).
Dal 1991 Latina ospita il Polo Universitario di Latina, sede distaccata dell'Università La Sapienza di Roma.
Dal 1988 è attivo il Conservatorio Ottorino Respighi.
Archivi
Il 6 dicembre 1951 il Consiglio comunale di Latina su proposta del sindaco Vittorio Cervone approva la delibera n.87 che istituisce il 18 dicembre come festa cittadina. Da allora il 18 dicembre, giorno che ricorda l'inaugurazione della Città, avvenuta il 18 dicembre 1932, si svolgono iniziative istituzionali e culturali promosse dal Comune di Latina e una cerimonia solenne al Monumento dei caduti della Bonifica in Piazza del Quadrato.
La città fu progettata secondo i canoni dell'architettura razionalista all'epoca in voga. Il piano regolatore fu realizzato dall'architetto Oriolo Frezzotti, con l'approvazione di Marcello Piacentini e prevedeva una forma ottagonale con vie che si snodano intorno alle due piazze centrali della città: piazza del Popolo e piazza della Libertà. La pianta viene così a ricordare quella del centro storico di Forlì, l'allora mitizzata "città del Duce".

Il centro storico della città ha conservato in gran parte gli edifici, i monumenti e le piazze (alcuni a firma di Duilio Cambellotti e Angiolo Mazzoni) tipiche della fondazione.

Tuttavia il forte sviluppo degli anni 1960 e anni 1970 ha provocato una rapida e veloce espansione urbanistica che, secondo alcuni, ha snaturato l'impianto urbanistico iniziale. La città si è allargata in ogni direzione: verso l'Appia, lungo via Epitaffio, verso Borgo Piave - un tempo in aperta campagna, nel XXI° secolo quasi completamente inglobato nella città - verso Borgo Isonzo e in direzione del mare. Negli ultimi anni la città si è sviluppata soprattutto nelle aree intorno alla strada statale 148 Pontina, con la realizzazione dei due nuovi quartieri di Nuova Latina e Nascosa ("Q4" e "Q5"), carenti di servizi efficienti e di infrastrutture adeguate a servire la numerosa popolazione.
Nella fascia fra il Q4-Q5 e via Piave, lungo viale Pierluigi Nervi, si è andato sviluppando il centro direzionale della città, con la costruzione di uffici e centri commerciali. L'ultimo a sorgere è la torre Pontina, un grattacielo da poco completato che con i suoi 128m d'altezza (151m con la guglia) è il settimo edificio più alto d'Italia.
In città è in corso da anni un vivace dibattito sul futuro piano regolatore che regoli in modo ordinato lo sviluppo futuro dell'abitato, ma al tempo stesso rispetti senza alterare troppo l'originaria urbanistica razionalista della fondazione. Nel 2001 il consiglio comunale adottò, dopo un lungo e aspro dibattito, con i voti determinanti dell'opposizione di centro-sinistra un nuovo PRG realizzato dall'urbanista Pier Luigi Cervellati. Il piano però non è mai stato applicato, in quanto fu archiviato dalla nuova giunta eletta l'anno successivo e comunque bocciato dal T.A.R. per svariati profili di illegittimità.

Codificato come R0, corrisponde alla città di fondazione, fondata nel 1932. Ospita i principali monumenti della città, ha forma ottagonale ed è circondato da sette viali, comunemente indicati come la circonvallazione (Viale Vittorio Veneto, Viale Alfonso La Marmora, Viale XXI Aprile, Viale dello Statuto, Viale XXIV Maggio e Viale XVIII Dicembre). Zona di prestigio, dall'importante valore storico per l'architettura razionalista, ospita numerosi negozi, attività culturali, uffici, pub e locali.
Codificato come R1, deve il suo nome al fatto che sorse per ospitare gli sfollati della Venezia Giulia (anche se ufficialmente si chiama Rione Frezzotti, in memoria di Oriolo Frezzotti, architetto che fu fra i progettisti di Latina), ed è una tranquilla zona residenziale. Ospita gli edifici della cittadella giudiziaria (Tribunale e Procura della Repubblica). Le sue vie sono dedicate a condottieri, statisti ed autori dell'antichità romana.
