| Alezio | |
|---|---|
| Disciplinare DOC | |
| Stato | |
| Regione | |
| Data decreto | 9 febbraio 1983 |
| Tipi regolamentati | |
| Fonte: Disciplinare di produzione | |
L'Alezio è una DOC riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nelle provincia di Lecce.
La zona di produzione comprende tutto il territorio comunale di Alezio e Sannicola ed in parte il territorio dei comuni di Gallipoli e Tuglie, tutti in provincia di Lecce.
L'area corrispondente alla zona di produzione si è affermata toponomasticamente come circoscrizione del Regno di Sicilia in seguito al declino della potenza bizantina e all'avvento dei Normanni. Le suddivisioni provinciali, istituite dall'imperatore svevo con la promulgazione del Liber Augustalis nel 1231, sono rimaste in vigore fino alla costituzione del Regno d'Italia nel 1860.
Le testimonianze di insediamenti umani risalgono al Paleolitico, caratterizzando l'impianto urbano con mura a protezione dei centri abitati. Le dominazioni storiche hanno influenzato lo sviluppo del territorio: la dominazione greca ha promosso l'attività politica e culturale, mentre l'espansione longobarda ha agito da catalizzatore per l'attività agricola. La seconda metà del XIII secolo ha visto l'area entrare a far parte del Regno di Napoli sotto la dominazione angioina.
Nel corso dei secoli, le terre sono state costantemente coltivate sia per il sostentamento che per il pagamento delle tasse imposte, contribuendo in modo significativo ad animare il commercio e l'economia generale della zona.
Il Settecento ha segnato la concretizzazione di una filiera di esportazione continua e significativa di olio e vino, in particolare con partenza dal porto di Gallipoli. Tra il 1600 e il 1700, i porti di Otranto, Gallipoli e Brindisi gestivano flussi commerciali imponenti destinati a mercati europei quali Londra, Berlino, San Pietroburgo e Barcellona.
L'intero territorio è disseminato di reperti che documentano l'antica presenza della vite e l'eccellente qualità dei vini ottenuti. A metà dell'Ottocento, per agevolare gli scambi commerciali, furono istituiti moderni impianti per la pigiatura e la vinificazione in prossimità della rete ferroviaria.
Come riferito da Falcone (2010), importanti fonti documentali si ritrovano nell'archivio storico della Direzione Generale dell'Agricoltura, con riferimenti alle prime "Cantine Sociali" di Alezio, Gallipoli e Manduria. Agli inizi del Novecento, si registrò una forte richiesta di incremento della coltivazione della vite, motivata dalla necessità di fornire vino da taglio alle regioni settentrionali, le quali dovevano far fronte alla crisi produttiva, anche francese, indotta dalla fillossera.
Le prime notizie dettagliate e scientificamente ordinate sulla produzione dei vini di Alezio risalgono alla "Statistica del Regno di Napoli" disposta da Gioacchino Murat nel 1811. Tale documentazione conferma Alezio come una delle antiche zone d'Italia a vocazione viticola. La regione Puglia raggiunse il primato di seconda regione produttrice di vino in Italia nel 1930.
Il vino "Alezio Rosso DOC" qualora venga sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni ed immesso al consumo con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di almeno 12,50% vol, può portare in etichetta la qualificazione "riserva".
Sulle bottiglie e altri recipienti contenenti il tipo "riserva" deve figurare l'annata di produzione delle uve.
L'Alezio DOC è stato istituito con DPR 9 febbraio 1983 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 264 del 29 settembre 1983.
Successivamente è stato modificato con:
| uvaggio | Negroamaro min 80%; possono concorrere alla produzione le uve provenienti dalle varietà di vitigni Malvasia Nera di Lecce, Sangiovese e Montepulciano, da sole o congiuntamente max 20%. |
| titolo alcolometrico minimo | 12,00% vol. (12,50% vol. per il riserva) |
| acidità totale minima | 8 g/l. |
| estratto secco minimo | 22,00 g/l |
| resa massima di uva per ettaro | 140 q. |
| resa massima di uva in vino | 70 % |
Primi piatti a base di carne, carne arrosto o alla griglia, formaggi di media stagionatura.
| uvaggio | Negroamaro min 80%; possono concorrere alla produzione le uve provenienti dalle varietà di vitigni Malvasia Nera di Lecce, Sangiovese e Montepulciano, da sole o congiuntamente max 20%. |
| titolo alcolometrico minimo | 12,00 % vol. |
| acidità totale minima | 5 g/l. |
| estratto secco minimo | 18,00 g/l |
| resa massima di uva per ettaro | 140 q. |
| resa massima di uva in vino | 35 % |
Primi piatti, carni bianche.