| Sessa Aurunca comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Lorenzo Di Iorio (PD) dal 4-10-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°14′N 13°56′E |
| Altitudine | 203 m s.l.m. |
| Superficie | 162,18 km² |
| Abitanti | 19 991 (31-5-2026) |
| Densità | 123,26 ab./km² |
| Frazioni | Aulpi, Avezzano, Baia Azzurra-Levagnole, Baia Domizia, Carano, Casamare, Cascano, Castellone, Cescheto, Corbara, Corigliano, Cupa, Fasani, Fontanaradina, Gusti, Lauro, Levagnole, Li Paoli, Maiano, Marzuli, Piedimonte Massicano, Ponte, Rongolise, San Carlo, San Castrese, San Limato, San Martino, Santa Maria a Valogno, Sorbello, Tuoro, Valogno, Vigne, Zelloni |
| Comuni confinanti | Carinola, Castelforte (LT), Cellole, Falciano del Massico, Galluccio, Minturno (LT), Mondragone, Rocca d'Evandro, Roccamonfina, Santi Cosma e Damiano (LT), Teano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 81037 |
| Prefisso | 0823 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 061088 |
| Cod. catastale | I676 |
| Targa | CE |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona C, 1 355 GG |
| Nome abitanti | sessani |
| Patrono | san Leone IX Papa |
| Giorno festivo | 8 maggio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Sessa Aurunca è un comune italiano di 19 991 abitanti della provincia di Caserta in Campania.
Sessa Aurunca è il primo comune della provincia di Caserta per estensione territoriale, il secondo in Campania dopo Ariano Irpino.
La sua collocazione all'estremo nord-ovest della Campania ne fa il comune più occidentale della regione. Dispone di una fascia costiera sul litorale domizio lungo il golfo di Gaeta. È separata dal Lazio (provincia di Latina) dal fiume Garigliano. Il centro cittadino che dà il nome alla municipalità è collocato sul pendio di tufo vulcanico a sud-ovest del vulcano spento di Roccamonfina, su di un piccolo affluente del Garigliano, il Rio Travata. Il centro storico della città fa parte del parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.
Il toponimo deriva da Colonia Iulia Felix Classica Suessa (o in breve Suessa), colonia romana rifondata sulla città appartenente alla Pentapoli Aurunca, nucleo storico del centro.
Nel 314 a.C. infatti, sconfitti gli Aurunci, i Romani fecero di Suessa Aurunca una loro colonia di diritto latino, da cui il motto S.P.Q.S. presente sullo stemma municipale.
Si presume che il nome possa derivare dalla felice posizione (sessio, cioè sedile, dolce collina dal clima mite del territorio denominato dai Romani Campania felix).