Dal punto di vista toponomastico, il gruppo di vie che riguarda giuristi dell'antica Roma(Triboniano, Ulpiano) nella zona che circonda il Tribunale si fonde poco oltre coi toponimi relativi ad autori romani (Cicerone, Terenzio, Plauto) ed italiani (Ludovico Ariosto, Francesco Petrarca, Vincenzo Monti). La parte del Rione Frezzotti intorno a Via Ezio è chiamata anche Ottantadue, poiché negli edificî a ferro di cavallo situati lungo la via ha avuto sede, fino al secondo Dopoguerra, l’82° Reggimento Fanteria “Torino”. La zona a sud, al confine col Rione Littoria, è invece chiamata Distretto, per la presenza, un tempo, del Distretto Militare, nell’edificio che ospita nel XXI° secolo la Facoltà d’Ingegneria.
Codificato come R2, periferia sud della città, prende il nome dal toponimo del luogo prima della bonifica ma viene indicato talvolta anche il nome della piazza principale dedicata ad Aldo Moro; è una zona residenziale, sviluppatosi in generale lungo via Don Carlo Torello (primo parroco di Latina) e la statale 156 che unisce la città a Frosinone. Ospita il convento delle Clarisse, quello dei frati Cappuccini e la chiesa di San Francesco d'Assisi. Le vie del quartiere sono dedicate ad antiche popolazioni. Fatta eccezione per la piccola zona dedicata ad autori italiani, al confine col Rione Frezzotti, la toponomastica appare monopolizzata da un unico contesto, quello delle antiche popolazioni italiche (Aurunci, Etruschi, Volsci): nient'altro che eccezioni sono la piazza principale, dedicata ad Aldo Moro, e Via San Francesco d’Assisi, che collega il Rione a Latina Scalo. Nei pressi del CONI vi sono però alcune vie dedicate a musicisti (Antonio Vivaldi, Vincenzo Bellini, Pietro Mascagni). Il Rione Piccarello è stato oggetto, a partire dal 2007 circa, di una discreta espansione nella zona dove si trovava il fatiscente condominio noto come Villa Flora. Le strade di questa nuova espansione hanno ricevuto una denominazione solo a partire dal 2016, quando sono andate a costituire la grande piazza intitolata ad Ilaria Alpi.
Codificato come R3, è dedicato a Natale Prampolini, fu uno dei primi ad essere costruito, subito dopo la fondazione. Ospita l'Ospedale Santa Maria Goretti, le carceri, la Clinica San Marco e lo Stadio Domenico Francioni. I gruppi toponomastici sono diversi e vanno dalle battaglie del Risorgimento (Aspromonte, Teano, Calatafimi, Quarto) ai personaggi meritori della Bonifica (Giovanni Cena, Gaetano Rappini), alle antiche città dell'Agro Pontino (Polusca, Feronia, Albiola), passando per gli artisti italiani (Tiziano, Giotto). Nel Rione Prampolini trova spazio anche il Parco San Marco, uno dei polmoni verdi della città.
Codificato come R4, è il primo quartiere a nascere fuori dalla circonvallazione, negli anni 1950. Sorge fra il centro, l'area delle Autolinee ed il Rione Campo Boario, ed è caratterizzato dalla presenza di palazzi e strette vie. Al centro del quartiere si trova la chiesa di santa Maria Goretti, patrona della città, da cui viene il nome del quartiere. Nella parte sud del Rione si trova il quartiere popolare Nicolosi: esso fu costruito nel 1935, e prende nome proprio dall'architetto Giuseppe Nicolosi, che realizzò il progetto. Questa zona è caratterizzata da palazzine allineate, passaggi pedonali, ampia presenza di alberi e verde. Le vie portano il nome delle battaglie risorgimentali e di quelle del primo conflitto mondiale; ma vi sono ricordati anche alcuni malariologi. Il rione si connota per la vivace presenza di stranieri, che lo rendono la zona più multietnica di Latina. Il contesto toponomastico è pressoché univoco, relativo alla I Guerra Mondiale, ai suoi combattenti ed alle sue battaglie (Pasubio, Montesanto, Tagliamento). Tuttavia, le due principali vie del Rione vanno in altre direzioni: una è dedicata al Duca d’Aosta Emanuele Filiberto di Savoia, l'altra invece ricorda il malariologo Giovanni Battista Grassi (ed invero, un altro malariologo è ricordato dalla vicina Via Ettore Marchiafava).
Codificato come R5, riprende il nome di un'antica costruzione presente nella zona, ancora prima della bonifica. Esso si trova nella parte nord-ovest della città e si sviluppa su Via Piave e su Via Saturnino Piattella. È un Rione a vocazione pressoché esclusivamente industriale e commerciale: ospita infatti alcuni grandi siti manifatturieri, anche dismessi (ad esempio la SVAR), e sempre nel Rione si trova il Centro Artigianale Arco. Altri luoghi rilevanti del Rione sono le nuove autolinee e l'Istituto Tecnico Guglielmo Marconi. Dal punto di vista toponomastico, le strade sono quasi tutte dedicate ai fiumi italiani (Po, Adige, Scrivia, Belice): caso particolare è Via Piave, che non ricorda il fiume veneto, bensì l'omonimo Borgo a cui conduce. Eccezioni, che riguardano le principali direttrici del Rione, sono anche Via Saturnino Piattella, che ricorda un industriale locale, e Via Amerigo Vespucci, dedicata al noto esploratore.
Quartiere residenziale sorto negli anni 1970, codificato come R6, prende nome dalla strada su cui sorge, appunto Via Isonzo: anche qui, come nel caso di Via Piave, il toponimo si riferisce al Borgo cui la via porta. Il Rione si trova a sud del centro storico ed ospita soprattutto edifici residenziali (ad esempio gli altissimi Palazzi Barletta, che devono il nome al costruttore) e scuole (l'istituto professionale Luigi Einaudi, il liceo scientifico Ettore Majorana, la scuola media Giuseppe Giuliano). L'edificio più rilevante è la sede vescovile, in piazza Paolo VI, con annessa chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù: per questo spesso il rione viene chiamato anche Sacro Cuore. Il Rione Isonzo, inoltre, accoglie anche la sede centrale del corpo dei Vigili Urbani di Latina, il centro di smistamento postale ed il grande Piazzale della Fiera: quest'ultimo è un esteso parcheggio che, periodicamente, ospita mercati, fiere ed eventi d'ogni tipo. Il contesto toponomastico è bipartito. Nella parte ad est di Via Isonzo, la toponomastica riguarda esclusivamente i comuni della Provincia di Latina (Pontinia, Terracina, Aprilia, Priverno), con le eccezioni di via Don Luigi Sturzo, via San Tommaso d’Aquino, piazza Paolo VI e via Bortolo Terzariol. La parte ad ovest di via Isonzo vede ricordati alcuni grandi scrittori e letterati italiani (Aldo Manuzio, Carlo Goldoni, Cesare Pascarella, Giovanni Boccaccio).