Sessa Aurunca è di antichissima origine come confermano tracce di insediamenti preistorici e le necropoli dell'VIII secolo a.C., epoca in cui qui risiedevano gli Aurunci, talvolta detti Ausoni, popolazione di origine indoeuropea che si stabilì nel basso Lazio probabilmente intorno al I millennio a.C. Il loro territorio, a sud di quello dei Volsci, era compreso nell'area di Roccamonfina, tra il Liri e il Volturno, i monti Aurunci e il monte Massico. Una delle loro città principali fu Terracina. Socialmente non erano particolarmente evoluti – o almeno così li descrissero i Romani – e costruivano le loro città sempre in cima a un colle a scopo difensivo, con alcune caratteristiche in comune con gli Osco-umbri.
Il territorio degli Aurunci si estendeva dal Circeo al monte Massico, tra i monti Aurunci, i monti Ausoni e il mar Tirreno, organizzato in una Pentapoli con a capo le città di Ausona, Minturnae (il cui nome si fa talvolta risalire al Minotauro cretese), Sinuessa, Suessa e Vescia.
Intorno al IV sec. a.C. il popolo degli Aurunci – forse discendenti dei Tirreni, quindi di stirpe italica – entrò a contatto coi Romani, schierandosi contro di essi e alleandosi coi Sanniti. Le conseguenze furono disastrose: la Pentapoli venne annientata nel 314 a.C., tanto che di Ausona e di Vescia non è rimasto che il nome e poche notizie. Nel 312 a.C. la costruzione della via Appia, che collegava Roma con Capua, interessò anche il sito di Minturnae diventandone il Decumano Massimo, e la città divenne colonia di diritto romano nel 295 a.C. Iniziò così un nuovo periodo di prosperità, che raggiunse l'apice fra I e II secolo d.C., anche per Suessa, non lontana dall'arteria consolare cui venne collegata tramite il ponte Ronaco.
La Sessa preromana fu fortificata con mura ciclopiche che abbracciano una superficie di circa 1 ettaro: probabilmente questo era l'originario nucleo della città benché la superficie troppo esigua per un centro abitato faccia ipotizzare che le mura proteggessero solo un forte militare a difesa della popolazione aurunca. Nel 337 a.C. la postazione fu abbandonata, sotto la pressione dei Sidicini, in favore della zona dell'attuale centro storico.
La Sessa romana fu una colonia di diritto latino e batté moneta dal 270 a.C. circa alla seconda guerra punica (219-202 a.C.), durante la quale si rifiutò di fornire armi, soldati e denari a Roma. Nel II sec. a.C. vi nacque Gaio Lucilio, considerato l'inventore della satira. In seguito divenne un ragguardevole centro militare, commerciale e agricolo e venne elevata a municipium nel 90 a.C.; durante la guerra civile fra optimates e populares si schierò al fianco di Silla, e successivamente con Pompeo. È di questo periodo la cinta muraria, di cui restano le tracce: lunga due chilometri e mezzo con cinque-sei porte, fu realizzata in opus quadratum. Al tempo di Augusto Sessa ospitò una colonia di veterani classarii ed estese i suoi confini.
La posizione vantaggiosa tra la via Appia e la via Latina ne fece un centro di produzione agricola, i cui prodotti poterono essere trasportati verso Roma o verso Capua. Cicerone menzionò Suessa identificandola come un'importante città. Cesare distribuì le terre di Sessa fra i suoi veterani, per cui la città assunse in alcuni testi il nome di Colonia Iulia Felix Classica Suessa.

In età imperiale Suessa conobbe la sua massima espansione urbana: il centro abitato si estendeva su un'area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti. Nel 2001 gli scavi hanno riportato alla luce il teatro romano, struttura che poteva contenere più di 10 000 spettatori con una scena di circa 30 metri di fronte e 15 di profondità; il teatro ha come cornice naturale la campagna con il golfo di Gaeta all'orizzonte. Presso la città sorse una villa, proprietà di Matidia minore, sorella della moglie dell'imperatore Adriano.
Al declinare dell'Impero romano, Sessa – diocesi almeno dal V secolo – visse un periodo di decadenza demografica.
Sede di un gastaldato durante la dominazione dei Longobardi, nel suo castello ducale fu redatto il Placito di Sessa Aurunca, contenente una fra le prime testimonianze di volgare italiano. Dopo essere stata interessata dalle vicende storiche dei principati di Capua, Salerno e Benevento e del ducato di Gaeta, vide nascervi l'insigne giurista d'epoca sveva Taddeo da Sessa. Tra il XIV e il XV secolo i Marzano, signori di buona parte della Terra di Lavoro e una delle più potenti famiglie del Regno di Napoli, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi.
La signoria dei Marzano ebbe termine nel 1464 e Sessa per breve tempo venne eretta in arciducato. Nel 1507 fu concessa in feudo a Consalvo Ernandes de Córdoba, che aveva portato a termine la definitiva conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico con la battaglia del Garigliano e ne aveva ottenuto il titolo di viceré. Apparteneva ad una delle più illustri famiglie di Spagna.
Nel periodo del suo successore, Consalvo II de Córdoba, fu vescovo di Sessa Galeazzo Florimonte (†1565) che ispirò e diede il nome al celebre Galateo scritto da monsignor Della Casa.