codificato come R7, deve il suo nome al fatto che, fino agli anni '50, funzionarono in zona una fiera agricola ed un mercato bovino, con annessi servizi specifici dedicati all'allevamento. Il Rione è situato a nord della città, tra il Rione Goretti ed il Canale delle Acque Medie; si sviluppa attorno a piazza Enrico Berlinguer ed è noto per essere stato uno dei quartieri più malfamati di Latina (il che gli valse, nel tempo, i nomignoli di Bronx, Zingaropoli e Shanghai): con la costruzione di nuovi palazzi e l'apertura di molte attività commerciali, le sorti del rione Campo Boario si sono risollevate. Il rione fu detto anche Quartiere dei Ventosari, per il fatto che negli anni '50 vi trovarono residenza molte persone originarie di Ventosa, frazione del comune di SS. Cosma e Damiano quasi spopolata. Nel rione Campo Boario si trova la caserma dei Vigili del fuoco, intitolata al pompiere Giuliano Carturan. La toponomastica riguarda per la maggior parte personaggi e condottieri della storia romana (Giulio Cesare, Coriolano, Muzio Scevola, Tacito); cui si affianca il gruppo di città e personaggi del Risorgimento (Giuseppe Sirtori, Milazzo, Marsala). Sono ricordati da vie e piazze di una certa importanza anche il già nominato Giuliano Carturan ed uno dei santi più emblematici dell'area pontina, San Carlo da Sezze. Una zona di recente edificazione sita su Via Pionieri della Bonifica ricorda appunto, nei suoi toponimi, alcuni personaggi relativi alla bonifica pontina (Ottorino Perazzotti, Enrico Nasi, Sante Palumbo, Gelasio Caetani). La zona al confine col Rione Frezzotti è chiamata anche Pontesilli, dal nome dello storico bar aperto nel 1957 da Domenico Giacomini (1937-2017), utilizzando il cognome della moglie. Nota di colore: i forestieri sono ostinatamente convinti che Pontesilli sia il nome del ponte sul Canale delle Acque Medie che si trova a poca distanza dal bar. Va segnalato che le varie lottizzazioni abusive e le successive nuove costruzioni hanno creato alcune strade che sono prive di nome: un esempio è fornito dalle molte traverse di via San Carlo da Sezze, o da alcune laterali di via Giuseppe Sirtori.
codificato come R10, deve il suo nome ad un piccolo canale di bonifica, affluente del Fosso del Gionco, che attraversava la zona e che nel XXI secolo è in molti tratti interrato. Il rione sorge a nord della città, oltre il Canale delle Acque Medie, ad ovest di Strada Epitaffio. Come il Rione Campo Boario, anche questo è stato caratterizzato da abitazioni sorte spontaneamente e dall'abusivismo edilizio. È una zona prettamente residenziale, con qualche divagazione sull'industriale lungo Strada Epitaffio, e non ospita edifici di grande rilevanza. La toponomastica vede come protagoniste le montagne italiane, ricordate da tutte le strade del Rione (Monte Bianco, Gran Sasso d’Italia, Monte Terminillo).
codificato come R11, prende nome dalla strada che lo attraversa, Strada Pantanaccio. Esso si trova a nord di Latina, oltre il Canale delle Acque Medie, ad est di Strada Epitaffio. Come i due Rioni precedenti, anche questo ha goduto e gode ancora, talvolta, di cattiva fama; ed ha condiviso col Rione Campo Boario il soprannome spregiativo di Zingaropoli. Tuttavia, a partire dal 2014, sono iniziati dei lavori di riqualificazione, concentrati soprattutto nella zona tra Strada Pantanaccio ed il Canale delle Acque Medie (chiamata informalmente Quartiere Porta Nord): questi lavori dovrebbero condurre, in futuro, alla realizzazione di un parco in prossimità di Via Selene, di numerosi edifici residenziali, di un nuovo palazzetto dello sport. Il Rione Pantanaccio non ospita edifici di grande rilevanza, se si eccettua il sito industriale dismesso della Kurly Kate. La toponomastica ricorda esclusivamente pianeti e corpi celesti (Mercurio, Asteroidi, Sirio, Orione).

Il quartiere è una zona residenziale-commerciale che sorge a nord del centro. È attraversato da ampi viali ed è caratterizzato dalla presenza di villette e palazzi. Ospita il centro direzionale cittadino, con il grattacielo della Torre Pontina, la chiesa di San Carlo Borromeo, il cimitero, e diversi istituti scolastici. Le vie del quartiere sono dedicate a città e nazioni europee (da cui il nome "Quartiere Europa") ed ai fiumi d'Italia.
Prende il nome dalla chiesa di Santa Rita, sorge fra il quartiere di Persicara e il centro storico. Ospita aree verdi, campi sportivi ed il liceo scientifico Giovanni Battista Grassi, accanto al quale sorge il planetario Livio Gratton. Le vie del quartiere sono dedicate a vittime del terrorismo oppure a città italiane antiche e contemporanee.

Quartiere sorto in direzione del mare, zona "in" della città per la presenza di villette a schiera, ampi viali alberati, centri commerciali di prestigio. Cuore del quartiere è la chiesa di Santa Domitilla. Le vie del quartiere sono dedicate alle regioni italiane ed a pittori ed artisti del '900.
Sono due quartieri molto popolosi (circa 20 000 abitanti) sorti a partire dagli anni ottanta, oltre la via Pontina. Sono caratterizzati da edifici moderni, ingegnose invenzioni urbanistiche (come i viali circolari), numerose aree verdi ed aree giochi per bambini (come il Parco Martiri di Fiesole ed il Parco Farroupilha). Punto di collegamento dei due quartieri è il grande Parco "Oasi Verde", realizzato a partire dal 2009 ed intitolato nel 2018 alla giornalista Susetta Guerrini. Le vie dei due quartieri sono dedicate a musicisti e compositori.
All'interno del comune di Latina si trovano i cosiddetti borghi, piccole città di fondazione sorte al tempo della bonifica per ospitare gli operai e i primi coloni. Questi sono:
Vi sono poi altri centri urbani preesistenti o successivi al periodo della bonifica:
Vi sono infine altri toponimi importanti ai quali non corrisponde nessun centro abitato propriamente detto, tra i quali:
Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).
| 2015 | 2014 | 2013 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | |
| Latina | 11.438 | 29,1% | 2,51% | 38.942 | 31,87% | 2,53% | 11.376 | 37.504 | 11.561 | 38.624 |
| Latina | 39.304 | 8,43% | 122.198 | 7,75% | 39.446 | 120.897 | 39.915 | 123.310 | ||
| Lazio | 455.591 | 1.539.359 | 457.686 | 1.510.459 | 464.094 | 1.525.471 |


Nel 2015 le 11.438 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 29,1% del totale provinciale (39.304 imprese attive), hanno occupato 38.942 addetti, il 31,87% del dato provinciale (122.198 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato tre persone (3,40).
Sorta nell'Agro pontino, definito "granaio d'Italia" al tempo della bonifica, principale area agricola del Lazio, l'agricoltura ricopre un ruolo determinante nell'economia locale che impiega l'11% della popolazione attiva.
A partire dagli anni 1970 si è puntato molto sulla diversificazione e sulla specializzazione nel settore, con lo sviluppo della coltivazione in serra e della floricoltura. Buona fortuna ha trovato anche la sperimentazione esotica del kiwi (dal 2002 marchio IGP "kiwi latina").
Accanto a queste resiste la tradizionale vocazione ortofrutticola del territorio con pomodori, spinaci, carciofi.
Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica, della terracotta, del ferro, del rame, degli arredi e dei paramenti liturgici.
Il settore industriale, cresciuto senza freni fra gli anni 1950 e gli anni 1980, con la fine delle agevolazioni fiscali previste dalla Cassa del Mezzogiorno, è entrato in crisi determinando la chiusura di molti stabilimenti: altri, pur non chiudendo hanno comunque operato riduzioni del personale.
I principali settori dell'industria a Latina sono il farmaceutico (vera punta di diamante dell'economia locale), il chimico, l'agroalimentare, l'industria casearia, la metallurgia, la meccanica di precisione.
Dal 1963 al 1987 è stata attiva nella frazione di Borgo Sabotino una centrale nucleare, la cui produzione energetica terminò a seguito dei referendum del 1987 che bandirono l'energia nucleare in Italia; tale centrale è dismessa e in via di smantellamento.
Seconda città del Lazio, oltre ai numerosi uffici pubblici ed a un Centro Direzionale in città, dovuti alla sua posizione di capoluogo di provincia, Latina ospita diversi uffici aventi competenza sull'intero territorio regionale (con l'esclusione della provincia di Roma) come una sezione distaccata del TAR o dell'Arpa.
La città ospita inoltre il Polo Universitario di Latina, sezione distaccata dell'Università "La Sapienza" di Roma.