Vi è stato un primo ducato di Sessa, dal 1360 al 1466, un arciducato, dal 1495 al 1507, e un secondo ducato di Sessa dal 1507 in poi, il cui titolo nobiliare esiste ancora oggi. Le radici dell'antichissima famiglia Marzano, che per prima acquisì il ducato sessano, si perdono nella notte dei tempi; probabilmente prese il nome da un'omonima terra che possedevano in Principato Citra sin dal 1230; ai tempi di re Federico II di Svevia infatti, subito dopo la sua vittoria in Lombardia, sono attestati Riccardo e Giovanni di Marzano.
I Marzano hanno posseduto numerosi feudi tra i quali: Baia, Caggiano, Calvi, Carinola, la rocca di Mondragone, Formicola, Gioia, Laconia, Latino, Maida, Marzano, Monteleone, Monterotario, Rocca d'Aspro, Roccamonfina, Salvitella, Sant'Angelo di Ripacanina, Sant'Angelo le Fratte, Sasso, Sessa, Teano, Tufara, Vallo di Novi.
Agli inizi del XIX secolo in seguito agli avvenimenti che andavano scuotendo il Regno napoletano, Sessa si trovò priva di due pilastri della sua importanza: la nobiltà e gli ordini religiosi che sin dal XIII secolo, avevano formato uno dei cardini della vita cittadina. Conservò però la diocesi e mantenne un suo ruolo come centro importante della provincia di Terra di Lavoro nel Distretto di Gaeta.
Durante la Seconda guerra mondiale il suo territorio venne interessato dai combattimenti avvenuti lungo la linea Gustav fra tedeschi e alleati. La sua popolazione fu vittima di violenze e parte del suo patrimonio culturale venne depredato dalle forze militari di entrambi gli schieramenti.
Nel 1975 venne scorporata la frazione Cellole che divenne comune autonomo.

Lo stemma del Comune di Sessa Aurunca è stato riconosciuto con decreto del Capo del governo del 18 maggio 1936. Nello stemma è raffigurato Eracle, nume tutelare del luogo in antichità, nell'atto di strangolare il Leone di Nemea.
Il gonfalone, concesso con regio decreto del 20 aprile 1936, è un drappo troncato di giallo e di azzurro.


Abitanti censiti

Al 1 gennaio 2023 vi sono presenti 777 residenti stranieri, pari al 3,84% della popolazione.
Il territorio comunale attualmente conta 30 frazioni o località, fra cui:

La particolare dislocazione geografica del centro e delle 30 frazioni fra un'ampia zona collinare e la fertilissima piana del Garigliano, rende importante il territorio comunale per una produzione agricola differenziata e apprezzata soprattutto per quanto riguarda olio e vini (come l'antico Falerno) noti già nell'epoca romana (numerose sono sul territorio le tracce di grossi insediamenti produttivi di età imperiale).
Da queste zone, e fino alle pendici del Massico, provengono il vino Falerno odierno e l'olio d'oliva Terre Aurunche, entrambi DOP.
Non mancano l'allevamento del bestiame (in modo particolare delle bufale in pianura e degli ovini in collina), recenti impianti ittici e insediamenti industriali.
Nelle campagne di Sessa Aurunca sorge la centrale nucleare dismessa "del Garigliano", chiusa nel 1982.
Il territorio comunale di Sessa Aurunca è attraversato dalla strada statale 7 Via Appia e dalla Strada statale 7 quater Via Domitiana.

Il comune dispone della stazione ferroviaria di Sessa Aurunca-Roccamonfina-Cellole sulla ferrovia Roma-Formia-Napoli. La stazione dista circa 8 km dal centro cittadino ed è collegata ad esso da un servizio di bus locali.
Fino al 1957 il comune era servito anche dalla stazione di Sessa Aurunca Superiore sulla ferrovia Sparanise-Gaeta. Sulla medesima linea erano presenti anche le stazioni di Cellole-Fasani, di Santa Fè e di Cascano.
Nei giorni feriali sono previsti collegamenti quotidiani in autobus per Caserta e Napoli. Il servizio, precedentemente offerto da CLP, è ora in capo ad AIR Campania, che garantisce anche il trasporto verso alcune frazioni (particolarmente le "Toraglie") e verso i comuni, tra gli altri, di Roccamonfina, Galluccio, Mondragone, Carinola, Francolise, Sparanise, Pastorano, Capua e Santa Maria Capua Vetere.
Altre linee locali collegano Sessa Aurunca con le rimanenti frazioni (tra cui Baia Domizia) e con i comuni limitrofi di Cellole, Falciano del Massico, Teano, Minturno (frazione Scauri) e Formia.
Nel comune hanno sede le seguenti società di calcio:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 130259019 · LCCN (EN) n85298483 · GND (DE) 4282777-2 · BNF (FR) cb14625344t (data) · J9U (EN, HE) 987007567272105171 |
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