Il comune è interessato dalla strada statale 148 Pontina, dalla strada statale 7 Via Appia, dalla via Litoranea e dalla strada statale 156 dei Monti Lepini.
Latina è servita dalla omonima stazione ferroviaria, posta sulla linea Roma-Formia nella località di Latina Scalo.
Pur non essendo affacciata sul mare, Latina si è dotata di un porto canale, in località Rio Martino, soggetto a frequenti e rilevanti fenomeni di insabbiamento che ne hanno anche comportato la chiusura. Ridotto nell'utilizzo a poche decine di posti barche attivi utilizzati da pescatori, nei progetti comunali di riqualificazione (2026), il porto canale dovrebbe arrivare a 200 posti barca regolarmente attivi ed utilizzabili.
Nel territorio comunale si trova l'Aeroporto Enrico Comani, sede del 70º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.
La rete di trasporto comunale del capoluogo è gestita da CSC Mobilità, mentre quella regionale da Cotral. Entrambe iniziano e terminano le loro corse alle autolinee (stazione di autobus), situata in via Vittorio Cervone.
Le corse CSC Mobilità interessano il centro, le varie frazioni, la zona costiera e Latina Scalo. Mentre gli autobus Cotral effettuano corse per l'intera regione fino ad arrivare a Frosinone, Formia, Terracina e Gaeta. Invece verso nord effettuano corse in direzione Roma, Castelli Romani, Anzio, Nettuno, Pomezia.
Nel capoluogo è inoltre possibile usufruire del servizio taxi e Uber.
Il territorio comunale apparteneva precedentemente ai comuni di Cisterna, Sermoneta, Sezze e Nettuno e comprendeva zone paludose e macchia, piccoli nuclei abitati preesistenti e zone abitate solo stagionalmente a causa del territorio poco ospitale e della malaria.
Nel 1934 Littoria passa dalla provincia di Roma, alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca, della quale divenne capoluogo. Nel 1945 cambiò denominazione in Latina.
La città assunse nel 1944 la denominazione di Latinia e, successivamente, quella definitiva di Latina il 7 giugno 1945 a seguito della pubblicazione del decreto luogotenenziale del 9 aprile 1945, n. 270. In questo modo il toponimo fascista veniva sostituito da un nuovo nome pertinente alla localizzazione geografica (nel Lazio) e storica (popoli e città latine) e aveva il vantaggio di consentire il mantenimento della sigla già esistente ed utilizzata della provincia.
Hanno sede nel comune le seguenti società di calcio:
Nel 1978 la nona tappa del Giro d'Italia si è conclusa a Latina con la vittoria di Enrico Paolini;
Nel 1992 l'ottava tappa del Giro d'Italia si è conclusa a Latina con la vittoria di Guido Bontempi.
La società Antares Nuoto Latina, milita nel campionato nazionale di Serie C maschile e nelle categorie Under Nazionali.
La A.S.D. Latina Nuoto partecipa al Campionato Nazionale di Serie B femminile e di Promozione maschile e alle categorie Under Nazionali.
La SPN Nuoto 2000 società giovanile di pallanuoto con squadre under 9, under 11, under 14 e under 16
ASD TT Pontinia - che fino agli anni 2015 ha militato nel campionato di serie A2 con Pietro Nuvola, Marco Talocco e Andrea Perillo.
ASD Tennistavolo Latina "Giovanni Cena" - nuova squadra nata nel 2015 dalla fusione delle due società ASD TT Pontinia e ASD TT Sport Club Latina.
Nel tennistavolo Latina vanta due "scudetti" consecutivi - unico club sportivo cittadino ad aver vinto un titolo nazionale a squadre - ottenuti nel 1988 e 1989 con la società Tennistavolo Latina.
Arco Club Pontino - 12/122 - Compagnia di tiro con l'Arco.
La città di Latina è stata ufficialmente proclamata "Città Europea dello Sport" per l'anno 2014 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport). Tra le altre città proclamate per il 2014 ci sono Ascoli Piceno e Brindisi. Il riconoscimento è stato conferito il 7 novembre 2012 al sindaco Giovanni Di Giorgi a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo.
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